lorenzo.pantieri

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  • in risposta a: Le mie (dis)avventure con TikZ #96840
    lorenzo.pantieri
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      Ciao a tutti. Mi aiutate a migliorare questa figura?
      `\documentclass{article}
      \usepackage[dvipsnames]{xcolor}
      \usepackage{tikz}

      \begin{document}

      \begin{tikzpicture}[scale=0.9,font=\small]

      \draw

      (-0.8,-4.4) — (0.8,-4.4) — (0.6,-3.6) — (-0.6,-3.6) — cycle;
      \draw

      (-0.8,-4.6) rectangle (0.8,-4.4);

      \draw [thick, right color=BrickRed, left color=white] (-0.1,0.5) rectangle (0.1,-4);
      \draw [thick, top color=lightgray, bottom color=white] (-2.75,-0.15) rectangle (2.75,0.15);

      \draw (-2.5,0) [fill=white] circle (2pt);
      \draw (-2,0) [fill=white] circle (2pt);
      \draw (-1.5,0) [fill=white] circle (2pt);
      \draw (-1,0) [fill=white] circle (2pt);
      \draw (-0.5,0) [fill=white] circle (2pt);
      \draw (0,0) [fill=white] circle (2pt);
      \draw (0.5,0) [fill=white] circle (2pt);
      \draw (1,0) [fill=white] circle (2pt);
      \draw (1.5,0) [fill=white] circle (2pt);
      \draw (2,0) [fill=white] circle (2pt);
      \draw (2.5,0) [fill=white] circle (2pt);

      \draw (0,0.5) [fill=BrickRed] ellipse (0.1 and 0.05);
      \draw (0,-4)

      ellipse (0.1 and 0.05); % non ci siamo!!!

      \draw (0,0) — (0.5,-0.5) node [below right=-4pt] {fulcro};
      \draw (2.25,0) — (2.75,-0.5) node [below right=-4pt] {asta};
      \draw (0,-2.5) — (0.5,-3) node [below right=-4pt] {supporto};

      \end{tikzpicture}

      \end{document}`
      Quello che non va è la base del supporto. Ci vorrebbe solo l’arco in basso dell’ellisse, e non quello in alto. In altre parole, ci vorrebbe una semiellisse.

      Grazie anticipate!

      in risposta a: problema nel creare una tabella #107474
      lorenzo.pantieri
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        Aggiungo: la didascalia di una tabella va prima e non dopo la tabella.

        in risposta a: problema nel creare una tabella #107469
        lorenzo.pantieri
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          dean” post=107561
          ciao a tutti..
          sono nuovo del forum, sebbene uso latex già da qualche anno.
          io uso texstudio per scrivere in latex, e sto attualmente scrivendo la tesi, ma mi ritrovo ad avere un problema nel creare una tabella.

          devo fare una tabella di 5 colonne e 15 righe, e deve entrare in una pagina, ma il problema è la larghezza perchè il testo che va nella prima riga è piuttosto lungo

          per risolvere l’idea è di scrivere il contenuto nelle caselle della prima riga su più colonne (quindi fare la prima riga più spessa con un testo che va daccapo).

          spero di essermi spiegato..
          qualcuno sa dirmi come posso fare?

          Benvenuto suo forum.

          http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

          Nel paragrafo sulle tabelle di questa guida trovi molte indicazioni per risolvere il problema.

          in risposta a: e-book di fisica per Istituti professionali #107217
          lorenzo.pantieri
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            OldClaudio” post=107558
            \[ s=vt= 2\,\frac{\mathrm{m}}{\mathrm{s}} \cdot 3\,\mathrm{s} = 6\,\mathrm{m}\]

            Grazie per le indicazioni, innanzitutto. Trovo molto pratico risparmiarsi tutti i passaggi relativi alle unità di misura. Se “faccio il bravo”, ossia se esprimo i tempi i secondi, le lunghezze in metri, le tensioni in volt, eccetera, so già che l’unità di misura del risultato finale sarà quella “giusta” (newton se è una forza, metro quadro se è un’area, chilogrammi se è una massa, eccetera). Non ho bisogno di verificarlo volta per volta: è un “regalo” che viene dall’esprimere tutto nel Sistema Internazionale. Il controllo dimensionale lo faccio eventualmente per sicurezza, per controllare.

            Grazie ancora,
            Lorenzo

            in risposta a: e-book di fisica per Istituti professionali #107215
            lorenzo.pantieri
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              OldClaudio” post=107550Certo, in un dato luogo la g è costante, ma siccome hai detto che \[ F= G \frac{m_1 m_2}{r^2}\] e evidente che, a pari masse, la forza, e quindi g, varia con la distanza dal baricentro della terra; così g è minore in vetta all’Everest, e maggiore nella depressione del Mar Morto; e visto che la Terra non è una sfera, ma è schiacciata è altrettanto evidente che ai poli g è maggiore che all’equatore (esercizi per fare qualche calcolo in merito…; ovviamente bisogna fornire una qualche indicazione dello schiacciamento, per esempio la distanza dei poli dal centro della Terra e il raggio dell’equatore). Gli studenti dovrebbero ricordarsi che alle scuole medie hanno imparato (o dovrebbero averlo fatto) che la terra non è tonda, ma che assomiglia ad un pallone da calcio schiacciato ai poli (qualcuno potrebbe persino ricordarsi che il geoide approssima un ellissoide di rotazione).
              Perciò non mi parrebbe fuori luogo una breve digressione su questo argomento.

              Uno studente davvero bravo dovrebbe chiedersi come collegare l’espressione del peso di un corpo $P=mg$ con la forza di attrazione gravitazionale. In effetti tutto va come se la Terra fosse un punto materiale posizionato al centro di essa, con massa $M$ uguale alla massa della Terra. Allora un corpo posto sulla superficie terrestre ha un’accelerazione pari a
              \[
              g=\frac{GM}{R^2}
              \]
              dove $R$ è il raggio della Terra.

              Il fatto che “tutto va come se la Terra fosse un punto materiale posizionato al centro di essa, con massa uguale alla massa della Terra” non è per nulla banale. Anzi, se ben ricordo, Newton ritardò la pubblicazione dei Principia proprio perché non riusciva a dimostrarlo. Oggi con il teorema di Gauss questo si dimostra facilmente, non so come abbia fatto Newton.

              Sta di fatto che sono questioni complesse, non facili da spiegare in un libro rivolto ad alunni che (me l’hanno riferito e non stento a crederci) hanno difficoltà a capire che $\Delta x$ non significa $\Delta$ moltiplicato per $x$.

              In ogni caso, grazie peri il tuo consiglio, vedrò se riesco a rendere la cosa in modo semplice.

              P.S. Vorrei che tu mi dicessi se ho fatto bene a togliere tutte le parentesi nei calcoli con le unità di misura!
              \[
              s= vt= 2\cdot3\,\text{m}
              \qquad
              s= vt= 2/3\,\text{m}
              \]
              oppure
              \[
              s=vt=(2\cdot3)\,\text{m}
              \qquad
              s=vt=(2/3)\,\text{m}
              \]
              ?

              in risposta a: Modificare \captionsetup di Arsclassica #107467
              lorenzo.pantieri
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                illinguista1972″ post=107548
                Non sono d’accordo. 🙂

                Le ragioni che porti sono valide, forse hai ragione tu. Ho sempre trovato il modo di comporre le didascalie delle classi standard non del tutto adeguato per due ragioni: il font usato per l’etichetta (“Figura” o “Tabella”) è lo stesso del documento principale, e il testo della didascalia non viene rientrato. Ho dato un’occhiata ad alcune classi e ho visto che al riguardo ciascuna fa a modo proprio.

                – classi standard e suftesi: non cambiano il font dell’etichetta e non rientrano il testo della dida
                – classi KOMA: cambiano il font dell’etichetta e rientrano il testo della dida
                – classi AMS: cambiano il font dell’etichetta e non rientrano il testo della dida
                – classicthesis: non cambia il font dell’etichetta e rientra il testo della dida

                Peraltro, anche le soluzioni che indichi negli esempi che hai portato, con le annesse ragioni, sono buone.

                Ciò detto, trovo che una didascalia molto lunga sia faticosa da leggere: meglio cercare di avere delle didascalie chiare ma brevi, nel limite del possibile.

                Ciao,
                L..

                in risposta a: e-book di fisica per Istituti professionali #107213
                lorenzo.pantieri
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                  OldClaudio” post=107545Tuttavia visto che nel corso non si parla di elettricità, capisco l’osservazione sul fatto che l’esempio si un po’ come l’uovo fuori dal cesto.

                  Già.

                  OldClaudio” post=107545
                  Tornando alla bilancia, cogli l’occasione di spiegare che la bilancia non misura il peso, ma misura la massa; la bilancia confronta la massa di ciò che si vuole misurare con delle masse campione. In sostanza il nome bilancia dovrebbe essere riservato alle bilance a bracci.

                  Le bilance del salumiere, del verduriere, ecc, con la lancetta che si muove su una scala graduata, non è una bilancia ma un dinamometro, del quale poi parli nel capitolo delle forze. In sostanza queste “bilance” da negozio sono di dinamometri che indicano la quantità da misurare su una scala impropria tarata in chilogrammi peso, ma che è un triste lascito del passato. Un dinamometro misura un dato pacchetto di prosciutto con misure diverse al polo nord rispetto che all’equatore; la differenze non è enorme, ma c’è; la bilancia misura il pacchetto di prosciutto con la stessa misura sia al polo sia all’equatore.

                  Tutto giusto, naturalmente!

                  OldClaudio” post=107545
                  Dunque, non si tratta di confondere gli allievi, ma potrebbe erre uno spunto per un esercizio dove una massa di 500 g di prosciutto viene misurata al polo e all’equatore con un una bilancia da salumiere; la costante G al polo vale 9,8…, mentre all’equatore vale G=9.8…; se il prosciutto viene venduto a 50€ al chilo, qual è la differenza di costo dello stesso prosciutto pesato al polo rispetto a quando è pesato all’equatore?

                  Certo, potrei farlo. Solo che nel testo, per semplicità, ho presentato g come costante. Potrei dire che invece g varia leggermente con la latitudine, e allora il tuo esempio sarebbe perfetto. Ci penso.

                  in risposta a: e-book di fisica per Istituti professionali #107210
                  lorenzo.pantieri
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                    http://www.lorenzopantieri.net/Matematica_e_Fisica_files/Fisica.pdf

                    Qualcuno mi ha fatto notare che l’esempio dei due voltmetri a pagina 8 è inutilmente complicato per dei ragazzi di prima, e che può essere sostituito tranquillamente con due bilance.

                    http://www.lorenzopantieri.net/Matematica_e_Fisica_files/FisicaBilancia.pdf

                    Ora però l’esempio mi sembra meno trasparente, perché c’è la faccenda del chiliogrammo-peso che complica un po’ le cose. Fra l’altro, non credo che esistano bilance che esprimano il peso in chilogrammi-peso. Tutte le bilance che conosco lo riportano in chilogrammi, anche se è improprio, perché una bilancia misura il peso, non la massa. Quindi con “chilogrammo” in una bilancia deve intendersi “chilogrammo-peso”. Questa distinzione, che nella vita quotidiana può tranquillamente tralasciarsi, in un libro di fisica va fatta. Non si può rischiare che uno studente di fisica confonda la massa col peso!

                    Quindi ho tre possibilità:

                    1. lascio l’esempio con i voltmetri;

                    2. uso le bilance, parlando correttamente di chilogrammi-peso;

                    3. uso le bilance, parlando (impropriamente) di chilogrammi.

                    Che mi consigliate?

                    in risposta a: Modificare \captionsetup di Arsclassica #107465
                    lorenzo.pantieri
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                      Giovanni62″ post=107541Devo però dire che il risultato ottenuto non mi piace affatto!

                      Certo. Indipendentemente da ArsClassica, quel modo di comporre le didascalie è proprio brutto. Io lo considero un bug delle classi standard (qualcuno dice che è una feature…), da correggere con \captionsetup{format=hang}.

                      in risposta a: Modificare \captionsetup di Arsclassica #107464
                      lorenzo.pantieri
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                        Devi scrivere \captionsetup{format=plain} dopo aver caricato ArsClassica.
                        `\documentclass{scrreprt}

                        \usepackage[T1]{fontenc}
                        \usepackage[applemac]{inputenc}
                        \usepackage[italian]{babel}
                        \usepackage[eulerchapternumbers,beramono,eulermath,pdfspacing]{classicthesis}
                        \usepackage{arsclassica}

                        \captionsetup{format=plain}

                        \begin{document}

                        \begin{figure}
                        \caption{Parole parole parole parole parole parole parole parole parole parole parole parole parole}
                        \end{figure}
                        \end{document}`
                        Funziona.

                        in risposta a: LaTeX e flowchart con Dia #107454
                        lorenzo.pantieri
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                          letteracdp” post=107516
                          ma il più grosso di tutti è`\include{islam-macro}`Come sarebbe [tt]\include[/tt]? Vorrai dire [tt]\input[/tt]!

                          \input o \include, io fatto è che noi non sappiamo che cosa c’è scritto in islam-macro.tex. Serve un esempio minimo compilabile.

                          in risposta a: LaTeX e flowchart con Dia #107449
                          lorenzo.pantieri
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                            Linpassiont75″ post=107511
                            Il codice è così costituito:
                            `
                            \documentclass[a4paper,oneside,11pt,titlepage]{report}
                            \usepackage[a4paper,top=3cm,bottom=2.5cm,left=2.5cm,right=2.5cm]{geometry}
                            \usepackage[utf8]{inputenc}
                            \usepackage[T1]{fontenc}
                            \usepackage{setspace}
                            \usepackage{times}
                            \usepackage{csquotes}
                            \usepackage{textcomp}
                            %Pacchetto per spezzare le righe troppo lunghe
                            \usepackage{seqsplit}
                            \usepackage[italian]{babel}
                            \usepackage{tikz}
                            \usepackage{graphicx}
                            \usepackage{amssymb}

                            %Inizo del documento
                            \begin{document}
                            \cleardoublepage
                            \nocite{*}
                            \onehalfspacing
                            \pagestyle{plain}
                            \noindent

                            \paragraph*{Cos'è l'islàm e il rapporto con l'Europa -} possiamo schematizzarlo come segue:
                            \begin{center}
                            \include{islam-macro}
                            \end{center}
                            `

                            Pertanto il testo del paragraph non è “attaccato” al diagramma che lo segue.

                            grazie. magari mi è sfuggito qualcosa.

                            L’esempio non è compilabile.

                            in risposta a: e-book di fisica per Istituti professionali #107209
                            lorenzo.pantieri
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                              franen” post=107505L’esercizio 3 a pagina 8 (o 9 a seconda della versione) ha una soluzione sbagliata

                              Ho appena corretto l’errore e aggiornato il documento!

                              Grazie per la segnalazione!

                              in risposta a: Allineamento bibliografia #107446
                              lorenzo.pantieri
                              Partecipante
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                                Metti dopo thebibliography l’etichetta più lunga.
                                `\begin{thebibliography}{TCS}
                                \bibitem[Ti]{eco:tesi} Eco, Umberto (1977), \emph{Come si fa una tesi di laurea}, Bompiani, Milano.

                                \bibitem[TC]{eco:tesi} Eco, Umberto (1977), \emph{Il nome della rosa}, Bompiani, Milano.

                                \bibitem[TCS]{mori:tesi} Mori, Lapo Filippo (2007), “Scrivere la tesi di laurea con \LaTeXe”.
                                \end{thebibliography}`
                                Meglio ancora, non usare thebibliography ma passa a biblatex, che è infinitamente più versatile. Occorre un minimo investimento di tempo per impararlo, ma ne vale la pena, fidati.

                                in risposta a: e-book di fisica per Istituti professionali #107207
                                lorenzo.pantieri
                                Partecipante
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                                  Nel approfitto per chiedere un’altra indicazione. È corretto scrivere:
                                  `\[
                                  s=2\cdot3\,\text{m}
                                  \qquad
                                  s=2/3\,\text{m}
                                  \]`
                                  o bisognerebbe usare le parentesi
                                  `\[
                                  s=(2\cdot3)\,\text{m}
                                  \qquad
                                  s=(2/3)\,\text{m}
                                  \]`
                                  ?

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