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Aboeufs” post=109261
4. Problema di carattere più pratico: pur ricordando le regole quando si presenta la controversia, come faccio a richiamarle tutte alla mente mentre redigo il testo?Poiché nulla nasce dal nulla, ti suggerisco di partire da quello che già è disponibile in Rete:
http://fantacalcio.mensa.it/doc/Regolamento%20Ufficiale%20FFC%202015-2016.pdf
::robitex” post=109265La classe article non ha capitoli mentre invece la classe book li ha.
Certo. Se serve, la classe article ha le parti.
Suggerisco di cercare anche “Modificare le parole fisse” sull’Arte.
P.S. Non c’è bisogno di chiamare “articoli” gli articoli di un regolamento!
::marco_stara” post=109264
Quanto agli articoli, ora che ho pubblicato LaTeXpedia potrei anche toglierli…
…😕 Ma anche no…. 🙂
Sono combattuto, sai?
A che serve un articolo “L’arte di scrivere in latino e in greco con LaTeX”, quando c’è un capitolo identico su LaTeXpedia?
In questo modo, fra l’altro, la pagina LaTeX del mio sito si semplificherebbe drasticamente.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.html
Solo tre documenti: l’Arte, l’Impaziente e LaTeXpedia. Tutto qui. Toglierei anche i modelli: non mi sono mai piaciuti particolarmente, c’è il rischio che l’utente li viva come una scorciatoia allo studio.
Ci sto pensando molto seriamente… 😉
::Aboeufs” post=1092611. È la prima volta che scrivo un documento del genere. Perché il risultato finale sia elegante, preciso, completo e di facile lettura come dovrei organizzare il tutto? Non ne ho idea.
2. Quale “stile” grafico dovrei adottare per il mio documento?
3. Come dovrei suddividere le varie sezioni? Quali sezioni dovrebbero esserci in un regolamento, generalmente parlando?
4. Problema di carattere più pratico: pur ricordando le regole quando si presenta la controversia, come faccio a richiamarle tutte alla mente mentre redigo il testo?Un regolamento è un documento. Nell’Arte trovi indicazioni al riguardo, comincia da lì. Sul mio sito trovi un modello di articolo (“articolo classico”), può esserti utile.
Per me, un buon sezionamento e buon buon indice (generale e forse analitico) aiutano molto.
::Aboeufs” post=109260Bellissimi gli articoli, come sempre. Ho letto quello sui capilettera e credo che comincerò a farne uso per i miei futuri documenti (forse aggiornerò anche l’ultimo di Fotonica).
Grazie mille, Sergio.
Come ti ho scritto, penso che il tuo bellissimo Fotonica, più che di capilettera sfiziosi abbia bisogno di immagini con TikZ fatte a regola d’arte…
Quanto agli articoli, ora che ho pubblicato LaTeXpedia potrei anche toglierli (tranne forse proprio quello su TikZ): su LaTeXpedia c’è tutto! 🙂
A presto.
::ivanSi tratta più che altro di favorire la diffusione di codici aggiornati. Anch’io sono colpevole, perché faccio lo stesso errore nei miei template. Però ho intenzione di aggiornarli. Perché Claudio ha ragione.
OldClaudio” post=109256Certo che per scrivere τέχνη anche polutonikogreek va bene, ma per scrivere una riga di testo che richieda una cesura in fin di riga la sillabazione viene eseguita con le regole del greco moderno politonico, non con quelle del greco antico.
Per le ragioni che dite, ho appena aggiornato l’articolo sul greco (e anche il capitolo di LaTeXpedia), sostituendo “polutonikogreek” con “greek.ancient”. 🙂
::OldClaudio” post=109254Io, invece, non carico mai tanti pacchetti; quando arrivo a 15 mi pare di esagerare.
Quando scrivo un documento “normale” (con testo, figure e tabelle) anch’io arrivo a malapena a 15. Ma in una guida a LaTeX devo caricare un’enormità di pacchetti, per mostrarne il funzionamento: un utente normale non caricherebbe mai tutti insieme tanti pacchetti, che spaziano in lungo e in largo nell’universo LaTeX!
Questo per dirti che se io non ho problemi io caricando un centinaio di pacchetti, l’utente normale può usare ClassicThesis molto tranquillamente.
Quanto a calctab, non l’ho mai usato: ma aspetterei a dare la colpa a CT di problemi legati al suo impiego!
::OldClaudio” post=109207Ma a me dispiace come hai scritto l’articolo Greco.pdf che rispecchia più o meno quello che era scritto nell’Arte del 2012, cioè è vecchio e obsoleto; non tutto, si intende, ma le parti essenziali sono sbagliate […].
Caro Claudio, ritengo la tua analisi un po’ troppo severa.
Innanzitutto, “polutonikogreek” sarà anche sconsigliata, ma funziona ancora alla perfezione: probabilmente sarebbe meglio sostituirla con “greek.ancient”, ma per me è tutto.
Nessuno dei miei venticinque lettori avrà mai bisogno di scrivere in greco moderno politonico (ho fatto il classico e ho vissuto un anno in Grecia: non sapevo neanche che esistesse, pensa!).
L’articolo sul greco l’ho pubblicato per insegnare ai miei lettori a scrivere correttamente qualche semplice parola (o, al massimo, qualche brevissima frase) in greco antico. Mi è capitato, infatti, di veder resa la parola “arte” con $\tau\epsilon\chi\nu\eta$ (terrificante, questo sì!) invece che con \greco{t’eqnh}! Saper scrivere qualche parolina in greco può essere utile anche per un utente “generico”: in alcuni saggi capita non di rado di trovare parole o anche brevissime frasi in greco antico.
Per queste modeste esigenze (che però coprono il 99,9% delle esigenze dei miei lettori), il mio articolo va benone.
Per comporre una grammatica greca, un testo di filologia classica o un manuale di linguistica, invece, non ci siamo: il mio articolo non basta. Ma non è quello il mio obiettivo: chi scrive un documento di quel genere dovrà studiare gli strumenti specializzati ([tt]teubner[/tt], XeLaTeX, [tt]ledmac[/tt], eccetera) che gli permetteranno di lavorare nel modo ottimale. Ma, ripeto, non è quello il mio pubblico!
Ciò detto, ho aggiornato l’articolo, che ora riflette il capitolo di LaTeXpedia dedicato al latino e al greco.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/LaTeXpedia.pdf
Un caro saluto,
Lorenzo
19 Gennaio 2017 alle 16:39 in risposta a: LaTeXpedia: il presente della documentazione su LaTeX #109057::ivan” post=109244Personalmente accorperei le tre guide in ununica grande guida. Adotterei qualche espediente grafico per distinguere le conoscenza a livello “impaziemte”, quelle a livello “arte” e quelle a livello “latexpedia”. Con tcolorbox si puo fare facilmente. Così non si hanno sovrapposizioni ed è piu semplice laggiormamemto. A livello utente non è un gran problema avere un unico file. Anzi.
Ci penso, ma su due piedi non mi convince.
Per esempio, il lettore dell’Impaziente (idealmente, un tesista con l’acqua alla gola e pochissimo tempo da dedicare a LaTeX) può sentirsi tranquillizzato dal fatto di dover aver a che fare con un documento smilzo. Viceversa, un tomo rischia di spaventarlo.
Le tre guide hanno personalità molto diverse: solo per fare un esempio, nell’Impaziente i comandi [tt]\include[/tt] e [tt]\includeonly[/tt] (ma lo stesso vale per l’ambiente [tt]aligned[/tt] e per molte altre cose) non sono neppure menzionati, nell’Arte sono solo accennati, in LaTeXpedia sono spiegati dettagliatamente.
Sono tre guide molto diverse: per me, stanno bene separate! E non vedo grandi sacrifici nell’avere tre file in una cartella del proprio computer… 😉
::OldClaudio” post=108572Nicola, arsclassica.sty si appoggia a ClassicThesis.sty, che a sua volta si appoggia a scrreprt.cls. Sia la classe sia ClassicThesis sono capricciosi e spesso incompatibili non solo con loro precedenti versioni, ma anche con le altre classi e/o gli altri pacchetti.
Caro Claudio, sei forse un po’ troppo severo. Questi, per esempio, sono i pacchetti esplicitamente caricati nel mio ultimo lavoro, scritto con ArsClassica, ClassicThesis e scrbook:
`acronym
afterpage
amscd
amsmath
amssymb
amsthm
arsclassica
babel
bbding
biblatex
bookmark
braket
booktabs
calc
calligra
caption
chemfig
chngpage
circuitikz
cjhebrew
classicthesis
coffee3
comment
csquotes
dtklogos
empheq
enumitem
epigraph
etex
etoolbox
eucal
eurosym
fixltx2e
float
fontenc
indentfirst
graphicx
guit
hf-tikz
hyperref
inputenc
lettrine
lipsum
listings
longtable
makeidx
mathrsfs
mathtools
metalogo
mflogo
mhchem
multicol
multirow
pict2e
pifont
pgfplots
quoting
rotating
relsize
shapepar
sidecap
siunitx
subfig
tabularx
tcolorbox
textcomp
tikz
tikz-cd
tkz-berge
tkz-euclide
tkz-graph
varioref
venndiagram
verbatim
wasysym
wrapfig
xcolor
xspace
xparse
yfonts
`
Sono ottanta pacchetti, che spaziano in lungo e in largo dell’universo LaTeX. A questi, naturalmente, vanno aggiunti tutti quelli caricati dai pacchetti esplicitamente richiamati. Per esempio, il solo classicthesis carica (fra l’altro) ifthen, ifpdf, mathpazo, textcase, titlesec e tocloft. Non parlo neanche delle librerie TikZ usate (una dozzina almeno).Conflitti? Solo uno, e non per colpa di ClassicThesis (per la cronaca, amsmath che litiga con siunitx perché entrambi ridefiniscono \square: problema che si risolve con una riga di codice e che probabilmente è stato risolto “a monte” dalle versioni aggiornate di quei pacchetti).
Come vedi, ArsClassica si può usare molto tranquillamente… 😉
19 Gennaio 2017 alle 16:14 in risposta a: LaTeXpedia: il presente della documentazione su LaTeX #109056::schirone” post=109243Non ricordo se sono disponibili i sorgenti di queste opere. Nel caso dove si possono reperire? Grazie per il prezioso lavoro.
Per tutta una serie di ragioni, discusse altrove, i sorgenti delle mie guide non sono disponibili. Sul mio sito trovi alcuni modelli di articoli e tesi, pronti per l’uso.
::
Prova con questo:
`\begin{titlepage}
\pagecolor{red!10!white}
\sffamily
\changetext{}{}{}{((\paperwidth – \textwidth) / 2) – \oddsidemargin – \hoffset – 1in}{} % centra orizzontalmente il frontespizio
\pdfbookmark{Frontespizio}{Frontespizio}
\begin{center}
{\LARGE\hfill
\vfill
{\spacedlowsmallcaps{Nome dell'autore}} \\ \bigskip\bigskip
{\Huge\color{blue}\fontsize{37.5}{25}\selectfont\Fotonica}
}
\vfill
\includegraphics[width=6cm]{TFZSuperEllisse} \\ \bigskip
Sottotitolo \\ \bigskip
\vfill
\end{center}
\end{titlepage}
\afterpage{\pagecolor{white}}
`
Servono i pacchetto chngpage, calc, xcolor e afterpage.
::OldClaudio” post=109207Può darsi che a te non dispiaccia la versione completa, na specie di ritorno all’Arte del 2012.
L’Arte del 2012 non mi piaceva del tutto, infatti l’ho sfrondata di una settantina di pagine.
Questo nuovo lavoro è diverso. Non è l’Arte (che rimarrà com’è), ma ha un taglio più… enciclopedico. In questo lavoro può trovar posto tutto quello ho tagliato nell’Arte, più tutto quello che ho scritto (e che scriverò). Questo lavoro non ha e non avrà problemi di “peso”: ora supera le 350 pagine, ma potrebbe arrivare anche a 1000. Del resto anche la tua guida supera le 700 pagine, e va benissimo così, perché non è una guida di base, ma è indirizzata a un pubblico esperto.
OldClaudio” post=109207Ma a me dispiace come hai scritto l’articolo Greco.pdf che rispecchia più o meno quello che era scritto nell’Arte del 2012, cioè è vecchio e obsoleto; non tutto, si intende, ma le parti essenziali sono sbagliate 🙁
Grazie per la segnalazione. Mi mette a studiare, dopo di che aggiornerò il lavoro.
A presto.
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