OldClaudio

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  • in risposta a: [RISOLTO]Testatine ArsClassica #106026
    OldClaudio
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      Dipende da che cosa vuoi comporre; se si trattasse della tesi la classe TOPtesi ha una opzione che permette di fare quello che chiedi.
      Certo lo stide della pagina è adatto a delle tesi senza particolari aspetti stilistici come quelli prodotti da ArsClassica, ma non è così brutto come potrebbe sembrare; certamente é un po’ anonimo.

      Io lo uso anche per documenti che non siano tesi.

      in risposta a: Strano fenomeno: bibliografia e caratteri greci #105967
      OldClaudio
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        A conferma di quel che ha scritto Enrico, ma testando lo stesso quanto ti ho indicato di fare per creare l’esempio minimo compilabile, ecco quello che ho fatto girare io:`% !TEX TS-program = pdflatex
        % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
        % !BIB TS-program = biber
        \begin{filecontents*}{biblio.bib}

        @book{kostomiris,
        author = {Costomiris, George A.},
        title = {\greco{AETIOU LOGOS DWDEKATOS}},
        date = {1892},
        location = {Paris},
        }
        \end{filecontents*}

        \documentclass[12pt,a4paper]{scrartcl}
        \usepackage[T1]{fontenc}
        \usepackage[utf8]{inputenc}
        \usepackage[greek.ancient,italian]{babel}
        %\usepackage[boldLipsian]{teubner}
        \newcommand{\greco}[1]{\begin{otherlanguage*}{greek}#1\end{otherlanguage*}}
        \usepackage[style=italian]{csquotes}
        \usepackage[style=philosophy-modern,scauthors=true,singletitle=true, giveninits=true,backend=biber]{biblatex}

        \addbibresource{biblio.bib}

        \begin{document}

        \nocite{*}
        \printbibliography

        \end{document}`
        Viene compilato senza errori e non differisce sostanzialmente da quanto hai allegato al tuo messaggio, salvo scambiare greco e italiano fra le lingue di babel, e portare fuori del codice del documento l’ambiente filecontents (questo è l’unico ambiente che può stare prima di \documentclass). Ho aggiunto \nocite{*}, perché senza scrivere da nessuna parte il comando \cite{…}, la bibliografia resterebbe vuota.

        [attachment=1584]BiblatexGreek.png[/attachment]

        Siccome non ha specificato font di nessun genere, vengono usati quelli di default, cioè, con la codifica T1, i CM-Super per le lettere latine e i font greci CBfonts, che ovviamente sono completi e non mancano di nessuna lettera. Perciò la bibliografia viene composta correttamante.

        Nota che se scrivi il nome dell’autore e il luogo di pubblicazione in lettere latine, o racchiudi queste stringhe nell’argomento del comando \textlatin (ridefinito da teubner, ma già disponibile con il modulo greek di babel), oppure prima di stampare la bibliografia specifichi di voler scrivere in italiano.
        Ancora nota che per impostazione predefinita la lingua di default del documento è quella specificata per ultima; puoi specifirla in un ordine qualsiasi se vi premetti la stringa main=, perciò le due righe`\usepackage[greek.ancient,italian]{babel}
        \usepackage[main=italian,greek.ancient]{babel}`sono equivalenti.

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        in risposta a: Strano fenomeno: bibliografia e caratteri greci #105964
        OldClaudio
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          Siccome hai composto il file .bbl con il codice LaTeX per comporre la bibliografia, sarei curioso di vedere come è fatto il record con quella citazione. La mancanza di quelle due lettere potrebbe dipendere da diverse cose e forse se ne potrebbero escludere alcune se fornissi un esempio minimo compilabile (con la sola bibliografia).
          Ti ricordo che un esempio minimo compilabile completo dei necessari record per la bibliografia sarebbe composto così:`\filecontents*{biblio.bib}
          @book{book:logos
          title={…},
          author={…},
          …}
          \documentclass[]{]
          % pacchetti essenziali e senza i pacchetti irrilevanti per l'esempio;
          % in particolare codifiche, lingue e font
          …
          \usepackage[]{biblatex}
          \addbibresource{biblio.bib}

          \begin{document}

          \printbibliography

          \end{document}`
          Solo esaminando i singoli passi forse si può capire quale sia l’inghippo. Ovviamente prima di allegare un esempio minimo compilabile verifica che esso riproduca l’errore, altrimenti serve a poco. Un caso del genere, invece, servirebbe a te per capire quale o quali fra i pacchetti esclusi dal preambolo, ma presenti nel tuo documento, è responsabile del comportamento strano che giustamente lamenti.

          in risposta a: carattere matematico a 9pt #105943
          OldClaudio
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            Gustavo la tua analisi non sembra fare una grinza, ma c’è qualcosa che non mi torna; nella guida sui font (terminale: texdoc fntguide) c’è quanto segue:

            3.7 Declaring math sizes
            Declares that ⟨mt-size⟩ is the (main) math text size, ⟨s-size⟩ is the ‘script’ size and ⟨ss-size⟩ the ‘scriptscript’ size to be used in math, when ⟨t-size⟩ is the current text size. For text sizes for which no such declaration is given the ‘script’ and ‘scriptscript’ size will be calculated and then fonts are loaded for the calculated sizes or the best approximation (this may result in a warning message).
            Normally, ⟨t-size⟩ and ⟨mt-size⟩ will be identical; however, if, for example, PostScript text fonts are mixed with bit-map math fonts then you may not have available a ⟨mt-size⟩ for every ⟨t-size⟩.
            Example:
            \DeclareMathSizes{13.82}{14.4}{10}{7}

            Avrei la sensazione che se il Team condotto da Frank Mittelback ha scritto questa descrizione e questo esempio, si sia accorto di che cosa succede.

            Per essere sicuri di che cosa succede bisognerebbe fare un bel trace (senza usare il pacchetto trace, perché sospende il tracciamento) e vedere se il risultati finale e proprio quello che viene descritto nell’esempio.

            Come leggo io quelle formule e l’uso di \DeclareMathSizes, il corpo del font principale della matematica è dichiarato diverso a quello del font del testo,ma di poco; nell’esempio della guida da 13,82 a 14,4 c’è un differenza del 4%, ma posso supporre che questa variazione sia piccola non del 10% rispetto al testo ora ridurre il corpo del font per gli indici per un fattore di 0.7 calcolato sul font del testo o sul font principale della matematica vuol dire ridurre di molto, in pratica al 70% o al 73%; a occhio nudo non si vede la differenza; lo stesso per i sottoindici: ridurre al 50% o al 52% non si vede a occhio nudo. Certo quando si lavoroa con font che non sono continuamente scalabili non porta a nessuna differenza, perché il New Font Selection Scheme riporta il valore calcolato al valore disponibile più vicino. ma lavorando con font vettoriali ad un solo corpo, come i newtexmath porta ad una piccola differenza che di fatto è trascurabile.
            Sono d’accordo con te che sarebbe stato più consono proporzionare quei corpi minori al corpo del font principale, ma ricordati che quelli sono valori di default, sono i corpi che vengono usati quando NON si usa \DeclareMathSizes: quando usi una espressione come quella dell’esempio della guida, i corpi che specifichi sono proprio quelli (con font vettoriali continuamente scalabili) e non dei corpi diversi.

            REsta la questione principale sollevata da @dearick; Ridurre il corpo principale a 9pt è sbagliato perché (a) bisognerebbe ridurre proporzionalmente anche i copri degli indici e dei sottoindici che hai indicato nel tuo messaggio, ma (b) per le formule nel testo si vede a occhio nudo che la matematica è composta in corpo minore rispetto a quello del testo.

            Come ha detto @cfiandra ci sono altri modi per ridurre il numero di pagine, per esempio da 7 a 6, con un bel risparmio di soldini…
            Ma penso che oltre a ridurre gli spazi pria e dopo le figure e le tabelle si possono ridurre gli spazi prima e dopo le equazioni; nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato (scusate se continuo a reclamizzare la traduzione commentata del manuale di Lamport) c’è scritto come si chiamano e quanto valgono di default e quindi si capisce come modificarli.

            in risposta a: moderncv #105888
            OldClaudio
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              Ti so rispondere solo all’ultima domanda; infatti per modificare la posizione della minipage bisogna leggere il codice che dovresti modificare e francamente non ho voglia di andarmi a cercare quel punto preciso all’interno delle centinaia di righe del file per moderncv. Almeno, visto che l’hai trovato e sai dove e come vorresti modificare, copiati il codice che presiede a quella posizione. mettilo nel tuo preambolo e modificalo a tuo piacimento, senza toccare il file originale; ovviamente stai attento a cambiare i \newcommand in \renewcommand e di fare altre cose simili.

              Devi invece stare attento al segno @; io, tu, ogni utente non lo può usare nei nomi delle macro; all’interno di LaTeX delle classi e dei pacchetti quel carattere è definito con la categoria delle lettere, quindi può stare dentro i nomi delle macro, ma appena tu cominci un documento con il tuo bravo \documentclass, il carattere @ viene riportato alla categoria dei segni analfabetici, non è più una lettera e non lo si può più usare nei nomi delle macro. E allora? Allora si sono ottenuti due risultati: (a) le macro che contengono il segno @ nel loro nome sono private del sistema TeX e quindi sono protetti da eventuali modifiche azzardate eseguite dagli utenti che potrebbero rendere il sistema del tutto inutilizzabile; (b) il segno @ è diventato un segno qualsiasi e specialmente nel mondo americano viene usato per indicare la preposizione distributiva: nel senso che si possono scrivere le fatture con 3 XXXL blue jeans @ $96.00 ( tre paia di blue jeans di taglia XXXL a 96 dollari).
              Come fare allora se si deve modificare qualcosa definito con il segno @ e si sa quello che si sta facendo? Leslie Lamport, il papà di LaTeX, ce lo insegna (vedi la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato nella sottosezione Guide tematiche della sezione Documentazione di questo sito), basta far precedere il codice che contiene @ dal comando \makeatletter, e far seguire quel codice da \makeatother; per esempio`\renewcommand{\MCV@command}{\hskip 10\p@ \@plus 5\p@ \@minus 3\p@}`Insomma la parte dopo il backslash e fino al segno @ compreso dovrebbe servire per creare dei name space privati per ogni classe, pacchetto o altro software pubblico o privato. In questo modo si evitano quasi tutti i casi di conflitti fra pacchetti, non tutti perché i comandi per l’utente sono privi dell’identificatore private e quindi è possibile che una persona che non sa quello che sta facendo gioca a fare l’apprendista stregone e rovina tutto. Più o meno ci siamo cascati tutti, e quindi sbagliando s’impara a fare un uso molto attento ai namespace e alle ridefinizioni di comandi che potrebbero già essere usati da altri.

              in risposta a: come copiaeincollare codici da altri programmi #105982
              OldClaudio
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                @cindy91
                , non è la prima volta che scrivi, quindi leggi e segui questo sito.
                Certamente hai visto che qui si consiglia sempre di leggere almeno la guida per neofiti L’Arte di scivere con LaTeX.
                Lì ci sono diverse risposte alla tua domanda.

                Il concetto è di scrivere “verbatim”, cioè “alla lettera”; Latex è già dotato di un suo dell’ambiente verbatim. Se vuoi qualcosa di meglio e funzionante anche con XeLaTeX e LuaLaTeX puoi ricorrere al pacchetto fancyvrb, di cui ti suggerisco di leggere la documentazione, perché le cose che puoi fare oltre a scrivere “alla lettera” i tuoi codici sono molte. Poi c’è il pacchetto listings, molto bello che può colorare diversamente le diverse “parole” che compaiono nel listato di un programma; ha qualche problemino con i caratteri non ASCII, ma si può superare facilmente se questi caratteri non sono molti. Ottima documentazione da leggere prima di cominciare ad usarlo. Per certi scopi è molto utile il pacchetto tcolorbox, che d’altronde si appoggia a listings, ma gestisce i codici un modo ancora più attraente. Ottima documentazione, come al solito da leggere prima di usarlo.

                in risposta a: Quota socio 2016 #105971
                OldClaudio
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                  Intanto benvenuto qui al forum. E complimenti che il tuo primo pensiero sia quello di associarti al GuIT.
                  Qualche amministratore risponderà alla tua domanda, ma iscrivere una propria carta a PayPal è la cosa più semplice di questo mondo; basta rispondere alle domande del dialogo.
                  Più difficile è eseguire l’iscrizione, perché bisogna specificare l’indirizzo di posta elettronica del Gruppo che è ancora quello in vigore quando il GuIT ha aperto il suo conto, o meglio quando Maurizio Himmelman ha eseguito l’iscrizione. Purtroppo non ha avuto ancora nessuna attuazione la proposta di attivare direttamente la pagina di iscrizione per tutti i soci vecchi e nuovi nel momento che dall’interno stesso del nostro sito si clicca sull’apposto simbolo di PayPal. Quindi aspettati una risposta diversa da qualche amministratore con i vari dettagli per eseguire l’operazione.
                  Non disperare; ci riuscirai senz’altro.

                  in risposta a: Dubbio su \usepackage{} #105957
                  OldClaudio
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                    Benvenuto sul forum.

                    Quello che chiedi è descritto con ampiezza di particolri nella guida per neotifi L’Arte di scrivere con LaTeX liberamente scaricabile dal link indicato nella sezione Documentazione di questo sito.

                    Volendo ci sarebbe anche una guida tematica sui font; vedi la sotto sezione Guide tematiche nella sezione Documentazione di questo forum.

                    Inoltre ogni pacchetto del sistema TeX è documentato; in generale basta aprire un terminale, scriverci dentro texdoc ; dopo aver premuto il tasto invio si apre una finestra dove si può leggere la documentazione. Sarebbe un’abitudine da prendere fin dagli inzi, perché le guide non possono andare troppo a fondo, altrimenti diventerebbero delle enciclopedie.

                    Purtroppo non sono cose che si possano descrivere in due parole in un messaggio del forum.

                    in risposta a: carattere matematico a 9pt #105937
                    OldClaudio
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                      Hai due possibilità:
                      1) non usi newtxmath, oppure
                      2) inserisci anche \usepackage{newtxtext}

                      Ora per il testo stai usando i font CM-Super per il testo e i Times Extended per la matematica.

                      OldClaudio
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                        Benvenuto nel forum.

                        La distribuzione di TOPtesi è corredata da un certo numero di esempi da comporre con pdflatex, xelatex e volendo anche lualatex, con i diversi stili dei frontespizi; con dediche, ringraziamenti, epigrafi sommari.
                        Non hai che da cercare quegli esempi.
                        Ciò premesso, per la dedica in una triennale, vezzo o non vezzo, la dimenticherei alla grande.

                        I ringraziamenti vanno dedicati solo alle persone esterne all’università che, come dici, ti hanno fornito materiale per la tesi.

                        L’epigrafe in una tesi (presumibilmente ingegneristica) è un vezzo da dimenticare, anche se i versi di Orazio si potrebbero adattare alla sitibonda Puglia (che per altro riceve più acqua piovana del Piemonte, a quanto pare e da quanto si legge nei giornali).

                        Per il sommario c’è l’apposito comando \sommario; il comando \sommario genera appunto un capitolo non numerato che puoi tenere lungo o corto a tuo piacimento.

                        Leggi bene la documentazione di TOPtesi; in particolare apri un terminale o un prompt dei comandi e scrivici dentro il comando texdoc toptesi-it; dopo aver premuto il tasto invio ti si apre il documento in italiano (per altro scritto con la classe TOPtesi, quindi hai anche un’idea precisa di quel che si può fare). Questa documentazione contiene moltissimi consigli utili, oltre alle cose TeXniche relative alla classe.

                        in risposta a: carattere matematico a 9pt #105935
                        OldClaudio
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                          Se ti succede questo hai una collezione di font testuali che non va d’accordo con quelli matematici; questo non deve succedere assolutamente; ti spiacerebbe indicare quali font usi? La soluzione, probabilmente, consiste semplicemente nello scegliere una accoppiata corretta fra la collezione di famiglie testuali e la collezione di famiglie matematiche.

                          in risposta a: mistero stampa #105923
                          OldClaudio
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                            @andud
                            non devi verificare sullintero documetno, a solo sul PDF prodotto da inkscape con tracciamento dei font. Il tracciamento tra l’altro, non vuol dire rasterizzare (convertire in disegno a matrice di punti) ma significa trasformare ogni carattere nel suo disegno vettoriale, includendolo nel disegno, in modo che l’intero disegno sia composto di parti vettoriali, le quali possono essere ingrandite a piacere senza che si sgranino. Ingrandendo i disegni rasterizzati o bitmapped, i disegni si sgranano; Il motivo è che i singoli pixel di cui sono composti i disegni vengono ingranditi finché si distinguono i quadrati o rettangoli che li compongono, mentre quando sono piccolissimi (frazioni di punto tipografico) il difetto non si vede.

                            in risposta a: Tabella allineamento #105949
                            OldClaudio
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                              @Dorian
                              , il motivo della tabella male incolonnata è il solito; dei \multicolumn con il contenuto troppo largo imepdiscono alle colonne (tutte dalla prima alla decima) di incolonnarsi correttamente; allarga gli spazi delle colonne predefinite L e C (purtroppo sperimentalmente) e dopo pochi tentativi se agisci con astuzia vedrai che incolonnerai tutto come si deve.

                              Per favore sostituisci Pianif. a quell’orrendo Pian.zione; oppure, visto che allarghi el colonne, scrivilo per disteso, ma non inventarti modi di abbreviare che ricordano F.lli per Fratelli nei nomi delle società. L’abbreviazione ha senso se è tale; le desinenze delle parole devono essere ricavate dal contesto non forzate; le abbreviazioni del tipo Sig.r o Sig.na, o Sig.ra o F.lli, fanno parte del burocratese o del commercialese, ma nono fuori luogo in una tesi di laurea e in qualunque scritto in italiano vero, non in un gergo professionale.

                              È la stessa cosa del pò e del po’; è la stessa cosa del redarre 😈 ; è la stessa cosa dello scansionare; e via di questo passo. Non sto dicendo che tu stia facendo questi errori; sto solo esemplificando.

                              in risposta a: carattere matematico a 9pt #105933
                              OldClaudio
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                                In linea col testo cambiare corpo da 10pt a 9pt si vede a occhio nudo quello che stai facendo ed è tipograficamente sbagliato; se proprio ci tienei apri un gruppo all’inzio scrivi \small poi l’espressione mateematica e poi chiudi il gruppo.
                                Per le formule in display la cosa è decisamente meno brutta, ma devi procedere così:`… testo testo testo:{% inizio gruppo
                                \small
                                \begin{equation}
                                …
                                \end{equation}}% fine gruppo
                                Testo testo testo…`
                                Se proprio volessi definirti dei nuovi comandi o dei nuovi ambienti puoi farlo, ma stai attento agli spazi spuri.

                                in risposta a: mistero stampa #105918
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
                                  ::


                                  A me risulta che la funzione nativa di inkscape faccia quella trasformazione di caratteri in disegni automanticamente; mi risulta anche che inkscape possa esportare da solo il file in formato PDF, sotto forma di due file distinti e correlati; vale a dire uno contiene solo il disegno e l’altro contiene solo le formule che comporrà pdfLaTeX quando importerà i due file; la documentazione di inkscape è abbastanza chiara a questo proposito.

                                  Poi c’è sempre il pacchetto chemfig; per disegnare una formula di chimica organica come documento separato basta un codice come questo:`\documentclass{article}
                                  \usepackage[utf8]{inputenc}

                                  \usepackage{chemmacros}
                                  \providecommand\IfChemCompatibilityT[3]{}
                                  \IfChemCompatibilityT{>=}{5.}{
                                  \chemsetup{
                                  modules = redox ,
                                  formula = chemformula
                                  }
                                  }

                                  \usepackage{chemfig,chemnum}

                                  \usetikzlibrary{decorations.pathmorphing}`Ho preso questo codice da quello che apparirà sul numero 21 di ArsTeXnica, che riceverai a casa in questo mese se sei un socio iscritto. Ma se non sei iscritto dovresti aspettare aprileo maggio 2017…:sad:
                                  D’altronde ti ho indicato i pacchetti; puoi sempre leggerne la documentazione e procedere da solo.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 3,796 al 3,810 (di 11,286 totali)

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