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Elrond” post=109073
è vero che TeXworks è TeXShop sono tuttora impostati per lavorare con BiBTeX, e che per impostare Biber come motore tipografico occorre procedere a mano?
Stando alle informazioni riportate qui, sì. Pare che AUCTeX sia l’unico in grado di determinare in automatico per ogni documento qual è il motore bibliografico da utilizzare. E poi dicono che è difficile da utilizzare 😀
Non è una bella cosa. Ormai biblatex è lo standard “di fatto”, è maturo e stabile. Io ne uso una vecchia versione che è quasi perfetta, immagino che in questi anni sia stato perfezionato e che ora sia a prova di bomba.
Peccato: è una (piccola) complicazione in più per chi usa LaTeX…
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Buongiorno (e buon anno!).A pag. 114 dell’Arte scrivo:
Dalla versione 2012 di TeX Live, il nuovo motore bibliografico predefinito da biblatex è Biber. BibTeX è ancora utilizzabile, ma il fatto che lavori con una versione obsoleta di biblatex suggerisce di preferire senz’altro il primo, il cui sviluppo procede parallelamente a quello del pacchetto presentato in questo capitolo. Ed è questa la scelta qui raccomandata. Gli editor per LaTeX presentati [in questa guida, ovvero TeXworks e TeXShop], tuttavia, sono ancora preimpostati per lavorare con BibTeX. In attesa che la situazione si stabilizzi, si danno di seguito le semplici istruzioni per passare a Biber […].
Tutto ciò è vero ancora oggi?
In altre parole, è vero che TeXworks è TeXShop sono tuttora impostati per lavorare con BiBTeX, e che per impostare Biber come motore tipografico occorre procedere a mano?
Grazie.
::OldClaudio” post=109067La correzione italica, o correzione di pendenza, o correzione di inclinazione, non dipende solo dal corsivo come hai giustamante osservato ma è necessaria tutte le vole che un glifo esce dal suo bounding box; e lo chiamo cosò, eprche la terminologia di Metafont è questa; la dizione “rettangolo circoscritto” nonè la stessa cosa con i glifi.
Detto questo, direi che siccome questa correzione serve solo quando il font in uso lo richiede; quindi è ovvio che dipenda dai font; se col Computer Modern e i suoi discendenti è utile e necessario, non necessariamente lo è con altri font come tu hai sperimentato con il Palatino.
A spanne direi che questa correzione potrebbe essere necessaria quando il font contiene le legature della “f” con la “i” e/o la “l”, ma solo durante la revisione delle bozze, non in prima battuta, a meno che uno non sappia già che la cosa è necessaria. Inoltre non è detto che i font le cui informazioni metriche contenute nei oro file tfm (TeX Font Metrics) siano complete quando si parte dai dati dei file afm (Adobe Fonte Metrics), perché credo che nessun font sia dotato di tutte le raffinatezze previsti da font ricavati inizialmente da Knuth mediante METAFONT. Se ben ricorda dal TeXbook i font testuali sono dotati di una quindicina di parametri non tutti facili da determinare a cose fatte,ma impostati nei file sorgente METAFONT; I font matematici sono caratterizzati da una trentina di parametri, ma nesun font commerciale dispone di altrettante caratteristiche.Quindi non si può essere assiomatici in merito all’uso del comando \/, quando usarlo e quando è superfluo. Si tratta sicuramente di un comando per l’aggiustamento fine del testo composto, che si può/deve usare solo durante la revisione delle bozze, né più né meno di dell’aggiustamento fine degli spazi sia nel testo sia in matematica; perché TeX e gli altri compositori fanno molto ma non sono onnipotenti.
Se ne vuoi parlare, ne parli nel capitolo Revisione.
Ottimo. Se non altro, mi sono chiarito il problema. Penso se è il caso di menzionarne nell’Arte.
Grazie mille!
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http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdfCarissimi, ho apportato un altro paio di ritocchi.
1. Ho limato l’impaginazione del capitolo 4 (“Testo”) e l’ho leggerissimamente sintetizzato: ora il capitolo occupa una pagina in meno.
2. Le didascalie delle figure 7,8, e 9 ora sono semplice testo.
È tutto, per quest’anno. 😉
::schwarz89it” post=109062L’Arte la conosco […].
`\documentclass[a4paper,11pt]{book}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{tabularx}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{layaureo}
\usepackage{siunitx}
\usepackage{lipsum}
\sisetup{output-decimal-marker={,}}\begin{document}
\lipsum[2]
\begin{table}
\caption{La tipologia di tutti i trafori è stradale (e qui specifichi bene che cosa intendi per \emph{una canna})}
\centering
\medskip
\begin{tabular}{llS[table-format=2.1]cS[table-format=2.1]S[table-format=3.0]}
\toprule
\textbf{Luogo} & \textbf{Paese} & \textbf{Lunghezza} & \textbf{Anno} & \textbf{Durata} & \textbf{Temperatura} \\
& & km & & h & \si{\celsius} \\
\midrule
Monte Bianco & Italia & 11.6 & 1999 & 53.0 & 1000 \\
Tauern & Austria & 6.4 & 1999 & 14.0 & 1200 \\
Gleinalm & Austria & 8.3 & 2001 & 0.5 & 0 \\
San Gottardo & Svizzera & 16.3 & 2001 & 24.0 & 1200 \\
Fréjus & Francia & 12.9 & 2005 & 6.0 & 1200 \\
\bottomrule
\end{tabular}
\end{table}\end{document}`
L’ho ottenuta usando i consigli scritti sull’Arte. Come vedi, non occorre neppure ridurre il corpo del font, né usare colonne X.
::mcl1962″ post=109054La dimostrazione è sbagliata!
Per assurdo, supponiamo che i numeri primi siano finiti. Allora esiste una lista esaustiva dei primi: $p_1$, \dots, $p_n$. Sia $q$ il loro prodotto. Sia $M=q+1$. Allora $M$ non è primo. Dunque esiste un primo $p_i$ che lo divide. Ma $p_i$ divide $q$. Quindi divide la loro differenza, $1$. Assurdo.
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Carissimi, a p. 65 dell’Arte c’era un (piccolo) errore nell’esempio di \overset.
`\documentclass[12pt]{article}
\usepackage{amsmath,amssymb}
\begin{document}
Il simbolo
\[
\overset{H}{=}
\]
indica l’uguaglianza nel senso
del teorema di de l’H\^{o}pital.
\end{document}`
La “H”, che non è una variabile, ma l’iniziale di un cognome, quindi va in tondo e non in corsivo. Potrei correggere l’esempio così:
`Il simbolo
\[
\overset{\textup{H}}{=}
\]
indica l’uguaglianza nel senso
del teorema di de l’H\^{o}pital.`
Però così l’esempio viene (leggermente) complicato: voglio spiegare solo \overset, non \overset con \textup. Voglio un esempio migliore. Potrei scrivere
`Il simbolo
\[
\overset{\Delta}{=}
\]
si usa talvolta nelle definizioni.`
ma ci sono due inconvenienti:
1. esiste già il comando \triangleq di amsmath;
2. ricordo che Enrico ha detto che quel simbolo è una cattiva prassi tipografica: nelle definizioni, meglio usare solo l’uguale.Potrei scrivere
`Il simbolo
\[
\overset{\text{def}}{=}
\]
si usa talvolta nelle definizioni.
`
ma c’è il problema di prima, così si spiegano due comandi insieme (\overset e \text), mente vorrei un esempio con un solo \overset.Che fare?
P.S. Nella Symbol List, ho trovato questo esempio:
`Il simbolo
\[
\overset{R}{\sim}
\]
indica l'equivalenza rispetto a~$R$.
`
Direi che è l’esempio migliore. Intanto ci ho messo questo.Che dite?
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Buongiorno.http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
Ho corretto un errore nella dimostrazione dell’infinità dei numeri primi (a pagina 80). Prima la dimostrazione era sbagliata. Ora dovrebbe essere corretta, per quanto compatta.
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Ah, un ultimissimo cambiamento. Questa versione dell’Arte non usa più gli Euler come font per la matematica: sono molto belli (più belli dei Palatino), ma hanno diversi (noti) inconvenienti:
1. manca qualche simbolo;
2. nelle lettere greche, le forme principali non si distinguono bene da quelle varianti;
3. i font non sono corsivi (per un lavoro di fisica sono inutilizzabili).Forse, in una guida di base è meglio lasciarli stare. Non escludo, però, di ritornare sui miei passi…
Buona lettura! 🙂
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Carissimi, ho apportato ancora qualche ultima correzione.http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
Vi chiedo di darci un’occhiata, per evitare che abbia commesso errori.
1.
In tutto il documento, i titoli di sezione contenevano alcuni nomi di comandi in [tt]typewriter[/tt] e di pacchetti in sans serif. Li ho riformulati: ora sono tutti semplice testo.2.
A pag. 53, a proposito degli elenchi annidati, ho sostitutoLaTeX permette di annidare anche gli elenchi (mai più di una lista dentro l’altra, però) […].
con
LaTeX permette di annidare anche gli elenchi (si consiglia di non annidare mai più di una lista dentro l’altra, però) […]
Il nostro è solo un consiglio, non un’impossibilità TeXnica.
3.
A pag. 64, ho sostituito\varpi e \varsigma non si usano mai;
con un più prudente e corretto
\varpi e \varsigma non si usano praticamente mai;
Claudio infatti osserva che \varsigma rappresenta l’incognita nelle equazioni diofantee.
4.
A pag. 66, ho sostitutoI comandi \widehat e \widetilde producono rispettivamente simboli di cappello e tilde che sormontano tutto il proprio argomento.
con un più preciso
I comandi \widehat e \widetilde producono rispettivamente simboli di cappello e tilde che sormontano tutto il proprio argomento (di tre lettere al massimo).
5.
A pag. 92, ho sostitutoper impostazione predefinita, il contenuto di una colonna p viene giustificato e sillabato automaticamente;
con
per impostazione predefinita, il contenuto di una colonna p viene giustificato e sillabato automaticamente (per forzare l’andata a capo in una cella si usa \newline);
6.
A pag. 94, nella tabella 37. ho sostituto $\pi^{\pi^{\pi}}$ con $\pi^{\pi^{2}}$.7.
A p. 127 ho sostitutol’argomento facoltativo di \printbibliography filtra le voci come prima, per cui type=
manda in bibliografia soltanto quelle del specificato, mentre nottype= omette quelle il cui tipo non è .
con
l’argomento facoltativo di \printbibliography filtra le voci come prima, per cui type=
manda in bibliografia soltanto quelle del specificato, mentre nottype= omette quelle il cui tipo è .
8.
A p. 132, ho sostitutoIn linea generale, in un documento servono quattro famiglie di font:
• una famiglia con grazie per il testo principale;
• una famiglia senza grazie per scopi particolari;
• una famiglia a larghezza fissa per indirizzi Internet, codici e alcune parole di ambito informatico;
• una famiglia per scrivere la matematica.con un più preciso
In linea generale, in un documento servono diverse famiglie di font:
• una famiglia con grazie per il testo principale;
• una famiglia senza grazie per scopi particolari;
• una famiglia a larghezza fissa per indirizzi Internet, codici e alcune parole di ambito informatico;
• una serie di font per scrivere la matematica.Che ne dite?
::
L’Arte è aggiornata, e per quello che mi riguarda posso “tornare in letargo”.La nuova Arte mi piace: è una guida agile e snella, che spiega come affrontare i problemi tipici che si presentano nella stesura di una tesi (frontespizio, indice, sezionamento, riferimenti incrociati, bibliografia, …) e che rinvia le “specialità” ad articoli separati.
Si può ancora migliorare, naturalmente: scrivendo l’Impaziente, per esempio, mi sono accorto che gli esempi del capitolo sulla matematica possono essere semplificati e resi più chiari.
Il difetto principale di questa versione, tuttavia, “è dietro le quinte”: il file di impostazioni ([tt]impostazioni-artelatex.sty[/tt]) è davvero mal scritto: andrebbe semplificato, sfrondato e commentato, in vista dei prossimi aggiornamenti.
Fra l’altro, sarebbe opportuno scrivere un pacchetto che definisca l’ambiente per produrre i codici fianco a fianco. Ora, per darvi un’idea della faccenda, in [tt]impostazioni-artelatex.sty[/tt] ci sono ben dieci ambienti che lo fanno, tutti leggerissimamente diversi l’uno dall’altro, con nomi (per me ora divenuti) incomprensibili ([tt]ssidebyside[/tt], [tt]sssidebyside[/tt], [tt]csidebyside[/tt], [tt]sidebysidelat[/tt]…). Colpa mia. 😳
Ci penseremo… 😉
26 Dicembre 2016 alle 5:24 in risposta a: Stile philosophy-modern di biblatex: “et al” in corsivo #108866::
L’ho memorizzato così nel mio [tt]impostazioni-artelatex.sty[/tt]:
`% “et al.” in corsivo nelle citazioni bibliografiche: magia di Ivan Valbusa!
\renewbibmacro*{name:andothers}{%
\ifboolexpr{
test {\ifnumequal{\value{listcount}}{\value{liststop}}}
and
test \ifmorenames
}
{\ifnumgreater{\value{liststop}}{1}
{\finalandcomma}
{}%
\andothersdelim\bibstring[\emph]{andothers}}
{}}`
Grazie mille, Ivan!http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.html
🙂
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