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Buongiorno a tutti !
Sono un nuovo user di LaTeX (e del forum) ed ho il seguente problema : nella stesura di un documento, avendo diviso questo in sezioni di capitolo, ho la necessità di arrivare fino a cinque indici dopo quello del capitolo (ad esempio 1.1.1.1.1.1).
Questo credo crei dei problemi poichè comando \subsubsubsubsection non viene riconosciuto.
Non so se l’errore sia banale o meno ma mi sta portando via molto tempo.
Grazie in anticipo per le eventuali risposte`\documentclass{book}
\usepackage{lipsum}
\setcounter{tocdepth}{5}
\setcounter{secnumdepth}{5}
\begin{document}
\tableofcontents
\chapter{Capitolo}
\lipsum[1]
\section{Sezione}
\lipsum[2]
\subsection{Sottosezione}
\lipsum[3]
\subsubsection{Sotto-sottosezione}
\paragraph{Paragrafo}
\lipsum[4]
\subparagraph{Sottoparagrafo}
\lipsum[5]
\end{document}`
Eccoti servito. Non userei quel codice nemmeno sotto tortura: quei numeri sembrano tratti dall’elenco del telefono. 👿Ti consiglio di lasciare invariate le impostazioni standard e di ripensare alla struttura del tuo documento.
Ciao,
L.
::Io sto valutando proprio oggi se utilizzarlo o no, ma sono piuttosto spaventato dal dover perdere parecchio tempo a risolvere eventuali problemi di compatibilità. Lo stile è indubbiamente molto interessante, ma non vorrei trovarmi a dover rimettere mano a tutto perchè ad un certo punto s’arriva a qualche problema veramente tosto.
Ti consiglio di dare un’occhiata alla tesi che ha scritto A. Miede con il suo stile. Tieni presente che, per arrivare a quel risultato, non c’è alcun “problema tosto” da affrontare… anzi! Basta usare il template di ClassicThesis.
http://wase.urz.uni-magdeburg.de/fchu/2miede/index.php?page=classicthesis
Penso che procederò con book, conscio del fatto che i vari cambiamenti non dovrebbero richiedere troppo tempo (Lorenzo ha detto un paio d’ore per il suo libro).
Tranquillo, il “porting” è questione di poco. La maggior parte del tempo è dovuta ai piccoli, inevitabili aggiustamenti che si fanno in revisione finale: è un problema, questo, che si presenterebbe anche all’interno della stessa classe cambiando i margini, per esempio.
A dirla tutta, stavo pensando proprio di contattare l’autore di ClassicThesis con una email di feedback.
Ottima idea, facci sapere!
Ciao,
L.
::il pacchetto lipsum serve per forza? non ce l’ho purtroppo
No, serve solo per creare del testo fittizio.
In generale: http://www.guit.sssup.it/installazione/pacchetti.php
Ciao,
L.
::
Non è che hai l’opzione draf attivata? In ogni caso:
`\documentclass{article}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{lipsum}\begin{document}
\lipsum[1-3]
\begin{figure}[tb] % [p], se l'immagine è grande
\centering
\includegraphics[width=\textwidth]{immagine}
\caption{Didascalia.}
\end{figure}\lipsum[3-5]
\end{document}`
Cerca sul forum: l’inserimento delle immagini è un “classico”.L.
::Salve, mi chiedevo quale fosse il confine tra uso e abuso di footnote. Si utilizza per note troppo articolate per stare tra due parentesi tonde?
E inizia con la lettera maiuscola o minuscola? E’ direttamente collegata al testo (come fosse un inciso) o deve essere necessariamente un periodo a se stante?
Grazie.http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?p=15037&highlight=#15037
Per me, un’informazione contenuta in una nota a piè pagina di un testo scientifico deve essere:
1. interessante e significativa (altrimenti la si ometterebbe del tutto);
2. non essenziale (altrimenti dovrebbe essere messa nel corpo del documento).Una nota a piè pagina serve per inserire un’informazione di questo tipo, che altrimenti distoglierebbe il lettore dal flusso del discorso. Per me una nota a piè pagina è un periodo a sé stante, quindi inzia con la maiuscola.
Il mio consiglio è:
1. usane il meno possibile (inevitabilmente, appesantiscono la lettura);
2. metti la nota solo alla fine del relativo capoverso;
3. ricorda che una nota a piè pagina spezzata in più pagine è un “segnale di fallimento del progetto tipografico”. http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=2711&highlight=fallimentoCiao,
L.P.S. Per i testi umanistici tutte queste considerazioni non valgono. Pensa ad un commento alla Divina Commedia: lì l’autore si esprime prevalentemente attraverso note a piè pagina, e la situazione è completamente diversa.
::
`\renewcommand{\part}{\chapter}
\renewcommand{\chapter}{\section}
\renewcommand{\section}{\subsection}
\renewcommand{\subsection}{\subsubsection}`
Avevo pensato a questo, ma non funziona. Pensavo che LaTeX interpretasse i comandi riga per riga: con la prima ridefinisco \part come \chapter (senza toccare \chapter), con la
seconda ridefinisco \chapter come \section (senza toccare \section), … ma evidentemente sbaglio. 😳Ciao,
L.
23 Luglio 2007 alle 16:06 in risposta a: cambiare dimensione del carattere ad una intera tabella #16354::La griglia di ClassicThesis, ad esempio, non sarebbe riproducibile con geometry? Bisogna per forza passare per i koma-script?
Mi ricordo che Enrico in persona ha detto che la griglia delle classi KOMA è definita dal pacchetto typearea o dal comando \areaset, e che cercare vie alternative è arduo.
Da ultimo, faccio notare che il modo migliore per usare ClassicThesis, è quello di studiarsi i sorgenti della documentazione, copiarli e incollarli nel proprio documento. Il che, sempre a mio parere, non è proprio facile.
È vero: la scarsa documentazione è una nota dolente dello stile, come riconosce lo stesso autore.
Forse la cosa migliore è sentire che cosa ne pensa André: http://wase.urz.uni-magdeburg.de/fchu/2miede/index.php?page=contact
Da fan entusiasta di ClassicThesis, ti faccio i miei complimenti per la tua iniziativa di migliorare questo affascinante stile.
Ciao,
L.
::Sto scrivendo la mia tesi di dottorato usando l’ormai famigerato ClassicThesis. La resa tipografica è molto attraente ma, dei due obiettivi fondamentali che l’autore si era prefisso,
1. Provide students with an easy-to-use template for their Master’s
or PhD thesis. (Though it might also be used by other types of
authors for reports, books, etc.)
2. Provide a classic, high quality typographic style which is inspired
by Bringhurst’s “The Elements of Typographic Style”il primo non sembra sia stato raggiunto appieno. ClassicThesis non è, secondo me, easy-to-use.
Non sono molto d’accordo. Come hai detto, il risultato tipografico di ClassicThesis è splendido. Ho addirittura comprato il bellissimo libro di Bringhurst: beh, lo stile è proprio quello! Il difetto di ClassicThesis è che il codice è un po’ “sporco”: i capitoli sono introdutti con \myChapter, le parti con \myPart, la bibliografia è introdotta con
`\manualmark
\markboth{\spacedlowsmallcaps{\bibname}}{\spacedlowsmallcaps{\bibname}}
\refstepcounter{dummy}
\addcontentsline{toc}{chapter}{\tocEntry{\bibname}}
`
… Tutto questo rende il codice non del tutto portabile. Se si cambia classe (per esempio, se si decide di passare alla classe book), è necessario fare un po’ di lavoro. Idealmente, questo non dovrebbe succedere.ClassicThesis non è facile da usare? Non direi, non è più difficile di quanto non lo sia una classe standard (come book o article) con i pacchetti che permettono di avere quei risultati.
Se, poi, si avesse qualche necessità di personalizzare il codice e ci si imbattesse in un conflitto tra pacchetti, mi sembra che solo pochissimi (La)TeX-wizards possano cavarsela.
Questo è vero, ma è una regola generale di LaTeX, non di ClassicThesis: quando vuoi personalizzare in profondità il risultato tipografico di un documento o risolvere un subdolo conflitto tra pacchetti, l’aiuto di un guru è indispensabile. Ma questo, dicevo, non vale solo per ClassicThesis.
Insomma, sto usando il pacchetto, ma ho qualche riserva, e soprattutto paura che qualcosa andrà storto in futuro.
Vero, potrebbe succedere. Ma sono pronto a scommettre che sul forum una soluzione la trovi, grazie ad Enrico, Andrea, Lapo, …
Mi chiedo se non valga la pena cercare di riprodurre la resa tipografica di ClassicThesis senza usarlo: quanto costerebbe caricare i pacchetti giusti, in modo appropriato, e ottenere in modo pulito lo stile di ClassicThesis?
A me questa idea non piace. ClassicThesis c’è, ed è un merito dell’autore aver avuto l’idea (prendo un classico impaginanto magnificamente e riproduco quel layout in LaTeX) e averla realizzata. Insomma: ben venga tutto quello che viene per migliorare lo stile di André -personalmente, apprezzo molto il tuo entusiasmo!- ma visto che l’idea è sua, è giusto che i meriti vadano a lui, senza “scavalcarlo”. Fra l’altro, la versione 2.0 dello stile contiene diverse migliorie che sono conseguenza di quanto emerso sul forum di GuIT. Ecco, questa mi sembra la strada più corretta per migliorare (il già ottimo) ClassicThesis!
Riscrivere ex-novo il codice di ClassicThesis e renderlo più pulito? (Solo) Enrico potrebbe farlo, ma non credo che lo voglia, almeno non in questi termini.
…mi pare di ricordare un intervento in cui si diceva che ClassicThesis porta con sé alcuni problemi comuni ai pacchetti che “vogliono fare tutto”.
Io non lo chiamerei un problema. È piuttosto una caratteristica dello stile: prendersi cura di tutti gli aspetti del layout di un documento.
Ciao,
L.
22 Luglio 2007 alle 19:52 in risposta a: incompatibilità (per quello che ho capito) tra pxfonts e ams #16319::
Dalla doc. di pxfonts:The PX fonts consist of
1. virtual text roman fonts using Adobe Palatino (or URWPalladioL) with some modified and additional
text symbols in the OT1, T1, and TS1 encoding
2. virtual text sans serif fonts using Adobe Helvetica (or URW NimbusSanL) with additional text symbols in OT1, T1, TS1, and LY1 encodings (Provided in the TX fonts distribution)
3. monospaced typewriter fonts in OT1, T1, TS1, and LY1 encodings (Provided in the TX fonts distribution)
4. math alphabets using Adobe Palatino (or URWPalladioL) with modified metrics
5. math fonts of all symbols corresponding to those of Computer Modern math fonts (CMSY, CMMI, CMEX, and Greek letters of CMR)
6. math fonts of all symbols corresponding to those of AMS fonts (MSAM and MSBM)
7. additional math fonts of various symbols]Da quello che capisco, il pacchetto ridefinisce tutti i font (con grazie, senza grazie, a sppaziatura fissa e matematico) del documento. In particolare, estende e/o modifica i fonts amsmath.
Ciao,
L.
::
Se tu avessi un Mac, ti consiglierei OmniGraffle: http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=2154&highlight=omnigraffleCon Autocad è possibile progettare (anche) un grattacielo. Questo implica due cose:
1. disegni come quelli che hai inviato sono fattibilissimi, con quel programma;
2. Autocad è un programma molto complesso (e costoso), ci sono professionisti che si guadagnano da vivere facendo dei corsi per spiegarne il funzionamento e altri professionisti che si guadagnao da vivere progettando con esso. Fare dei disegni (relativamente) semplici come i tuoi con un programma che può arrivare a costare 6.000 (seimila) euro non è forse la cosa migliore… 🙄 IMHO.Per il resto, un buon programma di disegnao vettoriale esporta in pdf (o eps).
Ciao,
L.
22 Luglio 2007 alle 18:05 in risposta a: ClassicThesis: creare un link interno ad un capitolo #16280::`
\hyperref[Cap-pizza]{Nel primo capitolo}] si parla di pizza.
\hyperref[Cap-birra]{Nel secondo capitolo}] si parla di birra.
…
\chapter{La pizza}\label{Cap-pizza}
…
\chapter{La birra}\label{Cap-birra}`
funziona bene (ma non dentro description, mi restituisce qualche errore, penso che si risolva in fretta).Ciao Peppe, il tuo codice funziona alla grande! 😀 In effetti, dentro l’ambiente description anche a me dà errore:
`! Argument of \Hy@babelnormalise has an extra }.
\par
l.10 \item[\hyperref[cap:pizza]
{Nel primo capitolo}] si parla di pizza.
?
`
Ho “risolto” mettendo quei comandi dentro due parentesi graffe, nelle “etichette” dell’ambiete description: non so perché con quelle parentesi funziona e senza no (magari Enrico ce lo spiega…).
`\documentclass{scrreprt}\usepackage{classicthesis-ldpkg}
\usepackage[subfigure]{classicthesis}\begin{document}
\myChapter{Introduzione}
\begin{description}
\item[{\hyperref[cap:pizza]{Nel primo capitolo}}] si parla di pizza.
\item[{\hyperref[cap:birra]{Nel secondo capitolo}}] si parla di birra.
\end{description}\myChapter{La pizza}\label{cap:pizza}
\myChapter{La birra}\label{cap:birra}
\end{document}
`
L’esempio che ho scritto questa volta dovrebbe essere minimo. Mi scuso se non l’ho fatto prima: visto che il problema riguardava manifestamente ClassicThesis e hyperref, avevo pensato di lasciarne le impostazioni in evidenza… Quanto agli include, mi erano proprio sfuggiti… 😳Non ci posso fare niente se l’autore di ClassicThesis ridefinisce “a casaccio” le cose. Per esempio, non è possibile usare un argomento opzionale con \myChapter.
Eh, sono d’accordo. Ho sempre pensato che l’autore di ClassicThesis abbia fatto un lavoro meraviglioso dal punto di vista del risultato tipografico, ma che il codice con cui arriva a quel risultato sia (almeno per ora) un pochino “sporco”…
Comunque, avercene, di stili così!
Vi ringrazio infinitamente, Enrico e Peppe.
Ciao,
Lorenzo
::RIngrazio tutti quelli che in questi mesi mi hanno aiutato a risolvere problemi piu’ o meno piccoli con latex, permettendomi di fare un lavoro tipograficamente ottimo, come dettomi da piu’ parti, relatore in primis.
Prego, è stato un piacere! Mi associo alle congratulazioni e agli auguri di Enrico.
A presto,
L.
21 Luglio 2007 alle 15:57 in risposta a: ClassicThesis: creare un link interno ad un capitolo #16277::
Enrico, scusami se insisto, ma mi è venuta una mezza idea: e se fsse più semplice? Se non bisognasse passare per il meccanismo hypertarget-hyperlink?Infatti il codice:
`\documentclass[10pt,a4paper,twoside,openright,titlepage,fleqn,
cleardoubleempty,abstractoff,pointlessnumbers,
headinclude,footinclude,BCOR5mm]{scrreprt}\usepackage{classicthesis-ldpkg}
\usepackage[eulerchapternumbers,subfigure,beramono,
eulermath,pdfspacing,parts]{classicthesis}\hypersetup{%
colorlinks=true, linktocpage=true, pdfstartpage=3, pdfstartview=FitV,%
breaklinks=true, pdfpagemode=UseNone, pageanchor=true, pdfpagemode=UseOutlines,%
plainpages=false, bookmarksnumbered, bookmarksopen=true, bookmarksopenlevel=1,%
hypertexnames=true, pdfhighlight=/O,%
urlcolor=webbrown, linkcolor=RoyalBlue, citecolor=RoyalBlue, pagecolor=RoyalBlue%
}\begin{document}
\tableofcontents
\include{Capitoli/Foobar}
\end{document}`
dove Foobar.tex è semplicemente introdotto da
`\myChapter{Foobar}`
produce un indice “cliccabile”: basta fare clic sul numero di pagina e si viene portati all’inizio del capitolo corrispondente (che è proprio quello che voglio fare io, anche se in un altro contesto).Quindi forse non c’è alcun bisogno di “marcare” i capitolo con hypertarget, basterebbe vedere come fa ClassicThesis ad ottenere quel risultato nell’indice, e “riadattare” il codice.
Io però non ci sono riuscito…
Grazie ancora,
L.
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