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12 Maggio 2017 alle 2:19 in risposta a: Istogramma con pgfplots: scrivere “1000” senza la virgola #110511::
OldClaudio” post=110483Si chiama capolettera, se ne parla nella Guida Guit e, mi pare, anche ne L’Arte di scrivere con LaTeX. Si ottiene con il pacchetto lettrine.
Nell’ultima versione dell’Arte non ne parlo, ma in LaTeXpedia c’è un intero capitolo dedicato ai capolettera.
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Ho aggiornato tutte le mie guide, suggerendo TeXstudio al posto di TeXworks.http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.html
Se ci date un’occhiata, mi fate cosa gradita!
::OldClaudio” post=110431Per sostituire TeXstudio a TeXworks non devi fare granché, perché anche epr TeXworks hai scritto pochissimo.
Certo, ed è voluto: ho ridotto al massimo le parti dell’Arte a obsolescenza rapida.
OldClaudio” post=110431In ogni caso:
1) Hai bisogno di una tipica schermata di TeXstudio da sostituire alla tipica schermata di TeXworks. Sarebbe meglio che la tipica schermata sia presa da una piattaforma Windows, se non altro perché consigli TeXstudio per coloro che usano piattaforme diverse dal Mac.Ho setacciato la Rete alla ricerca di screenshot e ne ho trovato uno abbastanza chiaro.
OldClaudio” post=110436Duque se Lorenzo vuol indicare solo due sistemi operativi che gli paiccano o che siano multipiattaforma, deve volare basso e accontentarsi o di TeXstudio o di TeXworks, che non gli piace, e quindi lo “cancella”.
Voglio consigliare un solo editor per piattaforma: quindi TeXShop per Mac, e TeXstudio per Windows e Linux.
Ecco qua:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
Ho bisogno di voi per tre cose:
1. va bene quello che dico su TeXstudio?
2. quello che dico a pagina 114 su come impostare Biber in TeXstudio è corretto?
3. lo screenshot che ho trovato non è il massimo, se ne avete uno più chiaro (possibilmente delle dimensioni 3×2), sono qui.
::OldClaudio” post=110418Io direi che TeXstudio per chi non ha il Mac sia la cosa migliore […].
illinguista1972″ post=110419In altre parole, l’unico editor multipiattaforma che sembri funzionare è proprio TeXstudio.
Benissimo allora per consigliare, a chi non usa Mac, TeXstudio al posto di TeXworks. Di sicuro, credo che una guida di base come l’Arte debba consigliare un solo editor per piattaforma.
Quello che nell’Arte è scritto per TeXworks vale anche per TeXstudio? Se mi dite di sì (come ho detto, non li conosco!) sostituisco “TeXstudio” al posto di “TeXworks”, cambio lo screenshot ed elimino dalla bibliografia l’articolo di Enrico su TeXworks.
Appena mi date l’ok, procedo.
::movlw” post=110408Vorrei solo segnalare un errore nell’Arte: si tratta dell’espressione “pro e contra” al capitolo 1 “Storia e Filosofia”, nel primissimo paragrafo. Ho consultato l’Accademia della Crusca pensando a una mia mancata conoscenza della forma ” pro e contra”, in luogo a “pro e contro”, ma stante a quanto si legge nel link […], di cui sotto, l’unica forma corretta ed accettata è ” pro e contro”.
Grazie mille per avermi segnalato l’errore. Grazie anche a Claudio per le osservazioni. Stasera correggo l’errore e aggiorno l’Arte (e LaTeXpedia).
heinrichNon citare (almeno!) TeXstudio non mi sembra una cosa buona. Io quando installo TeXlive la prima cosa che faccio è deselezionare l’uso di TeXworks cge detesto profondamente.
Non conosco TeXStudio. E conosco TeXworks solo superficialmente (l’ho usato qualche ora, per curiosità, e non mi è piaciuto). Adoro TeXShop (solo per Mac) e non lo cambierei con nessun altro editor del mondo. Ciò detto, penso che una guida di base debba consigliare un solo editor: troppe possibilità disorientano l’utente alle prime armi. Quindi, per chi non usa Mac, o si consiglia TeXworks o TeXstudio. Da quel poco che ne so, TeXworks è l’editor predefinito di TeXLive: è la ragione che mi ha portato a consigliarlo.
20 Febbraio 2017 alle 12:57 in risposta a: LaTeXpedia: il presente della documentazione su LaTeX #109069::
Questa brano non ha trovato posto il LaTeXpedia. Ma qui è utile!Il libro rimane ancora oggi un modello insuperato. Lo sostiene anche Neil Gershenfeld, direttore del Physics and Media Group del Massachusetts Institute of Technology, uno dei pionieri tra l’altro delle ricerche sulla carta (e-paper) e sull’inchiostro (e-ink) elettronici. Egli sostiene, con un’affermazione tanto paradossale quanto efficace, che «se il libro fosse stato inventato dopo il portatile, lo si sarebbe accolto come un’enorme innovazione». Gershenfeld mette a confronto il libro con il computer (portatile) ricavandone le seguenti osservazioni:
- il libro si carica istantaneamente;
- ha una visualizzazione a elevato contrasto e alta risoluzione;
- è visibile da qualsiasi angolazione, sia con una luce intensa che in penombra;
- permette un accesso veloce a qualsiasi pagina;
- fornisce un immediato \emph{feedback} visivo e tattile a proposito della posizione all’interno del testo;
- può ospitare con facilità delle annotazioni;
- non ha bisogno di batterie né di alimentazione;
- ha un packaging moderno.
È un parallelo costruito con ironia: il tradizionale supporto cartaceo è esaminato come fosse un prodotto tecnologico avanzato e alla fine risulta vincente.
In fondo, con parole solo un poco diverse, Umberto Eco è giunto alle stesse conclusioni: i libri possono «essere presi in mano, anche a letto, anche in barca, anche là dove non ci sono spine elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci prende il sonno, stanno in tasca, si sciupano, assumono una fisionomia individuale a seconda dell’intensità e regolarità delle nostre letture, ci ricordano (se ci appaiono troppo freschi e intonsi) che non li abbiamo ancora letti, si leggono tenendo la testa come vogliamo noi, senza imporci la lettura fissa e tesa dello schermo di un computer, amichevolissimo in tutto salvo che per la cervicale».
20 Febbraio 2017 alle 11:45 in risposta a: LaTeXpedia: il presente della documentazione su LaTeX #109068::heinrich” post=109715Credo infine che occorra rassegnarsi. Il libro classico, quello cartaceo, prima o poi andrà a morire.
Forse, ma magari non sarà così: si diceva anche che la pittura sarebbe stata sostituita dalla fotografia, ma così non è stato. Forse libri cartacei ed e-book continueranno a coesistere, ciascuno con pro e contra, come oggi.
20 Febbraio 2017 alle 8:30 in risposta a: LaTeXpedia: il presente della documentazione su LaTeX #109067::ivan” post=109714Affermi che “Un libro non è altro che un contenitore di parole”. Ora, questo può voler dire che se qualcosa è un libro allora è un contenitore di parole. Il che non è vero, visto per esempio che ci sono anche i libri illeggibili (Munari). Ma diamolo per buono. Al di là degli esperimenti di arte concettuale i libri contengono parole. Ma è vero che se qualcosa è un contenitore di parole allora è un libro? Direi di no.
Ciao Ivan, hai ragione. La frase
Un libro non è altro che un contenitore di parole e di idee.
sembra una definizione di libro. Il che è falso: una lista della spesa scritta su un pezzo di carta contiene parole, ma non è un libro.
In realtà, dare una definizione precisa di libro è forse impossibile. Un oggetto di 100 pagine, ciascuna dele quali contiene la scansione di una mia lista della spesa, rilegato e con copertina rigida, con un titolo e un autore (“Liste della spesa”, di Lorenzo Pantieri), è un libro? Mah.
Il punto però è un altro. Ammettiamo di essere arrivati a una definizione sufficiente condivisa di libro. Cambia qualcosa se questo oggetto è stampato su carta o è in formato elettronico. Non direi. La mia Arte nasce come PDF ed è stata stampata anche su carta da una casa editrice “regolare”: è diventata un libro grazie alla stampa? No davvero.
Cambio la frase citata in
Un libro contiene parole e idee.
Il concetto è:
Un libro (qualsiasi cosa esso sia) non cessa di essere tale se anziché stampato su carta è distribuito in formato elettronico! Questa è l’idea di Heinrich, che condivido.
19 Febbraio 2017 alle 8:14 in risposta a: LaTeXpedia: il presente della documentazione su LaTeX #109064::heinrich” post=109706Ringrazio pubblicamente Lorenzo per avermi fatto l’onore di carpire quel poco di buono che c’era nella prima parte dei miei obsoleti Appunti LaTeX del 2008. Sono sicuro che molti utenti troveranno ottimi spunti per compilare i loro testi nella nuova guida di Lorenzo e Tommaso.
Grazie a te, Enrico: l’onore è mio.
Ho appena aggiornato il paragrafo C.3, sulla base delle tue ultime indicazioni.
18 Febbraio 2017 alle 14:45 in risposta a: LaTeXpedia: il presente della documentazione su LaTeX #109062::
Carissimi,da oggi LaTeXpedia ha una nuova appendice (per la sua importanza, potrebbe anche esserne il primo capitolo).
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/LaTeXpedia.pdf
L’appendice C, ispirata agli Appunti LaTeX di Heinrich Fleck, traccia una breve storia della scrittura, di cui LaTeX rappresenta una delle tappe più felicemente riuscite.
Questa storia, fra l’altro, parla di:
- divinità egizie e romane;
- segni incisi millenni fa su gusci di tartaruga;
- scritture non decifrate dell’Isola di Pasqua, incise con denti di squalo;
- ideogrammi giapponesi;
- antichi regni distrutti dai Popoli del Mare;
- floride colonie fenicie sparse nel bacino del Mediterraneo;
- papiri arrotolati su asticciole di cedro e riposti in custodie di legno;
- pelli di pecora e vitello lavate con acqua bollente, lisciate con pietra pomice e stese ad asciugare al sole;
- maestri cartai olandesi;
- inchiostri ottenuti con fuliggine, mosto d’uva, nerofumo disciolto in gomma, polvere di seppia, anilina, cinabro, minio, tannino, biacca, birra, vetriolo;
- orafi tedeschi che usano torchi di legno modellati sui torchi da vino dei coltivatori renani;
- califfi egiziani che commissionano penne che non macchiano mani e vestiti;
- iridio e tungsteno;
- conciatori di pelli statunitensi e giornalisti ungheresi;
- strumenti impalpabili di manifestazione del pensiero;
- standard informatici che permettono di gestire tutte le lingue del mondo;
- personal computer e tablet.
Spero che possiate leggerla con lo stesso piacere con cui io e Heinrich l’abbiamo scritta.
Lorenzo
::MatteoF” post=109669
pdfLaTeX ha raggiunto un alto grado di stabilità ed affidabilità. Prima di migrare ad altro credo bisognerebbe essere sicuri di non dover rinunciare a tutte le potenzialità che offre
La questione, a mio avviso, sta tutta qua!
Concordo.
MatteoF” post=109669E allora, perché non agevolare il compito e predisporre una bella Guida tematica su LuaLaTeX?
Purché non si chiami L’arte di scrivere con LuaLaTeX. 😉
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