robitex

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  • in risposta a: installazione #44374
    robitex
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      Ciao ragazzi,
      ho dovuto piallare il mio PC, sto provando a reinstallare la distribuzione protex, scaricata dal mirror uniroma2. Mi installa correttamente MiKtex, quando clicco su … clicca qui per installare TEXnicCenter appare:

      Windows cannot find ‘C:\Documents’. Make sure you typed the name correctly and try again …

      Ho scaricato di nuovo tutta la distribuzione, ma continua a farlo.
      Qualche lume?

      Grazie

      Francesco

      A tutta l’aria di un problema di caratteri spazio nel path, ma perché se vuoi installare MiKTeX e TeXniCenter non farlo direttamente dai rispettivi siti?

      http://miktex.org/2.8/setup

      http://www.texniccenter.org/resources/downloads

      Ciao

      in risposta a: Proporre uso LaTeX ad una rivista di filosofia #44353
      robitex
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        Ciao a tutti,
        essendo stato istantaneamente “convertito” all’uso di LaTeX, come S. Paolo sulla via di Damasco, sto seriamente meditando di proporre alla rivista filosofica della mia università, di adottare LaTeX. Dato però, che non si può chiedere a tutti gli autori, che fino ad ora hanno scritto i loro articoli con Word o con Open Office, di adottare LaTeX, quale potrebbe essere la strategia migliore? Se un tale cambiamento non fosse di per sé un’impresa disperata, in assenza di autori che scrivano già in LaTeX, per il testo e le note non mi pare sarebbe un grosso problema: si potrebbe suggerire agli autori di usare qualcosa come il Blocco Note di Word (o similia), ma per la bibliografia?
        Se avete suggerimenti…
        Grazie
        Alex

        Riviste fatte in LaTeX ce ne sono parecchie a cominciare da quella del GuIT ArsTeXnica (che tra l’atro contiene un recente articolo su una rivista di cultura slava fatta in LaTeX), per finire con Free Software magazine.

        Occorre predisporre una classe di documento apposita da poter distribuire agli autori ed un modello di sorgente per facilitare la costruzione del singolo articolo.
        Una rivista di filosofia immagino non comprenda complicati oggetti tipografici il cui codice LaTeX può “spaventare i neofiti”.
        Quindi penso che non in una settimana ma nel giro di un ora, qualsiasi autore possa diventare operativo.
        I comandi di base da conoscere sono di una difficoltà elementare, giusto quelli per strutturare il documento in sezione e paragrafi, quelli della serie \textxx{}, ed \emph{}.

        Anche la rivista di Somedia (vedi articolo su ArsTeXnica) fa uso di LaTeX ma attraserso un software di gestione che richiede agli autori di utilizzare nel testo un sott’insieme della sintassi, poco più estesa di quella che citavo prima.

        Insomma, l’argomento è stato già ampliamente sviluppato. L’ostacolo ad una rivista di elevata qualità, nel contenuto e nella forma tipografica, basata su LaTeX è solo una questione di consapevolezza.
        Saluti

        in risposta a: Watermark verticale non sovrapposto #44323
        robitex
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          scusate ma allora perche si usa per mettere nell’header ad esempio il titolo del capitolo, il numero di pagina ecc….??

          sono stato ancora poco chiaro.
          il pacchetto fancyheader serve ad comporre liberamente header and footer.
          io lo sfruttavo solo per avere l’inserimento del watermark in ogni pagina, dato che il codice inserito nell’header verrebbe riprodotto in ogni pagina, senza necessita’ di modificare l’header o il footer originale.
          il codice che ti ho suggerito non inserisce niente nell’header/footer infatti, ma solo il watermark nella posizione richiesta (e facilmente modificabile).

          …e se il documento ha una prima pagina d’intestazione priva di header?
          Inoltre il posizionamento assoluto di pgf richiede un minimo di due compilazioni per poter correttamente determinare le coordinate.
          Bye

          in risposta a: compilazione in dvi #44347
          robitex
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            La tua ultima osservazione “Da quello che scrivi comunque non si capisce perché tu continui ad usare il dvi” mi ha fatto riflettere .

            Ho scaricato SUMATRA .PDF
            tuttavia anche cercando di usare sumatra NON riesco a trovare la sincronizzazione tra il lavoro in tex e il lavoro in pdf. 🙁 🙁

            Talvolta Sumatra mi apre direttamente texworks altre volte invece no. Ora non so proprio come fare… Sono veramente confuso. Davvero ho bisogno dei vostri consigli . Grazie sempre di tutto.

            L’installazione di TeXWorks comprende già il visualizzatore PDF, non devi quindi preoccuparti di sumatra.
            Tieni conto che TeXWorks è ancora in fase di sviluppo (complicata dal dover tenere in conto dei tre sistemi operativi supportati) ed ha ancora qualche sbavatura nel funzionamento.

            Comunque una ragione per cui TeXWorks non permette la “navigazione” tra sorgente e pdf è la presenza nel percorso del file (nomi directory e nome del sorgete) di alcuni caratteri tipo segni d’interpunzione (non ricordo di preciso e penso sia un problema che si verifica solo sotto windows).
            Quindi fai una prova con un file salvato in C:/ e con un nome standard tipo abc.tex.

            Ti ricordo anche che a meno della ricerca inversa (molto utile in fase di correzione finale devo ammettere), non è obbligatorio usare TeXWorks ne tanto meno un editor specializzato per LaTeX:
            si apre una shell di sistema (sotto Windows vai in Start->Esegui, digita cmd come nome del programma da avviare) e si lancia dalla finestra di console pdflatex (senza estensione):
            `pdflatex nomefile`
            Naturalmente occorre spostarsi nella directory dove risiede il sorgente con il comando cd (change directory), pena la necessità di specificare il path completo.

            L’editor è solo una comodità, e nella quasi totalità dei casi (99.99%) se si verifica un problema, è imputabile al sorgente, mentre compilarsi da se i file è sempre piuttosto istruttivo.

            In ultimo, vorrei invitarti a studiarti una buona guida di LaTeX come la Guida GuIT o l’Arte di Pantieri.
            Mi rendo conto che la quantità di informazioni di dettaglio da conoscere è piuttosto grande ed alla fine le si da quasi tutte per scontate.
            Ciao e buon lavoro.

            PS. Ecco l’ho trovato:
            NB. Up to the version used here, the fact that the name of the main folder of the user, in “Documents and Settings”, has accented characters, in fact any non-ASCII character, will prevent the use of the spell-checker and of the automatic shift from the source to the view and back with positionning at the same place.

            Se vuoi la ricerca inversa in TeXWorks non ci devono essere caratteri non ASCII nel percorso!!!!

            in risposta a: compilazione in dvi #44343
            robitex
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              Da tempo lavoro con un programma in tex che elabora automaticamente in Dvi .

              Ora per migliorare il lavoro ho scaricato MiK tex.2.8 (normale NON quello completo che non ho saputo scaricare ) dove e’ inserito l’elaboratore Texworks che pero’ (a me sembra ) elabora solo in PDF o cose simili. ( ho anche eseguito l’Update)
              Come devo fare per avere contemporaneamente sullo schermo il file .tex e il file dvi.
              Aggiungo che ho sempre usato pacchetti di file ” tutto incluso” e quindi ho poca dimestichezza con l’installazione di files etc…
              Spero che qualcuno mi possa dare una mano spiegandomi i passi che devo fare . Grazie .

              A quanto so TeXWorks lavora solo con i pdf nel senso che prevede di compilare e visualizzare il risultato in quel formato.
              Se ti serve l’uscita in dvi usa un altro editor o lancia la compilazione latex da linea di comando, ma fai attenzione a non confondare l’editor con LaTeX.

              Da quello che scrivi comunque non si capisce perché tu continui ad usare il dvi.

              Bye

              in risposta a: Watermark verticale non sovrapposto #44318
              robitex
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                io invece propongo il solito pgf

                `\usepackage{tikz}
                …
                \begin{tikzpicture}[remember picture,overlay]
                \node [xshift=-1cm] at (current page.east) [rotate=90] {blablabla};
                \end{tikzpicture}`

                basta inserire questa figura in ogni pagina, per esempio attraverso le testatine di fancyheader.

                A si, allora io calo l’asso!
                http://river-valley.com/pdfdraftcopy/

                Non te l’aspettavi eh?
                8) 8) 8)

                in risposta a: Watermark verticale non sovrapposto #44316
                robitex
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                  Ciao,
                  ho provato diversi pacchetti per fare il watermark del tipo “bozza” ma nessuno fa quello he voglio, tranne forse draftcopy ma io uso pdflatex e mi scoccerebbe fare il giropesca tramite dvi 🙂

                  Praticamente io vorrei una scritta con data e ora (usando il pacchetto datetime per esempio) non sotto il testo ma verticale o orizzontale, lateralmente, su ogni pagina ma _fuori_ dall’area della pagina, quindi ad esempio non dentro l’header.

                  Ad esempio come gli articoli presenti su ArXiv, sulla prima pagina hanno un watermark laterale verticale a sinistra.

                  Come posso fare?

                  grazie

                  David

                  Ti propongo questa soluzione:`\documentclass{article}

                  \usepackage{eso-pic}
                  \usepackage{datetime}
                  \usepackage{graphicx}
                  \usepackage{lipsum}

                  \yyyymmdddate

                  \AddToShipoutPicture{%
                  \rotatebox{90}{\hspace*{120mm}\rule{0pt}{18pt}\small This document was compiled with \textsc{pdf}\LaTeX{} on \texttt{\today}}
                  }

                  \begin{document}
                  \lipsum
                  \end{document}`

                  Tieni conto che eliminando il comando \AddToShipoutPicture (e quindi conviene commentare la chiamata del pacchetto eso-pic) il “watermark” scompare.

                  Se è richesto un watermark gigante ed obliquo su tutta la pagina, è possibile adattare il codice.
                  L’unica cosa che non so è come fare per utilizzare dei font outline (non riempiti).

                  [OT] Sono riuscito ad anticipare la risposta di Enrico: evviva!!!
                  (Probabilmente non perché sono stato più veloce ma perché sta sicuramente mangiando un buon piatto di pasta: carboidrati Prof. carboidrati 😆 😆 😆

                  in risposta a: Traduzioni e revisioni: qual è la migliore strategia? #44287
                  robitex
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                    Ciao a tutti.
                    Ho scritto una versione inglese in latex di un testo (molto corposo) che ora devo far tradurre a persone che non conoscono latex, quindi avevo pensato di farmi commentare il pdf della mia versione e poi copiare (lavoro molto pesante…) la parte tradotta. Poi però ci potrebbero essere revisioni…e allora sarebbe il delirio…

                    Esistono strade/metodo più eleganti dalla vostra esperienza?

                    A mio avviso si tratta di un problema di formato più che di conoscenza o meno di un software.

                    Io proporrei il seguente sistema:

                    0 – accordarsi sul formato
                    Il formato in assoluto più leggibile è quello ASCII, pertanto userei senz’altro questa codifica stabilendo la regola che i dati debbono essere trasmessi da una parte all’altra in ASCII.

                    1 – preparazione del materiale
                    Organizzato il sorgente LaTeX in funzione di capitoli e sezioni, quindi con un file per singolo capitolo o singola sezione, il markup si ridurrebbe all’essenziale.

                    2 – invio materiale
                    nel messaggio comprendo: il file pdf compilato della versione da tradurre, i singoli file di testo delle sezioni.

                    3 – traduzione
                    Il destinatario elabora i file di testo traducendolo in un editor di testo e lasciando inalterato l’informazione di markup.

                    4 – reinvio del lavoro
                    Ricevo indietro i file tradotti e compilo il file principale re-inviando il risultato al traduttore in pdf con le osservazioni scritte a parte.

                    5 -revisioni
                    A questo punto il traduttore corregge i propri file di testo e li reinvia iterando la procedura.

                    Complicato?
                    Se il lavoro consiste in molto testo e solo qualche immagine o tabella non credo sia inattuabile, basta organizzare i file di testo con un buon nome e una buona suddivisione in directory.

                    In fondo se trovo:`The best software in \emph{digital typography}`
                    lo traduco in:
                    `Il miglior software nella \emph{tipografia generale}`

                    Il markup viene mantenuto, l’autore fa da interfaccia al compilatore pdflatex e conteporaneamente da revisore, il traduttore lavora con testo puro in ascii.

                    In alternativa potreste usare un markup non LaTeX sempre basato su ASCII, ovvero naturalmente HTML, utilizzando script per la traduzione da e verso LaTeX per l’autore e da e verso il programma di videoscrittura del traduttore.

                    In ogni caso il markup deve essere semplice.
                    Problema interessante vero?
                    Alla prossima.

                    in risposta a: Disperato nuovo utilizzatore LaTex!!! #44008
                    robitex
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                      Buongiorno a tutti,
                      prima di iniziare a scrivere la mia tesi (non scientifica) ho fatto una ricerca sulle alternative al “caro” word: ho cosi scoperto LaTex, che ho poi deciso di utilizzare.

                      Ho scaricato MiKTex 2.8 per il mio windows 7 e relativo Texwork e ho deciso di dedicare il weekend a capire come funziona il tutto.
                      Sapevo che il metodo tex fosse meno intuitivo di word ma dopo due giorni di full immersion, leggendo tutti i manuali a disposizione sul web, inizio a sentirmi molto stupido e tutti intorno a me mi esortano ad abbandonare le armi: non voglio farlo quindi mi appello a voi!

                      Credo di essere in grado di scrivere alcune banalissime righe impostando i comandi base ma i miei problemi nascono con i vari packages…aimé indispensabili per documenti lunghi e complessi.
                      Per facilitarmi l’impresa ho anche provato a scaricare modelli di tesi liberamente disponibili sul web, da modificare poi secondo le mie necessità. Prima di iniziare ad apportare modifiche ho voluto procedere alla compilazione del testo, per vedere se tutto funzionava corretamente, ma ogni volta la compilazione si arresta per via di qualche pacchetto che non viene trovato.
                      Ho deciso cosi di fare da me, ma anche in questo caso ho comunque bisogno di alcuni pacchetti indispensabili (natbib, fancyhdr, emptypage, etc) che MiKTex si rifiuta di installare “Windows API error 5: Accesso negato.”….questo nonostante sia amministratore, anzi unico utilizzatore del mio portatile.
                      Inoltre ho anche un problema con le lingue perchè babel accetta tutte le lingue da me immesse, che ho anche spuntato nelle opzioni delle lingue ma nella sezione packages/language support, nessuna delle lingue a me necessarie è spuntata e non c’è verso di cambiare questa impostazione.
                      Ho infine anche un ultimo quesito…sperando di non abusare della vostra disponibilità: per inserire caratteri tipici di altre lingue (ğ,ş,ç,ü,ö,ı,ñ,ä,etc) e/o accenti di vario tipo cosa devo fare?
                      Insomma…la cosa si sta facendo molto più complessa di ciò che avevo previsto e spero di trovare presto una soluzione per tutti questi problemi o dovrò desistere e sarebbe un peccato visto le potenzialità di LaTex… 🙁

                      Ciao.
                      Esiste una guida di Lapo Mori su come realizzare la tesi in LaTeX. Potresti utilizzarla per giungere rapidamente al risultato che se avrai tempo potrai facilmente perfezionare: http://www.guit.sssup.it/guitmeeting/2005/articoli/mori.pdf .
                      Altre due cose: la prima riguarda il metodo, ovvero lavora prioritariamente ai contenuti senza preoccuparsi troppo di quello che è tipograficamente non definitivo, e vedrai che anche la tua conoscenza di LaTeX evolverà rapidamente.
                      La seconda è questa: se sei in difficoltà ed i post sul forum non sono sufficienti, scrivi un nuovo post dedicato al singolo problema, per esempio a quello delle lingue, dando più particolari possibili ed anche un esempio di codice.

                      Fare la tesi con LaTeX è anche un modo per impararlo e prepararsi ad utilizzarlo anche dopo l’università.
                      Buon lavoro!

                      in risposta a: Futuro di LaTeX #42589
                      robitex
                      Amministratore del forum
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                        Ciao a tutti,

                        vorrei fare una riflessione (spero banale) da ignorante in merito a LuaTeX.

                        Io spero vivamente che, quando verrà (se verrà, ma sembra di sì) il momento di introdursi nel “mondo” di LuaTeX, saranno anche disponibili manuali come Impara LaTeX, L’Arte, e altri, i quali, credo, sono stati in qualche modo oggetto di lettura, o anche di studio, da parte di molti (o tutti?) utilizzatori di LaTeX.

                        Ciao e grazie.

                        Vorrei precisarti questo:
                        Come ti ha ben esposto Enrico, LuaTeX è un motore tipografico evoluzione di pdfTeX (all’inizio era infatti chiamato anche con pdfTeX 2.0). Non rifare lo stesso errore.
                        Come utente finale, non consulti certo il manuale di pdfTeX (motore attuale di LaTeX), bensì manuali su LaTeX come l’Arte o la Guida GuIT.
                        Più che un manuale su LuaTeX servirà ottima documentazione sui nuovi formati che si baseranno su questo nuovo motore (LaTeX3 per esempio o ConTeXt mk iv).

                        Per formato si deve intendere un particolare insieme di macro precompilate in un file.
                        Per esempio LaTeX non è altro che un insieme di macro scritte in TeX (i sorgenti TeX sono disponibili in qualsiasi distribuzione), e precompilate per l’uso, che definisce il linguaggio di “alto livello” che utilizzi normalmente.
                        Le definizioni di \documentclass, \usepackage, \begin{tabular}\end{tabular} si trovano tutte in quel sorgente.
                        Durante la compilazione di un sorgente LaTeX non viene eseguito altro che il codice TeX corrispondente, dall’eseguibile di TeX (quello usato attualmente è pdfTeX). Invece un sorgente di ConTeXt mark iv chiamerà in causa l’eseguibile di LuaTeX.

                        Anche la versione attuale di ConTeXt, chiamata mark ii (ii come 2) è un formato basato su TeX (e quindi definisce un linguaggio ulteriore), mentre la versione in sviluppo, la mark iv (iv come quattro) è invece un formato basato su LuaTeX.

                        Certo, comunque, che la documentazione deve essere la più completa e leggibile possibile, e la comunità italiana ne ha prodotta di eccellente.

                        Spero di aver ulteriormente contribuito a chiarire la situazione.
                        Grazie e ciao.

                        in risposta a: Futuro di LaTeX #42587
                        robitex
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                          [quote]

                          Vedo che la dialettica forma/contenuto ha lasciato traccia. È vero, i manuali di ConTeXt sono tipograficamente alquanto appariscenti; sembrano dire: “guarda cosa si può fare con ConTeXt!” ma subito dopo è come se ridessero sotto i baffi…
                          Si sente la mancanza di un’Arte di scrivere con ConTeXt o di Una (mica tanto) breve introduzione a ConTeXt

                          A me ha fatto la stessa impressione, solo che dopo ho cominciato a studiare ll manuale
                          ed il codice degli esempi ed a provare per mio conto — un metodo consolidato per chi è nell’ambito dell’informatica. Certo, il linguaggio di tipo macro è inconsueto ma non alieno, ed alla fine per me è fondamentale capire come funziona il tutto (magari non ad un livello di dettaglio estremo), non solamente conoscere qualche centinaio di opzioni.
                          Non capisco chi se la ride sotto i baffi…

                          Eh..lo so, come con LaTeX, i manuali bisognerebbe studiarli. È per questo che quando li sfoglio, spesso, se la ridono sotto i baffi. Mi riferivo ai manuali, che sembrano dire: “se non mi studi non riuscirai mai a fare niente”. Forse le difficoltà sono maggiori per gli utenti LaTeX che hanno già un po’ di infarinatura.
                          Per esempio. Voglio mettere il numero del capitolo a destra, all’altezza del testo, nello stile di questo manuale: http://www.pragma-ade.com/general/manuals/cont-enp.pdf. So come farlo in LaTeX e vorrei poterlo fare anche in ConTeXt, ma senza dedicarci tutto il tempo che ci ho messo per capire come farlo in LaTeX. (nel merito ho trovato un codice in rete, che fa quello che voglio, ma non capisco tutti i comandi.) Insomma, quando voglio utilizzare ConTeXt mi sento un po’ come quando devo fare qualcosa con Tikz/pgf: spero sempre di trovare un esempio che si avvicina alle mie esigenze, altrimenti prevedo dolori…
                          Ma senza dubbio ConTeXt è invitante…prima o poi lo affronterò seriamente.

                          Ciao
                          Ivan[/quote]

                          Anche Ivan secondo me centra il problema: Tikz/pgf è un linguaggio per esprimere grafica vettoriale ed è necessario comprenderlo al pari di quello di LaTeX e di ConTeXt, e dalle caratteristiche del linguaggio dipende in primo luogo quanto tempo dobbiamo dedicare ad esso per acquisirlo.
                          Confrontando PGF con pstricks per esempio è evidente come la complessità del linguaggio grafico sia stata diversamente interpretata dagli autori. La complessità deve essere sempre equilibrata al massimo con la facilità d’uso e le funzionalità.
                          … e la sintesi è sempre difficile da raggiungere.

                          Ciao.

                          in risposta a: Futuro di LaTeX #42586
                          robitex
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                            Ciao a tutti,

                            in primo luogo vorrei dire una cosa a robitex: il fatto che abbia chiesto chiarimenti era dovuto più che altro al fatto che di LuaTeX non ne sapevo proprio nulla (non è che adesso ne sappia molto di più), e quindi mi sono confuso facilmente. Io non intedevo affatto criticare i precedenti messaggi, ma solo avere chiarimenti perché mi interessava (e mi interessa) capire. Perdonami se ho lasciato intendere qualcosa di diverso.

                            Grazie,
                            Ciao.

                            Grazie per la precisazione. Non avevo affatto inteso anche in maniera velata una critica, il tuo intervento (anche se le critiche sono sempre benvenute, almeno sul forum del GuIT 😆 ).

                            Giusto che sto postando, aggiungo un commento alla discussione.
                            Mi pare che Luigi, dicendo che LaTeX3 non è stato sviluppato pensando a LuaTeX, abbia centrato il problema.
                            Inoltre da quello che egli ha affermato sulla documentazione, non rimane che sperare che quella di ConTeXt mk iv diventi buona anche per l’utente normale e non solo per il programmatore (che consulta direttamente il codice).

                            Forse lo sapete, ma è mia convinzione che il linguaggio è fondamentale per l’efficienza e l’efficacia del risultato per i software di tipografia asincrona del mondo TeX. L’unico modo di interagire con esso è infatti solo ed unicamente il linguaggio.

                            [Importante]
                            Penso che ci sia ancora molto spazio per rendere i linguaggi più espressivi, sintetici, pratici e coerenti, di quelli attuali.
                            [/Importante]

                            LaTeX3 lavora su un linguaggio per i package writers (programmazione macro).
                            ConTeXt mark iv lavora su un linguaggio per l’utente finale.

                            Stiamo parlando di implementazioni che vengono sviluppate da decenni, non è certo da un giorno a quell’altro che si crea un linguaggio tipografico.

                            E, senza dubbio di smentita, penso che luaTeX faciliti la creazione di linguaggi più potenti, ed ecco perché temo per il progetto LaTeX3, ma solo se quelli di ConTeXt saranno abbastanza bravi.
                            Ciao.

                            in risposta a: Futuro di LaTeX #42575
                            robitex
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                              Non volevo di certo creare confusione, scusate. In sostanza mi chiedevo, qui sul forum, cosa potrà succedere in futuro quando si confronteranno ConTeXt mark iv e LaTeX3. Lo sviluppo del linguaggio è un passo fondamentale molto complesso, dunque LaTeX3 che non è stato progettato con in mente LuaTeX potrebbe essere obsoleto rispetto a ConTeXt?
                              Vedremo…
                              ( Buona Pasqua )

                              Non c’è speranza che ConTeXt acquisisca clienti se prima non scrivono un manuale utente che dica come fare le cose semplici. Ogni volta che leggo il manuale per il principiante (http://www.pragma-ade.com/general/manuals/ms-cb-en.pdf) e trovo roba come

                              \placeblock[.1.][ref,..]{.2.}{.3.}

                              dove non si capisce che cosa siano .1., .2. e .3., né perché alcune delle parti siano in carattere inclinato, mi dico che il manuale è stato scritto per chi conosce già il linguaggio. Ah, in fondo a quel manuale c’è un breve cenno alla sintassi: chi ci capisce qualcosa è bravo. Luigi mi perdonerà, spero. 🙂

                              Ciao
                              Enrico

                              Verissimo. La documentazione gioca un ruolo fondamentale. Visto che è molto impegnativo scrivere buona documentazione e che chi si dedica a ConTeXt è un team assai più ridotto di quello su cui può contare LaTeX, non si capisce perché i manuali di ConTeXt siano scritti in una forma grafica così accattivante ma così poco chiara.
                              Prima il contenuto e poi la forma, vero Ivan?

                              Ricordo che le mie prime prove con la mark ii si sono interrotte perché non sono riuscito a settare la pagina come volevo, pur dedicando un tempo più che sufficiente alla lettura del manuale.
                              Buona serata a tutti. 😆

                              in risposta a: Futuro di LaTeX #42573
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                                Ciao Enrico,

                                ti ringrazio del chiarimento. Spero di aver capito correttamente.

                                Quindi chi, come me, pian piano ha e sta imparando a utilizzare LaTeX non dovrà “buttare via” la conoscenza in merito a comandi, ambienti, e altro che riguarda LaTeX, ma semplicemente continuarà ad utilizzarli come ha fatto sin ora, compilando (eventualmente) con LuaTeX invece che con pdfTeX? (Il file di output sarà ancora in formato pdf?)

                                LuaTeX è il successore di pdfTeX; conterrà non solo più primitive, ma anche un modo di interfacciarsi con un linguaggio di scripting, capace di fornire token alla parte TeX. Certe cose diventeranno più agevoli, a livello di programmazione, ma l’interfaccia utente per LaTeX rimarrà essenzialmente la stessa.

                                [quote]Non penso che LaTeX non venga più sviluppato…

                                Da frasi come queste avevo capito che LuaTeX fosse qualcosa di sostitutivo rispetto a LaTeX. Da quello che ha detto tu invece mi pare di aver capito che non sia così. Ho capito correttamente?

                                Hai capito giusto. Cerco di spiegare meglio. Chi sta sviluppando LuaTeX è interessato principalmente a ConTeXt; gli sviluppatori di LaTeX al momento stanno più o meno a guardare (solo Heiko Oberdiek e Élie Roux hanno abbastanza le mani in pasta per scrivere codice LuaTeX), attendendo che LuaTeX diventi stabile. Quando sarà stabile, si potranno programmare le funzioni LaTeX con le nuove estensioni fornite da LuaTeX rendendolo più flessibile (per esempio nella gestione dei font).

                                Ciao
                                Enrico[/quote]

                                Non volevo di certo creare confusione, scusate. In sostanza mi chiedevo, qui sul forum, cosa potrà succedere in futuro quando si confronteranno ConTeXt mark iv e LaTeX3. Lo sviluppo del linguaggio è un passo fondamentale molto complesso, dunque LaTeX3 che non è stato progettato con in mente LuaTeX potrebbe essere obsoleto rispetto a ConTeXt?
                                Vedremo…
                                Forse si capirà qualcosa di più al prossimo EuroTeX 2010!

                                ( Buona Pasqua )
                                Ciao

                                in risposta a: Come spezzare un argomento di un comando alla virgola #40144
                                robitex
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                                  Certo che si può fare. 😀
                                  `\documentclass[a4paper]{article}
                                  […]
                                  \begin{document}

                                  \processlist{pippo,pluto,nonna papera}
                                  \showlistargs

                                  […]
                                  \end{document}`

                                  E si può fare in modo che funzioni anche questo?

                                  `
                                  \def\myargs{pippo,pluto,nonna papera}
                                  \processlist{\myargs}
                                  \showlistargs
                                  `

                                  che adesso ha come risultato:

                                  `Numero argomenti: 1
                                  \list@arg@i → pippo,pluto,nonna papera
                                  `

                                  e invece sarebbe bello che fosse:

                                  `Numero argomenti: 3
                                  \list@arg@i → pippo
                                  \list@arg@ii → pluto
                                  \list@arg@iii → nonna papera
                                  `

                                  Grazie,
                                  Emmanuele

                                  Segnalo il pacchetto etextools.
                                  Propone una serie completa di comandi per il parsing delle liste.
                                  Ciao

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 2,491 al 2,505 (di 2,917 totali)

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