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E allora se hai letto quella sezione, come hai fatto a scrivere questo tuo codice?`\newtheorem{definition}{Definizione}[section]
\newtheorem{thm}[definition]{Teorema}[section]
`
in quella sezione c’è scritto che le due sintassi possibili sono:`
\newtheorem{⟨nome dell’enunciato⟩}{⟨titolo⟩}[⟨sezione⟩]
\newtheorem{⟨nome dell’enunciato⟩}[⟨numerato come⟩]{⟨titolo⟩}`
dove gli argomenti racchiusi fra graffe o fra quadre sono indicati con nomi espliciti; nessuna delle due possibili sintassi prevede fue argomenti racchiusi fra quadre.
Quando ti raccomando di leggere con attenzione capendo quel che leggi, intendo raccomandarti, appunto, di non fare questi errori di distrazione grave.
Ogni linguaggio di programmazione, e LaTeX è un linguaggio di programmazione, ha i suoi limiti, nel senso che non auto corregge gli errori di chi scrive il programma ed esegue esattamente quello che il programmatore gli dice di fare; e se questo “ordine di fare” è sbagliato, il programma sbaglia.Scrivendo testo normale si capisce lo stesso se si scrive “squola” invece di “scuola”, o “Km” al posto di “km” (in entrambi i casi il primo esempio è ovviamante errato, anche se “squola” è rarissimo, mentre “Km” è frequentissimo); ma il linguaggio di programmazione vuole solo le sue parole ortograficamente corrette e usate con la sintassi specifica di quel linguaggio.
Ecco perché ci vuole maggiore attenzione..
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Si, ora funziona tutto, ma tu hai dimostrato di non avere letto l’Arte, che dici di avere scaricato. Il paragrafo 5.10 nella pagina 86 contiene tutte le risposte alle tue domande. Evidentemente non sei arrivato a leggere fino a pagina 86.
Non hai nemmeno scoperto che esistono sia l’indice generale, sia l’indice analitico. Nelle pagine VI e VII, dove si sviluppa l’indice generale molto dettagliato relativo al capitolo sulla matematica, viene usata la parola “Enunciati” che in matematica raccogli ogni affermazione, dai teoremi, ai lemmi, ai postulati, ai corollari, alle definizioni, eccetera.
Scusa se te lo dico, ma devi davvero leggere attentamente la guida, non ti basta averla scaricata; devi leggerla con attenzione perché lì c’è quasi tutto, comprese queste cose di base.
Ripeto, non te la prendere se ti faccio questo appunto; ci siamo passati tutti attraverso le prime difficoltà quindi sappiamo bene com’è la questione. Ma ora finalmente da diversi anni ci sono le guide in italiano e sono fatte molto bene; la guida che ti ho suggerito è la migliore che io abbia mai visto per i neofiti; ce ne sarebbe un’altra; ma nella prefazione si dice chiaramante che prima di usarla bisogna aver studiato e imparato bene quello che c’è scritto nell’Arte.
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Benvenuto nel forum.
I tuoi ricordi del DOS ricordano me stesso quando trenta anni fa usavo LaTeX su una macchina DOS, che, udite, udite, aveva ben 2MiB di RAM. Eppure ci facevo tutto.
D’accordo, oggi tutto è diventato molto più comodo, ma smanetto ancora con la finestra comandi quando mi capita una macchina Windows sotto le mani; in ogni caso con LaTeX capita spesso di usare la finestra comandi, chiamata ora prompt dei comandi o per i vecchi utenti la finestra DOS. Ora ho un Mac, ma smanetto quanto occorre nella finestra comandi. Gli utenti Linux sono poi dei grandi smanettatori nella finestra comandi; ci si fanno cose che con l’interfaccia grafica non si possono fare.Venendo al tuo punto, nella descrizione che hai fatto della successione di operazioni, mi pare che manchi un punto essenziale: la compilazione.
Ripepiloghiamo: Texmaker è un ottimo editor “LaTeX friendly” fatto apposta per lavorare con LaTeX. Personalmente preferisco suo cugino TeXstudio, ma la differenza non è grande, quest’ultimo ha qualche funzionalità in più del cugino maggiore (maggiore perché è il più anziano, ma minore come prestazioni, secondo il mio giudizio personale). Il punto è che Texmaker, TeXstudio, TeXShop, TeXworks, Winedt, emacs+auctex, Kile, eccetera, sono solo editor di testo non formattato permettono all’utente di scrivere il file sorgente con estensione .tex contenente il testo vero e proprio inframmezzato con i comandi di mark up (è tutto spiegato dettagliatamente nella guida per neofiti L’Arte di scrivere con LaTeX, liberamente scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito; l’avrai già scaricata e letta immagino, ma ti deve essere sfuggito qualche punto importante…). Gli editor, insomma producono solo il file.tex.
Siccome gli editor che ti ho elencato, alcuni multipiattaforma, alcuni specifici di certi sistemi operativi, sono “LaTeX friendly”, dispongono di bottoni o di voci di menù che consentono di inviare al sistema operativo il comando di compilare il file che si sta editando. Senza remere qel bottone o senza cliccare quella voce di meno, il file composto non si forma.
Però, una volta compilato, gli editor che hanno un visualizzatore PDF integrato aprono subito il file PDF ottenuto e ne vedi subito il risultato a schermo senza dover andare a cercare con Explorer il file appena creato, doppio-cliccarci sopra e vedere il risultato con il visualizzatore associato nella tua configurazione con l’estensione .pdf.In sostanza l’editor sufficientemente intelligente non ha bisogno di usare Sumatra per vedere i file composti/compilati, ci pensa da solo; un editor sufficientemente intelligente diventa una finestra di lavoro dove si fa tutto quello che serve per lavorare un documento con LaTeX.
Allora, le mie informazioni non sono complete, perché non conosco tutti gli editor che si suppone che siano “LaTeX friendly”; penso che il loro numero superi il centinaio; alcuni sono obsoleti, ma c’è ancora qualcuno che li usa; alcuni sono specifici per certi usi di programmazione e fra i programmi da scrivere puoi contare anche LaTeX; ma fra quelli che ti ho elencato sopra ce ne sono tre, di cui uno specifico per Mac, TeXShop, che in questo momento non ti serve perché lavori su WIndows, e sono sicuramente TeXstudio e TeXworks, non sono sicuro di Texmaker; che permettono di usare le seguenti funzionalità:
1) Permettono di lavorare con la codifica UTF-8, vale a dire permettono di gestire in input qualunque carattere per cui oltre che in italiano puoi scrivere in lingue europee che usano caratteri strani, ß, ø, æ, œ, eccetera; puoi scrivere in greco e in cirillico, volendo potresti scrive con le scrittura retrograde (vanno all’indietro, si scrivono da destra a sinistra) come l’arabo o l’ebraico, puoi scrivere con sistemi di ideogrammi o sistemi sillabici di vario tipo usati in oriente, eccetera.
2) Sono in grado di interpretare i commenti di auto configurazione; speciali commenti nel file.tex, che il compilatore ignora in quanto commenti, ma l’editor è in grado di leggere e capire e di comportarsi conseguentemente.
3) hanno il visualizatore PDF integrato e sincronizzato; questo vuol dire che se clicchi col mouse una parola nella finestra di editing il cursore si posiziona nel punto corrispondente della finestra PDF; analogamente se clicchi col mouse su una parola delal fineistra PDF, il corso si sposta sora o vicino al punto corrispondente nella finestra di editing.Non ti dico altro, perché questo messaggio è già abbastanza lungo, ma ti raccomando di leggere con attenzioni i primi 4 o 5 capitoli dell’Arte e di sfogliare il resto così da saper che cosa c’è in quella guida, ed eventualente dove andare a cercare altre informazioni quando nei hai bisogno.
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Certo che sarebbe stato utile, ma nulla è perduto, perché come hai letto nell’Arte quel file si genera eseguendo biber dopo aver compilato almeno una volta il file tesi.tex.
Il file .bib contiene il database bibliografico, non la bibliografia. biber serve per estrarre dal database bibliografico solo le voci citate nel documento (o tutte le voci se si usa un comando speciale) e crea il file .bbl. Compilando ancora almeno due volte con pdflatex tesi.tex, viene composta la bibliografia e vengono risolti i collegamenti simbolici richiesti dai comandi \cite; se usi il tipo di citazione Autore_anno, come in TesiModerna, un’ulteriore compilazione non guasterebbe visto che questi tipi di citazione sono “ingombranti”, e quindi potrebbe essere modificata l’impaginazione causando delle discrepanze nei collegamenti ipertestuali interni.
Queste poche righe ti possono sembrare oscure, ma nell’Arte il tutto è spiegato con maggiore chiarezza.Ma non preoccuparti troppo della bibliografia; durante la scrittura della tesi la compilerai decine e decine di volte, quindi solo alla fine, quando il lavoro è completato, ti conviene compilare un paio di volte in più, anche se ti potrebbe sembrare un lavoro inutile; melium abundare quam deficere, dicevano gli antenati, ma ad ogni anche minima modifica del testo, non puoi mai sapere se un dato capoverso risulta composto con una riga in più o in meno, e quindi non sai com’è l’impaginazione finale; meglio abbondare con le compilazioni finali; due compilazioni su una macchina moderna ti portano via meno di 20 secondi complessivamente.
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La documentazione è chiarissima, ma non l’hai capita: il nome del candidato si inserisce con il comando candidato, mentre la parola Candidato o laureando di definisce con \NCandidato. Quindi scrivendo`\Ncandidato{Laureando}
\Candidato{Mario Rossi}` nel frontespizio appare “Laureando Mario Rossi”
Nella documentazione c’è scritto:\NCandidato{⟨nome ⟩}
Il nome del candidato è preceduto dalla parola “Candidato”. Se si preferisce
“Laureando”, si usi
\NCandidato{Laureando}Il nome del candidato è preceduto [per impostazione predefinita] dalla parola “Candidato” vuol dire esattamnte quello che corrisponde all’impostazione predefinita, dove quando specifichi che il candidato è Mario Rossi, non scrivi la parola “Candidato” da nessuna parte, in quanto ci pensa frontespizio; se vuoi dire a frontespizio di usare una parola diversa è \NCandidato che dice a frontespizio come cambiare la parola predefinita.
Cerca di interpretare meglio quello che leggi; in fondo stai scrivendo al tua tesi; chissà quanti documenti/testi/articoli più complessi della descrizione del pacchetto frontespizio hai letto nei tuoi anni di studi. 🙂
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Benvenuto nel forum.Le informazioni che dai sono molto sommarie, in quanto non dici se lavori con una installazione MiKTeX o TeXLive del sistema TeX, se stai compilando con latex o con pdflatex, se la tua installazione è completa o solo un’installazione di base.
Secondo le mie ipotesi (che possono essere campate per aria, vista la mancanza delle informazioni suddette) io direi che stai usando MiKTeX con una installazione di base e che non l’hai configurata per scaricarti al volo i pacchetti mancanti via via che ti servono.
Detto questo, ammesso che si tratti di un’ipotesi giusta, ti suggerirei di rivolgerti ad una altra classe per comporre la tua tesi, ma…
1) Se la mia ipotesi è giusta e se ci teni a continuare ad usare MiKTeX, installa la versione completa, non quella basic.
2) Qui nel forum consigliamo sempre di installare la distribuzione TeXLive, se non sai come fare, vedi il prossimo punto.
3) Sarebbe bene scaricare dalla sezione Documentazione di questo forum la guida L’Arte di scrivere con LaTeX destinata ai neofiti e dove uno dei primi capitoli spiega come installare il sistema TeX completo. Comunque leggine i primi 4 o 5 capitoli e scorri il resto sfogliando rapidamente il testo; almeno sai di che cosa tratta il testo e la prossima volta che ti serve qualche informazione sai dove cercarla.
4) Gli errori che compaiono nella schermata che hai inviato segnalano che certe macro non sono definite; in realtà esse sono definite in un file ArsClassica.sty che ti manca. Così come ti manca il file csquotes. Ecco sono tutte cose che lasciano intendere che la tua installazione è fortemente incompleta.
5) Il fatto che ti consigli di cambiare modello di tesi, è perché TesiModerna è un po’ datato; uno dei messaggi d’errore che ricevi nasce dal fatto che esso è stato scritto diversi anni fa e non più aggiornato. Cerca sempre di usare materiale aggiornato. Io ti posso suggerire suftesi molto adatto per tesi umanistiche, ma non solo; saptesi adatto per tesi da svolgere presso l’università La Sapienza (Roma 1); TOPtesi per tesi multilingue predisposto per il Politecnico di Torino, ma adattato a tesi da svolgere dovunque. Lascia perdere i modelli e le classi di università straniere, alcuni sono eccellenti, ma sono tutti poco adattabili. Persino ClassicThesis, tanto apprezzato dal’autore di Tesi Moderna (e che ha anche scritto TesiClassica) è nato per comporre tesi in modo molto elegante, ma non solo è poco adattabile, ma l’autore stesso dice che si tratta di una cosa “prendere o lasciare” ma non modificare; inoltre gli aggiornamenti spesso sono incompatibili fra di loro da una versione alla successiva.
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le tue domande trovano tutte le loro risposte nella documentazione del pacchetto frontespizio, se stai usando quel pacchetto, come parrebbe da quel comando spaiato [tt]\begin{frontespizio}[/tt].Per leggere la documentazione bisogna aprire una finestra comandi (o terminale o prompt dei comandi, comunque si chiami con il tuo sistema operativo); basta scriverci dentro il comando texdoc frontespizio e basta eseguirlo premendo il tasto “invio”; ciò produce l’apertura di una nuova finestra che contiene la documentazione del pacchetto frontespizio.
Se non stai usando quel pacchetto, dovresti almeno fornire un esempio minimo compilabile con il quale chi ti potrebbe dare una mano potrebbe copiarselo, incollarlo in un nuovo file .tex, compilarselo e vedere esattamente la natura del tuo problema e potrebbe trovare una cura possibile.
Tu però non sei esentato dal leggere la documentazione dei pacchetti che usi, e magari anche la guida per neofiti L’Arte di scrivere con LaTeX, liberamente scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito.
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Risposta per @samuele83 e per @Bestpalyer.I trucchi esposti per mettere la parola Capitolo e la parola Appendice prima dei rispettivi numeri e titoli nell’indice generale saranno anche validi, ma mi sembra che non servano a niente.
Mi spiego. la formattazione della riga dell’indice relativa ai capitoli e alle appendici e completamente diversa da quella delle loro sezioni, sottosezioni, eccetera. Questo è quanto basta per distinguere questi sezionamenti principali; se aggiungiamo il fatto che i capitoli sono muerati in cifre arabe e le appendici con lettere maiuscole, la possibilità di confusione è nulla.
Omettendo quella parola, inoltre, resta più spazio per il testo dei titoli; “sprecando” spazio per quelle parole diventa molto più probabile che i titoli nell’indice vengano composti in più di una riga, il che rende l’indice difficile o meno facile da leggere.
Si vuole distinguere ancora di più l’indice dei capitoli da quello delle appendici? Allora torna comodo il pacchetto appendix di cui vale la pena di leggere la documentazione mediante l’uso del comando texdoc appendix in una finestra comandi.
Con il comando \addappheadtotoc di questo pacchetto si aggiunge una pagina con lo stile del comando \part al documento e una apposita dicitura nell’indice che l’utente può definire con il nome che vuole, per esempio “Appendici” (senza le virgolette) in modo che la sezione dei capitoli e quella delle appendici sono maggiormente differenziate nell’indice.
Io seguirei questa via, non quella di aggiungere le parole (ovvie, quindi non aggiungono nessuna informazione a quanto compare già da solo nell’indice) alle macro che compongono le righe dell’indice.
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[Off topic]Pur avendo lavorato nell’università per 45 anni, quello che mi racconti a proposito dell’università di Cagliari (scusami se avevo scritto Sassari) mi è del tutto nuovo. In ogni caso quello che mi dici dimostra quanto io sia diventato ignorante in merito alla “nuova” università. Non andrò però a leggere lo statuto dell’università di Cagliari per scoprire come sia possibile avere due strati di gestione della didattica, la facoltà e il dipartimento.
Per legge i dipartimenti non sono sezioni delle facoltà ma sono sezioni amministrative dell’ateneo; ogni docente e ricercatore svolge la sua didattica in una o più facoltà e svolge la sua ricerca in un solo dipartimento. Dunque se un dipartimento si occupa di didattica, la facoltà che cosa ci sta a fare? Se la facoltà si occupa di didattica, in cosa consiste la gestione della didattica da perte del dipartimento? Mistero.
Ma lasciamo perdere queste questioni formali e che nulla hanno a che fare con la semplificazione amministrativa tanto voluta e poco realizzata in questi tempi dove tutti sono contro tutti e nessuno ha intenzione di collaborare veramente per il bene pubblico.[Fine off topic]Veniamo dunque al punto; se hai letto la documentazione di frontespizio, allora sia che devi racchiudere i dati del frontespizio dentro l’ambiente frontespizio; quando compili la tesi, questo ambiente genera un file ausiliario che va compilato a parte producendo un file PDF che contiene solo il frontespizio, e che alla successiva compilazione della tesi questo file PDF viene importato in modo che la tesi abbia il suo frontespizio ben compilato.
L’opzione che tu specifichi alla chiamata di frontespizio va bene per quando al pagina speciale compilata a parte esiste già, in modo di non doverla ricompilare ogni volta.
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Sì, è comodissimo ed è quello che usa standalone per costruire da sole immagini già scontornate, ma non fa ciò che voleva fare @magooz.
Lui infatti voleva togliere dall’immagine anche le quote a destra del travetto.
Il lavoro si può fare sia con Anteprima/Preview del Mac, come ho fatto io, sia con gsview (Windows) o gv (Linux) che serve per visualizzare i file PS e PDF consentendo di eseguire qualche semplice operazione di editing grafico mantenendo sempre il carattere vettoriale dell’immagine; Preview e gview permettono anche di trasformare un file PS in PDF; gview mi pare di ricordare può anche fare la trasformazione da PDF a PS.Ciò non toglie niente a pdfcrop che fa con precisione ciò che deve fare, salvo, magari fallire quando l’immagine è “fallata”; mi spiego meglio: mi è capitato di avere un’immagine da scontornare che aveva un puntino capitato lì non so come, ma non era una macchiolina sullo schermo, faceva proprio parte del disegno; dunque pdfcrop non poteva scontornare lasciando dentro il bounding box anche quell’inutile puntino quasi invisibile
Ripeto: tutti i programmi citati in questo thread, compreso il comando \includegraphics con le sue opzioni corrette per eseguire lo scontornamento, sono validi, ma tutti hanno qualche piccolo punto debole; è meglio conoscere questi punti deboli per prendere coscientemente le decisioni necessarie per aggirare queste piccole défaillances.
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Non è chiaro che pacchetto sia front-th, che non è standard, quindi se ce l’hai tu, è una cosa completamente tua e qui nessuno ne sa niente; abbiamo già abbastanza problemi a conoscere i cinquemila ed oltre pacchetti che costituiscono la dotazione di CTAN, ma, scusa il linguaggio un po’ ironico, non abbiamo la sfera di cristallo per immaginare che cosa contenga il tuo pacchetto.Se si tratta di una “sovrastruttura” del pacchetto frontespizio di Enrico Gregorio, ti conviene leggere la documentazione di quel pacchetto.
Visto che hai poca esperienza con LaTeX, la prima cosa importante da conoscere quando si comincia con LaTeX è sapere come documentarsi.
Nessuno può conoscere a fondo gli oltre 5000 pacchetti che ti dicevo sopra, ma tutti siamo capaci di leggerne la documentazione, a meno che questa non sia in Mongolo (sì. c’è un pacchetto in mongolo, ma ovviamente è destinato ai mongoli che desiderano usare LaTeX per scrivere nella loro lingua…).Allora per leggere la documentazione si apre un terminale o prompt dei comandi, comunque si chiami con il tuo sistema operativo; vi si scrive dentro texdoc seguito dal nome del pacchetto, nel tuo caso texdoc frontespizio, ma vale per qualunque pacchetto. Per eseguire il comando appena scritto premi il tasto “invio” e, se la tua installazione del sistema TeX non è molto strana, ti si apre una finestra dove puoi leggere la documentazione, i modi d’uso, alcuni esempi, eccetera.
La documentazione è quasi sempre in inglese, ma il pacchetto frontespizio è documentato in italiano, quindi non ci sono problemi con la conoscenza dell’inglese. D’altra parte non è difficile familiarizzarsi con l’inglese usato in questi file di documentazione, visto che spessissimo sono scritti da persone che usano quella lingua come seconda o terza lingua. E quando uno non usa la sua lingua madre, di solito si esprime in modo molto più semplice di uno di madrelingua. I pochi termini tecnici che compaiono nelle documentazioni in inglese diventano poi tanto familiari che si finisce per usarli anche al posto dei corrispondenti termini italiani. Quindi ti suggerisco di leggere la documentazione di frontespizio; aggiungo che se esplori il forum con la sua funzionalità “Cerca”, specificando la parola frontespizio, trovi molto materiale che serve anche per superare difficoltà del tipo di quella che apparentemente incontri tu.
Dopo questo lungo prologo, vorrei farti io una domanda: Perché vuoi mettere il nome del dipartimento sul frontespizio, se hai già indicato il nome della facoltà?
Mi spiego: ha senso mettere sul frontespizio il nome dell’entità che coordina la didattica nell’ateneo che frequenta, ma da un lustro o giù di lì le facoltà sono “scoraggiate” dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) e moltissime università hanno modificato i loro statuti in modo da eliminare le facoltà che con gli ordinamenti precedenti erano responsabili del coordinamento didattico e dell’offerta formativa. Non tutte le università l’hanno fatto, magari Sassari è fra quello che non hanno abolito le facoltà. Nel qual caso i Dipartimenti sono responsabili della ricerca, non della didattica, quindi il loro nome nel frontespizio insieme a quello della facoltà sembra anacronistico.Se è la segreteria studenti che impone questa assurdità, ahimè devi piegarti alla volontà del burocrate che ha imposto questo uso; se si tratta di una consuetudine, la puoi lasciare perdere tranquillamente. Se a Sassari hanno stabilito di modificare gli statuti suddividendo le responsabilità didattiche fra facoltà e dipartimenti (responsabilità congiunta?) mi sembra che abbiano preso un abbaglio.
Scusami; le mie critiche accademiche potrebbero essere completamente fuori luogo; in fondo sono in pensione da 8 anni, durante i quali nel mondo dell’università è successo di tutto; ma non sono del tutto disinformato in merito al mio ateneo di appartenenza; ovviamente posso essere disinformato in merito ad altri atenei.
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Certo le dimensioni del viewport dell’immagine che ti da problemi, non sono certo quelle ideali; 2pt in orizzontale e 1 pt in verticale e senza specificare l’opzione clip o senza usare il comando [tt]\includegraphics*[/tt]. Credo che una buona lettura della guida di grafica con texdoc grfguide non guasterebbe. Tuttavia ti accludo il file pdf ritagliato sencodo i tuoi desideri specificati nel tuo messaggio.
Per me è comodo scontornare o ritagliare le immagini pdf con gli strumenti del mio Mac, che non ricorrere a all’opzione viewport di includegraphics; per altro ottima ma funziona solo se si da l’ordine di ritagliare via quello che sporge dal vieport.[attachment=1661]travetto-img001-cropped.pdf[/attachment]
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You must be logged in to view attached files.3 Luglio 2016 alle 6:47 in risposta a: Meeting 2016 e scadenza per gli aritcoli di ArsTeXnica 22 #106505::
Sembra che il Meeting di Brescia avrà luogo il 29 ottobre; l’avviso ufficiale dovrebbe comparire qui sul sito fraa non molto.Ripeto quindi quanto ho già detto nel precedente messaggio. La scadenza per presentare gli articoli da comunicare al meeting resta fissata al 31 di agosto. Spero che i contributi siano numerosi come lo furono nei passati meeting.
Siccome l’organizzatore del Meeting è Guido Milanese, linguista latinista, sarebbe simpatico che i contributi per il meeting siano dedicati alle scienze umane, ma questo non deve essere considerato un vincolo; qualunque cosa legata a TeX e LaTeX va bene.
Mi raccomando di usare il kit per gli autori scaricabile dalla sezione ArsTeXnica di questo sito; è importante — anzi -importantissimo — per la corretta e veloce composizione degli atti mediante il fascicolo 22 di ArsTeXnica.
Per il fascicolo 21 continuano ad esserci delle difficoltà proprio perché un articolo è stato presentato in ConTeXt; a posteriori si è rivelato un osso duro il problema di rendere questo articolo compatibile con la rivista. La redazione ci sta lavorando sopra da tempo, ma la cosa resta difficile. Mi scuso con i soci per questo ritardo causato dal desiderio di estendere la possibilità di comporre la rivista con contributi composti o da comporre con programmi diversi. Mi raccomando allora: per il meeting solo contributi composti con il kit per gli autori e (per il momento) da comporre solo con pdflatex.
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