ivan

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  • in risposta a: document class thesis #50497
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    non ci sto capendo niente …
    ma si parladel pakketto classicThesis o di una classe di documento {thesis}

    Si parla della classe thesis, che si può scaricare da CTAN. Consigliavo al nostro amico anche altre soluzioni (tra cui il pacchetto classicthesis e la classe suftesi)

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Inserire tavole disegno #50513
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    Salve,
    sono nuovo nel forum.

    per una tesi devo inserire dei disegni su tavola a4.

    io ho i pdf delle tavole ma come posso fare per inserirle?

    grazie

    Benvenuto/a!
    Pacchetto pdfpages.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Colonne disuguali con multicol #50452
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    Provato con la classe article. Nessun problema. Le colonne sono composte correttamente.
    Serve il preambolo.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Colonne disuguali con multicol #50450
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    Devo comporre una sezione di (solo) testo in due colonne.
    Il codice è molto semplice:
    `\begin{multicols}{2}
    \sffamily\footnotesize{
    \textbf{1-6.} Per Kant, conoscere è giudicare, ma nella \textit{Critica della
    ragion pura} il giudizio sintetico a priori svolge una funzione ancor più
    originaria: esso infatti pone l'oggetto stesso, lo costituisce o, per seguire
    la terminologia della terza \textit{Critica}, lo determina. A tal fine il
    particolare (il materiale fornito dall'intuizione sensibile) viene sussunto
    sotto l'universale costituito dalle strutture dell'intelletto (le categorie).

    \textbf{7-25.} Nella \textit{Critica del Giudizio} invece non si tratta di
    porre un oggetto per poterlo quindi conoscere, bensì di soffermarsi su di
    esso, ovvero di riflettere per valutare se, in quanto già dato oggetto
    dell'intelletto, si accorda coi princìpi posti dalla ragione. Tale giudizio
    non riguarda l'oggetto in quanto tale, ma la sua relazione con la ragione, col
    soggetto giudicante piuttosto che col principio del giudizio (determinante).`
    Essendo il testo assai più lungo di quello riportato, esso si distribuisce
    in due pagine. Ora, mentre nella seconda pagina le due colonne sono
    di uguale lunghezza e le righe perfettamente parallele,
    nella prima pagina succede che nella seconda colonna
    (quella di destra), all’altezza di un capoverso, c’è una riga vuota
    e la colonna risulta più lunga di una riga della sinistra.
    Da cosa può dipendere questo comportamento
    che rende asimmetriche e brutte da vedere le colonne?

    Grazie
    M.

    Guarda se nel file .log hai qualche “underfull vbox”. Mi sembra strano quel comportamento. Cosa c’è nella colonna successiva a quella con una riga in meno?
    Usi \footnotesize come un comando mentre è una dichiarazione:
    `{\footnotesize Testo molto piccolo\par}`
    Nel tuo esempio non cambia perché sei dentro a un ambiente multicols, ma dai comunque un’occhiata all’interlinea.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: document class thesis #50495
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    Ciao…

    Sto scrivendo la tesi e… non sono molto esperta di Latex, anche se mi sto appassionando.
    Ho usato come documentclass thesis (ditemi se e’ poco adatta), impostando twoside e openright.

    Mi risulta che con questa classe il margine interno non è lo stesso nelle pagine pari e dispari 😕
    Oltre al pacchetto classicthesis, potresti provare la classe suftesi che è stata sfornata da poco 😀 La trovi su TeX Live e su MiKTeX, oltre che su CTAN.

    C’e’ un modo immediato per centrare il frontespizio?

    Ti hanno già risposto. Aggiungo soltanto che non è strettamente necessario centrare il frontespizio. Jan Tschichold, per esempio, ritiene che la pagina del titolo debba essere costruita partendo dalla stessa gabbia del testo del resto del documento. Quindi in un testo fronte retro (dove il margine interno è inferiore a quello esterno) è normale, secondo alcuni, che il frontespizio, come qualsiasi altra pagina dispari, appaia spostato a sinistra.

    Inoltre, per quanto riguarda il posizionamento delle pagine invertito sn/ dx (so che e’ un problema che si incontra sempre in latex), quale soluz si impega?

    Ti hanno già risposto. Legggi il “tormentone dei margini” nell’Arte (link in alto).

    Per finire, vorrei sempre usare la modalita’ fronte retro, ma con meno margine ai lati e con meno ”sbilanciamento” tra pagg sn e pagg dx (ossia, vorrei ogni pagina un po’ piu’ centrata)…

    È sempre bene capire perché si (vuole) fare qualcosa. Hai in mente un progetto grafico preciso? Oppure vuoi ridurre i margini perché “ti sembrano” troppo ampi?

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Didascalia su due righe #50399
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    Mi sembra che vada bene. Per andare a capo nella didascalia puoi usare \newline.
    Eviterei inoltre la forma abbreviata “Trasf.” Al posto di 20:1 scrivi $20:1$ ed eventualmente “–” o “—” al posto di “-“.
    Scriverei infine la didascalia in italiano lineare: “Applicazione della trasformata…” (ammesso che si tratti di trasformata 🙂 )

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Divisione e distribuzione dei paragrafi #50143
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    metterei la nota dopo l’eventuale segno di punteggiatura. Questo perché il numero di nota messo prima crea un vuoto fastidioso, soprattutto con indici di nota di due o tre cifre (che non sono rari per gli umanisti), mentre messo dopo si integra bene con lo spazio che segue sempre il segno di punteggiatura. Inoltre l’indice di nota messo dopo il segno di punteggiatura evita fraintendimenti nel caso l’ultimo segno sia un numero o una formula (potrebbe essere preso per esponente, anche se le circostanze sono più uniche che rare)- metterei la nota dopo l’eventuale segno di punteggiatura. Questo perché il numero di nota messo prima crea un vuoto fastidioso, soprattutto con indici di nota di due o tre cifre (che non sono rari per gli umanisti), mentre messo dopo si integra bene con lo spazio che segue sempre il segno di punteggiatura. Inoltre l’indice di nota messo dopo il segno di punteggiatura evita fraintendimenti nel caso l’ultimo segno sia un numero o una formula (potrebbe essere preso per esponente, anche se le circostanze sono più uniche che rare)

    Qui impazza il dibattito, nel senso che la maggior parte degli editori
    colloca sempre la nota prima del punto fermo e, in più in generale,
    dei segni di punteggiatura. La logica è ovviamente che, se il punto
    segna la cesura che conclude un periodo, la nota fa ancora e comunque
    parte di quello stesso periodo. Altri editori, però in numero minore,
    collocano invece effettivamente i numero della nota dopo i segni di punteggiatura.

    Infatti, ho cercato di risolvere la questione sul piano tipografico: le note messe dopo il punto sono semplicemente più gradevoli (o meno sgradevoli, per chi non le ama). Sulla funzione della nota a seconda della posizione occupata credo sia sufficiente il contesto.

    le note a margine troppo sacrificate. Con una gabbia del testo simile non le userei proprio

    Vero, sono troppo strette. E qui in fondo poco utili.
    Però , per tornare a questioni più direttamente TeXniche, la via più opportuna
    per migliorare la cosa quale sarebbe? Ridurre ulteriormente i margini
    del testo? Allargare la colonna per le note a margine?

    Con quella gabbia escluderei la seconda soluzione. Eventualmente aumenterei i margini. Che classe usi e che impostazioni hai dato?

    Un’altra domanda TeXnica: la mia bibliografia è semplicemente
    un elenco di testi, priva di riferimenti interni. Olte tutto sono quasi tutti testi
    che non vengon citati. All’atto della compilazione ricevo una sfilza di
    `[7]) (./bibliografia.tex [8] [9pdfTeX warning (ext4): destination with the same
    identifier (name{cite.}) has been already used, duplicate ignored

    \AtBegShi@Output …ipout \box \AtBeginShipoutBox
    \fi \fi
    l.31 \bibitem{}
    C. A. V\textsc{iano}, \textit{Aristotele e la redenzione dellap
    dfTeX warning (ext4): destination with the same identifier (name{cite.}) has be
    en already used, duplicate ignored

    \AtBegShi@Output …ipout \box \AtBeginShipoutBox
    \fi \fi

    `
    Come mi devo regolare?

    Credo che sia dovuto al fatto che usi la stessa etichetta per tutte le voci. Ovvero l’etichetta è vuota per tutte le voci.
    Ma potrei sbagliarmi.

    Sono contrario all’uso di “Id.” e “op. cit.” soprattutto se si usano stili di riferimento bibliografico “prolissi”. L’”op. cit.” obbliga spesso il lettore ad andare a ricercare la fatidica “unica opera” di quell’autore, che inevitabilmente è stata citata in mezzo a una pagina di note; e magari il testo non ha nemmeno una bibliografia finale. E poi, se uno stile è prolisso perché andare a risparmiare proprio lì? Le uniche latinitates consigliabili sono ivi, ibidem e cit. Meglio ancora uno stile di citazione autore-anno. Gli stili philosophy permettono di comporre una bibliografia negli stili maggiormente diffusi in campo filosofico e umanistico in genere.

    Concordo, nel senso che son sempre stato un sostenutore delle bibliografie
    !all’americana” fin dai tempi della tesi, che composi così contro le indicazioni
    della facoltà. Per gli stili philosophy – ehm – devo vedere di che si tratta
    perché finora non lo mai utilizzati.

    Sono semplicemente degli stili da usare con il pacchetto biblatex (trovi spiegazioni sull’Arte). A differenza degli altri disponibili, questi sono impostati per le bibliografie in lingua italiana. Due sono basati sullo schema autore-anno, uno è per le citazioni in nota. La bibliografia dell’Arte è stata composta con lo stile philosophy-modern 😀

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: MinionPro e kerning dell’apostrofo #30863
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    Ciao a tutti,
    ormai di questo font fino a non molto tempo fa sconosciuto ai più si è discusso molto, ed è ora possibile utilizzarlo senza problemi, grazie agli interventi ed ai consigli di tutti quanti voi.

    Rimane ancora un aspetto di cui parlare, quello della gestione della mappatura dei nomi dei glifi tra diverse versioni del carattere, ma per questo problema, apro una discussione a parte.

    A presto!

    Rimane la nota questione della licenza d’uso. Speriamo che il nostro amico avvocato ci venga in aiuto. A me la licenza sembra chiara, ma ci può essere qualche inghippo che non riesco a cogliere. Finché tutto non è chiaro meglio non rischiare.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: File output #50382
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    S. Ri,
    e’ possibile fare in modo che venga prodotto solo il file dvi come output?
    Uso il pacchetto pstrick. Inserendo una foto in formato eps, Compilando con latex-dvi compare la foto ma non quanto scritto … Avere qualche idea?
    Grazie
    Francesco

    Distribuzione, editor, sistema operativo?

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: inserire triangolo,cerchio quadrato nella caption #50321
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    come da titolo, come posso fare per inserire un triangolo,cerchio quadrato nella caption di una figura??

    Dai un’occhiata al link in alto: “The Comprehensive LaTeX Symbol List”.
    Potrebbe essere sufficiente. Per cose più complicate devi ricorrere a tikz.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Divisione e distribuzione dei paragrafi #50140
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    @ ivan
    Ho caricato il documento.
    Si accettano consigli, dato ill qui presente forum
    più tipografici che filosofici…. 🙂

    M.

    filosofia…che cos’è 😉

    Innanzitutto complimenti per il tuo lavoro.
    Ho dato uno sguardo molto veloce. Ecco alcune osservazioni (sparse):
    – metterei la nota dopo l’eventuale segno di punteggiatura. Questo perché il numero di nota messo prima crea un vuoto fastidioso, soprattutto con indici di nota di due o tre cifre (che non sono rari per gli umanisti), mentre messo dopo si integra bene con lo spazio che segue sempre il segno di punteggiatura. Inoltre l’indice di nota messo dopo il segno di punteggiatura evita fraintendimenti nel caso l’ultimo segno sia un numero o una formula (potrebbe essere preso per esponente, anche se le circostanze sono più uniche che rare)
    – ho trovato alcuni “così” (p. 21) e un “più” con l’accento acuto
    – le note a margine troppo sacrificate. Con una gabbia del testo simile non le userei proprio.
    – La tabella a p. 7 è da rifare secondo criteri tipografici più canonici. In particolare vanno eliminati tutti i filetti verticali.
    – visto che si tratta di un testo filosofico protresti usare lo stile philosophy-verbose per la bibliografia. (E se provi la classe suftesi mi fai un grande piacere :cool:)
    – L’indice riquadrato non mi piace, ma questa è una questione [sic] di gusti 🙂
    – Sono contrario all’uso di “Id.” e “op. cit.” soprattutto se si usano stili di riferimento bibliografico “prolissi”. L’”op. cit.” obbliga spesso il lettore ad andare a ricercare la fatidica “unica opera” di quell’autore, che inevitabilmente è stata citata in mezzo a una pagina di note; e magari il testo non ha nemmeno una bibliografia finale. E poi, se uno stile è prolisso perché andare a risparmiare proprio lì? Le uniche latinitates consigliabili sono ivi, ibidem e cit. Meglio ancora uno stile di citazione autore-anno. Gli stili philosophy permettono di comporre una bibliografia negli stili maggiormente diffusi in campo filosofico e umanistico in genere.
    – Sei sicuro delle iniziali dei nomi in minuscolo?

    (Con calma leggerò anche il testo con occhi filosofico…)

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: suftesi: classe (anche) per tesi in discipline umanistiche #49418
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    Ciao a tutti.
    Da oggi è disponibile su TeX Live 2010 e MiKTeX 2.8 la nuova versione della classe suftesi.
    A causa dell’incompatibilità tra i pacchetti ucs e biblatex ho dovuto modificare la documentazione e il file di esempio. Le parti in greco non sono più inserite direttamente col font greco. Enrico ha comunque già risolto il problema. Devo solo testare le sue formule 😀
    Per chi volesse scrivere in greco direttamente nel sorgente, è sempre possibile usare XeLaTeX, che per un utente umanista non dovrebbe rappresentare un limite, anzi.
    Ringrazio chi è intervenuto in questo topic.

    Se qualcuno avrà voglia di testare la classe non può farmi altro che piacere 😀
    Nel caso non venisse caricato il pacchetto frontespizio viene emesso un messaggio d’errore. È sufficiente allora passare alla classe l’opzione disablefront.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Ringraziamenti senza numerazione #50182
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    avrei bisogno di metterlo come capitolo poichè praticamente mi sta venendo più lungo della tesi stessa.. sono a pag 3 dei ringraziamenti ed ancora ce ne avrò per un pò..
    che dire mi piace ringraziare 😀

    grazie

    No, la tesi non è un diario. Se si tratta di tesi triennale mezza pagina o una pagina è (deve essere) più che sufficiente. Se è una tesi specialistica, anche 😉
    Ma chi ringrazi per riempire tre pagine e oltre? 🙄

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: modificare lo stile degli acronimi #50157
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    No con cmd+F apri il dialogo di Find and Replace, ma non poi cambiare le istanze della stringa di ricerca altro che nel file aperto, non tutti i file di un progetto come si può fare con WinEdt. Questa è una funzionalità che non uso spesso, ma è una delle poche funzionalità che rimpiango ora che lavoro su un Mac

    Infatti, anch’io 🙁 Ma non tornerei mai e poi mai indietro 😀


    @Tommaso

    Aspetterò il ritorno di Lorenzo, grazie.
    @EmmaDaCuz
    Escludo lo “scriptino in bash” :roll:. Se proprio non trovo altra soluzione, una volta deciso il formato, faccio un veloce cerca/sostituisci su un pc con Winedt.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Divisione e distribuzione dei paragrafi #50134
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    @ ivan
    In attesa di sperimentare le soluzioni TeXniche suggeritemi
    (che rinvio a domani), preciso che si tratta per l’appunto
    di un estratto dal libro di Perelman.

    Quindi avevo indovinato. Quel titolo di sezione indica i temi che vengono trattati nell’estratto, giusto?

    Poi il lavoro sarà reso disponibile
    nel sito della mia scuola (sito che peraltro ho fatto io).
    Se la cosa ti intriga, prova a controllare la mia pagina
    fra qualche giorno, di modo che io riesca a terminare
    la versione LaTeX di questo breve scritto (peraltro
    senza alcuna pretesa di orignialità) all’indirizzo:
    http://www.liceofranchetti.it/index.php?pagina=sacchetto

    M.

    Lo farò.

    Ciao
    Ivan

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