Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Qualcuno ha provato ad installare l’estensione inkscape2tikz su Mac?
Si trova qui: http://code.google.com/p/inkscape2tikz/Ho provato a installarlo ma non funziona. Ho Mac OsX10.5 e Inkscape 0.46
Ciao
IvanQuando io l’ho installato su win vista e non andava ho scritto una mail all’autore del codice e lui ha aggiunto una patch per risolvere il problema.
magari lo fa anche con te….Ti ringrazio per la dritta bubbles1984 🙂
Penso che aspetterò ancora del tempo. Magari prima o poi uscirà la tanto attesa versione di Inkscape nativa per Mac.Con l’occasione do un mio contributo a questa rassegna di software grafici.
Il programma in questione si chiama eps2pgf. È un programma (java) da linea di comando che permette di convertire file eps in un codice con linguaggio tikz\pgf. La cosa interessante è che il testo incluso nel file eps viene convertito in testo, e non in curva, come accade per esempio con la conversione Inkscape>pstricks. Una volta ottenuto il codice pgf, per esempio, è possibile scalare il disegno senza modificare lo spessore delle linee o il corpo del testo. È per certi versi un’alternativa al pacchetto psfrag.
Può essere scaricato da qui
Se ne parla anche nel noto sito di Kjell Magne Fauske: http://www.texample.net/tikz/examples/eps2pgf/Ciao
Ivan
::Vorrei gestire meglio le figure e farle galleggiare il meno possibile anche a costo di lasciare mezza pagina bianca: se un immagine deve stare fra un paragrafo e l’altro è così che deve essere.
1)
`\begin{figure}[!h]
…
\end{figure}`oppure
2) usando il pacchetto float:
`\begin{figure}[H]
…
\end{figure}`oppure
3) non usando l’ambiente figure
Nell’Arte di L. Pantieri (il link è in alto) trovavi le risposte.
C’è un modo per dire a latex di non andare mai a capo (spezzando le parole)?
Trovi qualche topic sul forum, ma non saprei come fare. So che esiste il comando \sloppy e l’ambiente sloppypar, ma non li ho mai provati. Se vuoi rinunciare alla giustificazione usa l’ambiente flushleft oppure il comando \raggedright.
Ciao
Ivan
19 Novembre 2009 alle 14:40 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37524::
Ciao a tutti,ho appena aggiornato i files e la documentazione, che come al solito sono disponibili qui.
Ho apportato una serie di miglioramenti al codice e eliminato qualche baco di cui mi sono accorto strada facendo.Oltre a questo ho cambiato l’uso di alcune stringhe, per uniformarle il più possibile con gli stili standard; di conseguenza ho modificato le indicazioni nella documentazione per modificarle.
È stata eliminata anche la lunghezza \preautsep, sostituita da \bibnamesep, già fornita da biblatex. di conseguenza ho rinominato \postautsep in \postnamesep. L’utente non dovrebbe accorgersi delle modifiche che ho apportato, se non nel caso in cui desiderasse fare delle modifiche.
Ho aggiunto anche qualche indicazione di carattere non TeXnico su come gestire situazioni “difficili” che si possono presentare nella composizione della bibliografia, ma non mi sono dilungato più di tanto.
Spero che vada tutto bene perché in queste settimane non riesco a seguire la faccenda con la necessaria cura. Mi sembra comunque che dal punto di vista funzionale siamo a buon punto.
Un’altra questione. Alcuni libri sono stati pubblicati contemporaneamente da due case editrici che hanno sede in due città diverse. Ad esempio Kant’s Metaphysics of Experience di Paton è stato pubblicato contemporaneamente a New York per MacMillan e a Londra per Allen & Unwin.
Secondo me in questi casi, se si adotta lo stile philosophy-classic, la formattazione ideale è la seguente:
- Paton, H. J., Kant’s Metaphysics of Experience, London, Allen & Unwin e New York, Macmillan 1936.
Ma mi pare che l’unico modo per ottenerla, impiegando philosophy-classic, sia usando il campo “publisher” o il campo “location” in maniera furba, così:
`@BOOK
{Paton3,
author = “Paton, Herbert James”,
title = “Kant's Metaphysic of Experience”,
address = “London, e MacMillan, New York”,
publisher = “Allen \& Unwin”,
year = 1937}`oppure così:
`@BOOK
{Paton5,
author = “Paton, Herbert James”,
title = “Kant's Metaphysic of Experience”,
publisher = “Allen \& Unwin, London e MacMillan”,
address = “New York”,
year = 1937}`Domanda (ma in realtà è un suggerimentojavascript:emoticon(‘:wink:’)): piuttosto che usare i campi in maniera furba, non sarebbe meglio se fosse lo stile a prendersi cura di questi casi?
Questo si potrebbe fare, credo, introducendo dei nuovi campi: “publisher2” e “address2”.
Un’alternativa è scrivere l’entrata nel file .bib come segue:
`@BOOK
{Paton6,
author = “Paton, Herbert James”,
title = “Kant's Metaphysic of Experience”,
address = “London”,
publisher = “Allen \& Unwin”,
year = 1936,
annotation = “Pubblicato contemporaneamente da MacMillan, New York.”}`Ma preferisco la formattazione suggerita sopra.
Certo, si potrebbe fare, ma non è possibile introdurre due nuovi campi con un nome qualsiasi, per ragioni intrinseche a biblatex.
Ritengo inoltre che situazioni del genere (che di solito non sono moltissime) possano essere gestite comodamente attraverso il campo addendum o annotation, per esempio.Nel caso preferissi non modificare lo stile, magari potresti nominare questo caso nella documentazione ed indicare al lettore come lo può gestire.
Certamente, nelle prossime versioni ne terrò conto.
Ciao
Ivan
::la sfigata concomitanza di preposizione articolata, apostrofo e carattere enfatizzato in 3 dicasi 3 parole!
mica da tutti! se tolgo l’emph funziona, ma lo vorrei tenere senza rigirare la frase
`\documentclass[a4paper,oneside,openbib,11pt]{book}
\usepackage[english,latin,italian]{babel}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{lipsum}
\begin{document}
\section{blablabla}
La ricostruzione delle coordinate reali dei markers (\emph{coordinate oggetto}) dai centroidi linearizzati dei clusters passa attraverso l'assunto, espresso dall'\emph{equazione di collinearità} bla bla bla!\lipsum[1]
\end{document}`Problema noto, soluzione anche, direbbe qualcuno… 🙂
Se capita spesso di avere l’apostrofo prima di una parola enfatizzata è possibile definire un nuovo comando:
`\newcommand{\hemph}[1]{\penalty10000\hskip0pt\emph{#1}}
`
\penalty10000 fa sì che il testo non vada a capo dopo l’apostrofo.Il codice mi è stato indicato illo tempore da Enrico, tanto per cambiare.
Ciao
Ivan
::Va già meglio grazie anche se non riesco ancora a capire se in alcuni casi è una mia “illusione ottica”.
Non è un’illusione ottica. In alcuni casi quel fenomeno è molto evidente. Mi riferisco alle classi standard, ma credo che sia la stessa cosa con classicthesis. LaTeX cerca di riempire ad ogni costo la pagina e per questo, quando serve, aumenta la distanza (elastica) tra i paragrafi. Gli esperti dicono che questa sia una buona scelta. Personalmente uso sempre il comando \raggedbottom, perché preferisco lo spazio bianco in fondo alla pagina piuttosto di molti spazi tra i paragrafi.
Ciao
Ivan
::benvenuti al nostro appuntamento serale di “Problemi con le testatine” 🙂
oggi ho aggiunto l’introduzione alla tesi.
è un capitolo non numerato (\chapter*{}) … risultato: il titolo sulla testatina è quello dell’elemento precedente, ossia l’indice.Confido in te, super-Enrico! 😀
Prova con:
`\tableofcontents
\cleardoublepage
\chapter*{Titolo del capitolo}`Ciao
Ivan
::Ecco comunque le indicazioni per creare una sitografia con biblatex.
Anche se la strada che suggesrisci (usare il record keywords) funziona, preferisco usare i filtri [nottype=online] e [type=online]. Così non c’è bisogno di inserire alcuna paraola chiave in più nel database. La procedura è spiegata passo per passo nel mio articolo su biblatex.
Ciao,
L.La tua soluzione è senza dubbio migliore e in casi come questo è bene adottarla.
Me ne ero prorpio scordato 😥Ciao
Ivan
::Il fatto che tu sia libero di scegliere lo stile è una buona cosa: puoi optare per quello migliore per il tuo documento (come ti dicevo, potrebbe essere quello alfabetico).
Potrebbe essere una buona idea ma la storia di installare bibilatex mi spaventa un po’… Non vorrei perdere troppo tempo “incasinandomi” in qualche passaggio. Devo decidere e in fretta.. 🙄
Grazie Ivan. Due domande: a cosa corrisponde “online” usando bibdesk. A webpage? O a URL?
Corrisponde ad electronic. Meglio, “electronic” è un alias per “online”. Puoi anche definire un nuovo type “online” nelle preferenze di BibDesk.
Ciao
Ivan
::Il fatto che tu sia libero di scegliere lo stile è una buona cosa: puoi optare per quello migliore per il tuo documento (come ti dicevo, potrebbe essere quello alfabetico).
Potrebbe essere una buona idea ma la storia di installare bibilatex mi spaventa un po’… Non vorrei perdere troppo tempo “incasinandomi” in qualche passaggio. Devo decidere e in fretta.. 🙄
Grazie Ivan. Due domande: a cosa corrisponde “online” usando bibdesk. A webpage? O a URL?
Corrisponde ad electronic. Meglio, “electronic” è un alias per “online”. Puoi anche definire un nuovo type “online” nelle preferenze di BibDesk.
Ciao
Ivan
16 Novembre 2009 alle 18:00 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37522::Gli stili standard di biblatex mettono tra virgolette i titoli delle voci @inbook. Forse è il caso di mantenere questa consuetudine? In questo modo potremmo però avere qualcosa come “Kritik der reinen Vernunft” anziché Kritik der reinen Vernunft 🙄
In linea di principio preferirei la seguente soluzione:
[ul]se la voce @inbook è la ristampa o riedizione di un testo che era stato originariamente pubblicato come una monografia (ad esempio la Kritik der reinen Vernunft), formattare il titolo in corsivo, senza virgolette;
se la voce @inbook è un articolo, contributo presentato a un convegno, ecc., mettere il titolo tra virgolette, senza corsivo.[/ul]
La ragione per cui preferisco questa soluzione è che mantiene la possibilità di distinguere a colpo d’occhio gli scritti del tipo @inbook che erano stati concepiti come monografie da quelli che sono testi brevi.Ho visto questa soluzione nella bibliografia di Longuenesse, Kant and the Capacity to Judge, Princeton Univ. Press 1998.
Vi pare che sia una buona soluzione, o meglio trattare tutte le voci del tipo @inbook nello stesso modo?
E se è una buona soluzione, come si può ottenere questo risultato? Solo introducendo un nuovo tipo di entrata, ad esempio “@inbook2”, o c’è qualche altro modo?
Sarebbe auspicabile che tutto funzionasse come lo hai descritto tu. Tuttavia non è semplice da realizzare se non creando appunto un altro tipo di voce. Tuttavia (per il momento) ritengo che se si cita, per esempio da un’edizione critica, ovvero da un @book, le voci (@inbook) possono avere lo stesso formato. Nel caso di articoli, che verrebbero resi in corsivo, si potrebbe opportunamente aggiungere nel campo “addendum” (o “note”) qualcosa come: “originariamente apparso sulla rivista Tal dei tali“. Secondo me è un ottimo compromesso.
Ciao
::
Fermo restando che se la maggior parte dei riferimenti è a siti web potresti davvero pensare di rivolgerti allo stile numerico o alfabetico, con biblatex si può fare facilmente una sitografia, senza autore né anno. Il problema semmai è come riferirsi ai siti all’interno del testo. La maniera più semplice è assegnare ad ogni sito un’etichetta (campo “label”), che verrà richiamata col comando \cite; in alternativa è possibile assegnare ad ogni sito un titolo, nel campo “title”. In questo modo il comando \cite richiamerà il titolo.
Questo perché con le soluzioni che ti indico le citazioni sarebbero difficili da gestire; o meglio, la resa finale sarebbe discutibile per più aspetti.Ecco comunque le indicazioni per creare una sitografia con biblatex.
Dopo aver caricato biblatex con lo stile che preferisci, nel preambolo scrivi:
`\defbibheading{sitiweb}{\section*{Sitografia}}
`Dove vuoi che venga stampata la sitografia scrivi:
`\printbibliography[heading=sitiweb,keyword=sitoweb]
`Esempi di record bibliografici:
`@online{sito3,
Keywords = {sitoweb},
Label = {Etichetta-uno},
Url = {http://indirizzo.del.terzo.sito.it}}@online{sito2,
Keywords = {sitoweb},
Label = {Etichetta-due},
Url = {http://indirizzo.del.primo.sito.it}}@online{sito1,
Keywords = {sitoweb},
Title = {Titolo del sito},
Url = {http://indirizzo.del.secondo.sito.it}}`Ciao
Ivan
15 Novembre 2009 alle 17:44 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37520::
Ciao Alberto e benvenuto su questo topic.Secondo me le virgolette sono da usare anche per i titoli dei contributi su collettanee e atti di convegni per due ragioni.
1. Ragione pratica: così si consente al lettore di individuare fin dal primo colpo d’occhio, senza bisogno di leggere l’intera voce bibiografica, se si tratta di un testo breve (quello che gli inglesi chiamerebbero un paper) o un volume. Se poi il paper sia stato pubblicato in una rivista, in una collettanea o in un volume di atti, è una questione secondaria che si può determinare leggendo la voce bibliografica nella sua interezza.
2. Ragione ontologica (ehm ehm): mi pare che i generi siano “volume” vs. “paper”, le specie del genere “volume” siano “monografia”, “collettanea” ecc., e le specie del genere “paper” siano “articolo in rivista”, “contributo in collettanea” ecc. Se si usa il corsivo per tutti i tipi di volume e le virgolette per tutti i tipi di paper, per così dire, si seguono le divisioni della natura.
Ti ringrazio per questo parere, che è molto bene argomentato. Ero propenso per questa soluzione e ne sono sempre più convinto. Entrambe le ragioni che porti a sostegno sono sicuramente convincenti. Nella prossima versione gli stili adotteranno questa scelta.
Per inciso: la citazione dei titoli di articoli mettendoli tra virgolette e senza corsivo non è molto comune nei (pochi) testi italiani che frequento (per lo più di discipline umanistiche). Ma i testi inglesi, che sono soliti citare i titoli di articoli mettendoli tra virgolette e senza corsivo, usano questa convenzione anche per i contributi apparsi su collettanee e su atti di convegni. Se la memoria non mi inganna, questo è il formato raccomandato anche dal Chicago Manual of Style e dallo Oxford Style Manual.
Grazie anche di questa precisazione. Il fatto che ciò non sia una consuetudine italiana non mi preoccupa più di tanto. Per quanto mi riguarda posso semplicemente dire che ci sono consuetudini discutibili ed altre addirittura dannose. La ragione pratica e la ragione “ontologica” che ci hai fornito sono sufficienti a sostegno di questa scelta.
Il problema residuo riguarda i titoli delle voci @inbook, che per il momento sono rese con il corsivo. Se per esempio abbiamo una raccolta di opere di uno stesso autore, che comprende sia volumi sia articoli, i titoli degli articoli saranno in corsivo. Poco male, comunque, visto che il riferimento non sarà ad una rivista ma ad una raccolta (@book). Gli stili standard di biblatex mettono tra virgolette i titoli delle voci @inbook. Forse è il caso di mantenere questa consuetudine? In questo modo potremmo però avere qualcosa come “Kritik der reinen Vernunft” anziché Kritik der reinen Vernunft 🙄
Un altro dubbio riguarda l’uso dei caporali o delle virgolette inglesi. Ma si tratta di un falso problema, facilmente gestibile col pacchetto csquotes. Probabilmente aggiungerò poche righe nella documentazione per spiegare come ottenere le virgolette al posto dei caporali.Non so se questo possa interessare a qualcuno, ma già che ci sono: quando qualche giorno fa ho provato per la prima volta philosophy-classic con l’edizione 0.8d di Biblatex, che avevo installata, Latex mi dava come errore:
Error: \bib@macro@bib:editor undefined.
…
l.236 \renewbibmacro*{bib:editor}
[1]{%E la cosa si è risolta aggiornando Biblatex.
Certo che è un’informazione utile :). Quando si ha a che fare con pacchetti in fase di sviluppo, questioni di (in)compatibilità tra una versione e l’altra sono frequenti. Qualcun altro in futuro potrebbe incontrare lo stesso problema e risolverlo leggendo questo messaggio.
Ciao
Ivan
::Salve a tutti non riesco ad allineare una matrie al margine sinistro, come posso fare?
Scrivendo nel seguente modo mi da errore.
`
\begin{flushleft}
\[\begin{matrix}
\verb NODE & \verb VOLTAGE & \verb NODE & \verb VOLTAGE & \verb NODE & \verb VOLTAGE & \verb NODE & \verb VOLTAGE \\
\verb (1) & \verb 0.0000 & \verb (2) & \verb 0.0000 & \verb (3) & \verb 4.0338 & \verb (4) & \verb 10.0000 \\
\end{matrix}\]
\end{flushleft}`
Qualuno mi da un suggerimento?Ciao.
Daniele.Per l’esempio che hai fatto non è necessario ricorrere all’ambiente matrix. Io farei così:
`\begin{flushleft}
\ttfamily
\begin{tabular}{@{}c*7{c}}
NODE & VOLTAGE & NODE & VOLTAGE & NODE & VOLTAGE & NODE & VOLTAGE \\
(1) & 0.0000 & (2) & 0.0000 & (3) & 4.0338 & (4) & 10.0000 \\
\end{tabular}
\end{flushleft}`Il codice che hai riportato non mi produce alcun errore.
Ciao
Ivan
-
AutoreRisposte