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29 Ottobre 2011 alle 13:33 in risposta a: Un difetto di LaTeX: lo spazio tra didascalia e tabella #65211::
egreg9″ post=64430
Scusate se insisto, ma vorrei il vostro parere. Oggi ho visto che anche la doc. di memoir (in inglese, va da sé) ha le dida sopra le tabelle e non sotto. Insomma, cari guru, vorrei capire, in base alla vostra esperienza (enormemente superiore alla mia), fino a che punto è vera questa cosa secondo cui “la tipografia anglosassone vuole le dida sotto le tabelle e non sopra”…
Non è vera per niente.
Ecco, adesso cominciamo a ragionare!
Vediamo allora di riformulare:
La corretta posizione della didascalia varia a seconda dell’oggetto cui è apposta: la tradizione italiana la vuole prima di una tabella e dopo una figura, e in queste posizioni deve essere messa anche nel testo sorgente.
Le classi standard di LaTeX prevedono le didascalie sempre sotto gli oggetti (come talvolta si vuole nella tipografia anglosassone); perciò non “riconoscono” una didascalia superiore e la stampano a ridosso dell’oggetto. Risolve il problema il pacchetto caption, da impostare adeguatamente.
Che dici?
Grazie mille,
L.
29 Ottobre 2011 alle 13:16 in risposta a: Un difetto di LaTeX: lo spazio tra didascalia e tabella #65209::
Scusate se insisto, ma vorrei il vostro parere. Oggi ho visto che anche la doc. di memoir (in inglese, va da sé) ha le dida sopra le tabelle e non sotto. Insomma, cari guru, vorrei capire, in base alla vostra esperienza (enormemente superiore alla mia), fino a che punto è vera questa cosa secondo cui “la tipografia anglosassone vuole le dida sotto le tabelle e non sopra”…Grazie,
L.
28 Ottobre 2011 alle 14:51 in risposta a: Un difetto di LaTeX: lo spazio tra didascalia e tabella #65208::
Scusate se riprendo il topic, che rischia di diventare un tormentone… 😉Per me, la frase “la tipografia anglosassone vuole le dida sotto le tabelle e non sopra” non è vera… ❗
Ho pescato quattro tomi dalla mia libreria, sono testi universitari in inglese dei corsi di laurea in Fisica e Astronomia:
Introductory High Energy Physics, di Donald Perkins, della Addison-Wesley;
Introdcutory Nuclear Physics, di Kenneth Krane, della Wiley & Sons;
Statistical Mechanics, di Shang-Keng Ma, World Scientific Press;
Modern Astrophisics, di Bradley Carroll, della Wiley & Sons.Ebbene, nei primi tre testi le dida sono sopra le tabelle e sotto le figure; solo nell’ultimo le dida sono sempre sotto.
Quindi la frase “la tipografia anglosassone vuole le dida sotto le tabelle” va quantomeno mitigata in “la tipografia anglosassone vuole spesso le dida sotto le tabelle”. Sempre se sia vero che le vuole “spesso”… 😉 Nel mio caso (non significativo, certo) è vero il contrario…
Chiedo lumi!
27 Ottobre 2011 alle 16:40 in risposta a: Un difetto di LaTeX: lo spazio tra didascalia e tabella #65206::OldClaudio” post=64352Ragazzi questo tormentone degli spazi prima o dopo la didascalia si risolverbbe in modo molto semplice se…
Domando in anticipo scusa per la bestemmia che sto per dire.
Perché non considerate come classe standard su cui lavorare e su cui inidrizzare il neofita la classe memoir:evil: ?
Nessuna bestemmia, ci mancherebbe. Nel mio piccolo, è da un pezzo che credo che le classi standard abbiano molti difettucci, cui si può porre rimedio caricando opportuni pacchetti (emptypage, fra gli altri), che però sono pezze. La nuova edizione dell’Arte uscirà a giorni, e ormai è pronta. Ma credo che il futuro sia rappresentato da classi diverse da quelle standard.
memoir? Non so, vedremo… 😉 Ne riparleremo… 🙂
A presto,
L.
27 Ottobre 2011 alle 14:54 in risposta a: mi son persa i numeri di sezione e sottosezione nel testo #65321::
Non è che hai toccato secnumdepth e tocdepth?Cerca qui:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Complementi.pdfCiao.
27 Ottobre 2011 alle 10:31 in risposta a: Un difetto di LaTeX: lo spazio tra didascalia e tabella #65202::egreg9″ post=64330Così da modificare l’impaginazione di tutti i documenti scritti finora con caption? Solo Miede è così lungimirante da rendere non compilabili i documenti scritti con il suo pacchetto prima della revisione. 🙂
Hai ragione! Non ci avevo pensato…
Quello della compatibilità all’indietro è un problema generale dell’evoluzione del software: si ripropone per i programmi e i sistemi operativi. Avere il 100% di retro-compatibilità è auspicabile, anche se non sempre ci si riesce.
Miede esagera con le rivoluzioni, è vero!
Ciao,
L.
27 Ottobre 2011 alle 10:23 in risposta a: Un difetto di LaTeX: lo spazio tra didascalia e tabella #65200::egreg9″ post=64328Non dipende da caption.
Certo, non è “colpa” di caption: ma si potrebbe chiedere all’autore di curare ugualmente il problema. Basterebbe che chiamando caption con le classi standard caption impostasse automaticamente la riga
`\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}`
senza doverla scrivere esplicitamente.Ciao,
L.
27 Ottobre 2011 alle 6:40 in risposta a: Un difetto di LaTeX: lo spazio tra didascalia e tabella #65198::egreg9″ post=64325Il valore è esattamente quello impostato dalla classe; solo se la classe non lo imposta, viene usato 10pt.
Riformulo.
In questo documento:
`\documentclass{article}
\usepackage{booktabs}
\usepackage[tableposition=top]{caption}
%\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}\begin{document}
\begin{table}
\caption{Didascalia.}
\centering
\begin{tabular}{ll}
\toprule
Alcaloide & Origine \\
\midrule
atropina & belladonna \\
morfina & papavero \\
nicotina & tabacco \\
\bottomrule
\end{tabular}
\end{table}`
trovo che la spaziatura tra dida e tabella sia leggermente esagerata. Decommentando la riga \captionsetup{skip=\medskipamount} si ottiene un risultato a mio avviso migliore. Mi piacerebbe che l’autore di caption integrasse questo miglioramento direttamente nel pacchetto, senza doverlo chiamare esplicitamente. Ma è una finezza, certo.
Ciao,
L.
27 Ottobre 2011 alle 5:07 in risposta a: Un difetto di LaTeX: lo spazio tra didascalia e tabella #65196::illinguista1972″ post=64323Prima di mettere mano al libro, vorrei sentire l’ultima campana, basta un sì o un no.
La domanda è questa: dal momento che caption va caricato per curare la piaga delle didascalie sopra le tabelle, voi lo impostereste anche per la didascalia delle figure oppure si può accettare il modo in cui LaTeX le tratta?Come sai, mi piacciono le cose chiare ed eleganti. Io consiglierei il nostro lettore di caricare sempre caption, così.
`\usepackage[tableposition=top,figureposition=bottom,font=small,format=hang]{caption}`
Così si mettono, per così dire, le carte sul tavolo:a) “Voglio che il pacchetto caption gestisca tutte le dida del mio documento”;
b) “Scrivo in italiano: voglio le dida sopra le tabelle e sotto le figure”;
c) “Voglio che le dida siano in corpo piccolo (come si fa di solito)”;
d) “Le voglio incolonnate a dovere”.Se l’utente avesse altre esigenze, per esempio scrivesse in inglese e volesse tutte le dida sotto gli oggetti, gli basterebbe cambiare la riga nel preambolo.
Di più: se l’autore di caption decidesse, un domani, di modificare la distanza tra dida e oggetto, in questo modo dovremmpo garantirci un risultato coerente.
Ecco, per comporre l’Arte userei sicuramente la correzione
`\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}`
ma non credo che sia necessario far parte i nostri venticinque lettori di questa finezza. I nostri lettori mica devono sapere tutto: il troppo stroppia, lo sappiamo bene!Sarebbe forse il caso di scrivere due righe all’autore del pacchetto, lamentandoci che la distanza predefinita tra dida e tabella è un filo esagerata: sarebbe bello che l’autore di caption integrasse la correzione direttamente nel pacchetto. Ma è una finezza, naturalmente!
Ciao,
L.
26 Ottobre 2011 alle 19:21 in risposta a: Un difetto di LaTeX: lo spazio tra didascalia e tabella #65194::egreg9″ post=64319Dimentichi lo spazietto che lascia booktabs sopra \toprule. La misura giusta si ottiene con una \fbox.
Si, avevo pensato che ci fossero di mezzo degli spazietti extra. Poco male, la differenza è davvero minuscola. A Tommaso, ora, il compito di fare una sintesi! 😉
Grazie mille,
L.
26 Ottobre 2011 alle 19:11 in risposta a: Un difetto di LaTeX: lo spazio tra didascalia e tabella #65192::egreg9″ post=64298È solo una tua impressione. Per me gli spazi sono uguali.
Non sono d’accordo.
Questo è il PDF ottenuto compilando il codice che ho proposto nel mio intervento precedente.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/dida.pdfSul mio iMac 27 pollici ho aperto il PDF con Anteprima, e ho impostato un ingrandimento pazzesco. La distanza tra la dida e la tabella, misurata con un righello, è di 14 cm; quella tra la figura è la dida è di 11,5 cm. Una differenza del 20%.
Ovviamente su un foglio A4 una differenza del 20% è impercettibile (visto che la distanza tra dida e oggetto è di pochi mm), ma a video si nota.
Ciao,
L.
26 Ottobre 2011 alle 13:30 in risposta a: Un difetto di LaTeX: lo spazio tra didascalia e tabella #65188::
Ho fatto qualche prova. Ho notato che con
`\usepackage[tableposition=top,figureposition=bottom,font=small,format=hang]{caption}`
la spaziatura tra la dida e la tabella è leggermente superiore a quella tra figura e dida. Provare per credere:
`\documentclass{article}
\usepackage{booktabs,graphicx}
\usepackage[tableposition=top,figureposition=bottom,font=small,format=hang]{caption}
%\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}\begin{document}
\begin{table}
\caption{Didascalia.}
\centering
\begin{tabular}{ll}
\toprule
Alcaloide & Origine \\
\midrule
atropina & belladonna \\
morfina & papavero \\
nicotina & tabacco \\
\bottomrule
\end{tabular}
\end{table}\begin{figure}
\centering
\includegraphics[width=0.5\columnwidth]{Mani}
\caption{Didascalia.}
\end{figure}\end{document}`
Anch’io chiedo lumi: deve essere così?Per avere le due spaziature uguali occorre dare anche
`\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}`È una cosa voluta, o, come credo più verosimile, è una cosuccia scappata all’autore di caption?
Grazie,
L.
26 Ottobre 2011 alle 12:24 in risposta a: Un difetto di LaTeX: lo spazio tra didascalia e tabella #65187::illinguista1972″ post=64290A.
Preciserei che le usanze italiane richiedono la didascalia sopra una tabella e sotto una figura (e questo c’è già).B.
Per giustificare l’uso di caption come correttivo di un comando di LaTeX (\caption), direi che la tipografia anglosassone per la quale LaTeX è stato pensato vuole la didascalia sempre sotto l’oggetto, e che messa sopra mette in difficoltà il programma, tant’è vero che la stampa a ridosso di toprule. caption cura la ferita. Ovviamente preciserei in questo modo:`\usepackage[tableposition=top]{caption}`
così ci si mette al riparo dal possibile malfunzionamento di position=auto.
C.
Direi, però, che il risultato non è garantito sempre: dipende dalla classe in uso.STOP
D.
Nel capitolo Personalizzare, direi che caption permette di fare quello che vuoi con le didascalie, e darei le impostazioni dell’Arte:`\captionsetup{format=hang,font=small,labelfont={sf,bf}}
\captionsetup[table]{skip=\medskipamount}`spiegandole e precisando la possibilità di usare \captionsetup se la scrittura delle opzioni lo richiede.
Che ne dici, Lorenzo?
Dico che sono d’accordissimo con te! 🙂
Forse, e dico forse, si potrebbe pensare di dare la riga:
`\captionsetup{format=hang,font=small}`
o almeno
`\captionsetup{font=small}`
senza aspettare Personalizzare. Infatti una didascalia composta come si deve va in piccolo. Il fatto che le classi standard non lo facciano da sole, per me, è un difett(ucci?)o che va corretto sempre. Proprio come consigliamo \toprule, \midrule e \bottomrule al posto di \hline. Ma forse no. Decidi tu! 🙂A presto,
L.
::Per tagliare la testa al toro non sono istruzioni di sezionamento ma istruzioni che implicano un sezionamento.
egreg9″ post=64265Mi sembra un tantino tetrapiloctomico. Basta dire che \tableofcontents, \listof…, \printindex e \bibliography (non biblatex) e \printbibliography producono una sezione […], riempiendola con ciò che è stato raccolto nel corso del documento.
Un punto di vista largamente condivisibile.
Però, Tommaso, non hai tutti i torti: mettere \tableofcontents in una stessa tabella con \chapter e \section non è sbagliato (e anzi, potrebbe essere comodo: come giustamente osservi, si tratta di comandi che producono sezioni, con le relative testatine). Forse, è solo un po’ insolito.
Decidi tu. 🙂
Se decidi di accorpare le cose, però, va tenuta presente l’osservazione di Ivan: l’ambiente thebibliography produce una sezione, quindi quelle relative a thebibliography sono “istruzioni di sezionamento”.
Al di là di tutti questi sottili distinguo, bisogna capire se l’utente comune può trarre vantaggio dal considerare \tableofcontents un comando di sezionamento. Da quanto mi hai detto, parrebbe di sì, visto che ti è successo di confonderti sulle testatine.
Grazie mille,
L.
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