Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
per togliere l’indentazione devi aggiungere breakindent=0pt dopo breaklines=true
Fatto. Noto però una cosa un po’ strana: se scrivo
`
\begin{sidebyside}
\LaTeX è il nostro programma preferito. Esempio con il pacchetto
listings.
\end{sidebyside}
`
lo spazio prima di “listings” non c’è; se scrivo invece
`
\begin{sidebyside}
\LaTeX è il nostro programma preferito. Esempio con il pacchetto listings.
\end{sidebyside}
`
quello spazio c’è. Misteri.Io sceglierei di riquadrare solo il codice, secondo me è la soluzione migliore
Mi hai convinto, anch’io ero di quest’avviso. In mancanza di altri interventi che mi facciano eventualmente cambiare idea, farò così.
Per quanto riguarda passare le opzioni di listings a classicthesis non so come farlo. Magari il prof conosce qualche comando specifico tipo PassOption che si vede in molti pacchetti e che faccia una cosa simile.
In effetti il problema non sembra impossibile (per Enrico!): ClassicThesis richiama il pacchetto listings senza alcuna opzione:
`\RequirePackage{listings}`
A noi serve l’opzione writefile. Come si può dare a listings questa opzione senza modificare a mano il file .sty originale di ClassiThesis?Apsettiamo la soluzione del Professore…
Ad ogni modo Andrea, userò senz’altro il tuo ambiente e riprenderò questa discussione se avrò problemi!
Grazie infinite,
L.
::Prova in questo modo, di più non posso fare:
Ciao Andrea, quest’ultima versione dell’ambiente è un nettissimo miglioramento, adesso ci siamo quasi! Per la perfezione, mancherebbero:
1. Il supporto alle impostazioni di default di listings da parte di ClassicThesis, che sono riportate nel preambolo:
`\lstset{language=[LaTeX]Tex,%C++,
keywordstyle=\color{RoyalBlue},%\bfseries,
basicstyle=\small\ttfamily,
%identifierstyle=\color{NavyBlue},
commentstyle=\color{Green}\ttfamily,
stringstyle=\rmfamily,
numbers=none,%left,%
numberstyle=\scriptsize,%\tiny
stepnumber=5,
numbersep=8pt,
showstringspaces=false,
breaklines=true,
frameround=ftff,
frame=single
%frame=L
} `
Per ora, le ho semplicemente copiate nella definizione del tuo ambiente, ma forse c’è qualcosa di più elegante (che permetta di far sì che eventuali modifiche delle impostazioni del preambolo si riflettano immediatamente sull’ambiente, senza fare la modifica due volte)2. Nella definizione del tuo ambiente, il pacchetto listings deve essere chiamato con l’opzione writefile. Purtroppo ClassicThesis richiama di suo listings senza questa opzione, e se si aggiunge semplicemente nel preambolo
`\usepackage[writefile]{listings}`
c’è un errore in compilazione:
`! LaTeX Error: Option clash for package listings.`
Ovviamente si può rimediare modificando il file originale classicthesis-ldpkg.sty, ma modificare “a mano” i file originali .sty dei pacchetti non è mai una buona prassi. Esistono soluzioni più ortodosse?3. Il codice LaTeX non viene distribuito benissimo nel suo riquadro, in particolare ci sono (piccole) indentazioni extra che non dovrebbero esserci. Sapresti come rimediare?
4. Sapresti suggerirmi come modificare il tuo ambiente per inserire un riquadro anche nel typeset? Infatti, come ti dicevo, non so se sia eventualmente più logico riquadrare il typeset, per distinguerlo dal resto del testo, piuttosto che riquadrare il codice LaTeX, che è già distinguibile dal resto del testo perché p scritto con un font diverso. O riquadrarli tutti e due? Mah… sono davvero incerto e in attesa di illuminanti suggerimenti tipografici! 💡
Grazie mille, non ce la farei mai da solo!
L.
::Quindi il problema è il solito, i margini di classicthesis.
No, non credo che il problema sia quello. Il codice (anche questo secondo che mi hai inviato) produce un box “esterno” che sborda, anche con un testo di prova minuscolo. Poi c’è un altro box che circonda il codice, che si sovrappone (sgradevolmente) all’altro. Se il codice è appena un po’ lungo, poi, i due ambienti non vengono neppure messi uno di fianco all’altro, ma uno sotto l’altro. Le impostazioni di listings che ClassicThesis usa di default continuano a non essere rispettate…
In pratica, purtroppo il codice è inutilizzabile. 😥
Grazie comunque,
L.P.S. Che il problema non possa stare nei margini si capisce anche da altre cose. Innanzitutto i margini di ClassicThesis sono sì piuttosto stretti, ma non esageratamente. E poi credo che sia l’ambiente “di esempio” che debba adattarsi ai margini che ci sono (soddividendo lo spazio a disposizione, eventualmente andando più volte a capo), e non il contrario!
::Allora tu vuoi il sorgente in una framebox ed il risultato normale.
Ciao Andrea, in realtà non lo so neppure io quale sia il modo “giusto” o “migliore” per farlo. Di solito LaTeX toglie da questi imbarazzi, perché c’è spesso una soluzione “di alto livello” già studiata ad hoc: proprio per questo speravo in examplep.
Il tuo codice, pur non producendo errori in compilazione, non funziona bene con ClassicThesis perché a volte il codice sborda e ci sono sovrapposizioni indesiderate tra il sorgente e il typest. Neppure le impostazioni di listings che ClassicThesis usa di default sono rispettate.
Vediamo se ti può rispondere il Prof.
Incrocio le dita! 😉
Grazie mille,
L.
::
Avrai certamente letto quanto riportato nella Mica tanto breve intro:La più importante unità di testo in LaTeX (e in tipografia) è il paragrafo. Lo si definisce “unità di testo” perché un paragrafo è la forma tipografica che deve riflettere un singolo pensiero coerente, o un’idea… Quindi, se si apre un nuovo discorso si deve cominciare un nuovo capoverso, o altrimenti bisogna solamente andare a capo. Quando si è incerti sulla divisione dei paragrafi, si pensi al testo come veicolo di idee e pensieri. Se si chiude un paragrafo ma continua il pensiero precedente, la divisione deve essere eliminata. Se nello stesso paragrafo si introduce una linea di pensiero completamente nuova, allora occorre introdurla con un nuovo capoverso.
Ciò detto, vedo che in quella guida i paragrafi più lunghi sono di una dozzina di righe, quelli più corti di due/quattro righe (ma sono rari), quelli “normali” di setto/otto righe. In generale, credo che questo sia un buon risultato: scrivere tanti paragrafi molto corti produce un effetto di lettura “a singhiozzo”, scrivere paragrafi lunghissimi (magari che si estendono su più pagine) produce un effetto “alla Joyce”. 😉
Ciao,
L.
1 Luglio 2007 alle 6:20 in risposta a: ClassicThesis e listings: problema con lstlistoflistings #1567830 Giugno 2007 alle 20:45 in risposta a: ClassicThesis e listings: problema con lstlistoflistings #15676::
Carissimo Enrico, ho provato ad aggiornare listings alla versione 1.4, ma sembra che ClassicThesis sia incompatibile con questa nuova versione. Infatti il mio documento minimale ora produce l’errore fatale:
`/usr/local/texlive/2007/texmf-dist/tex/latex/carlisle/remreset.sty)
(/usr/local/texlive/2007/texmf-dist/tex/latex/subfig/subfig.sty)
(./listings.sty
(/usr/local/texlive/2007/texmf-dist/tex/latex/listings/lstpatch.sty***
*** This is a patch for listings 1.3, but you're using
*** version 1.4.
***
*** Patch file not loaded.
***) (/usr/local/texlive/2007/texmf-dist/tex/latex/listings/lstmisc.sty
***
*** This file requires `listings.sty' version 1.3.
*** You have a serious problem, so I'm exiting …
***
`
Ho provato a mettere nel preambolo il codice che mi hai inviato (mantenendo la versione 1.3 di listings), ma contionuo a ricevere il non fatale:
`! Undefined control sequence.
\lstlistoflistings …rskipfalse \@parskip@indent
\@starttoc {lol}\if@reston…
l.34 \lstlistoflistings
`
Come sempre, grazie per il tuo aiuto,
L.
::Grazie per il consiglio, ma davvero non so quali pacchetti mi potranno tornare utili, oltre ai soliti matematici e grafici. Io ho usato LaTeX soltanto per scrivere la mia tesi, non sono una grande esperta… Puoi consigliarmi qualcosa?
Filosoficamente parlando, un pacchetto è un’estensione delle capacità di LaTeX, e serve per risolvere un problema (o un insieme di problemi). Quindi stabilire “in astratto” di quali pacchetti uno possa aver bisogno prima di cominciare a scrivere non ha molto senso. Il mio consiglio è:
1. ripassa le basi di LaTeX su una guida di base (quella qui in alto è ottima);
2. comincia a scrivere;
3. di fronte a un problema, inizia dal cercare sul sito e sul forum di GuIT: è una miniera;
4. Per approfondire: http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=2018&highlight=reimparare
5. http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=2610&highlight=indentfirstBuon lavoro,
L.
::Ciao a tutti, devo realizzare un manuale tecnico per un dispositivo elettronico, ricco di tabelle ed immagini. Il mio capo insiste perché io usi Word, ma sono convinta che con LaTeX verrà 100 volte meglio! Esiste una classe specifica per questo tipo di documenti?
Ogn consiglio è ben accetto! GrazieSecondo me puoi farlo benissimo con una classe standard (come book) e i pacchetti “giusti”.
Ciao,
L.
::ho aperto un vecchio progetto latex sulla mia nuova mandriva con l’editor kile.
Ho notato che tutte le lettere accentate hanno segni strani. devo cambiare tutto il sorgente?
Come è stato possibile questo, ho usato lo stesso editor con la vecchia distribuzione mandriva??? Per favore un aiuto …Ci sono molti topic sul forum che affrontano (e risolvono) questo problema. Comincia con il cercare “inputenc”.
Ciao,
L.
::
http://www.guit.sssup.it/installazione/pacchetti.php…sempre che il pacchetto mathtools non sia già installato nella tua distribuzione. Quanto al perché non si debba usare \over:
Frazioni in matematica: (\over contro \frac)
Evitate di usare il comando \over. \over è un’istruzione dotata di una sintassi propria, differente da quella standard di LaTeX, pertanto, se tale istruzione compare nel documento, ne rende difficile (o addirittura impossibile) l’analisi sintattica, producendo così del codice confuso e veramente poco leggibile. Il pacchetto amsmath.sty, ridefinisce il comando \frac{}{} e notifica un messaggio d’errore ogni qualvolta si utilizzi \over. Un altro punto a favore di \frac{}{} è dato dal fatto che il numeratore e il denominatore della frazione riusultano più semplici da comporre, specialmente nel caso di frazioni complesse. Sostituite: $a \over b$ con $\frac{a}{b}$ftp://ftp.dante.de/tex-archive/info/l2tabu/italian/l2tabuit.pdf
Ciao,
L.
::Ciao.
Nella tesi ho una formula che non può essere spezzata e che è più lunga del foglio. E’ possibile utilizzare l’ambiente \equation dentro una \tabular da 1×1, messa dentro \table, per poi utilizzare un \resizebox e quindi rimpicciolire la formula in modo tale che non oltrepassi il limite del foglio?
Per ora sono riuscito a farlo, però solo usando la formula in modalità testo, quindi con $formula$. C’è un altro modo? Mi interessa \equation perchè mette il numero all’equazione.
Perché quella formula non può essere spezzata? (Fintanto che non ci convincerai del contrario) non credo che ci siano delle ragioni sensate che lo richiedano! Tuttavia, se proprio non vuoi spezzare quella formula, c’è un modo più semplice:
`\documentclass{article}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{lipsum}
\usepackage{amsmath}\begin{document}
\lipsum[1]
\begin{multline}
\iint_{R^N\times\mathopen{]}0,+\infty\mathclose{[}}u\,\bigl(D_t^2v-c^2\Delta
v\bigr)\,dx\,dt=\iint_{R^N\times\mathopen{]}0,+\infty\mathclose{[}}fv\,dx\,dt+\\
%
+\int_{R^N}-u_0(x)D_tv(x,0)\,dx
\end{multline}\lipsum[2]
\begin{equation}
\footnotesize
\iint_{R^N\times\mathopen{]}0,+\infty\mathclose{[}}u\,\bigl(D_t^2v-c^2\Delta
v\bigr)\,dx\,dt=\iint_{R^N\times\mathopen{]}0,+\infty\mathclose{[}}fv\,dx\,dt
+\int_{R^N}-u_0(x)D_tv(x,0)\,dx
\end{equation}\lipsum[3]
\end{document}
`
Usare table in quel contesto è proprio sbagliato: formule flottanti sono un controsenso!Ciao,
L.
::Devo scrivere un documento su due colonne.
Qualche tempo fa mi sono posto il tuo stesso problema e mi piaceva parecchio il pacchetto RevTeX, anche per la sua versatilità.
Spero di non ricordare male, purtroppo sto andando a memoria…
Non sbagli. Ho visto però che RevTeX è una classe (e sinceramente l’idea di usare una classe ad hoc non mi entusiasma). Comunque, ci darò un’occhiata!
Grazie,.
Ciao,
L.
::In questo modo tutto dovrebbe risultare come se non si usasse affatto il pacchetto hyperref (cosa per me necessaria in quanto sto scrivendo una tesi che dunque ha già uno stile imposto) tranne che per la struttura ad albero visibile nei segnalibri. Giusto?
Aggiungerei anche
`urlcolor=black`
Ciao,
L.
::Gli articoli scritti su due colonne sono orridi. Secondo me le case editrici adottano questo sistema perché molta gente scrive male e così si riesce a mascherare un po’.
Dopo una stroncatura così, non posso che abbandonare l’idea delle due colonne, facendo… ahem… tuttavia sommessamente notare che ArsTeXnica… 😳 😯
Grazie mille,
L.
-
AutoreRisposte