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Non sono un esperto di tipografia, per cui il mio commento potrà sembrare ingenuo (e in controtendenza), ma per quanto mi riguarda io eviterei l’uso di apici in tondo, mantenendo il font matematico. Il motivo è che l’apice è parte di un simbolo, e come simbolo va trattato. Trovo antiestetico avere il simbolo principale in carattere diverso da quello del suo apice.
Ti sbagli. Bisogna poter distinguere, poniamo, l’i-esima tensione dalla tensione in ingresso. La prima si indica con
`
$V_i$
`
mentre la seconda con
`
$V_\mathrm{i}$
`
o
`
$V_\textup{i}$
`
(e resta da capire quale delle ultime due è l’alternativa migliore).Probabilmente è anche antiestetico avere una parola lunga resa in caratteri matematici, come
`
V_{efficace}
`
ma questa per me è una motivazione per evitare apici così lunghi.Quella formula non è (solo) antiestetica: è un orrore. Come ribadito nell’Arte, LaTeX interpreta tutte quelle lettere al pedice come variabili da moltiplicare, e le spazia di conseguenza: tutto sbagliato!
Diverso è il caso in cui ad apice si abbia una vera e propria frase, come in
`
\prod_{p \text{primo}} \frac{1}{1 – 1/p}
`
In questo caso, ovviamente, \text è l’alternativa da usare.No, \text non va bene. Per esempio, guarda qui:
\emph{$V_\text{eff}$}
Il pedice viene scritto in corsivo: non va bene. \text si usa per brevi testi all’interno di formule in display, non per pedici testuali.
Sia chiaro, non sto dicendo di aver capito tutto, e un confronto serrato tra \textup, \text e \mathrm è roba da TeXnici. Di sicuro, $\V_{eff}$ è un orrrore.
Ciao,
L.
::ogni installazione di LaTeX ha a disposizione ben piu’ di article, book e letter. basta che gli utenti siano coscienti di queste opzioni.
Giusto. Forse la colpa è mia. Purtroppo non ho molta esperienza di classi: uso quelle standard e le KOMA -queste ultime, però, attraverso ClassicThesis.
Le classi standard sono molto didattiche, anche se con i noti difettucci. ClassicThesis produce un risultato splendido, ma il codice è terribile (lo sconsiglio a chi inizia).
se poi non sono di nostro gusto, perche’ ad esempio uno spazio e’ troppo piccolo per i nostri canoni, si prepara una classe soddisfacente dal proprio punto di vista e la si sottomette su CTAN. se quella classe e’ valida ed utilizzata da altri entrera’ nelle distribuzioni e quindi nei computer di tutti gli utilizzatori di LaTeX in automatico, come e’ successo per le koma.
Appunto. Sarebbe ora che quelle classi vengano scritte. Sul forum c’è chi sa farlo, per di più. 🙂
Ciao,
L.
::Ma l’esempio con utopia conferma le mie altre analisi; i file pdf prodotto con pdflatex e analizzato con Acrobat Reader, permette di scoprire che solo il testo è composto in utopia, mentre la matematica è composta con cmr10, cmr7, e cmmi10; è ovvio quindi che i 7 pt dell’utopia (utopia a 10 pt ridotto a 7 pt) stona con il \mathrm, perché l’occhio dell’utopia è significativamente più grande a pari corpo dell’occhio del cmr10 e del cmr7.
Questi esperimenti, assieme alla considerazione che un formula non deve cambiare a seconda del contesto in cui è scritta, mi convincono sempre di più che si debba usare solo \mathrm […].
Un momento. Ho provato a compilare questo sorgente:
`\documentclass{article}
\usepackage{utopia}
\usepackage{amsmath}
\begin{document}
efficace \\
$V_\textup{efficace}$ \\
$V_\mathrm{efficace}$
\end{document}`
Non ho installato Adobe Reader sul mio Mac, ma mi pare evidente che \textup produca “font Utopia”, mentre \mathrm no (Computer Modern?).Allora, qual è il font più “logico” per scrivere un pedice testuale in una formula matematica?
a) Quello che si usa per il testo del documento (Utopia, in questo caso)?
b) O quello “tondo matematico” (Computer Modern, qui, sempre se prima ho detto giusto).Se la risposta è a) va usato \textup (con amsmath, naturalmente). Se è b) va usato \mathrm.
Che dici?
Grazie,
L.P.S. Non c’entra, ma l’ultima formula che hai proposto la scriverei così:
`\[
\sin x = 0 \qquad \text{per tutti i valori $x=n\pi$ con $n=0$, $\pm 1$, $\pm 2$, eccetera.}
\]
`
::le classi AMS sono chiaramente scritte per lo standard americano, non puoi pretendere che funzionino con la caption nel posto “sbagliato”.
Bene.
Non frantedetemi: io sono uno della filosofia bleeding edge e innovazione, ma accetto la volonta’ di avere una base stabile e affidabile.
Ok per la base “solida e affidabile”: nessuno tocchi article e book (se proprio crea tutti questi sconquassi). Ma, dopo più di vent’anni dalla sua introduzione, penso che sia giunta l’ora di avere due/tre classi, per articoli, relazioni e libri prive dei difettucci ormai ben noti.
::Tanto per cominciare, visto che è ancora presto :lol:, tufte-book è incompatibile con biblatex, perché la classe carica natbib 😥
Fino a poco tempo fa, anche ClassicThesis faceva lo stesso. Quando ci metterò le mani, sarà la prima osservazione che manderò all’autore della classe. 😉
Ciao,
L.
::Mi era sfuggito… In ogni caso grazie per la segnalazione. La classe è molto, molto interessante, in particolare per le slidenotes. È una soluzione che permette di ottenere un buon riempimento della pagina e inoltre piazza le note, se possibile, proprio dove sono realmente, come con le classiche note a margine. Bisogna provare l’effetto con una pagina a4. Con letterpaper il risultato è ottimo. La consiglierei senza dubbio per una tesi 🙂
Non so se la consiglierei per una tesi (dovrei provarla, prima), però il risultato è intrigante.
Ecco, quando avrò finito con l’aggiornamento dell’Arte (e sarò tornato dall’Australia) mi ci metterò su: è possibile che ne scriva qualcosa al riguardo (come ho fatto a suo tempo con ClassicThesis). Vedremo. 😉
Ciao,
L.
::1) le classi originarie sono state scritte inizialmente per gli americani che mettono la didascalia sotto alle tabelle come anche sotto alle figure (vedi anche Introduzione).
Ok, buono a sapersi.
2) per motivi di retrocompatibilità il LaTeX3 Team si rifiuta di modificare le classi standard; si rifiuta anche di correggere gli errori plateali come quello dell’ambiente eqnarray, oltre a quello della didascalia solamente inferiore.
E va bene: nessuno tocchi “article” e “book”. Però sarebbe ora di scrivere nuove classi prive di quei difetti. Ho appena controllato, il problema si presenta anche con le classi AMS, e anzi lì è ancora più grave:
`\documentclass{amsart}
\usepackage{booktabs}
%\usepackage{caption}\begin{document}
\begin{table}[tp]
\caption{Didascalia.}
\centering
\begin{tabular}{ll}
\toprule
Alcaloide & Origine \\
\midrule
atropina & belladonna \\
chinina & china \\
morfina & papavero \\
nicotina & tabacco \\
\bottomrule
\end{tabular}\end{table}
\begin{table}[tp]
\caption{Didascalia.}
\vspace{-\bigskipamount}
\[
\begin{array}{ll}
\toprule
f(x) & f’(x) \\
\midrule
k & 0 \\
x^n & nx^{n-1} \\
e^x & e^x \\
\sin x & \cos x \\
\bottomrule
\end{array}
\]
\end{table}\end{document}`
Tuttavia, se non altro lì basta caricare caption e si è a posto sia con tabular che con array. ma questa non è vita.3) l’array va introdotto in ambiente matematico e \[…\] introduce gli spazi mancanti; per altro l’ambiente table non viene quasi mai usato per introdurre array […].
in realtà, le tabelle matematiche (con didascalia) si usano spesso, nei documenti scientifici. Ho sotto mano la Garzantina delle Scienze (un solo libro): sono un centinaio.
Per scrivere una tabella matematica il modo più naturale è usare l’ambiente array (che è uno standard di LaTeX). Certo, si può sempre usare tabular con colonne ad hoc definite con \newcolumntype, ma è un giro più difficile e meno “naturale”.
4) In realtà esistono già altre classi che realizzano quello che Lorenzo vorrebbe: le quattro classi della collezione KOMAscript, scrbook, scrreprt, scrartcl, scrlttr2; sono scritte da un europeo dove le convenzioni tipografiche statunitensi vengono “corrette” per venire incontro alle nostre esigenze. C’è anche la classe memoir, che fa di tutto, anche quella di mettere la didascalia sopra alle tabelle e sotto alale figure; magari richiede qualche setting iniziale, ma quando uno ha un piccolo file con i setting che preferisce, legge sempre quello e il gioco è fatto.
Molto bene. In realtà, ho provato il codice precedente con
`\documentclass{scrreprt} `
ma trovo lo spazio (uguale nei due casi, se non altro) davvero troppo risicato.Per altro sono d’accordo con Lorenzo: è mai possibile che a 16 anni dal “defungimento” di LaTeX209, di default \caption lavori ancora come 26 anni fa?
Sono contento per averci preso. Ma scontento per LaTeX: i suoi sviluppatori son troppo conservatori, per me. 👿
In conclusione, se si usano le classi standard e si vuole mettere un array dentro a table, bisogna spaziarlo a mano ogni volta. 🙁 Provo a scrivere all’autore di caption, magari ci mette una pezza.
Grazie mille,
L.
::Grazie Lorenzo, molto interessante. Stavo proprio pensando a qualcosa del genere. Un’ultima domanda: quella particolare classe da dove salta fuori? Nel senso: l’hai trovata sul manuale di koma-script o hai fatto un’altra ricerca?
Se ne era parlato sul forum tempo fa, ed ero rimasto colpito dal risultato, originale.
Ciao,
L.
::2) ho valutato male la grandezza dei pedici quali risultano con \textup o con \mathrm; con i font euler, che usa abitualmente Lorenzo, non notavo differenze di corpo, e mi sembrava che i pedici scritti con \textup avessero lo stesso corpo del testo normale, mentre quelli scritti con \mathrm avessero il corpo dei pedici. Rifacendo i test con i font Latin Modern, ho constatato che i pedici scritti con \textup sono esattamente dello stesso copro di quelli scritti con \mathrm.
Caro Claudio, la trama si infittisce… 😉
Se compilo il seguente
`\documentclass{article}
%\usepackage{amsmath}
\begin{document}
$V_\textup{eff}$ $V_i$ $V_\mathrm{eff}$ \\
\end{document}
`
il risultato prodotto da \textup è disastroso: il corpo con cui viene scritto il pedice è, semplicemente, enorme. Se però decommento la chiamata ad amsmath, ecco che i due risultati (quello con \textup e quello con \mathrm) sono uguali.Insomma, pare che amsmath abbia un effetto terapeutico sul comportamento di \textup, altrimenti inaccettabile.
Il risultato di \textup (con amsmath), però, non sempre viene uguale a quello di \mathrm:
`\documentclass{article}
\usepackage{amsmath}
\usepackage{utopia}
\begin{document}
$V_\textup{eff}$ $V_i$ $V_\mathrm{eff}$ $V_\text{eff}$ \\
\end{document}`
Come si vede, con utopia il risultato di \textup è uguale a quello di \text, ma non di \mathrm.Prima conclusione: se uno vuole usare \textup, caricare amsmath è obbligatorio.
Resta però da vedere quale sia meglio… ❓
Grazie e a presto,
L.
::per quanta riguarda l’opzione oneside, come faccio a riportare il numero di pagina in basso a destra? Sto parlando del numero di pagina relativo all’inizio di ogni capitolo.
Se compilo il tuo sorgente con l’opzione oneside, tutti i numeri di pagina vengono in basso al centro. Li vuoi a destra? Non so come farlo, cerca nella doc. delle classi KOMA “headings”.
Ciao,
L.
::Ciao,
è possibile realizzare dei diagrammi a blocchi direttamente dal codice sorgente e quindi senza programmi aggiuntivi? In mancanza di ciò, cosa posso utilizzare?
GrazieAmbiente picture, forse.
Oppure pacchetto flow.
http://texcatalogue.sarovar.org/bytopic.html#diagflowAltrimenti, programmi vettoriali: Smart Draw e OmniGraffle, per esempio.
Ciao,
L.
::Ma se si decidesse di affrontare un tale lavoro, penso che convenga integrarlo con LaTeX3 e non con LaTeX2e.
Non mi pronuncio: LaTeX3 ancora non c’è, per ora sospendo il giudizio. Restano aperti due problemi:
a) come rimediare oggi al bug delle tabelle con array, senza dover scrivere \vspace{-\bigskipamount} ogni volta;
b) per il futuro, incrociare le dita per nuove classi migliori di quelle standard (magari apro un topic con la mia wishing list).Ciao,
L.
::Nella vecchia edizione de L’arte, nel paragrafo 6.2.2 “Conversione dei formati” erano elencati i formati di immagini che si possono inserire in un documento in base al compilatore usato (latex o pdflatex). Nel corrispondente paragrafo della nuova edizione “5.3.2 Convertire i formati” non c’è niente del genere e la ricerca di queste informazioni nel resto del paragrafo non mi ha dato frutto. Sono io che non riesco a trovare queste informazioni o sono state proprio rimosse?
Hai ragione. quell’informazione (LaTeX mangia EPS, pdfLaTeX mangia PDF, JPG e PNG) compare solo nel par. 3.6, ma è troppo poco. Rimedieremo al più presto.
Grazie,
L.
::
http://ftp.uniroma2.it/TeX/macros/latex/contrib/tufte-latex/sample-book.pdfSembra bella.
Ciao,
L.
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AutoreRisposte