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Sbagliato. La classe report non abilita di default le testatine.
Certo. Però resta il fatto che se si usano insieme:
1. la classe report,
2. lo stile di pagina headings,
3. un capitolo non numerato introdotto con \cahpter*,
il problema della testatina sbagliata si presenta eccome!Naturalmente, esistono diverse soluzioni per questo problemino:
1. impostare a mano le testatine con \markboth;
2. non usare lo stile di pagina headings;
3. usare un’altra classe, come book (con \frontmatter), o amsbook.Il problema comunque c’è!
Sto scrivendo un paragrafetto che sintetizzi questa storia, da inserire nella prossima versione dell’Arte. Domani lo sottopongo alla vostra attenzione!
Buona domenica,
L.
::Un altro “bug” di LaTeX credo sia il ricorrente problema delle testatine sbagliate usando i comandi di sezionamento asteriscati, che si risolve con un \markboth.
Bisognerebbe ridefinire i vari comandi di sezionamento affinché lancino \markboth in automatico.
Basta non usarli; \chapter* non va usato mai; la classe book ha la funzionalità apposita (introdotta per la prima volta dalla classe amsbook) per evitarlo, adoperando \frontmatter e \mainmatter.
Sono d’accordo sia con Enrico sia con Francesco. Se si usano i comandi \frontmatter e \mainmatter messi a disposizione dalla classe book il problema non si presenta. Se però si usa la classe report (che non ha \frontmatter e \mainmatter) il problema c’è: l’unico modo è impostare manualmente le testatine con \markboth.
Si tratta quindi di un (altro piccolo) bug di LaTeX: per la precisione di un bug della classe report.
Dire, come fa Enrico, che il comando \chapter* non va usato mai equivale a dire -se non sbaglio!- che, se in un documento c’è bisogno di inserire un capitolo non numerato (una prefazione, un sommario “esteso”, …) non bisogna usare la classe report, ma la classe book (eventualmente con le opzioni openany e oneside). Sono d’accordo, naturalmente: la classe report mi è sempre sembrata un doppione di book!
Ciao,
L.
::salve a tutti, qualcuno può consigliarmi come scrivere una formula su più righe la cui numerazione venga messa al centro e che le righe siano centrate?
esempio.
—-pippo=pluto+minni=
—————————————-(1)
=pluto+paperino+topolinovi ringrazio anticipatamente daniele
😐 qualcuno sa una formattazione migliore per questa situazione?
Se hai una singola formula da spezzare su più righe gli ambienti da usare sono multline o split. L’ambiente split allinea le righe e pone il numero al centro della formula; l’ambiente multline non incolonna le righe e mette il numero alla fine.
Pagina 117 dell’Arte:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdfCiao,
L.
::Dopo vorrei un consiglio per sapere se è buon’idea come ho customizzato il fancy….
Vi ringrazio in anticipo e spero di essere stato chiaro nell’esporre il problema!
Sei stato chiaro (a parte qualche anglismo di troppo: perché scrivere “customizzare” quando in italiano c’è “personalizzare”?).
Non uso fancyhdr da un bel po’, ma mi pare di ricordare che Il comportamento di quel pacchetto sia proprio quello che descrivi: nella prima pagina di ogni capitolo si ha lo stile “plain”.
Consigli?
1. Evita di ripetere il tuo nome e cognome ad ogni pagina del lavoro (non credo che il lettore di un libro rischi di dimenticarsi il nome dell’autore strada facendo).
2. Non usare fancyhdr (le impostazioni predefinite della classe book sono migliori, secondo me).
Ciao,
L.
::Nella guida “Scrivere la tesi in Latex” la bibliografia compariva proprio come intendevo io… pensafo fosse fatta con uno stile predefinito.
Dici quella di Lapo Mori? Se è così, non mi risulta: Lapo non cita articoli pubblicati su riviste cartacee, ma lavori pubblicati sul Web, per i quali va usato il record MANUAL (o simili), che effettivamente mettono in corsivo il titolo.
Ciao,
L.
::Salve a tutti.
In tutti i miei documenti carico il pacchetto hyperref, senza alcuna opzione, per avere poi i link ipertestuali, utilissimi, nel file pdf finale. Vorrei però evitare che, nella visualizzazione del pdf, tali link vengano segnalati con quegli orrendi box colorati.
Qualcuno di voi conosce quale opzione devo inserire per evitare ciò?
Grazie.Problema affrontato più volte. Le discussioni sul forum in proposito le trovi riassunte a pag. 52-53 della mia guida:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
Ciao,
L.
::ho provato plain_ita, ma il titolo è scritto comunque normale, mentre il riferimento alal rivista è in corsivo. Io vorrei esattamente il contratio!
ecco un esempio della mia bibliografia:
`@article{01:,
author = {Chabarek, J. and Sommers, J. and others},
title = {{Power Awareness in Network Design and Routing}},
journal = {IEE INFOCOM},
year = {2008},
}`Io vorrei il title in corsivo, come \emph per intenderci,
i il “journal” e “yer” normali….
Come il 99% delle cose in LaTeX (diciamo 98%, via!), ci sono ottime ragioni per cui le cose sono così come sono. Gli stili bibliografici più diffusi scrivono il titolo degli articoli in tondo e quello delle relative riviste in corsivo: evidentemente, questa è la prassi, alla quale ti consiglio di attenerti.
Se però vuoi cambiare le impostazioni predefinite e andare per la tua strada, puoi farlo: cerca makebst sul forum. In questo modo, puoi costruirti uno stile su misura, in base aiu tuoi gusti e alle tue esigenze.
Ciao,
L.
::Resta il fatto che il WYSIWYG non è il modo di procedere, anche a mio avviso. Quello che può sembrare un aspetto negativo (non essere WYSIWYG) è in realtà un aspetto fondamentalmente positivo: ci si deve concentrare su cosa si scrive, prima di pensare all’aspetto tipografico/grafico di ciò che si è scritto.
Concordo, naturalmente. I programmi WYSIWYG hanno pro e contro rispetto a LaTeX, e ciascuno di questi due sistemi è adatto per scopi differenti.
Dopo aver letto il paragrafo “Filosofia” a pag. 5 dell’Arte, consiglio di considerare il problema descritto a pagina 153 (che LaTeX risolve brillantemente, con la sua logica “a markup”), e a come risolverlo con un programma WYSIWYG.
Ciao,
L.
::sto cercando di rendere i riferimenti multipli, ad esempio \cite{pippo, pluto, paperino},
in modo che l’output abbia i numeri ordinati, cioè [1,3,34] anziché [3,1,34] ecc. . .Possibilmente vorrei anche che venissero “compressi” indicando l’intervallo per i numeri consecutivi, ad es. [1-5] anziché [1,2,3,4,5].
Ho visto nella guida di Lorenzo che la soluzione è usare natbib:
`\usepackage[square,numbers,sort&compress]{natbib}`Però ci sono dei problemi. 1. Devo cambiare stile della bibliografia usandone uno compatibile con natbib: 2. uso bibunits e nella documentazione di natbib non mi sembra che ci sia scritto che sono compatibili.
Esiste un modo più semplice per avere l’analogo di sort&compress di natbib?
Capisco che ci sono scelte di semplicità e che per le funzioni aggiuntive i pacchetti sono l’ideale, ma mi chiedo anche come mai una cosa così basilare non sia stata contemplata nel LaTeX standard. . .
Dalla doc. di natbib:
It can also emulate the sorting and compressing functions of the cite package as well as the multiple citation (and merging) functions of Thorsten Ohl’s mcite package. (The natbib package, however, is not compatible with either cite or mcite themselves.)
Non ho mai provato i pacchetti cite e mcite: prova a darci un’occhiata.
Tuttavia, il mio consiglio è di usare natbib. L’opzione numbers è formidabile: permette di passare da riferimenti autore-anno a riferimenti di tipo numerico in un attimo.
Il pacchetto bibunits è compatibile con natbib:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/BibliografieMultiple.pdfCapisco che ci sono scelte di semplicità e che per le funzioni aggiuntive i pacchetti sono l’ideale, ma mi chiedo anche come mai una cosa così basilare non sia stata contemplata nel LaTeX standard. . .
Sono d’accordo con te. Ecco un altro bug che aggiungerei alla lista:
http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=4804&start=0Ciao,
L.
::Ora, chiedo se altri tra voi hanno riscontrato lo stesso difetto. È un baco di multirow? C’è un modo per centrare il testo in modo che il risultato sia più equilibrato? Se invece il risultato DEVE essere questo, mi metto il cuore in pace.
Ciao Tommaso, il “comportamento” si prenta anche con le classi standard. Non so dirti con certezza se sia un difetto o una caratteristica voluta, anche se propendo per la prima ipotesi.
Ciao,
L.
::purtroppo, ogni volta che aggiorni la guida me la scarico e la sovrascrivo sul file precedente, così ora non ho il paragrafo originale per fare un confronto, ma sono abbastanza convinto che il miglioramento sia indiscutibile!
Vecchia versione:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX2009-03-01.pdfNuova versione:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdfL’importrante, però, è che la nuova spiegazione sia chiara.
Ciao,
L.P.S. Ti ho mandato un messaggio privato!
::Gentilissimi membri, per motivi vari mi converrebbe avere un solo file con più parti che però dovrei di volta in volta includere o meno; avrei risolto grazie ad alcuni ifthenelse ma, per rendere meno rozzo e lungo il processo d’inclusione, ho pensato di chiedervi aiuto 😀 grazie a tutti in anticipo
Premesso che il comando \include va usato solo se si ha una macchina vecchiotta, che cos’ha il comando \includeonly che non va? Spiegati meglio.
Ciao,
L.
::Grazie e perdonami se ho violato la netiquette, speravo di fare cosa gradita. 🙁
Tranquillo. Ma la netiquette (ri)leggila lo stesso!
Mi spieghi perchè dovrei togliere i \left e \right? Non fanno parte del comando parentesi? Il corsivo non è indispensabile però rende più simpatica l’esposizione.
La spiegazione la trovi a pag. 113 dell’Arte, te l’ho detto. Quanto a \textsl, non produce il corsivo (il corsivo matematico è usato sempre nelle formule da LaTeX), ma il carattere inclinato (sta per text slanted). Oltretutto è sbagliato mettere quel comando in una formula.
Nella guida che ti ho indicato trovi spiegate queste e (un po’ di) altre cose. 💡
Ah, il seguente
`Gli eventi A e B sono detti \textbf{incompatibili} se è impossibile che risultino veri entrambi, ossia $A \cap B = \O$. `
si scrive, meglio:
`Gli eventi $A$ e $B$ sono detti \emph{incompatibili} se è impossibile che risultino veri entrambi, ossia $A \cap B = \empyset$. `Ciao,
L.
::Ti ringrazio, eppure sono sicuro di aver letto di usare questo comando su qualche guida…
Ogni guida contiene un numero più o meno grande di errori. Fidati. 😉
`
\begin{equation}
D_{n,k} = \textsl{n}\left(\textsl{n} – 1\right)…\left(\textsl{n} – \textsl{k} + 1\right) = \frac{\textsl{n}\left(\textsl{n} – 1\right)…\left(\textsl{n} – \textsl{k} + 1\right)\left(\textsl{n} – \textsl{k} \right)!}{\left(\textsl{n} – \textsl{k}\right)!} = \frac {\textsl{n}!}{\left(\textsl{n} – \textsl{k}\right)!}
\end{equation}
`
La formula è perfetta, ma il numero che dovrebbe risultare affiancato finisce immediatamente sotto a destra, provocando un effetto a mio avviso sgradevole. C’è modo di correggere?La prossima volta, una domanda per topic (leggi la netiquette).
Comincerei col togliere tutti quei \left e \right, che di solito detreminano una spaziatura orizzontale esagerata: è uno dei pochi casi in un il dimensionamento manuale produce risultati migliori. Pagina 113 dell’Arte di scrivere con LaTeX, indicata quassù. Poi non si scrivono mai tre puntini consecutivi: si usa invece l’apposito comando \dots (che con amsmath è addirittura sensibile al contesto: un tocco delizioso!). Pagine 110-111 dell’Arte.
Tutti quei \textsl: sei sicuro?
Ciao,
L.
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