OldClaudio

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  • in risposta a: humannat e url! #112885
    OldClaudio
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      Se sei su Windows non so come classifichi i programmi, certamente un file .bst fa parte della distribuzione del sistema TeX, ma non è detto che i sistemi operativi WIndows siano così bravi a distinguere.
      Prova a cambaire nome a quel file, a selezionarlo, copiarlo e incollarlo in un nuvvovo file di puro testo da salvare col nome humannaturl.bst, e vedi se anche di questo ti dice che è un file .tex

      in risposta a: Problema dowload TeX Live, protesta, proposta #112910
      OldClaudio
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        Non so se la cosa si legata al fatto che in questo momento, fino a maggio, tutta TeXLive è congelata per poter predisporre la versione 2018.
        Tuttavia se non ricordo male tu hai un Mac, quindi non hai bisogno di scaricare la TeXLive, ma il package MacTeX che si scarica di solito in pochi minuti e si installa in pochi minuti, come qualunque altro package per Mac; non è molto diverso che scaricare un ISO e poi installare dall’file .iso stesso. Ci vuole un mucchio di tempo e di pazienza con le macchine Windows e se si installa dalla rete; ognuno dei pacchetti di cui è formata la distribuzione (e sono migliaia, per un totale di più di 100.000 file sul proprio disco); ogni pacchetto richiede l’inizio e la conclusione di un dialogo prolisso con i vari server che cambiano di volta in volta lungo la catena di trasmissione a seconda del loro stato in quel preciso momento; scaricare l’ISO richiede un solo dialogo.

        Cero si tratta di un malloppo immenso; certo disponendo del disco di installazione il DVD che riceviamo con l’iscrizione o che possiamo comprare ad un prezzo nominale direttamente dal TUG, si f molto prima.

        Ecco una soluzione più veloce e meno onerosa finanziariamente, potrebbe essere che i DVD siano venduti dai singoli TUG nazionali; ecco qui che avremmo dei problemi, perché, come tu sai, in Italia per una associazione come la nostra non è facile avere un conto in banca e avere la procedura con PayPal, per esempio, eseguibile con pochi click; Iscrivendosi al GuIT si riceve il disco, ma l’iscrizione senza PayPal, o servizio analogo, è relativamente laboriosa.
        In ogni caso prima di disporre del DVD nelle proprie mani passa più tempo che scaricare l’intero malloppo dalla rete.

        Io non rinuncerei mai all’installazione completa, anche se non scriverò mai neanche una parola in mongolo. Tuttavia il programma di installazioni con l’interfaccia grafica consente di scaricare e installare solo pacchetti scelti. Non l’ho mai seguita perché mi piace l’installazione complete, ma si può fare.
        Con MiKTeX (che per altro ora — da febbraio 2018 — è installabile anche sul Mac e su Linux) la cosa si può fare, ma bisogna essere lontani dal malcapitato se nel momento del bisogno di un altro pacchetto non ha accesso alla rete, perché le imprecazioni sarebbero tali da impietrire…

        Sono sicuro che tutto si possa migliorare, ma per ora io, con il mio Mac, mi accontento e tutto sommato non mi trovo male; quando c’è da installare gli aggiornamenti di sistema dal sito della Apple, ci vuole più tempo che a installare MacTeX.

        in risposta a: humannat e url! #112883
        OldClaudio
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          Per far trovare i file ai programmi del sistema TeX ci sono diversi modi, con diversi gradi di “reperibilità”.

          1) il primo e più semplice è quello di mettere il file .bst nella stessa cartella dove c’è il main file; ha i difetto che pdflatex (o gli altri programmi) lo trovano soloquando compilano quel main file lì. Hai detto di aver già provato e che non funziona, ma questo mi lascia molto preplesso; a me funiona benissimo.
          2) Un altrometodo che con MiKTeX dovrebbe avere qualche vincolo in più che con TeXLive, consiste nel creare un albero di cartelel radicato dove ti pare, ma di dui fornisci la posizione configurandolo con l’apposito programmino di impostazione che attivi con MiKTeX Setup, cliccando su Avvio ->programmmi -> Miktex -> 2.9 ; la finestra di dialogo parla di come selezionare uno o più cartelle “localtxmf” specificandone ilnome e l’oridne di ricerca da parte di MiKTeX; il progio è che qualcosa messo nell’albero personale viene trovato solo da te ma qualsiasi file tu stia compilando; ildifetto é che devi costruirti l’albero che abbia la stessa struttura dell’albero ufficiale di MiKTeX; inoltre ogni volta che aggiungi qualcosa devi aggiornare il database dei nomi dei file con i modo prorpi di MiKTeX (io nonho MiKTeX da più di 10 anni, quaindi non ti so dire come siano le cose oggi; ma nell’Arte dovresti trovare scritte molte cose; se nell’ultima versione MiKTeX è stato escluso dall’Arte, forse trovi qualcosa di più esplicito nella GuidaGuIT, sempre scaricabile dalla sezione Documentazione; oppure nella LaTeXpedia, sempre scaricabile dalla stessa sezione).
          3) con i sistemi Windows che non hanno una vera separazione fra i vari tipi di utente, poi modificare il contenuto degli alberi di MiKTeX, andando a mettere il file .bst nella stessa cartella dove risiedono gli altri file .bst di natbib; con la funzionalità Cerca del tuo Explorer puoi cercare il file humannat.bst e dopo diversi minuti quella funzionalità ti trova dov’è e ti dice il percorso completo sulla tua macchina; nella stessa cartella aggiungi humannaturl.bst e poi aggiorni il database dei nomi dei file.
          4) certamente non devi mettere niente nella cartella C:/Users/Gioia/AppData/Local/Programs/MiKTeX 2.9/miktex/bin/x64/ perché quella serve solo per contenere gli eseguibili; humanannaturl.bst non è un eseguibile, ma è solo un file che contiene del testo che serve a bibtex per configurare il formato dell’elenco bibliografico.

          Non ti saprei dirti altro se non di valutare i vantaggi e gli svantaggi che potresti avere se installassi TeXLive per Windows al posto di MiKTeX; anche MiKTeX è un’ottima distribuzione, ma secondo me e molti altri che per la verità lavoriamo su macchine diverse dalle Windows, La versione TeXlive offre solo vantaggi in termini di completezza e di aggiornabilità; ma forse questi vantaggi sono apprezzabili da alcuni utenti e non da altri.

          in risposta a: Percorso con spazi non funziona con hyperref #112893
          OldClaudio
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            Premesso che gli spazi negli indirizzi come nei nomi dei file producono risultati indesiderati in moltissimi casi, quandi gli spazi in questi casi sono da evitare come la peste, il tuo problema può essere insolubile. Per i nomi die file con spazi si puù racchiudere il nome fra doppie virgolette diritte: [tt]”Il Mio file.pdf”[/tt].
            Ma non credo che questa operazione valga per gli url. leggi la documentazione del pacchetto url e del pacchetto hyperref; se carichi urt dopo hyperref probabilmente succede qualcosa nella gestione del comando ]url; io tuttavia se dovessi scrivere un ULR con spazi, proverei a sostituire gli spazi con [tt]\space[/tt]. Può darsi che funzioni. In ogni caso il pacchetto url ammette nella chiamata di esprimere delle opzioni, un paio delle quali riguardano gli spazi (forse solo per mandare a capo nella stampa? forse, ma non saprei, è un genere di prove che non vorrei fare).

            in risposta a: humannat e url! #112881
            OldClaudio
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              Ho letto il link che ha indicato e spero che tu abbia scaricato humannaturl.bst.tex come allegato al penultimo messaggio del 9 ottobre 2008; Spero anche che tu abbia nel frattempo aggiunto la chiamata la pacchetto hyperref anche se hai caricato due vote il pacchetto url.;-)

              Altro non saprei dirti, nel senso che parli di errori, ma non dici quali siano; basta allegare la parte del file mainfile.log (che cè nella stessa cartella di mainfile.tex); ti basta allegare selezionandole, copiandole poi incollandole nel messaggio, le poche righe che riguardano gli errori, in maodo da capire di quali errori si tratta; nel messaggio che hai linkato i richiedente aiuto infatti ha allegato quelle poche righe salienti e chi gli ha risposto ha capito subito di che cosa si trattava.

              Grazie Giulia per aver risposto con i chiarimenti che hai dato; se quel preambolo, come dici, è tutta farina del tuo sacco, sei davvero in gamba, anche se l’inesperienza ti ha portato a creare un preambolo barocco con errori e con molte decorazioni superflue come sempre nelle cose in stile barocoo:smile:

              in risposta a: “Doppi” comandi #112851
              OldClaudio
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                Non ho capito che cosa ci stia a fare # in quello che dici di volere.
                Non avendo capito, non so cosa dirti, salvo che quello che ti ho mandato farebbe quello che dici. Comunque ci penso e se trovo qualcosa che assomigli a quello che chiedi telo invio.

                OldClaudio
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                  Prova a spostarlo prima di \addbibresource.
                  Ma non prendermi troppo sul serio; potendo io evito di usare biblatex perché preferisco natbib; sai come sono i vecchi…
                  Ti ho fatto quella domanda perché mi sembrava una domanda logica; probabilmente non lo era.

                  Forse non lo è nemmeno l’indicazione che ti ho scritto nella prima riga.

                  in risposta a: Punto fermo dopo tabella #112728
                  OldClaudio
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                    Ellittico si riferisce al sostantivo ellissi, non al sostantivo ellisse; ahimè i due aggettivi sono uguali, ma si riferiscono a sostantivi diversi.

                    L’elliissi è l’omissione di qualcosa che si ritiene superfluo o ridondante; nel testo solitamente viene marcata con tre puntini racchiusi fra parentesi quadre: […].
                    In matematica non si omette niente, tranne la punteggiatura esterna.

                    La punteggiatura finale si può omettere anche nelle liste puntate (elencazioni semplici); non si omette mai nelle enumerazioni né nelle descrizioni.

                    Fra le guide tematiche di questo sito c’e Comporre italiano e comporre matematica; in entrambi si parla di punteggiatura ellittica.

                    Per quel che riguarda il tuo autore canadese è probabile che abbia seguito el noreme della casa editrice e che il testo sia stato ricomposto dalla casa editrice stessa.

                    Alcune case editrici vogliono la punteggiatura esterna altre non la vogliono; la Elsevier, famosa per i suoi testi tecnico-scientifici produce una guida per gli autori nei quali richiede la punteggiatura esterna, ma gli esempi che porte in quella guida sono tutti privi della punteggiatura esterna; la chiamerei il massimo della coerenza. 🙂

                    in risposta a: humannat e url! #112879
                    OldClaudio
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                      Benvenuta nel forum; dal tuo alias deduco che sei di genere femminile, se non fosse così, please, faccelo spare che così possiamo rivolgerti a te con i pronomi giusti.

                      Guardando i file che hai allegato noto alcune cosette che dovresti tenere presente non solo in futuro ma anche per proseguire questo filone di discussione.

                      1) Controlla di non avere caricato lo stesso pacchetto più di una volta, per esempio il pacchetto url.
                      2) nel file hai indicato come stile di bibliografia humannat e non humamnaturl
                      3) \cite{url} non significa niente, specialmente se non alleghi anche il file Bibliography.? (il punto interrogtivo indica che forse si tratta di un file .bib, ma senza estensione si può anche avere il dubbio che no sia così).

                      Ora veniamo alla sostanza; come neofita che sta cercando di imparare ad usare LaTeX per scrivere al tesi, hai cominciato con un main file che non è da principiante; vi carichi anche pacchetti che in più di 30 anni non ho mai sentito nominare e dei quali, evidentemente, non ho mai avuro bisogno pur avendo composto con LaTeX forse un 20000 pagine in diversissimi documenti.

                      Ho quindi il sospetto che tu ti sia fatta dare il preambolo di un’altra tesi da un compagno, o che ti sia stato imposto dal relatore, o che tu l’abbia scaricato dalla rete, ma che tu non sappia perché hai caricato la miriade di pacchetti che hai caricato. È solo un’impressione, quindi se la mia impressione è sbagliata ti chiedo scusa e ritiro tutto.

                      Ma ho dei forti dubbi.

                      Il più grosso dei queli è che tu non abbia mia sfogliato nessuna delel guide gerali o tematiche che puoi liberamente scaricare dalla sezione Documentatisione di questo forum.

                      Perché se ne avessi letta almeno una di quelle generali, se almeno l’avessi sfogliata, avresti incontrato il capitolo sulla composizione della bibliografia che riassunto al massimo dice così:
                      a) comporre il database bibliografico Bibliography.bib popolandolo di schede con a la sua sintassi, le sue chiavi di citazione e tutte le informazioni obbligatorie e facoltative che ogni tipo di riferimento richiede.
                      b) comporre il file o i file della tesi che contengano i comandi \cite che abbiano come chiavi quelle specificate nel file .bib per ciascun riferimento;
                      c) compilare una prima volta il mainfile
                      d) eseguire il programma bibtex o biber cliccando sull’apposto bottone/icona del tuo shell editor
                      e) a seconda del tipo di citazioni consentite dal tuo stile tipografico, comporre il mainfile due o tre volte, ficnhe nel file .log non compare più l’avviso che alcune alcune etichette (quelle impostate con il comando \label) sono cambiate.

                      Ovviamente non occorre seguire tutta questa trafila ogni volta che componi la tua tesi, ma la devi seguire ogni volta che modifichi il contenuto del database .bib oppure citi qualcos’altro che nelle compilazioni precedenti non avevi mai citato.

                      Eccoti alcuni consigli non richiesti:

                      1) commenta tutte le righe del tuo preambolo tranne quelle che riguardano le codifiche, i font e le lingue; poi compila il mainfile; avrai certamente degli errori; cerca di capire quale/i pacchetti devi davvero usare e de-commentane le righe precedentemente commentate. Vedrai che quelle miriade di pacchetti ti si ridurrà corposamente.
                      2) non usare i numeri romani per la prima parte; i numeri romani si usavano quando si componeva in piombo con i caratteri mobili o con i caratteri fusi “on demand” con le macchine Monotype o Linotype.
                      3) anche se usi di default il corpo di 12pt, le impostazioni che hai per la pagine ti portano ad una giustezza di 170mm; è decisamente troppo grande perché le righe con più di una settantina di caratteri (spazi e punteggiatura compressi) sono faticose da leggere.
                      4) la binding correction che hai posto a 5mm serve solamente per compensare la curvatura delle pagine quando si apre la tesi rilegata; tu usi la classe report senza specificare se vuoi comporre twoside (fronte e retro); di default quella classe compone oneside (solo fronte); a parte lo spreco della carta, se poi ti fai stampare la tesi fronte retro avendola composta solo fronte, con quella binding correction le pagine di destra risulteranno correttamente spostate 5mm più destra, mentre il testo di quelle di sinistra saranno spostate sempre di 5mm a destra e quindi verso il centro del libro aperto. Chiaramente non va bene. Perciò aumenta i margini(tutti e quattro, almeno fino ad essere di 30mm e togli la binding correction, avrai una giustezza di 150mm e le righe saranno di lettura comoda.

                      Inutile dire che se il relatore ti avesse imposto quel preambolo, il tuo relatore dovrebbe imparare LaTeX per primo… La stessa osservazione vale per il compagno che ti avesse passato quel preambolo. Se invece è tutta farina del tuo sacco, prima di fare composizioni strane cerca di dare un’occhiata a libri stampati bene e impara osservando con attenzione quello che è bene fare in composizione tipografica. laTeX è fatto per comporre bei documenti, non cose mal pensate e con impostazioni eseguite tanto per farle solo perché i programmi consentono di farle. Sono errori che ho fatto anch’io le prime volte che ho composto miei documenti, quindi questa raccomandazione non è una critica,ma è, appunto, solo una raccomandazione per non ripetere gli errori che ho fatto io.

                      OldClaudio
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                        Hai messo quel comando dopo aver caricato biblatex e gli altri stili per biblatex?

                        in risposta a: “Doppi” comandi #112849
                        OldClaudio
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                          Intanto \@nameuse usa la stessa sequenza che ho usato io, quindi se vuoi pupi usare questo`\makeatletter
                          \@namedef{comandopippo}{\emph{Pippo}}
                          \newcommand\*comando[1]{\@nameuse{comando#1}}`
                          Se nel documento .tex scrivi \comando{pippo} nel nel documento composto vien scritto Pippo.

                          Era questo che volevi fare?

                          in risposta a: “Doppi” comandi #112846
                          OldClaudio
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                            E questo codice?`\newcommand*\comando[1]{\csname comando#1\endcsname}`

                            in risposta a: Conclusione e indice #16223
                            OldClaudio
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                              Santo cielo!
                              Come neofita ti sei messo nei guai da solo copiando un preambolo altrui pieno di errori.

                              1) controlla di non invocare gli stessi pacchetti due volte.
                              2) non caricare latexsym se hai caricato amssymb
                              3) non caricare pacchetti inutli come epstopdf che viene invocato in automatico da graphics
                              4) non specificare le graphics extentions, ripetendo tale e quale una versione ridotta della lista di default la quale prevede anche il formato .eps
                              5 Nelle figure dentro gli ambienti figure non usare mai \placefig, oppure ridefinisci \placefig in modo da NON usare l’ambiente center che inserisce spazio in più che ti può rendere difficile (comunque brutto) l’inserimento di figure grandicelle.
                              6) sposta le conclusioni dopo \backmatter curando che conclusioni.tex NON contenga \chapter*; se c’è l’asterisco toglilo. Togli anche \addcontentsline
                              7) se usi classi non standard, come PhDThesis_Udine.cls, dì almeno dove la si può trovare in rete,altrimenti che legge il tuo preambolo può avere, ed ha difficoltà a capire certe cose e comunque non le può replcare
                              8 ) non usare multirow; è cattiva tipografia il 99% delle volte
                              9) usa xcolor invece di color; leggine la documentazione
                              10) NON usare placeins e gestisci gli oggetti mobili tu stesso con il tuo giudizio; quel pacchetto dà più fastidi che vantaggi.
                              11) se carichi il pacchetto float, non usarne il codice di posizionamento H; carica float solo se definisci altri oggetti mobili oltre figure e tabel, ma non per usare H
                              12) non usare setspace; è cattiva tipografia
                              13) non so perché ti piaccia di più che le didascalie siano etichettate con Fig. invece che con Figura; è cattiva tipografia. Lo stesso per Tab. invece che Tabella.
                              14) a che cosa serve il pacchetto mcode? non è un pacchetto standard.

                              in risposta a: “Doppi” comandi #112844
                              OldClaudio
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                                `\newcommand{\comand}[1]{\char92comando\{#2\}}`

                                Qualunque cosa tu voglia fare con questo \comando, mi sembra una cosa un po’ strana; puoi giocare con la definizione che ti ho scritto, magari componendo il tutto come argomento di \texttt; ma se non spieghi meglio quanto ti ho scritto fa così: se nel documento .tex scrivi [tt]\comando{pippo}[/tt], nel documento pdf ti esce esattamante la stessa cosa scritta nel font corrente “\comando{pippo}”; se aggiungi \texttt, ti viene scritto nel documento pdf “[tt]\comando{pippo}[/tt]”.

                                in risposta a: Problemi con \makeindex #112840
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Hai caricato il pacchettoimakeidx? Ne ha letto la documentazione? Quei comandi che hai usato con il pacchetto index (esite? si, esiste, ma è del 1995, quindi obsoletissimo) forse sono corretti epr quel pacchetto, ma trattando si un pacchetto archeologico, ti suggerisco di abbandonarlo.
                                  Il pacchetto imakeidx è molto più recente e viene aggiornato non spessissimo, ma almeno ogni due anni; è adatto a lavorare anche con LuaLaTeX, che non 1995 non esisteva nemmeno. È stato creato dal nostro Enrico, quindi ti puoi fidare ad occhi chiusi.
                                  Coe curatore della GuidGuIT, l’ho usato per quella guida che ha una decina di indici e non fa cilecca con nessuno; funziona alla grande e offre moltissime funzionalità per personalizzare gli indici analitici. Da quando esiste imakeidx (da poco più di una decina d’anni) non mi preoccupo più degli indici analitici perché so che quel pacchetto non mi lascia a piedi. L’ho usato anche per comporre indici insoliti in parte creando un paio di file .ist, ma per di può creando macro apposite, per cui indicizzo in pratica qualsiasi cosa; in passato ho anche collaborato con uno studioso di teologia che aveva bisogno di indicizzare voci scritte anche in greco.
                                  Questo dovrebbe darti una garanzia che i poteri di imakeidx sono quasi “illimitati” (eppure c’è qualcuno che ha avuto bisogno di fare un fork per aggiungere una funzionalità che imakeidx non offriva … mah, imprevedibilità delle esigenze strane che tutti prima o poi manifestiamo).

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