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Ciao a tutti, vorrei esporvi alcune riflessioni che ho maturato in questi giorni.0.
Da quello che ho capito, i pacchetti per LaTeX sono pubblicati sotto una licenza che permette a chiunque di modificare e ri-distribuirne il codice. Quindi con i pacchetti LaTeX il plagio non esiste. Fin qui la “legge”. Tuttavia, mi lascia perplesso l’idea di “poter fare quello che si vuole” con il codice scritto da altri. Miede ha scritto un pacchetto, classicthesis.sty. Se ora un autore diverso da Miede scrive una classe con lo stesso nome, classicthesis.cls, questo mi sembra sollevare qualche problema.1.
Un primo problema è la possibilità di fare confusione. Se un utente scrive sul forum “ho un documento composto con ClassicThesis” non si sa più che cosa si riferisce. L’utente deve allora dire “ho un documento composto con il pacchetto classicthesis” oppure “ho un documento composto con la classe classicthesis”. Altra possibile confusione: se si consiglia (magari di fretta) a un utente “usa ClassicThesis per quel tuo documento” il consiglio è ambiguo, e l’utente può sbagliarsi.2.
Se Miede volesse, in futuro, trasformare il suo pacchetto in classe mantenendo lo stesso nome, non potrebbe più farlo. Un bel paradosso.3.
“ClassicThesis” è un nome legato al lavoro Miede. Scrivere una classe e chiamarla allo stesso modo vorrebbe dire (perdonate la metafora automobilistica) “rubare la scia” al lavoro di altri. Insomma, si sfrutta il lavoro che un altro ha fatto per dare al proprio lavoro un rilievo, una pubblicità che non necessariamente gli compete. Ancora: classicthesis.sty ha diversi anni di rodaggio alle spalle, ed è dunque un prodotto solido e affidabile; classicthesis.cls sarebbe un lavoro nuovo di zecca, e come tale probabilmente con qualche (naturalissimo, e scusabilissimo) difetto di gioventù. Non troverei molto sensato chiamare con due nomi quasi uguali cose così diverse sul piano della “maturità”.4.
Con un nome così simile, le due “cose” rischiano di avere un destino comune. Per esempio, supponiamo che classicthesis.cls fosse piena di bachi. Un utente alle prime armi potrebbe pensare che quei bachi li ha anche il pacchetto. Un utente frettoloso, poi, potrebbe pensare che i due lavori sono dello stesso autore.5.
Ho scritto e pubblicato un pacchetto, ArsClassica, che sto pensando di trasformare in classe. Ci resterei parecchio male se venissi a scoprire che qualcuno (magari a mia insaputa) ha usato il nome “ArsClassica” per scrivere una classe, che magari non mi piace neppure! Vedi i punti precedenti.6.
Su CTAN si può pubblicare quello che si vuole, ma un po’ di controllo c’è. Per esempio, quando pubblicai AsrClassica uno dei maintainer di CTAN (Reiner Hopf, se ben ricordo) mi chiese di modificare alcune cose, fra cui proprio il nome della cartella (“arsclassica” e non “ArsClassica”). Un’altra modifica che mi chiese di fare fu quella di non includere i file .sty di Miede nella cartella zippata, ma di limitarmi a caricarli con \RequirePackage).7.
Non escludo che se qualcuno (Macrì o chiunque altro), decidesse di caricare su CTAN una classe “classicthesis.cls”, potrebbe venire “invitato” a cambiarle il nome dai maintainer del CTAN. Per me, sarebbe opportuno.8.
Il nome “anthosthesis” non mi dispiace. 😉Beh, questo è tutto. 🙂
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Grazie per i ringraziamenti. 🙂Ho provato a compilare il tuo documento. Non ho il tuo problema: i titoli dei mini-inidice vengono in italiano.
Qualche osservazione.
1.
Non usare i mini-indici, l’indice generale basta e avanza!2.
Non usare layaureo (non mi risulta sia compatibile con le classi KOMA), ma scrivi dopo aver caricato arsclassica:\areaset[current]{336pt}{750pt}
\setlength{\marginparwidth}{7em}
\setlength{\marginparsep}{2em}%3.
Non usare le note a margine per la tua tesi.4.
Non caricare hyperref con l’opzione “pdftex”: ci pensa lui in automatico a scegliere l’opzione giusta.Buon lavoro.
::antonio.macrì” post=65652L’abitudine di cui parli non è semplice abitudine, secondo me. Per quel poco che so di memoir (anzi ne è proprio un sintomo), c’è una sorta di posizione dominante su memoir. Sono Lorenzo e Tommaso che devono scalfirla, magari con una edizione apposita dell’Arte (avete pensato a tenerne due in parallelo, quella classica e una su memoir? 😎 in effetti sarebbe un lavoraccio…).
Due edizioni dell’Arte, in parallelo? Negativo, non vedo il senso della cosa.
L.
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1.zippo” post=65631Se non avessi “scoperto” che esiste classicthesis + arsclassica sarei passato a Microsoft Word
Onorato. 🙂 Per quanto mi riguarda, se non avessi scoperto la bellezza di ClassicThesis dubito che avrei dedicato così tanto tempo ed energie a LaTeX. Il risultato estetico che si può ottenere con quello stile è un’opera d’arte.
2.
Il layout di ClassicThesis non è adatto per una laurea scientifica? Non direi! L’unica cosa che cambierei assolutamente sono i margini, davvero eccessivi. Bringhurst può dire quello che vuole, ma la sua “regola” produce margini assolutamente esagerati su un A4. Per cambiare i margini, però, basta scrivere due righe. Ovviamente niente note a margine, va da sé.3.
AsrClassica è adatta per scrivere una tesi scientifica? Anche qui, con la gabbia modificata (quella dell’Arte di adesso), direi che ci siamo. L’unico inghippo riguarda i titoli dei capitoli e dei paragrafi: su due righe vengono uno schifo, e compattarli in una riga non è sempre possibile. Da questo punto di vista, ClassicThesis è meglio di ArsClassica.4.
Scrivere classicthesis.cls è facile? Non lo so. Di sicuro, so che Enrico ci aveva provato, ed ara arrivato a un buon punto: la classe funzionava, e la documentazione era pronta. Poi però ha rinunciato. 🙁 Bisognerebbe chiedergli il perché. Ma se addirittura il nostro guru ha desistito, qualche problema deve pur esserci… 😉Ciao,
L.P.S. Riguardo ai miei lavori di matematica, appena avrò un secondo li aggiornerò, allargando la gabbia ed eliminando le note a margine… 😉
::illinguista1972″ post=65588Per quanto riguarda ArsClassica come classe, mi sento autorizzato a chiamarmi dentro, anche se lo stile è di Lorenzo. Ne abbiamo parlato insieme, e la cosa, se si farà, sarà fatta quando avremo del tempo da dedicare serenamente alla cosa, per realizzare un buon prodotto con alcune funzionalità in più rispetto a quello che c’è ora. Il tutto nel solco di una certa idea di uso di LaTeX, che per noi (specie se rivolto al principiante) dovrebbe essere quanto più possibile per classi e non per pacchetti. Ma ne abbiamo già parlato.
Autorizzatissimo, Tommaso! 🙂
Come detto altrove, vorrei che il mio utente ideale lasciasse alla classe la gestione di tutto i layout (font, margini, stile di pagina, formato di titoli, didascalie, elenchi, …) e, per quanto possibile, non lo modificasse.
Realisticamente, se il progetto arsclassica.cls dovesse decollare, sarà il caso di prevedere alcune (pochissime) opzioni globali, da dare rigorosamente a livello di classe, per personalizzare (moderatamente) il layout.
Ne riparleremo.
Ciao,
L.
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La difficoltà principale di imprese come questa, per me, è la possibiità di raggiungere un risultato significativamente migliore di quello originale.Insomma, benissimo classicthesis.cls, ma solo se è significativamente più facile e robusto del pacchetto di Miede.
La cosa non è semplicissima: Miede ha dedicato molto tempo a raffinare il suo codice, che è stato usato da molti utenti, in tutto il mondo, e perfezionato più e più volte.
Secondo me, Enrico e Claudio hanno le competenze per scrivere una classe che sia molto del lavoro di Miede (anche se una ipotetica classe di quel tipo avrebbe bisogno verosimilmente di un periodo di non banale rodaggio). Bisogna vedere se ne hanno voglia… 😉
Buon lavoro, insomma. 😉
::antonio.macrì” post=65554Chiaramente per la buona riuscita dell’idea nel suo complesso sarebbe bello poter disporre anche di arsclassica come classe. Lorenzo, sotto che condizioni può essere modificata? Tu te la sentiresti?
Ciao Antonio, l’idea di trasformare ArsClassica in classe ce l’ho da un po’. Quello che mi manca, ora (e per un paio di mesi almeno), è il tempo di mettermi al lavoro. Anche se lo avessi, non so se sarei in grado di produrre qualcosa di buono… 😉
::mattmich” post=65403Ciao, ho un problema…
Nel titolo di una sezione (il quale che non può essere abbreviato), la sillabazione automatica, causa la lunghezza dello stesso, va a capo con “-to” (il titolo finise con quest’ultima sillaba) che, onestamente, è orrendo. Purtroppo, lo spazio negativo \! (è sufficiente inserirne uno per far stare tutto sulla stessa riga) attacca troppo le due parole tra le quali lo inserisco. C’è un modo per definire uno spazio negativo ancora più piccolo (da inserire più volte, tra ogni parola) in odo tale da far stare tutto sulla stessa riga? GrazieQuella che proponi è una mossa disperata.
\hspace{-10pt}
Al posto di “10pt” metti quello che vuoi.
Per curiosità: ci dici il titolo che “non può essere abbreviato”?
Ciao,
L.
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Il primo problema non l’ho capito molto. Ad ogni modo, cerca “caption” qui:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdfSul secondo, dubito che si possa fare agevolmente con thebibliography. La via maestra è passa a biblatex. Cerca “bibliografie locali”:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Bibliografia.pdfCiao,
L.
::niccc” post=64590ho letto però che il pdf dava problemi con impaginazione in quanto teneva conto di una pagina intera e non di una figura mi sembra. Perdo qualità a usare .png?
No, passando da EPS a PDF non perdi qualità. La qualità la perdi se trasformi un’immagine vettoriale in PNG, che è un formato bitmap. Ti consiglio caldamente di studiare per bene la parte sulle figure, qui:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdfCiao.
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