ivan

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  • in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37464
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    Ciao a tutti

    ho appena aggiornato e messo in rete i miei stili, che ora si chiamano:
    philosophy-classic e
    philosophy-modern
    Il link è questo: questo

    Ora devo scappare perché mi stanno chiudendo in facoltà.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37463
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    Secondo me [lo schema autore-anno] si può usare sempre.

    Liberissimo, naturalmente. Mi su questo, per le ragioni spiegate nell’altro topic, siamo in disaccordo! A questo punto, sarebbe forse meglio usare un nome diverso da “Eco” per il tuo stile: a rigor di logica, se usi quel nome, dovresti seguirne le indicazioni.

    Ciao,
    L.

    Potrei aggiungere: si può usare sempre lo schema autore-anno purché in bibliografia si indichi sempre almeno l’anno e il titolo dell’opera originale. In questo modo le etichette saranno corrette.

    Per quanto riguarda il nome sono ancora in alto mare. Per il momento non li ho cambiati. Non vorrei doverli modificare di nuovo a breve.

    Ti confesso che il famoso testo di Eco non l’ho mai avuto tra le mani. Per lo stile mi sono basato su una collana di Bollati Boringhieri ed Einaudi. Credo che sia giusto quello che sostieni: se metto il nome di Eco dovrei seguire le sue indicazioni, non solo nella creazione degli stili ma anche nella documentazione.

    Che ne dite di questi nomi?

    philosophy-classic
    philosophy-modern

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Bibliografia, formato autore-anno, edizione originale #6363
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    Riporto da “Come si fa una tesi di laurea di Eco”.

    [Lo schema autore-anno] presuppone che la bibliografia finale sia costruita ponendo in evidenza il nome dell’autore e la data di pubblicazione della prima edizione del libro o dell’articolo.

    [Lo schema autore-anno] funziona solo a certe condizioni:[…] che si tratti di una bibliografia moderna, o almeno degli ultimi due secoli […].

    Quindi, per Eco, niente “Platone (2007)” o “Galileo (1991)”. Se accettiamo l’autorità di Eco, questo chiude la discussione. 😉

    _________________

    Fra l’altro, il vantaggio dello schema autore-anno è di poter seguire la sequenza cronologica. Per esempio:

    Il principio d’inerzia, parzialmente intuito da Galileo in [1590], venne formulato per la prima volta nelle opere della maturità dello scienziato pisano [1632, 1636], anche se non portato alle estreme conseguenze.

    Appare chiaro (per uno studioso di Galileo) che la prima opera citata è il De motu, mentre le opere del 1632 e 1636 sono ovviamente il Dialogo e i Discorsi. Pensa invece a una cosa del tipo

    Il principio d’inerzia, parzialmente intuito da Galileo in [2007], venne formulato per la prima volta nelle opere della maturità dello scienziato pisano [1995, 1982], anche se non portato alle estreme conseguenze.

    Queste citazioni confondono, più che aiutare, e sono, a mio giudizio, inaccettabili. La tua idea che gli anni siano semplicemente delle etichette non mi convince, ma sia chiaro, questa è solo la mia opinione (beh, è l’idea di Eco, per la verità!).

    _________________

    Non ho trovato affrontato, nell’opera di Eco, il problema della pagina. Supponiamo di voler citare gli Elementi di Bringhurst (tradotti in italiano nel 2001, ma la cui edizione originale in inglese è del 1992). Se decidiamo di seguire il suggerimento di Eco, nella bibliografia bisognerebbe scrivere un riferimento del tipo

    BRINGHURST, Robert

    1992 The Elements of Typographic Style, [qui ci vanno i dati dell’edizione originale inglese, che non ho sotto mano] (trad. it. Gli Elementi dello Stile Tipografico, Sylvestre Bonnard, Milano 2001).

    Nel documento:

    Nel capolavoro di Bringhurst [1992, pag. 10] si trova scritto che “è bene che chi modifica i margini sappia quello che fa”.

    Ecco, nelle mie intenzioni, quel “pag. 10” si riferisce all’edizione italiana, ma un lettore potrebbe avere il dubbio (legittimo, secondo me) che ci si stia riferendo a quella originale. Questo problema l’ho sempre risolto “a chimera” (la data è quella dell’edizione originale, la pagina quella della versione consultata), ma non sono sicuro che si tratti di un metodo ineccepibile (non ho trovato un’auctoritas che ne faccia cenno).

    Ciao,
    L.

    Con il tipo di prosa di cui hai fatto un esempio (il secondo) concordo con te che gli anni potrebbero confondere. Potrei anche accettare che casi del genere siano inaccettabili. Come vedi sono elastico 😉 In un testo di storia della fisica, per esempio, proprio perché è un testo di storia si dovrebbero consultare o almeno indicare le opere originali, come fai tu giustamente. E questo implica la seguente

    Soluzione. Senza dover abbandonare lo schema autore-anno, bisogna inserire in bibliografia sempre almeno il titolo e la data dell’edizione originale.

    In questo modo l’etichetta si riferisce sempre all’anno originale. Questo non è un problema per quanto riguarda le traduzioni. E non dovrebbe essere difficile, al giorno d’oggi, reperire titolo e anno di un testo straniero. Per i casi più difficili (testi antichi, ecc.) si possono usare le sigle oppure si possono citare i titoli. Ma credo che gestire tutto automaticamente sia impossibile.
    Ti anticipo inoltre che sono riuscito a creare una nuova opzione per inserire le “ristampe” (il caso di Galiei, per capirsi) e un’altra per avere tutti i nomi dei curatori in bibliografia. Sto rivedendo la documentazione. Appena pronta mi faccio sentire.

    Per quanto riguarda le pagine, non impazzirei: una breve spiegazione alla fine della prefazione toglie ogni dubbio.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37461
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    (Citato a p. 1) compare prima dell’eventuale contenuto del campo library. Per questo il punto è fuori dalla parentesi.

    Che ne dici di dare un’occhiata anche al “mio” classc.bst (è lo stile con cui è composta la bibliografia dell’Arte)?

    Già fatto a suo tempo 🙂 . Però il punto dentro la parentesi non mi piace. Potrei essere d’accordo, eventualmente, su posizionare il riferimento alle pagine citate dopo il campo library, ma comunque prima di annotation.

    La resa grafica con solo il cognome in maiuscoletto proprio non mi piace.

    De gustibus. Ma gli stili predefinit di biblatex fanno così. Se nelle citazioni scrivi “vedi MORI”, per omogeneità scriverei nella bibliografia “MORI, Lapo Filippo”. Il mio classic non usa il maiuscoletto, mai. Quindi, o usi sempre il maiuscoletto (come fa biblatex) o non lo usi mai (come fa classic). Magari metti un’opzione per usarlo .

    Ci sono due opzioni: scauthors permette di stampare i nomi degli autori e degli editori in maiuscoletto, sia nella bibliografia sia nelle citazioni.
    scauthorsbib permette di stampare i nomi degli autori e degli editori in maiuscoletto solo nella bibliografia. Io non userei la seconda, proprio per una questione di omogeneità, come dici tu. Ma non c’è nessuna opzione per avere solo il cognome del primo autore in maiuscoletto.

    Ah, ho letto nella doc. quanto scrivi a proposito dello stile autore-anno. Come discutiamo nell’altro topic, quello stile non si può sempre usare, e questo non si capisce bene da quanto scrivi.

    Non si capisce bene che non sempre si può usare perché non è quello che penso 😉 Secondo me si può usare sempre. Lo stile tipo authortitle non è diffuso in ambito umanistico e implementare uno stile verbose che risponda a tutte le esigenze è un lavoro che fa venire i brividi.

    Nel mio articolo su biblatex, ho scritto un paragrafetto, molto semplice, dove parlo degli schemi di citazione più diffusi, evidenziandone pro e contro. Ti consiglio di darci un’occhiata (magari lo potresti citare nella tua doc.): è la sintesi di quanto dicono Eco, Lapo e Max.

    Già fatto a suo tempo 😉 Soluzione: come ho proposto nell’altro topic, basta mettere sempre nel record bibliografico almeno il titolo e l’anno dell’edizione originale. In questo modo l’etichetta si riferisce all’anno dell’edizione originale e nella bibliografia ci saranno le indicazioni della traduzione.

    Certo che lo citerò nella documentazione; non ci sono dubbi 🙂

    Ciao,
    Ivan

    in risposta a: Bibliografia, formato autore-anno, edizione originale #6361
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    Non so, non riesco a convincermi, sebbene l’autorità di Eco sia indiscutibile. Potrei farti molti esempi di autori autorevoli che usano il formato autore-anno anche per i classici.

    Bisognerebbe inoltre spigare quali sono le ragioni intrinseche che rendono lo stile di citazione autore-anno in alcuni casi inaccettabile.
    Bibliografie omogenee e recenti sono frequenti solo in alcuni settori. E poi, poniamo di avere una bibliografia di opere originali del novecento e due opere antiche di cui si usa l’edizione italiana. Cosa facciamo? Cambiamo lo stile bibliografico per rendere onore ai due classici? Credo che converrai con me che anche questo è inaccettabile

    Una soluzione c’è: inserire sempre nel record bibliografico almeno il titolo dell’edizione originale. Nei miei stili questo è possibile. Vedi l’esempio che riporto qui per comodità:
    Russell, Bertrand 1905, «On denoting», Mind 14, pp. 479–493; trad. it. in: Pasquinelli (1969), pp. 97-116.

    Qesta motalità ti assicuro che è molto diffusa; e spesso è pacifico che le citazioni si riferiscono all’edizione italiana citata. Se si vogliono dare anche le indicazioni dell’edizione originale tanto meglio. Basta aggiungere una brevissima nota del tipo: “In seguito tra parentesi le pagine dell’edizione originale”.

    Rimarrebbe il problema delle opere di data incerta o non nota. In questo caso si possono usare le abbreviazioni. Inoltre molti autori non inseriscono nemmeno le opere di autori come Platone e Aristotele nella biblografia.

    Certo se si optasse per uno stile tipo verbose-trad1 si risolverebbe il problema ma si tornerebbe indietro: note su note piene di ivi e di cit., di cui francamente mi sono stancato.
    Ritengo che lo scopo della bibliografia si indicare in maniera univoca e inequivoca quali sono le fonti che si sono citate o le opere a cui si fa riferimento. Quando si raggiunge tale obiettivo il gioco è fatto. Il resto è questione di stile, appunto. La mia è anche una proposta di cambiare le proprie abitudini stilistiche, a favore di una soluzione che mi sembra razionale.

    Credo che si discuterà a lungo su questo argomento 🙂

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Bibliografia, formato autore-anno, edizione originale #6359
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    `YEAR = {1988, ed.~or.~1632}`

    Riprendo questa discussione, la cui conclusione non mi ha mai convinto del tutto. Due problemi:

    1. Come citare, volendo usare uno schema autore-anno, un’opera che si cita solo in ristampa? Il caso del Dialogo di Galileo va benissimo, come esempio. Sempre ammesso che il problema sia risolvibile in modo soddisfacente (mi sta venendo il dubbio che forse in questo caso sarebbe meglio usare uno schema autore-titolo, ma i riferimenti in nota li considero proprio come ultimissima spiaggia…). 😕

    2 Una volta risolto il problema, come “implementare” la soluzione con biblatex? Il campo origyear di biblatex (un pacchetto che quando ho aperto il topic ancora non esisteva) è molto promettente, anche se non è supportato dagli stili standard di biblatex, ma bisogna capire come usarlo al meglio.

    Grazie mille,
    L.

    Questo è un problema con cui ho dovuto fare i conti anch’io. Riferendomi ai miei stili, che per il momento si chiamano ancora msb-calssic e msb-modern, sono arrivato a queste conclusioni.

    Se in bibliografia si decide di usare la forma:
    Galilei (1980, ed. or. 1632), Dialogo, Utet, Torino
    per una questione di coerenza e anche per permettere al lettore di individuare facilmente il teso, le citazioni si devono riferire al primo anno citato: (Galilei 1980). Altrimenti cominciano a sorgere problemi. Se questo non piace si possono trovare altre soluzioni.

    Se si vuole indicare solamente l’anno dell’edizione originale ci sono due possibilità:
    1)

    `@inbook{Galilei1,
    Author = {Galileo Galilei},
    Booktitle = {Opere},
    Editor = {Franz Brunetti},
    Location = {Torino},
    Origyear = {1632},
    Pages = {7-552},
    Publisher = {UTET},
    Title = {Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo},
    Volume = {2},
    Year = {1980}}`
    che produce:
    Galilei, Galileo 1980 (ed. or. 1632) Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, in: Opere, a cura di Franz Brunetti, vol. 2, UTET, Torino, pp. 7–552.
    Questo comporta che nel testo si avrà Galilei (1980). Potrebbe stonare in un primo momento, ma ci si fa l’abitudine. D’altra parte si tratta soltanto di un’etichetta, inoltre in bibliografia il mistero viene svelato. Se si vuole a tutti i costi avere la citazione Galilei (1632) si può optare per questa scelta:

    2)
    `@inbook{Galilei1,
    Author = {Galileo Galilei},
    Booktitle = {Opere},
    Editor = {Franz Brunetti},
    Location = {Torino 1980},
    Pages = {7-552},
    Publisher = {UTET},
    Title = {Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo},
    Volume = {2},
    Year = {1632}}`
    che produce:
    Galilei, G. (1632), Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, in: Opere, a cura di Franz Brunetti, UTET, Torino 1980, vol. 2, pp. 7-552.

    La soluzione è contorta. Infatti l’etichetta dell’anno si dovrebbe riferire al primo testo citato nella voce bibliografica. Il lettore potrebbe anche pensare che il testo citato ha due edizioni, una del 1632 e un’altra del 1980.
    La conseguenza di questa scelta è che se uso l’opzione publocyear, si ha un effetto indesiderato, risolvibile mettendo l’anno dopo il publisher. Ci possono però essere altre conseguenze spiacevoli, quando per esempio le liste vengono troncate.

    Altre soluzioni possibili sono le seguenti:

    3) Se proprio non si riesce ad accettare Galilei (1980), si può usare il campo shorthand che permette di inserire l’abbreviazione per l’opera citata, oppure usare \citetitle al posto di \cite.
    4) Si può usare il campo addendum, dentro il quale mettere le indicazioni della ristampa. In questo modo però le opzioni publocyear e scauthors saranno ininfluenti:
    `@book{Galilei1,
    Addendum = {in: \emph{Opere}, a cura di Franz Brunetti, vol. 2, UTET, Torino, pp. 7–552.},
    Author = {Galileo Galilei},
    Title = {Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo},
    Year = {1932}}`

    5) Mi è appena venuta in mente una soluzione che penso ti piacerà. Però per il momento è confusa. Ci penserò con calma stasera.

    In conclusione: il mio parere è che si continuerà in eterno nella ricerca di una soluzione se non si accetta che l’etichetta dell’anno non è nient’altro che un’etichetta. Credo che Galilei non si offenderà per essere accostato al 1980, nemmeno credo che ci sia un lettore che pensi Galilei (1980) si riferisca a un Galilei contemporaneo che ha scritto un altro Dialogo. Se si cita dall’edizione UTET del 1980 si deve usare Galilei 1980; se si cita dall’edizione nazionale in 20 voll delle opere di Galilei si dovrà scrivere Galilei (1890-) o Galilei (1890 ss.) o con la data del volume in cui compare l’opera. Ogni indicazione utile può essere facilemente aggiunta in bibliografia nei campi note, addendum, library, annotation. Sono sufficienti anche per gli umanisti più pignoli.
    Inoltre è possibile creare una sezione apposita intitolata “Avvertenza” in cui dare tutte le indicazioni che si desidera riguardo alle citazioni. Oppure si possono inserire queste indicazioni nella sezione “Sigle” che si ottiene con \printshorthand. Ancora, si può mettere una nota in occasione della prima citazione in cui si spiega l’arcano sotteso alla scrittura: Platone (2007).

    Ci sono poi casi in cui non si sa nemmeno l’anno dell’edizione originale. Se cito il Timeo di Platone che anno devo indicare?

    Secondo me la tua idea di scrivere in bibliografia
    Galilei, Galileo 1980 (ed. or. 1632), ….
    rimane la migliore. Come avrai notato nei miei stili l’ho ripresa pari pari. Con l’occasione ti ringrazio e anticipo che nelle prossime versioni della documentazione ci saranno i doverosi ringraziamenti verso chi mi ha fornito alcune idee che ho poi implementato.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37458
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    Ciao Lorenzo e Pierfranco,
    innanzitutto vi ringrazio per le indicazioni che mi avete dato. Di prima impressione mi sembra di essermi imbattuto in un’impresa più grande di me, anche perché non pensavo che questi stili suscitassero questo interesse.

    Vediamo le varie questioni e osservazioni.

    1. Gli stili sono molto, molto promettenti. In particolare quello msb-modern è davvero quello che stavo cercando. Quando saranno a punto, aggiornerò l’articolo su biblatex facendone menzione. Tieni presente che, quando biblatex sarà sufficientemente stabile e diffuso, penso che modificherò l’Arte di conseguenza. Ora gli stili che consiglio nell’Arte sono natbib_ita e classic: probabilmente, nelle pressime versioni delle guide gli stili che consiglierò saranno i tuoi. Questa potrebbe essere una ragione in più per lavorare a fondo sulla revisione e la messa a punto degli stili.

    😀 Questo mi rende molto felice e mi stimola. Pensare che quando ho iniziato a usare LaTeX non riuscivo a capire come definire un comando con argomenti… Ma come ha detto Enrico in un recente messaggio: “All’inizio è sempre così, poi peggiora”.

    2. Nello stile msb-modern scriverei per intero il nome dell’autore. Quindi, non “Pantieri, L.”, ma “Pantieri, Lorenzo”. Così consiglia Umberto Eco, per ragioni che trovo convincenti.

    Anche se questa scelta può essere lasciata all’utente, che può usare l’opzione firstinits=false, per me non è un problema impostarla di default. Anzi, sono sicuro che è bene avere il nome completo in bibliografia.

    3. Nelle pubblicazioni con più autori, scrivi

    [et.al.]

    Correggerei con

    et al.

    in corsivo, con lo spazio insecabile dopo “et”; togli anche il punto dopo “et”, non ci va.

    D’accordo sul punto dopo “et”. Non me ne ero accorto, grazie! Per quanto riguarda le parentesi [ ], anche questa scelta può essere lasciata all’utente, che può usare il codice seguente per personalizzare lo stile:
    `\DefineBibliographyStrings{italian}{%
    andothers = {\emph{et~al}\adddot},
    }`
    Sicuramente inserirò sulla documentazione questa e altre indicazioni per personalizzare lo stile. Comunque sto valutando la tua proposta di usare di default la forma et al..

    4. Nei riferimenti finali scrivi

    (Citato a pagina 1).

    Correggerei con

    (Citato a pagina 1.)

    con il punto fermo dentro la perentesi, e non fuori.

    (Citato a p. 1) compare prima dell’eventuale contenuto del campo library. Per questo il punto è fuori dalla parentesi. Se lo mettessi dentro, nel caso si usasse il campo library, si avrebbe questo:
    (Citato a p. 1.). , ovvero due punti separati dalla parentesi chiusa, che non sono il massimo esteticamente. Inoltre a mio parere è bene che il punto sia posto in chiusura della voce bibliografica. Oltre a questo il punto prima della parentesi chiusa mi sembra che si possa omettere, visto che c’è già la parentesi. La scelta è fatta in analogia a quanto succede in casi simili nel testo. Di solito si crive:

    bla bla bla (vedi fig. 2). Bla bla bla

    e non: bla bla bla (vedi fig. 2.). Bla bla bla

    né: bla bla bla (vedi fig. 2.) Bla bla bla

    7. Il nome non mi piace molto: “msb-modern”, oltre a essere criptico, non mi pare troppo indovinato. In fin dei conti, lo stile che propone U. Eco è forse più classico che moderno. Per esempio (butto là un’idea) potresti chiamarlo semplicemente Eco. Magari potresti dare all’altro stile il nome di un altro scrittore italiano o straniero (non hai che l’imbarazzo della scelta). Questa potrebbe essere una convenzione anche per futuri stili: usare sempre nomi di scrittori (come, in beamer, i temi hanno tutti nomi di città, gli schemi di colori nomi di animali, …).

    Penso anch’io che un riferimento al nome di Eco non sarebbe male. Anche perché penso sempre che sarebbe proprio una buona cosa se con l’aiuto della comunità LaTeX italiana si potesse far pubblicare questo stile cu CTAN perché se non sbaglio non c’è nessuno stile bibtex contribuito da un italiano e meno che mai uno stile biblatex. Invece sarebbe ora e per i risultati che hai raggiunto nello stile che hai creato personalmente penso che ne valga la pena.

    Sarò ben lieto di pubblicare questo stile su CTAN, non appena sarà “sufficientemente definitivo” (scusatemi la contraddizione in termini 🙂 ).
    msb è un’abbreviazione per “miglior stile bibliografico”. Quando ho dovuto trovare un nome mi è venuto in mente il titolo del tuo topic (Lo stile bibliografico migliore del mondo). Mi sono però ricordato un titolo diverso: “Il miglior stile bibliografico”, da cui msb. Successivamente ho lavorato sul primo stile (quello che poi ho chiamato msb-classic), e quanto ho creato il secondo stile, non avendo una gran fantasia, ho optato per il nome msb-modern.
    Sono disposto a cambiare nome agli stili. Qualsiasi suggerimento è ben accetto. Tra le alternative per lo stile msb-modern (eventuali maiuscole a parte):
    1) Eco (mi sembra un po’ troppo corto…)
    2) eco-italia; eco-italy
    3) umberto-eco (è troppo?).

    (Ho appena scoperto che il mio stile assomiglia più a quello usato in alcune collane della Bollati Boringhieri, in particolare per la posizione che occupa (a cura di), decisamente diversa da quanto accade nei testi di Eco per la Bompiani).

    8. Terrei separati i due stili in due file .zip diversi. Un utente potrebbe essere interessato a uno stile, ma non all’altro.

    Sono d’accordo. Li ho messi insieme per comodità, e anche perché (come ha notato Pierfranco) per il momento lo stile msb-modern richiama lo stile msb-classic. In futuro ci sarà una cartella per stile.

    Inoltre, scriverei il cognome dell’autore in maisucoletto (lasciando il nome in tondo), esattamente come gli stili standard di biblatex.

    Su questo punto non sono d’accordo. La resa grafica con solo il cognome in maiuscoletto proprio non mi piace. Inoltre non mi pare esere così diffusa (almeno in Italia). Per esempio, nella Metafisica di Aristotele (edizione Bompiani) tutti i nomi degli autori e degli editori sono in maiuscoletto. Mi sembra che il risultato sia molto più omogeneo.

    Inoltre, per quanto riguarda le opere con più autori, vorrei questo comportamento.
    1. Se l’opera ha due autori, li vorrei citati estesamente nella bibliografia e nelle citazioni. Per esempio: “Leggi [MORI e HIMMELMANN]”.
    2. Se l’opera ha più di due autori, li vorrei citati tutti per esteso nella bilbiografia finale, mentre nelle citazioni vorrei solo il primo nome seguito da et al.. Per esempio, “Leggi [PANTIERI et al.]”.

    Ho la soluzione, però prima la devo testare. Appena sarò sufficientemente sicuro del funzionamento aggiorno stili e documentazione. Penso che dovrò fornire una nuova opzione che nel caso di opere con più autori permetta di avere tutti gli autori citati in bibliografia. Ma sono fiducioso 🙂

    MORI, Lapo Filippo e HIMMELMANN, Maurizio
    2007 …

    Sulla possibilità di avere anche per gli autori successivi al primo la forma Cognome, Nome mi sembra di ricordare che biblatex fornisca un’opzione apposita.

    1. il test che ho fatto del funzionamento dello stile msb-modern con ClassicThesis riguardava un file contenente un testo in inglese. Ho scoperto che in tal caso, a causa delle impostazioni contenute nel file msb-classic.bbx e pensate per la lingua italiana, nel mio PDF compariva l’espressione in grassetto backcit al posto di cited on. Per risolvere il problema nel file msb-classic.bbx ho corretto il comando \DefineBibliographyStrings{italian}{% con \DefineBibliographyStrings{english}{% e ho modificato la traduzione riferita alla stringa backcit.
    Però nel caso di una pubblicazione definitiva dello stile bisognerebbe risolvere la cosa magari includendo nella cartella i file delle diverse lingue.

    Il problema è sollevato nella documentazione. Per risolverlo è sufficiente usare l’opzione defaultsee, che ripristina la definizione di default della macro pageref. Sulla possibilità di creare i file per le lingue, ti confesso che in un primo momento lo avevo fatto (per l’italiano), poi ho ripiegato per la soluzione a me più vantaggiosa. Forse in futuro ci ripenserò. Comunque credo che l’opzione defaultsee funzioni. A meno che non si voglia usare l’opzione babel=other, ma questa è un’altra questione, che forse varrà la pena di approfondire. La mia idea è che semplicemente non si deve usare l’opzione babel=other.

    Mi chiedo se però non sia fattibile (perlomeno a me piacerebbe) creare un altro stile biblatex simile a msb-modern ma con queste modifiche:
    a) usare come nome etichetta solo il nome del primo autore, mai accompagnato dal nome degli altri autori
    b) nella riga sotto, dopo l’anno, ripetere i nomi autori, questa volta completi, seguiti da titolo ecc.

    In questo momento non saprei come fare, ma credo che si possa fare.
    Però non mi convince molto come idea…Qual è il motivo di questa scelta?

    Vi ringrazio ancora per l’interesse. Aggiornerò stili e pacchetto quanto prima.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: spazio vuoto nel testo #37899
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    Ciao, dovrei creare uno spazio vuoto in un testo, in maniera che sia compilabile a penna una volta stampato, dovrebbe essere del tipo:

    la parrocchia di ………………………………………………………. informa che:

    ecc. avete idea di come possa farlo? Ho cercato ma non ho trovato. Immagino che la soluzione di mettere continuamente \dots non sia granchè…

    Ciao Matteo

    Puoi usare

    `\dotfill`

    per ottenere i punti, oppure

    `\hrulefill`

    per ottenere una riga continua

    Se vuoi che quei comandi riempiano uno spazio determinato, racchiudili in un box della lunghezza che preferisci.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37451
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    Grazie a Pierfranco e a Lorenzo per l’interessamento ai miei stili bibliografici.
    Ti ringrazio Pierfranco per gli apprezzamenti che mi hai rivolto. Forse è ancora presto per pubblicare gli stili su CTAN, comunque questo feedback mi stimola a mettere a punto la documentazione.
    Anche i codici, inoltre, andrebbero sistemati. Come mi ha fatto notare Enrico, che non ringrazierò mai abbastanza, prima di ufficializzare gli stili su CTAN bisognerebbe renderli formalmente corretti dal punto di vista TeXnico. Farò del mio meglio. Dovrò inoltre aggiungere i doverosi ringraziamenti agli autori che con i loro stili (già presenti su CTAN) spesso mi hanno indicato le soluzioni che cercavo. Insomma, c’è ancora del lavoro da fare.
    Teoricamente non dovrebbero esserci problemi con bibliografie lunghe. L’unica (?) cosa che non deve accadere è che il nome dell’autore risulti separato dalla prima voce bibliografica se cade in fin di pagina. Lo si può provare aumentando le lunghezze \preautsep e \postautsep.
    C’è poi un’altra questione TeXnica nel codice dello stile msb-modern, di cui è a conoscenza Enrico, e che riguarda la definizione di \postsep:
    Se uso questo codice (con comandi LaTeX) sembrano non esserci problemi:
    `\newcommand{\postsep}{\par\vspace*{\postautsep}\hspace*{-\bibhang}\ignorespaces}
    ` Se uso quest’altro codice (con comandi TeX):
    `\newcommand{\postsep}{\nobreak\vskip\postautsep\hskip-\bibhang\ignorespaces}
    `
    quando il nome dell’autore cade in fin di pagina può rimanere isolato. Non riesco a capire perché 🙄 . Ringrazio Enrico per avermi spiegato come funzionano i comandi \ignorespaces e \nobreak.

    A Lorenzo: sapendo che terrai una relazione al prossimo GuIT meeting proprio su biblatex, ero sicuro che fossi impegnato anche in questo. Il tuo articolo è molto utile proprio perché avvicina l’utente a biblatex, laddove la documentazione originale del pacchetto può facilmente scoraggiare (stesso discorso per l’articolo su beamer, la cui documentazione originale è ancora più ostica 👿 …quando ci proporrai un’avventura nel diabolico mondo di TikZ?

    Aggiungo un’informazione utile. Mentre stavo tentando di creare uno stile per le citazioni che combinasse gli stili authoryear-comp e authoryear-ibid, mi sono imbattuto nello stile authoryear-icomp-tt, disponibile su CTAN, che fa proprio questo. Personalmente userò sempre questo stile per le citazioni in nota, similmente a quanto scelto da molte case editrici importanti. Per le citazioni in testo, invece, non mi sembra che l’uso dell’abbreviazione ibid o ivi sia gradevole; ma è questione di gusti.

    Grazie ancora a tutti.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: tabelle a righe sfalsate #37788
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    ::

    Volendo chiarire tutto il problema, la vera natura dello stesso è legata alla compilazione di un flight log….
    `
    \begin{table}[ht]
    \centering
    \footnotesize
    \begin{tabular}{|p{30mm}|p{20mm}|p{24mm}|p{20mm}|p{20mm}|p{20mm}|}
    \multicolumn{1}{l}{Marche} & \multicolumn{1}{c}{Airplane} & \multicolumn{1}{c}{Consumo l/t}
    & \multicolumn{1}{c}{Total fuel l} & \multicolumn{1}{c}{Autonomia t} & \multicolumn{1}{c}{Autonomia Nm}
    \\
    \hline
    \multicolumn{1}{|l|}{} & \multicolumn{1}{l|}{}
    & \multicolumn{1}{l|}{} & \multicolumn{1}{l|}{}
    & \multicolumn{1}{l|}{} & \multicolumn{1}{l|}{}
    \\
    \multicolumn{1}{|l|}{} & \multicolumn{1}{l|}{}
    & \multicolumn{1}{l|}{} & \multicolumn{1}{l|}{}
    & \multicolumn{1}{l|}{} & \multicolumn{1}{l|}{}
    \\
    \hline
    \multicolumn{1}{c}{} & \multicolumn{1}{c}{}
    & \multicolumn{1}{c}{} & \multicolumn{1}{c}{}
    & \multicolumn{1}{c}{} & \multicolumn{1}{c}{}
    \\
    \multicolumn{1}{l}{place \& QNH} & \multicolumn{1}{c}{min altitude}
    & \multicolumn{1}{c}{stop orario} & \multicolumn{1}{c}{}
    & \multicolumn{1}{c}{} & \multicolumn{1}{c}{}
    \\
    \cline{1-3}
    & \multicolumn{1}{c|}{}
    & \multicolumn{1}{c|}{}
    & \multicolumn{1}{c}{durata}
    & \multicolumn{1}{c}{Rm $\downarrow$}
    & \multicolumn{1}{c}{Rm $\uparrow$}
    \\
    \cline{4-6} {\large \bf LIEE}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 13'}} & & & & \\
    \cline{1-3} & &
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 1'}}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 035}}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 215}}
    \\
    \cline{4-6} {\large \bf SESTU} & & & & & \\
    \cline{1-3} & &
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 2'}}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 035}}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 215}}
    \\
    \cline{4-6} {\large \bf SERDIANA} & & & & & \\
    \cline{1-3} & &
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 6'}}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 355}}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 175}}
    \\
    \cline{4-6} {\large \bf SENORBÌ} & & & & & \\
    \cline{1-3} & &
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 7'}}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 330}}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 150}}
    \\
    \cline{4-6} {\large \bf BARUMINI} & & & & & \\
    \cline{1-3} & &
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 12'}}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 305}}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 125}}
    \\
    \cline{4-6} {\large \bf ORISTANO} & & & & & \\
    \cline{1-3} & &
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 1'}}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 090}}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 270}}
    \\
    \cline{4-6} {\large \bf LIER}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 36'}} & & & & \\
    \cline{1-3} & &
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 18'}}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 338}}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 158}}
    \\
    \cline{4-6} {\begin{minipage}{20mm}\large \bf CAPO \\ MARARGIU\end{minipage}} & & & & & \\
    \cline{1-3} & &
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 7'}}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 338}}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 158}}
    \\
    \cline{4-6} {\large \bf ALGHERO} & & & & & \\
    \cline{1-3} & &
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 2'}}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 360}}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 180}}
    \\
    \cline{4-6} {\large \bf LIEA}
    & \multicolumn{1}{c|}{\raisebox{2mm}{\huge 87'}}
    & \multicolumn{1}{c|}{} & \multicolumn{1}{c}{}
    & \multicolumn{1}{c}{} & \multicolumn{1}{c}{}
    \\
    \cline{1-3}
    \end{tabular}
    %\caption{Tratta Cagliari – Oristano – Alghero.}
    \end{table}
    `

    Vorrei insomma rendere omogenee le caselle per quanto riguarda l’ampiezza ma soprattutto centrare verticalmente il contenuto delle stesse….. Grazie… 😀

    Quei \bf sparsi qua e là mi fanno pensare che il codice che hai riportato sia frutto di una conversione “word to latex”…
    Probabilmente si può fare qualcosa con il pacchetto multirow. Dai un’occhiata a questo sito, forse c’è un esempio che fa per te, se ho capito bene.

    Ciao Ivan

    in risposta a: tabelle a righe sfalsate #37785
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    Salve a tutti, e cm sempre grazie x gli aiuti preziosi….

    Avrei la necessità di formare una tabella cn 2 colonne e diverse righe, nella quale la seconda colonna mostri righe sfalsate in basso in modo tale d’aversi il testo a sinistra allineato alla mezzeria delle righe di destra…..

    Vorrei ottenere insomma un effetto del genere:

    | xxx |—–|
    |—–| xxx |
    | xxx |—–|

    Ringrazio tutti. Ciao

    Carica il pacchetto array. Il codice che ti serve è qualcosa del genere:
    `\begin{tabular}{*{2}{m{.2\textwidth}}}
    bla bla & ———\\
    ——— & bla bla\\
    bla bla & ———\\
    ——— & bla bla\\
    bla bla & ———\\
    \end{tabular}`

    Al posto di .2\textwidth metti il valore che preferisci. Sull’Arte di L. Pantieri avresti trovato la soluzione (il link è in alto).

    Ciao
    Ivan
    P.S. ti consiglio di non usare più abbreviazioni in stile sms… Mal s’adattano alla tua prosa di sapor rinascimentale 😉

    in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37448
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    Ciao Lorenzo,

    che versione hai di biblatex? L’opzione firstinits è stata aggiunta a partire dalla 0.8 (2008-10-02).
    Però visto che è keyval che ti riporta l’errore non saprei, forse dipende proprio dalla versione della distribuzione. Ho MacTeX 2008 e provando per sicurezza a ricompilare il file test non ottengo quell’errore. Adesso provo con un pc su cui ho MiKTeX 2007 per vedere cosa succede.
    Nel frattempo ho trovato una mia leggerezza-svista nei file test, che aggiornerò quanto prima (ora sono su un altro computer 🙁 ).
    Per compilare correttamente il file all’interno della cartella msb, al posto di \bibliography{../msb-examples}
    va scritto naturalmente
    `\bibliography{msb-examples}`

    Fammi sapere, sarei molto lieto di avere il tuo parere su questi stili.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Lo stile bibliogafico migliore del mondo #36048
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    Riprendo questo topic per segnalare che ho recentemente messo a disposizione i codici di uno stile bibliografico per produrre una bibliografia secondo le caratteristiche descritte sopra da Lorenzo.
    Ne parlo in questo topic e i files si trovano qui.
    I codici e la documentazione non sono definitivi, pertanto mi piacerebbe avere le opinioni degli utenti di biblatex, anche per valutare se vale la pena andare avanti col lavoro di sistemazione.

    Grazie a tutti,
    Ivan

    in risposta a: \cite all’interno del record bibliografico: è possibile #37429
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    Grazie mille Enrico,
    era quello che mi serviva 🙂

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: \cite all’interno del record bibliografico: è possibile #37427
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    Grazie Lorenzo,

    ti ringrazio, però il mio problema è un po più complesso. Nel caso di un contributo apparso su una collezione si usa incollection; questo è pacifico. Nel caso di un articolo ci sono i campi per la rivista; anche questo è pacifico.

    Poniamo però di dover citare tre articoli apparsi in origine su rivista e successivamente raccolti in una collezione in lingua italiana.

    In questo caso nella bibliografia sarebbe opportuno avere qualcosa come:

    0) Bianchi, C., (1999), Titolo della collezione, Editore, Luogo.
    1) Rossi, M., (1999), «Titolo dell’articolo in inglese», Rivista, 15, pp. 12-22; trad. it. in Bianchi 1999.
    2) Verde, A. (1999), «Titolo dell’articolo in inglese», Rivista, 15, pp. 12-22; trad. it. in Bianchi 1999.
    3) Moro, B., (1999) «Titolo dell’articolo in inglese», Rivista, 15, pp. 12-22; trad. it. in Bianchi 1999.

    Ecco perché chiedevo se era possibile usare \cite all’interno di un record bibliografico. Nell’esempio che ho riportato nel precedente post ho usato il campo note, ma la questione è più generale.
    Ovviamente si può usare il campo addendum, che viene stampato dopo le pagine che si riferiscono all’articolo, per inserire manualmente tutte le informazioni aggiuntive che si vogliono.
    La situazione che ho descritto è sicuramente “patologica” ma il dubbio TeXnico mi rimane 🙄 : si può usare \cite all’interno dei record bibliografici o questo, al di là dell’assenza di errori in fase de compilazione, può avere delle conseguenze indesiderate?

    Grazie a tutti ,
    Ivan

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