Rocco

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  • in risposta a: LaTeX vs MS Word 2010 #77332
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    Sarò breve, anzi, brevissimo. LaTeX é distribuito con una licenza free software [1]. MS Office lo paghi 250€ [2].

    Se poi, come potrai facilmente notare tu stesso, i risultati ottenuti con LaTeX sono tipograficamente (di gran lunga) migliori, allora proprio non c’è storia.

    Leggi la guida di Lorenzo. Inizia ad utilizzare LaTeX. Sperimenta. Sono convinto che non tornerai mai più sui tuoi passi! 😉

    [1] http://www.latex-project.org/lppl/
    [2] http://office.microsoft.com/it-it/buy/office-2010-which-suite-is-right-for-you-FX101812900.aspx?WT.mc_id=ODC_itIT_Q1offer_MainHP

    in risposta a: Un pacchetto “scientifico” per l’Arte: consigli? #77027
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    Non trovate che alcuni grafi assomigliano molto a reticoli cristallini? Se vi fosse un pacchetto per disegnare i reticoli cristallini in modo semplice e pulito potrebbe benissimo essere inserito in “Altre scienze”? 😉

    in risposta a: Un pacchetto “scientifico” per l’Arte: consigli? #77021
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    lorenzo.pantieri” post=76251

    Si potrebbe parlare di un pacchetto per disegnare diagrammi UML o diagrammi di flusso. O magari si potrebbe spendere qualche parola di più sul pacchetto listings. :mrgreen:

    1. La prossima edizione dell’Arte avrà un intero capitolo sui codici.

    […]

    Ricapitolando: la prossima edizione dell’Arte avrà un intero capitolo sui codici e un intero capitolo sui grafici?

    Quando sarà disponibile tale magnificenza? 😉

    Comunque stavo pensando ad un pacchetto per disegnare dei grafi, ma cercando in internet ho notato che si utilizza direttamente TikZ…

    in risposta a: Un pacchetto “scientifico” per l’Arte: consigli? #77018
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    Si potrebbe parlare di un pacchetto per disegnare diagrammi UML o diagrammi di flusso. O magari si potrebbe spendere qualche parola di più sul pacchetto listings. :mrgreen:

    in risposta a: Problemi con alcune definizioni in ambito matematico. #77037
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    OldClaudio” post=76169\mathbb non è un comando originale di LaTeX, ma è definito dal pacchetto amsmath perché usa un certo alfabeto che è accessibile solo con quel pacchetto; se non carichi amsmath (e forse anche amssymb) è logico che tu abbia quell’errore.

    Avevo caricato amsmath, ma non amssymb (mi era sfuggito).

    Grazie mille.
    R.

    in risposta a: Un pacchetto “scientifico” per l’Arte: consigli? #76998
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    lorenzo.pantieri” post=76161Ciao a tutti.

    Nel capitolo dell’Arte dedicato alla matematica c’è un paragrafo (il 5.12 a pag. 83) dedicato alle “altre scienze”. Si parla di unità di misura (viene consigliato il pacchetto siunitx), chimica (pacchetti mhchem e chemfig) e fisica (si parla dei grafici di Feynman e viene consigliato il pacchetto feynMF).

    Il pacchetto feynMF, però, non viene sviluppato da tempo e non è compatibile con gli altri pacchetti caricati dall’Arte, per cui vorremmo sostituire quella particina con un’altra. Vogliamo:
    a) un pacchetto specifico relativo a una disciplina scientifica (chimica, fisica, astronomia…),
    b) che sia “moderno”,
    c) con un esempio semplice e nel contempo significativo (che presenteremo con codice sorgente con di fianco il typeset).

    A qualcuno viene in mente qualcosa?

    Grazie mille,
    Lorenzo

    Peccato per quel pacchetto. L’anno prossimo l’avrei probabilmente avuto bisogno! 😉

    Comunque così su due piedi mi viene in mente il pacchetto legato a TikZ per disegnare circuiti elettrici.

    in risposta a: [OFF TOPIC] Tastiera americana, inglese o svizzera? #76823
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    OldClaudio” post=75992Nella Guida GuIT (Documentazione, qui sopra) ci sono i disegni di diverse tastiere e diversi commenti in merito.

    Io uso un Mac con tastiera Usa Extended, che è sostanzialmente uguale, o meglio, molto simile, alla tastiera inglese o a quella irlandese. Mi trovo benissimo; le lettere accentate si producono mediante l’uso di tasti “morti” un po’ come succede con certi accenti della tastiera svizzera; solo che nella tastiera USA Extended non esistono tasti già serigrafati con quei segni, ma li si otteiene premendo il tasto alt seguito da una altro tasto diverso a seconda dell’accento. All’inizio comodo servirsi della tastiera virtuale, una applicazione che ho trovato solo sul Mac, ma non escludo che possa essere presente anche su altre macchine; Come vidi qui non ho nessun problema a scrivere à, è, é, ì, ò, ù, À, È, É, Ì, Ò Ù. In compenso la tastiera virtuale mi consente con il driver corrispondente, di scrivere in greco, in russo in ebraico e anche in giapponese (non conosco tutte queste lingue, ma mi capita di scrivere qualche parola).

    Su Wikipedia inglese c’è una bella paigna sulle tastiere ; puoi facilmente trovarla con google.

    Il problema di programmare fa sì che quasi tutte le tastiere svolgano la loro funzione, tranne la tastiera italiana. Anche Wikipedia commenta molto negativamente la scelta del layout della tastiera italiana, che contiene segni per altre lingue, non per l’taliano, e segni che vengono usati raramente, per non dire mai.
    L’importante per poter programmare con semplicità è tutti i 95 caratteri ASCII stampabili siano accessibili premendo un solo tasto, eventualmente premendo assime il tasto delle maiuscole, comunque mi più di due tasti. La tastiere USA Extended ha questa proprietà.

    La tastiera svizzera, secondo me è inutilmente complicata; capisco che deve consentire a tutti gli svizzeri di scrivere nelle loro quattro lingue ufficiali, ma questo porta ad alcuni tasti con 5 segni serigrafati sulla faccia superiore.

    Il punto difficile è che spesso in ogni nazione i negozi vendono solo la tastiera nazionale e laptop con tastiera integrata, ma solo quella nazionale; Io stesso per comprare i miei due Mac ho dovuto comprarli in rete, perché gli Apple Store a Torino non vendono altro che macchine dotate di tastiera italiana; comprensibile, ma seccante, almeno così credevo; in realtà l’acquisto on line è più comodo dell’acquisto nel negozio, e ti arriva la scatola a casa senza neanche le spese di trasporto.

    Grazie per la tempestiva risposta. Cercherò un po’ in internet allora, anche se più interessanti sono le opinioni degli utilizzatori (ed é per questo che ho scritto qui).

    La tastiera svizzera sul MacBook non é così complicata (non vedo più di due segni per tasto), ma é forse proprio questo il problema: le parentesi, il backslash e altri caratteri fondamentali per la programmazione sono, a mio avviso, un po’ troppo nascosti (proprio non appaiono sui tasti). Se, come dici, la tastiera americana non presenta troppo difficoltà e con quella ti trovi bene, é una bella notizia e credo che mi sposterò su quella (sperando che non ci si metta troppo ad abituarcisi).

    Altro motivo per cui ho postato qui é proprio perché in nessun Apple Store nelle vicinanze sono riuscito a toccare con mano una tastiera americana. Quindi acquisterò senz’altro da internet, anche perché solo dal sito ufficiale ho lo sconto studenti! 😉

    Attendo comunque con interesse altre opinioni! 😛

    Grazie,
    R.

    in risposta a: cron #76757
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    OldClaudio” post=75954Non direi off-topic quando si parla di cron sullo la rubrica altri programmi. In fondo riguarda il sistema operativo di una macchina sulla quale vorremmo far girare in automatico il programma di aggiornamento di TeX Live.

    Allora dico la mia, per quel poco che vale. Io ho letto il manuale di UNIX forse 30 anni fa e ne ho tratto alcune idee sulla struttura, che, incredibile, mi sono servite per capire il sistema operativo DOS; ho cominciato con il DOS 3.x e ho continuato fino al DOS 6.x e in un certo senso non ho smesso, perché la finestra comandi dei vari Windows dop Win98, non si basano più sul Dos, ma tutti hanno conservato nella finestra comandi di usare una “imitazione” del linguaggio DOS, adeguatamente ampliata fino ad avere “quasi” un linguaggio di scripting, non certo al livello di quelli disponibili su UNIX, Linux, Mac OS X, ma meglio di niente.

    Linux lo conosco molto superficialmente e non ho mai usato cron; quel poco che so e l’esperienza acumulata negli anni precedenti mi ha permesso di usare il terminale sul Mac OS X senza problemi di sorta e non ho mai incasinato il mio Mac, che nel frattempo sono diventati i miei due Mac.
    Io tengo sempre aperto un terminale, anche se non mi serve immediatamente; d’altra parte è talmente comodo darci il comando texdoc seguito dal nome del pacchetto di cui voglio consultare la documentazione, che considererei eccessivo il consiglio di @Dr Spencer Reid, di tenersi lontani dal terminale, quasi fosse il demonio in persona.

    Certo se uno vuole usare il terminale lo può fare benissimo, purché sappia quello che sta facendo; questo vale tanto per tlmgr per fargli fare cose che con l’interfaccia grafica non si possono fare, sia per sperimentare da terminale i comandi del sistema TeX quando occorrono parametri o opzioni che le GUI non offrono. Insomma, il terminale è una benedizione, e astenersi da questo “peccato” che mortale non è, anzi è tutt’altro che un peccato di qualunque genere, mi sembra veramente eccessivo.

    Intendevo che stavamo andando off-topic sulla discussione riguardante l’utilizzo o meno della linea di comando su Mac OS X.

    Comunque mi trovo in completo accordo con le tue parole. Le GUI facilitano la vita, ma la vera essenza del computer risiede nella linea di comando. Molte potenzialità sono accessibili solo (o comunque molto più facilmente) da li. Non per niente editor con una GUI come BBEdit prevedono comunque delle estensioni per la linea di comando… È sicuramente più difficile da utilizzare e bisogna sempre sapere quello che si sta facendo (compia e incolla di comandi che si trovano cercando in internet e che non si sono capiti a fondo portano spesso a cattivi risultati!)ma, personalmente, ogni volta che scopro un nuovo comando rimango sorpreso…

    in risposta a: Il vostro editor preferito? #1987
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    TextWrangler o BBEdit

    in risposta a: cron #76755
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    Dr Spencer Reid” post=75950mac è UNIX based ma ha svillupato altri metodi e modalità di installazione e interazione di sistema.
    su tutte le guide mac sconsigliano l’utilizzo di codici e di tecniche valide su linux … il sistema si impiccia che è una meraviglia (confermo come utente mac decennale)

    Per essere pignoli Linux non é UNIX… Quindi non ho mai appreso ad utilizzare la linea di comando sotto Linux per poi utilizzare le stesse tecniche su Mac OS X: hai ragione che delle differenze ci sono (forse la più lampante sono proprio le .app). Ma se hai impicciato il tuo OS si vede che hai utilizzato male alcuni comandi o modificato files di sistema che non andavano modificati.

    Tutte le guide Mac? Potresti citarmele? Quelle per l’utilizzatore medio forse (e comunque non ne sono convinto). Se no come mai si trovano parecchie guide sull’utilizzo della linea di comando su Mac OS X?

    Comunque stiamo andando completamente off-topic…

    in risposta a: cron #76752
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    Mi sa che lascerò perdere, visto che nessuno mi sembra molto convinto (o almeno, nessuno ha adottato una soluzione del genere)! xD. È vero che non ci vuole niente a farlo a mano, solo che mi dimentico! ; )

    Dr Spencer Reid” post=75937da utente mac decennale ti posso dire solo una cosa: mac non è linux e neanche windows.

    per cui, evita la riga di comando come la peste… si incasina soltato il sistema 🙂

    Comunque Mac é UNIX certificato. La riga di comande é utile come in Linux. In più sono giovane ma mi piacciono le cose alla vecchia maniera (Makefile, grep, …) 😉

    in risposta a: UML e/o organigrammi #74346
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    Ciao a tutti.

    Sono finiti gli esami mi sono rimesso a programmare e ho avuto un’altra idea, riguardante sempre un metodo per creare la mappa delle gerarchie di classe contenente solo i nomi di quest’ultime (niente di più complicato).

    Sarebbe fantastico se esistesse un pacchetto in cui si inserisce solamente il nome della cartella in cui sono contenuti i file header (.h) e quest’ultimo va a spulciarli e a cercare la gerarchia delle classi in automatico! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

    È fattibile? Io non sarei assolutamente in grado di farlo (conoscenze di LaTeX troppo scarse), ma magari qualcuno a cui piace l’idea e ha voglia di mettersi dietro… 😉

    Ciao,
    R.

    in risposta a: [OFF TOPIC] Ebooks Readers #75842
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    robitex” post=75007
    Ciao,
    se vuoi comprarti un e-book reader puoi farlo ma non so proprio cosa consigliarti (si tratterebbe comunque di far pubblicità a qualche marca).
    Piuttosto, non serve leggere tutta la documentazione, ma solo quelle parti che ti necessitano per risolvere il tuo particolare problema compositivo del momento (di solito poche frasi).
    In altre parole, molto meglio una mole notevole di documentazione che averne una scarna e non aggiornata. In questo caso non si potrebbe usare LaTeX…

    Io ho stampato su carta o acquistato libri su TeX solo per gli argomenti che consulto spesso (ricordo la guida su Metapost, la programmazione LaTeX di Enrico, l’Arte di Pantieri, la guida su Asymptote, qualche estratto di pacchetti importanti e non TikZ).
    R.

    Ps. mi hanno regalato recentemente uno smartphone e devo dire che i pdf si leggono abbastanza bene…

    L’idea dell’e-book mi é venuta proprio per avere la documentazione sempre aggiornata. Se stampassi le varie guide (cosa che ho fatto pure io per l’Arte, per la guida GUIT e per la classe Beamer) dopo un po’ potrebbero rivelarsi obsolete e inoltre riempirei svariati raccoglitori (già due per le guide che ho elencato). Vorrei evitare questo, come pure cavarmi gli occhi davanti allo schermo di un computer (o anche smartphone o tablet: qualsiasi schermo retro illuminato insomma…). Inoltre un ebook-reader te lo porti dappertutto (per esempio sul bus o sul metrò) mentre una uida da 600 pagine…

    Condivido la tua idea: la documentazione va costantemente consultata. Però trovo che almeno una volta vada letta più o meno da cima a fondo, per capire le potenzialità del pacchetto e per ritrovare più facilmente ciò che si cerca.

    Per i motivi sopra elencati sono attratto da un ebook-reader. Ma sono completamente ignorante in materia… Mi sono informato ma proprio non riesco a capire quale coprirebbe le mie esigenze…

    Ciao,
    Rocco.

    in risposta a: TikZ #75850
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    cfiandra” post=75020
    TikZ carica [tt]xcolor[/tt] perciò quando scrivi:

    `red!50`
    è come scrivere:

    `red!50!white`

    ovvero combini i due colori. Chiaramente cambiando il fattore, la combinazione ha un effetto diverso: con 50 i due colori hanno lo stesso peso nel risultato finale.

    Sui colori in TikZ, la cosa secondo me importante è capire la distinzione fra:

    `
    \begin{tikzpicture}
    \draw[blue](0,0)–(2,0)node

    {Ciao};
    \draw[draw=blue](0,-1)–(2,-1)node

    {Ciao};
    \draw[draw=blue,text =red](0,-2)–(2,-2)node

    {Ciao};
    \draw[fill=blue!10,text=red,draw=blue](0,-3)–(2,-3)–(2,-5)–(0,-5)–cycle node[above right] {Ciao};
    \end{tikzpicture}
    `

    Ciao
    Claudio

    Anche se ai colori non sono ancora arrivato penso di aver capito la differenza. 🙂 Ad ogni modo, personalmente, preferisco la scala di grigi.

    in risposta a: TikZ #75849
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    Nell’arte dai spesso delle definizioni di nuovi comandi o rifinisci dei vecchi comandi.

    Ad esempio:
    `\newcommand{\numberset}{\mathbb}
    \newcommand{\N}{\numberset{N}}
    \newcommand{\R}{\numberset{R}}`

    E altri, soprattutto in ambito matematico. Col senno di poi avrei dovuto creare un pacchetto “matematica.sty” che contiene i pacchetti che carico solitamente e le definizioni da te proposte. Ed é quello che vorrei fare imparando TikZ: creare un pacchetto “grafica.sty” con tutti i pacchetti e le ridefinizioni che trovo utili per poi utilizzarle in futuro con maggiore facilità (e senza perdere tempo a ricercare la definizione della guida).

    😀

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