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ivan” post=89129[OT] Sarebbe interessante fare una lista delle case editrici che accettano testi in LaTeX. Non immaginavo che Carocci li accettasse.
Immagino che la Zanichelli accetti testi in LaTeX, ho visto numerosi libri scientifici di questa casa scritti con LaTeX (quando si usa il Computer Modern come font è facile riconoscerli). Confermo di aver visto libri della Aracne scritti con LaTeX
::illinguista1972″ post=89135
[quote=”OldClaudio” post=89131]LaTeX Reference Manual commentato, pagine 12 e 97.
Perché a me risulta sia citato nelle pagine 4 e 83? Chiedo per capire se sul sito è presente una versione non aggiornata o altro
Credo che si tratti di una discrepanza tra la pagina reale e quella visualizzata nel lettore di PDF.[/quote]
Io non credo: la pagina 4 del documento è la 14esima pagina del file, la pagina 83 del documento è la (indovina un po’) 93esima pagina del file, la separazione fra le pagine è in ogni caso 79, le pagine che cita OldClaudio distano 85 fra di loro (a qualunque tipo di pagine si riferisca), per questo sospetto che lui faccia riferimento una versione differente rispetto a quella presente sul sito.
::matteo.l” post=89069Se usi Emacs fra gli innumerevoli input-methods ce ne sono tre il cui nome inizia con ipa: ipa, ipa-kirshenbaum, ipa-x-sampa.
Non so quanto siano pratici o utili, né quali siano le differenze fra loro. La lettura della relativa documentazione è lasciata come esercizio al lettore.ipa: [tt]hænd miː ðæt[/tt] si ottiene con [tt]haend mi: dhaet[/tt]. Non riesco invece a scrivere la [tt]ɛ[/tt] da usare nella trascrizione di “piacente”, anche se nella descrizione c’è scritto che si dovrebbe ottenere con [tt]/3[/tt].
ipa-kirshenbaum (mi sembra più completo di ipa e richiede un minor numero di tasti da premere, sfrutta molto le maiuscole): [tt]hænd miː ðæt[/tt] si ottiene con [tt]h&nd mi: D&t[/tt], [tt]pja’ʧɛnte[/tt] si ottiene con [tt]pja’tSEnte[/tt].
Con ipa-praat i simboli si inseriscono con una combinazione di un backslash seguito da due lettere, la prima è la lettera latina più semplice, la seconda è una lettera che ha un certo significato (The second letter can be t (turned), c (capital), s (script), r (reversed), – (barred or retracted), or / (slashed)). Sarà facile da ricordare mnemonicamente ma mi sembra poco pratico.
ipa-x-sampa: [tt]hænd miː ðæt[/tt] si inserisce con [tt]h{nd mi: D{t[/tt], [tt]pjaˈʧɛnte[/tt] con [tt]pja”tSEnte[/tt].
::OldClaudio” post=89040La comodità d usaere altri editor consiste nel fatto che sono fatti apposta per lavorare con LaTeX e gli altri programmi di composizione del sitema TeX; quindi tutte le funzionalità necessarie all’editing dei file sorgente sono già tuute incluse nel programma senza bisogno di importare e installare plug-in.
Chi usa Emacs e Vi/Vim lo fa perché si sente estremamente produttivo seguendo i loro flussi di lavoro. La comodità di aggiungere un plugin specifico per LaTeX a uno di questi due editor è che un utente può seguire anche con LaTeX il flusso di lavoro a cui è abituato, invece di cambiare del tutto editor di testo per un solo linguaggio di programmazione e doversi adattare a un flusso di lavoro completamente diverso, magari ritenuto poco proficuo. Sarebbe addirittura peggio avere un singolo editor di testo per ogni linguaggio di programmazione su cui si sviluppa. Conosco molte poche persone (zero?) che usino più di due o tre editor in tutto. Guardando il risultato di questo (sicuramente non scientifico) sondaggio direi che molte persone la pensano come me.
Detto ciò, consiglio di usare Emacs e Vi/Vim per LaTeX a chi già li usava precedentemente per altri motivi, se invece sono programmi del tutto estranei è meglio rivolgersi ad altre soluzioni (a meno che uno non abbia voglia di apprendere)
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Più che altro devi vedere chi lo utilizza con quanta coscienza lo sceglie: lo sceglie perché è convinto che sia un ottimo carattere oppure lo usa perché ha visto che lo usano tutti e crede che vada di moda usarlo, senza porsi alcun dubbio sull’effettiva adeguatezza. Sai, nel mondo c’è tanta gente che ragiona basandosi sul secondo criterio
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Visto che è periodo di Nobel, l’anno scorso Serge Haroche usò il Comic Sans nella presentazione della sua Nobel Lecture: http://www.nobelprize.org/mediaplayer/index.php?id=1871 (si può scaricare anche il PDF da quella pagina). Con questo non voglio supportare la diffusione di questo carattere, solo confermare che è tristemente diffuso 🙁
::cfiandra” post=89003(l’autore di Padova non lo cita, ma a me sembra che cronologicamente venga prima Antwerpen)
http://www.math.unipd.it/~burattin/other/tema-latex-beamer-padova/
Andrea BurattinRiferimenti e note
Questo tema è basato su UA, di Nico Schlömer.
::ostyle” post=88997Come posso fare? Grazie mille dell’aiuto!!
Risposta cattiva: leggiti una buona guida di base, per esempio L’Arte di scrivere con LaTeX che trovi nella sezione Documentazione. Fra le guide tematiche c’è un’intera guida dedicata al problema delle codifiche.
Risposta buona: sostituisci [tt]utf8[/tt] a [tt]latin1[/tt] nelle opzioni del pacchetto [tt]inputenc[/tt] se il tuo file è codificato in UTF8, come sospetto che sia.
Ti consiglio caldamente ti seguire la risposta cattiva
::Elrond” post=88893Forse succede con Adobe Reader, invece con Evince e Okular (sono i visualizzatori che uso io, ma magari anche altri hanno questa caratteristica) se chiedi di andare a pagina 135 ti manda a pagina 135 del documento, non alla 135esima pagina del file.
Rettifico: Adobe Reader (almeno la versione su cui ho almeno svolto le prove) si comporta come sopra descritto.
::OldClaudio” post=88930Invece è impossibile comunicare con il manutentore di biblatex, se non attraverso sourceforge e l’apposita pagina di segnalazioni di bug e feature requests, al quale si può accedere solo iscrivendosi; io sono contrario a queste iscrizioni, e non lo faccio.
Da quando Philip Kime & Co. hanno preso in mano lo sviluppo di biblatex l’hanno trasferito su Github: https://github.com/plk/biblatex A me piacciono le pagine di segnalazione dei bug pubbliche, permettono di seguire l’evoluzione dei programmi. Capisco però che qualcuno possa non avere voglia di iscriversi a tutti i siti simili, ma qualcuno (come SourceForge) usa l’OpenID proprio per evitare problemi simili. Qualche altro sito permette anche di inviare segnalazioni di bug anche via email (su Github sicuramente si può rispondere via email a una discussione, non ho però mai verificato se sia possibile aprire una segnalazione via email)
::lorenzo.pantieri” post=88911Penso che il motivo per cui continuo a usare applemac sia lo stesso per cui inglesi e americani si ostinano a usare pinte, libbre e galloni: forza dell’abitudine, inerzia e pigrizia…
Non che questa loro inutile testardaggine sia immune da conseguenze disastrose quando devono interfacciarsi con il mondo esterno
::ivan” post=88890
[quote=”ivan” post=88876]Nei pdf che si consultano su monitor, poi, è anche dannosa.
Perché?
Perché il contatore delle pagine del visualizzatore pdf non è coerente con la pagina visualizzata.
Chi consulta spesso testi “antichi” in pdf, ovvero semplici scansioni dell’originale, si imbatte di frequente in questo problema.
Vai alla pagina dell’indice e scopri che c’è una sezione che ti interessa e che questa sezione è a pagina 135.
Quindi scrivi 135 e premi invio e ti trovi di fronte la pagina 102. Perché, naturalmente, quella non è la pagina con il numero 135,
ma semplicemente la centotrentacinquesima pagina del pdf, in quanto ci sono all’inizio 33 pagine con numeri romani.Ciao
Ivan[/quote]
Forse succede con Adobe Reader, invece con Evince e Okular (sono i visualizzatori che uso io, ma magari anche altri hanno questa caratteristica) se chiedi di andare a pagina 135 ti manda a pagina 135 del documento, non alla 135esima pagina del file.illinguista1972″ post=88892Mi hai preceduto di poco. La cosa è particolarmente fastidiosa quando devi stampare. Bisogna fare sempre una sottrazione prima di autorizzare la stampa.
Ciao
TommasoEvince e Okular mostrano accanto al numero di pagina del documento anche il numero della pagina del file, che è quella utilizzata per la stampa, basta guardare quel numero senza dover fare sottrazioni
3 Ottobre 2013 alle 8:23 in risposta a: È corretto iniziare un paragrafo subito dopo una sezione? #89366::
Anche io (come penso un po’ tutti coloro che abbiano scritto un documento più lungo di 3-4 pagine) sono incappato nello stesso dilemma, ma trovo che non sia possibile scrivere in ogni occasione un breve capoverso introduttivo, specie se si deve quasi solo spiegare di cosa si parlerà, se non c’è altro da aggiungere mi sembra più opportuno lasciare il gusto della scoperta al lettore. A volte si finirebbe per essere inutilmente ripetitivi
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