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Io non uso MikTex, credo come quasi tutti gli utenti di questo forum. Tuttavia:Quanto conviene Biber rispetto a BibTeX?
Ormai parecchio
converrebbe disinstallare tutto (MikTeX, Tworks) per TexLive?
Decisamente sì.
Fra scaricamento ISO, installazione e configurazione, diciamo che in condizioni normali ti serve un’ora.ho intuito, Biber non è contemplato su Texworks.
Non è così se adotti la corretta impostazione.
Se cerchi in questo sito col motore di ricerca o anche semplicemente con Google
dovresti trovare la soluzione che cerchim
21 Marzo 2021 alle 18:43 in risposta a: [RISOLTO]Hyperref: differenziare opzioni indice dal resto del documento. #11978321 Marzo 2021 alle 14:26 in risposta a: [RISOLTO]Hyperref: differenziare opzioni indice dal resto del documento. #119781::
Puoi modificar localmente hypersetup con
`{
\hypersetup{linkcolor=black}
\tableofcontents
}`
oppure
`{
\hypersetup{hidelinks}
\tableofcontents
}`
Da quello che dici, in questo modo mantieni comunque i link attivi nell’indice.
Altrimenti, per eliminarli
`\hypersetup{
colorlinks=true,% mantiene i link colorati
linktoc=none % elimina del tutto i link nell'indice
}`m
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Guarda il differente comportamento di [tt]quoting[/tt] (che non fa il rientro) e [tt]quotation[/tt] (che lo fa)
Da un punto di vista tipografico, le citazioni brevi (in un solo capoverso) andrebbero in quoting,
mentre quelle lunghe (più di un capoverso) andrebbero in quotation per evidenti ragioni.
Infatti non si capisce il ruolo di un rientro se stai citando meno di un capoverso.Dalla guida del pacchetto quoting:
So when to prefer one environment to the other? A common suggestion is to use the quotation environment for quotes extending to several paragraphs so that the paragraph indentation matches that of the surrounding text. For single-paragraph quotes one may either use quote or, in case the quoted text starts a new paragraph (which should be indicated by indentation), quotation
Il tuo comando non funziona perché l’ambiente è considerato una lista.
Se ha senso la tua operazione, dovresti ridefinire il comando stesso
limitandolo a un solo capoverso:
`\makeatletter
\renewenvironment{quote}
{\list{}{\itemindent=1.5em
\parsep\z@ \@plus\p@}%
\item\relax}
{\endlist}
\makeatother`
m
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@LightBringerper molto modeste esigenze, come aggiungere qualche lettera in modalità testo,
usa la codifica utf8 e un font con greco.
imposti la tastiera aggiungendo il greco e il gioco è fatto:
basta immettere immediatamente le lettere, come
αβγδe Ἄνδρα μοι ἔννεπε, Μοῦσα, πολύτροπον, ὃς μάλα πολλὰ
Ovviamente non sfrutti sillabazione ecc, ma se devi scrivere solo α e β non ti serve.attenzione però: se si usa un font con accenti diversi fra monotonico e politonico
(ad es. GaramondPremierePro ed EBGaramond), ovvero rispettivamente tonos e oxia,
al di là della considerazione che tale differenza non è filologicamente fondata,
il processo di normalizzazione fa sì che si crei una differenza fra accenti acuti e gravi
perché gli uni sono presi comunque dal monotonico e solo gli altri dal politonico,
come si rileva dalla terza riga del mio esempio, in cui mi pare si veda abbastanza bene,
anche senza l’occhio tipografico, che l’acuto è più spiovente e il grave maggiormente inclinato:
[attachment=2602]Ycgzr.png[/attachment]
Infatti ci sono 16 casi (se non erro) in cui lo extended range è stato normalizzato al basic range
ovvero da oxia a tonos, ad esempio:Unicode Basic range Extended range Name ά [U+03AC U+1F71 Greek small letter alpha with tonos (non capisco perché la tabella viene male…)
Per evitare la disomogeneità, il codice diventa leggermente più complicato,
ma è in grado di produrre correttamente la differenziazione fra tonos e oxia
e di prendere sempre e solo gli oxia per il politonico (antico):
`\babelprovide[import]{polytonicgreek}
\babelprovide[import,language=Polytonic Greek]{ancientgreek}% <--- !!! This is the important line \babelprovide[import]{greek} \babelfont[polytonicgreek]{rm}{GaramondPremrPro} \babelfont[ancientgreek]{rm}{GaramondPremrPro} \babelfont[greek]{rm}{GaramondPremrPro}` @sarubbonon serve creare alcun [tt]\newcommand[/tt], bastano e avanzano quelli di babel
e usando di volta in volta il codice appropriato si possono fare meglio le cose.
Vedi il manuale di babel:When a user wants to switch from one language to another he can do so using the macro [tt]\selectlanguage[/tt]. This macro takes the language, defined previously by a language definition file, as its argument. It calls several macros that should be defined in the language definition files to activate the special definitions for the language chosen.
The environment [tt]otherlanguage[/tt] does basically the same as [tt]\selectlanguage[/tt], except the language change is local to the environment. This environment is required for intermixing left-to-right typesetting with right-to-left typesetting. The language to switch to is specified as an argument to [tt]\begin{otherlanguage}[/tt].
The command [tt]\foreignlanguage[/tt] takes two arguments; the second argument is a phrase to be typeset according to the rules of the language named in its first argument. This command only switches the extra definitions and the hyphenation rules for the language, not the names and dates.
In the environment [tt]otherlanguage*[/tt] only the typesetting is done according to the rules of the other language, but the text-strings such as ‘figure’, ‘table’, etc. are left as they were set outside this environment.
dai un’occhiata anche a:
Babel, how to enjoy writing in different languages del mitico @egregm
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Ci sono molte soluzioni, a seconda però delle tue necessità,
ovvero se il cambio è occasionale o sistematico.
Ad esempio puoi usare il pacchetto changepage grazie all’ambiente adjustwidt:
`\begin{adjustwidth}{left amount}{right amount}
testo
\end{adjustwidth}`
che rimuove grandezze positive a aggiunge grandezze negative.
Se hai diversi cambi sistematici, puoi crearti gli ambienti dedicati.
Temo invece che il comando [tt]\newgeometry[/tt] (e quindi [tt]\restoregeometry[/tt])
del pacchetto geometry causino un’interruzione di pagina, ma devo verificarem
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1.
Mai vista una nota o una bibliografia che aggiunge “Fonte”.
Se è una nota bibliografica o una bibliografia, che cosa potrebbe contenere se non “fonti”?
Non devi presupporre la totale imbecillità dei tuoi lettori…
E cmq il tuo codice è del tutto sbagliato, non so dove hai trovato quella assurdità.
In questo caso devi apportare modifiche abbastanza più complesse al codice.2.
Basta non usare lo stile numeric, ma un altro stile.
Io, che tendo a fare i riferimenti in modo molto classico, uso biblatex-philosophy.
Con texdoc trovi la relativa documentazionem
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