lorenzo.pantieri

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  • in risposta a: Un bug di LaTeX nella composizione delle didascalie #48215
    lorenzo.pantieri
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      Per il caso della tabella standard il guaio viene causato da booktabs

      Non direi. Anche usando \hline (peraltro orrido: ecco un altro difetto delle classi standard), il problema c’è:
      `\documentclass{article}

      \begin{document}

      \begin{table}[tp]
      \caption{Didascalia.}
      \centering
      \begin{tabular}{ll}
      \hline
      Alcaloide & Origine \\
      \hline
      atropina & belladonna \\
      chinina & china \\
      morfina & papavero \\
      nicotina & tabacco \\
      \hline
      \end{tabular}
      \end{table}

      \end{document}`

      per il caso della tabella matematica, penso che sia un caso anomalo perché l’ambiente flottante table si aspetta una tabella standard.

      L’ambiente array è standard (e le tabelle matematiche si usano spesso): ma table fa quel difetto lo stesso.

      A me, più che LaTeX3, basterebbe una classe che non avesse tutti i difettucci di quelle stadard: Enrico ci ha spiegato che, per ragioni di retro-compatibilità, è bene che le classi standard non vengano toccate, e va bene. Però sarebbe ora che venissero scritte tre classi (per gli articoli, le relazioni e i libri) senza i difetti noti di quelle standard. I pacchetti che rimediano, fra l’altro, ci sono già. Meglio usare una nuova classe che usare i pacchetti (caption, emptypage, booktabs…) come “pezze” per i difetti di quelle vecchie.

      Ciao,
      L.

      in risposta a: Un bug di siuntix #48085
      lorenzo.pantieri
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        Cioa vi riporto la risposta di Joseph Wright:

        Hello Lorenzo,

        I have to start by saying that this is not a bug, it’s a deliberate
        design decision. I’ll explain the reasoning, but first I’ll point out
        that for cases such as your own you can use the ‘table-parse-only’
        option in siunitx version 2:
        `\documentclass{article}
        \usepackage{booktabs}
        \usepackage{siunitx}
        \sisetup{output-decimal-marker = {,},table-parse-only}
        \begin{document}

        \begin{tabular}{cSSSS}
        \toprule
        $D$& {$P$}& {$u$}& {$\beta$}& {$G$} \\
        (m)& {(kg)}& {(m)}& & {(Pa)} \\
        \midrule
        $5$& 269.8& 0.000674& 1.79& 0.04089 \\
        $10$& 421.0& 0.001035& 3.59& 0.04089 \\
        $20$& 640.2& 0.001565& 7.18& 0.04089 \\
        \bottomrule
        \end{tabular}

        \end{document}`

        (Version 2 of siunitx was released about two months ago.)

        The reason siunitx works in the way it does is because of the
        information you need in order to lay out numbers aligning on decimal
        markers. The default is to always put the marker at the middle of the
        column, and to allow each side to expand flexibly. That is relatively
        easy to do, as you only need a fill on both sides.

        However, life is much more complex when you want variable placement of
        the marker. In your examples, you’ve got ‘nice’ columns where each entry
        in a column has the same number of digits. For those, you can not worry
        about controlling the alignment, which is why the ‘c’ column type works.
        The ‘table-parse-only’ option does a very similar thing but with the
        digit formatting of siunitx.

        siunitx can’t make the assumption that each column is ‘well behaved’.
        There may be different numbers to print in each column, for example

        10.123
        4.56
        2.345

        So siunitx has to box things up to maintain alignment. That means that
        it needs to know how many digits to allow for, hence the need for the
        ‘table-format’ option (known as ‘tabformat’ in version 1 of siunitx).
        The way that tables are constructed by LaTeX means that this is not
        available at the start of a column, hence needing it from the user as an
        option. (I’ve thought about a two-pass automated system, but it’s a
        complicated issue.)

        Regards,

        Joseph

        Aspetto la Tex Live 2010 per probare l’opzione table-parse-only di siunitx 2.0.

        Ciao,
        L.

        in risposta a: \part e \part* oneside e twoside #48201
        lorenzo.pantieri
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          Utilizzando \part* e oneside vorrei che nella pagina di inzio parte sparisca il numero in fondo alla pagina e che all’inizio di ogni capitolo il numero di pagina torni in basso a destra.

          Pare che ClassicThesis non digerisca bene il comando \part*: bisogna dirlo a Miede. Nell’attesa, userei \part.

          Ciao,
          L.

          in risposta a: \part e \part* oneside e twoside #48199
          lorenzo.pantieri
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            `\usepackage[eulerchapternumbers,subfig,beramono,pdfspacing,parts]{classicthesis} `
            Opzione parts di classicthesis, prima di tutto.

            Ciao,
            L.

            in risposta a: Uso dei fonts di classicthesis #48112
            lorenzo.pantieri
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              I casi sono due:

              1. sei esperto nell’Arte tipografica e stai cercando di progettare da zero una nuova classe;
              2. non sei esperto e ti interessa solo avere “quel” font in “quel” punto del tuo documento.

              Nel primo caso, nulla da dire, se non buon lavoro!

              Nel secondo caso, ti sconsiglio di proseguire: il design tipografico è una cosa seria, e prendere una cosa qua e una là rischia di produrre un risultato raffazzonato e brutto. Non sei soddisfatto delle classi standard? Passa a ClassicThesis? Non ti piace ClassicThesis? Cerca un’altra classe che ti soddisfi.

              Ciao,
              L.

              in risposta a: inputenc: quale opzione? #48083
              lorenzo.pantieri
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                Prova TeXworks.

                Ciao,
                L.

                in risposta a: f all’interno di una formula #48134
                lorenzo.pantieri
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                  Per me nessuna delle quatrro scritture è corretta: che cos’è quel “diff”? Un pedice di testo, come credo, o una costante?
                  `$j$`
                  è una variabile,
                  `$j_\textup{diff}$`
                  è una variabile con un pedice di testo. Che senso ha allora sommare a questa variabile un “diff”?

                  La (sottile) differenza tra \textup e \mathrm è spiegata nell’Arte: Enrico consiglia \textup, e tanto basta. 🙂

                  Ciao,
                  L.

                  in risposta a: f all’interno di una formula #48131
                  lorenzo.pantieri
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                    `\[j_{diff}+diff\]`

                    Se scrivi
                    `j_{diff}`
                    il povero LaTeX interpreta i simboli “d”, “i”, “f”, “f” come quattro grandezze da moltiplicare.

                    Cerca
                    `\textup`
                    nell’Arte, quassù: è anche meglio di \mathrm.

                    Ciao,
                    L.

                    in risposta a: Problema rowcolors #48128
                    lorenzo.pantieri
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                      Grazie mille, funziona perfettamente e credo sia la miglior soluzione possibile! 🙂

                      in risposta a: Suddivisione bibliografia #48125
                      lorenzo.pantieri
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                        ho creato la bibliografia con latex, ho usato la blbliografia “semplice” (ossia come se fosse un indice evitando bibtex perchè complicato e confusionario).

                        Bum! 😀

                        BibTeX non è “confusionario”: è solo un pochino più difficile da usare di thebibliography, ma infinitamente più flessibile. Una volta imparato, rinunciarci è impossibile. Quassù trovi guide che ti spiegano come usarlo.

                        Nella bibliografia ho inserito libri, articoli e siti internet. Ho visto che alcuni hanno messo un titolo all’interno della bibliografia per questa suddivisione “più chiara”. come si fa??

                        Vuoi creare una sitografia? Nell’Arte, quassù, trovi spiegato come farla con biblatex, ma se vuoi tehbibliography cerca “sitografia” sul forum.

                        Ciao,
                        L.

                        in risposta a: \myPart #48097
                        lorenzo.pantieri
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                          Davvero ritieni che l’esempio che hai mandato sia minimo e compilabile?

                          In ogni caso, non hai specificato l’opzione parts di classicthesis.
                          `\usepackage[<...>,parts]{classicthesis} `

                          Ciao,
                          L.

                          in risposta a: \myPart #48095
                          lorenzo.pantieri
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                            Ciao Lorenzo,

                            come ti dicevo l’altro giorno, ho modificato i margini e adesso nella pagina relativa a
                            \part in fondo al centro c’è il numero di inizio impaginazione. Tra l’altro il colore del testo è in nero e mi sembra che invece debba essere rosso. Forse ho sbagliato ad impostare i margini. Come posso risolvere?

                            Riccardo

                            Tutto bene, qui. Che versione di ClassicThesis usi? Invia un esempio minimo compilabile.

                            Ciao,
                            L.

                            in risposta a: \myPart #48093
                            lorenzo.pantieri
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                              Usa \part invece di \myPart (obsoleto, mi sa).
                              `\documentclass{scrreprt}
                              \usepackage{classicthesis-ldpkg}
                              \usepackage[parts]{classicthesis}
                              \usepackage{arsclassica}
                              \usepackage{lipsum}

                              \begin{document}
                              \part{Foo}
                              \chapter{Bar}
                              \lipsum
                              \end{document}`
                              Ciao,
                              L.

                              in risposta a: INTEGRALE, ESTREMI DI INTEGRAZIONE (TROPPO GRANDI) #48088
                              lorenzo.pantieri
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                                Per ora ho fatto cosi: ho chiamato quell’ìinsieme A e nella formula ho messo l’integrale esteso ad A. Sembrava il modo migliore.

                                Concordo.

                                Ciao,
                                L.

                                in risposta a: “L’arte di fare una presentazione con beamer” #37625
                                lorenzo.pantieri
                                Partecipante
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                                  non che ti voglia far lavorare Lorenzo (mi prendo la libertà di chiamarti per nome) ma che ne è stato del progetto sul capitolo avanzato? Hai deciso di lavorarci oppure no?

                                  L’idea del capitolo avanzato è in standby, almeno per ora: la persona a cui l’ho proposto (che conosce beamer molto più di me) non ha ancora avuto modo di scriverlo. Per ora devi “accontentarti” della doc. ufficiale. 😉

                                  Ciao,
                                  L.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 2,236 al 2,250 (di 5,985 totali)

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