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Tiro ad indovinare, ma prova a fare questi test;1) da terminale dai il comando tlmgr show arsclassica
dovrebbe dirti tutto il possibile sul pacchetto arsclassica;
se non ti risponde niente hai un problema.
2) da terminale dai il comando kpsewhich arsclassica.sty
ti dovrebbe mostrare il path completo: /usr/local/texlive/2015/texmf-dist/tex/latex/arsclassica/arsclassica.sty
se non te lo mostra, prova a dare il comando sudo mktexlsr che dovrebbe aggiornare i database dei nomi dei file
poi ricomincia da 2)
3) se i primi due falliscono, ma sei sicuro di avere arsclassica.sty, dove ce l’hai? Qual è il suo percorso completo?
Temporaneamente puoi tamponare la situazione copiandotelo nella cartella dove risiede il file principale della tua tesi
ma sarebbe preferibile, sapendo in quale cartella si trova, far sì che lo trovi anche pdflatex.Posso permettermi di darti un consiglio? la terna della classe scrreprt con i pacchetti ClassicThesis e Arsclassica dà sempre dei problemi a chiunque li usi; lascia perdere TesiClassica e usa suftesi; questa classe ha una infinità di personalizzazioni accessibili dall’utente, è compatibile con il pacchetto frontespizio che ha una opzione apposta per conformarsi a suftesi; produce dei layout bellissimi e funziona senza singhiozzi. Leggi bene la documentazione di suftesi perché la miriade di personalizzazioni richiede di saper usare le opzioni in modo consapevole.
Poi, naturalmente, dipende dalla tesi che scrivi; uno stile può andare bene per una tesi tecnico-scientifica, un altro stile per una tesi umanistica, e via di questo passo; suftesi te le consente tutte con una varietà di formati di pagina, di layout del testo sulla paigna, di font, eccetera, e soddisfa ai dettami della buona tipografia quali esposti da Robert Bringhurst, ai quali dovrebbe soddisfare anche TesiClassica, ma questa lo fa attraverso pacchetti non configurabili e difficili da far funzionare assieme.
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Nel mio esempio minimo il frontespizio è la prima pagina, riempita con testo a caso ma composta dentro l’ambiente titlepage.
Ti ripeto che il mio esempio minimo fa esattamente quello che vuoi tu.
Se non vuoi le paigne pari bianche prima dell’inizio di ogni capitilo o specifichi l’opzione openany alla classe, oppure specifichi l’opzione oneside, sempre opzione per la classe.
Se invece vuoi la forrntmatter senza pagine bianche ma la frontmatter che si parono sempre su pagine dispari, lasciando eventualmente una pagina bianca prima, la cosa è un po’ più complessa, ma si può fare.Ma finché non si risolve questa questione della numerazione che comincia da 1 (arabo o romano) nella pagina del frontespizio, anche se la pagina non contiene nessun numero, non riesco a darti ulteriori consigli; vedo che nonostante tutto continui ad avere il frontespizio numerato C (anche se non si vede il C stampato nella pagina, ma si vede nella finestrina del Reader. è quello la causa del fatto che quando vai ad una certa pagina il Reader si posizione su un’altra.
Ti ripeto, il mio EMC fa esattamente quello che vorresti avere.
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No, la causa è il solito errore di non installare una distribuzione completa del sistema TeX.
Tu vedi i font sfumati e con i bordi non netti, perché ti mancano i font vettoriali; suppngo che tu non abbia specificato nessuna particolare collezione di font; prova ad aggiungere nel tuo preambolo la riga`\usepackage{lmodern}`La collezione Latin Modern contiene solo font vettoriali.
Se con quel pacchetto non ti funziona o ti segnala errori, allora hai due possibilità:
1) completi la tua installazione di MiKTeX, oppure
2) smonti e cestini MiKTeX, e installi TeXLive.In ogni caso disfati di TeXnicCenter che ha interesse prevalentemente archeologico. Su una macchina Windows, fossi in te, installerei l’editor TeXstudio che ha una interfaccia simile a quella di TeXnicCenter, ma fa molte cose in più, e in particolare dispone di una suo visualizzatore di file PDF con i quali poi eseguire la ricerca diretta e inversa per passare con un click dalla finestra di editing alla finestra del visualizzatore nel punto corrispondente e, ovviamente, puoi fare anche il passaggio inverso; è di una tale comodità che ti domanderai perché hai perso tempo con TeXnicCenter.
Per installare TeXLive segui le indicazioni che trovi ne L’Arte di scrivere con LaTeX, guida per neofiti da scaricare liberamente dalla sezione documentazione di questo sito.
Non preoccuparti del fatto che sia una installazione diversa da MiKTeX; non te ne accorgerai nemmeno della differenza, ma LA differenza vera è che disporrai di un programma TeXLive Manager (tlmgr.exe) che ti permette di aggiornare la tua installazione anche giornalmente — evidentemente giornalmente è troppo, ma ogni 7-10 giorni va bene: scoprirai che ogni volta ci sono aggiornamenti di alcune decine di pacchetti già installati e, spesso, anche una mezza dozzina di pacchetti nuovi.
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Sì, hai ragione, dovrei stare più attento a quello che scrivo.Infatti avevo dimenticato di scrivere nel mio EMC la chiamata al pacchetto hyperref (ho corretto, quindi se vuoi puoi andare a scaricarlo di nuovo e riprovare).
Vorrei puntualizzare anche che io ho Adobe Acrobat Pro, e non ho il Reader, ma quando l’avevo riscontravo la stessa capacità di mostrare nella finestrina del numero della pagina in alto a sinistra il numero logico, non il numero fisico della pagina. All’occorrenza bisogna cliccare sulle Preferences e impostare nella schermata di dialogo Page View, il check mark nel quadratino a sinistra della frase “Show logical page numbers”.
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Del mio messaggio hai recepito parzialmente solo la questione dell’esempio compilabile, ma non ti sei preoccupato di vedere con Adobe Reader come vien fuori la numerazione UNICA romana e quella UNICA araba, che il Reader distingue benissimo.Per quanto riguarda l’esempio minimo compilabile non hai recepito la parola minimo. Certo quello che hai allaegato può essere compilabile, ma dimostra solo che hai preso il preambolo da un amico o dalla rete, senza preoccuparti di vedere se quella miriade di pacchetti ti serve, e senza verificare che carichi due volte babel con opzioni diverse (mi stupisco che tu non riceva un messaggio di errore grave, o forse lo ricevi ma hai configurato il tuo editor in modo che non si fermi in caso di errore.
Ivan ha ragione, ma Adobe Reader e Adobe Acrobat Pro distinguono benissimo la numerazione araba e quella romana, quindi anche con numerazione mista, si riesce benissimo a superare l’empasse di cui ti lamentavi.
Ivan dimentica che \frontmatter e \mainmatter non cambiano solo la numerazione, ma fanno anche altre cose, per esempio permettono di evitare costrutti barocchi come `\chapter*{…}
\addcontentsline{toc}chapter}{…}`come è mostrato nell’EMC del mio messaggio precedente.Fai come credi, ma quando chiedi aiuto, cerca di capire che cosa vuol dire chi ti scrive desiderando aiutarti.
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Il fatto che tu non abbia capito a cosa servano \pagestyle{empty} e \pagestyle{headings} lascerebbe supporre che tu non abbia metabolizzato l’informazione lette nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX, che sicuramente hai scaricato dal link presente nella sezione Documentazione di questo sito.Non solo ma il fatto che tu abbia una sequenza di pagine del tipo i, ii, i, ii, iii,…,xi,1, 2, 3, … sembrerebbe indicare che non hai seguito le indicazioni che ti ho dato a parole; non potevo farlo in modo diverso, perché non so che classe usi e quali impostazioni tu abbia dato. Per esempio qui sotto ti mando un esempio minimo compilabile; nel preambolo è definito un ambiente abstract perché la classe book non ne dispone; la classe report invece ne dispone, ma non dispone di \frontmatter e di \mainmatter.
Non è certo colpa tua se non sei pratico del forum; all’inizio nessuno lo è. Però questo piccolo “incidente” ti insegna che bisogna essere più espliciti nel presentare il proprio problema mostrando un esempio minimo compilabile che mostri il problema. Un esempio minimo compilabile è un breve file sorgente che comincia con \documentclass e finisce con \end{document} e che contiene il minimo necessario per mostrare il proprio problema. Io qui ti mando un esempio minimo compilabile nel quale sono fatte le cose che dicevo e il tuo problema non si presenta: la sequenza delle pagine {anche se non si leggono nel PDF, ma si leggono, per esempio, con il Reader, sono i (senza numero), ii (bianca}, iii(senza numero}, iv (bianca}, v (numero in calce), vi (bianca), vii (numero in calce), viii{ numero nella testatina), 1 (numero in calce), 2 (numero nella testatina), ecc.Il pacchetto emptypage semplifica la vita perché ridefinisce \cleardoublepage in modo che se deve saltare una pagina pari, questa sia davvero bianca. È chiaro che \frontmatter e \amnmatter cambiano il tipo di numerazione e non richiedono di usare esplicitamente \pagenumbering{roman} e \pagenumbering{arabic}; fanno anche altre cose come puoi vedere nelle testatine e nell’indice dove lo stesso comando \chapter produce risultati diversi nel materiale iniziale, rispetto al materiale principale. È altrettanto chiaro che se us la classe report non disponi di \frontmatter e \manmatter, ma non hai nessun bisogno di usare la numerazione romana e il consiglio che ti ha dato Ivan viene seguito automaticamente senza pasticciare con i comandi \pagenumbering.
Eccoti il mio esempio minimo compilabile:`% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
\documentclass{book}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{emptypage}% perché la pagina bianca sia davvero bianca\newenvironment{abstract}{\cleardoublepage
\vspace*{3\baselineskip}\center
\textbf{Sommario}\endcenter
\quote}{\endquote\clearpage}\usepackage{kantlipsum}
\usepackage[hidelinks]{hyperref}
\begin{document}
\frontmatter
\pagestyle{empty}
\begin{titlepage}\kant[1]
\end{titlepage}
\clearpage
\pagestyle{headings}
\begin{abstract}
\kant[2]
\end{abstract}
\tableofcontents
\chapter{Presentazione}
\kant[3-5]\mainmatter
\chapter{Primo}
\kant[6-10]\end{document}`
Copiatelo in un tuo file .tex a cui dai il nome che vuoi, compilatelo e verifica la numerazione delle pagine.
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Non è una cosa che abbia a che fare con TeX, ma ha a che fare con le impostazioni delle stampanti; se non trovi il modo di impostare la tua stampante, cambia i dati nelle impostazioni di geometry togliendo e aggiungendo quei tre millimetri ai margini laterali dove occorre. Ovviamente si tratta di un ripiego, non di una soluzione; la soluzione corretta sarebbe quella di impostare la stampante.
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Marco, per favore non farlo, non pensarci nemmeno; frontespizio e retrofrontspizio non vanno numerati; hai mai visto un libro con uelle paigne numerate esplicitamente? Piuttosto se usi la clasee book, prima del frontspizio mettici \frontmatter e \pagestyle{empty} e dopo il frontespizio e il retrofrontespizio che non essere numerato esplicitamente, rimetti \pagestyle{headings} e lascia che la numerazione continui/riprenda da III in numeri romani, e che non non ricominci da I romano; quindi non usare \pagenumbering{roman}, perché \frontmatter lo fa da solo.
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OK, scusa ma la lettura di scrittura con font senza grazie a me da spesso problemi di questo genere.
Dunque, si confermo; ftlpoint fa parte di TeXLive completa.
Peccato che se hai installato TeXLive su Ubuntu scaricandolo dal suo repository, per esempio con Synaptic o con apt-get, hai scaricato e installato una versione incompleta. Per esere sicuro apri il file log del file che hai appena compilato e vedi che cosa c’è scritto nelle prime righe: se vi compare qualcosa come TeXLive/Debian quello è il problema.Cerca in rete il file texlive-ubuntu.pdf e troverai un breve documento che spiega come installare il “vero” TeXLive, quello di CTAN, perfettamente compatibile con le piattaforme Debian, come è Ubuntu, ma che deve venire installato accanto o in sostituzione del TeXLive/Debian con una procedura particolare.
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L’ho compilato e mi pare che vada bene; ricordati però che in mancanza di errori grossolani, il rsto dipende dal gusto personale; Errori grossolani non ce ne sono; per la questioni gusti a me piace, ma ad altri potrebbe non piacere. Naturalmente suppongo che quanto ha composto sia conforme alle richieste burocratiche di entrambe le istituzioni.Se a te piace hai già su un piatto della bilancia il tuo e il mio parere; tutto sta a vedere se sull’altro piatto ricevi pareri opposti ben motivati e validi.
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Sì, si può, ma è complicato. Mi spiego; benché la tua idea abbia una sua logica, a nessuno finora è venuto in mente di realizzare questa possibilità o, se a qualcuno è venuto in mente, la cosa è nascosta in uno dei quasi 3000 pacchetti che costituiscono il sistema TeX.
Se non mi sbaglio, mi pare che nessuno dei pacchetti per personalizzare gli indici citati nell’Arte di scrivere con LaTeX consenta di fare una cosa del genere.
Tuttavia se vuoi comentarti in qualcosa di difficile, copiati dalla classe report la definizione della macro \l@chapter nel tuo preambolo; mettici in \makeatletter prima e un \makeletter dopo, e modificala togliendo \thepage e quant’altro sia legato al posizionamento del numero di pagina; potresti evitare di copiare quella macro ed usare il pacchetto xpatch, leggendone la documentazione; serve per eseguire delle modifiche in macro già esistenti, ma per modificare qualcosa, come \l@chapter devi sapere esattamente che cosa contenga. Passare per xpatch è decisamente più corretto, ma secondo me non risparmia granché di lavoro.
23 Gennaio 2016 alle 21:45 in risposta a: [RISOLTO] Inserire codice Matlab/Fortran in due colonne #104609::
Ne avevamo già parlato. Siccome non sai in quali pagine andrà a finire il codice in landscape con due facciate rimpicciolite per ogni pagina del file includente, è opportuno che il file incluso non abbia le pagine numerate; questo implica che l’appendice ti resta non numerata; però se cerchi bene nella documentazione di pdfpages, vedi che puoi evitare di usare l’opzione fittopage=true, ma poi scalare la pagina inclusa, così che resti lo spazio per la numerazione delle pagine includenti, anche se quelle incluse sono senza numero.
Oppure può essere che usando la specifica \pagestyle{plain) il numero della pagina resti nel margine inferiore ma sovrapposto alla pagina inclusa.
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Un esempio minimo compilabile comincia con \documentclass e finisce con \end{document}.Ti spiacerebbe completare il codice in modo che sia davvero un esempio minimo compilabile?
OT: vedo che usi i pica. Mi fa piacere che tu abbia familiarità visiva con i pica (12pt, circa 4mm) ma non mi sembra una cosa efficiente da fare. Io per usare grandezze misurabili con gli strumenti presenti in ogni casa (un righello, un doppio decimetro, una riga o una squadretta graduata) userei i millimetri così, dopo aver scalato la visuale sullo schermo in modo che la larghezza della pagina (A4) sia misurabile esattamente in 210mm, potrei verificare con il righello le lunghezza orizzontali e verticali e decidere subito quanti millimetri aggiungere o toglier per avere il giusto posizionamento sulla pagina. Oppure userei gi em che cambiano valore al cambiare delle dimensioni dei font; infatti sul TeXbook stesso si consiglia di usare gli ex per gli spazi verticali e gli em per gli spazi orizzontali.
Talvolta uso i millimetri, e talvolta uso gli eme ed ex, a seconda di quello che devo mettere in posizione.
23 Gennaio 2016 alle 11:01 in risposta a: [RISOLTO] Inserire codice Matlab/Fortran in due colonne #104606::
Certo che sarebbe possibile se non avessi messo quel \pagestyle{empty}; basta il \cleardoublepage, che per giunta è sovrabbondante perché è già contenuto dentro il comando \chapter. Se vuoi che la pagina prima dell’appendice sia totalmente vuota fai così:`\clearpage\thispagestyle{empty}
\appendix
\chapter{Fortran code}`
Nota il \thispage
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