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29 Settembre 2009 alle 6:36 in risposta a: beamer: ingrandire le voci dell’indice nella sidebar #37274::
Sarebbe davvero meglio se ti aggiornassi: la TeX Live 2007 ha troppi pacchetti non aggiornati. Dovrebbe uscire tra non molti giorni la 2009, che dici? 🙂
Dico che hai ragione. Solo, fra poco comprerò unMac nuovo. Ho deciso di aspettare e di fare il lavoro di aggiornamento (cambio di computer, OS e distribuzione) tutto insieme.
Esiste un pacchetto “extsizes.sty”, ma solo per completezza: di fatto richiedendolo rifai assegnazioni già eseguite al caricamento della classe beamer e questo potrebbe rendere conto delle differenze (ma quali ❓ :twisted:) che lamenti.
Ora purtroppo vado di fretta, e non ho il tempo di riprodurre gli esempi con relativo PDF. Di sicuro, mi capitano cose anomale. Per esempio,se scrivo
`\documentclass[14pt]{beamer}
\usepackage{extsizes}
\usetheme{Madrid}
\useouthertheme{sidebar}`
ottengo un risultato perfetto: tutti i caratteri sono ingranditi correttamente, e ci sta tutto.Ma se mi azzardo a commentare la riga
`\useouthertheme{sidebar}`
che, sulla carta, non dovrebbe aver nulla a che fare con i caratteri, il PDF è tutto sballato, le diapo sono tagliate a metà, il risultato è illeggibile.Visto che le diapo che devo produrre sono diverse (e non tutte hanno la sidebar) ho “recuperato” scrivendo
`\documentclass[bigger]{beamer}
%\usepackage{extsizes}
\usetheme{Madrid}
%\useouthertheme{sidebar}
…
\begin{document}
\Large
`
nei casi in cui il primo codice che ho scritto non funziona.Al più presto, invio un paio di ECM, con anche i relativi PDF.
Grazie mille (anche per la dottissima spiegazione etimologica!).
Ciao,
L.
::
Ciao, installare un font non è proprio facile: ti consiglio di usare una distribuzione (MiKTeX completa o TeX Live) che abbia preinstallati tutti i font che ti servono.D’altra parte, se stai usando il mio modello di tesi classica, saprai che è basato su ClassicThesis, che (leggi il mio articolo al riguardo) è progettato per funzionare su MiKTeX completa o su una TeX Live: lì c’è tutto quello che ti serve.
Ciao,
L.
::La documentazione è sì completa. Quello che al solito non mi va giù è che personalizzare le varie componenti sia o complicato o possibile a suon di pacchetti.
Secondo me, con beamer si sono due esigenze di personalizzazione.
1. L’esigenza (che chiamerei “di base”), di cambiare l’aspetto generale delle diapositive, perché il tema predefinito non piace, o non basta. Questi cambienti non sono difficili da fare con beamer: si carica il tema della presentazione prescelto. Se neppure così basta, si può correggerlo, caricando un apposito tema interno, o esterno, o di colori. In questo modo si ha a disposizione una scelta molto (anzi, fin troppo) vasta di stili.
2. L’esigenza (che chiamerei “approfondita”), di cambiare un solo, particolare aspetto di un tema (magari cambiare un solo colore, o modificare una voce della footline, …). Queste sì che sono modifiche difficili(ne): bisogna studiare a fondo il manuale, trovare (fra le tante) l’istruzione giusta, e in più il risultato estetico che si ottiene non è detto che sia valido.
(Il discorso vale, mutatis mutandis, anche per LaTeX, non solo per beamer.)
Nel mio articolo, ho deciso di prendere in considerazione solo le esigenze del punto 1.
Ciao,
L.
28 Settembre 2009 alle 8:11 in risposta a: beamer: ingrandire le voci dell’indice nella sidebar #37272::solo una precisazione. Il pacchetto extsizes, io non lo richiamo in modo esplicito con \usepackage. A quanto pare, Beamer lo richiama in automatico.
Bene, dico solo che, nel mio caso, aver installato exsizes ex novo ha cambiato le cose: il risultato con o senza exsizes è diverso. Può darsi che dipenda dalla mia distribuzione (MacTeX 2007), vecchiotta.
[OT]
[…] i font (o le font?)
Ricordo di aver fatto una ricerca quando ho scritto il mio articolo su ClassicThesis, e di non essere arrivato a una conlusione certissima. Di sicuro l’espressione “i font” è più diffusa di “le font” (quest’ultima, poi, mi pare bruttina).
Di questo passo, apriremo una sezione del forum dedicata alla lingua italiana! 😉
[/OT]Grazie ancora,
L.
::in alcune parti del testo mi succede che se nel codice metto la riga vuota per il rientro a capo, tex nell’output oltre a mettermi il rientro a capo mi mette una riga una vuota come se praticamente mettessi il “\\” nel codice.
Cerca anche “riempimento della pagina” nell’Arte, quassù. Se inserisci gli oggetti mobili (come figure e tabelle) con opzione di posizionamento [tb] se sono piccoli e [p] se sono grossi, quel problema di solito non si ha.
Ciao,
L.
::`\setbeamercolor{background canvas}{bg=gray}`
Funziona! Certo, il risultato estetico non è sempre dei migliori (certi temi hanno delle ombreggiature che cambiando lo sfondo in modo così brutale poi non stanno più bene), ma è quello che ci si aspetta.
Userò il comando per cambiare lo sfondo delle diapo che inserirò nell’articolo (bianco su bianco non va bene), ma non credo che parlerò del comando \setbeamercolor nel mio articolo: meglio che l’utente desideroso di personalizzazioni si rivolga ai temi (generali, interni, esterni e di colore) invece che pasticci con comandi “di basso livello”.
Ancora grazie, Antonio.
L.
28 Settembre 2009 alle 5:48 in risposta a: beamer: ingrandire le voci dell’indice nella sidebar #37270::penso che “institute” sia l’istituzione di afferenza del relatore.
Per quanto riguarda la data, ho assistito a lunghi dibattiti pro e contro 🙂
L’unico argomento che mi ricordo a favore della data e/o del nome della conferenza è dare l’impressione che la presentazione sia stata fatta ad hoc per la conferenza e non sia riciclata.Convincente, direi.
Grazie mille,
L.
27 Settembre 2009 alle 13:56 in risposta a: chiarimenti comportamento opzioni openright e twoside #37373::Buongiorno a tutti.
Sto scrivendo una tesi di laurea triennale usando la classe book:
`
\documentclass[11pt,a4paper,titlepage]{book}
`
Le opzioni openright e twoside sono di default per book. Compilando ho però ottenuto un risultato inaspettato: il margine esterno è molto più largo di quello interno. Al contrario mi aspettavo un margine interno più largo, per lasciare spazio alla rilegatura.Questo comportamento è normale (come si dice nell’ultimo intervento di questo topic: http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?p=17386) oppure sto sbagliando qualcosa?
Nel caso sia un comportamento normale, qual’è il motivo di lasciare più spazio all’esterno piuttosto che all’interno (dove inevitabilmente la rilegatura ne porta via)?
Il tuo è un dubbio classico. Cerca “margini” nell’Arte, quassù: trovi tutte le risposte.
Ciao,
L.
27 Settembre 2009 alle 13:13 in risposta a: “L’arte di gestire una bibliografia con biblatex” #36442::
[OT]Ciao, mi è venuto un’idea per risolvere la difficoltà della frase:
Poi si riempie una serie di campi che definiscono l’opera.
Ricapitoliamo. Tommaso osserva che la frase precedente è scritta in un brutto italiano. Porpone di sostituirla con:
Poi si riempiono i campi che definiscono l’opera.
Io replico che quest’ultima frase è migliore dal punto di vista dell’italiano, ma meno efficace dal punto di vista didattico. Qual è il problema? Il fatto è che quest’ultima frase presuppone che il lettore sappia che cosa sono “i campi” che definiscono l’opera. Immagino che il mio lettore principiante, leggendo la frase, potrebbe dire: “I campi? E che cosa sono questi campi?”.
L’obiezione potrebbe forse valere anche per la prima formulazione, che però è più soft: “una serie di campi” che definiscono l’opera è più sfumata: si devono riempire uan serie di “cose”, i campi appunto, che definiscono l’opera. Si tratta di una sfumatura, certo, ma che secondo me è avvertibile.
La soluzione? Potrebbe essere questa:
Poi si riempiono i campi che definiscono l’opera.
Il corsivo lascia pensare che i “campi” vengano definiti implicitamente dalla frase: i campi sono “quelle cose che è necessario riempire” per definire l’opera.
Che ne pensano, gli umanisti del forum?
Ciao,
L.
[/OT]
::Salve, mi trovo di nuovo alle prese con Beamer e soprattutto con la sua guida che mi sembra totalmente irrazionale. Avrei una domanda. Nella prima slide ho soppresso il footline usando la il tema Madrid (giacché non penso sia importante ricordare il titolo che si trova appena sopra) cioè ho inserito il codice:
\setbeamertemplate{footline}{}
Ora accade che i navigation symbols appaiano non sul margine basso della slide, ma “sospesi per aria” come se ci fosse sempre il footline. Ovviamente tutto ciò è orribile. Bisognerebbe trovare il modo di abbassare questi symbols nella prima diapositiva e solo nella prima, perché nelle altre tutto è più regolare.
Non so rispondere alla tua domanda. Dico solo che sono (in parte) d’accordo con te: scrivere nella footline il titolo della presentazione anche nella prima diapo (quella con il titolo) non serve. Solo, questo mi sembra un peccato veniale.
Quanto alla “totale irrazionalità” della doc. di beamer… mi sembra un manuale (fin troppo) completo. 😉
Ciao,
L.
27 Settembre 2009 alle 12:46 in risposta a: beamer: ingrandire le voci dell’indice nella sidebar #37268::Se non ho capito male la domanda, pare che con
`\documentclass[17pt]{beamer} `
si ottenga quel risultato.Antonio ha capito benissimo la domanda, ma c’è una cosa che non (mi) funziona. Ho scoperto che (nella mia MacTeX 2007), scrivere
`\documentclass[16pt]{beamer} `
equivale a scrivere
`\documentclass{beamer} `
Quindi mi aspettavo che scrivendo
`\documentclass[17pt]{beamer} `
avrei risolto, ingrandendo (leggermente) tutto. Purtroppo succede una cosa strana. Selezionando l’opzione di classe “17pt”, i caratteri vengono effettivamente tutti ingranditi, ma in modo esagerato. Cioè, mi aspettavo che passando da 16 a 17 punti l’ingrandimento fosse contenuto, invece succede che le dimensioni dei caratteri vengono (quasi) raddoppiate, e questo non va bene, perché il testo delle diapo poi non ci sta più. 😥Ho letto sulla guida di beamer che l’opzione di classe “17pt”
Requires extsize to be installed.
Che significa? Che cosa devo fare? Ho visto che c’è un pacchetto che si chiama “extsizes” (con la s finale). Non è compreso in ogni distribuzione?
Sapete, per l’articolo che devo scrivere è importante che riesca a risolvere questo problema: se compilo con le impostazioni di default e includo i PDF nell’articolo, i caratteri sono troppo piccoli, illeggibili.
Grazie anticipate,
L:
::Sicuramente c’è un modo più semplice ma ti spiego come faccio io.
Grazie per la risposta, Gloria. Purtroppo, la soluzione che proponi è troppo macchinosa per il mio lettore ideale. Se le cose stanno così, mi sa che nel mio articolo consiglierò di introdurre teoremi, definizioni ed esempi con \newtheorem. Se i blocchi ottenuti proprio non piacciono, si può sempre ridefinire l’ambiente block, di cui gli ambienti definiti con \newtheorem ereditano l’aspetto.
A presto,
L.
::
Integro il messaggio precedente.Molti temi di beamer riportano nella footline le seguenti informazioni:
1. l’istituzione che organizza la conferenza;
2. l’autore della presentazione;
3. il titolo della presentazione;
4. la data.Ora, passi per i punti 2 e 3: un ascoltatore potrebbe entrare in ritardo e gli farebbe comodo sapere chi sta parlando, e di che cosa.
Ma a che servono i punti 1 e 4? Se la conferenza si tiene (poniamo) all’università di Pisa il 17 ottobre 2009, a che serve ricordare all’ascoltatore, a ogni slide, che ci si trova nell’università di Pisa il giorno 17 ottobre 2009?
Ciao,
L.
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