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Inoltre vorrei avere la scritta Capitolo 1 Titolo in un’unica riga, circa come si vede su ArteLaTeX.
Se ti interessa quel layout, puoi usare il pacchetto ArsClassica (richiede ClassicThesis).
Per quanto riguarda il titolo su un’unica riga, devi essere bravo (leggi: sintetico) tu. Riassumere con una parola un titolo di due righe è un’arte a volte complicata, ma ricca di soddisfazioni…
Ciao,
L.
::Ciao a tutti! Frequento molto poco il forum, ma sto continuando, da autodidatta, ad utilizzare LaTex, con grande soddisfazione. Insegno e sto organizzando un corso di LaTex nella mia scuola (un istituto tecnico) rivolto agli alunni. Il corso sarà tenuto da un esperto.
Chiedo il vostro aiuto perché vorrei in poche righe descrivere ai colleghi (che devono dare il loro benestare perché il corso si terrà in orario mattutino) LaTeX (e cercare di convincerli!), puntando sul fatto che LaTex è adatto per la stesura di relazioni di argomento tecnico scientifico (cosa che può allettare i colleghi delle relative materie) ma non solo (giornalino scolastico…?) per invogliare anche gli insegnanti di lettere.Aiutatemi, vi prego!
Per esempio:
http://www.batmath.it/latex/latex.htm
In particolare:
http://www.batmath.it/latex/perche.htmCiao,
L.
::
Carissimi,ho appena messo in linea l’edizione di ottobre. Questa versione della guida, oltre alle consuete revisioni, contiene anche un’appendice nuova di zecca.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
Nella “Galleria degli orrori™”, ispirata all’omonimo lavoro del prof. Enrico Gregorio (che ringrazio per avermi concesso il permesso di usare per la mia appendice lo stesso titolo del suo documento), ho raccolto alcuni esempi estratti da alcune diffuse guide introduttive a LaTeX. Presento tale galleria non per svergognare gli autori, naturalmente; piuttosto, l’intendimento è di mostrare come non si scrive in LaTeX e che con qualche minuto di riflessione e il pacchetto “giusto” si può spesso ottenere un risultato migliore e più semplice, evitando di prodursi in acrobazie “TeXniche”. In ciascun esempio è mostrato il testo originale; lo si discute e poi si mostra una versione corretta, con l’indicazione di quali pacchetti richiamare e quali comandi definire nel preambolo.
Specialmente per questa nuova appendice, rinnovo l’invito a comunicarmi le vostre idee su argomenti da aggiungere, togliere o modificare; in particolare, se vi dovesse capitare di notare un errore, mi fareste un favore segnalandomelo, così che io possa apportare le opportune correzioni in versioni successive.
Le altre modifiche all’”Arte di scrivere con LaTeX” sono, in buona parte, le stesse fatte a “LaTeX per l’impaziente”. Per comodità, di seguito le riporto tutte.
1. A pagina 36, un’aggiunta alla procedura per attivare la sillabazione italiana in MiKTeX:
Se si usa la versione di base (basic) di MiKTeX, è necessario anche selezionare, dal pannello Packages del menu Settings di MiKTeX, la voce Language Support -> Italian; dopo di ciò si effettua l’aggiornamento dei “file di formato” e della base di dati di MiKTeX (Update Formats e Refresh FNDB).
2. A pagina 38, una menzione al programma incov (per Linux e Windows) per cambiare la codifica di input di un file.
3. A pagina 39,
In effetti, l’utilizzo di tale codifica [la codifica T1 dei font] richiede l’uso di font con un formato opportuno per evitare di dar luogo a problemi di resa allo schermo con versioni non aggiornate di programmi per visualizzare file PDF (come ad esempio Adobe Reader, Anteprima o Xpdf): in particolare può accadere che i font appaiano sgranati.
al posto di
In effetti, l’utilizzo di tale codifica richiede l’uso di font con un formato opportuno per evitare di dar luogo a problemi di resa allo schermo con versioni di Adobe Reader precedenti alla sesta: in particolare può accadere che i font appaiano sgranati.
4. A pagina 45, “margini troppo stretti” -> “margini troppo ampi”.
5. A pagina 45,
Come ampiezza media di un carattere viene assunto il rapporto tra la lunghezza dell’alfabeto latino minuscolo “abcdefghijklmnopqrstuvwxyz” ed il numero di lettere che lo compongono (26).
al posto di
Come ampiezza media di un carattere viene assunto il rapporto tra la lunghezza dell’alfabeto inglese minuscolo ed il numero di lettere che lo compongono (26).
6. A pagina 92, una menzione al comando
`\linewidth`Se si inseriscono figure o tabelle in un elenco o in una citazione, può essere utile servirsi del comando \linewidth, che indica la lunghezza della riga corrente: normalmente essa è uguale a \columnwidth, ma in alcuni ambienti, come per l’appunto quelli per gli elenchi e per le citazioni, è più corta.
(È preferibile evitare di servirsi del comando \linewidth fuori dagli ambienti per gli elenchi e per le citazioni, in quanto il suo valore è, in generale, imprevedibile al di fuori di quei contesti.)
Una precisazione su questo punto mi pare opportuna: come già detto altrove, nonostante il comando \linewidth funzioni nella maggior parte dei casi (e il lettore impaziente possa trovarne allettante l’utilizzo), ho preferito non consigliarlo, in quanto vorrei abituare il lettore ad un LaTeX quanto più “ortodosso” possibile.
Un ringraziamento davvero speciale a Claudio Beccari e a Enrico Gregorio che mi hanno aiutato a sviscerare questo punto.
7. A pagina 95,
Per centrare una figura mobile è opportuno utilizzare il comando \centering invece dell’ambiente center, poiché lo spazio verticale supplementare inserito da quest’ultimo -che è adeguato nell’inserimento di figure (e tabelle) in testo- risulta invece indesiderato nell’inserimento di figure mobili (di regola, la didascalia di una figura si scrive sotto la figura).
al posto di
Per centrare una figura mobile è opportuno utilizzare il comando \centering invece dell’ambiente center, poiché quest’ultimo inserisce uno spazio verticale supplementare indesiderato (di regola, la didascalia di una figura si scrive sotto la figura).
8. A pagina 107, ho aggiunto \sigma e \varsigma nella tabella 7.2. Ho anche corretto il relativo capoverso:
Per scrivere documenti in accordo con il gusto europeo, è utile ridefinire le lettere greche varianti (ad eccezione di \varsigma) come normali.
al posto di
Per scrivere documenti in accordo con il gusto europeo, è utile ridefinire le lettere greche varianti come normali.
Al fine di evitare possibili fraintendimenti, ho anche aggiunto la seguente nota:
Con i font AMS Euler (usati nel presente documento), \rho e \varrho producono lo stesso risultato; lo stesso accade per \sigma e \varsigma. Dal momento che, in un documento, per ciascuna lettera si sceglie in alternativa la forma principale o la sua variante, non c’è pericolo di confusione.
9. A pagina 116, una menzione agli ambienti gathered e aligned.
10. Qualche altro dettaglio qua e là.
Ringrazio Claudio Beccari per i punti 3, 5, 6 e 9; Enrico Gregorio per il punto 6; Giovanni Saponaro per i punti 7 e 8; Massimiliano Dominici per il punto 2.
Ciao,
Lorenzo
::
Carissimi, di seguito riporto le modifiche al lavoro relative al mese di ottobre.http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/LaTeXimpaziente.pdf
1. A pagina 27, un’aggiunta alla procedura per attivare la sillabazione italiana in MiKTeX:
Se si usa la versione di base (basic) di MiKTeX, è necessario anche selezionare, dal pannello Packages del menu Settings di MiKTeX, la voce Language Support -> Italian; dopo di ciò si effettua l’aggiornamento dei “file di formato” e della base di dati di MiKTeX (Update Formats e Refresh FNDB).
2. A pagina 29, una menzione al programma incov (per Linux e Windows) per cambiare la codifica di input di un file.
3. A pagina 30,
In effetti, l’utilizzo di tale codifica [la codifica T1 dei font] richiede l’uso di font con un formato opportuno per evitare di dar luogo a problemi di resa allo schermo con versioni non aggiornate di programmi per visualizzare file PDF (come ad esempio Adobe Reader, Anteprima o Xpdf): in particolare può accadere che i font appaiano sgranati.
al posto di
In effetti, l’utilizzo di tale codifica richiede l’uso di font con un formato opportuno per evitare di dar luogo a problemi di resa allo schermo con versioni di Adobe Reader precedenti alla sesta: in particolare può accadere che i font appaiano sgranati.
4. A pagina 35, “margini troppo stretti” -> “margini troppo ampi”.
5. A pagina 36,
Come ampiezza media di un carattere viene assunto il rapporto tra la lunghezza dell’alfabeto latino minuscolo “abcdefghijklmnopqrstuvwxyz” ed il numero di lettere che lo compongono (26).
al posto di
Come ampiezza media di un carattere viene assunto il rapporto tra la lunghezza dell’alfabeto inglese minuscolo ed il numero di lettere che lo compongono (26).
6. A pagina 62, una menzione al comando
`\linewidth`Se si inseriscono figure o tabelle in un elenco o in una citazione, può essere utile servirsi del comando \linewidth, che indica la lunghezza della riga corrente: normalmente essa è uguale a \columnwidth, ma in alcuni ambienti, come per l’appunto quelli per gli elenchi e per le citazioni, è più corta.
(È preferibile evitare di servirsi del comando \linewidth fuori dagli ambienti per gli elenchi e per le citazioni, in quanto il suo valore è, in generale, imprevedibile al di fuori di quei contesti.)
Una precisazione su questo punto mi pare opportuna: come già dettoaltrove, nonostante il comando \linewidth funzioni nella maggior parte dei casi (e il lettore impaziente possa trovarne allettante l’utilizzo), ho preferito non consigliarlo (al di fuori degli ambienti per gli elenchi e per le citazioni), in quanto vorrei abituare il lettore (anche impaziente) ad un LaTeX quanto più “ortodosso” possibile.
Un ringraziamento davvero speciale a Claudio Beccari e a Enrico Gregorio che mi hanno aiutato a sviscerare questo punto.
7. A pagina 64,
Per centrare una figura mobile è opportuno utilizzare il comando \centering invece dell’ambiente center, poiché lo spazio verticale supplementare inserito da quest’ultimo -che è adeguato nell’inserimento di figure (e tabelle) in testo- risulta invece indesiderato nell’inserimento di figure mobili (di regola, la didascalia di una figura si scrive sotto la figura).
al posto di
Per centrare una figura mobile è opportuno utilizzare il comando \centering invece dell’ambiente center, poiché quest’ultimo inserisce uno spazio verticale supplementare indesiderato (di regola, la didascalia di una figura si scrive sotto la figura).
8. A pagina 74, ho aggiunto \sigma e \varsigma nella tabella 7.2. Ho anche corretto il relativo capoverso:
Per scrivere documenti in accordo con il gusto europeo, è utile ridefinire le lettere greche varianti (ad eccezione di \varsigma) come normali.
al posto di
Per scrivere documenti in accordo con il gusto europeo, è utile ridefinire le lettere greche varianti come normali.
9. A pagina 82, una menzione agli ambienti gathered, aligned e subequations.
10. Qualche altro dettaglio qua e là.
Ringrazio Claudio Beccari per i punti 3, 5, 6 e 9; Enrico Gregorio per il punto 6; Giovanni Saponaro per i punti 7 e 8; Massimiliano Dominici per il punto 2.
Ciao,
Lorenzo
::Alla fine di un capitolo le ultime 5 parole vengono scritte su una nuova riga in una nuova pagina.
Esiste un comando per imporre a latex di sistemare tale riga con il resto del testo nella pagina precedente????(però non voglio modificare l’interlinea a tutto il documento)
ciao
grazieTi consiglio i comandi
`\looseness `
o, in alternativa,
`\enlargethispage*`
Cercali su una guida di base.Non ricorrerei invece ai comandi \widowpenalty e \nopagebreak, che IMHO danno risultati meno validi.
Ciao,
L.
::Il messaggio che citi viene emesso alla lettura di italian.ldf indipendentemente dal fatto che gli schemi per la cesura siano stati caricati. Ti ricordo che gli schemi di cesura (hyphenation patterns) vengono elaborati durante la creazione del formato; se non sono presenti quelli dell’italiano dopo che si è dato \usepackage[italian]{babel} (o qualcosa di simile che richieda l’italiano), apparirà il famoso messaggio di avviso “No hyphenation patterns for language Italian”.
Pare che luatex permetta il caricamento “dinamico” degli schemi di cesura. Quando TeX fu creato, la penuria di memoria costrinse Knuth a cercare di risparmiarla il più possibile.
Chiarissimo. Nella prossima edizione delle guide, aggiungerò una nota per chi usa la distribuzione basic di MiKTeX.
Grazie mille,
Lorenzo
::Io ho messo la basic e fatto quei passaggi, mi pare, e la cosa ha funzionato…
Mannaggia che non mi ricordo di preciso come fare!
Sarebbe stato utile per metterlo nelle guide!Allora ragazzi, per tagliare la testa al toro ho preso un PC con Windows e ci ho instalato la versione basic di MiKTeX.
Ci sono due “aggeggi” relativi all’italiano (scusate il nome, ma non saprei che termine usare). Il primo è:
Avvio -> Programmi -> MiKTeX -> Settings -> Languages -> Italian
e non è attivato né nella basic né nella completa: per attivarlo, occorre seguire la procedura che ho riportato nelle mie guide.
Il secondo “aggeggio” è:
Avvio -> Programmi -> MiKTeX -> Settings -> Packages -> Language Support -> Italian
Si tratta di un “package” per l’”Italian typesetting”, che contiene gli “Italian hyphenation patterns”: è preinstallato nella versione completa ma non lo è in quella di base (per attivarlo, bisogna seguire la procedura descritta da Mirko).
1. Non so che differenza ci sia tra i due “aggeggi”, e mi piacerebbe che qualcuno me la spiegasse.
Nella versione basic di MiKTeX ho provato a non attivare il secondo “aggeggio”: se mi limito ad attivare solo il primo, seguendo la procedura descritta nelle guide, mi pare che la sillabazione italiana funzioni comunque perfettamente:
`Language: italian 2008/03/14 v1.2t Italian support from the babel system`
Questo mi risulta parecchio strano, visto che il secondo “aggeggio” dovrebbe contenere gli “Italian hyphenation patterns”… 😯2. In una MiKTeX basic, serve davvero attivare il secondo “aggeggio”?
Confido nell’intervento di qualche utente PC più esperto di me, eventualmente disposto a fare una prova su un PC “vergine”.Grazie mille,
L.P.S. Se penso che per attivare la sillabazione italiana su Mac non occorre fare nulla…

20 Settembre 2008 alle 6:04 in risposta a: Tabelle e righe verticali (Compito per il week end) #27041::Dovrei usare le righe verticali con booktabs.
Si tratta di un ossimoro. Con booktabs le linee verticali non ci vanno, tutto qui. Il tuo relatore/editore ti obbliga fisicamente a mettere filetti verticali? Allora (con rispetto parlando) di tipografia ci capisce pochino, e quindi non credo proprio possa apprezzare le finezze di booktabs.
Insomma: o scrivi delle tabelle degne di questo nome (e allora carichi booktabs e rinunci ai filetti verticali) o componi delle tabelle orrende (e in questo caso booktabs non ti serve). Tertium non datur.
Ciao,
L.
::quando devo inserire delle immagini in un documento Latex seguo sempre la stessa procedura: “compongo” l’immagine (chiamiamola “pippo”) su powerpoint (tipo un disegno con accanto un grafico o una foto etc), ne faccio un file pippo.prn usando una stampante virtuale in postscript (e scelgo l’opzione EPS) e poi apro pippo.prn con ghostview per transformarlo in pippo.eps.
Francamente, non mi convince questo modo di ottenere e trattare le immagini. Per le immagini vettoriali vanno usati software specifici (ne esistono di ottimi, anche gratuiti) ed esportate da lì in PDF (o EPS). Le fotografie vanno trattate a parte, con strumenti e formati bitmap. Tutti quei passaggi e quelle conversioni che fai, per non parlare dell’uso di PowerPoint che non è stato progettato per esportare immagini, sono una causa potenziale di problemi.
Anche la conversione DVI -> PDF che fai è sconsigliabile: molto meglio compilare direttamente con pdfLaTeX.
Per quanto riguarda le vexatae quaestiones vettoriale/bitmap e DVI/PDF, ti consiglio di studiare prima una guida di base che tratti questi argomenti.
Ciao,
L.
::Ma le linee verticali non vengono continue, qualcuno sa dirmi come mai?
Deve essere una parziale incompatibilità con booktabs. Nessun problema, naturalmente, perché booktabs dice chiaramente di non usarle mai. A questo punto, puoi provare così:
`\documentclass{book}
\usepackage{tabularx}
\begin{document}
\begin{table}[p]\small
\caption{Fondi pensione nei principali Paesi OCSE: attività in gestione rispetto al PIL.}
\label{tab:4.1}
\centering
\medskip
\begin{tabularx}{\textwidth}{|l|X|X|X|X|X|}
\hline
Paesi & Europa settentrionale & Europa meridionale & Europa occidentale & Europa orientale & Paesi Extra UE \\
\hline
Australia & & & & & 94,3 \\
\hline
Austria & & & 4,4 & & \\
\hline
Belgio & & & 4,0 & & \\
\hline
Canada & & & & & 53,4 \\
\hline
Corea & & & & & 2,9 \\
\hline
Danimarca & 26,0 & & & & \\
\hline
Finlandia & 49,2 & & & & \\
\hline
Francia & & & 1,2 & & \\
\hline
Germania & & & 3,8 & & \\
\hline
Giappone & & & & & 23,4 \\
\hline
Irlanda & 34,5 & & & & \\
\hline
Islanda & 84,3 & & & & \\
\hline
Italia & & 2,4 & & & \\
\hline
Messico & & & & & 11,5 \\
\hline
Norvegia & 5,5 & & & & \\
\hline
Nuova Zelanda & & & & & 12,4 \\
\hline
Olanda & & & 108,4 & & \\
\hline
Polonia & & & & 8,7 & \\
\hline
Portogallo & & 11,8 & & & \\
\hline
Regno Unito & 59,2 & & & & \\
\hline
Repubblica Ceca & & & & 4,2 & \\
\hline
Repubblica Slovacca & & & & 0,6 & \\
\hline
Spagna & & 6,2 & & & \\
\hline
Stati Uniti & & & & & 73,7 \\
\hline
Svezia & 7,6 & & & & \\
\hline
Svizzera & & & 108,2 & & \\
\hline
Turchia & & & & 0,9 & \\
\hline
Ungheria & & & & 8,4 & \\
\hline
\end{tabularx}
\end{table}
\end{document} `
Si tratta di una tabella orrenda e in contrasto con le norma generali di composizione, ma se il tuo relatore ti obbliga fisicamente a fare così…Ciao,
L.
18 Settembre 2008 alle 10:25 in risposta a: Risolto: lo stile del testo cambia se c’e’ un’immagine #27017::Ho provato zoomando e tornando indietro ma non c’e’ nulla da fare, l’unico che me lo visualizza correttamente e’ il DVI viewer interno di LEd.
Fidati, qualcosa da fare c’è! 😉
1. Intanto mi assicurerei di avere installato la versione completa di MiKTeX.
2. Poi inserirei nel preambolo la parola magica:
`\usepackage[T1]{fontenc}`
3. Poi compilerei con pdfLaTeX (è meglio della conversione DVI -> PDF).
4. Visualizzerei il tutto su un bel PDF viewer aggiornato (Adobe Reader non è l’unico!).Vedrai che va meglio!
Ciao,
L.
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