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Puoi seguire il consiglio di Lorenzo per eliminare il numero di pagina, ma ti sconsiglio vivamente: il numero di pagina serve per consultare il documento.
Sono d’accordo con te, naturalmente: il numero di pagina ci va eccome!
Il mio consiglio, se si usano le classi standard, è di usare le impostazioni predefinite di quelle classi sia per i titoli dei capitoli sia per le testatine: sono ottime, e di solito modificandole si fanno solo danni.
Ciao,
L.
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[\ldots\negthinspace] In \LaTeX, tutti e tre i tipi di virgolette possono essere inseriti direttamente nel sorgente, purché si carichi il pacchetto \texttt{inputenc} (con la codifica appropriata).Si nota esplicitamente che, indipendentemente dalla lingua specificata dall'opzione passata al pacchetto \texttt{babel}, il tasto \textsc{Maiusc + 2} nella tastiera italiana \emph{non} funge da \emph{fac totum} per inserire le virgolette alte, aperte o chiuse — come, invece, accaderebbe su una macchina per scrivere —, ma si devono usare gli appositi simboli \texttt{“ ''}: il primo si ottiene scrivendo due \texttt{`} (il paragrafo 4.1.2 a pagina 18 spiega come inserirli con la tastiera italiana), il secondo scrivendo due \texttt{'} (il normale apostrofo nella nostra tastiera). Questo stesso discorso vale qualora si volessero inserire gli apici, ovviamente inserendo solo una volta il simbolo per l'apertura, una per la chiusura.
Passiamo ora l'opzione \texttt{italian} al pacchetto \texttt{babel}:
\begin{itemize}
\item le virgolette alte \emph{aperte} possono anche essere inserite con \verb!””!
(ovvero, 2 volte le normali virgolette nella tastiera italiana, \textsc{Maiusc + 2}),
mentre per quelle chiuse continua a valere la regola descritta poc'anzi;
\item per ottenere i caporali aperti e chiusi si può scrivere \verb!”<! e \verb!">!, rispettivamente.
\end{itemize}
`Ciao, ho riformulato leggermente la tua proposta, lasciando (spero!) inalterata la sostanza.
In tipografia esistono tre tipi di virgolette: le basse (« », dette anche «francesi», «caporali» o «sergenti»), le alte (“ ”, dette anche “inglesi”) e gli apici (‘ ’). In LaTeX, tutti e tre i tipi di virgolette possono essere inseriti direttamente nel sorgente, purché si usi il pacchetto inputenc (con la codifica appropriata). Per inserire le virgolette alte non bisogna usare il carattere ” come invece si farebbe su una macchina per scrivere (che impiega lo stesso carattere per le virgolette di apertura e di chiusura), ma si devono usare gli appositi simboli “ ”. In alternativa, si possono scrivere due ‘ (il paragrafo 4.1.2 a pagina 18 spiega come farlo con la tastiera italiana) per le virgolette di apertura e due ’ (due normali apostrofi nella nostra tastiera) per le virgolette di chiusura. Ciò vale anche per inserire gli apici, ovviamente scrivendo solo una volta i caratteri ‘ e ’.
Se si usa l’opzione italian di babel le virgolette alte aperte possono anche essere inserite con “” (ovvero due volte le normali virgolette nella tastiera italiana), mentre si può scrivere “< per ottenere i caporali aperti e "> per i caporali chiusi.
A pagina 50 dell’Arte, appena aggiornata, si può apprezzare bene questo passo, che qui sul forum non è molto leggibile.
Rispetto alla tua proposta, ho inserito la frase
Per inserire le virgolette alte […] si devono usare gli appositi simboli “ ”.
subito prima di
In alternativa, si possono scrivere due ‘ […] per le virgolette di apertura e due ’ […] per le virgolette di chiusura.
Infatti, come detto all’inizio del paragrafo, in LaTeX tutti e tre i tipi di virgolette possono essere inseriti direttamente nel sorgente (caricando inputenc). Per esempio, su Mac per scrivere direttamente le virgolette alte aperte e chiuse basta scrivere OPZIONE+2 e OPZIONE+MAIUSCOLE+2, rispettivamente.
A questo, si potrebbe eventualmente aggiungere il comportamento di TeXnicCenter, che premendo Maiusc + 2 inserisce la prima volta “`, la seconda “‘, assecondando quello che l’utente word/writer è abituato a fare, ma questo è un altro discorso che farebbe la faccenda più grande di quello che è.
Forse così si scende troppo nel dettaglio. E poi bisognerebbe specificare le eventuali peculiarità degli altri editor “di riferimento” del lavoro (WinEdt, TeXShop e Kile).
Spero di non averti infastidito con la mia rielaborazione del tuo paragrafo, è solo che nel mio post originale ti suggerivo solo di rendere più chiaro il paragrafo, ora che tu hai preso le tue decisioni (in fondo, è tua la guida!) mi permetto di sottoporti la mia idea!
Scherzi? 😉
Fammi sapere che cosa ne pensi.
Grazie mille,
L.
::Salve a tutti..sto scrivendo una tesi in Latex e ho impostato la visualizzazione dei numeri di pagina e del nome delle sezioni in modo tale che escano ad inizio pagina con questo codice:
`
\usepackage[Lenny]{fncychap}\usepackage{fancyhdr}
\pagestyle{fancy}
\fancyhead{\rhead\thepage}
\renewcommand{\sectionmark}[1]{\markboth{\thesection.\ #1}{}}
\fancyhead[L]{\bfseries\leftmark}
\fancyfoot[C]{}
`Quello che risulta mi va benissimo..il problema sorge solo per la prima pagina di ogni capitolo in quanto voglio ottenere una pagina senza numero e con il solo titolo del capito. Utilizzando Fancy mi esce per esempio “capitolo 2” in alto alla pagina, omettendo la numerazione di pagina così come l’ho fatta per tutte le altre pagine e ahimè aggiungendo il numero di pagina alla fine della stessa in centro.
Vorrei togliere quel maledetto numero dalla pagina del capito, come faccio?
Spero di essermi spiegato, anche se in maniera un pò contorta.
Grazie in anticipo a chi mi aiuterà..^_^Prova con
`\thispagestyle{empty}`
subito dopo \chapter. Ancora meglio: non usare fncychap. 😉Ciao,
L.
::Prima di tutto dovresti usare gli ambienti per matrici di amsmath; a quel punto la differenza non dovrebbe più saltare agli occhi in modo terribile.
Non li ho mai usati…
Ora cerco qualche guida per usarli.Pagine 115-116 dell’Arte. E anche appendice B, che ti spiega che il codice che hai scritto si può migliorare.
Secondo: lasciale così come sono.
Come mai?
LaTeX è eccezionale nel comporre le formule matematiche: concentrati sul contento e lascia la composizione a lui, sei in ottime mani.
Ciao,
L.
::
Ciao a tutti.Per caso, ho trovato che esiste un’apposita pagina del sito del LaTeX Project dal significativo titolo “LaTeX bugs database”…
http://www.latex-project.org/cgi-bin/ltxbugs2html
Ciao,
L.
5 Marzo 2009 alle 11:19 in risposta a: Simbolo dei gradi e codifica utf8 in ambiente matematico #31649::davvero l’unica soluzione è riscrivere il periodo?
Se hai caricato correttamente babel (e l’hai fatto, come ti ha spiegato Enrico), e hai una parola che fuoriesce dal margine, l’unica soluzione è riformulare il periodo. Non è la fine del mondo: a volte succede, sopratutto se il tuo documento usa una gabbia stretta e contiene parole tecniche (di soliito in typewriter) che non possono essere spezzate.
Ciao,
L.
::Ciao a tutti ho un piccolo problema. nella mia tesi quando con l’opzione \cite cito un riferimento bibliografico questo non rispetta i margini
Un comportamento ripetuto, irragionevole, rivolto contro
un dipendente o un gruppo di dipendenti, tale da creare un ri-
schio per la salute e la sicurezza. [European Agency for Safety and Health at Work, 2002]non so se risulterà chiaro perché nn so se mantiene il layout citandolo qui..in pratica European…2002 non lo divide e quindi mi esce dal bordo..Sapete come risolvere il problema?
grazie a tutti.Carichi hyperref? Che distribuzione usi?
Ciao,
L.
::Una domanda che mi pongo da tempo: perché i messaggi cominciano così spesso con “salve, io
“? A parte il “salve”, brutto ma non terribile, da quando in italiano si usa “io vorrei” senza alcuna opposizione come in “Io vorrei ma tu preferisci …”? Ci stiamo anglicizzando così tanto? 🙄
Accipicchia, non pensavo che “vorrei” fosse un anglismo! Viene da “I’d like”, giusto? Pensavo addirittura che fosse un modo di esprimersi educato: se vado in un negozio dico “vorrei xyz, per favore”. In buon italiano come si dovrebbe dire?
Grazie mille,
L.
::`
\beginnumbering
\pstart
\i{Per questi \edtext{adunque}{\Afootnote{ad\~{u}q;}} conchiudiamo noi, che li del cuore affanni, o noievoli passioni sieno et più possenti, et più sanza paragone di dolori, cha di qual si voglia nostra inferma parte, essendo egli de le nostre vite 'l fonte, et vera radice. }
\pend
\endnumbering
`Come posso risolvere???Quale immensa castroneria ho scritto?
Potresti iniziare con lo spiegarci quale classi usi e che cosa sono quei comandi: non sono standard, sai?
Ciao,
L.
::mi permetto di dare anche io un piccolo suggerimento.
Chi è abituato a utilizzare Oo Writer o MS Word inserisce le virgolette e gli apici con ” e ‘ ed il software provvede a trasformarle in virgolette aperte o chiuse.
Con LaTeX ci si comporta in maniera un po’ diversa (più complicata?) e tu, nell’Arte (pag. 50) descrivi per filo e per segno il procedimento.
Come emergeva da questa discussione sul forum, però, soprattutto nella versione stampata è difficile riconoscere quali simboli utilizzi per ` piuttosto che per ‘ o ancora per “ ”.
Allora, visto che il tuo lavoro è in costante aggiornamento, ti consiglio di rendere il più chiaro possibile il paragrafo.
Ciao a tutti.
Come avevo ammesso subito “a caldo”, l’obiezione sollevata dal nostro amico -che ringrazio di cuore- coglie(va) nel segno. Il fatto è che i Bera Mono -ma anche i Palatino- hanno caratteri molto simili per rappresentare le virgoletta aperta e chiusa. Questo di regola non costituisce un problema, ma in una guida che spiega come inserire le virgolette lo è, senza dubbio.
Mi sono venute in mente diverse soluzioni, tutte con pro e contro.
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Lasciare le cose così come stavano, magari aggiungendo una nota per mettere in guardia il lettore: in questo caso l’estetica di ClassicThesis è invariata, ma il passo non sarebbe risultato chiaro.
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All’estremo opposto, rinunciare ai Palatino e ai Bera Mono in favore dei Computer Modern, che hanno caratteri per le virgolette aperta e chiusa molto diversi, che si distinguono bene: in questo caso non ci sarebbe stato più alcun problema con le virgolette, ma l’estetica di ClassicThesis sarebbe andata a farsi friggere.
In mezzo a queste soluzioni manichee, ce ne sono altre.
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Creare una famiglia di font virtuali formati dai Bera Mono (e dai Palatino), ma con le virgolette dei CM. Un chimerismo che però mi lascia davvero perplesso.
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Solo nei passi che spiegano l’uso delle virgolette, usare le virgolette dei CM, lasciando invariato il resto.
Alla fine, ho optato per quest’ultima possibilità perché mi sembra di gran lunga la migliore (un pessimista direbbe: è il male minore). Un purista potrebbe storcere il naso: di regola mescolare i font non si dovrebbe mai fare. Tuttavia la tipografia è più un’arte che una scienza: in una guida a LaTeX, la chiarezza ha la precedenza.
Visto che c’ero, ho anche riformulato i due paragrafi problematici. Potete giudicare il risultato nella nuova versione dell’Arte (pag. 19 e 49-50), che ho appena messo in linea.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
Che ne pensate?
A presto,
L.
::Risposta lapidaria a entrambe le domande: NO. O forse sì, ma con talmente tanti contorcimenti con caratteri attivi e rischio di rompere decine di macro che non ci penso nemmeno. Se le virgolette in BeraMono non ti vanno, non usare BeraMono. Oppure costruisciti un font virtuale con le virgolette “migliori”. 🙂
Sospettavo qualcosa del genere. Ora penso a come aggirare l’ostacolo…
Grazie mille, comunque!
Ciao,
L.
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