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Una versione in inglese sarebbe in realtà internazionale e usata da parecchie persone al di fuori del “mondo anglosassone”. Visto che però nei paese più popolosi dove l’inglese è lingua ufficiale (India, Pakistan e Nigeria :)) si usa la carta A4 non vedo perché si debba prevedere un’edizione appositamente studiata per la carta Letter.
Ottimo.
Pensare di adattare la gabbia stessa al formato Letter e di fornire due versioni diverse dell’Arte fa rabbrividire, conoscendo le difficoltà insite nell’impaginazione di un lavoro del genere.
Yep. 😉
Enrico, vorrei sapere la tua su UK English vs. USA English: quale dei due consigli?
Grazie,
L.
::Se ti domandi se sia il caso di preparare la traduzione del “noto documento” su formato letter, ti dico che a parer mio è una bellissima forma di rispetto per gli utenti anglosassoni che utilizzano questo formato e che stampandolo possono ottenere una pagina con le giuste proporzioni (che vanno opportunamente studiate). D’altra parte ci saranno anche moltissimi utendi di LaTeX che apprezzeranno la versione inglese del documento che stampano su carta A4, e quindi sarebbero loro a trovarsi una stampa “scorretta”. L’ideale sarebbe avere entrambe le versioni, ma mi rendo conto che raddoppierebbe il lavoro di revisione finale.
Sì, avere entrambe le versioni comporterebbe molto lavoro in più: soprattutto, penso che avere più versioni (che, necessariamente, sarebbero leggermente diverse fra loro) potrebbe creare una certa confusione.
Lascio l’A4, almeno per il momento.
Di sicuro, devo decidere ancora chi sia il lettore ideale dell’Arte in inglese. Forse non solo chi scrive in inglese (il che semplificherebbe alcune cose: vedi babel, inputenc e fontenc), ma anche chi legge l’inglese ma scrive in un’altra lingua. In fin dei conti, è quello che facciamo tutti noi utenti italiani di LaTeX: le doc. dei pacchetti sono (di regola) in inglese, ma noi poi scriviamo in italiano.
Poi c’è la questione, in fondo marginale, se scegliere l’American English il British English. Per ora ho optato per il British, ma non so che effetto faccia parlare di colours a proposito del pacchetto xcolor. Che ne dite?
Di sicuro per avere il lavoro finito mi ci vorranno mesi (il tempo che ho è poco, purtroppo). Comunque avere sottomano l’embrione dell’Arte in inglese fa un bell’effetto… 😀
Grazie mille Enrico, Francesco e Claudio.
24 Novembre 2010 alle 7:15 in risposta a: Istruzioni vecchie, quali sono i nuovi comandi associati? #52844::Il Forum serve proprio ad avere delle soluzioni SENZA LEGGERE GUIDE.
No. 😀
Se un problema è già stato trattato, non ha senso perdere tempo a riscrivere (magari per l’ennesima volta) la soluzione: indirizzare l’utente a una guida di base è spesso risolutivo.
Tommaso e io abbiamo investito parecchio nella scrittura dell’Arte: dietro ogni enunciato c’è un lavoro notevole, nella scelta delle parole, dei codici, degli esempi. Impossibile raggiungere la stessa precisione scrivendo al volo due righe sul forum.
Sto parlando in generale. Nel tuo caso, ti sconsiglio di usare quel codice, in gran parte obsoleto: probabilmente è meglio partire da zero, con strumentii aggiornati. Un buon punto di partenza può essere la ricerca di “interlinea” e “margini” nell’Arte. Visto che ci sono, Melissa, ti invito a rileggere la netiquette: da come scrivi non l’hai fatto con sufficiente attenzione… 😉
Ciao,
L.
::In effetti anch’io tempo fa avevo letto sul forum questa cosa che nel mondo
anglosassone le didascalie vengono messe sempre sotto. Se ritrovassimo il topic. . .Eccolo qui:
http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=8476&highlight=tabella+vita+suaIl topic l’avevo aperto io, lamentandomi del fatto che LaTeX non spazia a dovere la dida posta sopra una tabella. Claudio scriveva:
1) le classi originarie sono state scritte inizialmente per gli americani che mettono la didascalia sotto alle tabelle come anche sotto alle figure (vedi anche Introduzione).
Però Luigi e Francesco, in base alla loro esperienza, sostengono il contrario. Lo stesso Claudio dice che “forse” è così. Ora bisogna vedere con precisione come stanno le cose…
Il problema è aperto.
Se anche nel mondo anglosassone la dida va (o può andare) sopra (la tabella), allora chi ha progettato le classi standard non ha scuse: si tratta di un bug bello e buono.
[OT]
Vorrei che chi sviluppa LaTeX si occupasse anche (se non soprattutto) di queste cose: ci sono bug noti da decenni, che ancora richiedono pacchetti ad hoc per essere rattoppati… 👿
[OT]Ciao,
L.
18 Novembre 2010 alle 18:39 in risposta a: Codice per lettera di Pantieri dà errore: come mai? #52566::Non credo sia quello il problema. A quanto pare è cambiato qualcosa rispetto a quando Lorenzo ha scritto la guida.
Bisogna mettere \item davanti a “L’Arte di …”.Proprio così: la nuova sintassi dell’ambiente enclosures è del tipo:
`\begin{enclosures}
\item L’arte di scrivere lettere con \LaTeX.
\end{enclosures}
`
Ho appena aggiornato il lavoro:http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Lettere.pdf
Ciao,
L.
17 Novembre 2010 alle 17:36 in risposta a: cambiare and in e (et, francese) per i riferimenti bibliogra #52438::2) con biblatex: non ho ai usato il pacchetto biblatex, quindi su questo ti risponderà qualcun altro; tuttavia ho il sospetto di lo stile bibliografico alpha non sia compatibile con biblatex.
Sì, se si usa biblatex lo stile non si imposta con \bibliographystyle, ma va dato come opzione al pacchetto; anche \bibliography ha un significatro diverso da quello standard. Nell’Arte, quassù, è spiegato “tutto”.
Ciao,
L.
::Grazie: perfetto, as always.
Mi resta un dubbio: l’uso del generico
`\begin{wrapfloat}{figure}{I}{0pt}`
cozza ineluttabilmente con le didascalie personalizzate attraverso il pacchetto caption? Ovvero: consideriamo l’esempio d’uso a pagina 151 dell’Arte odierna: il codice riportato non permette in effetti di ottenere la figura 12 con la sua didascalia corretta?“Ineluttabilmente” no di sicuro: uso quel codice e anche il pacchetto caption, e va tutto bene. Ma aspettiamo Enrico.
Ciao,
L.
::Ho deciso che stamperò la mia tesi fronte/retro e qua mi sorge il primo dubbio: La prima pagina, dove c’è il nome università e titolo va messa centrata rispetto la pagina, o mantenendo lo stile libro per capirci (margine a destra maggiore)???
Esistono entrambe le scuole di pensiero.
Della Toptesi a me servirebbe solo il frontespizio e dalla ClassicThesis tutto il resto.
Hai provato, invece, il pacchetto “frontespizio”?
Ciao e benvenuto sul forum.
L.
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