Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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@oldclaudio ti sconsiglia di numerare la equazioni on line,
ma volendolo proprio fare, puoi giocare con un codice del genere
(con numero prima o dopo, più o meno spaziato ecc):
`\documentclass{article}\usepackage{amsmath}
\newcommand\inlineeqno{\qquad \stepcounter{equation}\ (\theequation) \qquad}\begin{document}
testo testo $e^{i\pi}+1=0 \inlineeqno$ testo testotesto blablabla
testo testo $\inlineeqno e^{i\pi}+1=0$ testo testo
\end{document}`
m
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io uso un editor qualsiasi (intendo non uno di quelli specializzati)
e compilo da console. in genere l’output avverte e indica la riga incriminata.
una funzione analoga sarà certo presente anche negli editor specializzati.
per trovare dove l’hai utilizzato, puoi usare la funzione CERCA
presente in qualsiasi editor…
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prova a compilare questo codice:
`\documentclass{article}
\begin{document}
hoffset = \the\hoffset \par
hsize = \the\hsize \par
parindent = \the\parindent \par
baselineskip = \the\baselineskip \par
parskip = \the\parskip \par
lineskiplimit = \the\lineskiplimit \par
leftskip = \the\leftskip \par
rightskip = \the\rightskip \par
\end{document}`
… e poi ti interroghiamo 🙂m
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il pacchetto incriminato è soulpos;
se sei incerto su di un pacchetto, dai [tt]texdoc nome_pacchetto[/tt]setspace senza il fattore non serve a nulla,
o utilizzi un fattore oppure eliminalo.
in alternativa, puoi usare
`\linespread{}`
che vale per tutto il documento.se imposti uguali tutti i margini, basta mettere
`\usepackage[margin=3cm,heightrounded]{geometry}`,
non serve metterli tutti uno a unom
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sposta \providepackage{impostazioni] all’inizio.
immediatamente dopo metti i pacchetti per la codifica
e solo dopo imposta la pagina con geometry.
sicuro che ti serva il pacchetto per le sottolineature?
sicuro che ti serva il pacchetto per le note a margine?
metti hyperref per ultimopoi, credo che tu abbia equivocato una cosa,
visto quello che hai messo dopo makeidx:
il pacchetto makeidx serve per creare indici come quello (finale) dei nomi,
non per creare l’indice – sommario del testo con titoli di capitolo ecc
e le rispettive paginem
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in .tex`\documentclass[…………..]{book}
\usepackage{file[.sty]}`in .sty
`\ProvidesPackage{file[.sty]}
% codifica ecc
………`usi pdflatex giusto?
allora vai nel catalogo dei font disponibili all’indirizzo The LaTeX Font Catalogue
e scegli il font. Nelle pagine è in genere suggerito anche il codice necessario per usarlo
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nooooo 🙂
io ho scritto [.sty] per dire che dovevi indicare il nome del file di estensione .sty
ma senza estensione, mi spiace se l’indicazione non era chiara 🙂cmq prenditi un’oretta e, come ti hanno saggiamente consigliato,
vedi di capire a che cosa servono i pacchetti che carichi, uno ad uno
ed elimina quelli che non ti servono. LaTeX è modulare,
per cui si carica proprio e solo quanto serve. se poi decidi di apportare una modifica
che richiede un altro pacchetto, lo aggiungi.
anche l’ordine di caricamento ha una sua importanza;
a volte è indifferente caricare prima o dopo un pacchetto,
in altri casi no: prima i pacchetti per la codifica, poi gli altri pacchetti,
da ultimo hyperref tranne rarissimi casi(ripeto quanto altri ti hanno già segnalato),
oppure potesti causare errori di compilazione.
dividi i pacchetti in blocchi di funzione, così hai la situazione sotto mano
e non carichi più di una volta gli stessi:
tutti i pacchetti per la grafica, poi tutti i pacchetti per intestazioni,
poi tutti quelli per le note ecc. il minestrone riservalo per il pranzo 🙂m
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allora:
1) non è in sé necessario creare un file .sty distinto dal file .tex;
2) di conseguenza si può mettere tutto nel file .tex e non creare nessun file .sty:
3) l’opportunità di farlo sta nel fatto che gli elementi strutturali e quelli stilistici vengono opportunamente distinti;
4) il vantaggio si vede in casi particolari: esso non verrà caricato due volte, anche se richiamato più volte da qualche altro file o pacchetto caricato. Nel caso di ridefinizioni con \newcommand si produrrebbero errori al secondo caricamento e si potrebbe addirittura arrivare a un loop. Questo magari non è il tuo caso specifico, ma così si acquisisce una più precisa logica con LaTeX.
5) è semanticamente insensato non mettere gli stili nel file .stym
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dipende da quello che ti serve. io ad es avevo rilasciato anni fa una guida su Slackware Linux
e il mio file .tex appare così:
`\documentclass[a4paper,titlepage]{book}
\usepackage{s4d_1}\begin{document}
\frontmatter
\begin{titlepage}
\setlength{\parindent}{0pt}
\pdfbookmark{Frontespizio}{Frontespizio}
\pagestyle{empty}
\vspace*{\fill}
\hspace{0cm} % agire qui per spostare a dx o sx
\makebox[0cm][l]{%
\color{Maroon}%
\vrule width 15pt \kern-15pt
\hspace{3cm} % agire qui per avvicinare al filetto
\parbox[t][19.7cm]{12cm}{\raggedleft
\fontsize{60}{80}\sffamily
\vspace*{2cm}
\textcolor{black}{\Huge Mauro Sacchetto}\par
\vspace{2cm}
Slackware \\ \raisebox{0.8ex}{4} Dummies\par
\vspace{2cm}
\textcolor{black}{\huge 4° edizione}\par
\vspace*{\fill}
}%
}
\end{titlepage}
\pdfbookmark{Licenza}{Licenza}
\input{licenza}
\cleardoublepage
\tableofcontents
\input{premessa}
\input{avvertenza}
\mainmatter
\input{introduzione}
\part{Installazione}
\input{capitolo01}
\input{capitolo02}
\input{capitolo03}
\part{Configurazione}
\input{capitolo04}
\input{capitolo05}
\input{capitolo06}
\part{Gestione}
\input{capitolo07}
\input{capitolo08}
\input{capitolo09}
\input{capitolo10}
\part{Pacchettizzazione e aggiornamento}
\input{capitolo11}
\input{capitolo12}
\input{capitolo13}
\part{Connettività e sicurezza}
\input{capitolo14}
\input{capitolo15}
\input{capitolo16}
\input{capitolo17}
\part{Sistema}
\input{capitolo18}
\input{capitolo19}
\input{capitolo20}
\part{Applicazioni e procedure}
\input{capitolo21}
\input{capitolo22}
\backmatter
\bookmarksetup{startatroot}
\input{appendice1}
\input{appendice2}
\cleardoublepage
\phantomsection % se si usa hyperref
\addcontentsline{toc}{chapter}{\indexname}
\printindex % makeindex -s classic s4d
\end{document}`il preambolo sta invece nel file .sty
(ne riporto ovviamente una parte sola)
`\ProvidesPackage{s4d_1}% codifica ecc
\usepackage[OT2,T1]{fontenc} % OT2 per il cirillico
\usepackage{textcomp}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[english,italian]{babel}% caratteri
\usepackage[osf,sc]{mathpazo}
\usepackage[scaled]{beramono}
\usepackage[scaled=.86]{berasans}
\usepackage{microtype}
\linespread{1.05}\selectfont
\usepackage{microtype}
\frenchspacing% impaginazione
\usepackage{emptypage}
\usepackage[top=3.5cm,bottom=3.5cm,left=2.7cm,right=2.7cm,heightrounded]{geometry}
\setlength{\parindent}{0pt}
\usepackage{titlesec}
\titleformat{\part}[display]{\normalfont\huge\bfseries\centering\color{maroon}}{\partname\ \thepart}{11pt}{\Huge}
\assignpagestyle{\part}{empty}% intestazioni
\usepackage{fancyhdr}
…% indice
…%pacchetti vari
\usepackage{multirow}
\usepackage{multicol}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{enumitem}
…% indice
\usepackage{makeidx}
…% grafica
\usepackage[table,dvipsnames]{xcolor}
…`dipende appunto da che cosa ti serve, se intendi usare
della classe book \frontmatter ecc e via dicendom
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capisco, però se non hai esigenze particolari si tratta solo
di modificare qualcosa nel preambolo. Io avevo usato una cosa del genere
`\documentclass[a4paper,12pt]{article}
\usepackage{fontspec}
\usepackage{polyglossia}
\defaultfontfeatures{RawFeature=-clig,Ligatures=TeX,Numbers=OldStyle,Contextuals=NoAlternate}
\setmainfont{EB Garamond}
\newfontfamily{\smallcaps}[RawFeature={+c2sc,+scmp}]{EB Garamond}
\setmonofont[Scale=MatchLowercase]{Inconsolatazi4}
\setmainlanguage[babelshorthands=true]{italian}
\usepackage{phoenician}
\newfontfamily\greekfont[Scale=MatchLowercase]{GFS Didot}
\setotherlanguage[variant=polytonic]{greek}
\setotherlanguage{hebrew}
\newfontfamily\hebrewfont[Scale=MatchLowercase]{Ezra SIL SR}`m
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so che è fastidioso sentirsi rispondere a una domanda
“fai altrimenti”. ma ti posso citare il caso del sottoscritto
che ha usato fenicio ebraico e greco con lualatex
senza problemi. per cui vale, come sempre, il consiglio
di @oldclaudio: perché non passi a lualatex?
m
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