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Quindi la riga vuota, e quindi un nuovo paragrafo con il rientro, va lasciato (prima e) dopo ogni figura ed anche dopo ogni formula?
No, dipende dal flusso del discorso. Trovi tutta la questione spiegata in questa guida di base, a pagina 18.
Ciao,
L.
::Il problema è che io non riesco a capire come ragiona il LaTeX.
se io scrivo:
`miotestoprimadellafigura\begin{figure}
…
\end{figure}miotestodopolafigura
`
il problema è che tra il testo prima e dopo la figura non va a capo come vorreiNel tuo codice, dopo il “testo prima della figura” c’è una riga bianca. Anche prima del “testo dopo la figura” c’è una riga bianca. Quindi i due testi cosituiscono due paragrafi diversi: LaTeX indenta ciascuno dei due paragrafi e piazza la figura dove c’è spazio.
Ciao,
L.
::Non riesco a trovare da nessuna parte una documentazione di questo pacchetto, voi sapete dirmi qualcosa? come faccio a sapere i comandi disponibili??
Apri il file framed.sty, la documentazione è sotto forma di commenti. Questa è una prassi abbastanza diffusa, quando la documentazione di un pacchetto è di modeste dimensioni.
Ciao,
L.
::
Quella dei margini è una delle questioni più dibattute. In sintesi, per allargare i margini di default (su A4) la soluzione migliore è usare layaureo,
`\usepackage[binding=1cm]{layaureo}`
dove binding è la rilegatura. Se proprio hai bisogno di maggiore libertà di manovra, c’è geometry. Per esempio:
`\usepackage[a4paper,top=3cm,bottom=3cm,left=2.5cm,right=2.5cm]{geometry}`
Non ci dici che cosa usi per le testatine. Io con
`
\usepackage{fancyhdr}\pagestyle{fancy}
\renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{#1}{}}
\renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{\thesection\ #1}}
\fancyhf{}
\fancyhead[LE,RO]{\scshape\thepage}
\fancyhead[LO]{\scshape\footnotesize\nouppercase{\rightmark}}
\fancyhead[RE]{\scshape\footnotesize\nouppercase{\leftmark}} `
(e layaureo o geometry) non ho il problema di “larghezza di linea” che ti si presenta.Ciao,
L.
::come fare per avere in un teorema l’enunciato non in corsivo?
`
\usepackage{amsthm}
\newtheorem{teorema}{Teorema}[section]
\theoremstyle{definition}
\newtheorem{definizione}{Definizione}[section]
`
In questo modo l’enunciato di “Definizione” è in tondo, quello di “Teorema” in corsivo.Ciao,
L.
::Forse la mia domanda è un po’ stupida, ma non riesco a trovare la risposta da nessuna parte: come si fa a modificare lo stile dei tioli di capitolo?
Ad esempio, al posto di ”Capitolo #“ mettere ”-#-“ o cose di questo tipo…Pacchetti fncychap e titlesec. Oppure, se ti basta meno, qualcosa come
`\addto\captionsitalian{\renewcommand{\chaptername}{Unità didattica}}`
nel preambolo.Ciao,
L.
::un topic aveva lo stesso argomento ma non si è giunti ad una soluzione.
Sulla differenza tra tabelle “in testo” e tabelle “fuori testo”, leggi l’intervento di “egreg9” qui. Potresti posizionare una tabella fuori testo in un punto preciso con l’opzione H del pacchetto float, ma -come ti ha detto Lapo- meglio non farlo.
Ciao,
L.
::Salve,
qualcuno saprebbe dirmi come evitare che delle formule scritte “in linea”, cioè con $ $, possano poi risultare “spezzate”, cioè divise su due righe?Argomento già trattato. In sintesi: se proprio non vuoi che LaTeX spezzi una formula in math mode in un punto preciso, usa \nobreak. Tuttavia, per le formule appena lunghette meglio usare la modalità display.
Ciao,
L.
::
`! LaTeX Error: Can be used only in preamble. `
Ciao, evidentemente il codice che inserisci contiene delle istruzioni (e.g. il caricamento di un pacchetto) che puoi dare solo nel preambolo del documento. La differenza tra input e include è spiegata in una guida di base come quella che vedi linkata in alto, e riassunta anche qui. Dal messaggio del compilatore (a proposito WinEdt è solo un front-end, e non il compilatore) vedo che non hai settato correttamente la sillabazione in italiano. Nel secondo dei documenti che ti ho segnalato -di cui ti raccomando una scrupolosa lettura- e in numerosi altri post sul forum è spiegato come si fa.L.
::Adesso puoi anche farlo “sans serif” e spostare i nomi un po’ in dentro.
Ciao Enrico, innanzitutto complimenti per l’iniziativa di rendere pubblico un Tuo pacchetto per la redazione del frontespizio di una tesi di laurea o di dottorato.
Il pacchetto, a mio parere, colma una delle (poche) lacune di LaTeX: ho sempre ritenuto il comando di default \maketitle troppo spartano e inutilizzabile in molte occasioni, il pacchetto titiling non sufficiente per colmare questa lacuna e l’ambiente titlepage -lasciato in mano ad un utente finale- semplicemente in contrasto con la filosofia di LaTeX. Fra l’altro, ho sempre trovato paradossale che LaTeX si occupi (alla perfezione, va da sé) di tutto meno che della prima pagina di un libro -che è la prima ad essere letta da chiunque prenda in mano il lavoro e che quindi è importantissima…
Mi permetto di farti qualche osservazione in merito a frontevr.sty.
1. Sono molto contento che tu abbia provveduto ad inserire un comando per restringere i margini laterali e previsto di inserirne uno analogo per quelli verticali. Tuttavia, troverei preferibile che una riduzione dei margini venisse già realizzata di default: così come sono, infatti, i margini di default del frontespizio sono molto Word-like: alla larga!
2. Il corpo dei caratteri secondo me è troppo piccolo. Immagino sia questo il motivo per cui non trovo ottimale neppure la resa dei caratteri sans serif (a proposito: sono contento che tu ne abbia previsto l’opzione, penso siano più adatti per un titolo di quelli roman). Se confronti il risultato ottenuto compilando
`\documentclass[a4paper,titlepage,11pt]{book}\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[sans,sigillo]{frontevr}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{type1ec}
\usepackage{microtype}\begin{document}
\begin{frontespizio}
\Universita{Bologna}
\Facolta{Scienze}
\Corso[Laurea]{Matematica}
\Annoaccademico{1999-2000}
\Titoletto{Tesi di laurea magistrale}
\Titolo{\uppercase{Lo sviluppo storico\\ del concetto di funzione\\ e le origini della teoria\\ delle distribuzioni}}
\IlCandidato{Lorenzo Pantieri}
\Relatore{Chiar.mo Prof.~Ermanno Lanconelli}
\end{frontespizio}
\end{document}
`
con il layout del frontespizio di questo template (che trovo esteticamente molto riuscito, ma che non è così configurabile e ben progettato come il tuo pacchetto), si nota, IMHO, che il titolo è forse più leggibile nel secondo caso.3. Mi piacerebbe che tu prevedessi, nel pacchetto, la possibilità di inserire il logo dell’Università come sfondo (come nel documento del link di cui sopra): per me il risultato che si ottiene in questo modo è davvero intrigante.
4. Il pacchetto non prevede la possibilità di inserire delle parole chiave, utili per le ricerche nel Thesaurus dell’università. Ricordo che la mia facoltà (Scienze, Bologna) richiedeva nel documento finale addirittura due “frontespizi”: uno (quello più “esterno”) privo delle parole chiave ed uno, successivo al primo e da esso separato da una pagina bianca, uguale al primo frontespizio ma con tali parole. Non so se le cose siano cambiate da allora.
5. Forse “frontevr.sty” è un nome un po’ minimalista per il tuo pacchetto: visto che è adatto a studenti di tutte le facoltà e dipartimenti (e non solo a quelli di Verona), penserei a qualcosa di più “universale”. Troverei utile per la comunità che il pacchetto venisse incluso nelle distribuzioni di LaTeX, come succede per layaureo.
Scusami per l’ardire delle mie osservazioni e ancora complimenti per lo splendido lavoro.
Ciao,
Lorenzo
::
egreg9\nFa piacere sapere che qualcuno lo usa [frontvr.sty].
Io non lo uso perché non faccio più l’università… 😉 In compenso ne faccio propaganda: i comandi “ad alto livello” sono comodissimi, e appoggiarsi ad un layout bello e pronto è in linea con la filosofia di LaTeX.
Mi permetto di osservare che, per i miei gusti, tendo a preferire -per il frontespizio- caratteri sans serif e margini un pochino più stretti… ma è ovviamente questione di gusti (e di specifiche di segreteria, immagino)!
Ciao,
L.
::Ciao,
qualcuno di voi sa come scrivere i numeri con lo stesso effetto grafico ottenibile con \mathbb per le lettere?
Ve lo chiedo perché volevo scrivere il simbolo della funzione indicatrice.
Ciao e grazie
PaoloProva i pacchetti bbold o mathbbol o mbboad… li ho trovato cercando mathbb sulla Comprehensive List.
Ciao,
L.
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Ciao a tutti.Alla fine, ho optato per una soluzione diversa: ho lasciato stare LaTeX e ho realizzato la brochure con Pages, un word processor WYSIWYG per Mac realzzato da Apple stessa: sono presenti diversi eleganti template, da modificare in punta di mouse.
La favola mostra che: se interessa “disegnare” un documento, LaTeX non è IMHO lo strumento più naturale.
Non avevo nessuna esperienza su come realizzare una brochure: inserire uno sfondo, far scorrere del testo attorno a un’immagine, suddividere gli spazi fra testo e immagini, … sono tutte cose che si possono realizzare con LaTeX, ma se si parte da un foglio “bianco” -e non da una documenclass pensata ad hoc– e si decide di andare a mano e di procedere per tentativi (magari con l’ausilio di geometry, booklet, eso-pic, wrap-fig, …), la strada è lunga, e il risultato finale rischia pure di essere tipograficamente brutto. Soprattutto, viene meno il principale vantaggio di LaTeX: potersi concentrare sul contenuto delegando la forma. Meglio appoggiarsi a un esperto che ha già pensato al design della brochure, e modificare il modello.
Insomma, se mi passate il paradosso, questa volta è stato “più LaTeX” non usare LaTeX…
L.
15 Settembre 2006 alle 7:50 in risposta a: Il tormentone dei font: type1ec, lmodern e microtype #10109::I font Latin Modern hanno ancora alcuni difetti, a mio parere. Non che gli EC siano perfetti, ma hanno il pregio di avere anche il disegno per corpi molto grandi (25 e 30 punti), mentre i LM arrivano solo fino a 17.
Ciao Enrico, ti ringrazio della spiegazione, come sempre risolutiva. D’ora in poi, per tutti i miei documenti userò il seguente preambolo:
`\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{type1ec}
\usepackage{microtype}`Sul fatto che i LM soppianteranno gli EC non so dire. Di sicuro c’è una cosa che andrebbe modificata: in entrambi il simbolo dell’euro fa orrore.
IMHO nemmeno il simbolo di “chiocciola”, @, è un gran che…
Ancora grazie,
L.
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