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Ciao a tutti,
mi chiedevo se esiste un pacchetto per creare automaticamente la lista dei simboli adottati nelle formule, alla quale poi aggiungere unicamente la descrizione.
Non so se sto farneticando (possibile data l’ora) o se è una cosa che realmente esiste o è perlomeno plausibile…
Automaticamente non credo: di sicuro, l’elenco dei simboli puoi farlo. Per esempio con il pacchetto glossaries.
Ciao,
L.
::Considerando che questa cosa mi annoia e vorrei avere, come discusso, l’ordinamento alfabeto che considera tutti gli autori e non solo il primo ed “et~al” come secondo autore, cosa posso fare?
vorrei avere un bst compatibile con natbib (quando avevo provato a farmelo io con il makebst mi sembrava che non fosse compatibile, cioe` citep e citet non sono differenziati).
Nonostante te l’abbia chiesto più volte, continui a non inviarci un esempio minimo compilabile. Ci mandi il .bbl, ma non il .bib e il .tex, che sono quelli che servono.
Ciao,
L.
::Dopo aver proposto un sacco di nuovi piccoli dettagli (del tipo virgole invece di punti, o poco più) allo sviluppatore Lehman, mi sono reso conto che in realtà stavo chiedendo una marea di cose che, data la facilità di BL, avrei dovuto introdurre manualmente io.
D’accordo su questo punto. Ribadisco: oggi come oggi, manca uno stile (bibliografico e di citazione) di biblatex otimizzato per l’italiano. Con natbib, invece, ce ne sono diversi, belli e pronti. Posto che le esigenze tipografiche in materia di bibliografia sono potenzialmente infinite, si tratta di una lacuna vistosa, a cui è necessario porre rimedio.
Questo dobbiamo farlo noi, non Lehman!
Ciao,
L.
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Ciao, ho provato anche con plainnat: l’elenco viene ordinato correttamente. L’unica differenza rispetto a classic.bst è che con plainnat le opere con lo stesso autore vengono ordinate rispetto al titolo, non rispetto all’anno.mi sapete dare qualche consiglio?
Esempio minimo. Facci vedere i record bibliografici che usi (non tutti, solo il minimo indispensabile per riprodurre il problema) e inviaci un esempio minimo compilabile.
Ciao,
L.
::Secondo me, le reference dovrebbero essere prima ordinate alfabateicamente e, nel caso di stessi autori, in ordine di anno … non so cosa dire nel caso di stessi autori e stesso anno (ma diversi mesi).
Con classic succede proprio quello che dici (mentre con plainnat non ho provato). Nel caso di due opere con lo stesso autore e lo stesso anno c’è un’etichetta aggiuntiva, del tipo “Mori, 2008a”, “Mori, 2008b”.
Ciao,
L.
::In uno di questi si fa riferimento ai fumetti Disney, in cui notoriamente si scrive tutto maiuscolo (e tutte le frasi finiscono con uno o più punti esclamativi…). Potrei provare a rendere l’effetto in modo diverso, ma si perderebbe il senso, per cui preferirei usare il maiuscoletto corsivo dove serve, per brutto che possa sembrare.
LaTeX è stato pensato per scrivere documenti scientifici (in senso lato), non fumetti. Un fumetto con testi scritti in Computer Modern o Palatino non credo si sia mai visto. Secondo me, dovrresti scegliere un font apposta (comincerei a cercare nomi di font con la parola “comic” dentro), magari usando XeLaTeX; ma dubito che LaTeX sia lo strumento migliore, per esigenze come questa,
Ciao,
L.
::salve a tutt,
vi prego di scusarmi se il tema è già stato trattato (se è così, vuol dire che non ho saputo cercare).
se uso \emph{} o \textit all’interno di \textsc non ottengo maiuscoletto corsivo ma corsivo minuscolo.
dopo diverse ricerche ho trovato il pacchetto times-itsc, che fa esattamente questo: permette di usare \emph dentro \textsc. peccato che ha un piccolo effetto collaterale: tutto il documento viene scritto in times (times-itsc.sty contiene: \usepackage{times}), che personalmente trovo orrendo.
c’è un modo per avere il maiuscoletto corsivo senza che il documento sia reso con times?
Il fatto è che, per fortuna, non tutte le famiglie di font hanno il maiuscoletto corsivo. Il corsivo si usa di regola per evidenziare, il maisucoletto si usa pochissimo (praticamente solo per indicare il nome degli autori, nella bibliografia). Il maiuscoletto corsivo a che cosa servirebbe? Per quanto riguarda Times, è uno dei font più brutti che conosca!
Ciao,
L.
::Aggiungo i miei complimenti a Lorenzo (nel caso ci legga), visto che, con grandissimo merito, sta creando una vera e propria enciclopedia su LaTeX!
Li leggo eccome. Il merito, però, è principalmente degli esperti del forum (Enrico, Lapo, …) che hanno fornito le soluzioni: io le ho solo messe insieme! Grazie mille, comunque.
Per quanto riguarda le bibliografie multiple, il pacchetto biblatex risolve il problema in modo molto elegante. Supponi per esempio di avere la seguente base di dati Bibliografia.bib:
`@manual{pantieri:arte,
author = {Pantieri, Lorenzo},
title = {L’arte di scrivere con {\LaTeX}},
year = {2009}
}@manual{beccari:guida,
author = {Beccari, Claudio},
title = {Introduzione all’arte della composizione tipografica con {\LaTeX}},
year = {2009}
}@manual{gregorio:programmazione,
author = {Gregorio, Enrico},
title = {Appunti di programmazione in {\LaTeX} e {\TeX}},
year = {2008}
}`
Supponi di star scrivendo un articolo su LaTeX e di voler suddividere la bibliografia in “Bibliografia essenziale”, che contiene l’Arte, e in “Letture d’approfondimento”, che contengono i testi, più specialistici, di Beccari e Gregorio. Questo è il codice:
`\documentclass{article}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[babel]{csquotes}
\usepackage[style=alphabetic]{biblatex}
\bibliography{Bibliografia}\DeclareBibliographyCategory{primary}
\DeclareBibliographyCategory{secondary}\addtocategory{primary}{pantieri:arte}
\addtocategory{secondary}{beccari:guida,gregorio:programmazione}\defbibheading{primary}{\subsection*{Bibliografia essenziale}}
\defbibheading{secondary}{\subsection*{Letture d’approfondimento}}\begin{document}
Il riferimento a~\cite{pantieri:arte} appare nella bibliografia essenziale.Il riferimento a~\cite{beccari:guida} appare nelle letture di approfondimento. Si possono includere negli approfondimenti anche delle opere non esplicitamente citate nel documento.\nocite{gregorio:programmazione}
\section*{\refname}
\printbibliography[heading=primary,category=primary]
\printbibliography[heading=secondary,category=secondary]
\end{document}`
Si tratta di un articolo con due bibliografie separate, una per la letteratura di base (primary literature) e l’altra per gli approfondimenti (secondary literature).Nel preambolo vengono definite due categorie (\DeclareBibliographyCategory), una per la letteratura di base, l’altra per gli approfondimenti. Le singole voci vengono assegnate alle rispettive categorie con il comando \addtocategory.
Il comando \defbibheading permette di definire il titolo delle due bibliografie (letteratura di base e approfondimenti).
L’argomento opzionale del comando \printbibliography permette di inserire una serie di istruzioni di controllo. L’opzione heading=
imposta il titolo della bibliografia, come specificato con \defbibheading. L’opzione category= realizza un filtro nelle voci da stampare: vengono stampate solo le voci appartenenti alla specificata. (Al posto dei due \printbibliography, con i relativi argomenti opzionali, si può dare un semplice \bibbycategory, che fa la stessa cosa, automaticamente.)
Una meraviglia. L’esempio è tratta dal mio prossimo articolo… 😉
Riguardo al tuo problema (bibliografia con le sole opere citate, bibliografia con i \nocite), non so, ma scommetto due euro che con biblatex si può fare. 😉
Ciao,
L.
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Carissimi, il mio studio di biblatex procede a grandi passi. Mi sono resoconto che gran parte dei punti che ho sollevato potrebbero (o meglio, dovrebbero) essere risolti scrivendo uno stile bibliografico e uno di citazione ottimizzati per l’italiano. Visto che uno dei punti di forza di biblatex è proprio la facilità (almeno, rispetto al BibTeX standard) di personalizzare gli stili, dovremmo farcela.Invito pertanto caldamente i guru del forum, in primis Enrico e Massimiliano, a esaminare anche la seguente discussione, strettamente connessa al presente topic:
http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=6472A presto,
L.
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Ciao, innanzitutto scusami per la risposta tardiva. Se avessi una bibliografia in ordine alfabetico con più opere delle stesso autore, mi aspetterei che le opere venissero ordinate in base alla data (in ordine crescente). Per quanto riguarda opere con lo stesso primo autore e due diversi secondi autori, mi aspetterei che venissero ordinate in base al cognome del secondo autore. Ho appena provato, con natbib (opzione numbers) e lo stile classic, e ho visto che è accade esattamente quanto ci si aspetta.Per esempio (solo per darti un’idea),
`@article{mori:tesi,
author = {Mori, Lapo},
title = {Come si fa una tesi di laurea},
year = {2008}
}@article{mori:bibliografia,
author = {Mori, Lapo},
title = {Come si fa una bibliografia},
year = {2009}
}@article{mori:cv,
author = {Mori, Lapo and Himmelmann, Maurizio},
title = {Come si fa un curriculum vitae},
year = {2008}
}@article{mori:formule,
author = {Mori, Lapo and Guiggiani, Massimo},
title = {Come non maltrattare le formule matematiche},
year = {2009}
}
`
produce qualcosa del tipo[1] Mori, L., “Come si fa una tesi di laurea”, 2008.
[2] Mori, L., “Come si fa una bibliografia”, 2009.
[3] Mori, L., e Guiggiani, M., “Come non maltrattare le formule matematiche”, 2009.
[4] Mori, L., e Himmelmann, M. ,”Come si fa un curriculum vitae”, 2008.indipendentemente dall’ordine con cui sono citate le opere nel documento.
Ciao,
L.
::`\begin{equation} \label{rif}
\begin{array}{cl}
H & = \delta p * f \\
& = \delta p * t/c
\end{array}
\end{equation}`
ciò che ottengo sono due equazioni con la disposizione desiderata ma scritte con un font ridotto rispetto ad una normale equazione.
Ho adottato questa soluzione perchè:
– mi garantisce la scrittura di un unico numero di riferimento a destra del blocco, centrato rispetto allo stesso;
– permette di riportate diversi passaggi di una stessa elaborazione, assicurando che i segni di uguale siano in corrispondenza;
– posso scrivere equazioni molto lunghe, andando a capo e scegliendo il punto da cui ricominciare.Cerca “split” e “amsmath” nell’Arte, quassù.
Ciao,
L.
21 Agosto 2009 alle 8:24 in risposta a: Stesso documento, 2 risultati diversi con Win e Linux!!! #34042::La domanda e`: visto che cosi come e` funziona bene, lo vado a modificare? cosa offre veramente in piu` subfig o meglio cosa rende obsoleto subfigure?
Sono pacchetti dello stesso autore: subfig, rispetto a subfigure, è scritto meglio, il codice è più compatto, i comandi sono (un po’) più semplici, ha una migliore compatibilità con caption, … Trovi tutto nella doc. di subfig.
Ciao,
L.
::Hai almeno importato il pacchetto floatflt?
D’accordo su tutto Gloria, ma ribadisco: il pacchetto floatflt è un residuato del laTeX 2.09. Se si prova a usarlo, a volte la figura viene posizionata senza problemi, altre volte la figura viene piazzata dove non dovrebbe, altre ancora la figura si volatilizza, senza che neppure appaia un warning o un messaggio di errore.
Poi, hai ragione: avvolgere una figura con del testo è una tecnica da usare con grandissima moderazione.
Ciao,
L.
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