Risposte nei forum create
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Riassuntino:
Lorenzo consiglia l’uso di classicthesis, scaricabile presso il CTANBeh, più o meno! 😀
Nel topic che ti ho segnalato era presente l’indicazione su come emininare i riquadri e i colori dai link, risultato che si ottiene con il comando che hai scritto.
Già che c’ero (visto che non trovo gradevole né i riquadri né l’effetto “arlecchino” di default di hyperref), ti ho consigliato di impostare hyperref in un altro modo (che è una leggera variante del defualt di ClassicThesis, che di suo prevede anch’esso troppi colori, per i miei gusti). Riporto il codice per comodità:
`\usepackage[dvipsnames]{xcolor}
\usepackage[pdftex,hyperfootnotes=false,pdfpagelabels,pagebackref]{hyperref}\definecolor{webbrown}{rgb}{.6,0,0}
\hypersetup{%
colorlinks=true, linktocpage=true, pdfstartpage=3, pdfstartview=FitV,%
breaklinks=true, pdfpagemode=UseNone, pageanchor=true, pdfpagemode=UseOutlines,%
plainpages=false, bookmarksnumbered, bookmarksopen=true, bookmarksopenlevel=1,%
hypertexnames=true, pdfhighlight=/O,%nesting=true,%frenchlinks,%
urlcolor=webbrown, linkcolor=RoyalBlue, citecolor=RoyalBlue, pagecolor=RoyalBlue,%
% uncomment the following line if you want to have black links (e.g., for printing)
%urlcolor=Black, linkcolor=Black, citecolor=Black, pagecolor=Black,%
pdfsubject={},%
pdfkeywords={},%
pdfcreator={pdfLaTeX},%
pdfproducer={LaTeX with hyperref}%
}
`
Ciao,
L.
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http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=2211&highlight=colorlinksSe l’impostazione di default di hyperref (con i riquadri e l’effetto “arlecchino”), guarda questo lavoro. Se ti piace il risultato, il sorgente è lì: le impostazioni di hyperref sono su classicthesis-ita.sty.
Ciao,
L.
23 Giugno 2007 alle 20:33 in risposta a: Come ottengo una bibliografia con i nomi per esteso? #15487::
P.S. Non so se è oppurtuno dire che l’Unione Industriali è “autore” di un articolo. In generale, l’autore è una persona (o più di una): forse è il caso di pensare per la voce “Unioni Industriali” ad un altro campo, più adatto.P.P.S. La versione asteriscata del comando cite non fa quello che chiedi:
`\citet{key} ==>> Jones et al. (1990)
\citet*{key} ==>> Jones, Baker, and Smith (1990) `Ciao,
L.
23 Giugno 2007 alle 20:00 in risposta a: Come ottengo una bibliografia con i nomi per esteso? #15484::
http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=958&highlight=verbatimForse è un problema analogo a quello descritto in quel topic.
Scusami per la vaghezza della “risposta”,
L.
::Ciao a tutti, sono un nuovo utente di Latex e sto scrivendo la mia tesi.
Volevo sapere se è possibile togliere la scritta
Capitolo n. all’inizio di ogni capitolo1. Leggi una guida di base;
2. leggine un’altra;
3. leggi la netiquette del forum;
4. cerca sul forum;
5. http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=2429&highlight=chapter%2AA questo punto hai imparato (fra l’altro) che è sufficiente:
`\chapter*{Prova}`Ciao,
L.
::sempre sommessamente … uso l’ottimo scribus sotto linux, ma non ho trovato nemmeno un layout che faccia al caso mio.
Se non hai “trovato nemmeno un layout che faccia al caso tuo”, come fai a dire che è “ottimo”?
Una volta, quando usavo winzoz era facile con publisher…
Bleah. Voto tutta la vita i software di Apple, per eleganza e semplicità.
Ma siamo OT.
Ciao,
L.
::dovrei fare dei biblietti di invito su un a4 da dividere in 4 facciate. Da dove parto? chi mi dà un aiutino?
Te lo dico sommessamente: potresti vagliare la possibilità di usare un software WYSIWYG, per queste cose.
Come dice Mittelbach, LaTeX è il non plus ultra se si compone un documento lavorando per strutture logiche, i software WYSIWYG sono (forse) più adatti se si lavora per strutture grafiche. Un biglietto da visita mi sembra rientri nella seconda categoria. Dovessi farlo io, userei Apple Pages.
Ciao,
L.
::A me serve una dritta:nella bibliografia ho delle sigle che vanno scritte in maiuscolo,ma unsrt le lascia in minuscolo.
Basta mettere ciò che deve andare in maiuscolo tra parentesi graffe.
Oppure si può usare uno stile bibliografico che non abbia questa impostazione (magari creandone uno ex-novo, con makebst).
Ciao,
L.
::Il nero, usato con parsimonia, ha la sua utilità; in ClassicThesis non lo si usa per scopi tipografici, ma i simboli matematici sono un’altra faccenda: vuoi le matrici in neretto? Accomodati, \mathbf è tuo amico. L’unico problema è estetico: se quei vettori e matrici sono pugni negli occhi, allora quello stile non è adatto alla tua matematica. Ma probabilmente non sarà così.
Ciao Enrico, sto leggendo un bel libro sulla teoria di Galois (“Teoria del campi”, Feltrinelli). Il libro (che trovo ben impagninato) non usa il grassetto per il testo, ma fa tutto con il corsivo. Tutto a parte alcuni simboli matematici, che vengono resi in neretto. Trovo che il risultato sia assolutamente gradevole. Credo che Daniele possa stare tranquillo!
Ciao,
L.
::Non so per quale motivo ma i cambiamenti nella bibliografia non li riesco a visualizzare.
É il file con estensione .bib che devo modificare?http://www.mat.uniroma1.it/centro-calcolo/manuali/impara_latex.pdf
Si tratta di una guida simpatica (anche se vecchiotta): il funzionamento di BibTeX è spiegato benissimo.
Ciao,
L.
::Per quel che riguarda ClassicThesis, qualche tempo fa mi ero interessato al pacchetto per la sua notevole resa estetica. Le difficoltà incontrate da Lorenzo per scrivere il suo libro, però, mi avevano alquanto scoraggiato. Prevedo che il mio testo sarà pieno di formule piuttosto lunghe, e l’esigua estensione orizzontale della griglia proposta da ClassicThesis (che pure lo rende così gradevole) potrebbe essere d’intralcio. Inoltre, come ho detto nel mio post, faccio uso del grassetto (bandito in ClassicThesis, come riportato nella documentazione).
Ehi, aspetta! Lo stile ClassicThesis non presenta difficoltà diverse da una classe standard. Mi sono divertito a ottimizzarne e personalizzarne diversi aspetti, facendo un lavoro minuzioso di cesellatura che per un utente “normale” non è assolutamente indispensabile!
E poi, ora ClassicThesis è stato migliorato, e puoi contare sui diversi topic del forum, tutti risolti -grazie alla classe di Enrico e degli altri membri dello Staff.
La griglia di ClassicThesis è piccola, è vero, ma questo non è un problema. Avevo redatto il mio libro con le impostazioni “standard” (classe book, margini impostati da layaureo, 11pt) e quando l’ho portato a ClassicThesis (che usa caratteri, leggibilissimi, di 10pt) ho dovuto modificare solo un paio di formule.
Per quanto riguarda il neretto: puoi usarlo lo stesso (violando consapevolmente la regola) o usare un altro modo (corsivo o maiuscoletto) per evidenziare quei simboli.
Ciao,
L.
::Mi appresto a scrivere un documento nel quale molte volte dovrò includere nomi di codici che ho scritto, o nomi di classi, o di librerie. Su alcune pagine questi nomi saranno molto frequenti. Fino ad ora ho sempre usato \texttt per distinguere questi nomi. Considerando che già faccio uso del grassetto per i vettori (cosa che non posso evitare perché molto spesso passo dalla notazione vettoriale a quella indiciale, per la quale non uso il grassetto), indicare i codici con la “macchina da scrivere” non mi soddisfa molto, perché in alcune pagine mi sembra abbastanza violenta.
Mi chiedo quale sia la vostra opinione in proposito.
Se \texttt non ti piace, potresti usare \textsf.
Altrimenti, una soluzione potrebbe usare un font a spaziatura fissa meno “pesante” di quello della famiglia Computer Modern (che a me comunque non dispace).
ClassicThesis, per esempio, usa come font monospaced il Beramono, che è molto elegante. Ovviamente, in questo caso, faresti meglio a passare del tutto a ClassicThesis: innestare un font in uno schema progettato diversamente rischia di creare una sgradevole chimera.
Ciao,
L.
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