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davidebond” post=70519In combinazione con fancyhdr uso geometry in un amsbook. Come posso inviare un testo compilabile senza il reale contenuto del mio libro? Ho visto che cercando su google, altrimenti si vede in chiaro cosa ho scritto. E’ giusto che tutti gli utenti sappiano come risolvere il problema imparando anche da me. Ma inizio ad essere un po’ geloso dei miei pensieri sulla rete.
Grazie,
davide
Ho letto tutto il topic e mi sembra che si parli in codice 🙄
Non serve che invii tutto il documento, ma semplicemente la minima parte necessaria per capire dov’è il problema.
Non mi è per nulla chiaro. Parli di filetti delle testatine, ma nel primo messaggio non ne accenni.Ciao
Ivan
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Visto che il nostro amico userà (anche) Linux mi permetto di consigliare come editor
TeXstudio http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=texstudio&source=web&cd=2&ved=0CEQQFjAB&url=http%3A%2F%2Fsourceforge.net%2Fprojects%2Ftexstudio%2F&ei=r7hoT9v-Co
Con tutto il rispetto per TeXworks, siamo ancora lontani dal minimo sindacale. Per carità, si fa tutto, però qualche funzionalità in più non guasta.TeXstudio è multipiattaforma, ha il visualizzatore integrato (migliore di quello di TeXworks), ricerca diretta-inversa
gestisce i progetti, ha un proto-assistente per la bibligrafia, un un bel po’ di bottoni (che si possono nascondere se disturbano),
funzioni di autocompletamento intuitive e veramente efficaci. Inoltre si installa molto facilmente, anche su Linux, laddove
TeXworks è problematico. Per esempio, su Ubuntu non lo si può installare da solo; e l’installazione indipendente non è banale (almeno per me).
Per TeXstudio basta un doppio click dopo averlo scaricato.Ciao
Ivan
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Se hai già il file con le bibliografie scritte manualmente,
ti sconsiglio di inserirle con bibtex/biblatex. Ci metti molto meno a sistemarle a mano.
Io farei definirei un ambiente:
`\newenvironment{bibliografia}{%
\section*{\refname}
\addcontentsline{toc}{section}{\refname}
\normalfont \list{}{%
\setlength{\itemsep}{0pt}
\setlength{\itemindent}{-\parindent}
\setlength{\leftmargin}{\parindent}
\setlength{\parsep}{\parskip}}}
{\endlist}`da usare ìn questo modo:
`\begin{bibliografia}
\item Petty W. 1889, \textit{Political Arithmetic, The Economic Writings of Sir W. Petty}, ed. by Ch.
Henry Hull, London.
\item Roncaglia A. 2001, \textit{La ricchezza delle idee:, storia del pensiero economico}, Bari, Laterza.
\item Rowntree B. S. 1901, \textit{Poverty: a study of town life}, London, Macmillan; It. transl. in G. Carbonaro, \textit{Studi sulla povertà}, Milan, Franco Angeli, 2002.
\end{bibliografia}`Per modificare il layout c’è il pacchetto geometry. Attenzione poi alla lingua.
Carichi babel con l’opzione italian ma poi inserisci nell’indice “References”. Qual è la lingua del documento?Ciao
Ivan
::egreg9″ post=70429A me il messaggio viene
`Class suftesi Warning: No \title given.`
Ciao
EnricoIl mistero si infittisce…Anche copiando, per sicurezza, suftesi.cls di texlive 2011 nella cartella di lavoro
co il codice sopra ottengo questo errore:`latex error: no \titlegiven`
Non aggiorno la distribuzione da un po’ (ho una pubblicazione da consegnare e voglio evitare sorprese).
Potrebbe essere questo?Ciao
Ivan
18 Marzo 2012 alle 11:22 in risposta a: [RISOLTO]Non c’è spazio tra parole quando c’è newcommand #71148::Latex_newbie” post=70425Questo implica che devo compilare più volte il file tex per verificare se nel pdf c’è il giusto spazio dopo il comando oppure no.
È il comportamento normale.
Un comando viene terminato o da un altro comando o da un segno di punteggiatura o da un gruppo. Quindi uno dei seguenti dà il risultato desiderato:
`
\op,
\op{}
\op\`Ciao
Ivan
::iuecos” post=70420Buona domenica a tutti!
Ho ultimato un lavoro di tesina nel quale non ho numerato i capitoli e le sezioni, andando a richiedere l’indice giustamente (forse) non esce niente, cioè esce una pagina vuota con scritto solo indice. Il mio dubbio è, si può far uscire cmq un indice non numerato oppure è giusto proprio non mettere un indice? grazie 😉
È normale. Devi aggiungere:
`\addcontentsline{toc}{section}{Titolo della sezione}`
dopo il comando di sezionamento. Al posto di “section” ci va il livello di sezionamento
giusto. Esempio:
`\chapter*{Titolo}
\addcontentsline{toc}{chapter}{Titolo}`Ciao
Ivan
::OldClaudio” post=70388Se mathpazo definisce altri encoding allora la seconda versione è quella giusta, ma in questo caso deve avere definito sia MOenc.def sia MPenc.dfu (se il nuovo encoding si chiamasse MP). Ma se mathpazo usa solo l’encoding T1 (per il testo), non è obbligatorio seguire il consiglio di caricarlo prima.
Metterei la cosa sotto un altro punto di vista; se carichi il pacchetto per la composizione del russo, probabilmente non espliciti che vuoi usare la codifica T2a con fontnec; probabilmente il pacchetto stesso definisce o importa un suo file *enc.def; allora sarebbe meglio caricarlo prima di inputnec.
Però, come mi pare di avere spiegato nel mio messaggio, se non ho capto male gli inner workings dei vari pacchetti, la cosa dovrebbe essere del tutto irrilevante, perché tutto ciò che viene caricato dopo inputenc con l’opzione utf8, viene definito con un \DeclareFontEncoding ridefinito in modo tale che vengano ugualmente caricati i file dfu necessari.
Anche se termino il mio messaggio con la stessa raccomandazione di Enrico, e sempre che io non mi sbagli grossolanamente, è del tutto indifferente quel pacchetto venga caricato per primo.
Io infatti tutte le volte che uso utf8 con inputenc, continuo a caricare questo pacchetto per primo e tutti gli altri pacchetti vengono caricati dopo, ma non ho mai incontrato nessuna difficoltà, come ho potuto constatare leggendo nel dettaglio il file log.
Predico bene e razzolo male; razzolando male, lo scotto che pago, forse, è che le definizioni contenute nei pacchetti dfu vengono eseguite due volte con la perdita di tempo che ammonta a pochi millisecondi. Sarebbe razionale predicare bene e razzolare bene 😉
Credo sia chiaro che ormai è una questione di principio… e di millisecondi 🙂
visto che nessuno, mi pare, ha mai avuto seri problemi per l’ordine di caricamento di quei pacchetti.
Anche se è indifferente, però, è bene prendere l’abitudine giusta, visto che non costa fatica.Ciao
Ivan
17 Marzo 2012 alle 14:03 in risposta a: Inserire l’apostrofo dopo la “tau” in una parola greca #71120::Marco87″ post=70389Ciao Ivan,
dunque, intanto grazie per la risposta. Ho provato a fare come dici tu, ma non ottengo quello che vorrei ottenere.
Certo che se dopo > non metti alcuna vocale…
In realtà è proprio così che va scritta la parola. Sto copiando un testo da un libro, ed è scritto proprio in quel modo. L’accento che compare dopo la tau alla fine della parola è esattamente quello che si ottiene con “>” mettendolo prima di una vocale. Con il codice che hai scritto tu ottengo la semplice chiusa virgoletta.
Più che un esempio minimo, mostro un esempio compilabile. Il codice è questo:
`\documentclass[a5paper,10pt,fleqn,openany,twocolumn]{memoir}\usepackage{etextools}
% Matematica
\usepackage{amsmath,amsthm,amssymb}
\usepackage{unicode-math}% Font
\usepackage{fontspec}
\defaultfontfeatures{Ligatures=TeX}
\setmainfont[Numbers=OldStyle]{Palatino Linotype}
\setsansfont[Numbers={OldStyle,Proportional},Scale=MatchLowercase]{Ogirema}
\setmonofont[Numbers=OldStyle,Scale=MatchLowercase]{Liberation Mono}
\setmathfont{Asana Math}
\setmathrm{Ogirema}% Lingue
\usepackage{polyglossia}
\setmainlanguage{italian}
\setotherlanguage[variant=ancient]{greek}% Apici e pedici
\usepackage{fixltx2e}
\let\ap\textsuperscript
\let\ped\textsubscript% Colori
\usepackage{xcolor}% Elenchi – personalizzazione
\usepackage{enumitem}% Epigrafi
\setlength{\epigraphwidth}{.75\textwidth}% Figure
\usepackage{graphicx}
\usepackage{wrapfig}
\usepackage{float}
\graphicspath{{immagini/}}% Greco
\usepackage{gfsporson}
\usepackage{teubner}% Indici
\usepackage[tight,italian]{minitoc}% Note a margine
\usepackage{mparhack}% Oggetti rotanti
\usepackage{rotating}% Overpic
\usepackage[percent]{overpic}% Riferimenti automatici
\usepackage[italian]{varioref}% Stile e dimensioni pagina, dimensioni corpo testo
\isopage[9]
\usepackage{emptypage}% Tabelle
\usepackage{multicol}
\usepackage{multirow}
\usepackage{longtable}
\newcolumntype{L}{>{$}l<{$}} \newcolumntype{C}{>{$}c<{$}} \newcolumntype{R}{>{$}r<{$}} % \text... \usepackage{textcomp} \usepackage{pifont} \newenvironment{transgreek} {\catcode`\~=12 \begin{otherlanguage}{greek}% \addfontfeature{Mapping=asciitogreek}} {\end{otherlanguage}} \newenvironment{transgreek*} {\catcode`\~=12 \begin{otherlanguage*}{greek}% \addfontfeature{Mapping=asciitogreek}} {\end{otherlanguage*}} \newcommand{\texttransgreek}{\begingroup \catcode`\~=12 \innertexttransgreek} \newcommand*{\innertexttransgreek}[1]{% \begin{transgreek*}#1\end{transgreek*}\endgroup} \newcommand{\interl}[2]{% \begin{tabular}[t]{@{}c@{}} {\footnotesize\begin{transgreek}\scantokens{#1\empty}\end{transgreek}}\\ {\scriptsize #2}\\ \end{tabular}} \XeTeXinputnormalization=1 % Note a piè di pagina - stile marker \usepackage[perpage]{footmisc} \begin{document} \interl{met>}{with}
\end{document}`Va compilato con XeLaTeX. Nella cartella di questo file dev’esserci anche il file asciitogreek.tec che di cui Enrico ha messo il link in questa discussione.
Grazie e ciao,
Marco.Con xelatex puoi usare direttamente nel sorgente i caratteri greci:
`\interl{μετ´}{with}`Non riesco a capire a cosa servono ultimi due ambienti e dell’ultimo comando
e soprattutto non ho idea di che cosa sia l’opzione Mapping=asciitogreek.Ci spieghi meglio cosa vuoi ottenere? A che servono quegli accrocchi?
Ciao
Ivan
17 Marzo 2012 alle 12:51 in risposta a: Inserire l’apostrofo dopo la “tau” in una parola greca #71115::Marco87″ post=70386Ciao a tutti,
avrei bisogno di scrivere la parola greca che traduce l’italiana “con” e, seguendo la figura 15 a pagina 161 dell’Arte, ho scritto “met>” per ottenere l’accento alla fine della parola, dopo la “tau”. Però il risultato è “mu epsilon tau >”, dove il simbolo “>” rimane tale anche nella parola greca. Come posso fare in modo che venga reso come indicato nella tabella dell’Arte?
Grazie mille e buon week end,
Marco.Esempio minimo!?
Certo che se dopo > non metti alcuna vocale…
Ciao
Ivanedit In realtà deve funzionare comunque. La forma troncata si ottiene con met”
`\documentclass{minimal}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[polutonikogreek]{babel}\begin{document}
met”
\end{document}`
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\citep è disponibile anche con biblatex se si carica l’opzione natbib.
Per quanto riguarda la tua ultima richiesta direi che è priva di vero fondamento:
non ho mai visto riferimenti nella forma “Cognome Nome, anno, editore”.Usa biblatex così com’è impostato, usando uno degli stili disponibili. Se non ti va bene autore-anno
scegline uno esteso. Per bibliografie italiane ci sono gli stili philosophy.Sulla doc di biblatex viene spiegato come si fanno le bibliografie suddivise per capitolo
e anche sul forum c’è almeno un messaggio dove riassumo la procedura.Ciao
Ivan
::OldClaudio” post=70377
Resta il fatto che la raccomandazione di Enrico di caricare tutto ciò che riguarda i font prima di chiamare inputenc con l’opzione utf8 sia un’ottima raccomandazione.Ora ho le idee confuse…
Pensavo che qualcosa come
`\documentclass{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{mathpazo}`fosse corretto, mentre dall’affermazione qui sopra sembra che sia meglio questo:
`\documentclass{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{mathpazo}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
`
sempre che mathpazo rientri tra quelle cose che riguardano i font.Ciao
Ivan
::Farina” post=70348
Complimenti in anticipo!
Il tuo entusiasmo merita sicuramente visibilità.
Per questo domani, alla terza lezione del corso su LaTeX, mostrerò il tuo post 😀Nella prima lezione ho detto che uno dei limiti di LaTeX è che il
professore potrebbe pretendere la tesi “in Word” e in quel caso ho consigliato
di adattarsi, ma solo se si ritiene che il professore meriti sotto il profilo scientifico.
Certo io non sono di quelli che si china facilmente e nemmeno giro le spalle (men che mai chinato).Per una giusta causa vale bene l’accusa di avere la testa dura 😉
Ciao
IvanGrazieeeeeeeeeeeeeee! che onore! ma dove lo fai il corso? perchè poi tra le altre cose a me piacerebbe seguirne uno…ho visto nello spazio apposito dedicato sul forum che ne stanno organizzando uno a lecce mi sembra ma per me è troppo distante. la mia università (Genova) non fa corsi di latex purtroppo (anche se non ne ho l’assoluta certezza), ma se ce ne fosse uno nel nord-ovest italiano ci farei un pensierino.
Non proprio in Trentino, ma poco ci manca. Il corso è a Verona. Pensa, in una città ben due corsi LaTeX,
uno dell’insuperabile Enrico per gli scienziati e uno mio per gli umanisti.Farina” post=70348
comunque per aggiornarti (scusa per il “tu”) sulla situazione…Sul forum è una prassi consolidata 😉
Farina” post=70348
Cosi ho utilizzato, come da suggerigento di oldClaudio, un software che si chiama foxit reader è completamente freeware e permette di appuntare il pdf con evidenziature, sottolineature e caselle di testo…
Ho usato il software per portare subito l’attenzione sulle parti cambiate scrivendo in caselle di testo “vede, qui abbiamo spostato questo nel paragrafo x” ecc… e poi alla fine ho concluso “Vede com’è facile poter correggere un pdf, il software si chiama … e glielo consiglio nel caso altri studenti utilizzino il formato file universale PDF”
dici che lo capirà?Dubito 🙄 😀
Ciao
Ivan
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