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davidebond” post=115773Ti ringrazio infinitamente. Aggiungendo il tuo comando non partiva neppure la compilazione ma si fermava con i due **. Però ho capito l’errore: nel titolo per sbaglio ho scritto Schröder invece di Schr\”oder. Correggendo, è andato tutto liscio.
Grazie e scusami. Mi era proprio sfuggito. Compilando con il comando latex si è bloccato su Schröder e allora ho capito.
davideOra sono stupito io. Ho riguardato le newsletters che il LaTeX Team aggiunge ad ogni distribuzione, in particolare la ltneews29.tex e ltnews28.tex. Questi file sorgente si trovano nella cartella di TeX Live …/texmf-dist/source/latex/base/. Peccato che non vengano distribuiti anche i file compilati, perché potrebbero essere accessibili con il solito comando texdoc. Comunque non è complicato copiare ciascuno di quei file, incollandolo in una propria cartella e poi compilandolo con pdflatex; Il risultato è decisamante più facile da leggere.
Il punto è che con la versione del 1 aprile 2018, LaTeX assume che i file sorgente da compilare, se non è detto niente in contrario, siano compilati e salvati su disco con la codifica UTF-8, quindi non dovrebbe essere più necessario introdurre cose come Schr\”oder, ma dovrebbe essere normale scrivere Schröder. E questo senza la necessità di inserire al chiamata al pacchetto inputenc con l’opzione utf8. Certo se si carica questo pacchetto con questa opzione non porta nessun inconveniente, ma non sarebbe più necessario; personalmente ho ricomposto dei file, debitamente salvati in utf8, togliendo dal file sorgente il pacchetto inputenc, e ho constatato che è vero e tutto funziona regolarmente.
Donque, la mia domanda sarebbe la seguente: perché, visto che disponi del LaTeX kernel del 1 aprile 2018, hai dovuto cambiare Schröder in Schr\”oder?
Mi viene il sospetto che le tue versioni di emecas non siano configurati per salvare in utf8.
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Il tuo .log è incompleto, magri perché il programma va in crash; ma il listato che tu hai allegato arriva fino al comando per caricare la lingua tedesca, che io torvo da me solo versio i due terzi del mio file .log.L’unica cosa diversa che io vedo è che il mio file Latex è datato 2018-12-01, mentre il tuo è datato 2018-04-01.
Questo significa che da quando hai installato il tuo TeX Live 2018, non hai mai aggiornato o hai aggiornato molto raramente, e non verso la fine dell’anno 2018.Ora tu sai bene che io, in prima persona, e noi tutti veterani del sistema TeX raccomandiamo sempre di mantenere la prorpia installazione completa e aggiornata; sia ben quante volte ho detto e scritto qui sul forum che io aggiorno la mia installazione ogni 7 o 10 giorni; e che ogni volta cis sono alcune decine di pacchetti da aggiornare e una mezza dozzina di pacchetti nuovi.
È possibile, quindic he il tuo file l’atex.ltx che contiene il codoce del kernel di LaTeX sia datato e contengoa alcuni grossi o piccoli bug che fin dall’inizio sono stati segnalati e corretti; non tengo un registro personale dei pacchetti che via via vengono aggiornati,ma mi sembra di ricordare che il kernel sia stato aggiornato in questo anno quattro o cinque volte.
Se invece tu hai la versione Debian compatibile (non direi perché gri su una macchina Windows e i tuoi eseguibili sono compatibili con un sistema operativo e una CPU a 32bit– lo leggo nella rima riga del tuo .log), quello sarebbe un altro errore da evitare, in quanto la versione Debian non è aggiornabile qualdo si vuole, ma viene aggiornata una volta all’anno dal consorzio Debian.
Nessuno di noi dovrebbe lamentarsi del fatto che il sistema TeX contiene dei bug. È un sisteam opensource, aperto ai contribuit di moltissime personale; io nel mio piccolo, ho contribuito una decina di pacchetti. ma il totale dei pacchetti caricati in una versione completa supera i 4000. C’è da stupirsi che i bug siano così pochi, quando il sistema TeX è sostenuto da micliaia di persone che spessisimo lavorano isolatamente e non sono coordinate da nessuno. Ma proprio per questi motivi è assolutamente importante aggiornare spesso, certo non quotidianamente, ma comunque spesso.
Ora la versione 2018 è nella fase di congelamento, e lo resterà fino alla fine di aprile o gli inizi di maggio. Se il tuo kernel è bacato, o se qualche pacchetto che tu carichi è bacato, purtroppo devi aspettare fino ai primi di maggio, quando installerai TeX Live 2019.
Vediamo se posso darti un consiglio: tu, apparentemente unsu emacs con o senza auktex e con configurazioni diverse. Prova ad aprire una finestra per comendi in linea e prova a compilare a mano dando il comando pdflatex draft. Se la compilazione va a buon fine, allora c’è qualcosa che non va nel particolare emacs con le sue impostazioni particolari; se la compilazione non va a buon fine nemmeno lavroando dalla linea di comando, aggiungi l’istruzione [tt]\errorcontextlines=100[/tt] subito dopo la riga che contiene \documentclass; poi leggi il file log che prima di andare in crash dovrebbe contenere un certo numero di righe di tracing dalle quali, forse, si riesce a capire che cosa sta succedendo da te.
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Davide, ho compilato il tio EMC e non ho incontrato problemi; Ho guardato il file .log che non presenta nessun problema.D’altra parte nel tuo EMC vedo che carichi il pacchetto latexsym, che non deve venire mai caricato per nessun motivo (esiste solo per mantenere compatibilità al fine di compilare vecchi file creati prima del 1994), a maggior ragione se carichi amssymb che da solo permette di accedere a tutti i pochi simboli extra contenuti in latexsym.
Vedo che non specifichi quali font con codifica T! usare al posto dei font di default CM-Super, che vanno bene, ma non sono scalabili con continuità a tratti. Va bene che questa caratteristica non è nota ai più e perciò non è apprezzata da molti, tuttavia io la trovo molto utile.
Il file .log che hai allegato è incompleto.
Quindi, qual è per davvero il tuo problema?
8 Marzo 2019 alle 21:27 in risposta a: [TOPtesi] Cambio delle diciture “Candidato” e “Sommario” #1153758 Marzo 2019 alle 18:44 in risposta a: [TOPtesi] Cambio delle diciture “Candidato” e “Sommario” #115373::
Benvenuto nel forumTi ringrazio della domanda, perché ho scoperto che via via nelle varie revisioni credevo di aver collaudato tutto, invece non è così.
Per la tesi di tipo magistrale (che suppongo che sia quella che stai componendo) i comandi \CandidateNames, \CandidateName, \TitoloListaCandidati non sono definiti. Mi dai quaindi l’occasione per aggiornare il pacco TOPtesi, in modo che i suoi moduli siano più coerenti.
Purtrppo, però, ora TeX Live è frozen fino all’emissione della versione 2019, che temo non sarà disponibile che verso la fine di aprile o l’inizio di maggio.Quindi ora qui risolviamo il problema a mano.
1) Se hai letto la documentazione in italiano, vedi che il comando \sommario serve davvero per comporre un breve sommario di un paio di pagine, da distribuire alla commissione di laurea, i cui membri, tranne il relatore e l’eventuale correlatore, non hanno mai letto la tesi e non sanno di che cosa si tratti. INoltre nei programmi di doppio titolo il sommanrio può essere anche di una trentina di pagine e va scritto nella lingua dell’altra università, se la si conosce, o in inglese.
Quindi il sommario NON è una introduzione; se proprio lo vuoi intitolare INtroduzione allora dopo l’apertura dell’ambiente document, inserisci il comando`
\ExtendCaptions{italian}{Introduzione}{Ringraziamenti}`Vedi però sotto.2) Per cambiare il nome Candidato in nero sopra il tuo nome ed eventuale matricola, dopo aver aperto l’ambiente ThesisTitlePage, inserisci`\def\Candiddato{Studente}`Ho scritto studente per usare una parola qualsiasi, che potrebbe essere Laureando, ma non voglio fare confusione con l’opzione classica.
3) Per l’Introduzione devi fare un capitolo non numerato dopo gli indici; La cosa non è semplice perché non devi usare il comando \chapter; Allora fai cosi:`…
\end{ThesisTitlePage}\indici
\mainamtter
\cleardoublepage\chapter*{Introduzione}
\markbith{Introduzione}{Introduzione}
\addcontentsline{toc}{chapter}{Introduzione}Bla bla bla testo dell'introduzione che non deve essere sezionata
`Se scrivi una introduzione vera e propria di alcune pagine, in cui descrivi lo scopo della tesi come intendi operare, che risultati hai raggiunto, quali sono i possibili sviluppi, eccetera, devi restare sul discorsivo senza scendere in dettagli troppo fini. Se vuoi poi anticipare brevemente il contenuto dei vari capitoli.
Se invece la parte introduttiva è importante e va sezionata, non devi usare un capitolo non numerato quindi ti basta un comando [tt]\chapter{Introduzione}[/tt], senza gli altri comandi specificati sopra; ci pensa \chapter a chiamare il comando \mainmatter e a mandare quel che occorre nell’indice e nelle testatine.
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Dipende dai font che usi: a me non risulta, per esempio, che i font Computer Modern e Latin Modern contengano il maiuscoletto neroVedi la pagina 402, tabella 18.6, dell’Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX (scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito). Con i font Opentype (da usare con LuaLaTeX o XeLaTeX) probabilmente trovi diversi font che contengono il maiuscoletto nero.Se non ti interessa il maiuscoletto, ricorda che subsection non manda niente nelle testatine, ma manda qualcosa nell’indice; la parte che va nell’indice potrebbe subire dei danni noe passaggio dal main file al file .toc. Quindi, comunque è opportuno usare l’argomento facoltativo di \subsection. Visto che i titoli dei comandi di sezionamento sono già in neretto per conto loro, ti propongo questo codice, che non usa il colore, ma solo diverse famiglie di font:`\subsection[Plotino, La filosofia mistica al tramonto dell'età antica]{\textsf{Plotino}, La filosofia mistica al tramonto dell'età antica}
`Ovviamente, se vuoi puoi crearti un comando ad hoc. Il vantaggio della soluzione che ti ho proposto è che usa direttamente il comando \subsection, quindi usa già tutte le funzionalità di quel comando, come gli spazi verticali sopra e sotto e con i debiti comandi per impedire un fine pagina subito dopo il titolo.
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Be’ L’Arte è un bel manuale; ora esiste anche LaTeXpedia, predisposto dagli stessi autori. Se vuoi qualcosa di un po’ più avanzato c’è l’Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX (forse un po’ lunga, ma per fortuna non è da leggere dall’inizio alla fine; dispone di indice generale e di 6 indici analitici divisi per argomenti, che aiutano molto per cercare quello che serve); poi ci sono le molte guide tematiche; tutte nella sezione Documentazione di questo sito.
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Così come l’hai usata la minipage non serve a nulla;la soluzione che cerchi è la seguente (scrivo a braccio — potrei inserire refusi)`\begin{table}
\begin{minipage[t]{0.475\linewidth}
\begin{tabular{*4c}
…
\end{tabular}
\caption[…]{…}\label{….} %didascalia della prima tabella
\end{minpage}
\hfill
\begin{minipage[t]{0.475\linewidth}
\begin{tabular{*4c}
…
\end{tabular}
\caption[…]{…}\label{….} % didascalia della seocnda tabella
\end{minpage}
\caption[…]{…} % molto opzionale: didascalia generale della coppia di tabelle
\end{table}`A me sembra che la didascalia generale sia del tutto superflua; comunque, volendo la si può usare.In un ambiente table puoi comporre quante didascalie ti fanno comodo; dove hai trovato che dentro una table puoi usare solo una didascalia?
Il giochetto che ti ho indicato sopra conterrebbe tre didascalie, ognuna numerata progressivamente secondo lo stile di numerazione del tuo documento.Naturalmente puoi usare un coefficiente diverso al posto di 0.475, oppure come prima cosa in ogni minipage puoi scriversi \centering, così ogni tabella è centrata dentro al sua minipage.
Piuttosto stai attento ai codici di allineamento verticale sia delle minipage sia delle tabelle; la mia idea è che la linea di riferimento di ogni tabular coincida con il \bottomrule, quindi l’intera tabella rappresenta la prima riga della minpage; di conseguenza le due tabelle affianccate sono parallele, specialmente se hanno lo stesso numero di righe, in ogni caso la prima riga di ciascuna didascalia rappresenta la seonda riga di ogni minipage, quindi le didascalie sono allineate, non ce n’è una più in alto e una più in basso; possono anche contenere ciascuna un diverso numero di righe ma le due prime righe sono allineate.
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Il problema che tu poni, seocndo me, non ha bisogno di numeri diversi. INtanto gli “old style numbers”, le cifre minuscole sono trattte dalle polizze matematiche; quindi tutte queste polizze li contengono. Il problema, caso mai, èquello di disporre di font matematici che si accrdino bene con quelli testuali, e questa è la parte difficile; con il pacchetto mathdesign si riescono a fare alcuni accoppiamenti con alcuni font esterni alla distribuzione del sistema TeX, ma in buona sostanza tutti i ofnt, almeno in linea di pricipio, possono essere affiancati da polizze matematiche convenientemente adeguate.Invece il punto di ocme distinguere le quantità numeriche dall’uso di numeri “propri”, sta nella grammatica; i numeri quantitativi precedno sempre la quantità a cui si riferiscono; quelloi descrittivi seguono sempre il sostantivo che descrivono.
Tu non puoi dire che la base del foglio UNI A4 e di centimetri 21, perché è grammaticalmente sbagliato; non puoi dire che hai figli sue perché, anche se non usi cifre, due non funziona da appellativo, ma indica una quantità. Ma puoi dire la pagina 20, perché quel 20 distingue una pagina dall’altra, mentre 20 pagine indica certamente una quantità. Ecco quindi che la necessità di distinguere le cifre maiuscole da quelle minuscole non è così importante.
Scrivendo in matematica o componendo tabelle con colonne di numeri incolonnati, è obbligatorio usare le cifre maiuscole, possibilmente di tipo lining, o di tipo tabular. Nei font OpenType alcuni font hanno cifre maiuscole (lining) proporzionali e cifre maiuscole tabular, oltre alle cifre minusncole da usare solo nel testo. Ovviamente per usare i font OpenType devi usare XeLaTeX o LuaLaTeX, non pdfLaTeX, che fa quel che può; con i font Latin Modern, usando il pacchetto cfr-lm, si riescono ad usare cifre di diverso genere, sia specificando opzioni, sia usando speciali comandi testuali anche con pdfLATeX, ma è un caso particolare, direi poco conosciuto, ma comunque la possibilità esiste.
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Benvenuto nel forum.Ho copiato il tuo esempio minimo e l’ho compilato senza problemi; Per esssere sicuro di avere la codifica giusta e di compilare con il programma giusto ho aggiunto un apio di righe di autoconfigurazione che anche TeXstudio sa interpretare. Il codice che ho usato pertanto è il seguente:`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = XeLaTeX
\documentclass{article}
\usepackage{fontspec}\begin{document}
Hello world!
\end{document}`Compila perfettamente.Pertanto prova ad aggiungere quelle due righe al tuo file sorgente e prova a ricompilare attraverso i bottoni e/o le voci di menù di TeXstudio; Se compila bene come è successo con me, il problema non è di MikTeX, ma di come usi TeXStudio. Se non compila correttamante, apri un terminale o prompt dei comandi (Avvio –> Programmi –> cmd); usando ripetutamente il comando cd (change directory) spostati nella stessa cartella dove si trova il tuo main file; Il nome di questa cartella completo probabilmente ti compare nel prompt della finestra del terminale, qualcosa come [tt]C:\Users\Vico\…\MyMain\[/tt]; a riprova da’ il comando dir e dovrebbe apparirti la lista di tutti i file che si trovano nella cartella, e fra questi deve esserci il main file con estensione .tex (ricordati di configurare alche l’explorer in modo che ti mostri sempre l’estensione di tutti i file; di default Windows nasconde l’estensione dei file per i quali lui conosce già quale programma usare per aprirli); fatto questo e supponendo che il tuo main file si chiami mymainfile.tex, da’ il comando xelatex mymainfile; quando ha finito di compilare lo vedi perché nel terminale dovrebbe apparire una frase del tipo “mymainfile.pdf saved to C:\…” (i puntini riflettono il percorso completo sulla tua macchina). Ora apri il file con il tuo visualizzatore di file pdf e vedi il risultato, oppure se non ha completato la compilazione, leggi attentamente quello che c’è scritto nel terminale prima che si arrestasse. Allora se ha completato correttamente la compilazione, la colpa del tuo inconveniente è confermata a carico di TeXstudio. Se invece la compilazione non è andata a buon fine, la colpa è di MikTeX.
Cosa fare in quest’ultimo caso? È difficile dirlo; ma tanto per cominciare confronta l’uscita sul terminale con quello che ho ottenuti io:`This is XeTeX, Version 3.14159265-2.6-0.99999 (TeX Live 2018) (preloaded format=xelatex)
restricted \write18 enabled.
entering extended mode
(./Vico-fontspec.tex
LaTeX2e <2018-12-01>
(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/base/article.cls
Document Class: article 2018/09/03 v1.4i Standard LaTeX document class
(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/base/size10.clo))
(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/fontspec/fontspec.sty
(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/l3packages/xparse/xparse.sty
(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/l3kernel/expl3.sty
(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/l3kernel/expl3-code.tex)
(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/l3kernel/l3xdvipdfmx.def)))
(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/fontspec/fontspec-xetex.sty
(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/base/fontenc.sty
(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/base/tuenc.def))
(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/fontspec/fontspec.cfg)))
(./Vico-fontspec.aux) [1] (./Vico-fontspec.aux) )
Output written on Vico-fontspec.pdf (1 page).
SyncTeX written on Vico-fontspec.synctex.gz.
Transcript written on Vico-fontspec.log.`In particolare, le righe del file .log che riguardano fontspec e i moduli del linguaggio L3 sono le seguenti`(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/fontspec/fontspec.sty
(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/l3packages/xparse/xparse.sty
(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/l3kernel/expl3.sty
Package: expl3 2019-02-15 L3 programming layer (loader)(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/l3kernel/expl3-code.tex
Package: expl3 2019-02-15 L3 programming layer (code)
…
(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/l3kernel/l3xdvipdfmx.def
File: l3xdvipdfmx.def 2019-02-15 v L3 Experimental driver: xdvipdfmx
…
Package: xparse 2018-10-17 L3 Experimental document command parser
…
Package: fontspec 2019/02/12 v2.7b Font selection for XeLaTeX and LuaLaTeX(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/fontspec/fontspec-xetex.sty
Package: fontspec-xetex 2019/02/12 v2.7b Font selection for XeLaTeX and LuaLaTeX
…
(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/base/fontenc.sty
Package: fontenc 2018/08/11 v2.0j Standard LaTeX package(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/base/tuenc.def
File: tuenc.def 2018/08/11 v2.0j Standard LaTeX file
LaTeX Font Info: Redeclaring font encoding TU on input line 82.
))
(/usr/local/texlive/2018/texmf-dist/tex/latex/fontspec/fontspec.cfg)
`Controla sul tuo file ,log se hai le stesse date per i file che vengono caricati; il tuo MikTeX potrrebbe non essere aggiornato alle ultimissime versioni.Nota: MikTeX è un’ottima distribuzione epr le piattaforme WIndows, ma non viene aggiornato con la stessa frequenza con cuo lo è TeX Live, che, a sua volta, dispone di implementazioni anche per piattaforme Windows e che noi qui nel forum preferiamo usare rispetto a MikTeX; chi, ocme me, non usa una piattaforma Windows, non può usare MikTeX, e fra noi sono molti quelli che usano piattaforme Linux o Mac; ripeto MikTeX è ottima nel suo genere e per la sua piattaforma di elezione, ma è sempre un filino indietro con gli aggiornamenti.
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Non devi assolutamante modificare i file distribuiti su CTAN o comunque installati da TeX Live, oppure MikTeX. Ripristina subito il tuo frontespizio.sty al suo stato originale. ScrivI:(anche se a quanto pare è una cosa poco consigliata)
, ma la cosa non è sconsigliata: è vietata..
Leggi invece il comando \Istituzione nella pagina 5 della documentazione di frontespizio: [texdoc frontespizio[/b] C’è proprio un esempio relativo al PoliTO.
Se non ci fosse quello che è scritto nella pagina 5, ci sono altri modi lecisiti per modificare i comandi interni, ma in questo caso \Istituzione risolve il problema.
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I consigli di @claudio sono preziosi.I consigli miei ti sono arrivati troppo tardi per spiegarti la funzione e l’utilità di un esempio minimo compilabile.
Tuttavia, sebbene il tuo codice non sia compilabile, si vedono molte cose che non vanno, e che probabilmente hai messo, non solo per un possibile uso futuro, ma perché non hai abbastanza pratica/teoria relativa a LaTeX. Per esempio le opzioni che hai prescritto alla classe sono quassi tutte sovrabbondanti, perché sono quelle di default; solo a4paper sembra necessaria.I pacchetti che servono veramante vanno inclusi via via che se ne sente la necessità. Esempio: mathtools estende considerevolmente le funzionalità del pacchetto amsmath; ottimo; però io uso LaTeX da più di 30 anni e non ne ho mai sentito la necessità, anche se di matematica ne ho scritta moltissima. Forse sono io che sono arretrato, ma ti garantisco che è molto difficile che in condizioni normali sia necessario ricorrere a mathtools.
Di glossari ne ho composti molti; non mi sono mai rivolto a glossaries; l’unica volta che ci ho provato, l’ho trovato terribilmente complicato e l’ho cancellato dalla lista dei miei pacchetti usabili. Questa non è arretratezza, ma una questione di gusti personali.
Frontespizio: bellissimo pacchetto che io stesso ho considerato come unica valida alternativa al frontespizio che io ho creato per il pacchetto TOPtesi. Ma, pur capendo che hai messo nomi di fantasia (compreso Adalberto Orsatti come relatore), se davvero stai facendo ingegneria elettrica a Torino, non la stai facendo all’università ma al politecnico; quindi TOPtesi fa al caso tuo 🙂 😉 ; il pacchetto è nato per il PoliTO &TO:= Torino; P:= Politecnico), poi è stato adattato per conformarsi a tesi svolte in altri atenei. Se ti interessa, il pacchetto TOPtesi fa già parte di ogni distribuzione completa del sistema TeX; leggi la documentazione in inglese con il comando texdoc toptesi.pdf e la documentazione in italiano con texdoc toptesi-it. In particolare la documentazione italiana specifica quali pacchetti sono già caricati, quanti sono lasciati all’utente, e quali precauzioni sono da osservare per usare altri pacchetti che in qualche modo possono interferire con la classe toptesi. In particolare espande il concetto che ti ha descritto @claudio, in merito ai conflitti fra pacchetti e all’errore “Option clash”, difficile da gestire, se non si sta attenti all’ordine di caricamento e/o all’incompatibilità di certi pacchetti.
All’origine del tuo messaggio c’era la domanda “perché la chiave di citazione è ripetuta sopra la citazione?”; la risposta è semplice la la trovi leggendo la documentazione del pacchetto (utile solo durante la lavorazione delle bozze) showkeys con il comando texdoc showkeys.
Suggerimento: togli l’invocazione a quel pacchetto appena non stai più lavorando sulle bozze.Osservazione: sei sicuro che il titolo del tuo thread sia biografia e non debba essere bibliografia?
::prenmat” post=115723salve a tutti
mi sono incappato in un problema molto strano: quando cito le fonti nel corpo del documento viene stampato anche la keyword (che dovrebbe servire solo a identificare la fonte nel file .bib) sopra il nome dell’autore.
Qualcuno ha idee?Ho già visto quel genere di cose.
Quelle segnalazioni servono durante la lavorazione delle bozze per essere sicuri di avere citato le cose giuste; la chiave di citazione e la cosa citata devono andare d’accordo.
Quella cosa si ottiene o con l’opzione draft, o con certe opzioni di alcuni pacchetti; siccome non hai prodotto nessun codice è difficile dirti quale sia l’opzione di classe o di pacchetto responsabile di quella cosa.
O accludi un esempio minimo compilabile, oppure è difficile che tu abbia risposte, perché quello che ti succede, (pur avendolo già visto) a me non è mai capitato e non ho la più vaga idea di che cosa lo produca, mentre saprei scoprirlo se disponessi di un esempio minimo compilabile.
C’è una guida tematica apposita nella sezione Documentazione di questo sito.
In due parole un esempio minimo compilabile (EMC) è un file .tex che
1) cominci con \documentclass e finisca con \end{document}
2) abbia un preambolo che contenga il minimo necessario perché il documento sia compilabile.
3) il corpo del testo contenga il minimo indispensabile per riprodurre il tuo problema.
4) si dotato di un minimo di file .bib per controllare che cosa succede con le citazioni.La lettura della guida che ti ho segnalato espande questi quattro punti in modo più esteso.
Chi ti vuol dare una mano deve poterlo copiare dal tuo messaggio con un semplice copia-incolla, e deve poterlo compilare senza necessità d’altro oltre al minimo che ci hai messo dentro in modo da poterlo analizzare a fondo.
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