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18 Settembre 2008 alle 9:59 in risposta a: Risolto: lo stile del testo cambia se c’e’ un’immagine #27011::
puoi provare a stampare le pagine da pdf e dvi e non credo ci siano differenze!
Differenze tra un DVI e un PDF ce ne sono di certo. Per esempio, se usi la codifica T1 dei font e compili con pdfLaTeX vengono caricati i font CM-Super (se presenti nella tua distribuzione), che sono simili, ma non uguali, agli EC, caricati nel DVI.
Ciao,
L.
::
Aggiornato il sito:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.html
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/classic.bstcome avrete visto mi sono vergognata subito dello sfogo, ma un pizzico di verità c’è: quando ci si sente come risposta: leggi l’ennesimo manuale (e ne ho letti) comincia veramente mancarmi la pazienza.
Poi si impara solo facendo, mettendo d’avanti l’info che non ho veramente il tempo da mettermi li a giocare: lavoro e ho una famiglia, perciò se uso Latex, magari calcolando tempo per errori, deve comunque essere produttivo entro poco tempo (e non dico tre giorni), perchè i libri che dovrei leggere trattano di ciò su cui dovrei scrivere… e non di come lo devo impaginare….
Dopo le mie esperienze dei mesi scorsi qui nel forum consiglierei veramente una parte “beginners” per raccogliere quelle domande giudicate “idiote” in altri contesti, che ne dite?Ho scritto “LaTeX per l’impaziente” per rispondere, almeno, in parte, a queste esigenze.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/LaTeXimpaziente.pdfCiao,
L.
18 Settembre 2008 alle 9:39 in risposta a: Risolto: lo stile del testo cambia se c’e’ un’immagine #27007::Salve, premetto che sono alle prime armi con latex, sto scrivendo una breve guida e mi sono accorto che nelle pagine che contengono delle immagini il testo risulta piu’ chiaro o piu’ scuro a seconda del formato del file rispetto alle altre: dvi + chiaro, pdf + scuro.
Sto utilizzando LEd 0.5263 con MikTex 2.7 e questo e’ l’header del mio documento:
`\documentclass[11pt, a4paper]{book}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{wasysym}
\usepackage{moreverb}
\usepackage{ifpdf}
\ifpdf
\usepackage[pdftex]{hyperref}
\else
\usepackage[dvipdfm]{hyperref}
\fi
`
Le immagini sono fisse e centrate:
`\begin{center}
\includegraphics[scale=0.7]{record_and_run_settings}
\end{center}
`
Probabilmente sara’ una stupidaggine ma cercando su google e su questo forum non sono riuscito a trovare nessuna soluzione.Il testo non cambia a seconda della presenza o dell’assenza di un’immagine. Il punto è che il DVI e il PDF sono formati diversi, e i font utilizzati sono in generale diversi. Come sempre, consiglio DVI nella stesura del documento (per utilizzare le funzioni di ricerca diretta e inversa, su Linux e Windows), pdfLaTeX per la versione definitiva, lòa stampa e la distribuzione elettronica.
Ciao,
L.
::Se si inseriscono figure o tabelle in un elenco o in una citazione, è opportuno servirsi del comando \linewidth, che indica la lunghezza della riga corrente: normalmente essa è uguale a \columnwidth, ma in alcuni ambienti, come per l’appunto quelli per gli elenchi e per le citazioni, è più corta [Beccari, 2008, p. 88].
In realtà non è corretto nemmeno questo: \linewidth può essere utile per inserire oggetti grafici “nella lista”, ma non al livello più alto in un ambiente table o figure. Sono dettagli.
Quindi, se ho ben capito, metteresti un più blando
Se si inseriscono figure o tabelle in un elenco o in una citazione, può essere utile servirsi del comando \linewidth, che indica la lunghezza della riga corrente: normalmente essa è uguale a \columnwidth, ma in alcuni ambienti, come per l’appunto quelli per gli elenchi e per le citazioni, è più corta.
Sono dettagli, certo!
Grazie mille,
LorenzoS. Petronio a Bologna non è una cattedrale, perché non è la sede del vescovo. “Cattedrale” si dice di una chiesa dove c’è la “cathedra episcopi”. La cattedrale di Bologna è la chiesa di S. Pietro in via Indipendenza. A Venezia la cattedrale è S. Marco dal 1807, mentre prima lo era la chiesa di S. Pietro a Castello.
Almeno sapevi che Brahe morì quando era al servizio di Rodolfo II? 🙂
Ahem… 😳 non si finisce mai d’imparare…
::Si uso anche Miktex, e a tal proposito, sono andata a vedere le varie impostazione e ho trovato che tra i package, in language support, il package relativo all’italiano non è installato…
Potrebbe essere quello il problema…ma non so come fare per installarlo!
Tra l’altro sotto al package italian c’è il package italian hypenation patterns che invece è installato…Toglimi una curiosità: non è che hai installato la versione “basic” di MiKTeX? Io ho instalatlato quella completa, e quel package è preinstallato.
Ciao,
L.
::Tu hai ragione, ma al momento della compilazione mi dice che devo caricare i pacchetrti che tu mi dici e mi dà 3 opzioni : internet, local folder o cd…e qualunque opzione scelga mi viene un errore, che ti scrivo :
cannot download the list of available package repositories : not found
Mah, i pacchetti tabularx e booktabs dovrebbero essere compresi in ogni distribuzione “completa e recente”. Sono sicuro che su MiKTeX “complete” e sulla TeX Live ci sono. Forse potrebbe essere giunto il momento di aggiornare la tua distribuzione. Ad ogni modo, in “LaTeX per l’impaziente” trovi scritto come installare un pacchetto nelle varie piattaforme.
Ciao,
L.
::Avevo detto che la risposta precedente sarebbe stata l’ultima, ma preso da pietà nei tuoi confronti provo di nuovo a spiegarti. 😉
Un tale di nome Isaac scoprì una regola quasi magica che spiegava un sacco di cose e si mise a usare la sua regoletta con entusiasmo, insegnandola a tutti i suoi amici. Poi, molti anni dopo, un tale Albert, non fidandosi della regoletta di Isaac, ci riflettè su e venne fuori con una nuova regoletta che comprendeva casi a cui Isaac non aveva nemmeno pensato.
Non c’è alcuna legge che vieti l’uso di \linewidth nei casi che indichi, può anche darsi che durante la tua vita nessuno si troverà mai nella situazione di doversi grattare indeciso la capoccia perché non capisce come mai la sua bella illustrazione non sia al posto giusto. L’impiego di \linewidth in quelle situazioni è concettualmente sbagliato, e ti ho già spiegato il perché.
Supponiamo che uno creda che i tuoni siano rumorini prodotti dagli angioletti che hanno mangiato fagioli. È una faccenda che non ha alcuna conseguenza pratica e non penso che quel tale si troverà mai in una situazione in cui la conoscenza del vero motivo del tuono gli sia essenziale. Ma, a meno che non sia un bambino innocente, è probabile che qualcuno prima o poi gli spiegherà la dura verità.
LaTeX ha ben tre parametri per contenere le lunghezze “orizzontali” rilevanti per la composizione. Si deve usare quello giusto per il proprio scopo. In un ambiente figure o figure* l’uso del parametro \linewidth non ha senso, ce l’ha solo in un ambiente per liste, dove assume il valore adeguato.
Se vuoi insegnare una regola pratica che “funziona”, fallo pure, ma poi non lamentarti se qualcuno ti accusa di ingannare il discente. Il famoso Ferrauto (libro di testo mai abbastanza deprecato) contiene un buon numero di falsità matematiche; alcuni insegnanti lo adottavano perché aveva molti esercizi, anche guidati: “tanto, poi, nessuno degli studenti incontrerà casi in cui quello che c’è scritto sul libro non funziona”.
Vado OT, forse. Sul volume per il quinto anno c’è una “definizione” di successione che è stupidamente ridicola. Concepire un esempio in cui sia davvero necessaria una corretta definizione di successione è complicato e richiederebbe forse concetti superiori a quelli che uno studente liceale si troverebbe davanti. Possiamo forse tacere di fronte a quella “definizione”, tanto per gli studenti va bene lo stesso? Lo so, è una scusa per non produrre l’esempio che tanto vai chiedendo, ma non ho voglia di rompermi la testa per trovare un caso in cui la faccenda non funziona, perché so che comunque quell’uso è sbagliato.
Caro Enrico, ho capito perfettamente, e ti ringrazio per la simpatica ed esauriente spiegazione “a prova di zuccone”! 😉
Proprio ieri, prima di aver letto quest’ultima tua risposta, ho aggiornato le guide:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/LaTeXimpaziente.pdf
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdfCome vedi, uso \columnwidth in tutti gli esempi, in entrambi i lavori. Poi, alla fine del paragrafo sulle figure in testo e fuori testo, accenno al comando \linewidth:
Se si inseriscono figure o tabelle in un elenco o in una citazione, è opportuno servirsi del comando \linewidth, che indica la lunghezza della riga corrente: normalmente essa è uguale a \columnwidth, ma in alcuni ambienti, come per l’appunto quelli per gli elenchi e per le citazioni, è più corta [Beccari, 2008, p. 88].
E, in nota:
È preferibile evitare di servirsi del comando \linewidth fuori dagli ambienti per gli elenchi e per le citazioni, in quanto il suo valore è, in generale, imprevedibile al di fuori di quei contesti.
Nel promemoria degli aggiornamenti alla versione di ottobre avevo buttato giù questo appunto:
Nonostante il comando \linewidth funzioni nella maggior parte dei casi (e il lettore impaziente possa trovarne allettante l’utilizzo), ho preferito non consigliarlo (al di fuori degli ambienti per gli elenchi e per le citazioni), in quanto vorrei abituare il lettore (anche impaziente) ad un LaTeX quanto più “ortodosso” possibile.
Un ringraziamento davvero speciale a Claudio Beccari e a Enrico Gregorio che mi hanno aiutato a sviscerare questo punto.
Concluderei questa vicenda con la parafrasi: “per scrivere un’ introduzione a LaTeX, essere un po’ testone non è necessario, ma aiuta”. 😉
Ti saluto molto cordialmente e, visto che siamo in tema di citazioni einsteiniane, mi firmo:
“Il tuo devoto scolaro”,
LorenzoPS: guardando sul tuo sito le fotografie mi sono accorto che chiami cattedrale la chiesa del Tyn, è scorretto: non è affatto una cattedrale. Lo sai che dentro c’è la pietra tombale di Tycho Brahe?
Non lo sapevo (è il colmo, per un laureato in astronomia 😳 ), come -ma adesso mi documento- pensavo che una cattedrale fosse solo, più o meno, una specie di “grande chiesa”… 😳 Ti ringrazio anche per questa dritta!
::cari, la mia bibliografia mi pone un altro inghippo: avrei bisogno di citare opere con diversi autori con “et.al.” e non con “e altri” come fa natbib_ita. (utilizzo natbib ovviamente)
ho trovato indicazioni verso lo stile classic, ma non riesco trovarlo, il link che si trova di solito verso il sito di Lonrenzo Pantieri punta nel vuoto, sul sito qui non si trova. 🙄http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.html
Comunque proverei, naif, a sostituire nel file .bst dello stile che vuoi, al posto di “e altri” quello che vuoi.
Ciao,
L.
::Buonasera Dottore.
Ho dato un’occhiata al Vostro Latex per l’impaziente ed ho finalmente imparato molte cose basilari di Latex.
Vi chiedo un ulteriore favore, se possibile.
Non trovo sul forum l’indicazione per la soluzione ad un mio problema che Vi spiego brevemente.
Ho fatto una tabella e vorrei che solo alcune celle di tali tabelle fossero piu’ grandi in senso verticale, in modo da poter distribuire il testo contenuto al loro interno su uno spazio maggiore ed assolutamente verticale.
Mi sapete aiutare indicandomi in quale discussione ne parlate oppure dandomi un aiuto?
Grazie.Fare una tabella è più un’arte che una scienza. Quella che ti riporto non mi piace molto (per esempio ci sono troppi filetti orizzontali, ma a volte proprio non se ne può fare a meno), ma è un’inizio. Carica i pacchetti tabularx e booktabs. Nella tabella che hai scritto ci sono parecchie cose che è sconsigliabile fare (le righe verticali, l’uso di \hline, quell’etichetta \label{tab:4.1}, la ridefinizione manuale dei parametri, …), come è scritto nella guida che hai citato. Ti consiglio di studiare la documentazione di booktabs, di tabularx e l’articolo di Mori sulle tabelle. Se è troppo, nella mia guida indicata quassù ne trovi un riassunto.
Ciao,
L.
`
\documentclass{book}
\usepackage{booktabs,tabularx}
\newcommand{\otoprule}{\midrule[\heavyrulewidth]}\begin{document}
\begin{table}[p]\small
\caption{Fondi pensione nei principali Paesi OCSE: attività in gestione rispetto al PIL.}
\label{tab:pensione}
\centering
\medskip
\begin{tabularx}{\textwidth}{lXXXXX}
\toprule
Paesi & Europa settentrionale & Europa meridionale & Europa occidentale & Europa orientale & Paesi Extra UE \\
\otoprule
Australia & & & & & 94,3 \\
\midrule
Austria & & & 4,4 & & \\
\midrule
Belgio & & & 4,0 & & \\
\midrule
Canada & & & & & 53,4 \\
\midrule
Corea & & & & & 2,9 \\
\midrule
Danimarca & 26,0 & & & & \\
\midrule
Finlandia & 49,2 & & & & \\
\midrule
Francia & & & 1,2 & & \\
\midrule
Germania & & & 3,8 & & \\
\midrule
Giappone & & & & & 23,4 \\
\midrule
Irlanda & 34,5 & & & & \\
\midrule
Islanda & 84,3 & & & & \\
\midrule
Italia & & 2,4 & & & \\
\midrule
Messico & & & & & 11,5 \\
\midrule
Norvegia & 5,5 & & & & \\
\midrule
Nuova Zelanda & & & & & 12,4 \\
\midrule
Olanda & & & 108,4 & & \\
\midrule
Polonia & & & & 8,7 & \\
\midrule
Portogallo & & 11,8 & & & \\
\midrule
Regno Unito & 59,2 & & & & \\
\midrule
Repubblica Ceca & & & & 4,2 & \\
\midrule
Repubblica Slovacca & & & & 0,6 & \\
\midrule
Spagna & & 6,2 & & & \\
\midrule
Stati Uniti & & & & & 73,7 \\
\midrule
Svezia & 7,6 & & & & \\
\midrule
Svizzera & & & 108,2 & & \\
\midrule
Turchia & & & & 0,9 & \\
\midrule
Ungheria & & & & 8,4 & \\
\bottomrule
\end{tabularx}
\end{table}
\end{document}
`
::Temo proprio che tu non stia capendo la mia obiezione, visto che insisti a chiedere un esempio di una cosa insensata. Ripeto per l’ultima volta: \linewidth è un parametro che va usato solo nel contesto di un ambiente per liste, dove viene aggiornato per contenere la giustezza.
Il suo valore non è prevedibile al di fuori di quei contesti; è vero che LaTeX, in genere, si occupa di assegnare certi valori a \linewidth, per esempio aprendo un ambiente figure*, ma su questo non si può fare conto per qualsiasi classe.
Caro Enrico, mi rendo conto che in questo momento devo sembrarti un caso disperato di ottusità. 😳 Mi sono evidentemente spiegato male…
Ci riprovo nel seguente modo, che spero non trovi irriverente! Pierino, utente principiante di LaTeX appena iscritto al forum del GuIT, dice di aver trovato “un modo eccellente per inserire gli indirizzi Internet”. A tal fine, Pierino consiglia il comando \texttt. A sostegno della sua tesi, fornisce soddisfatto i seguenti esempi:
`\documentclass[12pt,a4paper]{article}
\usepackage[italian]{babel}
\begin{document}
Visita il sito del Gruppo: \texttt{http://www.guit.sssup.it/}.L'indirizzo è: \texttt{http://www.lorenzopantieri.net/}.
Nessun problema, come si può vedere, neppure se si volesse scrivere l'indirizzo \texttt{http://www.ctan.org}.
\end{document}`
Non è difficile rispondere a Pierino che la sua soluzione è sbagliata. Certo, nei casi particolari considerati, \texttt può anche andare, ma in generale quel comando non va bene.Pierino potrebbe non essere convinto di questa obiezione. In fin dei conti, la sua soluzione funziona in tutti i casi che ha proposto… Certo, potrebbe decidere di fidarsi comunque della nostra esperienza: se gli sconsigliamo \texttt, avremo le nostre buone ragioni… Ma magari, così, Pierino non è convinto al 100%.
Per convincere definitivamente Pierino del suo errore, è opportuno fornirgli un controesempio, che taglia la testa al toro e smonta la sua proposta. Per esempio:
`\documentclass[12pt,a4paper]{article}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{url}
\begin{document}
Ecco invece un controesempio: come si vede, qui \texttt{http://www.guit.sssup.it/} fuoriesce dal margine, se non si usa il pacchetto \textsf{url}.Ecco invece un controesempio: come si vede, qui \url{http://www.guit.sssup.it/} fuoriesce dal margine, se non si usa il pacchetto \textsf{url}.
\end{document}`
Questo controesempio smonta l’insensata idea di usare \texttt per inserire gli indirizzi Web, e conferma l’opportunità di usare invece il comando \url fornito dall’omonimo pacchetto.Fine dell’analogia.
Ecco, io mi trovo nei panni di Pierino: ho scoperto che scrivendo
`\includegraphics[width=\linewidth]{…}`
le immagini vengono inserite correttamente in tutti i casi che ho provato (immagini fuori testo in ambiente figure e figure*, immagini in testo, all’interno di elenchi, …; in documenti composti su una o più colonne).Ma tu, sulla base della tua esperienza, mi dici che questa non è una buona prassi, che esistono (o possono esistere) casi in cui quel parametro potrebbe essere ridefinito e dare problemi.
Ecco, io vorrei, se possibile, toccare con mano uno solo di questi casi.
In ogni caso, anche in assenza di questo controesempio, mi fiderò senz’altro dei tuoi autorevoli consigli: se mi dici che quella non è una buona prassi (e l’hai ribadito con estrema chiarezza), è senz’altro così!
Enrico, ti ringrazio di cuore per la tua pazienza!
Ti saluto molto cordialmente,
Lorenzo
15 Settembre 2008 alle 5:56 in risposta a: Utility Windows e Linux: da ansinew, latin9 e utf8x a latin1 #26719::
Sono incontentabile, ormai lo sapete… 😳Per Mac, il programma Charco è perfetto per cambiare la codifica di un file.
Per Linux c’è iconv, che va funziona egregiamente.
Per Windows, è disponibile un porting di iconv, che ha – ai miei occhi- uno svantaggio: mi sembra difficile da usare “per un utente di Windows quadratico medio”.
Credo che un utente Linux sia (mediamente) più smaliziato di un utente Windows, e più a suo agio con programmi dall’interfaccia testuale.
Per cui rinnovo la mia richiesta: esiste un programma
-
per Windows
-
facile da usare
-
gratuito
che permetta di cambiare l’encoding di input di un file?
Grazie mille e -al solito- scusatemi per l’insistenza… 😳
Ciao,
L.
::Stai appunto usando \linewidth come va usato, perché sei dentro un enumerate. Solo là puoi essere sicuro che abbia il valore corretto. Il nucleo di LaTeX si assicura di impostare \linewidth a certi valori in determinate situazioni, niente vieta che una classe (per esempio memoir) adoperi questo parametro in modo diverso.
Caro Enrico, in questi giorni ho meditato a lungo su questa faccenda (non essenziale, ne convengo), che mi interessa parecchio e che -a questo punto- vorrei risolvere nel più convincente dei modi.
Documentazione di memoir alla mano, ho cercato invano di costruire un controesempio che, ridefinendo in qualche modo \linewidth, mostri come si può avere un errore di impaginazione scrivendo
`\includegraphics[width=\linewidth]{…}`
in qualche contesto.Non ti andrebbe di fornirmene uno Tu? Cerco un controesempio esplicito, di quelli che cominciano con
`\documentclass`
e terminano con `\end{document}`
per intenderci! 😉Grazie e scusami per la proterva insistenza… 😳
Ciao,
Lorenzo
::Il fatto che i tuoi esempi funzionino non è un buon motivo per usare un parametro di cui non puoi sapere a priori il valore. Lo scopo di \linewidth è di tenere a mente la giustezza delle righe di stampa in un ambiente per liste.
Vediamo un altro esempio: il fatto che con i font standard 1em equivalga a 2.323ex non autorizza a usare 2.323ex al posto di 1em. È un fatto accidentale che dipende dal font in uso.
Nell’ambiente figure* il valore di \linewidth è inizialmente uguale a \textwidth; non puoi sapere quanto sia dopo, per esempio se usi un ambiente per liste. Semplicemente \linewidth non c’entra nulla con la faccenda di cui ti stai occupando; quella volta che uno vorrà usare un enumerate per mettere più illustrazioni in un ambiente e si troverà in serio imbarazzo, che risponderai?
A mio parere l’unico modo sensato di procedere è di usare \columnwidth negli ambienti senza asterisco e \textwidth in quelli con asterisco. Chi scrive il documento sa quando è necessario uno o l’altro; non si dà il caso che un ambiente senza asterisco diventi con o viceversa, se non in fase di pesante revisione e allora non c’è problema a cambiare anche il parametro.
Capisco l’obiezione “metodologica”. Notevole. 🙄
Mi resta la curiosità del controesempio esplicito. Infatti, per esempio:
`\begin{figure}[tb]
\begin{enumerate}
\item \includegraphics[width=\linewidth]{Mani}
\item \includegraphics[width=\linewidth]{Mani}
\end{enumerate}
\caption{Che c'è che non va?}
\end{figure}
`non dà problemi (in un documento a una o più colonne).Anche
`\begin{figure*}[tb]
\begin{enumerate}
\item \includegraphics[width=\linewidth]{Mani}
\item \includegraphics[width=\linewidth]{Mani}
\end{enumerate}
\caption{Che c'è che non va?}
\end{figure*}
`è perfetto.Senza un controesempio che mostra una “cilecca” di \linewidth, mi manca un pezzetto…
Scusami per l’insistenza. 😳
Ciao,
L.
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