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Turbodede” post=80277Claudio credo che tu abbia centrato lóbiettivo infatti io ho specificato il T1…( non so cosa voglia 😳 dire però ti chiedo se sai dove posso leggerlo…)
La faccenda annosa è sintetizzata nell’Arte di scrivere con LaTeX (cerca “fontenc”): ti raccomando di leggere con attenzione.
In sintesi: installa una distribuzione di LaTeX completa, carica inputenc e fontenc (con le opzioni opportune) e compila con PDFLaTeX.
::robitex” post=80059
Inoltre 24 pagine su pgfplots e nessun accenno alla grafica… sappiamo cosa ne pensa Lorenzo.Le mie ragioni sono note: usare pgfplots non è più difficile che usare un software specializzato, esportare in PDF e includere l’immagine nel documento LaTeX.
Usare TikZ, invece, è molto più difficile che usare un software specializzato. I risultati sono superbi, certo, ma il tempo impiegato partendo da zero per produrre grafici “significativi” è forse eccessivo per un principiante che (lo ricordo ancora una volta) è il lettore ideale dell’Arte.
Con l’ultima versione l’Arte è migliorata molto — merito quasi esclusivo di Tommaso! — ma, arricchendosi di nuovi contenuti, è anche ingrassata: 12 capitoli per ben 250 pagine. La cosa ha pro e contro, naturalmente. In ogni caso, non tutti i capitoli sono da leggere. Un utente che ha bisogno di scrivere (diciamo) una tesi di laurea di puro testo in una materia umanistica:
a) darà un’occhiata veloce al primo capitolo (“Storia e filosofia”);
b) studierà il secondo capitolo (“Installare e aggiornare”, ma solo la parte che riguarda la sua piattaforma);
c) studierà a fondo il terzo (“Basi), il quarto (“Testo”) e il settimo capitolo (“Bibliografia”);
d) darà un’occhiata all’undicesimo (“Personalizzare”) e al dodicesimo capitolo (“Revisione finale”), prendendo il poco che gli serve.Non è terribile.
Se invece la tesi è in matematica occorrerà studiare anche:
e) sicuramente il quinto capitolo (“Matematica”);
f) molto probabilmente tutto o parte del sesto capitolo (“Tabelle e figure”);
g) se la tesi contiene grafici di funzione che si desidera produrre con LaTeX, anche il decimo capitolo (“Grafici”).Per una tesi di informatica la roba da aggiungere all’elenco a) … d) è:
e’) sicuramente il nono capitolo (“Codici”).
f’) probabilmente tutto o parte del sesto capitolo (“Tabelle e figure”);Ecco, forse nella prefazione sarebbe il caso di spiegare quanto ho appena detto: l’Arte non va studiata tutta, ma solo le parti che servono, in funzione del proprio documento. Gli esempi che ho appena fatto dovrebbero chiarire abbastanza bene la cosa.
Riguardo a come installare LaTeX su Linux, un utente Linux (Ubuntu, se ben ricordo), mi ha detto che quello che c’è sulla guida è inutilmente complicato: mi ha detto che TeX Live si installa con pochi clic con un’interfaccia grafica. Non essendo utente Linux, non so come stanno le cose. A voi la palla!
20 Novembre 2012 alle 17:09 in risposta a: ArteLaTeX (febbraio 2012) figura 8: bibliografie suddivise #8064519 Novembre 2012 alle 16:26 in risposta a: ArsClassica, font section e altre piccole modifiche #80740::dieghen89″ post=79958
Il problema è che non è facile trovare degli stili così completi, mi sapete consigliare qualche alternativa valida? Sfortunatamente non posso perdere le giornate dietro allo stile, c’è ancora troppo contenuto che manca 😀Fossi in te, userei ClassicThesis. O ArsClassica. E non impiegherei tempo a modificarne lo stile, a meno che il tuo relatore non ti imponga fisicamente qualche specifica. 😉
19 Novembre 2012 alle 14:56 in risposta a: ArsClassica, font section e altre piccole modifiche #80736::dieghen89″ post=79954
Che possibilità ci sono per titoli che vanno oltre la riga?Riformularli. Un titolo lungo, con ArsClassica viene orrendo comunque. Mi unisco al consiglio di Tommaso: ArsClassica è uno stile “rigido”, piace o non piace. Ah, non è adatto a tutti i tipi di documento: per esempio, se hai titoli di capitoli e paragrafi lunghi che non puoi riformulare, cambia stile. È come un vestito: hai il completo, il pigiama, la tuta, … ciascun vestito è adatto alla propria occasione, mettendo insieme un pezzo qua e uno là c’è il serio rischio di far disastri… 😉
19 Novembre 2012 alle 14:53 in risposta a: ArsClassica, font section e altre piccole modifiche #80735::dieghen89″ post=79943
ArsModernaArsModerna? 😉
dieghen89″ post=79943
La cosa migliore per la mia implementazione sarebbe una re-definizione di questi dettagli direttamente nel file .tex della tesi senza intaccare i sorgenti di ArsModerna o Classicthesis, per una miglior compatibilità e meno lavoro di porting in caso di aggiornamenti.E soprattutto, per rispettare delle licenze dei pacchetti…
dieghen89″ post=79943
p.s. se dovesse passare di qua, un enorme grazie a Lorenzo Panteri per la sua ArteLatex 🙂Prego. Anche se, ormai, l’Arte è più di Tommaso che mia…
19 Novembre 2012 alle 5:30 in risposta a: ArteLaTeX (febbraio 2012) figura 8: bibliografie suddivise #80638::antonio.macrì” post=79901
[attachment=521]foldedpage2.jpg[/attachment]Santo cielo! Il codice per me è arabo, ma il risultato è meraviglioso. Quell’ombreggiatura dietro l’orecchia semplicemente deliziosa. 🙂
Il che, sia detto in modo non urlato, conferma la mia idea: il disegno programmato con LaTeX permette di produrre risultati di qualità superlativa, ma bisogna essere super-esperti per padroneggiarlo davvero. Il paragone con LaTeX/Word non regge: per imparare a usare LaTeX non bisogna essere super-esperti, basta un minimo di pratica.
15 Novembre 2012 alle 15:57 in risposta a: ArteLaTeX (febbraio 2012) figura 8: bibliografie suddivise #80620::antonio.macrì” post=79841
Si potrebbe definire un comando apposito, per esempio:Complimenti per il tuo codice (di cui non capisco nulla): lo considero un pezzo di bravura, alla pari di quelli che dà spesso Enrico per risolvere problemi specifici: roba per esperti, non per utenti “normali”.
15 Novembre 2012 alle 15:55 in risposta a: ArteLaTeX (febbraio 2012) figura 8: bibliografie suddivise #8061915 Novembre 2012 alle 15:53 in risposta a: ArteLaTeX (febbraio 2012) figura 8: bibliografie suddivise #80618::Spike” post=79838
con ben 3 righe di codice ora si che mi sento un super-mega-esperto.L’equazione di Dirac occupa mezza riga. Tu diresti che allora è facile e/o alla portata di un non esperto?
Spike” post=79838Per fare questo disegno ci vogliono 5 minuti (se non sei esperto). Dire “senza aprire il manuale” è come dire “uso word e non apro le guide invece con LaTeX devo leggerne a bizzeffe”. La filosofia è la stessa.
No, non mi pare la stessa cosa. Per comporre un disegno come quello partendo da zero, con OmniGraffle bastano due minuti per capire che la possibilità esiste e due secondi per farlo; con TikZ bisogna prima investire un buon numero di ore per impadronirsi della sintassi del programma (anche se una volta fatto questo massiccio investimento il disegno è questione di poche istruzioni).
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Ho trovato! La colpa è della classe scrbook. Ci va la classe scrreprt specificando
`\pagestyle{scrheadings}`
`
\documentclass[10pt,a4paper,twoside,openright,titlepage,%
headinclude,footinclude,BCOR5mm,%
cleardoublepage=empty]{scrreprt}\usepackage[pdfspacing,beramono,eulerchapternumbers,parts]{classicthesis}
\usepackage{arsclassica}
\usepackage{lipsum}\begin{document}
\pagestyle{scrheadings}
\chapter{Lipsum}
\lipsum[2]
\section{Dolor}
\lipsum
\section{Sit}
\lipsum
\end{document}
`
Colpa di ClassicThesis, io credo, che ancora litiga un po’ con la classe scrbook… 🙁
14 Novembre 2012 alle 17:58 in risposta a: ArteLaTeX (febbraio 2012) figura 8: bibliografie suddivise #80613::cfiandra” post=79833
Notare che può essere sicuramente migliorato (magari con un ripiego più smooth)Magari? 😉
cfiandra” post=79833
da qualche esperto […]Come volevasi dimostrare: TikZ è roba per esperti. Io quel disegno l’ho ottenuto in tre secondi con un programma di grafica vettoriale (OmniGraffle, appunto) senza alcuna esperienza e senza aver aperto il manuale. Per avere un disegno di quella qualità con TikZ ci vuole un super-esperto. Ecco perché l’Arte non parla di TikZ.
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