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golden_boy” post=109652Salve a tutti, ho necessità di numerare le \section senza aver però inserito il \chapter.
Se uso \section{testto esce 0.1 e vorrei risultasse 1
Possibile? o è una scelta tipografica pessima?Le \section sono suddivisioni (più) fini di \chapter. Senza \chapter, niente \section. Non è tipografia: è logica.
::Ronnie” post=109606esiste un sistema praticabile per uscire da questo ginepraio?
Io non credo di aver ammazzato nessuno nella mia vita precedente, migliorarsi e sperimentare a questo prezzo non ha assolutamente senso. Un aiuto per piacere?Puoi passare a Mac. Scarichi MacTeX, due clic, un paio di minuti di attesa e puoi cominciare a scrivere il tuo documento con LaTeX… 😉
::AvMalad” post=109598Buongiorno a tutti,
sto scrivendo nella classe Article e avrei bisogno di produrre la bibliografia, includendo anche i titoli non citati, senza che questa sia introdotta da “Riferimenti Bibliografici”. Sono nuovo nell’ambiente e al momento sto usando il pacchetto biblatex, sapreste indicarmi una soluzione? Esiste magari un pacchetto che lo consenta in modo non troppo complicato? Grazie!!Benvenuta/o.
Qui c’è tutto quanto devi sapere per produrre la bibliografia.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
Volendo, puoi eliminare il titolo, ma perché vuoi farlo?
::Elrond” post=109595
Metti insieme 600 persone: andranno tutte e 600 d’accordo su tutto? Avranno tutte e 600 le stesse identiche necessità in ogni più piccolo aspetto del sistema operativo?No, ovviamente. Ma trovare un punto di incontro non è impossibile, e per farlo non bisogna essere d’accordo su tutto. Prendi i membri dell’Assemblea costituente del primo dopoguerra: c’erano democristiani, comunisti, socialisti, liberali, qualunquisti; eppure sono stati in grado di trovare una sintesi.
Poi, per carità, se ai 600 utenti di Linux vanno bene 600 distribuzioni diverse, buon per loro. Ma non credo che sia così.
::marco_stara” post=109587Per essere chiaro Lorenzo, io mi aspetterei che dopo 30 anni di vita il sistema avesse partorito ‘decine’ di modelli di book, decine di modelli di article, etc.
Come ti dicevo, su CTAN sci sono non decine, ma centinaia di classi. Sono fin troppe: un utente anche esperto non potrà mai conoscerle tutte!
Non ti piace il look della classe article? Personalizzalo con uno o più pacchetti (carica kpfonts, per esempio). Vuoi qualcosa di completamente diverso? Cambia classe (prova amsart, per esempio). Vuol qualcosa di diverso: setaccia CTAN e il Web. Vuoi costruirti un look su misura? Si può fare anche quello (ma devi studiare, per anni, tipografia e LaTeX: ed è giusto così).
Gli strumenti ci sono tutti.
Insomma, questa volta sono io che non vedo il problema. 😉
Suggerisco di tornare in tema, che è: “ci sono troppi motori di LaTeX!” e non “ci sono poche classi LaTeX”. 😉 🙂
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Ho appena controllato. In questi anni, ho usato (con soddisfazione) le seguenti classi (in senso lato):1. ClassicThesis
2. ArsClassica
3. article
4. book
5. moderncv
6. beamerTutto qui. Sei classi in tutto. Non mi è servito nient’altro. E mi ci sono voluti anni non dico per padroneggiarle, ma per conoscerle almeno un po’…
Ho “giocato” anche con suftesi e con Tufte, ma mi manca il tempo per approfondirle.
Insomma, tra i problemi di LaTeX non menzionerei proprio la mancanza di classi e modelli! 🙂
::marco_stara” post=109584LaTeX secondo me è poco amichevole […].
Trovo che LaTeX sia molto amichevole: è solo un po’ selettivo nelle amicizie… 😉
marco_stara” post=109584Coloro che volessero continuare ad utilizzarlo, prima o poi si troveranno di fronte all’esigenza di avere qualcosa di più malleabile della classe Book o Article. Purtroppo però non esistono in giro molti ‘modelli’ quali ad esempio si ritrovano in altri programmi. E personalmente sono i modelli che mi servono, non i pacchetti, di quelli ce ne sono a bizzeffe, a conoscerli tutti.
Non sono d’accordo. Tanto per cominciare, su CTAN trovi 350 classi di LaTeX.
E poi, sul Web:
http://www.latextemplates.com/
Uso LaTeX da più di dieci anni e ho avuto bisogno di 3, forse 4 classi in tutto. E l’ho usato quasi quotidianamente, per comporre i documenti più disparati… 😉
::OldClaudio” post=109582
Questo dipende dal modo errato di usare il nome LaTeX non per indicare il mark-up, ma per indicare i programma di compilazione. LaTeX è uno e uno solo!Queste distinzioni vanno benissimo per un utente esperto, ma per il neofita l’esperienza è diversa. Il neofita, inevitabilmente, vede LaTeX come un tutt’uno, un po’ come fa con Word, con Photoshop o con qualsiasi altro programma.
Sai bene che molti principianti tendono a confondere l’editor con LaTeX. Il motivo è semplice: il principiante vuole “solo” scrivere, e fatica a tener distinto l’editor con cui registra i file dal “motore” che sta sotto il cofano. Figurati la confusione quando i motori sotto al cofano sono tanti, l’uno con l’altro incompatibili.
Se un principiante ha un problema con una riga di codice, non gli è immediato capire “dove di preciso sta l’errore”. Non dico che sia giusto o sbagliato, dico che è così. Quando ancora c’erano ancora “solo” due motori (pdfLaTeX e LaTeX), sul forum del GuIT c’erano decine e decine di topic di utenti principianti che non capivano perché
`\includegraphics{prova.eps}`
desse errore compilando con pdfLaTeX.C’erano due motori:
1. LaTeX, che voleva immagini in EPS (ma non in PDF), permetteva la ricerca diretta e inversa e consentiva di usare alcuni pacchetti (ma non tutti);
2. pdfLaTeX, che voleva immagini in PDF (ma non in EPS), non permetteva la ricerca diretta e inversa, ma consentiva di usare pacchetti incompatibili con “l’altro” motore.Già questa situazione, relativamente tranquilla, è stata causa di innumerevoli problemi.
Quindi, per me, un solo motore (che, idealmente, fa tutto) è la cosa migliore.
P.S. Quanto a Linux, non lo uso, ma… trovo che il problema sia lo stesso dei “tanti motori di LaTeX”. Mi spiegate il senso logico e l’utilità di avere 600 distribuzioni, tutte diverse? Non andreste meglio con una sola distribuzione, che raccoglie il meglio delle 600 in circolazione? Non sarebbe più comodo dire “LaTeX su Linux si installa così e cosà”, anziché dire “dunque, LaTeX su Ubuntu si installa così, su Fedora cosà, su OpenSuSe in un altro modo ancora, eccetera eccetera eccetera”?
::ivan” post=109578Io sono disposto a migrare. Sono disposto a cedere i miei due pacchetti per integrarli in maniera più razionale in un progetto più razionale. Sono disposto a passare a latex3, context, o vattelapesca. Chi altro è disposto a cedere?
Io. E con molto piacere.
ivan” post=109578Il problema con l’open source è, appunto, l’open source. Bello sulla carta, molto idealista e sognatore. Ma poco efficace.
Trovo LaTeX molto efficace, anche se migliorabile. 😉
ivan” post=109578Faccio spesso questo paragone: immagina se invece di 600 e passa distribuzioni linux c’è ne fosse una che funziona senza dar problemi.
È che non ci si mette d’accordo.Male.
ivan” post=109578Perché l’accordo si è costretti a trovarlo se ci sono interessi in gioco.
Forse è così!
OldClaudio” post=109579Allora qual è il problema? Non riesco a vederne.
Mettiti nei panni di un principiante, che deve scegliere tra svariate versioni di LaTeX, tutte mutuamente e variamente incompatibili, ciascuna specializzata nel fare una cosa. Un delirio, ecco che cosa vede il neofita.
OldClaudio” post=109579Il fatto che il sistema TeX è open source e chiunque può contribuire, senza che ci sia un coordinamento centralizzato ha dei pregi e dei difetti.
Già.
OldClaudio” post=109579Oggi possiamo scegliere quello che ci sembra più adatto per quello che dobbiamo fare. La libera scelta è un bene prezioso.
La libertà di scelta non è sempre un bene! Davanti al bancone di una pasticceria mi va benissimo poter scegliere quale pasticcino mangiare (in fondo, sono tutti equivalenti). Anche da un concessionario di automobili mi va bene poter scegliere la macchina più adatta alle mie esigenze: una spider o un station-wagon (anche qui, sono sostanzialmente equivalenti e si guidano con la stessa patente).
Ma se fossi ammalato e mi trovassi a dover scegliere tra 10 cure diverse, proposte da 10 medici diversi, sarei disorientato: vorrei una cura, la migliore possibile: i medici si mettessero d’accordo!
Un neofita che si accinge a LaTeX vuole scrivere: 10, 100 o 1000 versioni diverse di LaTeX lo confondono e basta.
10 Febbraio 2017 alle 10:52 in risposta a: Problema con lettere accentate \usepackage[latin1]{inputenc} #109360::robitex” post=109553
[…] LuajitTeX […]Pensavo a un errore di stampa. Ho controllato per scrupolo, e invece è tutto vero.
Le varianti di LaTeX diventano sempre più numerose, spuntano su come funghi in un bosco dopo un’abboondantissima pioggia: saranno anche più potenti, non dico di no (ma a chi serve davvero questo saurplus di potenza?. Di sicuro, i nomi diventano semppre più numerosi, cervellotici e cacofonici (“TeX” è un nome stupendo, già “LaTeX” lo è meno). Una babele che proprio non mi piace.
::marco_stara” post=109552Ciao Lorenzo, se ho ben capito non ti piace fancyhdr. Posso sapere perchè?
Per tre ragioni:
1. il codice che bisogna scrivere è poco elegante, occorre prodursi in acrobazie TeXcniche;
2. i risultati tipografici che di solito ottiene chi usa quel pacchetto sono spesso peggiori di quelli predefiniti;
3. filosoficamente, le testatine fanno parte del design della pagina: è la classe del documento (e non l’utente) che deve occuparsene.
::Fedebeats” post=109544Ugaciaka, il tuo post è di 9 anni fa, lo so, ma è proprio quello che vorrei fare io:
mantenere le testatine chapter e section che avevo in twoside mode nella modalità oneside che ora uso, ovviamente ora con numeri sempre sulla destra e testatine sempre sulla sinistra delle pagine.Non ha senso avere testane “twoside” in un documento “oneside”.
Quando hai un documento twoside aperto davanti a te, diciamo un libro, è comodo avere il titolo del capitolo corrente nella testatina di sinistra e del paragrafo corrente in quella di destra. Con un unico colpo d’occhio hai due informazioni, che ti dicono precisamente dove sei.
In un documento oneside, diciamo un articolo letto allo schermo di un computer una pagina alla volta, che senso ha avere una pagina sì e una no l’informazione sul capitolo e sul paragrafo?
Un discorso analogo vale per i margini: vanno sfalsati (per ottime ragioni tipografiche) in un documento “twoside”, mentre in un “oneside” lo sfalsamento dà solo fastidio.
Fossi in te, lascerei il mondo come sta (e non userei fancyhdr…).
::claudio” post=109533ciao guarda qui
claudioPeccato.
Quanto al pacchetto hieroglf, l’autore stesso dice che non ha grosse pretese. Per una tesi in egittologia è inadeguato, ma per un uso elementare va benissimo… con l’eccezione di quel simbolo mancante. Si tratta di una lacuna non da poco, anche per un pacchetto senza grosse pretese.
Appena ho un secondoi scrivo due righe all’autore chiedendogli di aggiungerlo.
::Sottoscrivo parola per parola.
Un solo dubbio: qual è il senso in ambito giuridico di avere una cosa come “si vedano gli artt. 1 e 2 della tal legge”, anziché “si vedano gli art. 1 e 2 della tal legge”?
È che non riesco a immaginare un solo ambito in cui cose del genere possano avere un (sia pur vago) senso!
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