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25 Ottobre 2011 alle 6:31 in risposta a: Un difetto di LaTeX: lo spazio tra didascalia e tabella #65185::
egreg9″ post=64247La vera soluzione è proprio l’uso di caption:
`\usepackage{caption}
\captionsetup[table]{position=top}`
Mi pare facile e indolore.Sono d’accordo. In sintesi, riassumerei il tutto così.
L’utente italiano vuole la didasacalia sopra la tabella. Le classi standard, da sole, non consentono di farlo adeguatamente per via della spaziatura insufficiente che viene fuori. Il modo più semplice per rimediare è caricare il pacchetto caption e impostarlo adeguatamente nel preambolo. Una buona impostazione di caption può essere questa (occhio, ora non ho LaTeX sotto mano per verificare):
`\usepackage{caption}
\captionsetup[table]{position=top}
\captionsetup[figure]{position=bottom}
\captionsetup{font=small,format=hang}`
In questo modo la dida viene adeguatamente spaziata, viene stampata in piccolo e incolonnata per bene. Direi che per l’utente italiano che usa le classi standard (il lettore ideale dell’Arte) queste impostazioni sono obbligatorie: in ogni caso, sono consigliabili.A queste aggiungerei anche
`\captionsetup{skip=\medskiamount}`
che riduce leggermente la spaziatura di caption, producendo un risultato a mio avviso migliore.Ah, va tenuto presente che in una tabella (mobile) array va usato $…$ e non \[…\], proprio come in una tabella mobile tabular va usato \centering e non center.
Tommaso, l’Arte va modificata in diversi punti (lascio a te l’ultima parola, visto che ora sei più “dentro” l’Arte di me):
1.
Di qui in avanti si danno per caricati i pacchetti booktabs e caption (per le tabelle) e graphicx (per le figure).
2.
Ecco un esempio tipico per una tabella tabular con il relativo richiamo… E uno per una tabella array [e si dà il codice proposto da Enrico]”.
`\begin{table}
\caption{Un esempio.}
\label{tab:esempio}
\centering
$\begin{array}{ll}
\toprule
f(x) & f’(x) \\
\midrule
k & 0 \\
x^n & nx^{n-1} \\
e^x & e^x \\
\sin x & \cos x \\
\bottomrule
\end{array}$
\end{table}`3.
Va corretto quando diciamo che array si usa di solito dentro \[…\]: non è vero. array va dentro \[…\] per una tabella array in testo, e dentro $…$ (vedi il codice proposto da Enrico) per una tabella array mobile.4.
Via tutti i \medskip.5.
Consigliare questo codice:
`\usepackage{caption}
\captionsetup[table]{position=top}
\captionsetup[figure]{position=bottom}
\captionsetup{font=small,format=hang}`
Va capito bene se tutte quelle righe sono necessarie, forse alcune sono già il default del pacchetto.6.
In Personalizzare, aggiungerei il consiglio di caricare caption con \captionsetup{skip=\medskipamount}.7.
Nel .sty sorgente dell’Arte, direi di aggiungere
`\usepackage{caption}
\captionsetup[table]{position=top}
\captionsetup[figure]{position=bottom}
\captionsetup{font=small,format=hang}
\captionsetup{skip=\medskiamount}`
Ho la sensazione che la spaziatura prodotta in questo modo sia leggermente diversa rispetto a quella che si ottiene dando \medskip ogni volta. In altre parole, ora la spaziatura nell’Arte cambia leggermente. Non dovrebbero esserci problemi di impaginazione, visto che la differenza è minima.Grazie mille,
Lorenzo
::illinguista1972″ post=64248Secondo voi, i comandi standard che producono gli indici possono essere considerati comandi di sezionamento? Io dico di sì: producono una sezione, che ha tutte le fattezze di un chapter o di una section nel punto in cui vengono date, e producono pure le testatine. Anche i comandi per la bibliografia e l’indice analitico fanno la stessa cosa, ma non sono standard.
Per me ci sono delle difficoltà.
Per un utente “normale”, sezionare il documento significa dividerlo in parti, capitoli, paragrafi, sottoparagrafi, …
Che poi \tableofcontents produca, di fatto, una sezione è un altro discorso…
Ciao.
24 Ottobre 2011 alle 18:38 in risposta a: Un difetto di LaTeX: lo spazio tra didascalia e tabella #65177::egreg9″ post=64238L’autore di caption non deve mettere una pezza da nessuna parte.
Sono d’accordo al 50%. Vero, l’ambiente displaymath non va usato (e ti ringrazio per per codice!), ma che le classi standard lascino uno spazio insufficiente tra didascalia e tabella è poco ma sicuro. Per toccarlo con mano, basta compilare il seguente:
`\documentclass{article}
\usepackage{booktabs}
%\usepackage{caption}
%\captionsetup{skip=\medskipamount}\begin{document}
\begin{table}
\caption{Didascalia.}
\centering
\begin{tabular}{ll}
\toprule
Alcaloide & Origine \\
\midrule
atropina & belladonna \\
morfina & papavero \\
nicotina & tabacco \\
\bottomrule
\end{tabular}
\end{table}\begin{table}
\caption{Didascalia.}
\centering
$\begin{array}{ll}
\toprule
f(x) & f’(x) \\
\midrule
k & 0 \\
x^n & nx^{n-1} \\
e^x & e^x \\
\sin x & \cos x \\
\bottomrule
\end{array}$
\end{table}\end{document}`
Di certo, la chiamata a caption, meglio con l’impostazione \captionsetup{skip=\medskipamount}, risolve il bug.Tommaso, ti propongo di modificare l’Arte come segue:
1.
Di qui in avanti si danno per caricati i pacchetti booktabs e caption (per le tabelle) e graphicx (per le figure).
2.
Ecco un esempio tipico per una tabella tabular con il relativo richiamo… E uno per una tabella array [e si dà il codice proposto da Enrico]”.
3.
Lascerei stare la storia del \medskip (visto che consigliamo senz’altro di caricare caption).4.
In Personalizzare, aggiungerei il consiglio di caricare caption con \captionsetup{skip=\medskipamount}.Grazie mille,
L.
::drjhons” post=64201Per redarre la bibliografia della mia tesi uso il programma BiBTeX. Dato che tra le mie fonti oltre a libri e articoli ci sono anche siti ho pensato che sarebbe meglio sostituire il titolo “Bibliografia” con “Fonti” e di seguito quindi scrivere altri due titoli (della stessa dimensione del titolo di un normale paragrafo) “Bibliografia” e “Sitografia”. Come è possibile fare ciò?
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Bibliografia.pdfCiao.
::zippo” post=64192Scusate la richiesta da niubbo. Vorrei che mi consigliaste (se esiste) della documentazione (tutorial, guide,ecc.) per capire come cambiare font (da utilizzare con pdftex).
Inoltre vorrei chiedere se la scelta dei font e’ una cosa puramente soggettiva, oppure se esistono dei font che sono universalmente accettati come “piu’ belli”.
Devo scrivere un report (lunghezza circa 100 pagine) scientifico. Mi ero orientato su Arsclassica, ma il font usato (di cui tra l’altro non conosco il nome) non mi sembra proprio adatto per un lavoro scientifico. Consigli?Cito dall’Arte:
Scegliere famiglie [di font] che stiano bene insieme richiede abilità ed esperienza: perciò si consiglia di affidarsi senz’altro a classi e pacchetti (anche non standard, come ClassicThesis o ArsClassica) che abbiano già risolto questo problema.
Se vuoi andare sul sicuro, usa i font standard e non pensarci più.
Ciao,
L.
::
Ti consiglio di usare un main di questo tipo:
`\documentclass[…]{scrreprt}\usepackage{…}
\usepackage[…]{biblatex}
\usepackage[…]{classicthesis}
\usepackage{classicthesis-settings}\begin{document}
…
\end{document}`
dove classicthesis-settings.sty è un pacchettino personale del tipo:
`% ********************************************************************
% classicthesis-settings.sty
% ********************************************************************\newcommand{\myTitle}{Introduzione allo stile ClassicThesis\xspace}
\newcommand{\mySubTitle}{Un omaggio agli Elementi dello stile tipografico\xspace}
\newcommand{\myName}{Lorenzo Pantieri\xspace}
\newcommand{\myLocation}{Cesena\xspace}
\newcommand{\myTime}{Giugno 2011\xspace}
\newcommand{\myDate}{29 giugno 2011\xspace}% ********************************************************************
% hyperref
% ********************************************************************
\hypersetup{%
colorlinks=true, linktocpage=true, pdfstartpage=1, pdfstartview=FitV,%
breaklinks=true, pdfpagemode=UseNone, pageanchor=true, pdfpagemode=UseOutlines,%
plainpages=false, bookmarksnumbered, bookmarksopen=true, bookmarksopenlevel=1,%
hypertexnames=true, pdfhighlight=/O,%
urlcolor=webbrown, linkcolor=RoyalBlue, citecolor=RoyalBlue, pagecolor=RoyalBlue,%
% uncomment the following line if you want to have black links (e.g., for printing)
% urlcolor=Black, linkcolor=Black, citecolor=Black, pagecolor=Black,%
pdftitle={\myTitle},%
pdfauthor={\textcopyright\ \myName},%
pdfsubject={},%
pdfkeywords={},%
pdfcreator={pdfLaTeX},%
pdfproducer={LaTeX con hyperref e ClassicThesis}%
}% ********************************************************************
% caption
% ********************************************************************
\captionsetup{format=hang,font=small}% ********************************************************************
% listings
% ********************************************************************\definecolor{lightergray}{gray}{0.99}
\lstset{language=[LaTeX]Tex,
keywordstyle=\color{RoyalBlue},
basicstyle=\normalfont\ttfamily,
commentstyle=\color{Emerald}\ttfamily,
stringstyle=\rmfamily,
numbers=none,
numberstyle=\scriptsize,
stepnumber=5,
numbersep=8pt,
showstringspaces=false,
breaklines=true,
frameround=ftff,
frame=lines,
backgroundcolor=\color{lightergray}
}% ********************************************************************
% biblatex %
% ********************************************************************\bibliography{Bibliografia}`
::r.falcone” post=64013E’ posssibile utilizzando ArsClassica di Pantieri modificare il layout del numero dei capitoli ottenendo lo stesso stile di Miede?
Tutto è possibile, ma lo sconsiglio: ArsClassica è un pacchetto “rigido” (non ha alcuna opzione), del tipo “prendere o lasciare”. Se però vuoi andare avanti per la tua strada, l’unica è mettere mano al codice del pacchetto, creandotene, di fatto, uno tuo.
Ciao,
L.
::OldClaudio” post=63999Io direi in modo equivalente a quanto ha già detto Enrico; una opzione è una opzione, non un modulo, se la sue specificazione implica alcune operazioni facoltative o in alternativa che si esplicitano in istruzioni interne al file di estensione che riceve quella opzione; ogni opzione implica un modulo se ordina la lettura di un altro file (questo sì che è il modulo) che contiene tutte le ulteriori funzionalità richieste con quell’opzione.
L’opzione italian non è un modulo, ma il file italian.ldf è il modulo associato a quella opzione.
L’opzione 11pt non è un modulo, ma bk11.clo è il modulo che corrisponde al quella opzione.Anche la classe beamer è fortemente modulare; così tikz e pgf, e così lo sono tante altre classi e pacchetti
Per varioref l’opzione italian, per esempio, secondo me non corrisponde a un modulo, perché le ulteriori funzionalità sono esplicitate in poche righe di definizioni all’interno di varioref.sty (ridefinizioni di alcune stringhe).
Il nucleo di LaTeX è modulare, perché consente all’utente di richiedere ulteriori pacchetti di estensione, ognuno di quelli si occupa di una classe ben definita di ulteriori funzionalità; volendo, ciascun file .sty potrebbe essere chiamato modulo; anche ogni classe potrebbe essere considerata un modulo; i file .def sono tutti moduli; eccetera.
Naturalmente è solo questione di intendersi, perché le parole non hanno mai un solo significato, ma per me, “modulo” è qualcosa di intercambiabile ma avente le sue “giunzioni” corrispondenti a precisi standard in modo da poterne eseguire l’innesto o il disinnesto.
Chiaro. Visto che la questione è sottile e in fondo TeXnica, non parlerei di “moduli” nell’Arte. Continuerei a parlare, sempricemente, di “opzioni”.
L’opzione italian di babel permette di ottenere eccetera eccetera.
Un po’ per il rasoio di Occam (è davvero necessario che il nostro lettore senta parlare di “modulo”? Direi di no…); un po’ perché non ci sarebbe motivo di parlarne solo a proposito di babel, ma dovremmo parlarne anche di “11pt” eccetera, complicando tutto.
Ciao,
L.
::Marco87″ post=63940Ciao a tutti, 🙂
in un testo in italiano, dovrei riportare un pezzo di testo in greco. Nel testo che devo copiare, sulla lettera “eta” compare un simbolo formato da una mezza circonferenza (al contrario di una “U” per intenderci) dal quale parte un tratto sinuoso verticale, sino ad arrivare circa al centro della circonferenza.
Avete idea di che simbolo sia? Come posso inserirlo?
Grazie e buona giornata, 🙂
Marco.Uno spirito? Guarda, nell’Arte, l’appendice sulle lingue antiche.
14 Ottobre 2011 alle 6:52 in risposta a: Trattino di cancellazione che indica semplificazione formule #64746::illinguista1972″ post=63911Sì: il distributore di sfere di cristallo all’angolo è rotto, per cui non sarebbe male se tu mostrassi quello che hai scritto e gli errori che ottieni.
Prova a invertire l’ordine:
\usepackage[nochapters,pdfspacing]{classicthesis}
\usepackage{classicthesis-preamble}Domani ci guardo meglio!
L.
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