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Questa richiesta è rivolta soprattutto a chi se ne intende delle convenzioni tipografiche in uso nei documenti contenenti molte formule. Sto scrivendo una relazione in cui ho a che fare con due distinte entità espresse in coordinate polari. Per evidenziare la differenza tra le due, avevo pensato di associare ad una le variabili \rho e \theta, e all’altra \varrho e \vartheta. Mi è però venuto il dubbio se questa sia una prassi accettabile, oppure se per evitare confusione sia preferibile utilizzare in un determinato documento sempre lo stesso comando per una certa lettera greca, scegliendo magari quello che soddisfa maggiormente i propri gusti estetici…
Ciao e grazie!Non mi sembra una grande idea. Fra l’altro, esistono famiglie di font (AmS Euler, per esempio) in cui \rho e \varrho sono resi allo stesso modo. Io userei un’altra notazione.
Ciao,
L.
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Grazie mitici Enrico ed Andrea.Il Prof. mi aveva quasi convinto con il suo comando e le sue osservazioni, solo che nel caso 0.166 em (che a me serve) il comando non funziona.
Mi sa che mi tengo il \demowidth. Davvero è impossibile modificarlo in modo da renderlo un pochino più simile a quanto si vede con listings?
Grazie mille, di cuore!
Ciao,
L.
::Ogni volta che faccio iniziare una nuova sezione costituita da figure…
Ahia. Una sezione di sole figure non è il massimo per LaTeX. Comunque vale la regola detta e stra-detta: le immagini dentro l’ambiente figure vanno a spasso dove vogliono loro. Se vuoi metterle dove vuoi tu, non usare l’ambiente figure. Oppure usa il pacchetto float con l’opzione di posizionamento [H].
Cerca sul forum “oggetti mobili” e “flottanti”.
Ciao,
L.
::help! il titolo di una section (che appare in alto ad ogni pagina della stessa) è esattamente della lunghezza per cui l’ultima lettera si sovrappone al primo numero della pagina che viene visualizzato accanto!! orrore!! se fosse stato una lettera in più il pgm avrebbe spedito l’ultima parola a capo, come ha ben fatto in altri punti…c’è un modo per farlo manualmente?? e magari in modo tale che nel titolo della section e nell’indice rimanga tutto scritto di seguito? purtroppo non posso assolutamente risolvere il problema accorciandolo del necessario il nome del titoletto..non trovo soluzioni..help!! grazie!!! 🙂 ale
Scusami se ti do una risposta rompiscatole, ma sei proprio sicuro che sia impossibile riformulare quel titolo, accorciandolo. In fin dei conti, in una riga si possono riassumere la Divina Commedia (“un uomo va nell’al di là da vivo”), e i Promessi Sposi (“Un uomo ama una donna che ama un altro uomo”). 😉
Ciao,
L.
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Caro Enrico, i paradossi della vita: tu mi hai scritto (gratis) un comando ad hoc, e io mi lamento e dico che non va bene… 😳In effetti il tuo comando non funziona per
`\showspace{0.166 em}
`
ma poi il risultato è diverso da quello che si ottiene con listings…Aspetta, non c’è un modo per dire a listings (o a LaTeX):
“Adesso lo spazio è pari a 0.166 em”. Poi si chiama semplicemente
`\lstinline! !
`
E poi:
“Adesso lo spazio è pari a 1 em”. E di nuovo
`\lstinline! !
`
E poi, alla fine:
“Adesso lo spazio torna ad essere quello predefinito”.Spiccio e sporco, ma a me andrebbe benissimo!
Scusami davvero, 😳
L.
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`\section{Cucina}
\label{sec:cucina}
…
\subsection{Pizza}
…
\subsection{Birra}
\label{subsec:birra}
`
Se ho ben capito Enrico, dunque lasceresti il riferimento al solo paragrafo
`Circa la birra, vedi il paragrafo~\vref{sec:cucina}.
`
e lasceresti al lettore il compito di sfogliare eventualmente una pagina per andare a trovarsi il… sotto-paragrafo giusto.Oppure non è meglio
`Circa la birra, vedi il paragrafo~\vref{subsec:birra}.`
È un po’ improprio, perché si tratta di un sotto-paragrafo e non di un paragrafo (la distinzione è importante: è una guida!), ma il riferimento è più comodo e non obbliga il lettore a cercarsi la pagina giusta.Oppure qualcosa di ancora diverso:
`Circa la birra, vedi il paragrafo~\ref{sec:cucina} a pagina~\pageref{subsec:birra}.
`Perdona(te)mi, oggi la mia vena ossessiva la sfogo così. 👿
Grazie mille,
L.
22 Gennaio 2008 alle 21:36 in risposta a: Bibliografia nell’indice e \cleardoublepage: sempre? #2095921 Gennaio 2008 alle 11:24 in risposta a: Acronym: inserire qualche riga di commento per ogni acronimo #20922::ottima soluzione, ma mi chiedevo se fosse anche possibile permettere agli indirizzi lunghi di andare a capo con una divisione in sillabe.
uso kile e mi trovo benissimo, solo che quando ho un indirizzo troppo lungo, nel file pdf risultante dalla compilazione l’indirizzo “sfora” il margine destro della pagina e non va accapo. 😯
c’è soluzione? grazie.Kile non c’entra. Se usi quel comando, vuol dire che carichi il pacchetto hyperref, che carica automaticamente il pacchetto url, che permette di spezzare gli indirizzi Web (di solito dopo un punto a una barra). Quindi, l’indirizzo dovrebbe spezzarsi da solo, nei punti opportuni.
Ciao,
L.
21 Gennaio 2008 alle 11:03 in risposta a: Acronym: inserire qualche riga di commento per ogni acronimo #20920::Tradurre “American mathematical society” in “Associazione dei matematici statunitensi” è arbitrario. L’unica traduzione accettabile è “Società (o associazione) matematica americana”. Che poi abbia la sua origine negli USA è un’altra faccenda.
Grazie mille Enrico, sia per il codice sia per la precisazione linguistica.
In effetti ancora non mi sono particolarmente spremuto sulla traduzione. In generale, i problemi legati alla traduzione mi intrigano molto. Fra l’altro, qui c’è il fatto che spesso si usa “America” come sinonimo (improprio) di “Stati Uniti”.
Naturalmente, userò senz’altro la tua traduzione!
Grazie mille,
Lorenzo
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