OldClaudio

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  • in risposta a: calctab #108402
    OldClaudio
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      Io, invece, non carico mai tanti pacchetti; quando arrivo a 15 mi pare di esagerare. In compenso ho avuto conflitti che con altr classi non ho mai acuto.
      Con le classi che genero io i conflitti eventuali li risolvo durante il collaudo della classe, ma questo, evidentemente, è un discorso diverso.

      in risposta a: didascalie di immagini come se fossero tabelle. Possibile? #109033
      OldClaudio
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        No, ti basta inserie la figura della tabella dentro un ambiente table e ti basta usare il solito comando \caption.

        Ricorda che \includegraphics può essere usato dove ti pare, non è obbligatorio inserirlo solo dentro l’ambiente figure.

        in risposta a: Problema con la bibliografia #109009
        OldClaudio
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          Non mi hai offeso affatto; semplicemente quanto avevi scritto non permetteva di replicare l’errore; cert da te funziona perché hai tutti i file che servono.

          Mi pare dunque di capire che non sai che cosa vuol dire eseguire biber sul file principale. Questa è la ragione epr la quale ottine il risultato indesiderato.

          Visto che sei su un Mac, suppongo che tu usi TeXShop; spero che nelle preferenze tu abbia configurato TeXShop perché usi il programma biber per compilare il file bibliografico. Di default è impostato il programma bibtex.

          Allora quello che non ti è chiaro si risolve con questo:
          1) dopo aver compilato almeno una volta il tuo main file con pdflatex, vai nella finestrella accanto a Typeset, in alto a sinistra nelle fineitra del file .tex, e clicca scegliendo bibtex (il che non significa di eseguire bitex, ma singifica compilare la bibliografia; volendo potresti aggiungere ai tui motori di elaborazione anche un’entry per biber, ma non è così importante)
          2) Ora nella finestrella non cè più scritto LaTeX, ma BibTeX; clicca su Typeset.
          3) Nella cartella dove c’è il tuo mainfile ora c’è anche un file che si chiama come il mainfile e ha estensione .bbl
          4) ritorna sula finestrella e rimetti come morore LaTeX.
          5) evidentemente hai già inserito \printbibliography nel punto che ti ho detto nel precedente messaggio.
          6) ri-clicca Tipeset due o tre volte, ricompilando due o tre volte.
          7) Ecco la bibliografia stampata e i riferimenti e le citazioni giuste.

          in risposta a: Articoli “L’arte di… con LaTeX”: nuova edizione #109013
          OldClaudio
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            Può darsi che a te non dispiaccia la versione completa, na specie di ritorno all’Arte del 2012.

            Ma a me dispiace come hai scritto l’articolo Greco.pdf che rispecchia più o meno quello che era scritto nell’Arte del 2012, cioè è vecchio e obsoleto; non tutto, si intende, ma le parti essenziali sono sbagliate 🙁

            Sono almeno due anni, forse tre, che l’interfaccia babel per il greco è completamente rinnovata; in particolare
            1) la lingua polutonikogreek è ancora sostenuta, ma è deprecata;
            2) babel ora dispone die modificatori epr le lingue; vedi punto 4);
            3) le versioni del greco sono tre: moderno monotonico, moderno politonico, e antico;
            4) la varietà da usare si specifica con il modificatore; di default si usa il monotonico; altrimenti bisogna specificare greek.polutoniko oppure greek.ancient;
            5) Le tre varietà differiscono sia nelle parole fisse, sia nella sillabazione;
            6) i caratteri accentati si specificano con le macro (tranne per la iota sottoscritta) per esempio \>’a| per ottenere ᾄ;
            7) Le macro per gli accenti sono specialmente importanti per mantenere il significato del carattere attivo ~ per lo spazio inseparabile, ma anche per accedere direttamente ai glifi con diacritici che mantengono le giuste crenature che si perodno con il processo precedente delle legature.
            8) per il momento la sillabazione funziona solo con la trascrizione in lettere latine e con le legature; i greci non stanno collaborando all’aggiornamento dei pattern di sillabazione per pdflatex, e quindi questa funziona ancora solo con il vecchi metodo delle legature; ho già predisposto i file di sillabazione con l’accesso diretto ai glifi con diacritici consentito con le macro per gli accenti, ma i greci non le collaudano e non c’è verso di smuoverli, non perché non vogliano (si sono offerti loro di farlo) ma perché hanno altro da fare.

            Con XeLaTeX non ci sono problemi a comporre nei tre modi diversi mono, poly e ancient, ma solo uno alla volta. Il file gloss-greek per polyglossia, l’equivalente del modulo greek per babel,funziona solo con XeLaTeX, non con LuaLaTeX.

            Con LuaLaTeX il curatore del file gloss-greek carica solo il monotonico, certo il più utile per i greci, ma non serve per quegli ambienti greci moderni che usano ancora la versione politonica, e non funziona per i linguistiche trattano di greco antico; Il curatore di gloss-greek non ha nessuna intenzione di adattare quel modulo per l’uso con LuaLaTeX perché, dice, quelli di LuaLaTeX l’hanno presi a pesci in faccia e quindi con LuaLaTeX lui ha chiuso. Io saprei come fare per modificare gloss-greek perché funzioni anche con LuaLaTeX, ma non lo faccio sia per non prevaricare il curatore, sia perché io, invece, sono già stato trattato a pesci in faccia dal coordinatore del gruppo tex-hyphen; siccome polyglossia è gestito dallo stesso coordinatore del grppo di lavoro tex-hyphen, non ho nessuna possibilità di superare la rigidezza di quel coordinatore.

            Come vedi, il mondo di TeX non è tutto rose e fiori. Tuttaviaanche con i mezzi attualmente presenti in rete da alcni anni, tutti accessibili per la documentazione con texdoc babel-greek | textalpha | alphabeta, eccetera. quell’articolo Greek.pdf è diventato assolutamente obsoleto.

            in risposta a: Problema con la bibliografia #109007
            OldClaudio
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              Scusa, ma da quanto scrivi io capisco le cose seguenti.
              1) non hai letto la documentazione di biber
              2) non hai letto la documentazione abbastanza ben fatta che si trova nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX, liberamente scaricabile dal link presente nella sezione Documentazione di questo sito; oppure la guida LaTeX per l’impaziente, scaricabile in modo analogo.
              3) non dici se hai esegui il programma biber dopo la prima compilazione del sorgente .tex
              4) non accludi nemmeno la parte di file .bib che contiene i dati di quel riferimento, quindi nessuno che abbia voglia di aiutarti può eseguire il tuo codice.
              5) Il tuo codice contiene diversi errori, ma snza la possibilità di eseguirlo, non ha nemmeno senso indicarteli e dirti che cosa c’è che non va. Sicuramente [tt]\section*{Bibliografy}[/tt] contiene un errore di spelling (-> Bibliography), ma non serve di sicuro a stamparti al bibliografia; per questo scopo occorre il comando [tt]\printbibliography[/tt] Ma se vui che la bibliografia ti comapia come una sezione, e non come un capitolo, richiede altre opzioni di configurazione nell’invocazione del pacchetto biber e/o nel comando [tt]\printbibliography[/tt]

              Quello che posso dirti è: prepara un esempio minimo compilabile formato come in questo modello:`\begin{filecontents*}
              % almeno il record della citazione che ti dà problemi
              …
              \end{filecontents*}
              \documentclass[opzioni]{classe}
              % Impostazioni del preambolo con i pacchetti strettamente necessari
              …
              \begin{document}
              …
              … \cite{…}
              …
              \end{document}`
              Chi ti può e vuole aiutare non deve fare altro che copia-incollare quanto contenuto nel tuo riquadro di codice, incollarlo in una finestra del proprio editor, salvare con un nome qualsiasi, compilare e vedere il risultato.

              in risposta a: Larghezza colonna delle citazioni con \begin{quoting} #109005
              OldClaudio
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                carpelle” post=109200Buoni i suggerimenti ma non funziona con qualsiasi valore … 1ex … 2ex … 20ex … etc.
                Esistono alternative in grado di funzionare.
                Chiedo ulteriore aiuto.
                Carpelle

                Bugia… 😀

                Se leggessi la documentazione di quoting, come ho fatto io e come ha fatto Lorenzo, in pochi secondi troveresti al soluzione da solo. Guarda questo ulteriore esempio, dove 5ex è il margine di default e dove l’opportuna opzione a ciascun ambiente specifica un margine sinistro diverso.`\documentclass[12pt]{book}
                \usepackage{lipsum}
                \usepackage[font=small,leftmargin=5ex]{quoting} % al posto di “10ex” mettici quello che vuoi
                \begin{document}
                \lipsum[2]
                \begin{quoting}
                \lipsum[2]
                \end{quoting}
                \lipsum[2]
                \begin{quoting}[leftmargin=20ex]
                \lipsum[2]
                \end{quoting}
                \lipsum[2]
                \begin{quoting}[leftmargin=1ex]
                \lipsum[2]
                \end{quoting}

                \end{document}`

                Ma c’è un punto che va sottolineato; LaTeX non è un word processor, questo è scontato; ma LaTeX è un mark up per produrre documenti tipograficamente corretti; in tipografia lo stile delle citazioni è uniforme, non cambia da citazione a citazione; quindi anche se il pacchetto quoting permette di attribuire un diverso margine a ciascuna citazione, questa non è un buona pratica tipografica.

                Adesso che lo sai, tocca a te decidere se seguire la buona prassi tipografica o se fare come preferisci tu.

                in risposta a: Larghezza colonna delle citazioni con \begin{quoting} #109003
                OldClaudio
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                  carpelle” post=109198Ho inserito correttamente
                  \usepackage[font=small,leftmargin=10ex]{quoting}
                  ho modiìficato a più riprese il valore 10ex
                  senza risultato.

                  Cosa fare ??
                  Mio \documentclass[…]{book}
                  Attendo cortese riscontro.
                  Carpelle

                  Questo codice`\documentclass[12pt]{book}
                  \usepackage{lipsum}
                  \usepackage[font=small,leftmargin=5ex]{quoting} % al posto di “10ex” mettici quello che vuoi
                  \begin{document}
                  \lipsum[2]
                  \begin{quoting}
                  \lipsum[2]
                  \end{quoting}
                  \lipsum[2]
                  \end{document}`con la classe book e 5ex al posto di 10ex funziona come ci si aspetta.

                  Scusami questa iccola osservazione fuori tema,ma mi permetterei di suggeirti di evitare il burocatese (“Attendo cortese riscontro”). \LaTeX serve per comporre bei documenti scritti bene; il burocratese è un gergo professionale che l’Accademia della Crusca ammette come varietà di italiano, ma lo considera di basso livello 🙁

                  in risposta a: verifica conformità PDF/A con il programma ‘veraPDF’ #108993
                  OldClaudio
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                    Io sono altrettanto ignorante, ma il problema è Java.
                    Io non ho questo problema, forse perché ho una RAM di 16GiB.

                    Non saprei come aiutarti, ma Luigi Scarso lo sa, prova a rivolgerti a lui; se non hai la sua mail, la trovi certamente negli articoli che ha scritto su ArsTeXnica.

                    in risposta a: verifica conformità PDF/A con il programma ‘veraPDF’ #108991
                    OldClaudio
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                      Ho copiato il tuo codice senza toccare una virgola; l’ho compilato e VeraPDF mi dice che passa le specifiche PDF/A-1b.

                      L’ho verificato anche con Preflight di Adobe Acrobat XI e anche questo programma mi dà esito positivo.

                      Non so che cosa ci sia che non vada da te. Io uso un Mac con sistema operativo Sierra; tu cosa usi?

                      in risposta a: Titolo e Sottotitolo del Frontespizio #108977
                      OldClaudio
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                        Il problema è che non stai usando un logo adatto a fare da sfondo.

                        Tu lascia stare le impostazioni del pacchetto frontespizio che stai usando, ma elabora il logo con un programma di foto ritocco.
                        Se non ne disponi di nessuno, usa GIMP, libero e gratuito (GIMP: GNU Image Manipulation Program); apri il file e lavorando cona la funione levels, schiarisci l’immagini quanto basta, in modo che la parte nera diventi grigio abbastanza chiara. Dopo il titolo e il sotto tiitolo (strano mettere il nome come sottotitolo) staranno benissimo sopra lo sfondo e non sarà più di intralcio; ovviamente se unsi il comando \Filigrana, ci pensa quel comando a metterlo come sfondo, ma deve essere grigio chiaro; se fosse a colori, invece che in bianco e nero. il procedimento di schiarimento sarebbe lo stesso, ma il risultato non sarebbe il grigio chiaro, ma con tutti i colori sbiaditi.

                        in risposta a: TeXShop: selezione automatica motore bibliografico #108965
                        OldClaudio
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                          Spelling per la scelta del dizionario di sillabazione; certo ora con le ultime versioni di TeXShop, la selezione tramite spelling cancellerebbe tutta la capacità che ha TeXShop di usare il dizionario più adatto, cosa che secondo me sa fare piuttosto bene. Io non ho mai usato spelling, ma credo che sia utile per file che devono andare anche ad altre persone che non usano TeXStudio, magari TeXworks o TeXstudio.

                          in risposta a: Differenze tra \bm e \boldsymbol #108960
                          OldClaudio
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                            Ragazzi, il pacchetto bm che definisce il comando \bm differisce dal comando \boldsymbol sotto aspetti che hanno a che fare con gli “inner workings” del modulo di composizione della matematica dei vari compilatori.

                            tex-the program e pdftex-the program, e quindi pdflatex il compilatore, hanno un limite di 16 gruppi matematici (che a livello di comandi nativi sono chimati math families. La matematica OpenType usata da xelatex e lualatex non ha questo limite, e già questo sarebbe un buon motivo per usare solo lualatex. Tuttavia L’Arte parla solo di pdflatex, e quindi il problema dei 16 gruppi matematici si sente, eccome; a voi forse non è mai capitato di suerare questo limite ma a me sì.

                            In sostanza \bm fa in modo che si possano usare simultanemante i segni medi e i segni neri duplicando i gruppi matematici in mdo da usare contemporaneamente gli uni e gli altri; se però quelche font matematico inconsueto viene usato, e non è stata definita anche la sua versione bold, non mette in nero l’argomento di \bm quando quel font è di default.

                            Questo modo di procedere rende la compilazione più spedita, rispetto a quello che fa \boldsymbol; questo sostanzialmente apre una scatola (e il mode torna ad essere textmode, specifica la bold version con l’appostio comando che si può usare solo prima di entrare in modo matematico; entra in modo matematic e compone con il font nero l’argomento di \boldsymbol[ chuede la matematica e poi chiude la scatola, ripristinando tutti i parametri che erano stati inviati allo stack all’inizio del comando. Tutto questo rende il lavoro più lento.

                            Quando sono stati scritti i pacchetti amsmath e bm, non esistevano né xetex né luatex; quindi esisteva il limite dei 16 gruppi matematici; negli anni ’90 i calcolatori erano relativamente più veloci di quelli con cui Knuth aveva cominciato a sviluppare il sistema TeX, ma il tempo di esecuzione era decisamente un problema serio. Oggi questi problemi non ci sono più, tanto che il linguaggio L3( in fase di sviluppo) non se ne preoccupa più.

                            Allora oggi il problema della velocità non dovrebbe più preoccupare e usare \boldsymbol invece di \bm vuol dire allungare solo il tempo di digitazione del file sorgente, ma in fondo si tratta solo di qualche tasto in più di tanto in tanto.

                            Io in passato ho sempre preferito usare \bm; comodo anche per la digitazione e non ho mai avuto problemi di nessun genere; da quando mi sono scontrato con il famoso numero 16, ho smesso e sono tornato a \boldsymbol. Ora che posso usare lualatex non mi preoccupo nemmeno più di queste cose perché la matematica OpenType richiede un solo font matematico per tutto quanto: chiaro, medio, nero, eccetera; lettere, simboli, operatori, eccetera.

                            Come ho scritto in altri messaggi; ora uso pdflatex o lualatex a seconda delle necessità; pdflatex per documenti semplici e lualatex per documenti complessi.

                            E L’Arte? Lorenzo indichi proprio quello che vuole, tanto la velocità non è un problema e i font usati sono gli stessi,se esistono e sono stati impostati correttamente i math-alphabet e i math-symbol.

                            Se poi classicthesis mette qualche paletto perché carica dei font magari incompleti, o senza la corrispondente versione matematica accessibile al pacchetto bm, vada pure avanti con \boldsymbol. ma si ricordi sempre che classicthesis produce un risultato grafico ottimo, ma a spese di un codice mal documentato e senza preoccuparsi troppo della tempistica con cui caricare i pacchetti. Siccome mi sono stufato di cercare di decifrane il codice di classicthesis, non so nemmeno se caricando hyperref, lo fa senza opzioni e differito fino a \begin{document}, o meglio a EndPreamble, in modo da non impedirne l’uso da parte dell’utente.

                            In sostanza, questo è come la vedo io, senza mitizzare questo o quel pacchetto, ma smitizzando classicthesis come ormai dovrebbe essere chiaro visto che sono anni che lo sto facendo.

                            in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX: nuova edizione #108802
                            OldClaudio
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                              … e infatti hai fatto bene a descrivere solo pdflatex.

                              in risposta a: TeXShop: selezione automatica motore bibliografico #108963
                              OldClaudio
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                                Si, bravo @Little!

                                Sono contento che tu ti sia cimentato in questa scrittura di un applescript in grado di estendere le funzionalità di TeXShop.
                                Il tuo proposito di dimostrare la fattibilità, secondo me è perfettamente riuscito. Sarà forse possibile scriverlo meglio, ma ha una funzione particolare che forse non è così esplicita. Quella di scrivere correttamente la riga magica in modo da evitare gli errori che spesso si commettono digitando queste delicate frasi speciali.

                                Qualche anno fa qulcuno dei nostri frequentatori aveva predisposto uno script con interfaccia grafica adatto a TeXworks, che consentiva di inserire direttamente ogni riga magica senza errori di battitura e con la sintassi speciale di diversi shell editor, in particolare di TeXShop che è un po’ esigente in merito allo spellng delle righe magiche; TeXworks e TeXstudio sembrano essere maggiormente di “bocca buona”.

                                Ma sempre restando nel campo di TeXShop, perché non cercare allora di creare un applescript e un engine che, selezionato nella finestrella accanto a Typeset, apra questa finestrella di interfaccia grafica così che l’utente possa scegliere le righe magiche con dei semplici click su delle check box, e con un click finale su un bottone inserisca le righe magiche? Mi dirai: a che cosa serve visto che ci sono già le voci da cliccare nel menù Macros? Serve perché attualmente nel menù Macros, si possono scegliere solo la codifica, il compositore e il root file, ma TeXShop comprende anche altre righe magiche che non sono presenti in quel menù.

                                La cosa inviata a Koch potrebbe entrare, eventualmente modificata, nella dotazione normale di TeXShop, ma solo Koch lo può fare.

                                in risposta a: [RISOLTO] Voci dei \part in inglese #108876
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Caro Roversi,
                                  no sei un bamba, come dici tu; sei semplicemente distratto, come succede a tutti.

                                  1) non leggi il file .log –capisco; non è una lettura divertente, ma vi avresti torvatola soluzione al tuo problema perché avresti trovato il Warning specifico che non avendo trovato il file itealia.ldf, avrebbe usato l’inglese.

                                  2) non leggi nemmeno i messaggi sul forum, nei quali si dice che bisogna usare una installazione completa, e non una installazione di base o, comunque, incompleta.

                                  3) nelle guide liberamente scaricabili dal sito Documentazione di questo forum, c’è scritto esplicitamente che installando una qualunque distribuzione del sistema TeX bisogna subito verificare se le impostazioni per l’italiano sono presenti, altrimenti bisogna configurare la propria installazione in modo che gestisca anche l’italiano.

                                  4) La documentazione, in particolare la GuidaGuIT, dice espressamente che l’installazione di TeXLive eseguita da CTAN o da uno dei sui mirror, è già predisposta per gestire tutte le lingue che il sistema TeX riconosce, e sono una ottantina. Invece la versione di TeXLive installata con i package manager dei sistemi Linux conformi ai dettami del consorzio Debian, nella versione base gestiscono solo l’inglese, quindi bisogna istallare anche con quegli installatori i moduli aggiuntivi per poter accedere alle altre lingue.

                                  4bis) per i motivi detti alla fine del punto 4, qui sul forum sostanzialmente si sconsiglia di usare TeXLive/Debian e di installare anche sulle macchine Linux suddette TeXLive/CTAN seguendo le istruzioni contenute nel documento texlive-YEAR-ubuntu.pdf scaricabile dalla rete.

                                  Pensa a quanto tempo hai perso per queste distrazioni 😉

                                  Non prendertela, ma trai e segui gli utili insegnamenti che questo episodio ti ha dato.
                                  Tutti in un modo o nell’altro siamo stati dei “bamba”; tutti abbiamo fatto le nostre stupidaggini; l’importante è non ripeterle (se ci si riesce…)

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 3,241 al 3,255 (di 11,286 totali)

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