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27 Marzo 2019 alle 22:09 in risposta a: [RISOLTO] Problema con thebibliography in documentclass article #115445::
Intanto non hai mostrato come hai composto il riassunto, in particolare il suo titolo. Quindi è difficle risponderti.
In ogni caso puoi copiare nel tuo preambolo la definizone dell’ambiente bibliography che trovi in article.cls. inseriscilo nel tuo preambolo mettendoci prima un \makeatletter e dopo un \makeatother e cambia \newenvironment in \renewenvironment:`\makeatletter
\renewenvironment{thebibliography}[1]
{\section*{\refname}%
\@mkboth{\MakeUppercase\refname}{\MakeUppercase\refname}%
\list{\@biblabel{\@arabic\c@enumiv}}%
{\settowidth\labelwidth{\@biblabel{#1}}%
\leftmargin\labelwidth
\advance\leftmargin\labelsep
\@openbib@code
\usecounter{enumiv}%
\let\p@enumiv\@empty
\renewcommand\theenumiv{\@arabic\c@enumiv}}%
\sloppy
\clubpenalty4000
\@clubpenalty \clubpenalty
\widowpenalty4000%
\sfcode`\.\@m}
{\def\@noitemerr
{\@latex@warning{Empty `thebibliography' environment}}%
\endlist}\makeatother`Poi subito dopo la graffa aperta della prima definizione di thebibliographi mettici il comando di corpo cue più ti fa comodo. invece nell’argomento di [tt]\section*{\refname}[/tt] premetti a \refname tutti i comandi di scelta del font, dalla famiglia, alla serie, alla forma e al copro che ritieni più opportuni, per esempio`\section*{%
\fontfamilyfamily{sf}\fontseries{bf}\fontshape{sc}\normalsize\refname}`Cambia, ovviamente, quello che ti ho scritto come meglio credi.Però questa soluzione dipende molto da come hai composto il riassunto; quindi hai gli strumenti per fare ciò che preferisci, ma sta attento a non combinare cose improponibili da un punto di vista tipografico.
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Il pacchetto esint è vecchiotto; se ne leggi la documentzione trovi che alcuni segni, se non tutti, si ottengono con METAFONT, vale a dire che sono bitmapped invece che vettoriali.Ci sono molti altri pacchetti che forniscono il dopio integrale con l’anello. ti suggerisco di aprore un terminale, di scriverci dentro il comando texdoc symbols-a e lo esegui premendo il tasto Invio. ti si apre l’elenco completo dei simboli del sistema TeX e da pagina 41 in poi trovi i vari pacchetti che forniscono anche gli integrali multipli; fra i pacchetti è indicato anche esint, ma come ho detto sopra, io non lo userei.
Io preferirei usare i simboli di pacchetti txfonts o pxfonts, che contengono anche le varianti con la freccia lungo l’anlello. Dipende da quali font usi nel testo; Se usi i pacchetti newtxtext o newpxtext (Times oppure Palatino), allora i pacchetti newtxmath e newpxmath si accoppiano perfettamente.
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A parto \oint che serve per la circuitazione, i comandi per gli integrali multipli sono definiti dal pacchetto amsmath, quindi non c’è nessun bisogno di ricorrere a quei vecchi comandi del 2002 (epoca in cui, d’altronde, era già disponibile amsmath).
Se devi integrare attraverso una superficie, per determinare un flusso, e se vuoi seguire le norme ISO per la matematica delle grandezze, allora indichi la superficie con un simbolo composto in maiuscolo diritto e senza grazie (\mathsf{…}) aggiungendogli magari un pedice per distinguere quel simbolo da altri simili; se vuoi usare S per la superficie, userai lo stesso simbolo S nel testo dove dirai che la superficie S è quella sottesa dalla linea chiusa semplicemente connessa l, dove anche l, nome di un oggetto geometrico, va scritto in carattere diritto senza grazie. Anche il differenzia dS va scritto in modo che si distingua la superficie orientata (perciò un vettore) dall’oggetto geometrico S.
20 Marzo 2019 alle 9:14 in risposta a: Modificare Sapthesis per regole editoriali folli imposte dal corso di Laurea #115407::
La versione 7.0 di che cosa? Di Times New Roman?In effetti ho verificato che sulla versione che ho io, distribuita con MSoffice, i font Times New Roman non hanno le cifre minuscole (oldstyle), per lo meno non le ho trovate esaminando l’intera tabella dei font in formato TrueType di cui dispongo.
Ma dai tuoi messaggi non ho capito se stai usando come programma di composizione pdfLaTeX, oppure, dopo i suggerimenti che hai avuto nei messaggi precedenti, usi XeLaTeX o LuaLaTeX. ma hai diverse possibilità. Caricando font nominalmente diversi dai Times New Roman, puoi usare dei font specifici per il sistema TeX, compresa la matematica, ma ti garantisco che nessuno si accorgerebbe che sono stati usati font diversi dai Times New Roman originali. Li si potrebbe scoprire aprendo il file PDF con Adobe Reader o Adobe Acrobat e selezionando il dialogo per le proprietà del documento premendo CTRL + D oppure command + D, e poi scegliendo la linguetta Fonts.
1) Se usi pdfLaTex, invoca il pacchetto tgtermes, che carica i font TeX-Gyre Termes, che sono un’ottima imitazione dei font Times, che sono dotati delle cifre minuscole nei vari stili. Incidentalamante la documentazione di Sapthesis è composta con i TeX-Gyre Termes per i font con grazie e con altri font della collezione TeX-Gyre per i ofnt delle altre famiglie.
2) Sempre usando pdfLaTeX, un’altra scelta per i font Times è usare i font newtxtext e newtxmath; leggine la documentazione con texdoc newtx. Questi font permettono moltissime versioni; in particolare le opzioni che possono essere usate nel caricare questi pacchetti, permettono di usare le cifre minuscole solo nel testo, ma di usare quelle maiuscole in matematica (visto che in matematica le cifre minuscole sono vietate).
3) Analogamente se usi XeLaTeX o LuaLaTeX invece di invocare il pacchetto tgtermes, devi usare il pacchetto fontforge e gli devi specificare quali font OpenType o TrueType vuoi usare; specificagli i TeX-Gyre Termes specificando il nome della famiglia senza la lineetta: TeX Gyre Termes. A quel punto hai o dovresti avere tutto a portata dei soliti comandi per campiare forma, serie, stile, eccetera.
4) Se volessi usare nonostante tutto i Times New Roman, probabilmente fontspec ti metterebbe a disposizione dei comandi specifici o delle opzioni da specificare nel comando con cui specifichi quei font, che ti permettono di simulare il maiuscoletto e (probabilmente, ma non te lo garantisco) usare le cifre minuscole. Non te lo garantisco perché non ho materialmente provato a farlo; tu però leggi la documentazione di fontspec (texdoc fontspec) e vi toverai come fare anche per eventualmente sostituire le cifre minuscole mancanti con quelle di un font a tua scelta.
Invece ti raccomando di non modificare MAI i font, ma casomai di crearne dei cloni, cambiando loro il nome, in modo che su questi cloni puoi fare quello che ti pare. Non modificare i font originali, perché in futuro non ti ricorderai ami di averlo fattoe quindi di non disporre più dei font originali. Poi ovviamente ci sono le licenze che devi rispettare; di solito è permesso, solo per uso personale, di modificare dei cloni, sempre che uno sia capace di farlo (perché non è una cosa per niente semplice), e per usarle i cloni solo per documenti da stampare, non da distribuire in forme di PDF, di modo che ogni informazione relativa ai font viene persa nella stampa e solo occhi espertissimi riescono, talvolta, a riconoscere l’uso di cloni. Tuttavia, rispettare la legge è prioritario, e la licenza ti dice chiaramente che cosa puoi fare e cosa no.
18 Marzo 2019 alle 7:40 in risposta a: [RISOLTO] Problema testatina sulla pagina finale di un capitolo #115425::
In parole povere:1) \frontmatter imposta la numerazione romana e l’apertura dei “capitoli su pagine di qualunque parità; i \chapr8 non vanno nell’indice, ma i chapter, pur producendo capitoli non numerati, vanno nell’indice.
2) \mainmatter reimposta la numerazione delle pagine in cifre arabe e la numerazione ricomincia da 1; i capitoli sono numerati e si aprono solo sulle pagine dispari.
3) \backmatter prosegue la numerazione delle pagine di \mainmatter, ma consente i comandi \chapter producono capitoli o appendici non numerate, che vanno nell’indice e che si aprono su pagine di qualunque parità.Ovviamente ci sono strutture come \tabeleofcontents che usano \chapter*, che non vanno nell’indice; in modo simile le bibliografie composte senza biber usano \chapter*. Per una sola appendiche, metterla nella parte finale va bene, ma se ci sono diverse appendici è bene che siano numerate e quindi che siano messe come ultima cosa nella \mainmatter.
Come al solito queste cose sono raccontate nelle varie guide disponibili nella sezione Documentazione di questo forum.
In una delle guide, non ricordo quale, c’è raccontata la ragione per cui tradizionalmente la parte iniziale viene numerata con numeri romani,ma vi viene spiegato anche che oggi, con la composizione al calcolatore, quelle ragioni non hanno più nessuna validità.
Nel tuo documento tu usi \mainmatter, ma non mi sembra che tu abbi iniziato con \frontmatter; il risultato è che ricomincia a numerare da 1, anche se le pagine composte rima di \mainmatter sono empty, ma sono numeratoe lostesso, anche se il numeronon viene mostrato; quandi la pagina 1 in cifre arabe c’è due volte, una per la pagina del titolo e una para la prima pagina della \mainmatter; se usi il pacchetto hyperref, questa ripetizione degli stessi numeri di pagina produce dei pasticci tutt’altro che trascurabili con i riferimenti incrociati.
Non preoccuparti di essere principiante; lo siamo stati tutti; ma sono queste esperienze e l’aiuto reciproco che ci permettono di passare almeno allo stadio successivo 🙂
17 Marzo 2019 alle 21:59 in risposta a: [RISOLTO] Problema testatina sulla pagina finale di un capitolo #115422::
Sì, però, non te l’avevo fatto notare, ma l’avrai notato e corretto da solo; con il tuo codice l’indice riporta per la lista delle sigle l’ultima pagina, non la prima della lista; semplicemente perché il comando \addconttsline l’hai messo dopo il comando \input, invece che nel file acronimi.tex subito dopo il comando \chapter*.Inoltre se mettessi la lista degli acronimi dopo aver dichiarato \backmatter, non avresti bisogno né di usare \chapter* né \addcontentsline.
Visto che usi \mainmatter, presuppongo che tu conosca anche \backmatter.
17 Marzo 2019 alle 19:49 in risposta a: [RISOLTO] Problema testatina sulla pagina finale di un capitolo #115420::Norflok” post=115801Grazie per la risposta rapida. Ho provato ad aggiungere la parte che mi hai indicato, ma non cambia nulla. È davvero strano, perché la testatina manca solo per l’ultima pagina, e se compilo il capitolo come documento autonomo semplice (senza frontespizio, bibliografia e tutto il resto) non crea problemi 😕
L’analisi di MatteoF è corretta.
Ti pasta aggiungere \newpage, o \creapage dopo l’input degli acronimi:`\input{acronimi}
\addcontentsline{toc}{chapter}{Lista delle sigle}\clearpage
`
17 Marzo 2019 alle 18:03 in risposta a: Inserimento di due immagini in due pagine intere consecutive #115432::
Non devi preoccuparti di fakepath, ma del fatto che nel messaggio inviato non compaia il link all’immagine.Comunque il forum non carica immagini troppo grandi; nel qual caso bisogna caricare l’immagine in un qualche repository pubblico come Dropbox, ma non è l’unico, e inviare al forum il link dell’immaigne in quel repository. Esplora il forum scorrendo gli altri messaggi, troverai moltissimi esempi.
17 Marzo 2019 alle 17:59 in risposta a: [RISOLTO] Problema testatina sulla pagina finale di un capitolo #115419::MatteoF” post=115804Ciao Elia,
non ho modo di compilare il tuo codice, però, a naso, potrebbe centrare quel [tt]\thispagestyle{empty}[/tt] messo tra la chiamata del capitolo degli acronimi ([tt]\input{acronimi}[/tt]) e la compilazione della bibliografia ([tt]\printbibliography[heading=bibintoc][/tt]).
Prova ad eliminarlo.
Matteo
Entrarci?
16 Marzo 2019 alle 21:43 in risposta a: Inserimento di due immagini in due pagine intere consecutive #115429::
Benvenuto nel forum.La tua richiesta è interessante, ma non capisco bene che cosa vuoi dire quando affermi che nella pagina successiva all’ultima figura ti si crea un riquadro rettangolare.
Potresti spiegarti meglio?
Personalmente ho usato spesso due figure in due pagine consecutive, spesso richiedendo che la prima occupasse una pagina pari(pagina di sinistra) in modo che a testo aperto e stampato fronte retro, le due figure rimanessero affacciate.
Trovo che usare tikz per immettere una figura già registrato sul disco come immagine sia un po’ troppo barocco per una cosa così semplice. Se non hai esigenze particolari sulla parità della prima pagina destinata alla prima figura, la cosa più semplice da fare è usare il pacchetto afterpage che definisce il comando \afterpage, il cui contenuto va a finire a partire dalla pagina immediatamente successiva (se possibile, perché l’algoritmo di \afterpage, interferisce con gli altri algoritmi che forzano una nuova pagina, come, per esempio, i comandi di sezionamanto) Tuttavia io farei una cosa come la seguente:`\afterpage{%
\begin{figure}[p]
\includegraphics[width=…]{../futurevsm1}
\end{figure}\begin{figure}[p]
\includegraphics[width=…]{futurevsm2}
\end{figure}
}`Se vuoi mettere una didascalia sotto ciascuna figura, lo fa aggiungendo il comando \caption subito prima di ciascun \end{figure},
Va da sé, che se in coda ci sono altre figure, succedono pasticcetti di vario genere. Ma succederebbero anche con la tua soluzione.
Naturalmente esistono altre soluzioni; se vuoi che la prima cada su una pagina di sinistra, pari, puoi usare il trucco che mi ha suggerito David Crlslide, il creatore del pacchetto afterpage, e che trovi descritto nella guida generale introduzioone all’arte della composizione tipografica con LaTeX, che puoi scaricare liberamante dalla sezione Documentazione di questo forum. Cerca nell’indice analitico dei pacchetti descritti le pagine in cui si parla del pacchetto afterpage, e trovi la soluzione.Ma come dicevo, usare tikz non è vietato, ma mi sembra un bel’esempio di complicazione di cose semplici.
16 Marzo 2019 alle 17:45 in risposta a: [RISOLTO] Problema testatina sulla pagina finale di un capitolo #115416::
Infatti, è noto che la minipage riceve le sue note internamente. Con i suoi pro e contro.La soluzione che hai trovato tu è simile al codice di quotation, ma accosta a destra il suo contenuto, non a sinistra come avevi scritto nel primo messaggio.
Comunuqe va bene se la soluzione che hai trovato soddisfa le tue esigenze.
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Non so come tu abia fatto ad installare TeX Live, perché su WIndows sia la prima installazione sia gli aggiornamenti si servono dell’interprete perl, che non è in dotazione standard di Windows, quindi il programma di installazione provvede a installare quanto basta. Naturalmente non è vietato che tu ti installi il perl completo dalla rete; cerca la parola perl su internet e vedrai che trovi come installare la versione adatta al tuo sistema operativo.Ma, ripeto, siccome hai installato TeXLive o dalla rete o dall’immagine ISO del disco di installazione, tu devi avere a bordo la parte di perl che ti serve. Però…
Ora TeX Live è congelato fino al momento in cui viene rilasciata al versione 2019, come ti ho detto, verso la fine di aprile o l’inizio di maggio. Fino ad allora non puoi nemmeno usare il tuo vecchio tlmgr.exe per due motivi:
1) se non hai mai fatto aggiornamenti, non hai nemmeno aggiornato il tuo tlmgr.exe, che di tanto in tanto viene aggiornato anche lui; mi pare di ricordare che da quando ho installato il mio TeX Live 2018, ci sinao stati almeno due aggiornamenti dell’infrastruttura, cioè di tlmgr.exe.
2) Se nache avessi il tlmgr.exe funzionante, non potresti fare nulla per aggiornare, perché, lo ripeto, in questi due mesi TeX Live è “congelato” (frozen) fino alla distribuzione della versione 2019.In teoria potresti scaricare i pacchetti che ti servono direttamente da CTAN e installarli a mano; te lo sconsiglierei, anche perché, volendo aggiornare il kernel di LaTeX, potresti rovinare diversi pacchetti che potrebbero diventare incompatibili con il nuovo kernel.
In alternativa, potresti andare su http://www.ctan.org e cercare la pagina di TeX Live; lì ti si dice che, volendo, potresti scaricare e installare la nuova versione 2019 sperimentale (da sostituire poi con quella definitiva) e, sperimentando, segnalare al Team gli eventuali errori a glitch che incontreresti. Ti sconsiglierei anche questa strada, perché richiede una profonda conoscenza dell’intero sistema, conoscenza che io, nonostante più di 30 anni ci lavoro con LaTeX e le numerose guide che ho scritto presumendo di essere abbastanza competente, non mi sento in grado di fare.
Per altro, ricorda che i tuoi problemi non derivano tanto dalle differenti versioni di emecas che incontori, ma dal fatto che, apparentemente, i tuoi emacs non salvano i file .tex con la codifica utf8.
Potrebbe esserti utile la guida tematica Codifiche in TeX e LaTeX, perché vengono descritti diversi metodi per scoprire la codifica di un file. In questo modo puoi spare esattamente come è codififcato il tuo file sorgente che conteneva la parola Schröder e che hai dovuto cambiare in Schr\”oder.
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Visto che lavori su una macchina Windows e hai quindi instalato TeX Live direttamente da CTAN o scaricando da CTAN l’immagine ISO del DVD di installazione, ti ritrovi nell’albero texlive il programma tlmgr.exe, in particolare la sua versione con intefaccia grafica — non avendo una macchina Windows, non so dirti esattamente quale sia il nome dell’eseguibile o se non sia sufficiente specificare l’opzione -gui al semplice tlmgr. Tuttavia questo programma ti permette di aggiornare la tua installazione di TeX Live aggiornando i singoli file, non installando una nuova versione dell’intero TeX Live. Ora, quando a fine aprile o inizio maggio installerai la versione 2019 di TeXLive, e aggiornerai il path della tua macchina per usare la nuova versione, i tuoi vari emacs non si accorgeranno di niente, nel senso che useranno la versione indicata dal path. Le due cose sono completamente indipendenti. Ma devi
1) ricordarti di aggiiornare co tlmgr.exe con regolarità;
2) configurare i tuoi emecas perché salvino i file sorgente con la codifica utf8.Fatti un nodo al fazzoletto, come si diceva una volta, per non dimenticartene.
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@angelico, chi ti prescrive quelle cose non capisce niente di tipografia e si rifà a impostazioni tipiche dei word processor. Già il fatto di chiamare interlinea la distanza delle linee di base (scartamento), invece che lo spazio aggiuntivo fra due linee di testo (interlinea), qualifica chi scrive quelle cose.Ma suppongo che tu non possa fare a meno di rispettare quelle regole.
Per le citazioni con giustezza ridotta, ma accostate a sinistra, forse potresti fare un buon uso del pacchetto enumitem; l’ambiente quotation è creato con una lista speciale e enumitem permette di modificare tutte le liste e di crearne di nuove.. Oppure potresti usare il pacchetto etoolbox per modificare (per eseguire un patch) l’ambiente quotation. Tuttavia sono strade che richiedono non poca conoscenza della programmazione LaTeX, se non altro per capire la documentazione. Quindi ti consiglio di definiti l’ambiente cit come mostrato sottoPer variare lo scartamento puoi usare il pacchetto setspace e poi impostare il documento così`\documentclass[…]{…}
…
\usepackage{setspace}
…
\newenvironment{cit}{%
\begin{flushleft}\begin{minipage}{0.9\linewidth}\singlespacing\footnotesize
}{%
\end{minipage}\end{flushleft}
}
\begin{document}\onehalfspacingTesto con scartamento aumentato del 50 percento.
…
\begin{cit}
Citazione con scartamento naturale.
\end{cit}
…
\end{document}`Probabilmente devi aggiustare qualche parametro, per esempio, per regolare il rientro dentro la minipage. Comunque quella potrebbe essere l’ossatura del codice che ti risolve tutti e tre i requisiti che dovresti rispettare.PS: mi sono letto la documentaziione del modulo di babel per il portoghese e il brasiliano; lo puoi leggere anche tu aprendo un terminale o prompt dei comandi, scrivendoci dentro il comando texdoc babel-portugues, e mandandolo in esecuzione premendo il tasto Invio.
Vedi come il portoghese e il brasialiano sono gestiti in maniera diversa sia per i pattern di sillabazione, sia epr le date e le parole infisse. Tuttavia, nonostante al cura con cui sono gestite del due lingue con le loro specificità, il fato che le citazioni testuali in Basile debbano essere composte in quel modo originale che ha descritto non sono nemmeno accennate. Lavorando con LuaLaTeX o con XeLaTeX, la gestione delle lingue è affidata al pacchetto polyglossia, che non fa nessuna menzione della differenza fra le due lingue. Forse non sono curate abbastanza, ma certamante esistono i due file gloss-barazil.ldf e gloss-portuges.ldf (portuges ?, ebbene sì, il modulo ha proprio quel nome). Comunuqe ho aperto entrambi questi file gloss-brazil.ldf e gloss-portugues.ldf e ne ho esaminato il codice; nessuno dei due gestice le citazioni testuali come ti è stato prescritto.
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