lorenzo.pantieri

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  • in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72648
    lorenzo.pantieri
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      Riprendo la discussione che ha per oggetto il disegno programmato nel’Arte. La prossima edizione dell’Arte, dicevo, ne terrà certamente conto e porrà l’utente di fronte a un bivio: da una parte l’uso di software esterni (via più facile ma con un compromesso sulla qualità tipografica), dall’altra il disegno programmato con LaTeX (via più ripida ma con una qualità senza compromessi).

      Ho iniziato a cimentarmi con pgfplots, che mi è piaciuto subito. Disegnare una funzione con
      `\begin{tikzpicture}
      \begin{axis}
      \addplot [
      domain=0:2*pi,
      thick,
      blue,
      ]
      {sin(x)};
      \end{axis}
      \end{tikzpicture}
      `
      è qualcosa di naturale e intuitivo. Sto scrivendo un articolo che vuole spiegare i rudimenti di pgfplots. L’obiettivo è mettere in condizione il lettore di disegnare grafici di funzioni coprendo una gamma ragionevolmente vasta di esigenze. Certo, nessun lavoro potrà mai coprire “tutte” le esigenze tipografiche che possono presentarsi in uno studio di funzione. Quindi è naturale che per le esigenze più particolari si rimandi il lettore alla documentazione di pgfplots, di quasi 400 pagine. Però l’articolo su pgfplots potrebbe benissimo essere un capitolo della prossima edizione dell’Arte.

      ———————————————————————

      Un altro paio di maniche, però, si ha con i grafici “qualsiasi” (figure geometriche, secchi, omini, eccetera) fatti con TikZ. Scrivere un articolo introduttivo che spieghi le basi di TikZ non sarebbe neppure difficile, per esempio si potrebbe partire traducendo questo, che trovo ben fatto:

      http://cremeronline.com/LaTeX/minimaltikz.pdf

      Purtroppo, però, dubito che un articolo (dunque, un capitolo dell’Arte) di una ventina di pagine potrebbe mettere nelle condizioni l’utente per fare qualcosa di significativo (per la sua tesi). L’esempio di questi due maialini mi aveva già colpito in passato:

      http://www.texample.net/tikz/examples/parameterised-pig/

      Un laureando potrebbe avere l’esigenza di disegnare qualcosa di analogo dettaglio, ma date un’occhiata al codice: impossibile pretendere che un principiante impari cose del genere, impossibile anche solo provare a spiegarle in una guida di base. Credo che repertori di esempi come questo:

      http://www.texample.net/tikz/examples/all/date/

      saranno sempre insostituibili. L’utente va a guardare il codice e lo modifica di conseguenza; tutto ciò però richiede molta pazienza e molta esperienza.

      In definitiva: ha senso un capitolo dell’Arte (diciamo di una ventina di pagine) dal titolo “le basi di TikZ” (del tipo del minimaltikz.pdf che vi ho segnalato), quando si sa già che dopo averlo letto l’utente non sarà in grado di disegnare praticamente nulla di “significativo”? Penso di no (ma desidero sapere che ne pensate voi, non è la prima volta che mi fate cambiare idea).

      ———————————————————————

      Stando così le cose, l’Arte andrebbe rivista così:

      1. si menziona il disegno programmato, e si dice che si può usare un ambiente tikzpicture oltre che \includegraphics;
      2. si dice che il disegno di un grafico vettoriale “qualsiasi” richiede molto tempo; si fa vedere un esempio (magari proprio i maialini), si dice che il codice è complicato; si dice che con molta pazienza e molta esperienza si può arrivare a disegnare anche cose del genere; si rimanda alla doc. di TikZ e ad altre risorse, cartacee e online;
      3. si spiega estesamente, in un capitolo dedicato, come disegnare una funzione: è un’esigenza frequente, e lì ce la si può fare con uno sforzo e un tempo ragionevoli.

      Che ne dite?

      Grazie,
      L.

      in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72647
      lorenzo.pantieri
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        Liverpool” post=72105Il problema non è “fare i calcoli”, ma “dove metterli”. Anche se i numeri li leggo da un file esterno, se non ho sufficiente spazio per memorizzarli, dovrò fermarmi. Per togliermi il dubbio, ho fatto una prova con una tabella di 170000 valori generata da Mathematica: il problema si è verificato lo stesso. Sulla maggiore velocità nel caso di lettura da file, tabella o coordinate digitate manualmente hai ragione: la differenza si nota eccome!

        Chiarissimo. Ho dato un’occhiata alla doc. del pacchetto: gli stratagemmi per aumentare la memoria a disposizione sono cose da iniziati, lontane da quello che il principiante (lettore ideale dell’Arte) è disposto a fare. Direi che questa, in base alla mia poca esperienza, è la limitazione principale di pgfplots (un pacchetto che trovo stupendo): ci si può scontrare con messaggi di sforamento della memoria, e questo anche per un lavoro di dimensioni relativamente contenute come il mio articolo (non parliamo di una tesi o di un libro, magari pieni zeppi di grafici). Certo, le soluzioni ci sono, ma sono cose da esperti. Sbaglio?

        Liverpool” post=72105La questione è nella differenza tra [tt]\addplot[/tt] e [tt]\addplot+[/tt]. Il primo sostituisce le impostazioni che seguono a quelle già definite o di default; il secondo le aggiunge semplicemente. Nel primo esempio, non hai dato opzioni e perciò pgfplots ha usato quelle di default (con i marcatori). Nel secondo caso hai detto di ignorare le impostazioni già fatte e di tracciare una linea senza marcatori (chiave inutile perché siccome nessuno gli aveva detto di mettere i marcatori, non li avrebbe messi). Nel terzo hai detto di ignorare le impostazioni già fatte e di tracciare una linea spessa blu. Non avendo detto che vuoi i marcatori, non li ha messi. Se scrivi [tt]\addplot+[thick, blue] {sin(deg(x))};[/tt] vedi che ricompaiono i marcatori, perché nelle opzioni di default ci sono già.

        Chiarissimo.

        Liverpool” post=72105P.S.: Quando il sorgente è così lungo, forse sarebbe meglio allegarlo dopo averlo compresso in formato zip, perché è stata un’impresa selezionare tutto il contenuto nella finestrella.

        Lo terrò a mente la prossima volta!

        Grazie mille, il tuo aiuto è stato preziosissimo.

        Alla prossima!

        in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72645
        lorenzo.pantieri
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          Liverpool” post=72092Non è vero che [tt]thick, blue[/tt] implica [tt]no marks[/tt].

          Ti faccio vedere con un esempio.
          `\begin{tikzpicture}
          \begin{axis}
          \addplot
          {sin(deg(x))};
          \end{axis}
          \end{tikzpicture}

          \begin{tikzpicture}
          \begin{axis}
          \addplot [
          no marks,
          thick,
          blue
          ]
          {sin(deg(x))};
          \end{axis}
          \end{tikzpicture}

          \begin{tikzpicture}
          \begin{axis}
          \addplot [
          thick,
          blue,
          ]
          {sin(deg(x))};
          \end{axis}
          \end{tikzpicture}`
          La prima curva ha i marcatori (è la scelta predefinita di pgfplots). La seconda, dove è specificato, “no marks” non li ha, naturalmente. Ma neppure la terza, con solo “thick,blue”, ha i marcatori. Sbaglio?

          Grazie,
          L.

          in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72644
          lorenzo.pantieri
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            Liverpool” post=72092Lo sforamento della memoria. […] Mi sembra strano che il problema sia dato dal numero di grafici nel documento (una ventina, come dici tu). Potrebbe essere che tra di essi ce ne sia almeno uno che da solo sfora la memoria. Potresti mandarmi il sorgente per email?

            Su questo punto ti rispondo subito (sugli altri voglio documentarmi prima). Metto il sorgente qui sul forum (chiedo scusa se non è minimale, ma in questo caso non può esserlo!). Il documento viene compilato perfettamente, ma se sostituisco nella prima figura (riga 12) “samples=30” con “samples=100”, ecco che ho l’errore fatale di sforamento della memoria.
            `\documentclass{article}

            \usepackage{etex}
            \usepackage{pgfplots}

            \begin{document}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}
            \addplot3 [
            surf,
            samples=30,
            domain=-2*pi:2*pi,
            colormap/cool
            ]
            {sin(deg(sqrt(x^2+y^2)))/%
            sqrt(x^2+y^2)};
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}
            \addplot {sin(deg(x))};
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}
            \addplot [
            no marks,
            style=thick,
            color=blue,
            samples=40
            ]
            {sin(deg(x))};
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}
            \addplot [
            domain=0:2*pi,
            thick,
            color=blue,
            samples=40
            ]
            {sin(deg(x))};
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}[axis lines=middle]
            \addplot [
            domain=0:2*pi,
            thick,
            color=blue,
            samples=40
            ]
            {sin(deg(x))};
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}[
            axis x line=bottom,
            axis y line=left
            ]
            \addplot [
            domain=0:2*pi,
            style=thick,
            color=blue,
            samples=40
            ]
            {sin(deg(x))};
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}[
            axis lines=middle,
            xtick={3.14, 6.28},
            xticklabels={$\pi$,$2\pi$},
            ytick={0.5, 1},
            yticklabels={$1/2$, $1$}
            ]
            \addplot [
            domain=0:2*pi,
            samples=40,
            color=blue,
            style=thick
            ]
            {sin(deg(x))};
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{semilogyaxis}
            \addplot [
            style=thick,
            color=blue
            ]
            {exp(x)};
            \end{semilogyaxis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}[
            xlabel=$x$,
            ylabel={$f(x)=x^2-x+4$}
            ]
            \addplot {x^2-x+4};
            \legend{$d=2$}
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}
            \addplot {x^2};
            \addplot {-x^2};
            \legend{$x^2$, $-x^2$}
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}[
            width=6cm,
            height=6cm
            ]
            \addplot [
            color=blue,
            style=thick,
            samples=40,
            smooth,
            domain=0:2*pi,
            variable=\t
            ]
            ({cos(deg(t))},{sin(deg(t))});
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}
            \addplot [
            color=blue,
            style=thick,
            samples=50,
            domain=0:6*pi,
            smooth,
            variable=\t
            ]
            ({t*cos(deg(t))},
            {t*sin(deg(t))});
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}
            \addplot [
            color=blue,
            style=thick,
            samples=50,
            smooth,
            domain=0:360,
            variable=\t
            ]
            ({sin(3*t)}, {sin(2*t)});
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}
            \addplot [
            color=blue,
            style=thick,
            samples=50,
            domain=0:360,
            smooth,
            variable=\t
            ]
            ({sin(7*t)}, {sin(2*t)});
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}[
            view={60}{20},
            xlabel=$x$,
            ylabel=$y$,
            zlabel=$z$,
            variable=\t
            ]
            \addplot3 [
            color=blue,
            style=thick,
            domain=0:5.5*pi,
            samples=40,
            smooth,
            samples y=0,
            no marks
            ]
            ({sin(deg(t))}, {cos(deg(t))},
            {2*t/(5*pi)});
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}
            \addplot3 [surf] {x^2-y^2};
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}
            \addplot3 [surf, colormap/cool]
            {x^2-y^2};
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}
            \addplot3 [
            mesh,
            draw=red,
            samples=10
            ]
            {x^2-y^2};
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}
            \addplot3 [
            mesh,
            scatter,
            samples=10
            ]
            {x^2-y^2};
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}[
            view={-45}{45},
            xlabel=$x$,
            ylabel=$y$,
            zlabel=$z$
            ]
            \addplot3 [surf] {x};
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}[view={60}{30}]
            \addplot3 [
            surf,
            z buffer=sort,
            samples=30,
            variable=\u,
            variable y=\v,
            domain=-1:0,
            y domain=0:2*pi
            ]
            ({sqrt(1-u^2)*cos(deg(v))},
            {sqrt(1-u^2)*sin(deg(v))},
            u);
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}[view={60}{30}]
            \addplot3 [
            surf,
            z buffer=sort,
            samples=30,
            domain=0:360,
            y domain=0:360,
            variable=\u,
            variable y=\v
            ]
            ({(3+cos(u))*cos(v)},
            {(3+cos(u))*sin(v)},
            {sin(u)});
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}
            \addplot coordinates {
            (10, 100)
            (20, 150)
            (40, 225)
            (80, 340)
            (160, 510)
            (320, 765)
            (640, 1150)
            };
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}
            \addplot
            coordinates {
            (2, -2.855)
            (3, -3.530)
            (4, -4.305)
            (5, -5.141)
            (6, -6.032)
            (7, -6.967)
            (8, -7.937)
            };
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}[
            xmajorgrids=true]
            \addplot [
            xbar,
            fill=red,
            draw=black
            ]
            coordinates {
            (4, 0)
            (1, 1)
            (2, 2)
            (5, 3)
            (6, 4)
            (1, 5)
            };
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \begin{tikzpicture}
            \begin{axis}[
            xtick={1,2,…,12},
            ytick={20,30,…,60},
            ymajorgrids=true,
            ymin=10,
            ymax=60
            ]
            \addplot [
            ybar,
            bar width=8pt,
            fill=blue,
            draw=black
            ]
            coordinates {
            (1, 22)
            (2, 25)
            (3, 35)
            (4, 42)
            (5, 52)
            (6, 59)
            (7, 44)
            (8, 38)
            (9, 28)
            };
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}

            \end{document}`

            Non dipende dalle potenzialità di calcolo di TeX, ma dalla mole di dati che è necessario memorizzare temporaneamente per tracciare il grafico, quindi il problema non si risolve ricorrendo alla funzione di importazione.

            Questa cosa che dici mi sembra strana: se uso Mathematica per fare tutti i conti e uso pgfplots solo per fare i grafici, mi pare ovvio che alleggerirò LaTeX di una bella mole di lavoro (una bella fetta del lavoro l’ha fatta Mathematica); quindi mi aspetto maggiore velocità e minori problemi di sforamento della memoria: pgfplots dovrà “solo” congiungere tutti i punti presenti nel file dati.tex con dei segmentini. Mi sbaglio?

            Grazie mille!

            in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72642
            lorenzo.pantieri
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              Ciao a tutti.

              Tanto per cominciare devo delle scuse a tutti i sostenitori del disegno programmato con LaTeX: avevate ragione, è uno strumento semplicemente meraviglioso, la prossima versione dell’Arte colmerà questa vistosa lacuna, di cui sono il solo responsabile. Come la colmeremo, è da vedere: o ce la caveremo con una menzione dei pacchetti principali, oppure (come ritengo più opportuno) con un bel capitolo introduttivo.

              Sto studiando il pacchetto pgfplots (è il mio inizio, nel mare magnum del disegno programmato, abbiate pazienza), e comincio a capirci qualcosa. Ho anche molti dubbi, ma sono sicuro che qui sul forum otterrò le risposte che cerco. Tutte le vostre indicazioni mi permetteranno di scrivere un articolo “L’arte di fare disegni con pgfplots”, che è ancora in bozza. Se riuscirò a portare a termine l’articolo, sarà solo merito vostro. L’articolo potrebbe essere parte del capitolo sul disegno programmato con LaTeX da mettere nella nuova edizione dell’Arte.

              1.
              Disegnare grafici di funzioni scrivendo istruzioni, dunque. Non c’è nulla di strano, anche con Mathematica (cui ero abituato) si fa così: il linguaggio di pgfplots è un po’ diverso, ma non più difficile. I grafici prodotti da pgfplots sono, semplicemente, magnifici, con in più il vantaggio di averli tipograficamente coerenti col resto del documento. Gli inconvenienti principali che ho trovato “facendo fare i calcoli e i grafici a LaTeX” sono la lentezza in fase di compilazione, e la possibilità, tutt’altro che remota, di avere degli errori (fatali) di sforamento della memoria:
              `
              TeX capacity exceeded, sorry
              Fatal error occurred, no output PDF file produced!
              `
              Questi errori possono presentarsi anche in un documento di dimensioni relativamente modeste: l’articolo che sto scrivendo, per esempio, contiene una ventina di grafici ad alta risoluzione, e venti grafici sono pochini. Lo sforamento, il più delle volte, si ha se si spinge troppo sul pedale “samples”. Queste cose si giustificano, io credo, col fatto che “stiamo facendo fare i conti a TeX”, che di suo farebbe un mestiere diverso. Tuttavia, come qualcuno ha già detto, il problema si risolve “facendo fare i grafici a LaTeX e i calcoli da qualcun altro”. Per esempio, si possono fare i calcoli con Mathematica, esportare i risultati non come grafici ma come file di dati (coppie o terne ordinate, ovvero i punti del grafico) e usare il comando di pgfplots
              `
              addplot […] file {dati.txt};
              `
              per produrre il grafico. Questa strada (certo meno comoda di usare comandi tutti interni a LaTeX) è di fatto obbligata se si scrive un documento di grandi dimensioni. Ho capito bene?

              2.
              Prendiamo questa curva di Lissajous:
              `
              \begin{tikzpicture}
              \begin{axis}
              \addplot [
              color=blue,
              style=thick,
              samples=50,
              smooth,
              domain=0:360,
              variable=\t
              ]
              ({sin(3*t)}, {sin(2*t)});
              \end{axis}
              \end{tikzpicture}
              `
              L’opzione smooth è praticamente obbligatoria, se si vuole un risultato decente. L’alternativa è aumentare a dismisura il numero dei punti di campionamento
              `
              samples=100,
              `
              con tutti gli svantaggi in termini di tempo e di occupazione di memoria che dicevo. Questo capita praticamente sempre: per avere un grafico di qualità o si usa “smooth” con “samples” (ragionevolmente) basso, oppure se si rinuncia a “smooth” tocca aumentare molto “samples”. Dico bene?

              3.
              Qual è il valore predefinito di “samples”?

              4.
              Esiste un analogo di “smooth” per i grafici tridimensionali?

              5.
              Perché sin e cos vogliono il loro argomento in gradi? Di solito nei grafici tecnico-scientifici è il radiante che la fa da padrone. Con pgfplots, invece, tocca scrivere ogni volta sin(deg(x)), un pelino scomodo.

              6.
              Perché l’opzione “no marks” non è predefinita? In fondo, nei documenti tecnico-scientifici le funzioni sono più frequentemente rappresentate con curve e superfici “lisce” invece che per punti. Perché “thick,blue” implica “no marks”?

              7.
              Perché l’etichetta prodotta con “ylabel” è ruotata e centrata? Io l’avevo sempre vista in alto, dritta.

              8.
              Un’elica cilindrica:
              `
              \begin{tikzpicture}
              \begin{axis}[
              view={60}{20},
              xlabel=$x$,
              ylabel=$y$,
              zlabel=$z$,
              variable=\t
              ]
              \addplot3 [
              color=blue,
              style=thick,
              domain=0:5.5*pi,
              samples=40,
              smooth,
              samples y=0,
              no marks
              ]
              ({sin(deg(t))}, {cos(deg(t))},
              {2*t/(5*pi)});
              \end{axis}
              \end{tikzpicture}
              `
              La doc. dice che “si è usato samples y=0 per indicare che deve essere campionata una linea invece di una matrice”. Che vuol dire? È importante: se si toglie quella riga il grafico non viene prodotto!

              9.
              Non ho capito la chiave view. In
              `
              view={60}{20},
              `
              che cosa rappresentano 60 e 20?

              10.
              Una superficie semisferica in forma parametrica:
              `
              \begin{tikzpicture}
              \begin{axis}[view={60}{30}]
              \addplot3 [
              surf,
              z buffer=sort,
              samples=30,
              variable=\u,
              variable y=\v,
              domain=-1:0,
              y domain=0:2*pi
              ]
              ({sqrt(1-u^2)*cos(deg(v))},
              {sqrt(1-u^2)*sin(deg(v))},
              u);
              \end{axis}
              \end{tikzpicture}
              `
              Non ho capito la ragione di quel “z buffer=sort” (peraltro necessario, come sopra: se lo si toglie il grafico non viene). Ah, il codice che ho scritto è corretto? Nelle mie intenzioni, u e v parametrizzano la superficie.

              11.
              Voglio fare il grafico della Gamma di Eulero da -5 a 5 usando Mathematica per fare i calcoli e pgfplots per fare il disegno. L’idea di campionare la Gamma con
              `
              out = Table[{x, Gamma[x]}, {x, -5, 5, 0.1}];
              `
              di esportare i punti in un file con
              `
              Export[“gamma”, out, “Table”];
              `
              da dare in pasto a pgfplots non funziona: evidentemente, a pgfplots risulta indigesto il modo con cui Mathematica esprime le disontinuiità. Come risolvo il problema?

              12.
              Un grafico dato per punti:
              `
              \begin{tikzpicture}
              \begin{axis}
              \addplot coordinates {
              (10,100)
              (20,150)
              (40,225)
              (80,340)
              (160,510)
              (320,765)
              (640,1150)
              };
              \end{axis}
              \end{tikzpicture}
              `
              Visto quel “1,000” (con la virgola come separatore)? Perché lo scrive così? Come si fa per avere “1000” scritto senza quella virgola?

              Grazie
              Lorenzo

              in risposta a: PGF/TikZ vs. PSTricks #73071
              lorenzo.pantieri
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                illinguista1972″ post=72055Sembra proprio che questa faccenda del disegno con LaTeX sarà il tormentone dell’estate 2012 🙂

                Già. 🙂

                egreg9″ post=72059PSTricks non funziona con pdflatex […]. TikZ invece va con tutti i motori […].

                Questo mi sembra un punto molto importante a favore di TikZ.

                Ciao,
                L.

                in risposta a: Introduzione all’uso di TikZ in Ingegneria #72949
                lorenzo.pantieri
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                  illinguista1972″ post=72018Perché è brutto. Tutto qui.

                  Appunto: “brutto” e “bello” non sono concetti così ben definiti. Quelli che diamo nell’Arte a questo proposito sono consigli, non imperativi assoluti. La tipografia è più arte che scienza. Un altro paio di maniche è quando parliamo della sintassi dei comandi: la sintassi è quella, e anche una virgola fuori posto produce (in genere) un errore.

                  Ciao,
                  L.

                  in risposta a: Indice di leggibilità di un testo #73009
                  lorenzo.pantieri
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                    lorenzo.pantieri” post=71973Dove hai trovato questa formula? Dice che un documento è tanto più leggibile quanto più le parole sono corte (e questo ci può stare) e quanto più le frasi sono lunghe (e questo mi pare invece poco sensato).

                    Ops, chiedo scusa: la fretta è stata una pessima consigliera. La formula dice che un documento è tanto più leggibile quanto più le parole sono corte e tanto più le frasi sono brevi (ovvero il numero di frasi è alto). Ci sta, naturalmente.

                    Naturalmente, quei coefficienti sono empirici e discutibili. Leggi di quel tipo sono analoghe alla “regola di Bringhurst”: danno un’indicazione, ma non sono oggettive (come la legge di gravitazione universale).

                    Ciao,
                    L.

                    in risposta a: Book con un solo capitolo. #73004
                    lorenzo.pantieri
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                      E ricordati di dare un’occhiata a una guida di base:
                      http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

                      Ciao,
                      L.

                      in risposta a: Indice di leggibilità di un testo #73006
                      lorenzo.pantieri
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                        illinguista1972″ post=71971Sia data la seguente formula:

                        Facilità di lettura = 89 – (LP/10) + (FR · 3)

                        Dove:

                        LP = (n. lettere · 100)/n. totale delle parole

                        e

                        FR = (n. frasi · 100)/n. totale delle parole

                        Perdonandomi l’ingenua scrittura, sarebbe possibile definire un comando che calcolasse la facilità di lettura di un testo? Poi sarebbe bello associare automaticamente il risultato a una scala di valori che ho, ma prima vediamo se quello che ho chiesto si può fare 🙂

                        Ciao
                        Tommaso

                        Dove hai trovato questa formula? Dicie che un documento è tanto più leggibile quanto più le parole sono corte (e questo ci può stare) e quanto più le frasi sono lunghe (e questo mi pare invece poco sensato).

                        in risposta a: Book con un solo capitolo. #73001
                        lorenzo.pantieri
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                          Alfamirto” post=71962Gentili frequentatori di Guit,

                          sto scrivendo un articolo in tex che consiste di un solo capitolo. Il formato che sto usando e’ “report”.
                          Vorrei sapere se c’e’ qualche modo di eliminare la scritta “Chapter 1” che capeggia a inizio documento, e se sia possibile cambiare in modo piu’ logico la numerazione delle sezioni e dei teoremi. Per esempio, invece che rimpiazziare le sezioni 1.1, 1.2, 1.3 etc. con 1, 2 e 3; e analogamente, invece che corollari 1.2.4 e 1.2.5 far figurare 2.4 e 2.5 .
                          Sono un utente sporadico di latex, e spero che la banalita’ della domanda non vi offenda.
                          Vi ringazio in anticipo!

                          Alfamirto

                          Un libro con un solo capitolo non ha molto senso, per me. Hai pensato di usare la classe article?

                          in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72641
                          lorenzo.pantieri
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                            robitex” post=71956L’articolo è già stato scritto da due noti Autori (su Ars 2011/2).

                            A giudicare dall’abstract direi che l’articolo è proprio quello che ci voleva.

                            Creare grafici con pgfplots

                            (Agostino De Marco, Roberto Giacomelli)

                            Sommario

                            In questo articolo viene presentato pgfplots, il pacchetto per il disegno di grafici basato su pgf. I manuali d’uso di questi due pacchetti di estensione del linguaggio LaTeX sono molto voluminosi e dettagliati e spesso gli utenti sono scoraggiati dall’affrontare lo studio di questi due documenti. In particolare, quelli desiderosi di creare grafici tecnico-scientifici di alta qualità tipografica hanno difficoltà a districarsi nei dettagli delle tante opzioni e personalizzazioni possibili. L’impostazione dell’articolo suggerisce un approccio pratico: si mostra come preparare un grafico a partire dall’impostazione degli assi, introducendo così i comandi e le opzioni fondamentali; successivamente si introducono le nozioni per il disegno di curve e superfici, spiegando come personalizzarne l’aspetto.

                            Ciao,
                            L.

                            in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72638
                            lorenzo.pantieri
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                              http://graffletopia.com/stencils/639

                              In un topic precedente ho parlato di un disegno contenuto in una tesi di laurea in fisica: si trattava di una piazza con decine di omini e donnine stilizzati, diversi fra loro. Pensare che il mio principiante possa fare un disegno di quel genere con TikZ magari riuscendo a definirsi comandi come \omino e \donnina o addirittura \cravatta e \berretto, mi pare del tutto irrealistico. 😉

                              Intendiamoci, non mi sorprenderei che Claudio o Liverpool o qualcun altro riuscissero a riprodurre omini stilizzati come quelli che vedete nel link tramite istruzioni TeX di basso livello: tuttavia mi sento di escludere del tutto che questa capacità ce l’abbia il mio lettore “medio”. L’Arte, lo ricordo, è una guida (anche) per principianti!

                              Ciao,
                              L.

                              in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72637
                              lorenzo.pantieri
                              Partecipante
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                                Liverpool” post=71951Lorenzo, visto che stai dando un’occhiata a pgfplots, dalla anche al pacchetto pgfplotstable. Chissà che non trovi qualcosa di interessante per l’Arte

                                L’Arte, così com’è, mette nelle condizioni il lettore di comporre tabelle di svariate tipologie: credo che i pacchetti consigliati coprano l’argomento in modo ragionevolmente completo.

                                Per quanto riguarda pgfplots, è uno strumento che mi piace moltissimo. Più lo studio, più mi piace. La sintassi è semplice (o, almeno, non più difficile di programmi come Mathematica). Interessantissima la possibilità di importare dati da altri programmi più specializzati (come Mathematica, appunto). La documentazione di pgfplots, però, soffre di elefantiasi. Ci vorrebbe un articolo di una ventina di pagine “L’arte di fare grafici di funzioni con LaTeX” che ne riportasse le cose essenziali, venendo incontro alle le esigenze più tipiche di un “lettore medio”. Purtroppo in questo periodo non ho tanto tempo da dedicare a LaTeX, ma un articolo del genere vorrei proprio scriverlo. In ogni caso, se l’articolo venisse scritto, potrebbe benissimo essere un nuovo capitolo di un’Arte più grassa di quella attuale (con Tommaso stiamo decidendo se inserire un capitolo sui codici: non ci vorrebbe molto, basterebbe prendere il mio articolo su listings e riadattarlo un minimo).

                                Quindi, riassumendo:
                                1. pgfplotstable no: l’Arte copre a sufficienza l’argomento “tabelle”, troppe indicazioni confondono il lettore;
                                2. pgfplots sì (almeno come idea): è uno strumento bellissimo. Quella parte, però è tutta da scrivere.
                                3. TikZ non credo: non vedo il mio lettore principiante fare un grafico come quello dei secchi (o altri più complessi) scrivendo istruzioni. Qui ci vorrebbe un libro (non credo basti un articolo) dal titolo (chiedo scusa a Enrico per il plagio; del resto anche lui ha in parte plagiato me!) “L’arte esoterica di fare disegni vettoriali con LaTeX“. Nell’Arte bastano una menzione a TikZ, un esempio e un rimando alla documentazione.

                                Per ora, la mia posizione è questa. Ma è una posizione sempre in divenire, ormai lo sapete! 😉

                                Ciao,
                                L.

                                in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72630
                                lorenzo.pantieri
                                Partecipante
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                                  Liverpool” post=71893

                                  per questo motivo sono favorevole ad inserire nell’Arte la conclusione di Lorenzo, ma non a riportare spiegazioni sul codice come propone @Liverpool. Credo sia sufficiente dare i riferimenti e lasciare agli interessati l’onere di documentarsi meglio.

                                  All’inizio avevo capito il contrario. Comunque probabilmente avete ragione voi.

                                  Per me scrivere un capitolo che in poche pagine metta l’utente di programmare disegni, comprendo ragionevolmente la gamma delle possibili esigenze, è impossibile.

                                  Potrei sbagliarmi, però!

                                  Ciao,
                                  L.

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