OldClaudio

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  • OldClaudio
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      No, con quelle opzioni la figura, qualuqnue dimensioni abbia, va a finire in una pagina isolata se e solo se si trova alla fine di un capitolo.

      C’è un altro modo per mantenere le figure assieme: metterne due dentro lo stesso ambiente flottante, più o meno così` \begin{figure}[…]
      \centering
      … codice per la prima figura…
      \caption{…]
      \labe{…}

      \bigskip

      … codice epr la seconda figura …
      \caption{….}
      \label{…}
      \end{figure}`Attento a lasciare le righe vuote a cavallo di \bigskip.

      in risposta a: Simbolo del pianeta Saturno e \omega minuscolo #110093
      OldClaudio
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        @Pas
        ; ho fatto andare l’esempio di Heinrich; a me non dà nessun errore di option clash. Questo nasce quando un dato pacchetto viene chiamato due volte con opzioni diverse; non è strettamente vietato chiamare due volte lo stesso pacchetto, ma solo se le volte dopo la prima sono eseguite senza specificare nessuna opzione. In ogni caso è sconsigliabile.


        @Heinrich
        : il tuo pacchetto funziona correttamente per il testo, ma non per la matematica; la matematica si compone senza messaggi d’errore ma non contiene la omega; prova ad aggiungere queste poche righe in fondo al tuo esempio:
        `\[
        \mathcal{F}[f(t)] = \frac{1}{2\pi \mathrm{i}}
        \int_{-\infty}^{+\infty} f(t)\mathrm{e}^{-\mathrm{j}\omega t}\,\mathrm{d}t
        \]`


        @Pas
        : sono sempre in attesa del tuo esempio dove la omega matematica ti richiede \ensuregreek.

        in risposta a: Simbolo del pianeta Saturno e \omega minuscolo #110089
        OldClaudio
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          4 o 5 giorni fa hai mandato no spezzone di preambolo;
          Allora mada il tuo attuale preambolo completo, seguito da da un ambiente document che contenga solo una formula che usi omega e che presenti i difetti che ti richiedono di usare il modo testuale; forse posso trovarti il conflitto che magari si risolve caricando i pacchetti in un altro ordine.

          Lo dico “puntigliosamente”, nel senso che i vari pacchetti possono avere i loro difetti, ma che la matematica non funzioni mi pare molto strano; il sistema TeX è stato creato da un matematico per scrivere in matematica; e dopo quasi 40 anni il suo sistema è fondamentalmente ancora in uso, molto arricchito di altre funzionalità ma il nocciolo è sempre quello. Inoltre mi hai stuzzicato la curiosità…

          in risposta a: “Figura 1.1” sotto le immagini #110185
          OldClaudio
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            No, non posso, perché non esiste un modello predefinito per scrivere tesi magistrali di matematica. Mi spiace.

            Quello che ti posso dire è di cominciare con un qualunque pacchetto o classe che serva per scrivere tesi: ti posso segnalre suftesi, saptesi, toptesi. Per prima cosa devi leggerne la documentazione, perché per tutte ci sono delle limitazioni, pur essendo più o meno configurabili; di solito la maggior parte dei loro sforzi sono dedicati alla costruzione del frontespizio. In alternativa usa la classe book e il pacchetto frontespizio, sempre leggendo la documentazione (in itlaiano) di quest’ultimo pacchetto.

            Inizialmente non avrai già installati tutti i pacchetti che ti servono (nota che ho usato l’indicativo e non il condizionale, non ho scritto “che potrebbero servirti’), perché devi caricare solo quelli che ti servono veramente e di cui sei sicuro che ne userai le funzionalità. La compatibilità dei pacchetti non è sempre garantita, quindi meno ne carichi, meno problem di incontrare conflitti fra pacchetti avrai.

            Di solito la documentazione delle classi per tesi elenca già i piacchetti che sono stati caricati, quindi non hai bisogno di caricarli di nuovo, magari con opzioni diverse, che ti danno poi errori di “option clash”.

            Tra i pacchetti che vedo elencati nel preambolo che hai inviato con il primo messaggio, vedo che non hai seguito un ordine particolare; di soolito prima si caricano quelli che riguradano al codifica dei font che userai e i font che userai,poi la dodifica con la quale salvi i tuoi file sorgente, poi babel.
            Fatto questo puoi caricare i pacchetti che ti permettono di personalizzare il disegno del layout, la forma dei titoli, degli indici, delle didascalie, ma questa parte è di solito completamente facoltativa e molte classi pongono di limiti a queste personalizzazioni, poi i pacchetti per gestire la matematica, ma non esagerare; ho visto che hai caricato anche il pacchettino per i diagrammi commutativi; hai davvero bisogno di comporne? se sì e non sono diagrammi banali allora quel pacchetto non va bene, ci vuole ben altro.
            Se occorrono diagrammi devi provvedere ai pacchetti tikz e pgfplots e ai colori, ma sta attento che i pacchetti che ti ho indicato provvedono da soli a farlo.

            Roba come hologo non ti serve a niente, a meno che tu non faccia una tesi compilativa sul sistema TeX in generale.

            Non specificare le estensioni delle figure che userai, sono già definite e rischi di limitarti inutilmente i formati grafici; tutti e tre i programmi principali per comporre, pdflatex, xelatex, lualatex, incorporano nativamante i formati PDF ed EPS (vettoriali) e PNG e JPG (bitmapped), quindi non hai bisogno di pacchetti come epspdf che servono per fare le conversioni necessarie.
            Il pacchetto subfigure va caricato dopo il pacchetto caption (mi dicono però che subfig è meglio di subfigure — io non ho competenza in merito perché non uso mai né l’uno né l’altro; avendo già scritto alcune miglia di pagine sia di testi per i miei studenti, sia di software, non ne ho mai avuto bisogno, il che la dice abbastanza lunga sugli stili personali di composizione — tuttavia i pacchetti sono a disposizione e chi li vuole usare li usa, dopo averne letto la documentazione).
            I pacchetti non vanno mai caricati due volte: hai notato che carichi due volte graphicx?).

            impostazioni come `\textwidth16cm\textheight24cm\topmargin0mm\headheight0mm\headsep6mm\oddsidemargin0mm\evensidemargin0mm
            \textwidth=450pt\oddsidemargin=0pt` non vanno mai eseguite in quel modo, ma attraverso il pacchetto geometry (sempre che la classe lo consenta — molte classi per tesi vietano esplicitamente di cambiare il layout della pagina), ma se leggi bene quello che hai scritto (prendendolo da un preambolo altrui, un “altrui” che non aveva idea di quello che scriveva) imposta l’altezza della testatine a 0mm (così che se usava testaine, ad ogni pagina riceveva un messaggio d’errore) e una distanza della testatina dal testo di 6mm (a che serve, eventualmente una tale distanza da una testatina vuota?).

            In sostanza ti costruisci da solo la “casa” dentro la quale vivere durante la composizione della tua tesi; ma siccome ogni tesi è differente da ogni altra, e ogni laureando è diverso da ogni altro, è altrettanto evidente che non si può indicare un preambolo adatto: adatto a chi? adatto per quale tipo di tesi? Contiene tante figure e diagrammi,? Contiene prevalentemente formule?

            Ecco perché ti consiglio di partire da una casetta modesta e di aggiungerci qualche stanza in più e del mobilio adatto via via che ne senti la necessità; via via che la tua creatura cresce.

            in risposta a: “Figura 1.1” sotto le immagini #110183
            OldClaudio
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              Benvenuto nel forum @Angelucci; hai fatto bene a rivolgerti al forum, perché ho la sensazione che tu abbia fatto non poca confusione.

              Intendiamoci; ho marcato il tuo codice così che chiunque lo possa selezionare, copiare, e incollarlo in un propio file per compilarlo e vedere che cosa ti succede.

              Invece il tuo codice non è un Esempio Minimo Compilabile (EMC). Quindi è più difficile aiutarti.

              Nel preambolo carichi alcuni pacchetti alcuni dei quali non corrispondono a nulla; ne cito uno: newlfont, nella mia installazione completa non c’è; che intenzione avevi?

              Il pacchetto epsfig non serve, visto che i programmi di composizione sanno trattare da soli fi file in formato EPS; forse disponi di una piattaforma (Mac, Linux, Windows) un po’ particolare? che installazione hai eseguito? Oppure compili nella “nuvola” con i programmi disponibili là fuori?

              Per quel che riguarda il tuo problema specifico si direbbe che ti non abbia letto la documentazione id subfig(ure), perché nella documentazione c’è scritto; e c’è scritto anche come dare una didascalia all’intera figura contenente alcune sotto-figure.

              Allora per ragionare a bocce ferme, ti suggerirei di scaricare la guida per neofiti LaTeX per l’impaziente[, oppure L’Arte di scrivere con LaTeX, entrambe scaricabili dai link contenuti nella sezione Documentazione di questo forum. Entrambi sono dotati di ricchi indici analitici, dove cerchi una parola, clicchi su ono dei numeri di pagina e ti riorovi al punto giusto del testo per leggere qualcosa di interessante su quanto hai cercato e cliccato.

              Inoltre se vuoi informazioni su singoli pacchetti, apri un terminale (o prompt dei comandi) ci scrivi dentro il comando texdoc seguito dal nome del pacchetto, e dopo aver premuto il tasto invio, ti si apre la documentazione di quel pacchetto e puoi leggere ogni dettaglio; quasi tutti i pacchetti sono documentati in inglese, lingua franca per l’informatica e certamante perg li utenti di LaTeX.

              Se dopo aver letto la documentazione che ti ho indicato non riesci a risolvere il tuo problema, riscrivi allegando un EMC.

              OldClaudio
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                Sì, ci sarebbero alcuni modi, il primo dei quali è quello di non usare l’opzione [p] da sola e lasciando che LaTeX sistemi la piccola figura dove cè posto; visto che è piccola, nahce con del testo nella pagina non disturba affatto..

                Un secondo modo è quello di leggere la guida tematica Il LaTeX reference Manual commentato (in italiano) dove tra i vari commenti viene descritto anche il modo con cui LaTeX gestisce gli oggetti mobili e descrive al funizione dei vari numeri, percentuali, e dimensioni associati agli oggetti flottanti per la loro collocazione. Non è semplice modificare quei parametri, ma sicuramente, qualunque cosa tu cambi devi dare delle altre possibilità al programma oltre al codice [p].

                Inoltre se vuoi che la piccola figura si nella stessa pagina insieme ad un’altra figure non tanto grande, devi essere disposto ad accettare che si torvi a fine capitolo, oppure molto distante dal punt a cui il testo vi si riferisce.

                In sostanza, pur non conoscendo i motivi per i quali non vorresti interrompere il filo del discorso con una figura, sia pure piccola, mi pare, e sottolineo mi pare per evidenziare che è un’impressione personale, che il tuo approccio sia tipograficamente errata. Ma in tipografia ci sono delle tradizioni, non delle verità assolute; certamente se certe tradizioni si sono sviluppate è perché avevano na loro funzionalità sia pratica sia estetica.

                in risposta a: Simbolo del pianeta Saturno e \omega minuscolo #110087
                OldClaudio
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                  A me non risulta; il file che ti ho allegato qualche giorno fa, contiene una formula matematica che contiene alcuni omega, ma non cè stata nessuna necessità di usare \ensuregreek in modo testuale.
                  Per favore, riguarda il mio ultimo esempio.

                  in risposta a: Simbolo del pianeta Saturno e \omega minuscolo #110085
                  OldClaudio
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                    Ovviamente, sia io sia @Pas usiamo la codifica utf8, l’unica che oggi “dovrebbe” essere usata sempre. anche quando si scrive in inglese 😉

                    Il problema con @Pas, non è la codifica, ma l’uso dell’opzione arabic per babel; perché questo pacchetto è stato scritto nel 2006, prima che il greco usasse la codifica interna LICR, e quindi è nato un conflitto.

                    La soluzione che gli ho dato è frutto di una collaborazione fra me e il curatore del modulo per il greco; non sono riuscito (ancora) a mettermi in contatto con il curatore di arabic; forse in questi 11 anni ha cambiato università e non è più accessible all’indirizzo che aveva indicato nella documentazione di arabic.

                    in risposta a: Posizione dei limiti negli integrali #110167
                    OldClaudio
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                      Mi spiace, ma non ci sono riuscito.
                      LaTeX (e quindi anche LuaLaTeX) dispongono di due comandi \mathchoice e \mathpalette che permettono di fare cose diverse nei quattro diversi stili matematici, displaystyle, textstyle, scriptstyle e scriptscriptstyle. Li ho usati epr altri problemi, ma in questo caso non sono riuscito a farli funzionare come di deve.
                      Il problema nasce dal fatto che l’impostazione fa fatta prima di creare il limite inferiore, ma va usato solo mediante la composizione di quel limite inferiore. Quindi l’arretramento viene eseguito, ma il limite inferiroe va allo stesso livello di una comune variabile, non al piede dell’integrale.
                      Capisco il tuo problema, ma non sono riuscito a risolverlo. Pazienta un paio di mesi, se poi, e con la versione 1.0.4 di LuaTeX il roblema dovrebbe sparire da solo con la nuova distribuzione di TeXLive 2017.

                      in risposta a: Posizione dei limiti negli integrali #110166
                      OldClaudio
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                        Sì, credo che na macro si possa fare, ma è delicata, e fra qualche minuto avr`ø da guidare per circa 5 ore. Quando av®o tempo ci penserò, perché, ripeto, non è banale. Certo basterebbe vede in que dei quattro modi matematici sta componendo, ma bisogna andare a cercare i comandi interni per farlo.

                        Se nel frattempo qualcuno arriva ad una soluzione prima di me, tanto meglio per te.

                        in risposta a: Creare disegni e grafici su LyX #110170
                        OldClaudio
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                          Prima ti dimentichi di LyC, meglio è. Comunque se ritieni di non conoscere il linguaggio LaTeX, ti cpaisco, ma con quel linguaggio puoi fare cose che neanche immagini, essndo confnato nella gabbietta piccola poccola di LyX.

                          Si, devi usare altri programmi, possibilmente non paint, ci sono tanti altri programmi che ti permettono di eseguire dei disegni vettoriali. Paint ti permette di fare disegni bitmapped, a matrici di punti, che hanno una bassa densità e sgranano facilmente.

                          Fra i programmi per fare disegni vettoriali ti segnalo Asymptote e Inkscape; credo che entrambi siano disponibili anche per Windows. Inkscape ha una buona intefaccia grafica e puoi usare il mouse; Asymptote mi pare che accetti solo comandi scritti, ma confesso, non l’ho mai usato; ne ho visto i risultati e sono molto ben fatti.

                          Concludo raccomandandoti di abbandonare LyX al più presto; dice di essere del tipo “whato you see is what you mean”, ma non è vero; ti libera soltanto lo schermo da ciò che è mark-up e per rendere rapidamente sullo schermo quello che immetti con la tastiera deve privilegiare la velocità di resa, rispetto alla qualità; poi è vero che può salvare anche in formato latex, ma solo quello che è capace di fare, non quello che LaTeX è capace di fare.

                          OldClaudio
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                            Nel paragrafo 21.2 della Guida GuIT (il numero si riferisce all’ultima edizione) c’è un’ampia descrizione commentata delle documentazione sulla tipografia. fra tutte le opere citate ti consiglio senza possibilità di dubbi il testo di Robert Bringhurst che è disponibile anche in italiano anche se ore lo ristampano on demand). Il manuale di Fioravanti è anche molto interessante e di Fioravanti, non citato nella Guida, c’è anche il Dizionario del grafico. Entrambi i libri di Fioravanti sono pubblicati da Zanichelli, quindi dovrebbero essere non solo disponibili ma anche acquistabili in rete.
                            Siccome, però, l’arte di qualunque cosa, non si impara tanto sui libri, quanto guardando l’arte stessa, i libri sono importanti epr avere le basi ma poi bisogna guardare tante opere. nel caso specifico tanti libri, anche quellli che hai in casa. Di ciascuno, con le basi acquisite dai testi come quello di Bringhurst, puoi farti il gusto e impari a riconoscere i libri composti bene da quelli ottenuti impaginando testi importati da un qualunque word processor, oggi molto diffusi, purtroppo.
                            Naturalmente per ogni testo devi misurare il giudizio sulla base del tipo di libro, del lettore a cui è destinato, al prezzo. Un libro tecnico non può essere impaginato come un libro di storia dell’arte e viceversa. Un libro di matematica richiede una composizione completamente diversa da un libro di poesie. Certo tutti devono rispettare regole generali, ma proprio perché generali, sono anche minimali.
                            I libri di Tufte sono belli, ma non vano bene come testi didattici. i libri che trovi presso un antiquario di libri hanno magari delle bellissime rilegature, delle bellissime incisioni o anche delle xilografie, ma hanno fatto il loro tempo; un codice manoscritto, miniato e alluminato ti lascia sbalordito, ma nessun libro oggi potrebbe essere fatto in quel modo (o se lo fosse costerebbe talmente tanto che nessuno se lo potrebbe permettere). Nella sala consiliare del Comune di Urbino è conservata una copia anastatica (quindi non fatta a mano) bellissima della Bibbia del duca Federico da Montefeltro, di cui l’originale si trova in Vaticano; quella copia è semplicemente stupenda, ma pur essendo una copia credo che il Comune l’abbia pagata qualcosa come 10000 euro, fuori della portata dei comuni mortali. I visitatori la possono ammirare quando la sala consiliare non è occupata per attività istituzionali, e avendovi accompagnato moltissime persone italiane e straniere, ho visto le espressioni di meraviglia e di ammirazione sui volti di tutti. Tuttavia quello è un capolavoro unico; non può essere un modello per la tipografia di oggi.
                            è bello, bellissimo, esaminare le pubblicazioni antiche, moderne e contemporanee; si impara ad apprezzare un’arte che i grandi critici d’arte non considerano nemmeno come oggetti da classificare come “arte”, come d’altra parte trascurano anche le altre arti basate sull’inchiostro, acquaforte, xilografia, litografia, e simili.
                            Vedrai la soddisfazione che avrai via via che aumenta la tua conoscenza teorica e ancor di più di frequentazione nel campo della tipografia.

                            in risposta a: Posizione dei limiti negli integrali #110164
                            OldClaudio
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                              Ho già incontrato questo bug; una pezza si può mettere aggiungendo prima del limite inferiore un arretramanto matematico di 9mu, così`\int_{-\mkern9mu 0}^{1}…`.
                              Ho contattato il LuaTeX Team; loro stanno già lavornado con una versione 1.0.4 che non presenta questo difetto. Ho contattato il CTAN Team, e mi hanno detto che gli eseguibili li aggiornano di massima una volta all’anno, per cui il prossimo aggiornamto avrà luogo con TeXLive2017.

                              Nel frattempo il “tacon” che ti ho suggerito risolve il problema; se poi vuoi accotare di più, cambia quel [tt]9mu[/tt] in qualcosa di più grande, per esempio [tt]12mu[/tt]. Prova con diversi valori, perché il vlaore migliore dipende dal font matematico usato.

                              Nota che attualmente il problema è di Lua(La)TeX, perché con XeLaTeX e gli stessi font OpenType il problema non si manifesta.

                              in risposta a: Simbolo del pianeta Saturno e \omega minuscolo #110082
                              OldClaudio
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                                Intanto la riga`\let\omega\mathomega% Ripristina omega matematica con l'alias` va messa DOPO `\usepackage[arabic,greek,english,main=italian,french,german]{babel}`

                                Probabilmente il pacchetto textalpha diventa inutile.

                                Se ancora non funziona rimandami il preambolo; ma sono quasi sicuro che basti questo per eliminare il rpoblema. Infatti se hai capito il mio EMC, prima di caricare babel salvi il significato di \omega in un’altra macro, poi chiami babele con la lingua araba scritta prima delle lingua greca, in questo modo l’arabo distrugge le definizioni di \omega e \textomega, ma greek caricto dopo arabic ristabilisce \textomega. giocando di nuovo con il comando \let dopo aver caricato el lingie, si ripara il danno eseguito da arabic so \omega.

                                Mettendo i due \let di seguito come hai fatto tu, non si combina niente.

                                in risposta a: Simbolo del pianeta Saturno e \omega minuscolo #110080
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Contrordine!

                                  Grazie a Günter Milde, il curatore del modulo di babel per il greco si è trovata questa soluzione per far convivere nello stesso file sia il greco sia l’arabo:`% !TEX TS-program = pdflatex
                                  % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                                  \documentclass[11pt,a4paper,twoside]{book}
                                  \usepackage[utf8]{inputenc}

                                  \let\mathomega\omega% salva un alias per omega in matematica
                                  \usepackage[arabic,% <--- ecco la causa! Basta spostare questa opzione prima di greek. greek,english,main=italian,french,german]{babel} \usepackage[T1]{fontenc} \let\omega\mathomega% Ripristina omega matematica con l'alias \usepackage{lmodern} \usepackage{amsmath} \usepackage{amssymb} \begin{document} colle frottole del \ensuregreek{\itshape Σωρείτης} -- \foreignlanguage{greek}{\itshape Σωρείτης} \ensuregreek{Πάντα χρήματα ην ομού: είτα νούς ελθών αυτά διεκόσμησεν: παρά και νοις έπεκλήθη} \foreignlanguage{greek}{Πάντα χρήματα ην ομού: είτα νούς ελθών αυτά διεκόσμησεν: παρά και νοις έπεκλήθη} \[ \mathcal{F}(\omega) = \frac{1}{2\pi\mathrm{j}} \int_{-\infty}^{+\infty} f(t)\mathrm{e}^{-\mathrm{j}\omega t} \mathop{}\!\mathrm{d}t \] \end{document}` Prima di chiamare babel si salva il significato del simbolo matematico \omega in un "alias"; l'"alias" permette di chiamare lo stesso codice con due nomi diversi. Poi babel viene caricato dopo arabic, come opzione a babel; in questo modo arabic fa i danni che sappiamo, ridefinendo \omega e \textomega con cose sue che non c'entrano niente con il greco; greek ripristina almeno il significato testuale della lettera omega ridando il suo significato a \extomega. Infine si ripristina il significato matematico del comando \omega ridandogli il suo significato iniziale, conservato nella macro \mathomega. Il comando \let non è mai descritto nelle guide; solo nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato se ne fa un breve accenno in fondo alla pagina 47.

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