ivan

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  • in risposta a: bibliografia per capitoli #65674
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    Dalla doc di biblatex:
    `\documentclass{…}
    \usepackage{biblatex}
    \addbibresource{…}
    \begin{document}
    \chapter{…}
    \begin{refsection}

    \printbibliography[heading=subbibliography]
    \end{refsection}
    \chapter{…}
    \begin{refsection}

    \printbibliography[heading=subbibliography]
    \end{refsection}
    \end{document}`
    In pratica devi racchiudere \printbibliography nell’ambiente refsection.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Gli elementi dello stile tipografico #1215
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    Daniele86″ post=64784Rinnovo la richiesta. Sarei interessato anch’io ad acquistarlo, ma vorrei sapere cosa ne pensate voi.

    Ciao,
    Daniele

    Acquistalo a scatola chiusa. Non ho letto la versione originale, ma quella italiana è un capolavoro. Come ho detto altre volte, si legge come un romanzo. a volte a anche meglio.
    Come dice Claudio, vi trovi esposti gli “elementi”. Chiaro che non sempre è possibile applicare quelle indicazioni. Un altro testo interessante sono i Principi fondamentali della tipografia di Stanley Morison. Questo è un saggio molto, molto breve ma ha il pregio, secondo me, di esporre veramente gli “elementi” della tipografia.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Esportare immagini in formato PDF senza margine #65683
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    ContediMontecristo” post=64787Salute a tutti,
    poiché ero solito utilizzare TeXniCenter e compilare in DVI, su questo Forum mi è stato consigliato di abbandonare TeXniCenter ed il formato DVI e compilare con un altro editor in PDFLateX. Ho cominciato ad usare TeXworks ma ho il seguente problema.

    Mentre compilando in DVI riuscivo a salvare immagini di tutti i tipi e grafici fatti con Calc (foglio elettronico di OpenOffice) copiandole in Draw (strumento di disegno di OpenOffice) ed esportandole “ritagliate” in formato EPS, ovvero senza dovere esportare tutta la pagina che le conteneva, riuscendo così ad inserire adeguatamente le figure ed i grafici nel testo, adesso invece esportandole in PDF, sempre passando attraverso Draw, sono costretto ad esportare tutta la pagina contenente figure e grafici, il che ha un pessimo effetto nel testo.

    C’è un modo di “ritagliare” il margine delle immagini esportate in formato PDF con Draw o altro programma, oppure l’esportare una immagine in PDF richiede esportare tutta la pagina che la contiene?

    Inoltre, TeXworks funziona bene ma ha solo le funzioni essenziali, TeXstudio potrebbe andare meglio oppure c’è qualcosa di ancora meglio?

    Grazie.

    Con TeX Live 2011 puoi compilare con pdfLaTeX usando immagini .eps. Basta caricare:
    `\usepackage{epstopdf}`
    Se hai una distribuzione precedente bisogna aggiungere l’opzione –shell-escape al compositore. Nelle preferenze dell’editor ci deve essere scritto da qualche parte:
    `pdflatex –shell-escape`

    Se vuoi convertire i file eps in pdf, da Prompt dei Comandi:
    `epstopdf nomefileeps`

    Ci sono anche convertitori con iterfaccia grafica per Windows. Cerca in rete. A suo tempo ne avevo usato uno ma non ricordo il nome.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: suftesi+sctitles, listings e babel #65618
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    egreg9″ post=64769

    [quote=”antonio.macrì” post=64742]Il codice senza ripetizioni (e senza \expandafter!) alla fine non l’ho usato, forse per timore reverenziale…
    Quando riuscirò a capire almeno un decimo di quello che c’è scritto lo userò.

    Lezioni private?

    Ci conto!

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: suftesi+sctitles, listings e babel #65615
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    antonio.macrì” post=64742
    Il gioco con \edef e \noexpand, giusto! Era un po’ più complicato 🙂
    Me lo segno!

    Io passo… 🙂

    L’approccio con i condizionali esterni effettivamente l’avevo preso in considerazione. Anzi avevo usato quel codice proprio nel tentativo di eliminare il conflitto con listings. Pensavo che fosse lì. Non avendolo risolto sono tornato indietro, con quel codice contorto che avevo scritto.
    Il problema era proprio nel simbolo ~. Tra l’altro c’era anche un’altra occorrenza che avrebbe potuto dare dei problemi. Ora è tutto risolto.

    Il codice senza ripetizioni (e senza \expandafter!) alla fine non l’ho usato, forse per timore reverenziale…
    Quando riuscirò a capire almeno un decimo di quello che c’è scritto lo userò.

    Grazie ancora ad Antonio ed Enrico

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: suftesi+sctitles, listings e babel #65611
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    antonio.macrì” post=64713Ho provato a indagare e sembra che abbia trovato una soluzione, anche se non ho compreso pienamente la causa.

    Da quel che ho capito, tra babel e listings si fanno due cose che in qualche modo cozzano: ridefinire markboth e cambiare il significato del carattere attivo ~. Quando tu fai:
    `
    \ifsuftesi@elements
    \renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{#1}{#1}}
    \else
    \renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{\chaptertitlename~\thechapter}{#1}}
    \fi`
    il carattere ~ sembra ancora un carattere attivo, ma non definito (così almeno compare se lo precedi con uno \show).

    Una soluzione banale è sostituirlo con il più semplice “\ “, tanto è praticamente impossibile che lì avvenga una cesura.

    Certo, in quel punto non ci possono essere cesure

    antonio.macrì” post=64713
    Ripeto: non sono ben conscio del problema, ma questa sembra essere una soluzione.

    Io meno di te 😯

    Grazie

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: suftesi+sctitles, listings e babel #65610
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    antonio.macrì” post=64713Ho provato a indagare e sembra che abbia trovato una soluzione, anche se non ho compreso pienamente la causa.

    Da quel che ho capito, tra babel e listings si fanno due cose che in qualche modo cozzano: ridefinire markboth e cambiare il significato del carattere attivo ~. Quando tu fai:
    `
    \ifsuftesi@elements
    \renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{#1}{#1}}
    \else
    \renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{\chaptertitlename~\thechapter}{#1}}
    \fi`
    il carattere ~ sembra ancora un carattere attivo, ma non definito (così almeno compare se lo precedi con uno \show).

    Una soluzione banale è sostituirlo con il più semplice “\ “, tanto è praticamente impossibile che lì avvenga una cesura.

    Certo, in quel punto non ci possono essere cesure

    antonio.macrì” post=64713
    Ripeto: non sono ben conscio del problema, ma questa sembra essere una soluzione.

    Io meno di te 😯

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Numerare i capoversi con il pacchetto “parano” #65542
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    egreg9″ post=64684
    Togli \the\everypar, cioè scrivi solo \everypar{\doparano}.

    Fatto. Funziona sia con
    ` \everypar\expandafter{\doparano}`
    che con
    ` \everypar{\doparano}`
    Leggo e rileggo i tuoi appunti, ma credo che bisogna prima o poi nella vita riconoscersi dei limiti :(. Da quello che ho capito,
    nel primo caso \expandafter è ininfluente, mentre col codice di prima serviva perché c’era \the\everypar subito dopo. Infatti togliendolo si ottiene:

    TeX capacity exceeded, sorry

    [/quote]
    Però non funziona correttamente se l’ambiente viene subito dopo un titolo di sezione, per via del meccanismo di protezione dai cambi pagina. Se proprio ti serve così, aggiungi
    `\csname @nobreakfalse\endcsname`
    dopo \vskip1ex alla chiusura.
    [/quote]
    Questo non serve, direi. Una sezione inizia sempre con un po’ di discorso e poi viene riportata l’intervista. Ma buono a sapersi.

    Ciao e grazie ancora!
    Ivan

    in risposta a: Codice suftesi: \maketitle con più autori e \marginpar #65597
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    antonio.macrì” post=64693
    Non basta fare
    `
    \ifsuftesi@nomarginpar
    \let\graffito\@gobble
    \renewcommand\marginpar[2][]{}
    \fi`
    ?

    Già, proprio così. Mi ero fissato con \@gobble…

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Codice suftesi: \maketitle con più autori e \marginpar #65595
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    Risolto il problema con todonotes:

    `

    \newcommand{\graffito}[1]{\marginnote%
    [\graffito@setup\raggedleft\hspace{0pt}{#1}]%
    {\graffito@setup\raggedright\hspace{0pt}{#1}}}
    \let\marginnote\marginpar
    \def\marginpar{%
    \@ifnextchar[\marginnote\graffito}
    \ifsuftesi@nomarginpar
    \let\graffito\@gobble
    \else
    \fi
    `

    Rimane un problema. Se nel documento si è usato il comando:
    `\marginpar[nota di sinistra]{nota di destra}`
    Il secondo argomento verrà comunque stampato, secondo lo stile di default di \marginpar, anche con l’opzione nomarginpar.
    Il fatto è che
    `\let\marginpar\@gobble`
    si mangia solo il primo argomento. Con \@gobbletwo non cambia.
    Quest’ultimo codice, nello specifico, non risolve il problema. Ma avendo la possibilità di annullare l’effetto di un comando con due argomenti la soluzione poi è semplice.

    Chi ne sa qualcosa in merito?

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Codice suftesi: \maketitle con più autori e \marginpar #65594
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    antonio.macrì” post=64669In questi giorni qui sul forum si sta parlando molto di suftesi (e classicthesis). Aggiungo due questioncine.

    1)
    Nel codice di suftesi, a un certo punto nella definizione di \maketitle si fa:
    `
    \begin{tabular}[t]{c}%
    {\small\@author\par}
    \end{tabular}`
    Chiedo: perché quelle parentesi graffe? Se non ci fossero si potrebbero specificare più autori scrivendo
    `
    \author{Primo Autore\\Secondo Autore}`
    esattamente come si fa (o almeno io faccio) con le classi standard e con classicthesis. E analogamente verrebbero stampati in fila uno sotto l’altro. Insomma, sarebbe un grado di compatibilità in più di suftesi con book e altre classi.

    Peraltro non capiso a cosa serva tabular in quel modo.

    Hai ragione. Ho messo \small nel posto sbagliato. Il gruppo va tolto perché è dannoso, appunto. Ho corretto. Per il resto il codice è quello di book. Lo risistemo perché la possibilità di usare \maketitle modificato l’ho aggiunta alla fine, senza badarci più di tanto e in attesa che qualcuno provasse la classe 🙂

    antonio.macrì” post=64669
    2)
    In suftesi (ancora prima in classicthesis, in realtà), viene ridefinito \marginpar come comando con un solo argomento (obbligatorio). Questo ha l’indubbio vantaggio di forzare l’utente a disinteressarsi dell’allineamento, ma comporta che, per esempio, non si possa utilizzare il pacchetto todonotes (che richiede il vecchio marginpar con argomento opzionale). Chiaramente il problema è risolvibile con qualcosa come
    `\def\marginpar{%
    \@ifnextchar[\marginnote\graffito}`
    Mi chiedo perché non è stato fatto direttamente nel codice di suftesi. Lo svantaggio che ho detto è maggiore dei vantaggi?

    Grazie,
    Antonio

    Avevo notato anch’io l’incompatibilita con todonotes. Non ho mai cercato di risolvere il problema perché, come sopra, aspettavo che qualcuno lo sollevasse. Con todo non dovrebbero esserci problemi. Lo uso tutt’ora. Però vedrò di sistemare la cosa.

    Ti ringrazio e spero che la discussione su suftesi vada avanti. Per me la classe è nata qualche giorno fa, quando si è cominciato veramente a discuterne.
    Quindi era più che naturale, e augurabile dal mio punto di vista, che venissero scoperti bug e malfunzionamenti.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Guida alle classi per scrivere una tesi di laurea #65552
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    cfiandra” post=64674Grazie per le risposte :smile:.

    Questa idea sulla guida non è un mio sogno nel cassetto: nasce piuttosto dalla constatazione che un certo detto, “paese che vai usanza che trovi”, per le tesi, è un quasi must. Traduco: sono uno studente del Politecnico di Torino e si può affermare che “tesi di laurea = toptesi” , non me ne voglia il professor Beccari che sa quanto apprezzi il suo lavoro (ho imparato tantissimo quando, alle prime armi, mi misi a leggere, ma soprattutto a capire il codice della sua classe). In altri contesti il discorso è simile.

    Come dice Tommaso, se ogni ateneo avesse il suo layout, certamente questo dubbio non mi sarebbe nato. Invece, siccome la maggior parte dei tesisti si affaccia a LaTeX per scrivere una tesi, la domanda che mi sorge è: perchè vincolarli, generalmente, ad una classe sola? Quando si è agli inizi, come in tutte le cose, si dipende molto da frasi come “guarda c’è questo prodotto”; alla fine lo si usa per partito preso senza chiedersi: esiste un prodotto migliore? Una guida illustrativa garantirebbe al tesista la possibilità di scoprire altri prodotti, magari per poi scegliere quello consigliato. Era questa la mia idea di fondo.

    Poi, è ovvio che un lavoro del genere non può essere fatto dal primo che passa ed è altrettanto ovvio che i guru hanno una marea di impegni, però chissà…

    Si capisce la tua esigenza. Vedrei però più adatta una pagina Web che una guida vera e propria. Immagino ad una pagina in cui ci sono le immagini dei vari elementi della classe, con relative caratteristiche peculiari. Per farsi un’idea (incompleta) delle classi disponibili su TeX Live basta guardare nella cartella doc, i documenti .pdf che contengono la parola example, tesi, thesis. Ce ne sono parecchi. Anzi, guardando quella cartella mi sono chiesto: perché i file di esempio non chiamarli tutti con la prima parte del nome “example”? In questo modo sarebbero facilmente classificabili nella cartella doc. Ora cambio subito il nome dell’esempio di suftesi (Tesi.tex) in example-suftesi.tex 🙂

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Numerare i capoversi con il pacchetto “parano” #65540
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    Problema misterioso. Prova a compilare questo codice commentando e decommentando le righe commentate.
    Con \section la numerazione viene sbagliata. Ma se metto del testo tra il primo ambiente e il secondo, nel secondo la numerazione ritorna corretta.

    `\documentclass{article}

    \newcounter{parano}
    \newcommand{\doparano}{\refstepcounter{parano}%
    \rlap{\hskip\linewidth\hskip\marginparsep{\theparano}}}
    \newenvironment{intervista}
    {\parindent=0pt
    \vskip1ex
    \everypar\expandafter{\the\everypar\doparano}%
    \small\itshape}
    {\vskip1ex}

    \begin{document}
    %\section{a}
    \begin{intervista}
    uno

    due

    tre
    \end{intervista}

    %lorem ipsum

    \begin{intervista}
    uno

    due

    tre
    \end{intervista}

    \end{document}`

    Ciao
    Ivan

    p.s. vista l’ora tutto ciò potrebbe essere frutto di allucinazioni 😯

    in risposta a: Una domanda ai programmatori di classi #65590
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    zippo” post=64664Vorrei chiedervi se è necessario conoscere il TeX. Se sì, getto la spugna. Se no, cosa consigliate di leggere? (quando apro una classe, ci capisco ben poco)

    No, non è necessario. Forse è sufficiente 😉
    Io non conosco TeX. La classe che ho scritto fa uso il più possibile di pacchetti. Quindi lavora con LaTeX. In alcuni casi però bisogna modificare proprio alcune macro TeX.
    Come si impara? Non saprei. Io credo di non aver ancora imparato. Molto di quello che so l’ho imparato per prove ed errori. Alcune cose sono state anche dei colpi di fortuna.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: suftesi: classe (anche) per tesi in discipline umanistiche #49445
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    Ti ringrazio Claudio!
    La versione della guida Guit che ho provato a compilare con suftesi è quella che si trova nell’area riservata del vecchio sito.
    Ho preso ad esempio questo caso un po’ per dimostrare che se un documento è scritto “guardando al futuro” i problemi di incompatibilità si riducono molto.
    suftesi per l’Arte. Non saprei. In questi giorni di pensieri ne ho fatti tanti.
    Innanzitutto che Arsclassica è meglio che classicthesis da sola. Ho pensato anche di integrare il layout di default di arsclassica in suftesi. Non sarebbe un gran lavoro.
    Ma alla fine ho scartato l’idea. Sono due progetti diversi e ora che l’arte ha una gabbia non più in rapporto 1:2 è ancora più distante da suftesi (che prevede rapporti 1:2 o 2:3).
    Il mio obiettivo con suftesi è piuttosto nello sviluppo dei layout compatti. Vorrei che nelle università non si stampasse la tesi in formato a4. Non è maneggevole e spinge a riempire la pagina, creando delle tesi orribili a vedersi.

    I manuali LaTeX la Guida Guit e l’Arte non vengono quasi mai stampati. Almeno credo che la maggior parte degli utenti abbia semplicemente il file sul proprio computer.
    Se è così allora le questioni estetiche andrebbero profondamente ripensate.
    Nelle prime versioni della documentazione di suftesi avevo usato la stessa classe. Ora la documentazione è scritta con ltxdockit, molto più adatto alla visualizzazione su monitor.
    Certo dalla doc non si capisce che fa la classe, ma ci sono gli esempi.

    Un piccolo annuncio: per la prima volta nella storia della facoltà di Lettere e Filosofia di Verona, per quanto ne so, è stata consegnata in Segreteria studenti, quindi ufficialmente, una tesi di laurea triennale stampata con suftesi compact (16cm X 24cm). La segreteria ha fatto un po’ di storie per la copia di deposito. L’hanno voluta in a4. Ma hanno accettato le altre due copie, una per me e una per il controrelatore, nel formato compatto ritagliato a dovere.
    Vedremo il primo dicembre che dirà la commissione.

    Ciao
    Ivan

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