lorenzo.pantieri

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  • in risposta a: cancellare la data in article #65491
    lorenzo.pantieri
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      dea” post=64582uee, capisco tu sia impegnato, e che probabilmente ti abbia fatto perdere del tempo per una sciocchezza, pero’ dai un pochino di miele ogni tanto non guasta ^^

      P.S. non vale modificare mentre rispondo eh, se no sembra che io non legga le tue risposte 😀

      Suvvia, “dea”: addirittura il miele! 🙂

      Ti consiglio di studiare l’Arte: Tommaso e io l’abbiamo scritta non dico con dolcezza, ma di certo con tanta cura… 😉

      in risposta a: cancellare la data in article #65489
      lorenzo.pantieri
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        dea” post=64580sbaglio?

        Sì. 😉

        Ciao,
        L.

        in risposta a: cancellare la data in article #65487
        lorenzo.pantieri
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          Per Arte intendo questa:
          http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
          Cerca “\date”: fa al caso tuo.

          Quanto allo spazio: è quello che deve esserci, fidati.

          Ciao,
          L.

          in risposta a: cancellare la data in article #65485
          lorenzo.pantieri
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            dea” post=64571ciao a tutti, ho cercato nel forum le parole chiave “article” insieme con “data” ma non ho trovato alcun risultato, inoltre una consultazione di google non mi e’ stata di nessun aiuto, per cui mi appello gentilmente a voi.

            Apri l’Arte (Documentazione, quassù), cerca “\date” nell’indice analitico. Un secondo, e sei servito.

            Ciao,
            L.

            in risposta a: Consigliare memoir ai principianti (lettori dell’Arte)? #65406
            lorenzo.pantieri
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              ivan” post=64538In conclusione. Lasciate l’Arte così com’è. Se uno compone un documento secondo le regole dell’Arte per passare a suftesi servirà soltanto modificare il caricamento della classe ed eliminare tutti i pacchetti e comandi superflui e soprattutto quelli che modificano il layout.

              Caro Ivan, permettimi di esporti la mia visione (ideale) del mondo (LaTeX).

              Il bello di LaTeX è che permette di disinteressarsi (quasi) completamente dell’aspetto tipografico del documento. Per aspetto tipografico, o layout, intendo:

              • i font del documento;
              • la geometria della pagina;
              • lo stile di pagina (testatine e piè di pagina);
              • il formato dei titoli delle sezioni;
              • il formato degli indici;
              • il formato degli elenchi;
              • il formato delle didascalie.

              Idealmente, vorrei che questa roba fosse tutta definita a livello di classe (non di pacchetti!), e che l’utente non la toccasse. Scrivendo
              `\documentclass[a4paper,11pt]{book}`
              l’utente mette, per così dire, le mani avanti: “sto scrivendo un libro; lo stamperò in formato A4 e in corpo 11; il layout (font, geometria e stile di pagina, formati di titoli di sezione, indici, elenchi e didascalie) è quello standard.

              Idealmente, mi piacerebbe che l’utente potesse scrivere
              `\documentclass[a4paper,11pt]{classicthesis}`
              e
              `\documentclass[a4paper,11pt]{arsclassica}`
              Idealmente, vorrei che l’utente potesse passare da un layout all’altro cambiando classe e lasciando invariato il resto.

              In questo quadro rigoroso-integralista, sono disposto ad ammettere moderat(issim)e personalizzazioni al layout, ma solo a livello di opzione generale di classe. Per esempio, l’utente potrebbe scrivere
              `\documentclass[beramono]{classicthesis}`
              se vuole che il suo documento composto con ClassicThesis usi i Bera Mono come font a spaziatura fissa. Di personalizzazioni di questo tipo, però, meno ce ne sono e meglio è: chi personalizza una classe, per me, sta facendo qualcosa di anomalo.

              Poi ci sono i pacchetti. Per come la vedo io, l’utente normale non dovrebbe usare quelli che modificano il layout: pacchetti come geometry, titlesec o titletoc dovrebbero essere usati (solo) da chi programma la classe, non dall’utente finale.

              I pacchetti che l’utente “normale” può usare dovrebbero essere solo quelli che non cambiano il layout; che so, chemfig se deve scrivere chimica, glossaries se ha bisogno di un glossario, longtable se gli serve una tabella su più pagine, verse se deve scrivere poesie. Eccetera.

              L’idea di trasformare ClassicThesis e AsrClassica in classi è buona. Ma questo non posso farlo io: programmare una classe è una cosa troppo seria per lasciarla a un dilettante. Idealmente, se queste classi venissero scritte, l’Arte potrebbe cambiare filosofia: ovvero potrebbe indirizzare l’utente verso classi non standard, rigide, sconsigliando tutti i pacchetti che modificano il layout.

              Sarebbe un progresso, per l’Arte, ma soprattutto per LaTeX.

              Che ne dite?

              A presto,
              L.

              in risposta a: Consigliare memoir ai principianti (lettori dell’Arte)? #65402
              lorenzo.pantieri
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                antonio_scellero” post=64529Il mio consiglio a Ivan e Lorenzo, la butto lì, sarebbe eventualmente che mettano insieme le forze, per fare, che so, una suf-arteclassica-tesi, completamente staccata dalle bizze di classicthesis. Mettendo insieme suftesi, arteclassica, biblatex-philosophy e frontespizio credo che tutti i tesisti italiani, di tutte le cappelle, possano trovare la propria felicità.

                Ringrazio Antonio per le sue osservazioni, preziosissime. Ci penserò su, poco ma sicuro.

                Una cosa, però, la dico subito. Il punto di questa discussione non tanto stabilire quale sia la classe “migliore” per scrivere una tesi (di laurea o di dottorato; scientifica o umanistica), ma quale classe consigliare al lettore principiante dell’Arte. Non è detto che le cose debbano coincidere. Per esempio, un laureando/dottorando che volesse usare suftesi (o ClassicThesis; o ArsClassica) può benissimo farlo anche oggi: impara i rudimenti di LaTeX nell’Arte, che è una guida di base “general purpose”, e poi si studia a parte la documentazione della classe e dei pacchetti che gli servono.

                Svincolare l’Arte da una classe specifica e spiegare solo le classi standard ha un vantaggio: quello che scriviamo tende a essere molto più stabile nel tempo. Se, per dire, avessi consigliato ClassicThesis come stile per scrivere la tesi al mio lettore dell’Arte, avrei dovuto cambiare radicalmente i contenuti dell’esposizione (praticamente) ogni volta che Miede ha aggiornato lo stile. Scommetto che quello che diciamo su “a4paper” o “abstract” varrà anche fra dieci anni: non me la sentirei di dire altrettanto per i comandi e gli ambienti delle altre classi…

                Grazie,
                L.

                in risposta a: Il nuovo sito del GuIT e la pagina sulla documentazione #65412
                lorenzo.pantieri
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                  illinguista1972″ post=64496Critiche a parte, la pagina web in questione, con i frontespizi dei PDF mi piace molto.

                  Critiche a parte, piace anche a me.

                  illinguista1972″ post=64496Se posso esprimere la mia opinione, LaTeX per l’impaziente e i Complementi mi stupiscono non poco! Sono guide a cui Lorenzo non mette mano da tempo, e neppure io sono mai riuscito a convincerlo a travasare qualcosa dai Complementi all’Arte. Come ci siete riusciti? 👿 😛 🙂 😆

                  Una volta pubblicata la nuova versione dell’Arte, dovremo mettere mano anche all’Impaziente. Il lavoro non è molto, credimi: si tratta di prendere l’Arte e di eliminare tutto quanto non è strettamente indispensabile per scrivere un documento decoroso. Il nuovo Impaziente sarà di “Pantieri e Gordini”, naturalmente. Anche i Complementi andrebbero rinfrescati, ma per quello c’è tempo: non è una guida di base, al lettore che vuole approfondire LaTeX le soluzioni non mancano…

                  Ciao,
                  L.

                  in risposta a: Un bug di footmisc?! #22344
                  lorenzo.pantieri
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                    Concordo: le footnote e i float al bottom sono da evitare il più possibile.

                    Ciao,
                    L.

                    in risposta a: Caratteri speciali di LaTeX #65437
                    lorenzo.pantieri
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                      Una piccolissima precisazione. Dire che

                      il trattino ondulato significa “circa” (in matematica)

                      è incompleto. Quel simbolo si usa anche per altre cose (“asintotico” o “equivalente”, per esempio).

                      Ciao,
                      L.

                      in risposta a: Consigliare memoir ai principianti (lettori dell’Arte)? #65400
                      lorenzo.pantieri
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                        La nuova revisione dell’Arte è quasi pronta, dovremmo pubblicare entro un paio di giorni. Poi non toccheremo la guida per un po’.

                        suftesi? Non la conosco, se non di fama. Lo stesso vale per memoir. Quindi devo approfondire la cosa. Di sicuro, per consigliare al lettore memoir (o suftesi) invece delle classi standard devono esserci ottimi e cogenti motivi.

                        Quando devo scrivere un documento, uso le classic standard oppure ClassicThesis. Conosco queste classi abbastanza bene. Certo, ClassicThesis è zeepo di difetti, a livello di programmazione. Un buon motivo per usare una classe diversa sarebbe poter ottenere con estrema facilità un layout “tipo Arte” partendo da un documento scritto per la classe book.

                        Poi andrebbe capito se fra tutti i pacchetti, i comandi e gli ambienti consigliati nell’Arte c’è qualcosa che non va usato con suftesi.

                        Insomma, bisognerebbe capirne di più.

                        Ivan, visto che hai scritto la classe, ti andrebbe ti spiegare, a me e al mio lettore ideale (tesista principiante di LaTeX) “perché dovrei usare suftesi e non le classi stadard?”. quello che posso prometterti è che pondererò con attenzione la tua risposta, eventualmente modificando l’Arte del 2012.

                        Ciao,
                        L.

                        P.S.
                        Ho visto che non codice di suftesi hai messo
                        `\RequirePackage[bottom]{footmisc}`
                        Non credo sia una buona scelta:
                        http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=4054&highlight=banquo

                        in risposta a: Consigliare memoir ai principianti (lettori dell’Arte)? #65396
                        lorenzo.pantieri
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                          OldClaudio” post=64461Con la classe scrbook, più ClassicThesis, più Arsclassica, quante righe in più sono state scritte? Per giunta con ClassicThesis nelle mani di qualcuno che non ha idea della retrocompatibilità?

                          Il codice di ClassicThesis è noto per essere ingarbugliatissimo. Nononstante sia innamorato del risultato tipogrsafico che si può ottenere con quello stile, non lo consiglierei a un principiante, ma solo a un utente con una certa esperienza.

                          Riscrivere ClassicThesis in modo tale che sia sia meglio progettato? Sarebbe un’ottima cosa. Io, però non ne sono capace.

                          Ciao,
                          L.

                          in risposta a: Consigliare memoir ai principianti (lettori dell’Arte)? #65394
                          lorenzo.pantieri
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                            OldClaudio” post=64456Lorenzo e Tommaso, non avete risposto alla mia ultima domanda; quella di comporre l’Arte con memoir. Tra le righe mi pare che propendereste per book; benissimo. Ma la grafica attuale con book non si ottiene assolutamente se non a spese di lacrime e sangue. Invece la grafica attuale è importante perché è un forte richiama per i novizi; non per niente ci sono in continuazione persone che vogliono fare la tesi con il vostro stesso stile tipografico.

                            Pensateci 🙂

                            L’Arte è composta con ArsClassica, che si appoggia su ClassicThesis, che a sua volta si appoggia sulle classi KOMA. Idealmente, mi piacerebbe che ClassicThesis e ArsClassica poggiassero sulle classi standard. Idealmente, mi piacerebbe che un documento pensato per le classi standard si possa trasformare in un documento “alla Bringhurst” semplicemente caricando un pacchetto. Tuttavia mi pare che siamo molto distanti da questo obiettivo…

                            A presto,
                            L.

                            in risposta a: Consigliare memoir ai principianti (lettori dell’Arte)? #65392
                            lorenzo.pantieri
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                              egreg9″ post=64450Se compri l’auto nuova pretendi anche che abbia già le valigie pronte per quando vai al mare? 🙂

                              No. Però se uso LaTeX per scrivere la mia tesi (verosimilmente, di argomento scientifico) avrò sicuramente bisogno di (almeno) un frontespizio fatto come si deve e di disporre di ambienti comodi e versatili per la matematica. (Diciamo, che vorrei stereo e tappetini di serie, senza doverli comprare “after market”!). LaTeX “senza estensioni” non lo fa…

                              egreg9″ post=64450Ci sono altri difetti veri nelle classi standard che non menzioni: le testatine normali nella classe book fanno schifo, per esempio. Ma c’è fancyhdr.

                              Ti dirò: a me quelle testatine non dispiacciono… questione di gusti! Soprattutto, trovo comodo (e giusto!) che vengano prodotte di default, invece che inserire misteriosi incantesimi con fancyhdr… 😉

                              egreg9″ post=64450Che cosa fornisce memoir rispetto alla tua lista di “difetti”? Le funzionalità di array, tabularx, caption e geometry. Cambia davvero tanto? Sì e no. È così importante poter modificare l’impostazione dell’indice senza caricare tocloft? O quella dei titoli correnti senza caricare titlesec?

                              Mi sa che stiamo dicendo la stessa cosa. Se uno vuole personalizzare l’indice, con le classi standard può farlo facilmente: carica tocloft e usa i comandi di quel pacchetto. Il fatto che i comandi siano integrati nella classe oppure che richiedano un pacchetto “esterno” non cambia poi molto…

                              Certo, se uno carica un sacco di pacchetti le probabilità di conflitti aumentano: ma l’utente “normale” non caricherà poi tanti pacchetti. Ecco, se c’è una cosa che Tommaso e io possiamo fare, è raccomandare all’utente di non esagerare con i pacchetti: vanno usati solo se necessario (per risolver “quel” problema). Caricare decine di pacchetti perché “non si sa mai” non va fatto.

                              Grazie mille,
                              L.

                              in risposta a: Un difetto di LaTeX: lo spazio tra didascalia e tabella #65215
                              lorenzo.pantieri
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                                Così sia scritto, così sia fatto. 😉

                                La corretta posizione della didascalia varia a seconda dell’oggetto cui è apposta: la tradizione italiana la vuole prima di una tabella e dopo una figura, e in queste posizioni deve essere messa anche nel testo sorgente.

                                Le classi standard di LaTeX prevedono le didascalie sempre sotto gli oggetti; perciò non “riconoscono” una didascalia superiore e la stampano a ridosso dell’oggetto. Risolve il problema il pacchetto caption, da impostare adeguatamente.

                                Grazie mille,
                                Lorenzo

                                in risposta a: Un difetto di LaTeX: lo spazio tra didascalia e tabella #65213
                                lorenzo.pantieri
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                                  egreg9″ post=64433Mi pare meglio che affermare una falsità. 🙂

                                  Già! 🙂

                                  Un’ultimissima cosa. È più corretto dire

                                  Le classi standard di LaTeX prevedono le didascalie sempre sotto gli oggetti (come talvolta si vuole nella tipografia anglosassone);

                                  oppure

                                  Le classi standard di LaTeX prevedono le didascalie sempre sotto gli oggetti (come spesso si vuole nella tipografia anglosassone);

                                  ?

                                  Grazie,
                                  L.

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