lorenzo.pantieri

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  • in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47699
    lorenzo.pantieri
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      1. Vero, la qualità di un disegno fatto con LaTeX può essere superiore a quella di altri programmi, ma non è detto, almeno fino a quando qualcuno non mi farà vedere (per esempio) la versione LaTeX dei grafici che vi ho sottoposto nel topic precedente (compresi quelli fatti con Mathematica!) e mi convincerà che la qualità raggiungibile con LaTeX è superiore.

      2. Dubito che con LaTeX sia possibile riprodurre (in tempi “umani”…) tutti i disegni ottenibili con software dedicati. Per esempio, date un’occhiata qui:
      http://graffletopia.com/?page=1
      Quanto tempo ci si metterebbe con LaTeX a riprodurre quei risultati?

      3. Se per ottenere grafici modesti devo scrivere decine e decine di righe di codice e investire ore e ore (meglio: giorni e giorni) di studio, il gioco comincia a non valere più la candela. Questo vale soprattutto per il lettore ideale dell’Arte, che è un principiante che vuol scriversi la tesi, che vuole concentrarsi sul contenuto della tesi, e non ha troppo tempo da investire nell’apprendimento degli strumenti con cui scriverla.

      4. Francamente, continua a sfuggirmi l’utilità di scrivere decine e decine di righe per fare un disegnino. Dove sarebbe l’utilità?

      5.

      Liverpool” post=71786Vorrei accettare la tua sfida, ma penso di essere fuori target: non sono un principiante e non sono un esperto di disegno, perciò come interpreteremmo i miei risultati? E poi sono un perfezionista, perciò chissà quante ore ci metterei per rifare i tuoi disegni (ma succederebbe anche con il programma di grafica vettoriale)…

      Come vedi, non se ne esce. Diciamo che la sfida è aperta. Se tu e i fan del disegno programmato volete convincermi che ho torto (cosa che, ripeto, è accaduta innumerevoli volte in passato), dovete rispondere alla sfida! 🙂

      Ciao,
      L.

      in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47696
      lorenzo.pantieri
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        Liverpool” post=71774Comunque non sapevo dell’avversione di Lorenzo per la grafica programmata, altrimenti non avrei tirato fuori l’argomento. Come dice @OldClaudio, è molto più difficile fare una presentazione con beamer, che un diagramma cartesiano con pgfplots; e aggiungo che, almeno per me, è molto più frequente la necessità di realizzare un grafico che non una presentazione. Fine della storia.

        Carissimi, la mia avversione al disegno programmato non è qualcosa di irrazionale, ma è frutto di considerazioni meditate. In anni di forum ho cambiato idea innumerevoli volte, ma nessuno, finora, è mai riuscito a convincermi dell’opportunità di spiegare il disegno programmato nell’Arte.

        Ecco alcuni esempi “veri”, tratti dalla mia tesi di laurea in fisica.


        E un esempio, anch’esso “vero”, tratto dalla mia tesi di laurea in matematica.

        Sono disegni semplicissimi. I primi esempi “qualitativi” (fin troppo spartani) li ho realizzati con un programma di grafica vettoriale: ci ho messo un paio d’ore per imparare il funzionamento del programmino e qualche decina di minuti per realizzarli. L’ultimo esempio, anch’esso semplicissimo, è invece di tipo “quantitativo” (una funzione definita a tratti e una gaussiana): l’ho fatto con Mathematica, e ci ho messo diverse ore per imparare il funzionamento del programma, e pochi secondi per farlo (una volta imparato l’uso di base).

        Le domande che faccio agli amici fan del disegno programmato sono queste:

        1. Qualcuno sa scrivere il codice necessario per realizzare con LaTeX questi (semplicissimi, ripeto), disegni?
        2. Soprattutto, quanto tempo sarebbe necessario a un principiante per a) imparare gli strumenti necessari per realizzare i disegni e b) per realizzarli effettivamente, una volta imparati tali strumenti?

        Naturalmente, questo non è ancora nulla: può essere necessario realizzare disegni ben più complessi di questi! Liverpool fa riferimento a grafici cartesiani; certo, può capitare eccome di doverli disegnare. Per esempio, questo grafico l’ho ottenuto con un’istruzione di una riga con Mathematica.

        Lancio la mia sfida.

        1. C’è qualche forumista esperto di disegno programmato che è in grado di riprodurre i disegni che ho allegato in questo intervento? Quanto tempo e quante righe di codice ci vogliono?
        2. C’è qualche forumista completamente a digiuno di disegno programmato che ha voglia di provare a riprodurre i disegni che ho allegato in questo intervento? Quanto tempo ci vuole?

        Credo che ognuno debba fare il suo mestiere: il mestiere di LaTeX è quello di impaginare documenti meravigliosi, non quello di fare disegni. Se si deve disegnare, penso che LaTeX sia più che altro un impiccio: come usare una Ferrari per andare dal salotto al bagno di casa. Chiedere a un tesista principiante di fare i suoi disegni con LaTeX e di scrivere decine e decine di righe astruse (si vedano gli esempi della guida di Oetiker) per fare un disegnino mi sembra semplicemente fuori dalla realtà.

        Ciao,
        L.

        in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47686
        lorenzo.pantieri
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          Non sei rompiscatole: il problema di fondo è che uno dei due autori dell’Arte non vede l’utilità del disegno programmato con LaTeX. 😉

          Ciao,
          L.

          in risposta a: Command already defined #72268
          lorenzo.pantieri
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            lord_g” post=71647Faccio ancora appello alla vostra clemenza con la speranza che possiate aiutarmi a risolvere il MIO problema e nn quello “esistenziale” di LATEX!

            Non so aiutarti: uso Mac e aggiornare la distribuzione è questione di un attimo. Sulle altre piattaforme la situazione è più ingarbugliata: come vedi, la situazione “esistenziale” di LaTeX influisce anche (e pesantemente) sul tuo caso particolare.

            in risposta a: Command already defined #72262
            lorenzo.pantieri
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              illinguista1972″ post=71637Non mi dire, capo, che è difficile, dai. La contropartita è: in questo modo si evitano tutti gli arresti del download durante l’installazione al volo. Preferisco di gran lunga aggiornare una distribuzione perfettamente installata che penare giorni con gli arresti in un download di qualche ora.

              Se tu dici che questa è la procedura più semplice, per ma va bene.

              illinguista1972″ post=71637Occhio: quello che diciamo sull’arte di MacTeX non mette al riparo da Uniroma2, che è sempre in agguato.

              Già. Infatti non ho mai detto che la procedura per l’installazione per Mac sia perfetta. Di lavoro da fare ce n’è anche lì, in direzione della semplicità. Ricordo un topic con decine di interventi per cambiare il mirror predefinito dalla distribuzione per l’Italia (da Roma2 al GARR): pareva di si fosse riusciti…

              in risposta a: Command already defined #72260
              lorenzo.pantieri
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                illinguista1972″ post=71632Installare TeX su Mac è una banalità […].

                Sono abbastanza d’accordo. Rispetto a qualche tempo fa le cose sono migliorate: un tempo il link predefinito era quello di UniRoma2, lentissimo: bisognava cambiarlo a mano e questo poteva spiazzare l’ignaro principiante. Ora le cose, su Mac, sono quasi perfette. Si può fare ancora meglio: per esempio, la MacTeX che si scarica contiene moltissimi pacchetti che sono già obsoleti nel momento in cui li si scaricano: bisogna fare l’aggiornamento a mano con la TeX Live Utility.

                Vorrei che LaTeX fosse facile da installare e aggiornare quanto MacOS: un paio di clic per l’installazione e una procedura quasi automatica per l’aggiornamento che ti dice che è disponibile nuovo software, un clic e via.

                Sulle altre piattaforme non mi pronuncio: sono troppi anni che uso solo Mac.

                Anche queste cose le abbiamo già dette più e più volte. 😉

                in risposta a: Command already defined #72258
                lorenzo.pantieri
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                  Spike” post=71618Non vedo nessun pro e nessun contro. È ovvio che per utilizzare i pacchetti recenti bisogna aggiornare anche il “programma”. Nessun utilizzatore di Word 2003 si sogna neanche di usare le funzionalità di Work 2010, semplicemente perché gli sono completamente precluse.

                  LaTeX è in continua evoluzione, frutto del lavoro (gratuito) di migliaia di utenti sparsi per il mondo: questo vuol dire che sono continuamente disponibili nuovi strumenti (è un pro), ma che il loro uso richiede una distribuzione aggiornatissima (e un contro: aggiornare LaTeX, purtroppo, non è sempre facile).

                  Spike” post=71618E come? Con la bacchetta magica? Ricordiamo una cosa fondamentale: LaTeX è software libero! Il paragone con Word e simili non regge in nessun modo. Mica ci sono schiere di informatici pagati per lavorare continuamente per migliorarlo (mi sbaglio?)! Inoltre la struttura è completamente più complessa. Chiunque può scrivere un pacchetto ed introdurlo in una distribuzione che altri mantengono. LaTeX è uno spettacolo, libero e gratuito. Lamentarsi perché un software proprietario e (molto) costoso si installi più facilmente semplicemente non ha senso. Penso che un piccolo sforzo per riuscire ad installarlo lo si possa tollerare dato quello che ne riceviamo in cambio.

                  Non mi pare che tu azzecchi il bersaglio. Che LaTeX sia gratuito e Word a pagamento, è un fatto; che LaTeX per moltissime cose sia meglio di Word. Qui si parlava di “quello che manca è una guida che spieghi passo passo come installare e aggiornare LaTeX, cosa non sempre facile”. Io ho risposto che il problema andrebbe risolto alla radice: “quello che manca è una distribuzione facile da installare, per ogni OS”. Scrivere una guida e migliorare l’installer della distribuzione sono cose che non vengono fatte con la bacchetta magica: richiedono entrambi lavoro (di un autore nel primo caso, uno sviluppatore nel secondo), che è gratuito.

                  in risposta a: Command already defined #72253
                  lorenzo.pantieri
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                    Spike” post=71606Aggiungerei però una cosa: quante persone tengono aggiornato Office? O OpenOffice? C’è ancora chi usa Office 2003 su Windows XP senza alcun problema di aggiornamento.

                    Vero. Questo è uno dei pochi aspetti in cui Word è superiore a LaTeX. Basta ammetterlo e colmare la lacuna.

                    Spike” post=71606Qui il problema, a mio avviso, non è LaTeX, ma (ancora una volta) ClassicThesis, […].

                    Non sono d’accordo: il problema dell’OP era legato a uno sviluppo (relativamente) recente del pacchetto frontespizio: ClassicThesis, per una volta, non c’entra. Ci sono pacchetti ormai “chiave” (biblatex, per esempio) che due/tre anni fa non esistevano. Pro e contro: usiamo strumenti eccellenti, ma che richiedono versioni di LaTeX aggiornatissime.

                    A quando una guida tematica sull’installazione? una guida che tratti sia TeX Live, sia MiKTeX; che tratti anche la doppia distribuzione sulle macchine Debian; una guida che descriva l’aggiornamento; una guida –sempre al stessa — che descrive come fare se per tutti i problemi che riguardano l’installazione e la manutenzione. E il tutto in modo preciso e conciso come sa fare chi sappiamo noi?

                    Più che una guida dettagliatissima che spieghi per filo e per segno come installare LaTeX, vorrei invece una distribuzione di LaTeX che si installa con un clic e si aggiorna da sola. Con Mac ci siamo quasi; con gli altri OS la strada è più lunga. Insomma, devono lavorare gli sviluppatori, non gli estensori di guide.

                    Ciao,
                    L.

                    in risposta a: Command already defined #72249
                    lorenzo.pantieri
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                      Mi permetto una piccola osservazione. L’OP lamenta di ricevere un errore su un codice che a me viene compilato perfettamente. Ci abbiamo messo un po’ per capire che l’errore dipendeva non dal codice, ma dalla distribuzione, recente (2011) sì, ma non aggiornatissima. Ora l’OP lamenta anche qualche difficoltà a fare l’aggiornamento.

                      Ha ragione Ivan: gran parte delle difficoltà incontrate dagli utenti di LaTeX non dipendono da LaTeX, ma dalla distribuzione che (almeno su alcuni sistemi operativi) è ancora troppo difficile da installare e da aggionare. Vorrei che gli utenti di LaTeX spendessero il loro tempo a imparare come funzionano \section, \ref e \newtheorem, ovvero a imparare come funziona LaTeX, non come si installa. Nonostante i grandi passi avanti compiuti negli ultimi anni, c’è ancora molto lavoro da fare, nella direzione della semplicità.

                      in risposta a: Command already defined #72232
                      lorenzo.pantieri
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                        A me non succede, il tuo codice si compila perfettamente. Che distribuzione di LaTeX usi? Una TeX Live o una MiKTeX complete sono praticamente d’obbligo.

                        in risposta a: Problema con footnote (lunga) #72411
                        lorenzo.pantieri
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                          Esempio minimo, per favore.

                          in risposta a: Riferimenti Incrociati personalizzati #72393
                          lorenzo.pantieri
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                            \label non va bene per quello che vuoi fare: \label tiene semplicemente in memoria l’ultimo numero generato da LaTeX (può essere un nome di sezione, di pagina, di enunciato…), da richiamare con \ref.

                            I comandi che fanno al caso tuo sono \hyperlink e \hypertarget. Ti consiglio di cercare sul forum (mi pare che ci siano esempi); altrimenti, “texdoc hyperref”.

                            Ciao,
                            L.

                            in risposta a: Command already defined #72230
                            lorenzo.pantieri
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                              Ho appena anche aggiornato anche il modello di “tesi moderna”.

                              http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.html

                              Ciao,
                              L.

                              in risposta a: Command already defined #72229
                              lorenzo.pantieri
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                                lord_g” post=71410Cosa intendi quando dici che il frontespizio non può essere generato perchè mancano i comandi?

                                Senza comandi come \Universita e \Candidato e \Titolo, come credi che il pacchetto possa generare il frontespizio?

                                Ho appena aggiornato il modello di “tesi classica”: ho eliminato completamente i caratteri accentati (era l’uovo di Colombo!), così il modello è compilabile sempre, anche se l’utente ha l’editor impostato scorrettamente. In ogni caso, ho impostato il tutto in Unicode (avevi ragione Tommaso!), aggiungendo anche un caveat nei commenti:
                                `\usepackage[T1]{fontenc} % codifica dei font:
                                % NOTA BENE! richiede una distribuzione *completa* di LaTeX

                                \usepackage[utf8]{inputenc} % codifica di input; anche [latin1] va bene
                                % NOTA BENE! va accordata con le preferenze dell'editor
                                `
                                Appena ho un secondo aggiorno anche l’altro modello!

                                Ciao,
                                L.

                                in risposta a: Command already defined #72227
                                lorenzo.pantieri
                                Partecipante
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                                  Non ricevo alcun errore (ovviamente il frontespizio non può essere generato, mancano i comandi). Che distribuzione di LaTeX usi? Con una TeX Live o una MiKTeX completa non ci devono essere problemi.

                                  Tommaso, è vero, farei meglio a pubblicare i miei modelli di tesi in Unicode. Mi è venuta un’idea: ora vedo di metterci le mani! A dopo… 😉

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