lorenzo.pantieri

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  • in risposta a: Start Chapters on top #40828
    lorenzo.pantieri
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      Sia “tu” allora.
      Qualunque suggerimento circa il
      “recupero”, sarà benvenuto !

      1. Mi chiedevo: non è che stai scrivendo un documento in corpo 12? Se usi le classi standard, 11 punti vanno decisamente meglio. Se usi i Palatino, vanno bene 10 punti.

      2. I margini. Che margini usi? Quelli predefiniti? Se usi le classi standard, meglio layaureo, che riempie meglio la pagina.

      3. Quanti capitoli hai? Se ne hai un numero “normale” (cinque/dieci) non è che recuperi molto spazio, mangiando un paio di righe per ogni capitolo. Se ne hai tantissimi, allora è probabile che tu debba rivedere il sezionamento del tuo documento.

      Ciao,
      L.

      in risposta a: Start Chapters on top #40826
      lorenzo.pantieri
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        prima di qualunque altra cosa vorrei complimentarmi
        con te (lei) per ArsClassica, è una splendida creazione.

        Qui nel forum ci diamo del tu. Grazie per i complimenti immeritati: ArsClassica è “mia” solo in un senso molto vago, ho solo messo insieme codice scritto da altri… 😉

        Nonostante questo hai (ha) colto nel segno. Il problema
        principale è che trovo eccessivo lo spazio verticale
        lasciato dalla voce capitolo e dalla voce bibliografia
        della classe standard di LateX ed, avendo esigenze
        di spazio, avrei necessità di recuperarne.

        Per me, non è quello un buon modo di recuperare spazio… Ad ogni modo, titlesec dovrebbe permetterti di fare quello che chiedi.

        Ciao,
        L.

        in risposta a: Start Chapters on top #40824
        lorenzo.pantieri
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          Avrei interesse a sapere se esiste un modo per
          forzare i capitoli (o la bibliografia) ad iniziare, ad
          esempio, nel margine alto (top) della pagina.

          Ringrazio anticipatamente
          la vostra cortese pazienza.

          Non ho capito bene quello che vuoi fare. Da quel poco che scrivi, direi che trovi eccessivo lo spazio verticale lasciato dalla voce “Capitolo xxx” delle classi standard. Giusto?

          Il modo per modificarlo quello spazio c’è sicuramente (con il pacchetto titlesec, per esempio, puoi gestire il formato dei titoli delle sezioni come preferisci; se invece sono i margini di pagina a non andarti bene, c’è geometry): solo, ci andrei pianino con queste personalizzazioni, soprattutto se sei agli inizi.

          Sii più preciso.

          In ogni caso, benvenuto sul forum,
          L.

          in risposta a: ClassicThesis e bookmark sballati #40818
          lorenzo.pantieri
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            Se non specifichi l’argomento opzionale di \pdfbookmark, è come se dessi 0. Consiglio di fare così. È del tutto evidente che \addcontentsline inserisce un bookmark (a livello 0, ovviamente).

            Ecco, avrei bisogno di un altro chiarimento. Se non si specifica l’argomento opzionale di \pdfbookmark, è come dare 0 anche nella classe article? O vale solo per le classi book e report?

            Grazie mille,
            L.

            in risposta a: ClassicThesis e bookmark sballati #40817
            lorenzo.pantieri
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              Se non specifichi l’argomento opzionale di \pdfbookmark, è come se dessi 0. Consiglio di fare così. È del tutto evidente che \addcontentsline inserisce un bookmark (a livello 0, ovviamente).

              Perfetto.

              Naturalmente \phantomsection è molto meglio di \refstepcounter{dummy}.

              Buono a sapersi. In ogni caso, si tratta di un LaTeX che non amo: l’utente finale non dovrebbe preoccuparsi di queste cose (almeno idealmente!).

              Qual è il motivo della doppia ridefinizione di \cleardoublepage? Maggior sicurezza?

              Ho preso il codice da Miede. Pensavo a qualche strano ed esoterico motivo.

              Grazie,
              L.

              P.S. Gli ultimi due punti mi hanno fatto venire in mente una cosa: ora ti mando un MP.

              in risposta a: ClassicThesis e bookmark sballati #40815
              lorenzo.pantieri
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                1. Come rimediare?

                2. Non ho capito se tutti quei \pdfbookmark siano obbligatori o facoltativi… Miede a volta li mette, altre volte no… Non ho capito neanche se mettere un \addcontentsline o un \markboth influenzi i segnalibri, oppure no. Mi chiarite le idee?

                3. i bookmark manuali nondovrebbero essere posti al livello 0 8quello dei capitoli)? Per esempio
                `\pdfbookmark[0]{Ringraziamenti}{Ringraziamenti}`
                anziché a livello 1 come fa Miede?

                Azzardo. Nel codice che usavo c’era un errore. Ovvero, tutti i bookmark manuali corrispondenti a dei \chapter* vanno introdotti al livello 0, per esempio:
                `% Ringraziamenti
                \pdfbookmark[0]{Ringraziamenti}{Ringraziamenti}
                \chapter*{Ringraziamenti}
                `
                Se invece c’è un \addcontentsline, non occorrre fare nulla: il bookmark viene creato automaticamente al livello giusto. Per esempio:
                `% Prefazione
                %\pdfbookmark[0]{Prefazione}{Prefazione} % non ci va, perché lo mette \addcontentsline
                \chapter*{Prefazione}
                \addcontentsline{toc}{chapter}{\tocEntry{Prefazione}} `
                Mi piacerebbe tantissimo avere una vostra conferma.

                Grazie mille,
                L.

                in risposta a: Che cos’è un \paragraph? #40745
                lorenzo.pantieri
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                  In sostanza, che cosa propongo? Di spiegare LaTeX dicendo che comandi di sezionamento vanno da \part a \subparagraph, che tutti producono il loro argomento come titolo del testo che li segue, che non tutti però sono numerati e dunque non tutti finiranno nell’indice. Che se \part e \chapter hanno un nome intuitivo e vanno dati in apertura di “pezzi di testo” corrispondenti ai nostri “parte” e “capitolo” (e su questo non ci piove), i comandi \section, \subsection e \subsubsection vanno dati in apertura di “pezzi di testo” che corrispondono grosso modo ai nostri “paragrafo”, “sottoparagrafo” e a un “pezzo di testo” che in italiano non ha un nome corrispondente, e infine che \paragraph e \subparagraph rappresentano etichette infelici, perché in inglese il primo significa “capoverso”, che nella nostra lingua non prevederebbe un titolo (ma si dà il caso di un paragrafo composto di un solo capoverso), e il secondo non ha davvero un corrispettivo in italiano, e che vanno dati in apertura di “pessi di testo” di importanza contenuta, e soltanto se è davvero necessario arrivare a suddivisioni del testo di livello così basso.

                  Sottoscrivo questa conclusione parola per parola.

                  A presto,
                  L.

                  in risposta a: Che cos’è un \paragraph? #40743
                  lorenzo.pantieri
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                    Ho dato un’occhiata all’Arte e ho notato che, la maggior parte delle volte, la parola paragrafo è usata per rimandare il lettore ad altre parti del documento.

                    Nell’Arte, “paragrafo” sta sia per “paragrafo” sia per “sottoparagrafo”. Ne avevamo parlato a suo tempo sul forum: Enrico aveva sottolineato (giustamente!) come l’espressione “vedi il sottoparagrafo x” fosse molto pedante e brutta.

                    Comunque qui ci stiamo scontrando con le limitazioni del linguaggio naturale, mi sa… 😉

                    Quando spiego LaTeX a qualcuno uso “sezione” come sinonimo di “sezione di primo livello” e “sotto-sezione” come sinonimo di “sezione di secondo livello”. Magari uno se la potrebbe cavare così.

                    Forse. Ma per te un \chapter è o no una “sezione”? Io dico di sì, se per “sezione” si intende, in senso lato, “unità di sezionamento”. Tu forse dici di no, visto che intendi “sezione”, in senso stretto, come traduzione di \section. Non è che la ragione stia qui o là: sono semplicemente accezioni diverse, entrambe legittime.

                    I problemi di traduzione e di nomenclatura sono delicati: nell’Arte c’è dietro un gran lavoro, che si cela anche nella traduzione di una semplice parola… 😉

                    anche voi in questi giorni avete notato rallentamenti mostruosi nel caricamento delle pagine del forum?

                    Sì.

                    Ciao,
                    L.

                    in risposta a: Che cos’è un \paragraph? #40740
                    lorenzo.pantieri
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                      Io voto per l’ultima proposta di Lorenzo, tralasciando però il termine paragrafo che, almeno per esperienza personale, viene confuso con capoverso da moltissime persone.
                      In fondo la parola sezione richiama anche il relativo comando LaTeX (a parte negli ultimi due casi, comunque raramente usati).

                      Ciao Francesco, innanzitutto grazie per il tuo punto di vista. Evitare del tutto “paragrafo” di certo elimina le ambiguità, però si tratta di un termine molto usato: se una guida mette in guardia il lettore che “section/sezione” e “paragraph/paragrafo” sono falsi amici, credo che abbia fatto il suo dovere. 😉

                      Difficilmente un utente di LaTeX che scrivesse \section{Pippo} direbbe di stare introducendo “la sezione di primo livello Pippo” e non “il paragrafo Pippo”: “sezione di primo livello” è molto lungo!

                      Pensavo a:

                      Si noti la presenza dei falsi amici section, che corrisponde al nostro “paragrafo”, e paragraph, che non corrisponde al nostro “paragrafo” (e neppure al nostro “capoverso”, anche se in inglese “capoverso” si traduce proprio con paragraph; il nome \paragraph è stata una scelta infelice di Lamport), ma che costituisce una sezione di quarto livello. In ogni caso, si consiglia di evitare suddivisioni così fini come quelle costituite da \paragraph e \subparagraph.

                      (ancora da limare).

                      A presto,
                      L.

                      in risposta a: Che cos’è un \paragraph? #40738
                      lorenzo.pantieri
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                        Lascerei quindi perdere l’uso di “paragrafo”, parlando piuttosto di sezioni di primo, secondo e terzo livello, così da evitare termini di dubbio gusto come “sottoparagrafo” o, ancora peggio, “sottosottoparagrafo”. È vero che esiste “paragrafetto”, ma si rischia di confondere i lettori; e poi, che fare con il terzo livello? 😉

                        Per \paragraph e \subparagraph si può ricorrere a “sezione di quarto o quinto livello”, con l’avvertenza che suddivisioni così fini sono da evitare e facendo notare che si tratta anche in inglese di termini abusivi.

                        Molto chiaro: un \paragraph non è né un “paragrafo” (inteso come \section, “sezione di primo livello”) né un “capoverso”. Tradurre \paragraph con “sezione di quarto livello” evita confusione.

                        Ho qualche piccola perplessità sull’idea di tradurre \section con “sezione di primo livello”, \subsection con “sezione di secondo livello”, … evitando del tutto l’espressione “paragrafo”: si guadagnerebbe in chiarezza, certo, ma le espressioni “sezione di … livello” sono forse un po’ macchinose, e “paragrafo” è un termine molto pregnante e diffuso. Un’altra perplessità è che mi piacerebbe usare il termine “sezione” anche per parti e capitoli (che, effettivamente, sono “unità di sezionamento” del documento): tuttavia, rendere “capitolo” con “sezione di livello zero” e “parte” con “sezione di livello meno uno” è fuori discussione.

                        Magari potremmo propore entrambe le espressioni:

                        \part = parte
                        \chapter = capitolo
                        \section = sezione di primo livello (o paragrafo)
                        \subsection = sezione di secondo livello (o sottoparagrafo)
                        \subsubsection = sezione di terzo livello (o sotto-sottoparagrafo)
                        \paragraph = sezione di quarto livello
                        \subparagraph = sezione di quinto livello

                        Con l’avvertenza che le ultime due sezioni non si usano quasi mai. E che nessuna di essere va confusa con il “capoverso”.

                        Grazie mille, Enrico, sei stato risolutivo!

                        A presto,
                        L.

                        in risposta a: Ph.D. Thesis in materia giuridica: quale editor? #40758
                        lorenzo.pantieri
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                          Salve a tutti. A dispetto del nickname, sto studiando LateX su quella meravigliosa guida che è “L’Arte” (complimentissimi all’autore!).
                          Sono in procinto di scrivere una Tesi di Dottorato in una materia giuridica. Pertanto non avrò bisogno di formule matematiche, fotografie, grafici, ecc.
                          Sono un linuxiano (Ubuntu) e, per prova, ho installato alcuni editor quali Vim (troppo complesso…), TexMaker (mi è sembrato macchinoso), Lyx (subito abbandonato perché mi sono messo in testa di imparare a scrivere in LaTeX e non adagiarmi sui derivati…).
                          Ho letto in giro che il miglior editor è Kile, che però funziona in ambiente KDE. Conviene installarlo anche in ambiente Gnome (con tutte le librerie estranee che si porterà dietro)? O c’è di meglio in giro?
                          La mia esigenza è un editor chiaro, pulito, leggero, intuitivo, senza troppi fronzoli insomma, ma che mi permetta di installare i pacchetti stilistici che ritengo più eleganti (prima il contenuto, certo, ma poi la forma, ché ha la sua bella importanza). Utopia? 🙂

                          Innanzitutto grazie per i complimenti. 😉

                          Poi una precisazione: non è l’editor che ti permette di “installare i pacchetti”. L’installazione dei pacchetti (ammesso che sia davvero necessario farlo, poiché una TeX Live 2009 contiene praticamente tutto quello che può servirti) si fa con altri strumenti (spiegati nell’Arte).

                          Nel merito, non uso Linux e non so dirti di preciso, ma ho sentito parlare molto bene di Kile, specifico per la tua piattaforma e molto diffuso. In alternativa, TeXworks, multipiattaforma, è molto promettente, ma ancora un po’ acerbo.

                          Dalla prossima revisione dell’Arte:

                          L’editor che descriviamo di seguito è gratuito e multipiattaforma (disponibile, cioè, per tutti e tre i sistemi operativi considerati in questo capitolo). Presenta il non trascurabile vantaggio di poter trattare documenti provenienti da sistemi operativi diversi.

                          TeXworks

                          TeXworks (http://www.tug.org/texworks/) è un progetto in via di sviluppo che mira a realizzare un semplice ambiente di lavoro per TeX disponibile per tutti i sistemi operativi desktop oggi sul mercato. Dichiaratamente modellato su TeXShop, compila con pdfLaTeX, producendo in output file nel formato pdf, che al termine di ogni compilazione visualizza automaticamente con un programma interno particolarmente efficiente (permette, infatti, la compilazione e la ricerca diretta e inversa anche su pdf). Per il momento l’interfaccia grafica si limita all’essenziale, ma presto verrà arricchita di nuove funzioni, tra cui quella di stampa, che attualmente è il limite più evidente dell’editor. TeXworks è integrato in TeX Live 2009 (per Windows e Mac), in MiKTeX 2.8 e in Ubuntu (si attendono le versioni per altre distribuzioni Linux). Si scarica da http://code.google.com/p/texworks/.

                          Benvenuto sul forum,
                          L.

                          in risposta a: Fancyhdr: titolo del capitolo sulle pagine pari #40751
                          lorenzo.pantieri
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                            Mica è tipograficamente sbagliato quello che sto cercando di fare?

                            Direi che va bene: fai benissimo a numerare l’introduzione, che è un capitolo come gli altri. Per il resto, se la tua intro è di 4 pagine senza paragrafi, è normale che tu debba aggiustare a mano le testatine.

                            Ciao,
                            L.

                            in risposta a: Fancyhdr: titolo del capitolo sulle pagine pari #40749
                            lorenzo.pantieri
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                              nell’Arte, quassù.

                              Ciao,
                              L.

                              in risposta a: Figure in LaTeX #40728
                              lorenzo.pantieri
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                                Ciao a tutti, mi servirebbe un aiutino… Dove posso trovare (anche pagando) una guida che spieghi come produrre e gestire grafici di carattere matematico in LaTeX? Per capirci…
                                mi servirebbe di saper gestire in modo totale grafici in .eps, per esempio scrivendoci sotto
                                “Figura 1.1”.
                                Inoltre mi piacerebbe sapere come avere delle versioni alternative dell’impaginazione dei miei documenti LaTeX… Per esempio poter gestire la scritta “Capitolo 1” con relativo titolo in modo differente da quello preimpostato.

                                Mi pare che l’Arte (gratis, quassù) risponda a queste tue esigenze. La numerazione per le figure che richiedi è quella standard delle classi report e book. In ogni caso, studia la parte sulle figure. Per quanto riguarda la seconda domanda, cerca “personalizzare le voci di babel”.

                                Ciao,
                                L.

                                in risposta a: configurazione tex #40724
                                lorenzo.pantieri
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
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                                  ::

                                  Ragazzi,ho difficoltà nell’installare i pacchetti aggiuntivi per tex per l’elaborazione di grafici,

                                  Hai studiato per bene la parte sull’installazione dei pacchetti spiegata nell’Arte?

                                  http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

                                  Ciao,
                                  L.

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