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22 Ottobre 2009 alle 20:24 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37493::
Ciao a tuttiHo aggiornato i file in rete.
Faccio un riassunto delle modifiche fatte. La documentazione, dopo queste aggiunte, è ancora tremendamente in bozza 🙁
Non ho avuto modo di testare gli stili più di tanto. Spero che tutto funzioni e aspetto il vostro responso.0) Eliminata l’opzione pantierimood e create altre opzioni indipendenti.
1) Eliminata l’opzione multiautfull. Questo perché è possibile ottenere lo stesso effetto con le funzioni base di biblatex. Si tenga presente che l’opzione multiautfull funzionava, ma al prezzo di un codice leggermente “contorto”.
Le opzioni maxnames e minnames possono essere passate al comando \printbibliography e avere così valore locale.
Quindi si può scrivere` \printbibliography[maxnames=20,minnames=20]` per ottenere la lista completa degli autori/curatori nella bibliografia, ma si può caricare biblatex indipendentemente con `\usepackage[maxnames=2,minnames=2]{biblatex}`
Credo valga la pena ricordare questa possibilità nel tuo articolo su biblatex. Questo è il modo più corretto per ottenere quest’effetto. Quello che avevo trovato consisteva solo nell’aggirare il problema, e anche malamente.
(Per ottenere il risultato corretto nel caso di voci col campo crossref ho trovato un sistema di cui mi sono stupito io stesso, ma sembra funzionare 🙂 )
2) namefirstlast Per ottenere in bibliografia sempre “Cognome, Nome”
3) onlyfirstsc Per ottenere solo il cognome del primo autore in maiusocletto.
4) backrefpage Per ottenere “pagina” (“pagine”) al posto di “p.” “pp.” nei backref. In futuro potrò rendere personalizzabile anche questo elemento. Per il momento è così. Però, ripeto: se nel resto del documento si usa pp. o pagg. dovrebbe essere così anche nei backref. E per fare questo si usa \DefineBibliographyStrings.
5) square Analoga all’opzione di natbib
6) I backref ora appaiono alla fine della voce bibliografica, con il punto dentro la parentesi, e soprattutto dopo il campo annotatio. Il campo library invece viene stampato dopo i backref in un nuovo paragrafo. Si vedono degli esempi nella doc.
7) se una voce ha due autori nelle citazioni vengono riportati entrambi; se ne ha più di due la lista viene troncata a uno.
8) Ho migliorato diverse altre cose, più o meno “visibili” che però sarebbe lungo descrivereCiao
Ivan
20 Ottobre 2009 alle 16:51 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37491::
Buone notizie per Lorenzo. Tutto risolto. A parte, naturalmente, la famigerata questione URL.
N.B,. Devo ancora aggiornare i file in rete. Volevo prima testare le ultime cose. Quindi se non trovi le modifiche che ho fatto, porta pazienza ancora un po’; ci saranno.
Vediamo i punti.`\DefineBibliographyStrings{italian}{%
page=pagina,
pages=pagine}`Funziona perfettamente, mi pare. Lo metteri di default, ma è solo la mia opinione!
Se metto page=pagina di default verrà scritto “pagina” al posto di “p.” sempre, e questo non va bene. Comunque consolati con questa notizia. Però, mi raccomando, è top secret: ho creato un’opzione che permette di avere contemporaneamente questi tre risultati:
1) Solo il cognome del primo autore in maiuscoletto
2) “pagina” e “pagine” al posto di “p.” e “pp.”, e solo nei backref.
3) Ordinamento “Cognome, Nome” anche per gli autori successivi al primo
L’opzione si chiama pantierimood, se non hai nulla in contrario. Non è e non sarà di default, perché le scelte di cui al punto 1 e 2 non le condivido proprio, per i motivi che ho esposto diverse volte. Nella documentazione spiegherò brevemente la genesi di quest’opzione.1. La questione della giustificazione dell’URL. Si tratta dell’unico vero problema rimasto (gli altri sono delle finezze). Le opere “Introduzione allo stile ClassicThesis” e “In my opinion” sono composte male (le altre vanno bene, direi). Per casi come questi, sarebbe meglio rinunciare alla giustificazione dell’URL (e sarebbe ovviamente preferibile che la cosa venisse gestita in auomatico), ma come?
Rimandiamo a tempi migliori… 🙁
2. Ho visto che le etichette “2009a”, “2009b” hanno ancora le lettere in corsivo.
Ora l’etichetta non è più in corsivo, ma devo ancora aggiornare i file in rete. Appena lo faccio avviso. Comunque, problema 2 risolto.
3. La scrittura “(Citato a pagina 1).” con il punto fuori. Visto che nell’Arte dico espressamente che in un inciso di quel tipo il punto andrebbe dentro la parentesi, dovresti dirmi come fare per avere “(Citato a pagina 1.)” con il punto prima della tonda.
Va bene, mi hai convinto. Ne Il nuovo manuale di stile di Roberto Lesina, come avevo avuto modo già di dire, viene riportata la regola che anche tu sostieni. Mi adatto alla consuetudine, anche se non mi piace (mi abituerò). Ora ci sarà il punto dentro la parentesi di default. Sarà disponibile quanto prima anche in rete.
4. L’opzione “multiauthorfull=trull” non è ancora predefinita.
Stesso discorso di prima. Non appena aggiornerò i file…
5. Manca un’opzione tipo “square” di natbib che permetta di avere riferimenti del tipo “[Pantieri, 2009]”, mantenendo le parentesi tonde nei riferimenti finali.
Ho creato quest’opzione. Ovvero nei miei file c’è già. Stesso discorso di sopra per l’aggiornamento dei file in rete.
Per quanto riguarda BibTeX, BibLaTeXe e l’Arte, come diresti tu, non ho alcun dubbio. Io spiegherei entrambe le modalità, che per gran parte coincidono, ma dando più peso a biblatex, che finirà per sostituire BibTeX.
Ciao
Ivan
19 Ottobre 2009 alle 17:49 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37488::Se devi fare dei cambiamenti non agire direttamente sui file .bbx. Puoi usare \DefineBibliographyStrings{} (NB. senza specificare la lingua) direttamente nel documento.
…
Se produco un testo il inglese, aggiungendo nel documento:
`\DefineBibliographyStrings{english}{typeeditor=(edited by)}
`
ottengo un output corretto.Grazie,
inserendo le modifiche nel preamble con \DefineBibliographyStrings{english} ecc. come dici tu funziona tutto ok in qualsiasi caso.
Suggerirei di aggiungere un paragrafo nella documentazione contenuta nel file biblatex-philosophy-doc che spiega come adattare il pacchetto a file scritti in altre lingue, specificando che per es. rispetto ai file di esempio bisogna fare le modifiche a queste 2 righe:
`
\usepackage[english]{babel}
\usepackage[babel]{csquotes}
`
e per farne altre bisogna usare \DefineBibliographyStrings{english}
pierfrancoBene. Col tempo aggiungerò anche queste informazioni alla documentazione. Come hai avuto modo di testare tu stesso c’è qualche piccolo ostacolo (superabile) con lingue diverse dall’italiano. Metterò nella doc una sezione che spieghi come agire in questi casi.
Però, per altre questioni che riguardano in generale biblatex e non un particolare stile, il testo di riferimento principale sarà l’articolo di Lorenzo su biblatex e la sua Arte, che aggiornerà quando biblatex sarà in versione 1.Ciao
Ivan
19 Ottobre 2009 alle 14:09 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37486::per quanto riguarda il problema 1 da quello che mi è sembrato credo che l’errore di compilazione che ti ho segnalato capiti in quei casi in cui c’è una bibliografica che include anche record bibliografici che hanno solo il titolo e non l’autore: per es. nel caso di una pagina web senza autore.
Questo problema era stato sollevato da Lorenzo (trovi la discussione nella seconda pagina di questo topic).Nel caso dello stile philosophy-modern, se si ha un record senza autore né editore è necessario usare una label. Questo è inevitabile per la struttura stessa dello stile
Per il problema n. 2 che ti ho segnalato: ho riprovato a scaricare la tua cartella su un altro computer con biblatex intatto (cioè senza miei contributi) ed in effetti tutto fila giusto come mi scrivi. Quindi ottengo l’espressione (a cura di) o (edited by) con spazio, titolo ecc.
Non capisco quindi perché nel caso dell’altro computer succede quello che ti ho segnalato. Farò delle altre prove.(Anche) per questo motivo non bisogna mai modificare i file di stile originali ma eventalmente farne una copia e cambiarvi nome; o meglio ancora apportare le modifiche nel preambolo 😉
Ciao
Ivan
19 Ottobre 2009 alle 12:16 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37484::In effetti è troppo spaziato. Però credo che sia inevitabile in quel caso. Il motivo di tutti quegli spazi è che “lorenzopantieri” non può essere spezzato e l’unico punto di sillabazione è il punto dopo “www”. Non saprei proprio come fare a migliorare la resa. Il pacchetto url ha diverse opzioni, proverò.
Mettere l’indirizzo su una nuova riga non mi convince; spezzerebbe troppo la voce bibliografica. E poi potrebbe risolvere solo parzialmente il problema. E poi ne sorgerebbero altri: virgola e poi a capo? Senza virgola prima dell’indirizzo? Dopo l’indirizzo, a capo o no?
Enrico, aiuto 😳 😥 🙄Giusto, inziare l’URL in una riga nuova spezzarebbe la voce, e poi non risolverebbe il problema (e ne creerebbe di nuovi).
Resta il fatto che quel risultato è inaccettbile…
Allora farei così, scriviamo pure l’URL di seguito alla altre info e cerchiamo di giustificarlo, quando possibile. Ma se il risultato è proprio inaccettable, con spaziature abnormi fra le lettere dell’URL o fra le parole scritte prima dell’URL, si rinunci alla giustificazione.
Non ho idea di come farlo, mi accodo alla tua richiesta di aiuto a Enrico.
Proverò la nuova versione appena possibile (anche se in questi giorni posso passare pochissimo tempo al computer!).
Ancora qualche osservazione
1. Scrivi “Citato alle pp. 1-2”, ma quell’espressione “pp.” è davvero brutta e burocratica, per il plurale. Scrivere per intero “Citato a pagina 1” e “Citato alle pagine 1,2”.
2. Manca un’opzione “squaren” come in natbib, per avere riferimenti fra parentesi quadre “vedi [Pantieri, 2009]”. Se scrivo
`\renewcommand{\bibleftparen}{[}
\renewcommand{\bibrightparen}{]}`
le parentesi quadre vengono anche nei riferimenti finali, “[Citato a pagina…]” e questo non va bene.L’opzione”multiautfull=true” la metterei di default: se scrivo un record con un numero di autori > 2 mi aspetto che tutti questi autori compaiano nella bibliografia, mentre nelle citazioni basta ovviamente il primo nome seguito da “et al”. Avere l’elenco degli autori amputato può essere sgradevole: magari lascia un’opzione per un utente che volesse quel comportamento.
Grazie mille per il tuo eccellente lavoro, Ivan.
Ciao,
L.In attesa di consigli sul caso “URL” vediamo le altre questioni.
1) “pp.” è gestita dalla stringa pages. Per una questione di uniformità, se si usa “pp.” nel documento si deve usare “pp.” anche nei riferimenti. Per modificare questo comportamento è sufficiente scrivere:
`\DefineBibliographyStrings{italian}{%
page=pagine,
pages=pagine}`
Però, naturalmente, verrà scritto “pagine” al posto di “pp.” in ogni parte del documento che richiama la stringa pages. Per cambiare tale comportamento solo nei backref bisognerebbe apportare un’ulteriore modifica alla macro pageref, creando un’ulteriore stringa (anzi due) per queto caso. Come sai c’è già il problema delle nuove stringhe backref e backrefs che devono essere definite se si compone in lingue diverse dall’italiano, quindi creare due nuove stringhe (una per “pagina” e una per “pagine”) che valgano localmente all’interno dei backref mi sembra eccessivo. La faccenda è spiegata, in maniera forse un po’ sintetica, anche nella doc.
Se a qualcuno vengono in mente altre soluzioni più soft, ben venga.2) Interessante rilievo. Le parentesi che racciudono “(citato a p. )” sono gestite dal comando \mkbibparens, che è composto dai comandi \bibleftparen e \bibrightparen, ridefinendo i quali viene modificato anche \mkbibparens. Di conseguenza se si ridefiniscono questi comandi si avranno le parentesi, diciamo quadre, al posto delle parentesi tonde, quindi non solo nei backref, ma anche in [a cura di], [ed. orig. 1632] ecc. Per il caso di (a cura di) ho appena rimediato. Prima era definito come \mkbibparens{a cura di} ora semplicemente: (a cura di), quindi adesso è indifferente alla ridefinizione di \bibleftparen (\bibrightparen). Per il caso [ed. orig. 1632] forse è meglio che sia uniforme alle citazioni, ma non saprei dire. Anche in questo caso posso rimediare nel codice.
Ti chiedo un parere su due (tre) soluzioni possibili, di cui la prima è già disponibile mentre la seconda (e la terza) dovrei prima implementarla.
Soluzione 1 Se si ridefiniscono i comandi \bibleftparen e \bibrightparen, qualora si volessero le parentesi tende nei backref, bisognerebbe aggiungere anche:
`\DeclareFieldFormat{backrefparens}{(#1)}
`
Soluzione 2: Potrei definire un nuovo comando con: `\renewcommand{\backrefparens}[1]{(#1)}`
per il formato dei backref in modo che le parentesi nei backref siano tonde di default. In questo modo, se qualcuno non volesse le parentesi tonde dovrebbe scrivere:
`\renewcommand{\backrefparens}[1]{#1}`
Aggiornerò la documentazione quando avrò scelto la soluzione migliore.Soluzione 3 ridefinire i comandi tipo \parencite rendendo disponibile una versione con parentesi quadre, magari aggiungendo un’opzione. Questo è un grosso problema perché volevo mantenere gli stili indipendenti dallo schema di citazione. Ora caricano di default lo stile authoryear-comp, ma si può usare qualsiasi stile di citazione, compatibile s’intende. Il problema è questo.
I comandi \parencite sono definiti diversamente negli stili authoryear e authoryear-comp. È semplice ridefinirli in modo da ottenere le parentesi quadre, ma questo andrebbe fatto nei file .cbx, che non si limiterebbero più a richiamare uno stile standard ma sarebbero stili a se stanti.Quindi dal punto di vista della versatilità sarebbe meglio evitare di ridefinire i comandi \parencite direttamente nei codice.
Le soluzioni 1 e 2 sono più contorte ma danno molto molto meno problemi. D’altra parte, se si decidesse definitivamente lo stile di citazione allora la soluzione 3 è la più elegante. Ricordo che è disponibile anche lo stile di citazione authoryear-icomp-tt che combina gli stili authoryear-comp e authoryear.ibid. Io sarei per usare quest’ultimo di default ma mi piacerebbe lasciare all’utente la scelta.
Metterò l’opzione multiautfull=true di default. Anzi, lo faccio subito altrimenti mi dimentico 🙂 . Prima di aggiornare la versione in rete aspetto di risolvere questi problemi.
Un’ultima cosa: componendo una bibliografia lunga incontri i problemi che ha descritto Pierfranco nel post precedente o il risultato è corretto?
Ciao
Ivan
19 Ottobre 2009 alle 9:49 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37483::Sto testando lo sitle philosophy-modern con diversi testi e ho riscontrato sinora 2 problemi:
1) \usebibmacro{labeltitle}
se usato per una bibliografia lunga, con diversi tipi di records bibliografici, l’uso dello stile philosophy-modern adesso mi dà errore per \usebibmacro{labeltitle}
`
! Undefined control sequence.
\abx@macro@labeltitle ->\iffieldundef
{label}{\iffieldundef {shorttitle} {\p…
l.168 \usebibmacro{labeltitle}
%
?
! Emergency stop.
\abx@macro@labeltitle ->\iffieldundef
{label}{\iffieldundef {shorttitle} {\p…
l.168 \usebibmacro{labeltitle}
%
End of file on the terminal!
`2) typeeditor in DeclareBibStrings nel file philosophy-classic
se usato con testi italiani nei casi di volumi con curatore l’effetto non è di avere (a cura di) come si legge nella sezione \DeclareBibStrings del file philosophy-classic, bensì cur. che è proprio ciò che si trova nella impostazione del file italian.lbx del pacchetto biblatex standard
Se invece si usa philosophy-modern con testi inglesi, avendo cura di modificare la riga \DeclareBibStrings{italian% nel file philosophy-classic con il comando \DeclareBibStrings{english% e si fanno altri cambiamenti di seguito.
ma l’effetto che ottengo è (edited by) appiccicato al titolo e senza spazio di separazione.pierfranco
c’è qualcosa da correggere nel file .bbx?
pierfrancoCiao Pierfranco
ti ringrazio per queste informazioni, però ti devo dire che io non ottengo quegli errori. Mi sarebbe però molto utile sapere con che tipo di record bibliografico nasce il problema. Nella mia bibliografia di circa settanta titoli non ottengo l’errore al punto 1).
Anche per quanto riguarda il punto 2), io ottengo sempre (a cura di) e non “cur.”. Anche in questo caso sarebbe utile capire quando sorge il problema. Infine, sull’uso dello stile con altre lingue dovrò dire qualcosa sulla documentazione. Se riesci, manda un documento minimale e il record bibliografico che crea il problema.
Comunque sia, intanto ti posso dire che:
1) \DeclareBibliographyStrings{} si usa solo nei file .lbx
2) Se devi fare dei cambiamenti non agire direttamente sui file .bbx. Puoi usare \DefineBibliographyStrings{} (NB. senza specificare la lingua) direttamente nel documento.
In questo modo possiamo capirci, altrimenti io non so cosa hai modificato dei vari file .bbx e che crea l’errore.
Se produco un testo il inglese, aggiungendo nel documento:
`\DefineBibliographyStrings{english}{typeeditor=(edited by)}
`ottengo un output corretto.Ciao
Ivan\DeclareBibliographyStrings si può usare solo nei file .lbx.
16 Ottobre 2009 alle 11:09 in risposta a: Bibliografia, formato autore-anno, edizione originale #6370::L’argomento “bibliografia” è davvero interessante (indipendente dallo strumento usato per comporla: BibTeX, biblatex o anche altri software). Credo che il mio prossimo articolo sarà su questo. Se avete link e suggerimenti da darmi, sono qui.
Ciao,
L.Ci avevo pensato anch’io 😆 , accidenti 😮
Si possono usare molti stili di citazione, questo è pacifico. Ma se si può usare uno qualsiasi di questi stili si può usare sicuramente anche lo stile autore-anno. Se non pensate che sia così mandatemi un esempio che renderebbe impossibile usare tale stile come stile di base del proprio documento. Impossibile, ho detto 😉
E poi mi ripeto: nel caso si avesse una bibliografia in cui, come ritenete voi, fosse possibile usare il formato autore anno e alla fine del lavoro vi accorgeste che sarebbe bello inserire una citazione di Platone o di qualche altro autore per cui, secondo voi, non sarebbe il caso di usare tale formato, che fate? Cambiate lo stile di citazione perché nel caso di un autore non è il migliore, o il più accettato dal settore?
Lo stile dipende anche dal tipo di documento. Molti testi di filosofia analitica, che citano per la maggior parte articoli contemporanei, usano il formato autore anno perché è il migliore (io non ho dubbi). E se poi capita di citare Aristotele, pazienza… si fa il possibile.Ciao
Ivan
16 Ottobre 2009 alle 10:55 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37480::
Ci sarò anch’io al GuIT meeting 😀Commento i punti 4 e 6. Sugli altri siamo d’accordo. E ci sono pure le opzioni che tanto ti piacciono.
4. La giustificazione dell’URL. Visto come viene composto male il link alla mia guida a ClassicThesis? Ho provato a mettere il codice di Ivan nel preambolo, e funziona (nel senso che l’URL non viene più giustificato), ma ancora non ci siamo: anche se il link non è giustificato, lo spazio tra le parole “Introduzione”, “allo”, “stile” e “ClassicThesis” viene dilatato in modo abnorne.
Idea (che ho già suggerito): iniziamo sempre l’URL in una riga nuova, senza giustificarlo (o, meglio ancora, giustificandolo solo se la giustificazione non comporta eccessivi allargamenti tra le lettere dell’URL… non ho idea di come si possa fare, ma questo sarebbe proprio l’ideale, IMO).
In effetti è troppo spaziato. Però credo che sia inevitabile in quel caso. Il motivo di tutti quegli spazi è che “lorenzopantieri” non può essere spezzato e l’unico punto di sillabazione è il punto dopo “www”. Non saprei proprio come fare a migliorare la resa. Il pacchetto url ha diverse opzioni, proverò.
Mettere l’indirizzo su una nuova riga non mi convince; spezzerebbe troppo la voce bibliografica. E poi potrebbe risolvere solo parzialmente il problema. E poi ne sorgerebbero altri: virgola e poi a capo? Senza virgola prima dell’indirizzo? Dopo l’indirizzo, a capo o no?
Enrico, aiuto 😳 😥 🙄6. Il record “online” (GuIT, nell’esempio considerato). Non mi convince molto quel “Gruppo Utilizzatori di TeX e LaTeX” in corsivo, ma non ho grandi idee su come migliorare la cosa (ammesso che si possa). Probabilmente, il problema è inevitabile se si decide di citare siti Web assieme a riferimenti cartacei. Vediamo se c’è qualcuno che ha commenti da fare.
Si può fare in modo facilmente che il campo “titolo” dei record “online” sia in tonto; ma sarà in tondo sempre, naturalmente.
Ciao
Ivan
15 Ottobre 2009 alle 22:21 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37477::Penso che l’ideale sarebbe avere i riferimenti finali alla fine della voce. Ma mi rendo conto che possano esserci diffcioltà TeXniche non indifferenti. Sono contento che non abbandoni il problema.
Che ne dici se metto i riferimenti dopo il campo library e prima del campo annotation? In questo modo il campo annotation, che è su un nuovo paragrafo, potebbe servire, ad esempio, per aggiungere un breve abstract del libro. In alcune bibliografie l’ho visto. Mettere i riferimenti proprio alla fine mi sembra troppo.
Mah, visto che le citazioni sono del tipo “PANTIERI, 2009”, mi sembra logico scrivere nella bibliografia “PANTIERI, Lorenzo” e non “PANTIERI, LORENZO”, che disturba, per eccesso di enfasi. La parola da evidenziare è “PANTIERI”, non “Lorenzo” (poiché nel documento il nome non viene citato, ma solo il cognome). Se non lo metti di default, pazienza. L’importante è che questo risultato si possa avere con (relativa) facilità.
Non è vero. Le citazioni potrebbero essere anche del tipo “Pantieri, 2009”. Il maiuscoletto non è obbligatorio. Infatti di default è tutto in tondo. Ah, il comando: \renewcommand*{\mkbibnamelast}{\textsc} mette in maiuscolo tutti i cognomi, non solo il primo. Credo che questo non sia quello che vuoi, ma finché non verrò torturato mi opporrò a “PANTIERI, Lorenzo”. Quasi dimenticavo: Ars TeXnica mette in maiuscoletto tutti i cognomi, non solo il primo (i nomi non saprei visto che ci sono solo le iniziali), quindi il comando di prima va bene per uno stile simile a quello di Ars TeXnica.
Comunque, se la cosa ti può rassicurare, ho la soluzione. La devo testare poi potrei anche creare un’opzione per avere solo il primo cognome in maiuscoletto e tutti gli autori con nome e cognome invertito.Tutte le volte che leggo “PANTIERI 2009” ho un sobbalzo. Anche se avere “PANTIERI, 2009” è molto facile, lo metterei di dafault. Senza dubbio.
Non mi vorrai dire che se dovessi leggere un certo libro di un certo Eco e trovassi scritto (cfr. Formigari 1970:15) sobbalzeresti ancora!
Il libro è questo:
Umberto Eco, La ricerca della lingua perfetta, Laterza, Roma-Bari 1993.Comunque la soluzione è molto più semplice di quanto ho scritto nel mio precedente messaggio. Chi vuole la virgola dopo il cognome deve solamente richiamare l’opzione natbib. Niente di più facile e in più è in accordo con la tua filosofia LaTeX che prevede di fare il più possibile attraverso le sole opzioni.
Comunque non metterò di default l’opzione natbib, perché “Pantieri 2009” non mi fa sobbalzare più di “Pant09” o di “[1]”.Metterei quelle etichette in tondo e non in corsivo, il corsivo lì non c’entra nulla. Nessun dubbio, anche qui.
Questo lo posso fare.
Gli stili più diffusi non giustificano l’URL. Fra l’altro, questo deve valere a maggior ragione per il tuo (bellissimo!) stile: lo spazio per scrivere le informazioni è ancora più piccolo (visto che lo spazio disponibile è diviso di fatto in due colonne, una per la data e una per le info vere e proprie). Assolutamente, non giustificare l’URL! Se hai problemi con il pacchetto url, sono sicuro che Enrico saprò darti una mano!
Qui sorgono i problemi. Chiedo l’aiuto di Enrico.
Credo che quell’effetto di giustificazione sia dovuto alla definizione di \Urlmuskip=0mu plus 2mu. È definito in maniera un po’ troppo elastica.
Prova a mettere nel preambolo questo codice e vedi se l’effetto può andare (fino alla settimana prossima non posso aggiornare i file in rete):`\makeatletter
\renewcommand*{\biburlsetup}{%
\Urlmuskip=0mu\relax% riga modificata
\mathchardef\UrlBreakPenalty=200\relax
\mathchardef\UrlBigBreakPenalty=100\relax
\mathchardef\UrlEmergencyPenalty=9000\relax
\appto\UrlSpecials{%
\do\0{\mathchar`\0\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\1{\mathchar`\1\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\2{\mathchar`\2\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\3{\mathchar`\3\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\4{\mathchar`\4\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\5{\mathchar`\5\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\6{\mathchar`\6\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\7{\mathchar`\7\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\8{\mathchar`\8\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\9{\mathchar`\9\penalty\UrlEmergencyPenalty}}%
\def\UrlBreaks{%
\do\.\do\@\do\/\do\\\do\!\do\_\do\|\do\;\do\>\do\]\do\)\do\}%
\do\,\do\?\do\'\do\+\do\=\do\#\do\$\do\&\do\*\do\^\do\”}%
\def\UrlBigBreaks{\do\:\do\-}}
\makeatother
`Toglierei il mese, che qui mi sembra inultile. Scriverei “ArsTeXnica (6)”, il sesto numero di ArsTeXnica. Scrivere “ArsTeXnica 6” mi provoca lo stesso sobbalzo di “PANTIERI 2009”. Siamo gentili, con i nostri lettori! 😉
Visto che devo trovare una soluzione generale chiedo a te e a tutti coloro che leggeranno questo topic un consiglio. Se c’è anche il volume come si dovrebbe rendere la voce. Così: ArsTeXnica 4 (6). Dovrei fare in modo che anche chi volesse usare i campi month, issue, date, day (che sono opzionali per le voci di tipo article) ottenesse un risultato gradevole. Ora si capisce perché avevo rimandato al questione “riviste”.
La scelta di scrivere prima il cognome e poi il nome è di certo burocratica, ma si fa per l’ordine alfabetico. Dopo, bisognerebbe essere coerenti con questa scelta. Quindi, “MORI, Lapo Filippo e HIMMELMANN, Maurizio”. Una scrittura del tipo “MORI, Lapo Filippo e Maurizio HIMMELMANN” non è omogenea, e le disomogeneità in tipografia andrebbero evitate. Certo, se mi citi un’auctoritas che dice il contrario ci si può pensare, ma dev’essere un’auctoritas molto… autorevole!
Guarda che la disomogeneità è dovuta a quel tremendo maiuscolo in mezzo ai nomi in tondo 😆 (in ArsTeXnica i cognomi sono tutti in maiuscolo, non solo il primo; sebbene siano ordinati come vorresti tu) A parte gli scherzi. Veniamo a qualche esempio autorevole:
Dalla documentazione dello stile historian:The historian style follows the conventions of The Chicago Manual of
Style, as presented in Turabian’s Manual for Writers.Dalla documentazione dello stile MLA:
`The MLA style, a common standard for writers in the humanities, is outlined in
the MLA Style Manual, recently updated to its third edition, and the MLA Handbook
for Writers of Research Papers, now in its seventh edition. These files follow definitions
for the second edition of the Manual and the sixth edition of the Handbook, though
they will be updated soon.`
Dalla documentazione dello stile achicago:Achicago provides a documentation style for LATEX that aims for com-
pliance with the Chicago Manual of StyleOra, io non credo molto nel ricorso all’autoritas come soluzione dei problemi. In filosofia il ricorso all’autoritas di Aristotele da parte di molti scolastici ha causato qualche guaio a più d’uno…, oltre ad aver fermato per qualche secolo il progresso del pensiero. Al di là dell’autorevolezza, il problema è un altro e per risolverlo va capito. Lo si capisce in questo modo.
Non sono gli autori successivi al primo che hanno nome e cognome invertito; è per il primo autore che si inverte nome e cognome per una questione di ordinamento. In un certo senso è il primo autore che è “sbagliato” (ma per una giusta causa); gli autori successivi sono giusti; invertirli non avrebbe nessuna giusta causa. Se lo leggi così il problema non è più un problema.Ciao
Ivan 😆
15 Ottobre 2009 alle 18:11 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37475::Breve suggerimento su una questione piccola: l’informazione sul mese è del tutto superflua dal momento che una bibliografia deve anche essere sintetica: cioè avere i dati minimi essenziali che consentono l’identificazione di una fonte.
D’accordo sul fatto che l’informazione del mese non sia fondamentale. Il problema c’è anche con lo stile authoryear (è un bug di biblatex?). Ho trovato la soluzione. Nelle prossime versioni non ci sarà più l’anno.
In Italia un testo a cui viene riconosciuta la stessa autorevolezza in questo campo che ha il Chicago manual of style non è mai nato e forse bisognerebbe anche capire perché: o non esiste una tradizione pubblicistica forte in materie scientifiche, o predomina la preferenza per l’improvvisazione e il tedio nei confronti delle regole, per cui ognuno fa da sé
La seconda che hai detto 😀
Grazie per il link. Rimando la lettura a tempi migliori 🙄 (in due biblioteche di Verona il manuale c’è 😀 )Ciao
Ivan
15 Ottobre 2009 alle 11:11 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37473::2*. Sempre a proposito della formula “(Citato pagina 1)”. Metterei il punto fermo dentro le parentesi. Il fatto è che se si fa un inciso costituito da un intero periodo fra parentesi, il punto va dentro, non fuori. (Ecco, questo è un esempio.) Così ho letto in fonti che ritengo affidabili, e anche nell’Arte la faccenda è riproposta così. Diverso sarebbe il caso di un inciso all’interno di un periodo: la punteggiatura in quel caso va fuori, non dentro le parentesi (così, per capirci).
Nuovo manuale di stile (Zanichelli)?
Il problema è questo. Come avrai notato gli stili forniscono anche il campo library e il campo annotation. Questi campi vengono gestiti dalla macro finentry, che si trova dopo la macro pageref. Questo significa che se non si usano tali campi, il riferimento “backref” chiude la voce bibliografica, ma se si usano tali campi si ottiene qualcosa come:Torino 1980. (Citato a p. 1.). Qui c’è il campo library.
Qui c’è il campo annotation.Ovvero il punto è sia prima che dopo la parentesi. Mi pare ridondante. Su quale sia la scelta visivamente migliore si potrebbe discutere a lungo. Secondo me mettere il punto (solo) fuori dalla parentesi è visivamente migliore, sia che il “backref” chiuda la voce bibliografica sia che la chiuda . Con il punto dentro sembra che ci sia un periodo che inizia dopo una parentesi, mentre ci si aspetta che il periodo dovrebbe iniziare dopo il punto. Per il momento rimando (ma non abbandono!) il problema. Per ottenere l’effetto del mio esempio sopra è semplice.
3**. Il maiuscoletto. Lo userei solo per il cognome dell’autore, mentre il nome lo lascerei in tondo: “ECO, Umberto”, “PANTIERI, Lorenzo”. Decisamente. Il cognome in maiuscoletto viene così a costituire una sorta di simbolo: nel testo si dice “vedi ECO”, “leggi PANTIERI”. Visto che nelle citazioni il riferimento è solo al cognome, nella bibliografia finale il nome non va edivenziato, quindi va lasciato in tondo.
Sarei disposto, al massimo, ad avere in maiuscoletto tutti i cognomi, anche se la cosa non mi piace. Si fa con:
`\renewcommand*{\mkbibnamelast}{\textsc}
`Ma non lo metto di default. Posso eventualmente aggiungere una nota in un paragrafo della doc intitolato “Personalizzazioni”. Sarà anche lo standard LaTeX ma non mi convince. Se hai tra le mani un volume de La matematica, a cura di P. Odifreddi e Bartocci, dai un’occhiata alla bibliografia: i nomi sono tutti in maiuscoletto ma le citazioni sono in tondo. Le scelte possibili e accettabili sono molteplici.4*. `\renewcommand{\nameyeardelim}{, }`
Questo lo metterei di default. L’indicazione “PANTIERI 2009” dà poco respiro: molto meglio “PANTIERI, 2009”.Stesso discorso del punto 3. Metterò una nota nelle “Personalizzazioni”
Ricordo che biblatex accetta l’opzione natbib, che permette di usare i comandi di questo pacchetto. Mi sembra che quello che chiedi si faccia con \citealp*, ma non sono esperto di natibib.5*. Le etichette con lo stesso autore e anno: “PANTIERI 2009a“, “PANTIERI 2009b“. Le lettere “a”, “b”, … sono in corsivo. Io le lascerei in tondo.
Si può fare. Ma come fai a notare questi dettagli 😯 ?
6*. La precisazione “URL” va decisamente tolta e l’indirizzo Internet non va assolutamente giustificato, ma questo l’avevo già detto. 😉
Forse ho fatto dei pasticci con le varie versioni. Per il momento ti consiglio di compilare sempre all’interno della cartella che scarichi, visto che aggiorno gli stili di frequente. L’ultima che ho messo in rete non ha “URL”. Per quanto riguarda la giustificazione è un problema. L’indirizzo dei siti viene gestito dal pacchetto url, un po’ criptico. A me sembra che sia più semplice sistemare a mano quei casi in cui il pacchetto url sembra non riuscire a gestire il titolo. Per esempio, eliminando URL il link alla tua Arte appare corretto.
7. A proposito dell’opportunità di aumentare la spaziatura verticale di default fra gli autori e fra le opere di uno stesso autore. Fai benissimo, nel tuo esempio sorgente, a lasciare commentate delle impostazioni con cui l’utente può lavorare di fino, ma questo vale fino alla pubblicazione definitiva dello stile! Meglio che l’utente non pasticci troppo con comandi “di basso livello” (troppe scelte da fare non vanno bene). Ho sempre pensato che il modo più giusto per modificare le impostazioni di un pacchetto sia mediante le sue opzioni. Quindi vanno calibrate bene le impostazioni dello stile (lavorando per approssimazioni successive) e vanno spiegate le opzioni, nascondendo all’utente comune tutti i dettagli: quelli sono roba per utenti più esperti!
D’accordo. Quando lo stile sarà ultimato nei file tese non ci saranno più quelle righe. Ma nella doc rimarranno le indicazioni su come modificare quei parametri.
8. A proposito di “ArsTeXnica 6” vs. “ArsTeXnica (6)”, dici che c’è già l’anno tra parentesi, ma non capisco: con il tuo stile, nella bibliografia finale l’anno non è fra parentesi!
È vero. Però ho scoperto un problema. Se uso il campo month esce qualcosa come ArsTeXnica 6 (ott. 2008). In questo caso l’anno è duplicato, è grave o si può accettare? E poi, usando il campo month, anche eliminando il secondo 2008, si avrebbe: ArsTeXnica (6) (ott.), che non mi sembra un gran che.
9. Non mi convince molto il modo in cui vengono composti i record “online”. Ma questo è un punto su cui sono necessari degli approfondimenti.
Mi spiegherai.
10*. C’è un problema con le opere con due autori. Per esempio, nel record
`@ARTICLE{mori:curriculum,
AUTHOR = {Mori, Lapo Filippo and Himmelmann, Maurizio},
TITLE = {Scrivere il curriculum vitae},
JOURNAL = {\Ars},
YEAR = {2007}
}`
il nome degli autori è composto comeMori, Lapo Filippo e Maurizio Himmelmann
Sarebbe più logico
Mori, Lapo Filippo e Himmelmann, Maurizio
Lo stile mla e lo stile historian mantengono questa scelta, che a me non dispiace. In generale sarei per mettere in bibliografia il nome prima del cognome (ordinando sempre per cognome, si capisce), ma è chiaro che avere prima il cognome è più comodo per trovare la voce bibliografica. Dopo di che non ha più senso mettere prima il cognome del nome, mi sembra un linguaggio eccessivamente “burocratico”. 😯
Ciao
Ivan
13 Ottobre 2009 alle 21:47 in risposta a: Bibliografia, formato autore-anno, edizione originale #6365::Soluzione. Senza dover abbandonare lo schema autore-anno, bisogna inserire in bibliografia sempre almeno il titolo e la data dell’edizione originale.
Aggiungerei: “sempre che questa data sia disponibile”. Come ricordi tu stesso, infatti, esistono opere come il Timeo di Platone o le opere di Aristotele che non hanno una data di pubblicazione nota o definita. In questi casi, lo schema autore-anno purtroppo non si può usare, e bisogna ripiegare su un altro schema. Io questo al lettore lo direi.
Per quanto riguarda le pagine, non impazzirei: una breve spiegazione alla fine della prefazione toglie ogni dubbio.
Concordo con te che non sia una questione di vita o di morte! Il fatto è che non ricordo di aver mai letto note del genere, né ricordo di aver visto trattato il problema da qualche parte. Mi sono riletto le parti sullo schema autore-anno del libro di Eco, ma lì il problema non è affrontato. In mancanza di altre precisazioni, terrò buono il sistema “a chimera” -anno dell’edizione originale (quando disponibile), pagina dell’edizione moderna consultata- cui ero giunto in precedenza.
Grazie mille, mi hai aiutato a chiarire notevolmente la faccenda!
Ciao,
L.Come già detto nell’altro topic metterò le indicazioni che mi hai consigliato.
Per quanto riguarda la questione delle pagine dell’edizione originale:
Il lettore potrebbe essere interessato a sapere dove si trova il passo citato nell’opera originale, perché in filosofia, ma non solo, i termini usati nella lingua originale sono pregnanti. Molte traduzioni di opere di Descartes, per esempio, rendono il latino mens con il francese esprit, che in italiano diventa mente, spirito o anche anima (Beh, qui anticipo una facile obiezione: Descartes era d’accordo con la traduzione mens=esprit, ma l’esempio regge comunque). Avere la possibilità di controllare i passi originali è una garanzia per il lettore oltre ad essere indice di rigore dell’autore, che dimostra così di aver controllato di persona le traduzioni che riporta. Nelle tesi triennali in filosofia in genere queste accortezze nemmeno si richiedono. Nelle tesi magistrali o in quelle di dottorato il riferimento ai testi originali è essenziale.
Io in genere sarei per riportare sempre i passi della traduzione (se disponibile; se non disponibile traducendo di propria mano) perché in questo modo la lettura da parte di un italiano è agevolata, ma mettendo sempre le pagine dell’edizione originale, per i motivi esposti sopra.Mi fa piacere che la discussione sia stata utile
Ciao
Ivan
13 Ottobre 2009 alle 21:31 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37468::
Ciao Lorenzo,innanzitutto grazie per la tua collaborazione. È preziosisima.In base a quanto mi avevi richiesto ho provveduto ai seguenti aggiornamenti:
1) Nell’ultima versione che ho messo a disposizione ho aggiunto un’opzione che permette di avere tutti i nomi dei curatori nella bibliografia, come volevi tu. Basta scrivere multiautfull=true nelle opzioni di biblatex. Per ora il valore di default è false, ma solo perché mi sembra la scelta più diffusa.
2) Ora è possibile usare il campo reprinttitle per gestire le opere con ristampa. L’esempio che trovi nella doc è quello solito di Galilei (c’è una svista, tanto per cambiare: mi è scappato 1932 al posto di 1632, ma questo è ininfluente. Comunque correggerò la doc. I file tes e la bibliografia invece sono corretti.)Veniamo al dunque.
1. Come ti dicevo, scriverei i nomi completi degli autori (“Eco, Umberto” al posto di “Eco, U.”). Assolutamente.
Come ti avevo anticipato ho accolto la tua richiesta, mi sembra già dall’ultima versione. In quella che ho aggiornato oggi è sicuramente così.
2. Allinei la data a destra; Eco la allinea a sinistra (subito sotto il nome dell’autore). Però il tuo risultato non è male. Aumenterei solo un pochino lo spazio, separando meglio la colonna delle date da quella dei titoli. Magari potresti prevedere un’opzione per allineare la data a sinistra.
Allineo la data a destra perché mi sono ispirato allo stile di Bollati Boringhieri, che mi piace molto di più (anche per la posizione in cui viene messo “(a cura di)”). Avevo previsto questa possibilità, infatti ho fornito la lunghezza \yeartitle la quale, come è scritto sulla documentazione, ha proprio questa funzione. Per allineare a sinistra basta usare il comando:
`\setlength{\yeartitle}{\fill}`
per aumentare lo spazio basta scrivere:
`\setlength{\yeartitle}{1em}`
o il valore che si preferisce.3. Aumenterei lo spazio verticale tra gli autori nella bibliografia finale (“Eco” è troppo attaccato a “Bringhurst” e a “Gregorio”, eccetera) e anche, leggerissimamente, lo spazio verticale tra le varie opere di uno stesso autore.
Per la prima questione c’è la lunghezza \preautsep. C’è un esempio sulla documentazione su come ridefinirla. È una lunghezza elastica.
Per la seconda questione c’è la lunghezza \bibitemsep. Anche questa lunghezza la ridefinirei in modo elastico. Proverò comunque ad aumentare un po’ questi spazi, restando pacifico che è poi possibile per l’utente personalizzarli a piacere.4. Gli URL sono sempre giustificati, e questo produce risultati a volte molto brutti (guarda com’è sgranato l’indirizzo Internet dell’Arte). Forse si potrebbe pensare di scrivere ogni URL in una riga nuova. Di sicuro, rinuncerei alla loro giustificazione (è così che si fa, di solito).
Sono d’accordo con te, il risultato no va bene. Ti ringrazio per avermelo fatto notare. Non sono così abituato a citare siti internet. La soluzione dovrebbe essere semplice.
Anche questo consiglio è pienamente recepito e gli stili verranno aggiornati di conseguenza. Questa è una captatio benevolentiae, ma per essere citato nell’Arte… 🙂 .5. “Gruppo Utilizzatori Italiani di TeX” è in corsivo, mal composto e mal spaziato. C’è un problema, qui.
Il problema è che si tratta di una voce senza autore né editore, quindi è, diciamo, “normale” che il risultato sia questo. È sufficiente aggiungere una label per identificare l’opera. Così:
`@online{guit,
label={\GuIT},
sortkey = {guit},
title = {Gruppo Utilizzatori di \TeX{} e \LaTeX},
year = {2009},
url = {http://www.guit.sssup.it/}
}`
Naturalmente per poter usare il comando \GuIT bisogna caricare il pacchetto guit.
Se non si vuole usare una label la vedo dura. Vista la struttura dello stile mi sembra che non si possa fare altrimenti. Anche riuscendo a evitare quel brutto spazio vuoto la soluzione sarebbe incongruente. Infatti, 1) se il titolo: “Gruppo Utilizzatori di TeX e LaTeX” fosse allineato con i titoli dell’autore precedente si potrebbe pensare che il sito citato “appartenga” a questo autore; 2) se fosse allineato a sinistra sarebbe nella posizione analoga a quella occupata dagli autori/curatori/label, ma non è nè autore nè editore. Potrebbe essere un’etichetta di se stesso, ma qui si entra nelle profondità dell’ontologia 🙂 . Mi sa che bisogna rassegnarsi ad usare una label. Secondo me la resa è ottima e si uniforma bene col resto delle voci.6. Toglierei quell’”URL”, brutto e inutile (che si tratti di un indirizzo Internet si capisce benissimo dal font e dall’inizio “http://…”). Anche “in:” seguito dalla rivista non mi piace molto.
D’accordo, anche questa richiesta è stata recepita. Il problema è legato al punto 4.
Già dalla versione passata non ci dovrebbe più essere “in:” prima della rivista. Comunque l’ultima versione non ce l’ha.
Sono d’accordo con te che non ci va. O meglio, i più non lo usano 😉 .7. Sicuro di “ArsTeXnica 6”? Non sarebbe meglio “ArsTeXnica (6)”?
Devo dire che sullo stile del numero, volume, anno delle riviste non mi sono ancora soffermato. Il fatto è che c’è già l’anno tra parentesi 🙄 . Per il momento rimando la questione, anche perché una volta chiaritomi le idee la soluzione è semplicissima. Ci aggiorniamo.
8. La questione delle opere citate in traduzione (o comunque in un’edizione diversa da quella originale). Ho scritto il lavoro di Bringhurst come consiglia Eco, cioè mettendo in evidenza l’anno dell’edizione originale, con la traduzione fra parentesi. Con il tuo stile, il risultato estetico è bruttino: metterei il contenuto del campo “note” alla fine, e lo farei sempre.
Invece del campo note usa il campo addendum, serve proprio a questo.
No, lo schema autore-anno non si può usare sempre. Oltre al problema delle opere classiche per cui non si conosce l’anno di pubblicazione, pensa a un articolo su LaTeX che abbia in bibliografia solo 4 articoli di Mori, tutti dello stesso anno: i riferimenti sarebbero tutti del tipo “MORI, 2007a”, “MORI 2007b”, “MORI 2007c,d”, e questo non avrebbe molto senso. Meglio usare uno schema numerico, in un caso come questo.
Insomma, io direi al lettore che gli schemi di citazione sono moltissimi, che esistono circostanze in cui è meglio usare l’uno o l’altro, e spiegherei bene i vantaggi dello schema autore-anno, che sono tanti (lo schema autore-anno è anche il mio preferito… anche se quando l’ho definito “il migliore del mondo” stavo più che altro provocando!).Mi hai (quasi) convinto 🙂 . Ripeto: se si ha l’accortezza di citare sempre e comunque almeno il titolo e l’anno dell’opera originale non ci sono restrizioni. Per le opere classiche per cui non si conosce l’anno di pubblicazione è sufficiente usare un’abbreviazione o un’etichetta. In riferimento all’ultimo esempio che hai fatto, invece, sono d’accordo: se non piace un risultato del genere è meglio lo schema numerico. Sicuramente quando aggiornerò la documentazione inserirò le indicazioni che mi hai consigliato. Però non mi dilungherò più di tanto sulla questione: rimanderò il lettore al tuo articolo su biblatex. Niente in contrario, verò 😉
Grazie per il lavoro che stai facendo, e scusa se le mie osservazioni sono troppe, e troppo esigenti
Come ha scritto Enrico nella Prefazione della tua Arte: «ciò che a prima impressione può apparire pignoleria è invece profonda curiosità di andare alla ricerca del modo migliore per risolvere i problemi».
Questa discussione mi è stata ed è molto utile. Come avrai visto ho recepito molti dei tuoi suggerimenti. Alla prossima.
Ciao
Ivan
13 Ottobre 2009 alle 21:30 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37467::Che ne dite di questi nomi?
– philosophy-classic
– philosophy-modernPersonalmente mi piacerebbe vedere attribuito allo stile un nome che metta in evidenza che è un contributo italiano: perché mi pare che fino ad ora sarebbe l’unico, perlomeno sicuramente l’unico nell’ambito di biblatex. Allora perché non farlo notare? Per questo mi sembrerebbe bello che lo stile avesse un nome significativo da questo punto di vista. Ma certo mi rendo conto che è un particolare secondario. Però perché non sforzarsi in questo senso visto che lo stile è originale? In fondo potrebbe anche chiamarsi Verona se è nato lì 😉
Ciao
pierfrancoCiao Pierfranco
mi piace l’idea di chiamarlo Verona 😀 (anche se questa città c’è anche negli USA), però sono affezionato anche alla filosofia. Non so… Aspetto suggerimenti.
Comunque il prossimo nome, se ci sarà, sarà definitivo. Anche per non stancare chi usa lo stile e deve in continuazione modificare il nome nel proprio documento tex.Ciao
Ivan
::Ciao a tutti. L’altro ieri ho aggiornato il pacchetto biblatex e ho visto che, contrariamente alla versione precedente, il cognome dell’autore (nelle bibliografia finale e nelle citazioni) non viene più in maiuscoletto, ma viene stampato in tondo normale.
Succede solo a me? Come rimediare, ripristinando il maiuscoletto, che mi piace(va)?
Buona notizia, almeno per me ;).
Per ripristinare il maiuscoletto solo sul cognome del primo autore bisogna operare con \DeclareNameFormat, ma non è cosa semplice farlo bene. Oppure cercare di recuperare il codice responsabile di ciò dalla versione precedente. Da qualche parte ci sarà un \textsc. Appena posso cerco sui miei backup e ti so dire.
Però pensaci, secondo me quella scelta non è così gradevole, anche se è lo standard di LaTeX. Non mi sembra che sia nemmeno tanto diffusa tra le case editrici importanti.Ciao
Ivan
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