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illinguista1972″ post=84123
Questa cosa che quello che è da molti considerato il miglior pacchetto per gestire i codici in un documento non permetta di scriverci in caratteri Unicode continua a essere una limitazione gravissima. Di fatto, lo rende inutile con XeLaTeX. Vi pare possibile?Scriveresti due righe all’autore del pacchetto? Hai ragione: il pacchetto è ottimo, l’incompatibilità con Unicode una seccatura.
::Agliuto” post=83915
2) mi consigliate una guida super elementare? Finora ho seguito “L’arte di scrivere con Latex” di Pantieri e Gordini ma mi ci sono trovato veramente male. Preferirei qualcosa con meno incisi, più sintetico tipo libretto di istruzioni, e che non parta per la tangente ogni 2 righe.Dubito che una guida come quella che desideri abbia molto senso. Una guida “super elementare” non potrebbe far altro che presentare l’ABC di LaTeX. Il problema è che tutti, prima o poi, vogliono sfruttare LaTeX un po’ più a fondo e personalizzarlo. Prima o poi è fatale porsi domande di questo genere:
0. Come installo LaTeX? Come lo aggiorno?
1. I font predefiniti non mi vanno: come posso cambiarli?
2. Idem per i margini.
3. Idem per il frontespizio.
4. Come produco i link?
5. Come coloro questo e quello?
6. Voglio inserire un’immagine: come faccio?
7. Voglio mettere un’immagine “lì”: come si fa?
8. Voglio inserire due immagini affiancate, ciascuna con la propria didascalia.
9. Ah, le didascalie predefinite non mi piacciono: come le personalizzo?
10. Devo scrivere una tabella fatta così e cosà.
11. Devo inserire un codice (ma ci vorrei dietro un bello sfondo grigino, con le parole chiave colorate).
12. Devo fare un disegno: c’è modo di farlo con LaTeX?
13. Come scrivo “quel” simbolo e “quella” formula matematica?
14. Come si fanno bibliografia e indice analitico?
15. Eccetera eccetera eccetera.Domande di questo genere se le fanno tutti, prima o poi. (Fidati: abbiamo un’esperienza pluriennale nell’uso del programma e nella frequentazione del forum). Ecco allora che una guida minimale ti lascia fatalmente a piedi. Al che ti tocca cercare su Internet, chiedere sul/sui forum, perdendo inevitabilmente una montagna di tempo.
Una volta un forumista ha scritto: “Non pensare di risparmiare tempo non leggendo l’Arte: è anzi vero il contrario”.
Sono d’accordo con lui! 🙂
30 Marzo 2013 alle 12:35 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #7288129 Marzo 2013 alle 13:41 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72879::Liverpool” post=83653Nota: è un aggiornamento dell’ultimo messaggio, che ho rimosso contestualmente.
Ti ringrazio moltissimo per la spiegazione. Ovviamente nell’articolo/capitolo queste cose andranno sintetizzate e semplificate al massimo.
Resta sintonizzato, il tuo contributo è preziosissimo… 😉
28 Marzo 2013 alle 15:09 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72873::Liverpool” post=83609Nel punto 1 hai detto tutto bene. Come hai osservato, la direttrice è sempre orizzontale. Direi semplicemente “estremi” e non “punto iniziale/finale” perché possono anche essere scambiati e la parabola viene tracciata ugualmente. Ovviamente esiste al più una parabola che soddisfa quelle condizioni. Quando il vertice non è uno dei due estremi e il problema non ammette soluzione, credo che vengano tracciate le due parabole che soddisfano la condizione sul vertice e su uno dei due estremi alternativamente.
Ottimo: accoglierò il tuo suggerimento, ovviamente!
Liverpool” post=83609
Nel punto 2 il perno di rotazione è l’origine del sistema di coordinate. Se l’opzione è data all’interno di un nodo, il perno di rotazione è la coordinata del nodo, come ha osservato @alegenn.Perfetto.
Liverpool” post=83609
Punto 3. La sintassi di [tt]arc[/tt] richiede un estremo dell’arco semplicemente perché in tal modo si può “attaccare” ad altri eventuali oggetti nel percorso. Gli angoli sono l’angolo di partenza e di arrivo (con la convenzione della goniometria) sulla circonferenza alla quale l’arco appartiene. Tale circonferenza è univocamente determinata dalla coordinata di uno degli estremi + angolo corrispondente + raggio della circonferenza, mentre l’altro angolo serve solo ad individuare l’arco.
Come si determina la circonferenza? Tracciata la circonferenza con centro in uno dei due estremi e raggio assegnato, si traccia il “diametro” con inclinazione pari all’angolo corrispondente. Di questo diametro si individua l’unico estremo che “vede” il centro della circonferenza sotto l’angolo assegnato (se preferisci, la “scocca” del vettore diametro determinato). Tale punto è il centro della circonferenza.Ok, era quello che sospettavo. Sta di fatto che non dare il centro della circonferenza mi pare poco naturale (e la procedura che descrivi per trovarlo non è di certo immediata), ma il motivo è senz’altro quello che hai detto: così si può “attaccare” ad altri eventuali oggetti nel percorso. È la filosofia di TikZ, in cui ogni figura, in definitiva, è formata da uno o più percorsi.
Liverpool” post=83609
Il punto 4 mi sembra risolto.Ok.
Grazie mille! 🙂
La bozza dell’articolo è a un buon punto: fra qualche giorno lo passo a Tommaso che lo trasformerà in un articolo “vero”. Dopo di che, come già fatto per pgfplots, la tua/vostra supervisione sarà più che benvenuta…
28 Marzo 2013 alle 14:05 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #7287028 Marzo 2013 alle 14:02 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72869::
`\begin{tikzpicture}
\draw [help lines] (0,0) grid (2,2);
\draw [dashed,gray] (0,0) rectangle (2,2);
\draw [rotate=45] (0,0) rectangle (2,2);
\draw [->] (1,0) arc (0:45:1);
\end{tikzpicture}`alegenn” post=83604
Detto questo la risposta è che dipende dal sistema di coordinate che si usano.Dire che “il centro di rotazione dipende dal sistema scelto” non mi sembra una risposta valida. Nel codice (ben preciso!) che ho proposto, qual è il centro di rotazione? Perché? Se non si specifica alcun sistema di riferimento e si dice solo “\draw [rotate=45] … “, qual è il centro di rotazione?
Altro dubbio.
Ho appena scoperto che il codice
`\draw (0,0) — node [below] {$4$ cm} (4,0);`
produce un nodo al centro del segmento. È sempre vero? In altre parole, se si dà l’istruzione “node” prima e non dopo il punto finale di un segmento, il nodo viene sempre piazzato a metà del segmento?Grazie!
28 Marzo 2013 alle 12:10 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72866::
Grazie della risposta. In realtà non capisco bene la parte finale di quella riga.
`|- (0,0);`Marco87P.S. Trovo che il comando [tt]arc[/tt] sia comodo solo in rari e particolari casi. Troverei molto più comodo un comando che funzioni un po’ come un compasso. Chiedo le vostre opinioni in merito. È vero che la libreria [tt]tkzeuclide[/tt] ha un comando del genere, ma questo non è utilizzabile nella composizione di un percorso unico insieme a vari altri tratti. Credete che potrebbe essere una buona idea chiedere agli autori del pacchetto se fosse possibile implementare un comando del genere?
Quello che mi risulta non intuitivo del comando arc è che il centro della circonferenza… non c’è. Se io dovessi dire a qualcuno di disegnare un arco gli direi una cosa del genere:
Considera la circonferenza di centro $(1,2)$ e raggio $3$. In essa, prendi l’arco compreso tra 20 e 30 gradi (angoli misurati rispetto alla direzione positiva dell’asse x).
Quindi la sintassi di TikZ, in cui c’è il punto iniziale dell’arco ma non il centro della circonferenza, mi risulta ostica.
28 Marzo 2013 alle 10:57 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72864::
Carissimi, l’articolo su TikZ procede a piccoli passi, ma procede. Qualche dubbio.1.
Dire (come ho trovato scritto in Rete) che
`\begin{tikzpicture}
\draw [help lines] (0,0) grid (8,4);
\draw [thick,red] (0,0) parabola (2,4);
\end{tikzpicture}`
disegna “l’arco di parabola che congiunge (0,0) e (2,4)” è un non-sesno, visto che di archi di parabola congiungenti (quei) due punti ce ne sono infiniti. Vediamo se ho capito bene.
`\begin{tikzpicture}
\draw [help lines] (0,0) grid (8,4);
\draw [thick,red] (0,0) parabola (2,4);
\draw [thick,green] (3,0) parabola bend (4.5,5) (5,4);
\draw [thick,blue] (6,0) parabola [bend at end] (8,4);
\end{tikzpicture}`
La prima istruzione disegna l’arco di parabola di punto iniziale (0,0) e finale (2,4): la parabola ha asse verticale e vertice in (0, 0).
La seconda istruzione disegna l’arco di parabola di punto iniziale (3, 0) e finale (5, 4): la parabola ha asse verticale e vertice (bend) in (4.5, 5).
La terza istruzione disegna l’arco di parabola di punto iniziale (6,0) e finale (8,4) con vertice in (8, 4). Giusto?2.
La chiave rotate.
`\begin{tikzpicture}
\draw [help lines] (0,0) grid (2,2);
\draw [dashed,gray] (0,0) rectangle (2,2);
\draw [rotate=45] (0,0) rectangle (2,2);
\draw [->] (1,0) arc (0:45:1);
\end{tikzpicture}`
Non ho capito, in generale, qual è il centro della rotazione. Nell’esempio considerato è chiaro che è l’origine, ma in generale?3.
La sintassi dell’istruzione arc mi risulta un po’ oscura:
`\begin{tikzpicture}
\draw [help lines] (0,0) grid (2,2);
\draw [->] (2,0) arc (0:90:2);
\end{tikzpicture}`
L’arco di raggio 2 comincia nel punto (2,0) -e questo mi è chiaro. Gli angoli iniziale e finale sono 0° e 90°, rispettivamente. Solo che non so come spiegare bene al mio lettore (sicuramente perché non li ho capiti bene io!) quegli angoli: angoli tra cosa e cosa?
`\begin{tikzpicture}
\draw [help lines] (0,0) grid (2,2);
\draw [dashed] (1,1) circle (1);
\draw (2,1) circle (2pt)
(1,2) circle (3pt)
(1,0) circle (4pt);
\draw [->,thick] (2,1) arc (0:45:1);
\draw [->,thick] (1,2) arc (90:180:1);
\draw [->,thick] (1,0) arc (270:225:1);
\end{tikzpicture}
`4.
Di questo esempio (trovato in Rete):
`\begin{tikzpicture}
\draw [style=help lines] (0,0) grid (3,4);
\draw [<->] (0,4) node{$y$}
— (0,0)
— (3,0) node [below] {$x$};
\draw (-.5,.25) parabola bend (0,0) (2,4) node [below right] {$x^2$};
\shade [top color=blue,bottom color=gray!20] (0,0) parabola (1.5,2.25) |- (0,0);
\draw (2,1) node{$\displaystyle\int_0^{3/2} x^2 dx$};
\end{tikzpicture}`
non ho capito la sintassi della riga
`\shade [top color=blue,bottom color=gray!20] (0,0) parabola (1.5,2.25) |- (0,0);`
In ogni caso, il risultato non mi pare impeccabile, visto che l’asse x è in parte coperto dalla zona ombreggiata e in parte no. Mi sbaglio?Grazie anticipate,
L.
24 Marzo 2013 alle 17:02 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #7286324 Marzo 2013 alle 8:00 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72858::
Ciao a tutti. Alcuni dubbi.1. Con TikZ i nodi “si fanno attraversare dalle linee”:
`\begin{tikzpicture}
\draw [help lines] (0,0) grid (3,3);
\draw (1,1) node [circle,draw] {$A$}
— (2,2) node [circle,draw] {$B$};
\end{tikzpicture}`
Perché questa scelta? Per avere nodi che “non si facciano attraversare dalle linee” si può fare così:
`\begin{tikzpicture}
\draw [help lines] (0,0) grid (3,3);
\node [circle,draw] (A) at (1,1) {$A$};
\node [circle,draw] (B) at (2,2) {$B$};\draw (A) — (B);
\end{tikzpicture}
`
Esistono altri modi che non prevedano la definizione di quella sorta di etichette che sono (A) e (B)?2. I codici
`\draw [fill=red,draw=red] (1,1) circle (0.5);`
e
`\fill [red] (1,1) circle (0.5);`
sono equivalenti?3. Perché con la chiave scale viene riscalato il disegno, ma non il testo?
`\begin{tikzpicture} [scale=3]`4. Come riprodurre con TikZ nel modo ottimale il disegnino seguente?

Grazie anticipate! 🙂
::Marco87″ post=83121Ciao,
un aspetto (fra i molteplici) che apprezzo molto dei disegni fatti con [tt]TikZ[/tt] è che, se li realizzo parametrici, posso modificarli (come mi capita non raramente) semplicemente modificando uno o alcuni parametri. Questo è un vantaggio che ovviamente fa perdere un po’ in termini di semplicità e immediatezza della comprensione del codice impiegato. Tuttavia riscontro che con l’uso anche questo scoglio viene notevolmente ridotto, e poi mi premuro sempre di seguire sempre lo stesso metodo nei disegni che faccio e di commentare il codice in modo che anche se dovessi riprendere in mano un disegno dopo parecchio tempo, saprei orientarmi senza grandi difficoltà. Tutto dipende dalle proprie priorità; anche se apprezzo i vantaggi dei diversi approcci, nei miei disegni preferisco avere un grado di “automatizzazione” maggiore (anche se, come sempre, il mio punto di vista è del tutto opinabile).
Complimenti per i risultati che via via stai ottenendo, 🙂
Grazie mille, sono appena agli inizi! 🙂
Vero, l’uso delle coordinate permette una maggiore modificabilità del disegno, pagando un piccolo prezzo in termini di immediatezza del codice. Ecco la versione più “astratta” del disegno.
`\begin{tikzpicture}
\draw [help lines] (-2,-1) grid (2,2);
\coordinate (o) at (0, 0);
\coordinate (c1) at ({-sqrt(3)},-1);
\coordinate (c2) at ({sqrt(3)},-1);
\coordinate (c3) at (0, 2);\draw [fill=cyan!20] (o) circle (1);
\draw (c1) node [below left] {$c_1$}
— (c2) node [below right] {$c_2$}
— (c3) node [above] {$c_3$}
— cycle;
\end{tikzpicture}
`
17 Marzo 2013 alle 17:03 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72857 -
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