OldClaudio

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  • in risposta a: letter con doppia barra sovrapposta #109130
    OldClaudio
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      Considera allora il codice seguente`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
      % !TEX TS-program = pdflatex

      \documentclass{article}

      %\makeatletter
      \newcommand*\doppiabarra[1]{{%
      \expandafter\let\expandafter\strip\csname strip@pt\endcsname
      % definizioni locali di alcuni registri dimensionali
      \dimendef\B=256\relax \B=0.05em % sporgenza laterale
      \dimendef\X=258\relax \X=1ex % altezza delle minuscole
      \dimendef\S=260\relax \S=0.3ex % distanza delle barre
      \dimendef\T=262\relax \T=0.1ex % spessore delle barre
      \dimendef\p=264\relax \p=1pt % un punto tipografico
      % metti la lettera da barrare nella scatola 0 in modo matematico
      \setbox0=\hbox{#1}%
      \dimen0=\dimexpr\wd0+2\B\relax % larghezza lettera barrata
      \dimen2=\ht0\relax % altezza lettera barrata
      \unitlength=\B % unità di misura grafica
      % la lettera barrata viene composta dentro un ambiente picture
      \edef\tempA{\strip\dimexpr(0.5\X-0.5\S)*\p/\B}%
      \edef\tempB{\strip\dimexpr(0.5\X+0.5\S)*\p/\B}%
      \edef\tempC{\strip\dimexpr\dimen0*\p/\B}%
      \edef\tempD{\strip\dimexpr\dimen2*\p/\B}%
      \picture(\tempC,\tempD)
      \linethickness{\T}
      \put(0,\tempA){\line(1,0){\tempC}}
      \put(0,\tempB){\line(1,0){\tempC}}
      \put(1,0){\box0}
      \endpicture
      }}
      %\makeatother

      \begin{document}

      La lettera \doppiabarra{N} viene composta in modo testo con due barre che la attraversano sull'asse matematico.

      {\Huge
      La lettera \doppiabarra{M} viene composta in modo testo con due barre che la attraversano sull'asse matematico.
      \par}

      \begin{center}
      \doppiabarra{$\theta$} \qquad \doppiabarra{m} \qquad \doppiabarra{M} \qquad \doppiabarra{1} \qquad \doppiabarra{Vercingetorige}

      \end{center}

      \end{document}
      `
      Nell
      argomento di doppia barra puoi metterci quello che vuoi nel corpo che vuoi; vedi gli esempi dell’esempio completo che ti ho messo sopra.

      Le grandezze di tutto quanto sono proporzionate al corpo del font in uso, tuttavia puoi cambiare alcuni valori: commenti ti possono servire; per la spaziatura fra le barre puoi diminuire un pochino, ma non troppo, altrimenti le due barre non si distinguono. Per lo spessore delle barre puoi diminuire un pochino,ma non troppo, altrimenti sullo schermo non si vedono più nei corpi piccoli, mentre a stampa forse si vedono ancora, ma aguzzando gli occhi. Puoi aggiustare anche la sporgenza laterale, se vuoi puoi diminuirla un pochino, ma non portala a zero perché rappresenta l’unità di misura dell’ambiente picture.

      in risposta a: letter con doppia barra sovrapposta #109128
      OldClaudio
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        Avevo capito benissimo quello che volevi fare e ti avevo inviato una soluzione spiccia e poco flessibile.

        Ora il puno è che vuoi le linee orizzontali larghe quanto la lettera che devi barrare; supponga che tu le voglia sempre alla stessa altezza, sia che siano maiuscole sia minuscole; non è chiaro se le devi sempre usare in modo matematico, o anche in modo testo (in modo matematico le lettere sono composte in corsivo matematico, in modo testo sono composte colo font corrente come apparentemente sono i modelli che hai allegato al tuo messaggio. Infine vuoi davvero quelle barre orizzontali così spesse? stanno malissimo e in particolare quella superiore copre la barra orizzontale della theta.
        Vedi quindi che per una soluzione più seria sono necessarie informazioni in più. Se me le dai, mi ci provo; senza queste informazioni resta in vigore la soluzione brutta e spiccia che ti ho inviato prima, ovviamente insoddisfacente, ma…

        in risposta a: letter con doppia barra sovrapposta #109126
        OldClaudio
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          Pas” post=109314Quale tipo di file viene accettato dal sistema?. pdf, rtf, txt. Pas

          Quando passi il mouse sopra il comando Insert file o Aggiungi file, si vede una finestrina gialla dentro al quale sono indicate le estenzioni lecite. Ma il problema sono del dimensioni del file da allegare; quindi o zippi il file, o comunque alleghi solo la pagina interessante del file dtx, non tutto il file; oppure…
          Non so che sistema operativo hai e di quale versione, ma al limite basterebbe un disegnino a mano su carta bianca disegnato in nero, adeguatamente scandito con lo scanner in formato pdf o png, e alleghi quello.

          in risposta a: letter con doppia barra sovrapposta #109124
          OldClaudio
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            L’esempio non si vede.

            in risposta a: Dizionari e controllo ortografico in TeXworks #109114
            OldClaudio
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              Attento: il file it_IT.aff e it_IT.dic NON fanno la verifica grammaticale ma la verifica ortografica. È vero che anche l’ortografia è una parte della grammatica, ma sottolineo la differenza, perché con il word processor Word hai a disposizione entrambi i tipi di verifica, e quella grammaticale, almeno per i miei gusti, va sempre disattivata.
              Il motore di verifica ortografica di TeXworks dovrebbe già essere hunspell; di fatto la verifica viene fatta per l’inglese, quindi il motore è già installato; solo che sotto TeXworks i dizionari, pur essendo gli stessi di Libre|Open Office, non possono essere condivisi, ma devono essere copiati nella cartella giusta. Questa, come ti ho detto, potrebbe essere mascosta nel Navigator del file sistema, ma mi pare di ricordare che fra le opzioni del navigator ci sia ance quella di mostrare le cartelle nascoste.

              Il mio TeXworks su Mac, è una app; comunque se lo apri, clicchi Help e scegli “A short manual for TeXworks”, ti si apre un file html, mediantee con il tuo browser di default, e al paragrafo 4.3 dice come fare per il controllo ortografico (Spell cheching) e lì io leggo:

              On Linux, the dictionaries are usually taken from the folder /usr/share/myspell/dicts—the default path for myspell dictionaries. Note, though, that the maintainer of your TEXworks package may have changed this to reflect the file system layout of your Linux distribution. You can override this default by setting the TW_DICPATH environment variable before running TEXworks.

              Siccome questo Help è epr tutte le piattaforme e questa frase è specifica per le versioni di TeXworks che girano su Linux, direi che dovresti seguire questa strada.

              in risposta a: letter con doppia barra sovrapposta #109122
              OldClaudio
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                Una soluzione spiccia potrebbe essere questa:`]\necommand*{\letterabarrata}[1]{%
                \leavevmode\rlap{#1}\raisebox{0pt}{$=$}\ignorespaces}
                }`Dipende da come usi il comando \lettabarrata e quindi se \ignorespaces serva o non serva. Il rialzo che io ho specificato di 0pt potrebbe essere troppo o troppo poco; in ogni caso il segno = è sull’asse matematico, quindi in termini matematici va bene sia per le maiuscole sia per le minuscole, Ma se trovi che0pt vada bene puoi anche togliere \raisebox{0pt} e lasiare il resto.

                Se invece vuoi poter barrare non una sola lettera, ma una parola, il discorso diventa più delicato e va studiato con attenzione. Questo perché il segno = ha una larghezza fissa e non si adatta alle dimensioni di qualunquue lettera.
                Variante:`\newcommand*{\letterabarrata}[2][0pt]{\leavevmode\rlap{#2}\raisebox{#1}{$=$}\ignorespaces}`I questo modo il primoargometo facoltativo ti permette di specificare un rialzo maggiore o minore di zero caso per caso,lasciando sempre nullo il valore preimpostato.

                in risposta a: Dizionari e controllo ortografico in TeXworks #109110
                OldClaudio
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                  Sul Mac la cartella TeXworks non è nascosta come appare da te da quanto hai scritto.

                  Comunque esegui un search dei file sul tuo disco per vedere dove si trovano il file en_US.aff e en_US.dic per TeXworks e metti i corrispondenti file per l’italiano nella stessa cartella.

                  in risposta a: L’arte di scrivere in latino e in greco con LaTeX #109108
                  OldClaudio
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                    No, Giulio Cesare non l’avrebbe scritta così, ma in latino moderno si può scrivere con in numeri arabi, e magari anche con i numeri romani, contando dalla data convenzionale della nascita di cristo, come quando usiamo le abbreviazioni aC, dC, AD, BC e simili.
                    Giulio Cesare ha solo il merito di avere reso legale la durata dell’anno di 365,25 giorni, che era la durata individuata dagli egizi (evidentemente la sua frequentazione con Cleopatra non aveva solo dato luogo alla nascita di Cesarione, ma aveva anche insegnato a Cesare cose che a Roma erano del tutto ignorate).
                    Gli ebrei per i quali vigeva un calendario luni-solare, avevano inventato un marchingegno complicatissimo per sincronizzare le lunazioni con le annualità e se non vado errato avevano stabilito la durata dell’anno tropico con la precisione di un terzo di secondo gia nel primo o nel secondo secolo dC.
                    La cristianità ha dovuto aspettare il XVI secolo per accorgersi che il calendario giuliano aveva accumulato 11 giorni di ritardo e inventarono il calendario gregoriano, ma alla Santa Sede, dove la li io sarei già contento sengua latina è ufficiale, scrivono le date gregoriane, non giuliane, e nemmeno ab urbe condita.
                    Ne abbiamo già parlato, e il tuo lavoro non è caduto nel dimenticatoio, ma eravamo alla ricerca, entrambi, di una data certa, non una data convenzionale, per la fondazione di Roma; il 21 aprile 753 aC è una delle date, ma non è l’unica che gira fra gli storici; io sarei già contento se si riuscisse ad usare una data convenzionale, lasciando all’utente la possibilità all’utente di stabilirne una diversa.
                    Grazie della tua precisazione e di quello che hai fatto per l’algoritmo della data ab urbe condita.

                    in risposta a: L’arte di scrivere in latino e in greco con LaTeX #109106
                    OldClaudio
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                      Te lo dico da utente, non da guru come potrebbe fare Enrico.
                      Il suo codice interno è scritto quasi tutto in L3, quindi per me indecifrabile. Molte parti di LuaTeX, il vero motore che interpreta il linguaggio LaTeX, contiene molte parti scritte in Lua, quasi altrettanto indecifrabile per me.

                      Tuttavia ci sarà ben un motivo epr il quale l’aggiornamento di Xelatex è sostanzialmente terminato, mentre Lua ha un grosso team che ci lavora sopra, incluso il nostro Luigi Scarso.

                      Ma se tu da iscritto a GuiT, scaricassi gli articoli di ArsTeXnica, troveresti che già ora molti articoli riguardano Lua.
                      Io stolavornado sulla sillabazione del latino liturgico, insieme ad un gruppo di altre persone straniere. ci scambiamo file; ma il grosso è creare i file di pattern e collaudarli su elenchi di parole lunghissimi; io mi occupo dei pattern, loso si occupano dei collaudi e dell’arricchimento dell parle critiche. Posso fare i collaudi in “no time” con lualatex, che è in grado di caricarsi i pattern in tempo reale, e non richiede di incorporarli nel formato. In questo modo ho risparmiato ore di lavoro.

                      OK, questa non è un’attività per il tuo lettore tipo.

                      Avrai forse notato che recentemente appaiono sul forum domande a proposito della creazione di file PDF per le tesi che soddisfino le norme PDF/A (ISO19005:2005, ISO1905:2011, ISO1905:2012, eccetera) con pdfLaTeX bisogna ricorrere a trucchi per ottenere il risultato, con XeLaTeX si deve evitare di creare un file PDF compresso; con LuaLaTeX non ci sono problemi. E siccome molti tuoi lettori possono essere studenti di quelle università che chiedono la tesi in formato elettronico archiviabile secondo le norme, è bene che sappiano che con pdfLaTeX devono escogitare dei trucchi se scrivono in matematica (i trucchi, per la verità sono già implementati nella classe TOPtesi, ma ad certi studenti magari, vengono imposti formati o stili diversi). Forse varrebe la pena che studiassi anche tu questo problema dell’archiviabilità, almeno quanto basta per mettere un altro capitolo nella parte delle Specialità — naturalmente sempre pensando al tuo lettore tipo. Leggiti l’apposito capitolo nella Guida GuIT; ti renderai conto della delicatezza del problema e dell’imbarazzo in cui si trovano i laureandi senza avere indicazioni di sorta, che ovviamente le segreterie delle università non sono in grado di dare (la solita burocrazia che pretende dal cittadino, ma non gli dice come fare).

                      In più: XeLaTeX non produce direttamente il file PDF, ma i sul formato nativo è una specie è una specie di DVI esteso in modo da poter gestire caratteri unicode; per questo motivo bisogna riconfigurare il motore di trasformazione dvipdfm, precisamente, xdvipdfmx, in modo che non comprima i file; risultato filePDF che hanno ingombri in byte circa 10 volte superirore a quelli che si avrebbero con la solita compressione di default.

                      Poi sappiamo tutti che non gestisce microtype come si deve.

                      Un utente “normale” può far compilare un file predisposto per XeLaTeX senza cambiare una virgola dandolo in pasto a LuaLaTeX; quello che può notare è che la velocità di complazione è leggermente inferire a quella di XeLaTeX; con un piccolo file la noti, perché invece di compilare in, diciamo tre secondi, compila in 8 secondi; ma con un file grande compe potrebbe essere quello di LaTeXpedia, il tempo di compilazione passerebbe da, diciamo 15 secondi a 18 secondi, quindi in pratica non te ne accorgi.

                      Certo, poi, se vuoi usare Lua, devi studiarlo, ma se devi solo comporre un testo di filologia romanza, non devi fare assolutamente nulla di speciale.

                      Ovviamente le impostazioni iniziali per i font e per le lingue sono diverse da quelle di pdfLaTeX, come hai descritto nell’articolo sul latino e il greco, ma c’è solo quello di diverso e solo rispetto a pdfLaTeX; se hai testato quel codice con un file di prova e lo compilavi con XeLaTeX, prova a compilarlo con LuaLaTeX (e con TeXShop sai che la cosa è particolarmente semplice) e vedrai che la composizione va alla fine e il risultato è quasi identico — quasi perché LuaLaTeX con microtype usa anche l’espansino,mentre XeLaTeX non lo fa.; ma le differenze le devi andare a cercare con molta pazienza e cn la lente di ingrandimento.

                      Il vero problema che non dipende né dal programma di compilazione, né dalla piattaforma è la tastiera quando devi scrivere direttamente in greco o in crillico, o in ebraico, o in giapponese. Io ce la faccio usando col Mac la tastiera virtuale, ma non è comodo finché (almeno con il greco) non hai imparato a memoria le sequenze di tasti da usare. Ma questo non dipende né da pdfLaTeX, né da XeLaTeX, né da LuaLaTeX.

                      in risposta a: Marche prosodiche: aiuto! #109098
                      OldClaudio
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                        Quel codice è esattamente quello che latin.ldf contiene alle righe 120-125.
                        C’erano anche nella versione del 2008.

                        in risposta a: Marche prosodiche: aiuto! #109095
                        OldClaudio
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                          Il fatto che la tua versione di latin.ldf sia del 2008 è un brutto segno; certo con l’ultima versione di latin.ldf e con MacTeX2016 il tutto funziona come previsto. Non ho la possibilità di vedere che cosa succede con le versioni obsolete del modulo per il laitno e del programma di composizione.

                          A parte ti mando un file di presentazione; vi ho configurato babel per usare il greco e per usare il latino con le marche prosodiche e in fondo, vicino a \end{document} ci sono le mie verifiche. A me funzionano benissimo; come vedrai manca \ProsodicMarksOff alla fine dell’ambiente otherlanguage latin perché l’impostazione delle marche è locale all’ambiente; non è sbagliato metterlo, ma è inutile.

                          in risposta a: L’arte di scrivere in latino e in greco con LaTeX #109103
                          OldClaudio
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                            È quello che stavo per scriverti: \grtoday è definito solo da teubner.

                            in risposta a: tabella #109078
                            OldClaudio
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                              Sì, un sistema molto più semplice, quello di elencare anche greek (con eventuali modificatori se devi scrivere in grecomoderno politonico o in greco antico) come puoi leggere nella documentazione dando in un terminale il comando texdoc babel-greek. In fondo sono anche inidcati altri pacchetti come per esempio textalpha, per poter scrivere in greco anche senza tutto l’armamentario di babel. Ma sicuramente come hai fatto tu, definendo il comando \textgreek, non vai molto lontano, anche se magari funzionicchia. Certamente puoi ottenere qualcosa senza accenti e/o con uno spazio al posto del circonflesso con i font di default, ma se, per esempio, usassi i times, o qualche altro font, otterresti un bell’errore.

                              Davvero, anche senza caricare la lingua greca a babel puoi scrivere in greco con i mezzi descritti nei pacchetti descritti nella documentazione. poi volendo c’è anche il pacchettino begingreek che ti permette anche di scegliere altri font greci diversi da quelli di default.

                              in risposta a: Articoli “L’arte di… con LaTeX”: nuova edizione #109018
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Certo che per scrivere τέχνη anche polutonikogreek va bene, ma per scrivere una riga di testo che richieda una cesura in fin di riga la sillabazione viene eseguita con le regole del greco moderno politonico, non con quelle del greco antico.
                                Quindi lascia che polutonikogreek rimanga per compatibilità con l’impostazione assegnata circa 18 anni fa al modulo per il greco di babel, cosi da poter ricompilare i vecchi documenti; ma oggi le varietà di greco si risolvono con gli attributi o, meglio ancora, con i modificatori. Gli attributi ci sono da circa 15 anni, i modificatori solo da tre o quattro anni, ma se continui con la versione MacTeX2013 non te ne puoi accorgere. Se è per quello puoi anche specificare la lingua principale fra le opzioni della chiamata a babel con un ordine qualsiasi, prefissando la lingua principale con [tt]main=[/tt], per esempio`\usepackage[main=italian,english, german, greek.ancient]{babel}`così che la lettura del codice sia anche più chiara e non si affidi al principio che i primi saranno gli ultimi, cioè che la lingua principale sia l’ultima elencata.
                                E questo non richiede nulla di più all’utente rispetto a quella vecchia impostazione obsoleta da almeno 15 anni.

                                in risposta a: tabella #109076
                                OldClaudio
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                                  Mi spieghi perché specifichi solo la lingua inglese a babel (il che non sarebbe necessario, perché l’inglese è la lingua di default) e poi specifichi la codifica LGR per il greco e definisci l’ambiente per scrivere in greco?

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 3,226 al 3,240 (di 11,286 totali)

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