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ciao,
scusate, ma a volte, come si dice in un film, non distinguo “cazzo” da “cazzuola”
😆 :mi pare di capire che non si tratti di un errore, giusto?
ciao
angelicoInfatti, è un warning. Se il risultato è quello atteso, lo puoi considerare innocuo.
Tuttavia continui a non fornire informazioni sufficienti per capire il problema. Dovresti inviare un codice minimale e compilabile che riproduce quel warning. Io ho provato a creare una nota con all’interno \parencite, ma non compare alcun warning, quindi il problema dovrebbe essere da un’altra parte.Ciao
Ivan
::ciao a tutti,
vorrei un consiglio, su che formato usare (book, inbook…).
Il punto è il seguente: devo citare un saggio di un autore che si trova come commento in un libro di un altro autore. Il problema è che avrei bisogno di due campi “autore”. Nella bibliografia dovrebbe venire una cosa del genere:Bouvresse Jacques, Wittgenstein antropologo, in Wittgenstein, Note sul “Ramo d’oro” di Frazer, Adelphi, Milano 2006.
è possibile usare due volte il campo “autore”? in modo da avere una specie di inbook in cui prima di booktitle venga inserito di nuovo il campo “autore”?
spero di essere stato chiaro.
grazie
ciao
angelicoÈ possibile definire un nuovo “bibliographydriver”, ma dipende dallo stile che usi e non è banale, anche se non difficile. Però per un caso come quello userei una voce @inbook (le pagine sono inventate):
`@inbook{Jacques:2006,
Author = {Bouvresse, Jacques},
Bookauthor = {Ludwig Wittgenstein},
Booktitle = {Note sul “Ramo d'oro'' di Frazer},
Location = {Milano},
Pages = {22-33},
Publisher = {Adelphi},
Title = {Wittgenstein antropologo},
Year = {2006}}`Poi, a seconda del risultato che vuoi ottenere, va aggiustato il formato dei titoli. L’ho provato coi miei stili e funziona. Se li vuoi provre sono qui.
Ciao
Ivan
::Un problema (una caratteristica) di ArsClassica è che lo stile dà il meglio con titoli di capitoli e paragrafi lunghi una sola riga. Però a volte si desidera un titolo più lkungo. Come aggirare il problema?
1. Riformulare il titolo: spesso si può fare.Certo, ma solo se in questo modo non si limita il contenuto. È vero che in alcuni casi, in tipografia, è bene adattarsi alle circostanze. Ma quello che bisogna fare è prevedere il maggior numero di circostanze possibili.
2. Accettare che un titolo sia spezzato in più righe: l’effetto è brutto, ma se i titoli non sono molti forse si può accettare.
Non è poi così brutto se si utilizza il codice suggerito da Enrico qui. Il titolo deve essere al massimo di tre righe, altrimenti si sovrappone al mini indice; ma questo è un ottimo compromesso.
3. Cambiare stile. 🙁
Su questo non sono d’accordo. Ovvero, dovrebbe essere solo l’ultima spiaggia. Come detto sopra, se si cerca di prevedere il più possibile le situazioni “patologiche” si potrebbe evitare di dover cambiar stile per colpa di un titolo di due righe.
Per quanto riguarda il titolo delle opere fra virgolette (alte o basse) per evitare il maiucoletto corsivo, si può fare, al prezzo però di commettere un peccato (credo) veniale: la regola dice che il titolo di un’opera va incorsivo, non fra viroglette.
In questi giorni ho letto diverse pagine sul web in cui si dice chiaramente che il maiuscoletto corsivo, per i tipografi puristi, è un’eresia, perché il maiuscoletto è già una enfatizzazione. Tuttavia i casi che ho descritto sono frequenti negli scritti letterari, storici, filosofici, e rientrano nelle circostanze da prevedere. La scelta di mettere il titolo tra virgolette caporali quando compare nel titolo di una sezione in maiuscoletto è adottata dalla UTET, e questo mi tranquillizza parecchio.
Ovviamente ci sono anche le soluzioni di Enrico, che ha indicato sopra diversi font con il vero maiuscoletto assieme al codice necessario per creare il maiuscoletto inclinato. Molte case editrici altrettanto serie quanto UTET usano il maiuscoletto corsivo per questi casi patologici.
La tipografia è un’arte e le regole dell’arte cambiano. Magari in futuro non si considererà più un’eresia il maiuscoletto corsivo 😉
Ciao
Ivan
::
Dopo vari tentativi sono arrivato ad una soluzione, che non è TeXnica.Se si ha a che fare con una classe che imposta i titoli delle sezioni in maiuscoletto, e si ha bisogno di inserire all’interno del titolo della sezione un titolo di un libro o qualsiasi altra espressione che nel corpo del testo andrebbe in corsivo, si deve (può) racchiudere tale espressione tra virgolette caporali (o tra virgolette inglesi).
Questa è la soluzione adottata, per esempio, nella Storia della filosofia di Abbagnano (UTET), nella quale le sezioni sono in maiuscoletto (negli esempi sotto uso il maiuscolo). Qui si trovano, per esempio, sezioni intitolate:
– IL TRATTATO «DE GENERIBUS ET SPECIEBUS»
– I «CALCULATORES» DI OXFORD
Mentre nel testo si ha De generibus et speciebus e Calculatores.
Scusate se vi ho fatto perdere tempo 😳 , ma dover rinunciare a una classe per colpa di casi come questo non lo accettavo proprio.
Ciao
Ivan
::Dopo \subsubsection c’è \paragraph e \subparagraph.
Per avere la numerazione anche per il livello paragraph (sconsigliato):
`\setcounter{secnumdepth}{4}
`per far comparire il paragraph anche nell’indice:
`\setcounter{tocdepth}{4}
`Ciao
IvanDove vanno inserite queste righe?
Nel preambolo, ovvero prima di \begin{document}
Ciao
::
Non mi sono dato pace finché non ho trovato questa soluzione, che considero ottima, in mancanza d’altro, naturalmente.Il codice seguente, che ho trovato qui: http://www.texample.net/tikz/examples/faking-slanted-small-caps/
`\usepackage{tikz}
\makeatletter
\newcommand{\textscsl}[1]{%
\tikz[baseline=(N.base)]%
% The transform says:
% x' = 1x + 0.22y + 0pt
% y' = 0x + 1y + 0pt
% This gives a slant – adjust the value for each font!
\pgfsys@transformcm{1}{0}{0.22}{1}{0pt}{0pt}%
\node[inner sep=0pt] (N) {\textsc{#1}};%
}
\makeatother`
definisce il comando \textscsl, che permette di creare il maiuscoletto inclinato, che va più che bene per gli scopi che ho indicato nei post precedenti, perché assomiglia molto al corsivo.Ecco un esempio compilabile. Naturalmente funziona con qualsiasi font.
`\documentclass{article}
%\usepackage{fourier}\usepackage{tikz}
\makeatletter
\newcommand{\textscsl}[1]{%
\tikz[baseline=(N.base)]%
% The transform says:
% x' = 1x + 0.22y + 0pt
% y' = 0x + 1y + 0pt
% This gives a slant – adjust the value for each font!
\pgfsys@transformcm{1}{0}{0.22}{1}{0pt}{0pt}%
\node[inner sep=0pt] (N) {\textsc{#1}};%
}
\makeatother\usepackage{titlesec}
\titleformat{\section}[hang]
{\raggedright\large\scshape}
{\textnormal\thesection}
{.5em}
{}\begin{document}
\section{La seconda edizione della \protect\textscsl{Critica della ragion pura}}
\end{document}
`Purtroppo non funziona con classicthesis. Qualcuno sa capire perché?
Ciao
Ivan
::Anche con inputenc con codifica utf8, l’unico modo per accentare le vocali maiuscole è`
\`E oppure \'E`
o c’è qualche trucchetto migliore.
ciao
E.A me questo codice non dà problemi:
`\documentclass{article}
\usepackage[italian]{babel}
%\usepackage{ucs}
\usepackage[utf8]{inputenc}\begin{document}
È È È È
\end{document} `
Sei sicuro di aver salvato il file con codifica utf8?
Ciao
Ivan
::
Ciao a tuttiHo iniziato da poco (oggi) ad usare il pacchetto classicthesis e ho incontrato subito il problema esposto in questo topic. Spero che questa soluzione possa essere utile a qualcuno.
La classe scrartcl imposta la profondità dell’indice fino al terzo livello, ovvero include le subsubsection. Il pacchetto classicthesis ridefinisce i comandi di sezionamento del pacchetto tocloft (caricato da classicthesis) solo fino al livello della subsection. Di conseguenza, producendo un documento con la classe scrartcl, il quale contenga delle sotto-sottosezioni, nell’indice avremo in quest’ultimo caso il numero di pagina allineato a destra e preceduto da una serie di punti. Questa cosa inaccettabile e credo che sia una mancanza di classicthesis: se proprio l’autore non vuole che vengano riportate nell’indice le sezioni di terzo livello il pacchetto dovrebbe impedirlo automaticamente.
Anche se si potrebbe limitare la profondità dell’indice al secondo livello, ritengo che nell’indice, in particolare nelle tesi di laurea, più informazioni ci sono e meglio è.
In conclusione, usando scrartcl e classicthesis, per ottenere in modo corretto nell’indice anche le sotto-sottosezioni, serve questo codice:
` \renewcommand{\cftsubsubsecpresnum}{\scshape\MakeTextLowercase}%
\renewcommand{\cftsubsubsecfont}{\normalfont}%
\renewcommand{\cftsubsubsecleader}{\hspace{1.5em}}
\renewcommand{\cftsubsubsecafterpnum}{\cftparfillskip}
\ifthenelse{\boolean{@tocaligned}}{\renewcommand{\cftsubsubsecindent}{0em}}{\relax}
`Con le classi scrreprt e scrbook il problema “non” si pone. Nel senso che nell’indice non compaiono le sotto-sottosezioni. Se però si modifica la profondità dell’indice, il codice sopra è necessario anche con queste classi.
Ciao
Ivan
9 Gennaio 2010 alle 19:57 in risposta a: Come fare in modo che le immagini restino nella loro parte #40927::alla fine con un pò dì \clearpage e \vfill sono riuscito a rendere abbastanza decente il tutto.
Ora manca il problema del babel…
Prima di tutto, hai fatto come ti ha indicato Enrico? Secondo: hai abilitato la sillabazione per l’italiano. Qui spiegano come fare: http://docs.miktex.org/manual/hyphenation.html
Se non riesci a risolvere dovresti dirci che tipo di messaggio d’errore ottieni.Ciao
Ivan
8 Gennaio 2010 alle 22:11 in risposta a: [Risolto] Autorizzazione privacy CV con pacchetto currvita #40898::Fantastico Ivan. Mi stai insegnando parecchie cose e ti ringrazio di cuore! 😉
Più in generale, dando il comando \bigskip ottengo un certo spazio verticale (credo pari a 2 righe vuote, giusto?). Per ottenere l’equivalente di tre righe vuote ho pensato a
`\bigskip
\medskip`
anche se mi sembra un po’ rozza come cosa. Esiste un comando più specifico?Cito dal LaTeX Companion:
`
\smallskip Vertical skip of \smallskipamount (default about one quarter \baselineskip)
\medskip Vertical skip of \medskipamount (default about one half of \baselineskip)
\bigskip Vertical skip of \bigskipamount (default about one \baselineskip)
`Per ottenere lo spazio di tre righe vuote:
`\vspace{3\baselineskip}
`
oppure
`\vspace*{3\baselineskip}
`
se lo spazio è all’inizio o alla fine di una pagina.Ciao
Ivan
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