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`\lstset{basicstyle=\small\ttfamily,
keywordstyle=\color{red}\bfseries,
commentstyle=\color{green},
stringstyle=\color{blue},
showstringspaces=true}
}`
che è quasi uguale a quanto trovo tra gli esempi della guida mi viene cmq tutto in nero.Beh, quel codice mette le parole chiave in rosso, i commenti in verde e le stringhe in blu. Ovvio che se scrivi del testo normale (non parole chiave, non commenti e non stringhe) ti venga in nero.
Dovresti dirci che linguaggio usi per i tuoi codici e dovresti invarci un esempio minimo compilabile.
Ciao,
L.
::da quello che ho visto, per l’arcocoseno c’è il comando \arccos che produce “arccos”.
ho ricontrollato sul mio testo, non dovrebbe essere “arcos” (con una c in meno)?Mi fiderei di amsmath, che di regola produce risultati corretti. (Se proprio vuoi togliere quella “c”, puoi farlo facilmente: cerca “DeclareMathOperator” nell’Arte, quassù.)
Ciao,
L:
18 Ottobre 2009 alle 12:08 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37482::In effetti è troppo spaziato. Però credo che sia inevitabile in quel caso. Il motivo di tutti quegli spazi è che “lorenzopantieri” non può essere spezzato e l’unico punto di sillabazione è il punto dopo “www”. Non saprei proprio come fare a migliorare la resa. Il pacchetto url ha diverse opzioni, proverò.
Mettere l’indirizzo su una nuova riga non mi convince; spezzerebbe troppo la voce bibliografica. E poi potrebbe risolvere solo parzialmente il problema. E poi ne sorgerebbero altri: virgola e poi a capo? Senza virgola prima dell’indirizzo? Dopo l’indirizzo, a capo o no?
Enrico, aiuto 😳 😥 🙄Giusto, inziare l’URL in una riga nuova spezzarebbe la voce, e poi non risolverebbe il problema (e ne creerebbe di nuovi).
Resta il fatto che quel risultato è inaccettbile…
Allora farei così, scriviamo pure l’URL di seguito alla altre info e cerchiamo di giustificarlo, quando possibile. Ma se il risultato è proprio inaccettable, con spaziature abnormi fra le lettere dell’URL o fra le parole scritte prima dell’URL, si rinunci alla giustificazione.
Non ho idea di come farlo, mi accodo alla tua richiesta di aiuto a Enrico.
Proverò la nuova versione appena possibile (anche se in questi giorni posso passare pochissimo tempo al computer!).
Ancora qualche osservazione
1. Scrivi “Citato alle pp. 1-2”, ma quell’espressione “pp.” è davvero brutta e burocratica, per il plurale. Scrivere per intero “Citato a pagina 1” e “Citato alle pagine 1,2”.
2. Manca un’opzione “squaren” come in natbib, per avere riferimenti fra parentesi quadre “vedi [Pantieri, 2009]”. Se scrivo
`\renewcommand{\bibleftparen}{[}
\renewcommand{\bibrightparen}{]}`
le parentesi quadre vengono anche nei riferimenti finali, “[Citato a pagina…]” e questo non va bene.L’opzione”multiautfull=true” la metterei di default: se scrivo un record con un numero di autori > 2 mi aspetto che tutti questi autori compaiano nella bibliografia, mentre nelle citazioni basta ovviamente il primo nome seguito da “et al”. Avere l’elenco degli autori amputato può essere sgradevole: magari lascia un’opzione per un utente che volesse quel comportamento.
Grazie mille per il tuo eccellente lavoro, Ivan.
Ciao,
L.
::
Continuo a non capire, diciamo che la tua risposta è “perché me l’hanno imposto”, ma -lasciamelo dire- si tratta di un’imposizione balzana. Comunque, prova a scrivere nel preambolo
`\makeatletter
\renewenvironment{thebibliography}[1]
{\subsection{\refname}%
\@mkboth{\MakeUppercase\refname}{\MakeUppercase\refname}%
\list{\@biblabel{\@arabic\c@enumiv}}%
{\settowidth\labelwidth{\@biblabel{#1}}%
\leftmargin\labelwidth
\advance\leftmargin\labelsep
\@openbib@code
\usecounter{enumiv}%
\let\p@enumiv\@empty
\renewcommand\theenumiv{\@arabic\c@enumiv}}%
\sloppy
\clubpenalty4000
\@clubpenalty \clubpenalty
\widowpenalty4000%
\sfcode`\.\@m}
{\def\@noitemerr
{\@latex@warning{Empty `thebibliography' environment}}%
\endlist}
\makeatother`
L’ho preso di peso da article.cls, cambiando
`\section*{\refname}%`
in
`\subsection{\refname}%`
Non l’ho provato, ma dovrebbe bastare (anche se sicuramente si può fare molto meglio).Ah, in questo modo non devi aggiungere \addcontentsline, visto che la voce viene aggiunta da \subsection (mentre con \subsection* non si avrebbe nessuna voce nell’indice, ma bisognerebbe provvedere a mano).
Ciao,
L.
::Ho un problema con il pacchetto listing, in pratica quando inserisco del codice non me lo formatta come nella guida di Lorenzo Pantieri, in particolare, apparte il carattere che dipenderà molto probabilmente dalla classe scrbook, i caratteri vengono visualizzati tutti in colore nero.
Non capisco quello che chiedi: i caratteri sono in nero perché li hai scelti in nero. Se scrivi
`\lstset{basicstyle=\color{red}\small\ttfamily}`
ti vengono in rosso.Se ben ricordo, le istruzioni per comporre i codici come li scrivo io sono contenute nell’articolo.
Ciao,
L.
::Sto scrivendo una relazione (\documentclass{article}) e ho la necessità di far comparire la bibliografia come subsection con relativa numerazione del titolo e inserimento nella toc (indice).
Chi mi dice la soluzione?
Si può fare, ma perché prima non ci spieghi perché vuoi la bibliografia composta in quel modo? In un articolo, la bibliografia di regola occupa un paragrafo a sé, non numerato.
Benvenuto sul forum,
L.
16 Ottobre 2009 alle 9:24 in risposta a: Bibliografia, formato autore-anno, edizione originale #636916 Ottobre 2009 alle 9:19 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37479::
Carissimi,ho appena provato l’ultima versione dello stile.
Questo è (ritocchi a parte!) l’aspetto che avrà la bibliografia dell’Arte nelle prossime versioni.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Prova.pdfTrovo che il risultato raggiunto da Ivan sia semplicemente magnifico. 😀 Ancora qualche piccolo ritocco, e sarà lo stile che adotterò per i miei documenti, consigliandolo ai miei venticinque lettori…
Qualche considerazione.
1. La spaziatura verticale: molto, molto meglio. Forse si potrebbe aumentare ancor di un nonnulla la spaziatura tre le opere di autori diversi (così le opere di Knuth verrebbero ancora più staccate dalle opere di Lamport, eccetera): visto che lo stile raggruppa le opere dello stesso autore, è bene che i gruppi siano ben separati. Ma l’aumento da fare è proprio piccolo piccolo (qualche punto, non di più, e non ne sono nemmeno tanto sicuro: prova e vedi come viene!).
2. Maiuscoletto sì/maisucoletto no. Ivan fa bene a non volere il maiuscoletto di default: probabilmente, alla fine, anch’io opterò per non metterlo. Resto comunque dell’idea dell’importanza che il maiuscoletto si possa avere come opzione (che già c’è, peraltro!).
3. “Mori, Lapo Filippo e Maurizio Himmelmann” vs. “Mori, Lapo Filippo e Himmelmann, Maurizio”. Come sopra. Bene così il default, probabilmente anch’io seguirò questa convenzione. (Se ci sarà anche un’opzione per cambiare l’ordine, meglio.)
4. La giustificazione dell’URL. Visto come viene composto male il link alla mia guida a ClassicThesis? Ho provato a mettere il codice di Ivan nel preambolo, e funziona (nel senso che l’URL non viene più giustificato), ma ancora non ci siamo: anche se il link non è giustificato, lo spazio tra le parole “Introduzione”, “allo”, “stile” e “ClassicThesis” viene dilatato in modo abnorne.
Idea (che ho già suggerito): iniziamo sempre l’URL in una riga nuova, senza giustificarlo (o, meglio ancora, giustificandolo solo se la giustificazione non comporta eccessivi allargamenti tra le lettere dell’URL… non ho idea di come si possa fare, ma questo sarebbe proprio l’ideale, IMO).
`Introduzione allo stile ClasscThesis \\
\url{http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ClassicThesis.pdf}.`5. Delle etichette “a”, “b” … nelle opere dello stesso autore e anno ti ho già detto: vanno in tondo, il corsivo proprio non serve.
6. Il record “online” (GuIT, nell’esempio considerato). Non mi convince molto quel “Gruppo Utilizzatori di TeX e LaTeX” in corsivo, ma non ho grandi idee su come migliorare la cosa (ammesso che si possa). Probabilmente, il problema è inevitabile se si decide di citare siti Web assieme a riferimenti cartacei. Vediamo se c’è qualcuno che ha commenti da fare.
Complimenti Ivan, il tuo stile mi piace un tot!
Domani sono al GuIT meeting a Pisa, a parlare di biblatex: le combinazioni, a volte… 😉
A presto,
Lorenzo
16 Ottobre 2009 alle 6:57 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37478::Che ne dici se metto i riferimenti dopo il campo library e prima del campo annotation? In questo modo il campo annotation, che è su un nuovo paragrafo, potebbe servire, ad esempio, per aggiungere un breve abstract del libro. In alcune bibliografie l’ho visto. Mettere i riferimenti proprio alla fine mi sembra troppo.
Sembra una buona idea. Certo, ho bisogno di vedere l’effetto finale. Se fai la modifica, provo e ti faccio sapere.
Le citazioni potrebbero essere anche del tipo “Pantieri, 2009”. Il maiuscoletto non è obbligatorio. Infatti di default è tutto in tondo. […] Comunque, se la cosa ti può rassicurare, ho la soluzione. La devo testare poi potrei anche creare un’opzione per avere solo il primo cognome in maiuscoletto e tutti gli autori con nome e cognome invertito.
Vero, le citazioni potrebbero essere tutte in tondo. Questo, fra l’altro, è il default di natbib (anche se ArsTeXnica le mette in maiuscoletto). Il problema viene fuori se si decide di usare il maisucoletto.
Ivan, io sarei molto elastico (stavo per dire, laico) nell’affrontare questi problemi, che sono “stilistici”, e quindi non hanno, direi per definizione, una soluzione univoca. Ciò che può piacere a un utente può dispiacere a un altro, e viceversa.
Per esempio, la questione dell’ordine dei nomi degli autori multipli nella bibliografia. Tu preferisci
Mori, Lapo Filippo e Maurizio Himmelmann
e le tue ragioni sono ottime: il nome si scrive prima del cognome; nel caso di “Mori, Lapo Filippo” si fa eccezione, perché la bibliografia va ovviamente ordinata per cognome, ma per “Maurizio Himmelmann” non c’è ragione “logica” per scrivere il cognome prima del nome.
Questo è un punto di vista, validissimo.
Però un altro utente potrebbe obiettare che la scrittura precedente non è omogenea: una volta che si scrive il cognome prima del nome per il primo autore, è bene che, per uniformità (e l’uniformità è molto importante, in tipografia), anche gli altri nomi siano scritti così. Quindi:
Mori, Lapo Filippo e Himmelmann, Maurizio
Questo, fra l’altro, mi pare il modo di scrivere gli autori di natbib e di ArsTeXnica (anche se questi stili usano solo l’iniziale per il nome).
Chi dei due ha ragione? Ma tutti e nessuno, mi sembra pacifico! Si tratta di una questione di gusti (un po’ come il problema della punteggiatura nelle formule matematiche fuori corpo), e ciascuna posizione è legittima, ciascuna con pro e contro.
Come risolviamo? Mi pare che non ci siano dubbi: scegliamo la soluzione che troviamo migliore (con un occhio a quello che dicono le auctoritas, ma in questo caso l’ultima parola è la tua!) e la mettiamo per default, ma lasciamo l’altra come opzione, così un utente che la preferisce può usare lo stile con le impostazioni che trova migliori.
Non mi vorrai dire che se dovessi leggere un certo libro di un certo Eco e trovassi scritto (cfr. Formigari 1970:15) sobbalzeresti ancora!
Sì, sobbalzerei ancora (fra l’altro, quel libro di Eco cui ti riferisci l’ho letto giusto un paio di mesi fa!)! Stesso discorso di prima, è questione di gusti, io preferisco la virgola (è in natibib, ma non in ArsteXnica, ma vado a memoria), tu preferisci un semplice spazio. Stesse considerazioni e stessa conclusione di prima: scegli la soluzione che preferisci, lascia l’altra come opzione.
[A proposito di mettere in tondo e non in corsivo le etichette “a”, “b”, … del riferimenti con lo stesso autore e anno] Questo lo posso fare.
Ottimo.
Gli stili più diffusi non giustificano l’URL. Fra l’altro, questo deve valere a maggior ragione per il tuo (bellissimo!) stile: lo spazio per scrivere le informazioni è ancora più piccolo (visto che lo spazio disponibile è diviso di fatto in due colonne, una per la data e una per le info vere e proprie). Assolutamente, non giustificare l’URL! Se hai problemi con il pacchetto url, sono sicuro che Enrico saprò darti una mano!
Qui sorgono i problemi. Chiedo l’aiuto di Enrico.
Mi unisco alla tua richiesta.
Anzi, aggiungo che, quando avremo messo a punto questi aspetti, invito Enrico a esaminare il lavoro finito: sono sicurissimo che la sua supervisione non potrà che portare benefici al tuo stile.
Intanto, proverò la modifica che mi hai proposto.
Visto che devo trovare una soluzione generale chiedo a te e a tutti coloro che leggeranno questo topic un consiglio. Se c’è anche il volume come si dovrebbe rendere la voce. Così: ArsTeXnica 4 (6). Dovrei fare in modo che anche chi volesse usare i campi month, issue, date, day (che sono opzionali per le voci di tipo article) ottenesse un risultato gradevole. Ora si capisce perché avevo rimandato al questione “riviste”.
Passo la mano, su questo punto. Però un punto di partenza sarebbe guardare come fanno gli stili più diffusi (natbib, amsplain, ArsTeXnica, …): mettiamo sul tavolo le soluzioni, e scegliamo quella che ci piace di più.
Guarda che la disomogeneità è dovuta a quel tremendo maiuscolo in mezzo ai nomi in tondo (in ArsTeXnica i cognomi sono tutti in maiuscolo, non solo il primo; sebbene siano ordinati come vorresti tu).
Ho detto prima come la penso. No, la disomogeneità non è dovuta solo a mescolare il maisucoletto con il tondo. Fra l’altro, anch’io penso che una volta messo un cognome in maisucoletto, tutti gli altri cognomi andrebbero per uniformità in maisucoletto. Tieni presente che scrivere
PANTIERI, Lorenzo e MORI, Lapo Filippo
era, fino a ieri, lo standard di biblatex.
Non sono gli autori successivi al primo che hanno nome e cognome invertito; è per il primo autore che si inverte nome e cognome per una questione di ordinamento. In un certo senso è il primo autore che è “sbagliato” (ma per una giusta causa); gli autori successivi sono giusti; invertirli non avrebbe nessuna giusta causa. Se lo leggi così il problema non è più un problema.
Già detto. Questa è un validissimo modo di ragionare (e infatti ci sono stili che lo adottano), che privilegia la “logica” sulla “uniformità tipografica”. Esiste però un altro modo di ragionare (adottato da altri stili), che privilegia la “uniformità tipografica” alla “logica”. Scegli pure il primo come default, lascia l’altro come opzione. Così facendo, lo stile risultera fruibile per un numero superiore di persone, e questa mi sembra senz’altro una buona cosa!
A presto,
L.
16 Ottobre 2009 alle 6:26 in risposta a: Finito di stampare il … utilizzando latex2e. Come fare? #3807515 Ottobre 2009 alle 18:49 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37476::Secondo me mettere il punto (solo) fuori dalla parentesi è visivamente migliore, sia che il “backref” chiuda la voce bibliografica sia che la chiuda . Con il punto dentro sembra che ci sia un periodo che inizia dopo una parentesi, mentre ci si aspetta che il periodo dovrebbe iniziare dopo il punto. Per il momento rimando (ma non abbandono!) il problema.
Penso che l’ideale sarebbe avere i riferimenti finali alla fine della voce. Ma mi rendo conto che possano esserci diffcioltà TeXniche non indifferenti. Sono contento che non abbandoni il problema.
Sarei disposto, al massimo, ad avere in maiuscoletto tutti i cognomi, anche se la cosa non mi piace. Si fa con:
`\renewcommand*{\mkbibnamelast}{\textsc}
`Ma non lo metto di default.Mah, visto che le citazioni sono del tipo “PANTIERI, 2009”, mi sembra logico scrivere nella bibliografia “PANTIERI, Lorenzo” e non “PANTIERI, LORENZO”, che disturba, per eccesso di enfasi. La parola da evidenziare è “PANTIERI”, non “Lorenzo” (poiché nel documento il nome non viene citato, ma solo il cognome). Se non lo metti di default, pazienza. L’importante è che questo risultato si possa avere con (relativa) facilità.
Stesso discorso del punto 3. Metterò una nota nelle “Personalizzazioni”
Ricordo che biblatex accetta l’opzione natbib, che permette di usare i comandi di questo pacchetto. Mi sembra che quello che chiedi si faccia con \citealp*, ma non sono esperto di natibib.Tutte le volte che leggo “PANTIERI 2009” ho un sobbalzo. Anche se avere “PANTIERI, 2009” è molto facile, lo metterei di dafault. Senza dubbio.
5*. Le etichette con lo stesso autore e anno: “PANTIERI 2009a“, “PANTIERI 2009b“. Le lettere “a”, “b”, … sono in corsivo. Io le lascerei in tondo.
Si può fare. Ma come fai a notare questi dettagli 😯 ?
Sono un perfezionista, che vuoi farci. 😉 Metterei quelle etichette in tondo e non in corsivo, il corsivo lì non c’entra nulla. Nessun dubbio, anche qui,
L’ultima che ho messo in rete non ha “URL”. Per quanto riguarda la giustificazione è un problema. L’indirizzo dei siti viene gestito dal pacchetto url, un po’ criptico. A me sembra che sia più semplice sistemare a mano quei casi in cui il pacchetto url sembra non riuscire a gestire il titolo. Per esempio, eliminando URL il link alla tua Arte appare corretto.
Gli stili più diffusi non giustificano l’URL. Fra l’altro, questo deve valere a maggior ragione per il tuo (bellissimo!) stile: lo spazio per scrivere le informazioni è ancora più piccolo (visto che lo spazio disponibile è diviso di fatto in due colonne, una per la data e una per le info vere e proprie). Assolutamente, non giustificare l’URL! Se hai problemi con il pacchetto url, sono sicuro che Enrico saprò darti una mano!
Quando lo stile sarà ultimato nei file tese non ci saranno più quelle righe. Ma nella doc rimarranno le indicazioni su come modificare quei parametri.
Ok!
È vero. Però ho scoperto un problema. Se uso il campo month esce qualcosa come ArsTeXnica 6 (ott. 2008). In questo caso l’anno è duplicato, è grave o si può accettare? E poi, usando il campo month, anche eliminando il secondo 2008, si avrebbe: ArsTeXnica (6) (ott.), che non mi sembra un gran che.
Toglierei il mese, che qui mi sembra inultile. Scriverei “ArsTeXnica (6)”, il sesto numero di ArsTeXnica. Scrivere “ArsTeXnica 6” mi provoca lo stesso sobbalzo di “PANTIERI 2009”. Siamo gentili, con i nostri lettori! 😉
Lo stile mla e lo stile historian mantengono questa scelta, che a me non dispiace. In generale sarei per mettere in bibliografia il nome prima del cognome (ordinando sempre per cognome, si capisce), ma è chiaro che avere prima il cognome è più comodo per trovare la voce bibliografica. Dopo di che non ha più senso mettere prima il cognome del nome, mi sembra un linguaggio eccessivamente “burocratico”. 😯
Non sono molto ‘accordo. La scelta di scrivere prima il cognome e poi il nome è di certo burocratica, ma si fa per l’ordine alfabetico. Dopo, bisognerebbe essere coerenti con questa scelta. Quindi, “MORI, Lapo Filippo e HIMMELMANN, Maurizio”. Una scrittura del tipo “MORI, Lapo Filippo e Maurizio HIMMELMANN” non è omogenea, e le disomogeneità in tipografia andrebbero evitate. Certo, se mi citi un’auctoritas che dice il contrario ci si può pensare, ma dev’essere un’auctoritas molto… autorevole!
A presto,
L.
15 Ottobre 2009 alle 6:01 in risposta a: Bibliografia, formato autore-anno, edizione originale #6368::Per tutte queste ragioni, l’uso dello schema autore anno non ha senso e infatti non viene usato in questi ambiti dove si usa la tradizione tipicamente umanistica (per es. stile MLA) dell’autore titolo.
Ottimo contributo, il tuo. Diciamo sostanzialmente la stessa cosa: lo stile autore-anno ha i suoi pro e contro, usarlo o meno dipende dal tipo di documento che si sta scrivendo; in ogni caso, è fondamentale che si capisca quale sia l’edizione consultata da chi scrive.
In generale, nella composizione della bibliografia di un documento, non esiste lo stile, esistono tanti stili, ciascuno con pro e contro.
Grazie mille,
Lorenzo
15 Ottobre 2009 alle 5:54 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37472::Trovo pessima quell’impaginazione, non tanto per l’idea di raggruppare i riferimenti bibliografici sotto il nome dell’autore, quanto per l’enorme spazio bianco tra l’anno e il testo del riferimento bibliografico.
Hai proprio ragione. Infatti il risultato proposto da Ivan è migliore. Se poi uno volesse riprodurre quel dettaglio come fa Eco, basta la semplice istruzione suggerita da Ivan qualche intervento fa.
Intanto, ho provato la nuova versione (l’ho scaricata ieri mattina). Questo è il PDF che ottengo (la base di dati bibliografica è il solito file Bibliografia.bib di qualche intervento fa, con l’aggiunta del campo label = {\GuIT} nel record online “guit”.):
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Prova.pdf
Questo il sogente:
`\documentclass[a4paper,12pt]{article}
\usepackage[inputenc]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[english,german,italian]{babel}
\usepackage[babel]{csquotes}
\usepackage[style=philosophy-modern,%
scauthors=true,annotation=true,hyperref,backref]{biblatex}
\bibliography{Bibliografia}
\renewcommand{\nameyeardelim}{, }
\setlength{\postautsep}{1.0ex plus 2pt minus 1pt}
\setlength{\bibitemsep}{1ex}
\setlength{\bibhang}{4\parindent}
\usepackage{hyperref,guit}
\begin{document}
\nocite{*}
\printbibliography
\end{document}`
Ivan, il tuo stile sta crescendo magnificamente. C’è però ancora del lavoro da fare.Ecco altre osservazioni (segnalo con un asterisco i punti più importanti).
1. L’anno messo sulla destra e non allineato a sinistra. Hai ragione tu, il risultato è meglio dello stile di Eco: lo lascerei così.
2*. Sempre a proposito della formula “(Citato pagina 1)”. Metterei il punto fermo dentro le parentesi. Il fatto è che se si fa un inciso costituito da un intero periodo fra parentesi, il punto va dentro, non fuori. (Ecco, questo è un esempio.) Così ho letto in fonti che ritengo affidabili, e anche nell’Arte la faccenda è riproposta così. Diverso sarebbe il caso di un inciso all’interno di un periodo: la punteggiatura in quel caso va fuori, non dentro le parentesi (così, per capirci).
3**. Il maiuscoletto. Lo userei solo per il cognome dell’autore, mentre il nome lo lascerei in tondo: “ECO, Umberto”, “PANTIERI, Lorenzo”. Decisamente. Il cognome in maiuscoletto viene così a costituire una sorta di simbolo: nel testo si dice “vedi ECO”, “leggi PANTIERI”. Visto che nelle citazioni il riferimento è solo al cognome, nella bibliografia finale il nome non va edivenziato, quindi va lasciato in tondo.
4*. `\renewcommand{\nameyeardelim}{, }`
Questo lo metterei di default. L’indicazione “PANTIERI 2009” dà poco respiro: molto meglio “PANTIERI, 2009”.5*. Le etichette con lo stesso autore e anno: “PANTIERI 2009a“, “PANTIERI 2009b“. Le lettere “a”, “b”, … sono in corsivo. Io le lascerei in tondo.
6*. La precisazione “URL” va decisamente tolta e l’indirizzo Internet non va assolutamente giustificato, ma questo l’avevo già detto. 😉
7. A proposito dell’opportunità di aumentare la spaziatura verticale di default fra gli autori e fra le opere di uno stesso autore. Fai benissimo, nel tuo esempio sorgente, a lasciare commentate delle impostazioni con cui l’utente può lavorare di fino, ma questo vale fino alla pubblicazione definitiva dello stile! Meglio che l’utente non pasticci troppo con comandi “di basso livello” (troppe scelte da fare non vanno bene). Ho sempre pensato che il modo più giusto per modificare le impostazioni di un pacchetto sia mediante le sue opzioni. Quindi vanno calibrate bene le impostazioni dello stile (lavorando per approssimazioni successive) e vanno spiegate le opzioni, nascondendo all’utente comune tutti i dettagli: quelli sono roba per utenti più esperti!
8. A proposito di “ArsTeXnica 6” vs. “ArsTeXnica (6)”, dici che c’è già l’anno tra parentesi, ma non capisco: con il tuo stile, nella bibliografia finale l’anno non è fra parentesi!
9. Non mi convince molto il modo in cui vengono composti i record “online”. Ma questo è un punto su cui sono necessari degli approfondimenti.
10*. C’è un problema con le opere con due autori. Per esempio, nel record
`@ARTICLE{mori:curriculum,
AUTHOR = {Mori, Lapo Filippo and Himmelmann, Maurizio},
TITLE = {Scrivere il curriculum vitae},
JOURNAL = {\Ars},
YEAR = {2007}
}`
il nome degli autori è composto comeMori, Lapo Filippo e Maurizio Himmelmann
Sarebbe più logico
Mori, Lapo Filippo e Himmelmann, Maurizio
Stai facendo un gran lavoro Ivan. Sistemati questi aspetti, direi che siamo a buon punto!
A presto,
L.
14 Ottobre 2009 alle 7:52 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37470::
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Eco.JPGEcco qua la scansione delle due pagine del libro di Eco. L’immagine non è un gran che, ma ti consiglio di esaminarla per bene. Potrebbero esserci degli ottimi spunti per il tuo stile. Fossi in te, copierei senza ritegno. Come diceva Picasso, “un grande artista non copia: ruba”. Una massima che, nei miei lavori con LaTeX, ho applicato in più di un’occasione. 😉
Buon lavoro,
L.
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